Ospedale Sorrento arriva la finanza

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Inchiesta sanità, la finanza ripiomba all’ospedale di Sorrento Si sono ripresentati in ospedale, due volte in due giorni. E per continuare ad acquisire materiale ritenuto estremamente importante per la maxi-inchiesta in corso da quasi un anno. I finanzieri hanno portato via delibere e determine per l’acquisto di apparecchiature elettromedicali e, in particolare, per la sala operatoria «fantasma» del plesso «Santa Maria della Misericordia». Non solo. Nel corso dell’intervento a Sorrento, le fiamme gialle hanno passato al setaccio anche i fascicoli della maggior parte dei primari attualmente in carica agli ospedali riuniti della penisola. Quindi anche a Vico Equense. Fari accesi, in particolare, su congedi e permessi. Insomma, è l’ennesima puntata dell’inchiesta partita a seguito della relazione finale della commissione parlamentare sugli errori sanitari che, dopo aver ascoltato dirigenti sanitari, medici e operatori, l’inverno scorso produsse un dossier in cui venivano sollevate pesanti ombre sanita in penisola sorrentina E fu proprio la procedura attivata per far acquistare tutto il materiale necessario per attrezzare al meglio una sala operatoria che, nei fatti, all’ospedale «Santa Maria della Misericordia» di Sorrento, non esiste ancora, a balzare agli occhi della commissione e dei finanzieri. I riflettori degli inquirenti rimangono dunque accesi sul mondo della sanità in penisola sorrentina, messa sott’accusa dal «pool» presieduto all’epoca dall’onorevole dell’Italia dei Valori, Antonio Palagiano. Nel dossier ci sono diversi episodi su cui la guardia di finanza ha iniziato a indagare. In particolare, un intero paragrafo del fascicolo fu dedicato proprio alla faccenda della sala operatoria «fantasma», la potenziale terza del presidio ospedaliero di corso Italia. La commissione parlamentare accertò che la struttura «non solo non risulta mai attivata, ma non esiste neppure da un punto vista strutturale». Nonostante questo, direttamente dal reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale, fu tempo fa «sollecitato l’acquisto dell’indicata dotazione, inducendo l’azienda a formalizzare l’affidamento della fornitura di quanto richiesto, senza gara e con affidamento diretto, per un importo pari ad 46mila 114, 29 euro oltre Iva». La fornitura riguardava un letto operatorio e alcuni accessori. Anche di questa vicenda fu informata l’autorità giudiziaria. La commissione parlamentare, nel complesso, non risparmiò punzecchiature e critiche alla gestione dell’ospedale «Santa Maria della Misericordia». «Nel corso dell’attività d’inchiesta – venne evidenziato nella relazione finale – sono emerse ulteriori anomalie che denotano una gestione poco trasparente ed efficiente della struttura ospedaliera di Sorrento». Un’accusa abbastanza pesante. Tutto partì nell’ottobre 2012 quando su disposizione della commissione parlamentare, proprio all’ospedale «Santa Maria della Misericordia», piombarono i finanzieri per acquisire materiale ritenuto importante per le indagini che, sostanzialmente, rientrarono nell’ambito del filone di inchiesta sullo stato di attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario nella Regione Campania e in merito alla conseguente rimodulazione della rete ospedaliera regionale. Metropolis Salvatore Dare 

 

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