Allerta alimentare. Anche nelle acque italiane pescato il temibile pesce palla

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Allerta alimentare. Anche nelle acque italiane pescato il temibile pesce palla. Uno tra gli animali più velenosi catturato da pescatori siciliani a settembre. Ma le istituzioni non lanciano alcuna allerta alimentare. Ma è più corretto informare cittadini e consumatori del pericolo mortale in caso di ingestione Si sta diffondendo anche nel mar Mediterraneo e dopo essere passato dal Mar Rosso dov’è originario, attraverso il canale di Suez, ha fatto capolino in Grecia, passando per Israele, Rodi, la Turchia ed è arrivato sino alle acque siciliane dove qualche settimana fa ne è stato pescato un esemplare nell’area di Lampedusa. Si tratta del Lagocephalus sceleratus, meglio noto come pesce palla velenoso, un pesce apparentemente goffo e simpatico, ma che è anche uno tra gli animali più velenosi dei fondali marini, se mangiato, che per la prima volta è apparso ufficialmente anche nelle reti dei pescatori italiani. A darne comunicazione alle autorità sanitarie è stata l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha provveduto ad inviare una nota il 7 novembre scorso, con la quale ha segnalato alle Asl la presenza del vertebrato nelle acque nostrane. Di seguito il comunicato stampa: “Alcuni giorni fa, è stato ritrovato nella acque dello Stretto di Sicilia il pesce palla maculato, Lagocephalus sceleratus, una specie ittica migrata dal Mar Rosso; si tratta di un pesce tossico che può essere letale per l’uomo se ingerito, ma appartenendo alla famiglia dei Tetradontidae, cioè pesci palla e pesci lepre già presenti nel Mediterraneo ne è stata già vietata la vendita dal D.Lgs. 531/1992, pertanto non può raggiungere i mercati e non costituisce pericolo per i consumatori. Il pesce palla maculato, consegnato all’ISPRA dai pescatori, rappresenta il primo esemplare ritrovato nei mari italiani; l’Istituto ne ha dato immediata comunicazione alle Autorità competenti affinché operino per quanto di competenza e ritenuto necessario”. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, pur evidenziando che le autorità non hanno ritenuto necessario lanciare una vera e propria allerta alimentare, resta comunque doveroso mettere in guardia i cittadini e i pescatori a non mangiarlo in caso di eventuale cattura. Sottovalutare tale evento potrebbe portare, infatti, conseguenze dannose per la salute, giacché le carni di questo tipo di pesce sono altamente tossiche anche dopo la cottura, e consumi occasionali hanno già causato alcuni decessi in altri Paesi del bacino del Mediterraneo.