Ospedale di Sorrento. Avanza l’inchiesta sul decesso di una 50enne avvenuto un anno fa. Turni di servizio nel mirino

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Sorrento. Continua l’inchiesta della Procura della Repubblica sul decesso di una 50enne all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento. Su delega del pm titolare delle indagini, l’altro giorno i poliziotti si sono ripresentati al presidio sanitario di Corso Italia per acquisire i turni di servizio dello staff. Motivo? Stringere il cerchio su chi il 15 settembre dell’anno scorso era regolarmente a lavoro in ospedale e, soprattutto, prestò cure alla donna. Tutti attendono una risposta, tutti vogliono la verità. Già un paio di settimane fa, gli agenti – agli ordini del vicequestore Antonio Vinciguerra – «ripiombarono» al plesso sanitario per acquisire ulteriori documentazioni sul ricovero della 50enne e sulle cure sanitarie che gli furono prestate da medici e infermieri del nosocomio sorrentino. Materiale ritenuto molto importante dagli investigatori per proseguire nelle indagini su una morte apparsa immediatamente sospetta. Il decesso della donna assunse subito i contorni del giallo. Il figlio tornò a casa da lavoro e ritrovò la madre per terra, nel proprio appartamento di via degli Aranci, in un lago di sangue. Ferite, lividi su varie parti del corpo e l’allarme, disperato. Poi il trasferimento all’ospedale «Santa Maria della Misericordia». La donna fu ricoverata, in un primo momento non sembrava in imminente pericolo di vita ma mentre i medici stavano proseguendo gli accertamenti del caso le condizioni della 50enne peggiorarono, in poche ore. Fino alla morte. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata sta proseguendo a pieno ritmo. Subito dopo la tragedia, a caldo, vennero ascoltati dai poliziotti di Sorrento il figlio della 50enne, familiari, personale ospedaliero e del pronto soccorso. Successivamente alcuni medici vennero iscritti nel registro degli indagati. Un atto, in quella fase dell’inchiesta, «sostanzialmente» dovuto e legato all’autopsia da effettuare sul corpo della donna. Un esame irripetibile e avvisi di garanzia «formali» per alcuni dipendenti della struttura sanitaria che seguirono l’autopsia nominando anche dei consulenti di parte. Tante le piste battute dalle forze dell’ordine che non smettono di lavorare per assemblare tutti i tasselli e giungere alla ricostruzione di ciò che è avvenuto quel maledetto sabato di metà settembre dell’anno scorso. Fu quasi subito esclusa l’ipotesi di un’aggressione. La donna era molto conosciuta a Sorrento, benvoluta da tutti, sempre con il sorriso sulle labbra e pronta ad aiutare chi ne avesse bisogno. (Salvatore Dare – Metropolis)