GRANDE SUCCESSO PER “CRAVATTARI” DI FORTUNATO CALVINO A SORRENTO

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E’ stato un grande scambio di emozioni, un rito quasi sacrale l’incontro del teatro del maestro drammaturgo napoletano Fortunato Calvino con i ragazzi delle scuole superiori della Penisola sorrentina, nell’ambito della seconda edizione della rassegna teatrale “Contemporanea” organizzata dal Circolo Endas “Penisola sorrentina” onlus(Sezione Teatro), il 22 e 23 novembre 2013. Di scena al Teatro Sant’Antonino di Sorrento il pluripremiato testo “Cravattari”-Premio Giuseppe Fava ’95, Premio Girulà ‘96 , Premio Speciale Giancarlo Siani ’97- con un cast strepitoso, Antonella Morea, Rosa Fontanella, Manuela Schiavo Lomoriello , Pietro Juliano, Federica Altamura, la sapiente regia dell’autore Fortunato Calvino, le efficaci puntualizzazioni musicali di Enzo Gragnaniello. L’evento è stato presentato con giusto brio e misura dal dott. Carlo Alfaro (Responsabile Teatro dell’Endas), con gli interventi della Presidente dell’Endas Adele Paturzo, il direttore artistico della rassegna Antonio Volpe, il sensibile Parroco della Cattedrale e referente dell’ Associazione Antiusura “Exodus” Don Carmine Giudici, l’avvocato penalista di Massa Lubrense Raffaele Ferraro, la testimonianza di Rossella Di Leva, amica dell’imprenditore-simbolo della lotta all’usura Luigi Orsino. Partecipi ed incantati gli studenti del Liceo classico-linguistico e delle scienze umane P.Virgilio Marone(Meta), dell’Istituto tecnico Nautico Nino Bixio(Piano di Sorrento) e dell’Istituto polispecialistico San Paolo Sezione turistica(Sorrento), opportunamente giudati dai loro docenti. Lo spettacolo-evento dal 1996 ad oggi ha raggiunto le 900 repliche sul territorio nazionale, un vero record a riprova della sua validità artistica ed educazionale. “Cravattari” è il nome con cui vengono definiti gli usurai, gli strozzini, coloro i quali prendono al collo i debitori con la richieste di interessi spropositati e perseguono, con criminale sistematicità, l’annientamento economico, psicologico e morale delle proprie vittime. Il testo fu scritto da Fortunato Calvino nell’agosto del ’94, periodo in cui le cronache rivelavano le prime drammatiche vicende legate all’usura, ma a distanza di vent’anni quasi è di un’attualità rabbrividente. Il campo di indagine dell’autore è la Napoli del degrado, degli usurai spietati che costringono una famiglia “normale”, una come tante, a rinunciare, in una vorticosa spirale di debiti, a lavoro, oro, casa, persino all’onestà, fino alla discesa agli inferi, alla fuga dal mondo dei vivi e la scomparsa nella Napoli sotterranea vissuta come unica via di scampo. Un tema forte, sostenuto da un ritmo altamente drammatico ed ottimi interpreti. Una “pièce” breve, carica di tensioni, di un realismo poetico, incisivo e senza eccessi, che scatena le emozioni del pubblico. Un dramma di efficace resa scenica, di notevole aspetto didattico, per una presa di coscienza, per il riscatto di una ribellione civile. Il linguaggio, poi, si adatta alla connotazione dei personaggi: lessico duro, violento negli accenti della spietata usuraia; idioma quasi poetico, tutto risuonante di una solitudine esistenziale nei disarmati genitori della giovane vittima; neutra lingua italiana della scuola dell’obbligo, nelle due giovani donne. Un’opera coraggiosa e diretta che restituisce al teatro una funzione e una dignità sociali ormai sempre più rare. L’atmosfera cupa e soffocante del dramma dell’usura, ben resa dalla messinscena, fa di questa piece un lavoro volutamente crudo e violento, scomodo ma anche suggestivo. In Cravattari si parla il linguaggio spoglio della cronaca, cui l’uso del dialetto conferisce una particolare impronta di verità. Il ruolo centrale è affidato alla straordinaria Antonella Morea, magnifica interprete di Assunta, l’amica dei “Cravattari”, la boss dei quartieri, la crudeltà personificata, il destino malefico incontro al quale si avviano coloro che si rivolgono agli usurai. Il finale di speranza, una candela accesa nel buio della Napoli sotterranea, richiama applausi scroscianti e lacrime di commozione.