Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Incendi in Costiera amalfitana, il sindaco di Ravello Di Martino “Fate venire l’esercito”

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Incendi in Costiera amalfitana interminabili. Dopo Maiori, Tramonti, il fuoco non da tregua alla Costa d’ Amalfi. Dopo l’intervento di Scurati, lo scrittore che vive nella Città della Musica, su La Stampa, il sindaco di Ravello Salvatore Di Martino lancia la proposta choc “Deve intervenire l’esercito, questa situazione non si può più tollerare!” Cosa si deve fare per la prevenzione? “Si deve pensare a coinvolgere i contadini e i proprietari terrieri, dare un contributo per manutenere i terreni, coltivarli, pulirli.. costerebbe molto meno delle centinaia di migliaia di euro spese sinora per gli interventi fatti e renderebbe la Costiera Amalfitana più bella e sicura”

Faito brucia ancora, assurdo

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Assurdo in questi minuti continua l’incendio al Faito . Ancora una notte di paura anche per Moiano dall’incendio che sta devastando la montagna più bella della Campania che si affaccia sulla Costa d’ Amalfi e Sorrento . Distrutte due villette , con l’esplosione di un contenitore gpl, e decine di ettari di bosco , turisti in fuga e lo stesso sindaco Andrea Buonocore con tutta l’amministrazione stravolti si sentono abbandonati. Questa notte Positanonews ha seguito l’incendio ora per ora , come lo stiamo seguendo dall’alba del 15, unici a farlo, e siamo d’accordo col sindaco. Le istituzioni , dalla Regione Campania in poi , sono state se non assenti, tardive, scoordinate, inspiegabilmente la cosa è stata sottovalutata. Case a rischio e il DOS è operativo con i primi lanci dopo le 10,30, il canadair arriva solo nel pomeriggio. Sono fatti inspiegabili che , riteniamo noi, siano ben più grave del piromane i cui danni potevano essere contenuti più facilmente con interventi più efficaci, tempestivi e organizzati .  Foto Peppe Coppola

Massa Lubrense piange Vituccio Orsu lo storico tabaccaio

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Massa Lubrense e la penisola Sorrentina piangono Vito Orsù tabaccaio per 60 anni a Massa e papà  del notaio Carla Orsi. Il ricordo di Lello Acone

Ciao Vituccio e con Te un pezzo della mia infanzia.
Anche stasera, purtroppo, su queste pagine righe che non vorresti mai scrivere e che invece ti tocca farlo. E stasera, queste parole per ricordare un altro pezzo della Massa della mia infanzia e di tanti ricordi che mi, ci, lascia e basta scrivere solo un nome: Vituccio.. Chi a Massa non lo ha conosciuto ed avuto come amico, quel simpticone tifoso della Juventus e proprio sulla sua passione per la squadra bianconera tante erano le discussioni che si intavolavano nella sua Edicola tabacheria dove siam passati tantissime volte da piccoli ad acquistare le bustine dei calciatori, le NE Lunghe Esportazioni, si chiamavan così o sbaglio quelel sigarette nel pacchetto bianco rosso?, per papà o nei periodi in cui nonno Vincenzo veniva a stare un po’ da noi, il Mattino e l’Unità perchè ripeteva il nonno due punti di vista meglio di uno e quando poi papà non fumò più ripiegammo sull’immancabile settimana enigmistica del sabato. Ciao Vituccio pare ieri che ti vedevo nei giardinetti con la Tua Federica ed il nipotino Piergiorgio ed invece anche Tu oggi nella giornata in cui noi ricordiamo San Liberatore ci hai lasciati. Ed allora da queste pagine, stasera, l’abbraccio forte mio, della mia famiglia, de Il Partto con la Città e del Suo comitato, del quale Federica riveste il ruolo di Presidente, dei miei Visitatori, e posso scriverlo senza paura di venir smentito, di tutta Massa che piange la nascita al cielo del Suo Vito alla famiglia Orsi, in particolare alle adorate figlie Bianca, Carla e Federica, ai fratelli Gennaro, Marisa e Giuseppe mentre per Vito, già Angelo dopo una vita intera dedicata al lavoro ed alla famiglia, gran parte di Essa nella quale ha ricoperto il ruolo di papà e mamma dopo la scomparsa prematura della Sua Rita, alla Quale oggi si è ricongiunto in Paradiso, stasera salga forte la nostra preghiera.
Domattina alle 10 e 30 partirà dall’Ospedale di Sorrento il corteo funebre al quale seguirà poi la Santa Funzione nella nostra ex Cattedrale che è stata da sempre vicina al Suo esercizio. Ciao Vito e da lì dove Ti trovi e dove tutto è possibile proteggi sempre i Tuoi cari e dona Loro con l’aiuto del Signore la Forza della Consolazione.

 Lello Acone

La “ Ndrangheta “ del fuoco sta bruciando il futuro della Costa d’Amalfi.

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Costiera Amalfitana – Ogni anno, da Vietri sul Mare a Positano, decine e decine di ettari di bosco vanno in fumo. Il fenomeno in questo scorcio di Agosto ha assunto rilevanti dimensioni – quasi da tragedia di massa – sia per i danni economici che per quelli a più lungo termine, di natura ecologica. Non si può ignorare che la struttura in larga parte calcarea dei monti Lattari rende la Costiera Amalfitana particolarmente esposta ai pericoli derivanti dall’erosione: frane, smottamenti, dissesto idrogeologico. La copertura di un manto boschivo è quindi un elemento essenziale per la difesa del suolo, in un territorio che ha già dietro di sé una lunga storia di alluvioni. Gli incendi rappresentano, quindi, non solo un colpo inferto al paesaggio ma anche un attentato agli equilibri del territorio. E’ormai chiaro che il fatto che in determinanti periodi dell’anno scoppino focolai in tante e così diverse zone, non può essere attribuito solo al caso. E, allora, c’è da chiedersi cosa si propongono questi ignoti piromani? Quale è l’obiettivo di questa banda di incendiari che sta distruggendo ettari ed ettari di verde in alcune delle zone più belle della nostra regione. ? Gli intenti che muovono queste persone sono soprattutto speculativi e affaristici: trasformare, insomma, zone verdi e non edificabili in immense pianure e colline di terra bruciata dove, a valle, non essendo più possibile la coltivazione di alcunché, è facile ottenere con un ritocco del piano regolatore comunale qualche licenza edilizia. Un secondo filone di business incendiario, secondo la notizia pubblicata dal Globalist, è quello che porta alle società che si accaparrano gli appalti per lo spegnimento degli incendi. Riguardo a ciò c’è da dire che l’unica inchiesta aperta è opera dell’Antitrust. Rimane, intanto, al di là degli obiettivi che si pongono gli incendiari, i danni da loro provocati. In Italia avvengono circa 6 mila incendi all’anno con una distruzione di oltre 9 mila ettari di terreno per un danno economico che si aggira sui 900 milioni di euro. Il danno, naturalmente, non è solo economico: bisogna, infatti, mettere nel conto anche quelli derivanti dalla perdita di produzione legnose, dall’aumento del pericolo di frane e – ovviamente – quelli legati al deturpamento irrimediabile del paesaggio, questione questa che si evidenzia ogni anno di più soprattutto lungo l’affollata e turistica Costa d’Amalfi. Si tratta, quindi, di un fenomeno che non può essere sottovalutato. E che chiama direttamente in causa il ruolo e l’attività svolta fino ad oggi dalla Regione Campania.Per quanto riguarda la prevenzione scarse sono le cose fatte dagli amministratori campani. C’è da augurarsi che l’appello dello scrittore Antonio Scurati , in vacanza a Ravello, rivolto, attraverso un video pubblicato sulla Stampa, al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di “assumersi la responsabilità politica di trovare una soluzione agli incendi  “, sia preso sul serio, attuando un piano regionale  di prevenzioni antincendi. Perché intervenire, comunque, è possibile. Ma – questo è il punto – si vorrà intervenire ? Tra l’altro anche una rivalutazione del bosco come patrimonio insostituibile, una educazione ecologica diffusa nelle scuole e dai mezzi di informazione, una cultura politica del territorio sarebbero mezzi efficaci per fare “ terra bruciata “ intorno agli ignoti autori di uno scempio, sempre che ci sia la volontà di fare questo.

Antonio Amato

Sorrento: con il Benevento Primavera buon test

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Contro i sanniti ancora qualcosa da registrare ma la mano del mister si vede

 

 L'immagine può contenere: una o più persone, erba, spazio all'aperto e naturaSorrento – Quello giocato nel caldo pomeriggio di giovedì 17 agosto è risultato un buon test del Sorrento con il Benevento Primavera, c’è ancora qualcosa da registrare ma la mano del mister si vede.

Certo che dopo un ritiro in cui gli allenamenti sono stati alquanto di un certo sacrificio e con le gambe ancora pesanti e qualche nodo da scogliere, qualche pedina deve ben districarsi e qualche altra la visione di gioco, la gara contro i sanniti ha già messo in luce qualche buona trama e delle reti di buona fattura. Qualche giocatore si è messo in luce per il suo buon saper imbavagliare l’avversario e di farlo restare sul posto. Una gara che ha visto i sanniti di mister Romaniello Nicola nella prima frazione avere un buon possesso palla ma senza affondare i colpi con i costieri che ci hanno provato fin dai primi minuti ma forse senza molta convinzione.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Dopo il vantaggio rossonero che si è concretizzato al 45’pt con Masi che in area dalla destra si accentrava e lasciava secco Bruno con una palla a giro, la squadra di mister Guarracino, anche con gli innesti che si sono avvicendati nella ripresa, ha carburato di più. Ha trovato la seconda rete ad opera di Rizzo al 10’ che batte con un rasoterra terrificante dal limite l’estremo giallorosso che aveva respinto precedentemente con un un’uscita alta la sfera a campanile destinata alla testa di Cifani, in discreta forma. Il tris lo calava Schettino che dalla sinistra in area ben servito da un cross lungo dalla destra stoppava la sfera e mirava nell’angolo lungo battendo per la terza volta il portiere beneventano.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

I sanniti mettevano a segno la rete della cosiddetta bandiera al 23’ con un cross di Rillo che finiva direttamente in porta sotto la traversa.

In definitiva va bene così anche se mancava il capitano Alfonso Gargiulo per un infortunio e giovedì 27 agosto al ‘Moccia’ di Afragola altro test contro la Vis Afragolese alle ore 18.00.

Le foto a corredo dell’articolo sono di Giuseppe Spasiano

 

FC SORRENTO – BENEVENTO PRIMAVERA 3-1

Goals:  45’pt Masi (S); st – 10’Rizzo (S), 17’Schettino (S), 23’ Millo (BP).

SORRENTO (4-3-3): Munao; Mozzillo, Calabrese, Raimondi, Matino; Gargiulo, Pepe, Schettino; Di Ruocco, Fiorentino, Masi.

Sono entrati: D’Esposito e Leone; Chiaro, Reich, Mennella, Guarro, Rizzo, Guastella, Falanga, Cifani, Vacca e Ruocco.  Allen: Antonio Guarracino

BENEVENTO PRIMAVERA (4-3-3): Bruno; Martone, Giobbe, De Caro, Sparandeo; Scognamiglio, Cuccurullo, Cavaliere; Ronca, Pinto, Orefice.

Sono entrati: Volzone; Filogamo, Rillo, Conte, Santarpia, Chiacchio.

Arbitro: Giacomo Chierchia di Castellammare di Stabia.

Assistenti: Nicola Cafiero e Luigi D’Antuono di Castellammare di Stabia.

Note: ammoniti – 10’pt Giobbe (BP); 13’st Pepe (S), giornata serena e calda.

Angoli: 1/3.  Recupero: 1’pt e 2’st.

 

GISPA

 

Attentato a Barcellona furgone sulla folla della Rambla / Video

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Un mezzo bianco ha percorso diverse centinaia di metri lungo il tratto pedonale e si è schiantato contro un chiosco vicino al mercato della Boqueria. Testimoni: “Correva a zig zag a una velocità folle”. L’uomo che ha affittato il furgone si chiama Driss Oukabir, di origine maghrebina con permesso di residenza in Spagna. Non è chiaro se sia lui l’uomo catturato. Forse ucciso uno dei complici.

Per sicurezza la polizia ha fatto chiudere per ore che si trovano in città a non spostarsi se non per motivi urgenti e a lasciare libere le strade per agevolare la circolazione dei veicoli d’emergenza.
La polizia catalana ha poi diffuso la descrizione di almeno uno dei presunti attentatori. Un uomo alto circa un metro e settanta, con una camicia bianca a righe blu; secondo quanto riferito da un’emittente radiofonica, all’interno del furgone sarebbe stato ritrovato un passaporto spagnolo, ma il nome del titolare è arabo. Per ore si è parlato di uno o più terroristi asserragliati in un bar-ristorante con ostaggi ma in serata le autorità hanno precisato che “non ci sono persone rinchiuse in un locale”. Di certo altri due presunti terroristi erano riusciti a fuggire ma, secondo alcuni media, uno di loro sarebbe morto poco dopo le 20 in una sparatoria tutti i negozi e i ristoranti della zona con all’interno la clientela e solo dopo le 20 sono stati autorizzati a uscire. Ha inoltre invitato tutti coloro avvenuta a Sant Just Desvern, cittadina a pochi chilometri da Barcellona.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Maiori scena apocalittica auto si incendia mentre cammina sul lungomare VIDEO

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Maiori, Costiera amalfitana .  Scena apocalittica , auto si incendia mentre cammina sul lungomare . Sul posto vigili del fuoco e ambulanza del 118 proveniente dal Costa d’ Amalfi di Castiglione di Ravello. I cittadini sono intervenuti immediatamente per aiutare , comunque era un caos mentre i canadair giravano per l’incendio a Paterno di Tramonti  chi pensava ad un attentato Positanonews sul posto foto d’archivio il VIDEO della scena su Positanonews TV o aspettate qualche secondo qui sotto

Anche Sabrina Ferilli in vacanza ad Amalfi super sexy in barca

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Anche Sabrina Ferilli in vacanza ad Amalfi . Attrice e conduttrice simbolo di Roma, Sabrina Ferilli è stata beccata dal settimanale Diva e Donna col marito Flavio Cattaneo in barca sui mari della Costiera amalfitana. 53 anni e non sentirli è proprio il caso, la Ferilli rimane un simbolo di sensualità ed erotismo italiano di eccezionale bellezza.

 

Tramonti e Maiori incendi partiti da piromani, trovata bottiglia di plastica e sospetti

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Incendio a Maiori dal Centro (foto di Yuri)

Tramonti e Maiori, Costiera amalfitana. Gli incendi che stanno avvolgendo le due località della Costa d’ Amalfi parrebbero avere origine dolosa. Mentre a Tramonti a Paterno Sant’Arcangelo, dopo una giornata di fiamme, con la protezione civile di maiori e tramonti sul posto con i vigili del fuoco a lavorare a terra mentre in canadair lanciavano tonnellate d’acqua, la polizia municipale ha trovato una bottiglia di plastica con benzina, a Maiori qualcuno ha visto le fiamme svilupparsi contemporaneamente con l’uscita della Madonna. Nel primo caso a Tramonti ci potrebbero essere questioni private di vicinato o familiari, come si sospetta del piromane di Moiano per l’incendio del Faito a Vico Equense, mentre a Maiori si pensa a una persona che abbia proprio una patologia in tal senso. Ma, salvo il caso di Vico Equense, che Positanonews sta seguendo nella sezione news Penisola sorrentina, per la costa di Sorrento , non vi sono riscontri oggettivi

Costa d’Amalfi, invasione di meduse a Furore

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Il mare e le coste della Divina sono invasi dalle meduse, infatti con il riscaldamento dell’acqua i fenomeni sono sempre più evidenti. Gli animali marini sono stati avvistati a Furore e sembra anche a Praiano.

Le meduse sono considerate urticanti, ma non tutte le specie in natura lo sono: la più aggressiva è la Pelagia noctiluca, con un diametro massimo di dieci centimetri, di colorazione rosa o viola. Si raccomanda ai bagnanti di stare attenti, ma non preoccuparsi eccessivamente e se si è sfiorati da una medusa, uscire dall’acqua e vedere se si hanno residui dell’animale sul corpo: se presenti rimuoverli delicatamente, con l’ausilio di acqua di mare. Gel al cloruro d’alluminio è raccomandato in caso di prurito e per contrastare le sostanze tossiche rilasciate dalla medusa.

Costa d’Amalfi traffico in strada, code ad Atrani – VIDEO

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ANTEPRIMA – Problemi alla viabilità imperversano i viaggiatori sulle strade della Costa d’Amalfi, attualmente il traffico è bloccato ad Atrani da oltre mezz’ora e sono assenti gli ausiliari.

Positano, incredibile al Canneto: rimossa auto guasta

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Quello che è accaduto al Canneto di Positano ha dell’incredibile,  un auto guasta è stata rimossa dal carro attrezzi. Sul parabrezza della vettura c’era il numero di telefono e una contravvenzione dei Vigili.

Il veicolo trasferito a Ravello dal Soccorso Stradale Paolillo, resta l’unica macchina mai presa al Canneto.

 

Una delle 7 riserve naturali più belle d’Italia è in Penisola…

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L’Ansa dedica uno speciale alle 7 riserve naturali più suggestive d’Italia.
Tra le oasi marine protette più belle del nostro Paese, secondo l’Agenzia di Stampa italiana ce ne sarebbe una in Penisola Sorrentina.
Si tratta della Baia di Ieranto, l’atmosfera sacra si respira ancora camminando su onde di roccia, davanti a panorami che si aprono in un azzurro improvviso. Il sentiero che conduce alla Baia di Ieranto parte da Nerano, frazione di Massa Lubrense, piccolo e delizioso borgo di pescatori.
Nerano è raggiungibile con gli autobus della Sita che partono dalla stazione di Sorrento. Dalla piazzetta del paese seguite per qualche decina di metri la strada principale in discesa e troverete l’imbocco del sentiero sulla destra.Il sentiero procede in pianura per circa un chilometro passando davanti a Villa Rosa, dove visse lo scrittore Norman Douglas.
Da qui in poi gli ulivi diventano sempre più rari per lasciare spazio a una selvaggia macchia mediterranea.Dopo un tratto in discesa tra i muretti a secco, la vista si apre all’improvviso su Capri, di cui è possibile distinguere nettamente i Faraglioni, Punta Campanella, il profilo della Costiera Amalfitana e gli isolotti dei Galli. Lungo il cammino noterete i resti di forni per la calce: all’inizio del ‘900 infatti la Baia era di proprietà dell’Italsider che ne fece un villaggio minerario per l’estrazione della calce.

La spiaggia di Ieranto

Lungo il percorso troverete un bivio, da una parte, si sale fino Mont’Alto e Punta Penna, dall’altro si scende fino alla piccola spiaggia di ciottoli della Baia di Ieranto. Un luogo paradisiaco dove fare il bagno di fronte ai Faraglioni.Se non ve la sentite di affrontare la lunga camminata ma volete ugualmente concedervi un bagno nelle acque incontaminate di Ieranto, potete raggiungere la spiaggia di Nerano e da lì farvi accompagnare in barca dalla Cooperativa Sant’Andrea, l’unica autorizzata all’accesso nella area marina protetta di Punta Campanella.

Da sapere prima di mettersi in cammino:
Località di partenza: Nerano.
Località di arrivo: Nerano.
Tempo di percorrenza: circa 4 ore.
Chilometri: 6 km.
Grado di difficoltà: medio.

SALERNITANA: caccia al centravanti, la situazione

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Con gli arrivi di Radunovic, Asmah, Gatto e Cicerelli, il mercato della Salernitana volge quasi al termine, almeno per quanto concerne le operazioni in entrata. All’appello manca un attaccante di scorta e forse un altro centrale difensivo. Quello del centravanti è ovviamente il ruolo più delicato: non sarà facile ingaggiare un nome di spessore considerando che in avanti c’è già Bocalon, giocatore che rappresenta più di una riserva. Questo fattore potrebbe rappresentare un ostacolo non di poco conto per giocatori del calibro di Floccari e Cacia, tanto per fare due nomi accostati nelle ultime ore al club di via Allende. Il primo, dopo l’approdo della Spal in Serie A, è alla ricerca di una squadra che possa garantirgli una maglia da titolare; il secondo è in uscita da Ascoli ma guadagna troppo.

Per un discorso di caratteristiche tecnico-tattiche, Bollini preferirebbe Floccari. Cacia è infatti un attacante statico, vecchio stampo. Un giocatore che non garantisce un grande contributo in fase di costruzione. Nelle ultime ore inoltre il Bari avrebbe proposto Raicevic, giocatore in cerca di riscatto dopo qualche mese poco felice in biancorosso.  Ad ogni modo, la sensazione è che alla fine si punterà su un nome meno altisonante e che potrebbe arrivare nelle ultime ore di mercato. Allo stato attuale Bollini ha a disposizione tre attaccanti, ovvero Bocalon, Roberto e Joao Silva. L’inserimento di un quarto elemento creerebbe confusione nel reparto avanzato, ragion per cui il vice-Bocalon potrebbe arrivare solo dopo la cessione di uno dei portoghesi.

fonte tuttosalernitana.com

Vico Equense il piromane di Faito incastrada da un video a Moiano, forse motivi familiari dietro l’atto VIDEO

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Vico Equense. Come anticipato da Positanonews, che sta seguendo gli ultimi atti di questa tragedia dalle 7 di ferragosto con articoli , foto e video tutte le ore ( questa notte fino alle 4, ndr ) è di Moiano il presunto piromane. Anche se dubitiamo che sia solo lui la causa di questo immane scempio, abbiamo segnalato come fino alle 10,30 stamattina non erano stati fatti lanci da elicotteri mentre le fiamme circondavano il centro abitato di Moiano. Sul posto c’erano anche i vigili del fuoco di Piano di Sorrento, ma la gente si sentiva sola e in molte zone non vedevano nessuno da qui l’appello e le paure. Nel video dei carabinieri si vede l’Ape Piaggio di C.D., il 60enne , molto noto, un fratello ha una attività commerciale sul posto, è un insospettabile per una cosa del genere. Ma è stato arrestato con l’accusa di essere il piromane che ha appiccato le fiamme al Monte Faito la mattina di Ferragosto. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, nel corso dell’interrogatorio reso ai militari dell’Arma avrebbe reso delle parziali ammissioni. “Non so perché l’ho fatto. Ho preso i fiammifero ed ho dato fuoco”. Ma l’avvocato difensore sentito da Positanonews ha riferito che di fronte al pubblico ministero non vi furono affermazioni di colpa.  Secondo alcune persone ci sarebbero dietro vicende familiari, cioè l’uomo, se pure fosse responsabile, non avrebbe voluto colpire tutta la montagna. Ma ovviamente spetta alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata appurare il tutto . Invitiamo tutti a non scatenare la propria furia su quest’uomo anche perchè se è successo tutto questo inferno lo si deve anche alla mancanza di coordinamento lamentata da tutti dalla Regione Campania in poi, tanto è vero che De Luca fece dimettere anche Di Nardo precedente responsabile della protezione civile. Su Positanonews TV il video

Monte Faito (Vico Equense). Da apocalisse. Gli imprenditori: “Siamo in ginocchio, per noi la stagione è conclusa”

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Giovanni Somma della Cinciallegra, Giacomo Vanacore del Bar Belvedere e Cesare Trombetta della Lontra

Monte Faito (Vico Equense). Sono salito ieri nel tardo pomeriggio, dove sono andato per toccare con mano l’immane tragedia che sta subendo il nostro polmone verde. Uno scenario veramente apocalittico, già salendo dal bivio di Moiano: distese bruciate, tutte nere, non c’è più nulla, area impregnata di bruciato, irrespirabile nel primo tratto, ma totalmente pericolosa perché in questo momento le fiamme stanno lambendo le vicinanze delle case di Moiano, a partire dal vecchio Albergo.

Frastornato, arrabbiato: tanti sono i sentimenti che mi frullano in questo momento. La montagna era in declino ma da qualche mese si stava riprendendo, stava quasi rinascendo, come mi hanno poi spiegato gli imprenditori del posto che ho voluto incontrare e che di seguito, nel video ho intervistato.

Ma da quel 5 Agosto che è cambiato tutto, le attività ricettive arrancano per quel che possono. Tante prenotazioni per Ferragosto, tanto che in molti locali c’era il tutto esaurito poi il nulla. Ho incontrato l’ex sindaco ed attuale assessore ai lavori pubblici Gennaro Cinque, che molto arrabbiato per la situazione, si è lamentato per la scarsità di mezzi adatti che la Regione Campania ha impegnato e che non ha in dotazione. “Sedici giorni che non siamo stati capaci di spegnere un incendio e di definirlo. – continua l’assessore arrabbiato per le sorti della montagna – Per la verità da questa parte (nelle ultime curve, prima del cartello d’ingresso al Faito ndr.) l’hanno spento i volontari e l’acqua dei pompieri, che hanno salvato le case dal lato di sopra. Che mandiamo a fare i mezzi? Per rallentare le procedure? Per far passare le ore e i costi per questi elicotteri e CANADAIR? Diciamolo con forza che la Regione Campania ha deciso di finanziare profumatamente i CANADAIR (15 mila euro l’ora ndr.) e questi elicotteri (5 mila euro l’ora ndr.), alle società private che stanno nascendo a bizzeffe perché c’è richiesta. Eh certo che c’è richiesta se c’è una cattiva gestione dell’indotto”.

Con la mia vespa pian pianino sono salito e ho contemplato per strada uno scenario da brividi, neanche un minimo di vegetazione per le tante curve che portano in cima prima del centro “abitato”.

Arrivato a buon punto, mi sono fermato per una sosta al Bar Belvedere dove ho incontrato alcuni turisti italiani ed inglesi che hanno resistito a tutto ciò. Quasi per fortuna incontro il gestore del bar, Giacomo Vanacore, che si trova in compagnia del gestore dell’Hotel/Ristorante “La Cinciallegra” Giovanni Somma e del Ristorante-Pizzeria “La Lontra” Cesare Trombetta.

Mi fermo a parlare con loro di ciò che sta vivendo il Faito e con grande disponibilità, che ringrazio, mi hanno spiegato la situazione attuale soprattutto nel loro campo imprenditoriale di questi terribili giorni.

Tentando di prevenire le lacrime agli occhi, mi raccontano, sinteticamente e cogliendo direttamente il punto, con una breve e piccola intervista che mi hanno concesso, nonostante i tanti sentimenti che li stanno attraversando e di cui consapevole ho preso parte.

Loro sono alcuni dei tanti operatori del posto che sono resistiti ai tanti anni di ormai declino che stava vivendo la montagna con un piccola parte rimanente di turismo mordi e fuggi.

Un incendio doloso divampato pesantemente a Ferragosto, di cui le cronache nazionali di telegiornali e giornali ne hanno tanto parlato, insieme ad altri incendi divampati in vari punti del Faito già all’inizio di questo caldo mese di agosto, che praticamente hanno ridotto i pochi “viandanti” e “tagliato le gambe” a questi eroici gestori che non hanno indietreggiato di un centimetro, nella situazione già precaria economicamente parlando, per le tante problematiche infrastrutturali, del territorio, trasporti come i pullman e la funivia, pulizia e decoro, alberi divelti e pericolosi, cavi elettrici alta tensione attaccati con lo sputo sui rami, illuminazione quasi inesistente, strade pericolose, sentieri irraggiungibili e tanto altro che per il momento (e sottolineo per il momento), non sono qui a raccontarvi per non annoiarvi.

La strada chiusa dal 15 agosto ed ogni tanto riaperta a singhiozzo come si può intuire, ha recato gravi danni all’indotto, mancati introiti soprattutto per le tante prenotazioni arrivate addirittura a distanza di mesi, che hanno invitato i tanti avventori, per la paura, a non salire. Sperano con tanta forza che la situazione si risolva al più presto e si riesca a debellare questa “catastrofe” e a salvare il salvabile, grazie anche ai tanti volontari e i vigili del fuoco che stanno ancora cercando di spegnere il tutto, anche se continui focolari non si placano in vari angoli e punti.

Con la consapevolezza che in questo periodo il Faito si trova veramente in ginocchio, sperano vivamente i tanti imprenditori, che il loro grido di aiuto, arrivi a chi di dovere e non si sentano abbandonati da nessuna istituzione pubblica, con sostegni e supporti concreti, perché ad oggi è prospettato un futuro incerto.

Questi eroi si aspettano almeno di fare “qualche giorno”, se è rimasto (cioè di lavorare ndr.), per recuperare un po’ di ossigeno per le loro tante attività ricettive, ma rimangono con la tristezza e la convinzione che per loro la stagione risulta conclusa, terminata, finita.

“Non ci sentiamo soli – continuano questi instancabili lavoratori – dal punto di vista dei volontari che ci aiutano, la collaborazione tra noi operatori turistici e gli abitanti del posto. Dobbiamo trovare il giusto modo e il giusto equilibrio con varie soluzioni da mettere in campo, come la giusta prevenzione e il controllo di questo vasto territorio montano”.

Divisione controllo del territorio di alcuni residenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In campo prevenzione, nel frattempo da privati cittadini, è nato un gruppo spontaneo sul più famoso servizio di messaggistica, whatsapp, organizzato da residenti e villeggianti del Faito, che ha permesso, sfruttando i contatti di ciascuno, di organizzare punti di raccolta delle persone presso i luoghi ritenuti man mano più idonei e di comunicare in tempo reale agli sviluppi della situazione, l’invio di filmati alla Rai, che ha poi mandato un inviato, per evidenziare la gravità del problema ed inoltre questo gruppo ha organizzato un presidio di avvistamenti notturni, quando gli elicotteri andranno via.

Quello che mi resta da fare è questo: appena si risolverà il tutto, invito i miei compaesani, cittadini e i tanti turisti, a ripopolare la NOSTRA MONTAGNA, a riempire le strutture ricettive, bar, ristoranti, alberghi, centri sportivi, a fare picnic con educazione CIVICA e a tornare ad amare il nostro gigante buono! Auguri Faito!

VIDEO INTERVISTA IMPRENDITORI

FOTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vietri sul Mare, chiuso lo svincolo autostradale: incidente sull’A3, tre feriti

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Brutto incidente sull’autostrada A3 Napoli-Salerno, all’altezza dello svincolo di Vietri sul Mare. Stamattina due auto sono rimaste coinvolte in un incidente, con cause ancora non accertate, in cui sono stati coinvolti tre feriti.

I sanitari del 118 hanno soccorso sui luoghi del sinistro i malcapitati. Chiuso provvisoriamente lo svincolo di Vietri durante le operazioni di recupero delle auto incidentate.

Ravello for Africa: Concerto di sabato 19 agosto (ore 20), condotto dal maestro Lahav Shani 

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Dinanzi a tanta povertà, una povertà che spesso diventava miseria, non potevamo chiudere gli occhi, non era possibile far finta di niente. La Provvidenza ci ha aveva mandato in Burkina Faso e lì dovevamo rimanere”.

La Fondazione Ravello fa sue le parole di don Silvio Longobardi, fondatore dell’Associazione Progetto Famiglia Cooperazione Onlus di Angri e per il secondo anno decide di devolvere l’incasso di uno dei concerti più prestigiosi in calendario a beneficio di una missione nell’Africa sub-sahariana.

Sarà il concerto di sabato 19 agosto (ore 20), condotto dal maestro Lahav Shani talento emergente del panorama musicale internazionale, a diffondere dunque le note di solidarietà creando un ponte che dal mare della Costa d’Amalfi attraversa il Mediterraneo e giunge fino in Burkina Faso. Sul palco del Ravello Festival la Rotterdams Philharmonisch Orkest che dal 2018 avrà come suo direttore principale proprio il giovane talento israeliano da poco anche primo direttore ospite dei Wiener Symphoniker.

Dal 2013, anno nel quale ha vinto il primo premio al Concorso di direzione internazionale Gustav Mahler a Bamberg, Shani si è rapidamente affermato come uno dei più interessanti giovani talenti, suscitando un’impressione enorme per la sua maturità e la musicalità istintiva.

Quello che propone a Ravello è un programma frizzante che si aprirà con Cuban Overture e Rhapsody in Blue di George Gershwin per poi passare alla Symphony n.2 di Kurt Weill e chiudere con Symphonic Dances from West Side Story di Leonard Bernstein. Nel 1957 West Side Story vinse solo due Tony Awards ma divenne un successo mondiale senza tempo dopo che il film di Robert Wise e Robbins vinse dieci premi Oscar.

Anche per questo appuntamento, la Fondazione Ravello riserva per gli under 25 biglietti al costo di 10 euro fino ad esaurimento delle disponibilità. Per richiedere lo sconto basterà esibire al box office di Piazza Duomo un documento che certifica la data di nascita.

L’incasso contribuirà ad implementare il progetto che finora ha visto la realizzazione di 35 pozzi, 3 scuole, un poliambulatorio e una casa per studentesse.

www.ravellofestival.com. Boxoffice: tel. 089 858422 – boxoffice@ravellofestival.com

Piano di Sorrento Vincenzo Califano nominato portavoce del sindaco Vincenzo Iaccarino

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Piano di Sorrento. Il giornalista Vincenzo Califano è stato nominato portavoce del sindaco Vincenzo Iaccarino. La vicenda ha avuto un retroscena fatto da post  e articoli polemici. Era stato fatto un bando, poi annullato,  dove fra i partecipanti vi era la giornalista Claudia Cascone che  avrebbe vinto. L’annullamento, giustificato dal rapporto fiduciario che dovrebbe intercorrere col portavoce, ha portato all’ intervento anche dell ‘Ordine dei Giornalisti della Campania da parte del presidente Ottavio Lucarelli giornalista di Repubblica Napoli. Successivamente, però, è stato richiesto un parere legale che ha consentito a Iaccarino di poter nominare Califano che ha seguito anche in campagna elettorale Iaccarino ed era anche in odore di assessorato, avendo Califano già svolto il ruolo di assessore in passato. Vicenda dunque risolta.

Oggetto : OGGETTO: NOMINA PORTAVOCE COMUNALE
IL SINDACO
Letta la Deliberazione della G.C. n. 37/2017 avente ad oggetto “Art. 7 L. N. 150/2000. Indirizzi
attuativi per la nomina del portavoce”;
Dato atto che la stessa è stata eseguita giusta Determinazione del Responsabile del I Settore con la
quale è stato avviato il procedimento ad evidenza pubblica teso all’individuazione del
professionista;
Che il procedimento non si è concluso con l’individuazione di professionalità giusta Decreto dello
scrivente n. 5/2017, cui si rinvia integralmente, atteso che l’unico candidato rimasto in lizza
all’esito dell’eliminazione di ulteriori candidati, che in possesso dei requisiti del caso erano
incappati in vizi di forma nella presentazione delle istanze, è stato ritenuto non idoneo all’incarico
tanto per carenza assoluta di esperienza in merito non avendo svolto attività, anche analoghe, quale
quella messa a bando;
Che, all’oggi, persiste la necessità di affidare l’incarico in parola dimostrandosi, anche alla luce di
numerosi articoli inerenti all’attività dell’Amministrazione comunale apparsi sui quotidiani locali,
urgente il conferimento dell’incarico al fine di veicolare una corretta informazione su iniziative e
provvedimenti comunali;
Visto il parere legale reso dal prof. Avv. Erik Furno (prot. com. n. 18620/2017) che evidenzia, in
conformità di orientamento giurisprudenziale in materia della Magistratura contabile, non
obbligatorio il ricorso all’evidenza pubblica nell’individuazione del portavoce trattandosi di
incarico squisitamente fiduciario e non di ordinario appalto di servizi;
Considerato che, anche al fine di ottenere un maggior vaglio di possibilità nella scelta, procedura ad
evidenza pubblica è stata comunque espletata sottoponendo all’attenzione del sottoscritto curricula
che, aldilà dei vizi formali riportati nella presentazione delle domande, dimostrano il possesso dei
requisiti sostanziali di esperienza nel ruolo;
Che, in via astratta, le domande di partecipazione, comunque formulate, sono da ritenersi
dichiarazioni di disponibilità ad espletare l’incarico;
Che i requisiti sostanziali sopracitati, presenti nel candidato Califano Vincenzo si aggiungono al
rapporto di pregressa conoscenza, cooperazione e collaborazione con lo scrivente in occasione del
quale si è maturato il rapporto fiduciario dirimente quale parametro di opzione del professionista
condiviso dalla Magistratura contabile;
CITTÀ DI PIANO DI SORRENTO – Piazza Cota – 80063 PIANO DI SORRENTO (NA)
C.F.: 00385130638 – Partita IVA :01241391216 – Tel. 081/5321478 – 5321482 -5321483 – Fax 081/5321484
CITTÀ DI PIANO DI SORRENTO
Città Metropolitana di Napoli
Per tutto quanto sopra espresso anche alla luce della necessaria urgenza sottintendente la funzione;
DECRETA
1. Di conferire l’incarico di portavoce comunale al sig. Califano Vincenzo nato a Piano di
Sorrento il 21 marzo 1960 e residente in Sant’Agnello alla Via San Sergio n. 46 – C.F.:
CLFVCN60C21G568E, tanto per mesi dodici, salvo proroga, per le finalità indicate giusta
D.G.M. N. 37/2017;
2. Di far constare che il corrispettivo dell’incarico è determinato in quello stabilito nella D.G.M.
citata, importo previsto in bilancio e.f. 2017/2018;
3. Di demandare al Responsabile del Settore I nonché al Responsabile del Settore IV Finanziario
tutti gli gestionali di competenza.
IL SINDACO
Iaccarino Vincenzo / Arubapec S.p.a.
documento sottoscritto digitalmente
___________________________________

Positano: avviso interruzione fornitura idrica. Ecco dove mancherà l’acqua

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Positano: avviso interruzione fornitura idrica. Ecco dove mancherà l’acqua. L’emergenza idrica che già sta colpendo molte zone della Campania e della provincia di Salerno, col Cilento, è arrivata anche in Costiera amalfitana , da Ravello ad Amalfi e Praiano ora a Positano , ma già c’è stato un problema a Nocelle a inizio estate. L’Ausino è intervenuto ma fino a un certo punto

Chiusura serbatoio Cascata per emergenza idrica.

Venerdì 18/08/2017 e

Mercoledì 22/08/2017

dalle ore 23.30 alle ore 7.00 del 19.08.2017 e del 23/08/2017

si sospenderà l’erogazione idrica nelle seguenti

zone:

  • Via Pasitea
  • Via Fornillo;
  • Via Colombo;
  • Via Leucosia;
  • Via dei Mulini;
  • Piazza dei Mulini;
  • Via Vito Savino;
  • Via del Brigantino;
  • Via Rampa Teglia;
  • Via del Saracino;
  • Via Positanesi d’America;
  • Piazza Flavio Gioia;
  • Viale Regina Giovanna;
  • Via dei Gladioli;
  • Via Trara Genoino;
  • Via degli Oleandri;
  • Via Santa Caterina;
  • Via dei Merletti;
  • Via Fornillo;
  • Via Lepanto;
  • Via Marina

 

 

 

giovedì 17/08/2017 e  lunedì 21/08/2017

dalle ore 23.30 alle ore 7:00 del 18.08.2017 e del 22/08/2017

si sospenderà l’erogazione idrica

nelle seguenti strade:

 

  • Via Chiesa Nuova;
  • Via Monsignor Saverio Cinque;
  • Via dei Coralli;
  • Via Scalinatella;
  • Via del Canovaccio;
  • Via Mangialupini;
  • Via dei Gradoni;
  • Vicolo Montuori;
  • Via Pastiniello;
  • Via dei Glicini;
  • Via Maria Netti;
  • Via San Giovanni;
  • Via della Tavolozza;
  • Via Monte;
  • Via della Feluca;
  • Via Marconi;
  • Via Boscariello;
  • Via Fornillo;
  • Zona Agavi:
  • Via Pasitea zona alta (bar Internazionale a grotta Fornillo);

 

Chiusura dei serbatoi Liparlati e Chetrara a seguito emergenza idrica.

sabato 19.08.2017 e mercoledì 23/08/2017 dalle ore 23:30 alle ore 7:00 del 20.08.2017 e del 24/08/2017

si sospenderà l’erogazione idrica a

tutte le utenze ubicate:

 

  • Via Arienzo;
  • Via Laurito;
  • Zona Liparlati;
  • Zona Chetrara;

 

 

Per ulteriori informazioni telefonare al Numero Verde 800194026.

Amalfi, sequestrata una tenda in spiaggia

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Una tenda da campeggio montata sulla spiaggia è stata sottoposta a sequestro, ieri sera, dai militari della Capitaneria di Porto di Amalfi, coordinati da Antonio Giannetto: i regolamenti comunali vietano l’installazione di tende a sdraio, ombrelloni e tende sugli arenili costieri dal calare del sole.

La tenda, installata nei pressi della sede della Capitaneria di Porto, era di quattro metri quadrati con all’interno due materassini, probabilmente utilizzati dai proprietari come soluzione di fortuna per trascorrere la notte.

Nessuno ha rivendicato la proprietà delle attrezzature al momento del sequestro: ai malcapitati, qualora dovessero farlo, attende una cospicua sanzione di mille euro.

Positano: Malore sul pullman della Sita, in attesa dell’ambulanza

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Un bus della sita si è fermato perché una persona si è sentita male, non sappiamo con certezza il malore, probabilmente  per il troppo caldo.

Il Pullman è rimasto bloccato sulla statale di Positano in attesa dell’ambulanza.

Agenda del 17 agosto-Cartellone eventi

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Dove andare stasera? Teatro, Musica, o Sagra? Da Vico a Massalubrense e Ravello spettacoli e divertimento.Basta Scegliere

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Sorrento. A Casarlano, Aperti per ferie

17 Agosto ore 21.00  La Pankina Crew

Sono stati necessari ben due anni di duro lavoro in studio ma è finalmente pronto “4 Life” il nuovo disco del trio Made in Naples è distribuito in tutta Italia dalla Self, un piccolo prodigio di Urban Sound, destinato a far parlare e soprattutto a conquistare definitivamente il pubblico cresciuto in maniera esponenziale, risultato del background del trio che in questi ultimi anni ha aperto diversi live dei più importanti esponenti del genere, come i 24 Grana, Clementino fino ad Almamegretta, Sangue Mostro e molti altri ancora. Il trio è stato recentemente protagonista della rubrica “Io Viaggio da Sola” della nota trasmissione Rai Kilimangiaro, come band scelta per rappresentare il nuovo sound partenopeo.

Emblematica è la scelta del titolo del disco che La Pankina Krew descrive come esigenza di raccontare la vita, attraverso i differenti stati d’animo, i sogni, le difficoltà che ognuno di noi può incontrare durante il proprio percorso.

On stage Master Prod. (Nicola Romano) Mc Ivanò (Ivano Gallone) Vocalist Donix (Donatella Scarpato).

 

Due cantastorie, padre e figlia, arrivano in un posto di mare, si preparano come solitamente fanno e cominciano a raccontare fatti accaduti a loro, ad altri, al mondo… Con la forza, la bellezza e la magia della parola ci conducono nel gioco ammaliante dell’evocazione.

Pascale, il cantastorie più saggio, ora si fa polipo, ora si fa vagabondo, ora parla di Cozzeca Nera, ora del Pesce Nicolò…   Catarina diventa una Sirena senza tempo, Leucosia e  sentiremo di Partenope, di quando si innamorò di Cimone e di come nacque Napoli. Poi arriva Luciano, un marinaio,che incantato dalla Sirena, pericolosa creatura del mare, si libra in corteggiamenti, famosi canti di passione e buffe vicende da innamorato… Potranno innamorarsi… ma non potranno star vicini…

Storie di tradizione, storie inventate…: la narrazione comica è la fiaba nella sua formula antica. L’origine del teatro va ricercata proprio in quella scena che vede un uomo raccontare qualcosa ad altri uomini. E’ da questa idea di base che si parte per raccontare storie accadute sul mare, in fondo al mare o vicino il mare… Supportato da un’ammaliante partitura musicale, la fisarmonica e la voce, originale ed unica, di Eduarda Iscaro e il bel canto del giovane tenore Christian Moschettino, lo storyteller Andrei ci coinvolge nel racconto puro…  attraverso una storia che racchiude altre storie: il viaggio dei cantastorie profumato di mare…

Di e Con Massimo Andrei

Eduarda Iscaro Voce e Fisarmonica
Cristian Moschettino Tenore
Testi e Regia Massimo Andrei
Elementi Scenici Ciro Coppola
Costumi Annalisa Ciaramella
Disegni Rosa Borreale
Musiche Eduarda Iscaro e Tradizione

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da www.lelloacone.com
Stasera a Sant’Agata Carrettelle in pista.
Torneranno in Via Deserto a Sant’Agata per la gioia ed il divertimento dei tanti, piloti e spettatori, residenti ed ospiti che hanno avurto già modo di assistere alle precedenti edizioni, a sfrecciare le caratteristiche carrettelle con le ruote fatte dai cuscinetti a sfere meglio noti come ruote a pallini. Ed allora tutti li ad applaudire i nostri piloti tiffandoci non senza nostalgia nei nostri ricordi di bambini e grazie agli organizzatori e patrocinanti Pro Loco, AG 361°, Amministrazione Comunale, Parrocchia di Sant’Agata e Carrettelle racing di Massa Lubrense. Siamo tutti invitati. In apertura la locandina

video delle passate edizioni

San Liberato e San Liberatore due santi ed un solo culto a Massalubrense

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Tutto quello che sapevamo fino ad ora su San Liberatore, lo racconto Nino Coppola tanti anni fa in un raro volume, che la redazione cultura di Positanonews offre ai lettori in formato digitale. Quello di Don Angelo Grieco, curato da Antonino Fienga è un necessario e importante aggiornamento per cultori e appassionati. A presentarcelo saranno il prof mario Russo e Gennaro Galano il 23 agosto alle 20.00 sul sagrato di San Liberatore.

Clicca per scaricare pdf del Libro di Nino Coppola stampato da Gutember72 nel 1975 in 1.000 copie   S.Liberatore tra storia e leggenda

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da www.lelloacone.com
Domani è San LIberatore
In apertura la locandina con il messaggio del Nostro Parroco don Gennaro Bojano ed il programma delle cerimonie religiose in onore del nostro amato Santo al Quale siamo devoti da generazioni e generazioni. Grazie a Lia per l’attenzione ed a noi l’invito a rendere omaggio al nostro amato Santo come facevano i nostri papà ed i nostri nonni.

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Chris Cain: la Notte infuocata del Blues

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Oggi il bluesman con la Luca Giordano Band sarà ospite della XX edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour presso la Tenuta dei Normanni di Salerno in Giovi. Spaghettata finale per il momento conviviale post-concerto.

 Di OLGA CHIEFFI

C’è blues in Campania, e sarà la XX edizione dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia in tour” firmati da Antonia Willburger a proporre al suo pubblico, in collaborazione col Campania Blues Festival di Domenico Spena e Angelo Senatore, che chiuderà con questa prestigiosa serata la sua XII rassegna, uno dei migliori chitarristi al mondo, Chris Cain, considerato una vera e propria icona del Blues moderno. Notte d’estate in blues, quella di giovedì, quando nell’incantevole cornice dell’ anfiteatro della Tenuta dei Normanni di Salerno, nella verdeggiante frazione di Giovi Bottiglieri, si eleverà, a partire dalle ore 21 lo stile chitarristico infuocato con sfumature jazz ed intense sonorità blues tradizionali che impreziosiscono la profonda voce dai toni caldi, che fanno di Mr. Cain quell’ autentico bluesman con tanti anni di esperienza alle spalle. Una serata che avrà quale sigillo un momento conviviale con i musicisti, dinanzi ad un piatto fumante di spaghetti, offerto dagli chef della tenuta, maestri d’accoglienza, che vedrà anche l’attivazione di una navetta per raggiungere la location (Servizio navetta dalla stazione FS di Salerno per la Tenuta dei Normanni e ritorno. Prenotazione obbligatoria 339.7398095 / 329.4158640 orari: 8,30 – 9.00 Ritorno alla stazione alle 0.20 e 0.40). Mr. Cain avrà quale band di sostegno, quella di Luca Giordano, con il leader alla chitarra e voce, Fabrizio Ginoble al pianoforte e organo, Walter Cerasani al basso e Lorenzo Poliandri alla batteria. La grandissima espressività di Chris Cain sul palco è il risultato di innumerevoli concerti e incontri, nel corso degli anni e di lunghi studi musicali. Chris Cain, infatti, è un polistrumentista, capace di eccellere oltre che nella chitarra, anche nel sax e nel pianoforte. La passione e l’intensità della propria musica sono il riflesso delle sue radici, per metà greche e per metà afro-americane. Chris Nasce a Memphis una cinquantina di anni fa e si mette subito in luce come ragazzo prodigio che suona e scrive Blues di altissima qualità, nella leggendaria “Bale Street”. E’ notato infatti dai “mostri sacri” della chitarra, come B.B. King e Albert King e della musica nera in genere, che lo eleggono a pieni voti nella Hall of Fame. Nei suoi ben sette album all’attivo si alternano purissimo e caldissimo Blues, con sue composizioni originali, e grandi puntate di Rhythm’ n’ Blues, in cui impressionano in primo luogo gli arrangiamenti. La musica ci invita a viaggiare, adottando una visione meno rigida di tutte le altre discipline, il passato non è mai concluso in musica, pronto per essere consegnato al canone, al museo, o alla pagina. Il passato, nel suo rifiuto perturbante di morire, introduce la sua nota blue, ambivalente, dissonante, risonante di un altrove inusitato. Una nota blue che evoca quella “stonata” delle culture diasporiche afro-americane dell’Atlantico moderno, unite nella violenza, dalla schiavitù, e, successivamente, distillate nella colonna sonora urbana della metropoli moderna, sotto le pressioni del razzismo e della marginalizzazione. In quest’ottica, il passato può tornare come un’immagine esplosiva, carica di un tempo capace di far deflagrare il presente. Ecco, allora che nella chitarra di Chris Cain, riconosceremo lo stile viscerale del Delta, con l’uso magistrale del bending, con un vibrato ampio e molto espressivo, con un fraseggio di grande impatto emotivo. Un power blues, che intende mettere l’accento su quanto di viscerale sa trasmettere attraverso la sua chitarra, irruente e sanguigno, capace di trasformare ogni singola nota in un colpo allo stomaco dell’ascoltatore.

A Camerota si cerca Cenerentola

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Giovedì 17 agosto appuntamento al teatro all’aperto Kamaraton con il musical di mezz’estate messo in scena da “La meglio Gioventù”

Di OLGA CHIEFFI

Camerota verrà calata in quel particolare mood degli anni tra i Cinquanta e i Sessanta, periodo scelto per la rivisitazione della fiaba Cenerentola nel musical firmato dal Pooh Stefano D’ Orazio, che andrà in scena giovedì 17 agosto, alle ore 21,45 sul palcoscenico del teatro all’aperto Kamaraton. E’ questo l’ormai abituale appuntamento di mezz’estate con il musical proposto dall’ Associazione “La Meglio Gioventù”, con il patrocinio del Comune di Camerota e il sostegno di un folto cartello di mecenati privati, che di anno in anno riesce a coinvolgere l’intero paese nella produzione di uno spettacolo, che si lascia godere e applaudire. Quest’anno, archiviata la produzione de’ La Sirenetta, dedicata ai più piccoli, la scelta è caduta su Cercasi Cenerentola, scritto da Saverio Marconi e da D’Orazio, che saluterà la regia di Lucrezia Pellegrino, presenta diversi elementi che ormai identificano l’impronta di quest’ultimo, due su tutti la raffica di battute ostentatamente caricate e la presenza di una protagonista femminile volitiva, un po’ ribelle, certamente non disposta a sottomettersi agli uomini, alla società, alla sorte che le sembra destinata. La storia si snoda, pur tra tante diversità, all’interno di paletti “entro e non oltre” i quali rimanere e andare, per essere fedeli agli avvenimenti così come sono radicati nell’immaginario collettivo, grazie all’evoluzione della originaria storia popolare attraverso Basile, dove Cenerentola-Zezolla diventa perfino assassina, Perrault, i fratelli Grimm, fino ad arrivare alla versione Disney. La cifra stilistica dello spettacolo, è quella della comicità sopra le righe: non potrebbe essere altrimenti con un Principe interpretato da Alessandro Magliano, che ribalta, da copione, il punto di vista della narrazione diventandone protagonista. Ci si trova così davanti ad una storia che, seppure adattissima ai bambini, non sembra essere rivolta specificamente a loro, come si potrebbe pensare, in cui il principe interagisce con gli spettatori creando uno sfasamento temporale. Abbattendo la famosa quarta parete, il 2017 irrompe negli anni Cinquanta, in diversi momenti dello spettacolo. Gli spettatori, per tutto il tempo della commedia, diventano il popolo di Microbia, il non meglio specificato minuscolo Regno tra il Danubio Blu ed il Mingardo. Tutto questo fa sì che la riuscita di alcune scene sia affidata direttamente al pubblico femminile “pescato” in platea dal principe: se la scelta è azzeccata si ride parecchio e si assiste a situazioni esilaranti. Per quanto riguarda l’aspetto vocale, la scelta è stata quella di non far cantare il principe, che si esibisce esclusivamente in pezzi rap. Da ascoltare e ricordare, il duetto d’amore, “Che notte stanotte” e la canzone “Colpo di fulmine”, cantata da Rodrigo, il maggiordomo saggio interpretato da Vincenzo Sgueglia, preparati dal Vocal Coach Teresa D’Alessandro. Tina Berardinelli sarà una Cenerentola dal giusto mix di forza, ironia, cui farà da contrasto il trio Avidoni che rappresenta uno dei punti di forza dello spettacolo: si tratta di Antima Magliano, la matrigna Velenia, Noemi Sgueglia, Anastasia e Emilia Volpe, Genoveffa. Non si è voluto cedere al facile cliché della cattiveria associata alla bruttezza: qui saremo, infatti davanti a tre belle donne, come vuole anche la versione dei fratelli Grimm. Nel ruolo della Fata, qui Clementina, c’è Roberta Nicolella, un po’ pasticciona, un po’ donna organizzatrice di vite altrui dal piglio deciso e sbrigativo, un po’ alla ricerca della sensualità. Completano il cast Giuseppe Cammarano, il simpatico cagnolino Gedeone trasformato in umano autista, Francesco D’ Angelo, il maggiordomo scansafatiche, Fabio D’Angelo il maialino, Domenico Mastrolonardo il cavallo, Vittorio Scarpitta la mucca, Gianmarco Ciociano la gallina, con la partecipazione speciale di Don Antonio Toriello, docente d’oboe del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno, nonché parroco di Licusati, in qualità di speaker. Le coreografie di Emilia Volpe, ideate insieme a Cristina Pellegrino e Irene Bove, puntano sull’energia, i costumi sono firmati da Pina Mea, Valentina Ciccarino e Sabina Valiante, le scene di Tommaso del Gaudio e Sabina Valiante , supportato da Fabio D’Angelo, Anna Magliano, Tina Berardinelli, Vincenzo Sgueglia, Vittorio Scarpitta e Biagio Scarpitta, colpiscono per l’atmosfera incantata e sognante, con gli effetti speciali del team audio e luci, Master sound service, di Cristian Del Gaudio e Romeo Iannuzzi.

PIANO DI SORRENTO DA URLO SALDI SUPER TUTTO A PARTIRE DA 1,99€

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A Piano di Sorrento si fanno I SALDI CATTIVI. Una notizia che farà felice tutti gli appassionati di moda e non solo, vasto assortimento di abiti a partire da 1,99€!  Nel negozio d’abbigliamento URLO a Piano di Sorrento, un vero e proprio must nel settore in tutta la Penisola Sorrentina, la  nuova collezione primavera-estate. Offerte straordinarie da non perdere, quindi, hanno accompagnato l’uscita della nuova collezione, per tutte le taglie, i gusti e le necessità. URLO potete trovarlo nel centralissimo Corso Italia. Fiondatevi!

Info – 081 878 7596

Meta. Il 19 agosto al largo c’è “Alla scoperta del Mondo Sommerso”! Snorkeling con un biologo!

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Meta. Una bellissima opportunità di fare snorkeling, pensata per adulti e per bambini, per dar modo di conoscere meglio il nostro mare e i suoi fondali, in compagnia di professionisti che insegnano ad amare e rispettare l’ambiente in cui ci troviamo.

Alla scoperta del Mondo Sommerso” promosso da ONESEA Alliance (http://www.onesealliance.org/) e da La Grande Onda, è organizzato a Meta di Sorrento, in un tratto di mare caratterizzato oltre che da bellissimi panorami, soprattutto da elementi naturali molto particolari, che lo rendono sicuro e perfetto per l’esplorazione di flora e fauna. Si parte dal tratto di spiaggia libera adiacente al Lido Marinella: qui il biologo marino Fabio Vinci accoglie i partecipanti e con l’utilizzo di schede plastificate, di una lavagnetta e di un atlante della flora e fauna marina inizia a raccontare tutto ciò che riguarda l’ambiente circostante.

Poi, sempre in compagnia del biologo, ci si immerge per scoprire il mondo sommerso e per toccarlo “con mano”. Si inizia la perlustrazione di in un tratto di mare basso, sicuro e alla portata di tutti, analizzando tutte le forme di vita che si incontrano durante la nuotata: pesci, crostacei, molluschi, alghe, posidonie, anellidi.

Si scopre così che il nostro mare presenta aspetti inattesi ed si iniziano ad imparare tante utili nozioni sulla ricchezza e sullo stato di salute del nostro mare.

Alla scoperta del Mondo Sommerso, Marine di Meta, sabato 19 agosto 2017 – Informazioni pratiche:

Per info ed iscrizioni
Fabio Vinci 3498768640
L’escursione parte alle 10.00 da Meta e dura circa 1 ora e mezza
Il costo di partecipazione è di 5,00 euro per gli adulti ed è gratis per bambini dai 7 a 12 anni.
Dotazioni: una maschera
In caso di condizioni meteo marine avverse, l’escursione viene rimandata.

MINORI PRIMA IN TUTTA LA PROVINCIA DI SALERNO PER LA QUALITA’ DELLA CITTA’, OPERE D’ARTE E AMBIENTE E PAESAGGIO

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Grande soddisfazione per i risultati raggiunti in questo importante e serio sondaggio: MINORI prima in tutta la Provincia  di Salerno in merito alla Qualità della città e delle opere d’arte che è in grado di rendere fruibili per i turisti stranieri 9,49; e anche Il paesaggio e l’ambiente naturale 9,79.

Incendi in Costa d’Amalfi: Tramonti cortina di fumo, case minacciate a Maiori

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Cortina di fumo a Tramonti (foto di Piotr Wojciechowsky)

Un’altra giornata infernale per la Costiera Amalfitana, dove gli incendi stanno deturpando tutto il nostro verde. Situazione complicata a Maiori, le fiamme sviluppate nei giorni scorsi hanno raggiunto Ponteprimario, estendendosi nelle pinete in località Selva e minacciando le vicine abitazioni.

Incendio a Maiori, Ponteprimario (via Facebook)

Il fumo di questi roghi ha invaso Tramonti, ove si è concentrata una fitta nuvola di fumo, rendendo l’aria irrespirabile. Nel “Polmone Verde” verso le 10.20 di stamane è stato appiccato un nuovo focolare a Paterno S. Arcangelo, ad una collina soggetta al fuoco agostano per mano dei piromani. Non c’è tregua, si attendono aggiornamenti.

Incendio a Tramonti, frazione Paterno S. Arcangelo (foto di Teo Giunchiglia)

AGGIORNAMENTI: A Tramonti si è posizionato a Polvica il DOS della Regione Campania, sta bruciando la collina sovrastante la Chiesa dell’Ascensione ed è atteso l’intervento aereo.

Maiori dia il buon esempio a tutta la Costiera amalfitana

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I postumi dell’orgia ferragostana sono davanti agli occhi di tutti, ieri al largo di Maiori lingue di fuoco si scorgevano distintamente e corpose colonne di fumo hanno fatto da sfondo al paese ancora intontito dai festeggiamenti notturni.

Dopo oltre dodici ore dai primi bagliori di fuoco finalmente si è avvistato un canadair che dopo ore di volo, con pericolose virate a ridosso degli alti costoni rupestri, ha domato i devastanti roghi dolosi.

Con astuzia e perseveranza bisognerebbe stanare almeno uno dei piromani di questa decadente e squallida estate,   preludio purtroppo di effetti più gravi che  rischiamo di vedere in inverno.

Gli esperti in questi casi parlano del rischio di conseguente dissesto idrogeologico, con frane e smottamenti alle prime piogge e temporali autunnali.

Questi delinquenti piromani, “terroristi dell’ambiente” e  criminali seriali, stanno mettendo a repentaglio le  comunità e l’ecosistema di per sé già fragile della Costiera Amalfitana.

È necessario quindi utilizzare tutte le risorse disponibili e tutti gli strumenti più moderni per individuare i colpevoli,  prevedendo punizioni esemplari che possano fare da deterrente in futuro per chiunque pensi di emularli.

Che si rinunci a spese voluttuarie come feste, sagre e fuochi pirotecnici per poter adoperare tutte le risorse disponibili per la prevenzione dei roghi dolosi, usando anche droni e telecamere in postazioni idonee, ubicate nelle aree boschive di pregio ancora salve.

Da testate giornalistiche locali si viene a conoscenza che l’usuale spettacolo pirotecnico in onore di San Rocco a Maiori con i  tradizionali fuochi d’artificio a chiusura delle festività legate al Ferragosto sono stati rinviati, vista l’emergenza incendi che il comune costiero sta vivendo in queste ore.

Con un comunicato l’amministrazione comunale di Maiori ed il comitato festa Santa Maria a Mare hanno motivato la  decisione: «Festeggiare di fronte allo scempio in atto perpetrato ai danni del nostro patrimonio ambientale sembrava del tutto inopportuno».

Nella stessa nota tuttavia viene sottolineato che: «Lo spettacolo pirotecnico previsto, verrà eseguito il 17 agosto alle ore 24».

Stamattina la baia di Maiori e di Minori è ancora avvolta da una sorta di nebbia che il vento non è riuscito ancora a smaltire e si scorge una colonna di fumo che lentamente sale dal costone di roccia rivolto al mare ma in lontananza il fumo proveniente dai roghi alle spalle dei monti verso Cava dei Tirreni da un lato e verso il Valico di Chiunzi fall’altro, mettono una certa inquietudine, a ricordarci che la minaccia non è tutt’altro che un ricordo…

Siamo sicuri che residenti e turisti per quanto devoti abbiano già voglia di festeggiare ancora con pericolosi fuochi pirotecnici?

San Rocco è il santo più invocato nel mondo contadino, per gli animali, le grandi catastrofi come i terremoti ed  epidemie ed in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato.

Mai come ora i festeggiamenti a San Rocco hanno più senso, tenuto conto della tragedia e del duro lavoro dei volontari, dei vigili e di quanti si sono prodigati i giorni scorsi per domare le fiamme, ma per carità senza altre fiamme perché sarebbe un ulteriore pericolo oltre a rappresentare un’offesa vera e propria a tutta la comunità.

Ravello, Taranta d’Amore: Sparagna sulle tracce del Festival della Taranta di Melpignano

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Roma, Auditorium Parco della Musica 04 10 2008 Ottobrata Romana Orchestra Popolare Italiana, Ambrogio Sparagna 'Birimbello birimbello, quant'e' bono ïsto saltarello'. ©Musacchio & Ianniello ******************************************************** NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l' avvenimento in oggetto o per pubblicazioni riguardanti la Fondazione Musica per Roma ********************************************************

La Città della Musica si trasformerà per il primo evento di Suoni del Sud, la seconda edizione della rassegna musicale sulla musica della nostra terra e delle melodie del Mediterraneo. Piazza Duomo sarà animata dalla festa-spettacolo del Maestro Ambrogio Sparagna, uno dei più importanti musicisti di musica popolare a livello europeo, che porterà tanta energia e un ricco repertorio della musica folk.

Ravello come Melpignano, la capitale della musica folk a trazione salentina, che annualmente promuove il festival della “Notte della Taranta”: la Taranta d’amore del Maestro Sparagna mira infatti a valorizzare tutte le musiche che dagli Appennini abruzzesi in giù, accomuna i ritmi della nostra tradizione, mettendo al centro la Tarantella dai ritmi vertiginosi che ha influenzato gli stili della musica popolare, dove l’introduzione celebre dell’organetto dalla seconda metà del XIX secolo ha fatto da anello di congiunzione tra la musica arcaica e le nuove espressioni.

Dalla musica sciamanica studiata dall’antropologo Ernesto De Martino, arriviamo alla reinvenzione di queste musiche da parte di Sparagna, che porta in scena una serie di strumenti che appartengono alla nostra cultura come zampogne, ciaramelle, organetti, tamburelli, mandolini, violini, chitarre battenti, ghironde, lire, ocarine e flauti di canna, tutti adoperati ad arte per riprendere tutti i generi della musica meridionale come ghighe, saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate ma soprattutto la tarantella.

Sparagna farà da maestro concertatore, animando il pubblico rendendolo il vero protagonista della sua Taranta d’amore, coinvolgendolo con tutta la sua energia. Un evento imperdibile per i veri amanti della musica popolare, che non possono perdere quest’omaggio al nostro Sud. L’appuntamento è oggi alle 21 in Piazza Duomo

Gli altri appuntamenti in programma sono:

il 20 agosto con Enzo Gragnariello che si esibirà in “Misteriosamente” alle 21 in Piazza Duomo;

il 1° settembre con la Banda Borbonica e Beppe Barra alle 21 in Piazza Duomo;

il 17 settembre con i Neri per caso alle 21.30 in piazzetta a Torello

Positano notte magica di ferragosto. La foto più bella? Quella di Fabio Fusco

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Positano notte magica di ferragosto. La foto più bella? Quella di Fabio Fusco. Una scenografia unica al mondo quella di Positano in costiera amalfitana e la foto di Fabio Fusco runner, amante della natura,  ed imprenditore edile, è sicuramente la più bella.. Complimenti da Positanonews Fabio

Agerola, affluenza record per “Gusta la Patata” sagra della patata Agerolese,parlano gli organizzatori

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Agerola, affluenza record per  Gusta la Patata, la rinomata sagra della patata agerolese, che puntualmente si svolge il 14 agosto nel suggestivo borgo di Santa Maria. Gli  ospiti sono  giunti dai paesi limitrofi e non e hanno apprezzato e gustato l’ottimo menù, preparato con estrema cura e passione da rinomati chef del posto. “Questa manifestazione è diventata uno degli eventi  enogastronomici più attesi dell’estate agerolese”,  dice Lugi Naclerio presidente del comitato festa la Manna che è promotore ed organizzatore dell’evento.

“Il nostro obiettivo” continua Naclerio “ non è semplicemente fare una sagra tanto per… ma offrire ai nostri graditi ospiti un vero e proprio buffet. Potrebbe sembrare un ottimo slogan promozionale, ma  stiamo parlando di un dato di  fatto, testimoniato negli anni con affluenze che sono cresciute e con esse l’apprezzamento per il nostro  menù.  Gli sforzi organizzativi sono enormi, a partire dalla  logistica per garantire un’ affluenza comoda e sicura, alla comunicazione,  ma soprattutto per il menù. I nostri chef  sono molto meticolosi e scelgono solo il meglio per i piatti da servire ai nostri  ospiti, ingredienti a KM0 primo fra tutti, ovviamente, la patata e preparazione fatta in casa. Tutti gli sforzi che facciamo sono finalizzati a sostenere, con l’aiuto del nostro sacerdote, le esigenze della nostra parrocchia Santa Maria la Manna.

Infine ma non per ultimo, consentitemi di fare i più sinceri ringraziamenti al Comune di Agerola, alla pro-loco, al nostro parroco Don Mario, ai carabinieri, vigili urbani, misericordia di Agerola, a tutti gli operatori commerciali, gli  chef e tutta la comunità del borgo di Santa Maria. Ma grazie soprattutto a voi che avete partecipato a questa manifestazione, siete stati numerosissimi e vorrei abbracciarvi uno per volta, GRAZIE! E appuntamento per l’ edizione 2018.”

 

Salerno / MARCEL DUCHAMP 1887 – Area di Confine Porta Duchamp

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SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

PAVILION  LAUTANIA  VIRTUAL  VALLEY  / 1887 – Kurt Schwitters & Marcel Duchamp “UNIVERSI  POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente”  a cura di  Giovanni Bonanno. Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte  internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017.

 

MARCEL  DUCHAMP  / 1887 – Area di Confine  Porta Duchamp

Mostra collettiva internazionale  dedicata  a  Marcel Duchamp
a cura di Giovanni  Bonanno / Secondo  evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017

Dal 28 agosto al 26 novembre 2017

Inaugurazione:  lunedì  28 agosto  2017,  ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

Per i 130 anni dalla nascita  di  Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion  Lautania  Virtual  Valley”   a Marcel Duchamp e Kurt Schwitters    che riassumono compiutamente il concetto  di   indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono  mondi e immaginari collettivi.  Nell’assemblage tridimensionale “Etant Donnés” Duchamp lavora in gran segreto nell’ultimo ventennio della sua vita. Nel 1968, al momento di lasciare New York per andare a trascorrere l’estate in Europa, il lavoro è ormai ultimato e Marcel prima di morire si preoccupa di organizzare la sua presentazione finale preparando un manuale di istruzioni per il montaggio della costruzione, accludendo fotografie, note e un modellino in scala. L’opera  ancora assai poco conosciuta nasce nel bisogno  di porsi al di là, di definire  e mettere in forma totale una possibile estensione dell’altro, nella  necessità  ulteriore di metabolizzare la  realtà. Un’invenzione giocata a tutto campo su  proiezioni di frammenti e“universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa   seconda collettiva internazionale sono presenti 72 opere di altrettanti importanti artisti  che hanno voluto  condividere  tale proposta come artisti di frontiera  a margine  di un  possibile confine e spartiacque al  sistema omologato  dell’arte ufficiale.

 

Artisti:

Marcel Duchamp, Francia I Ruggero Maggi, Italia I John M. Bennett, Usa I Luisa Bergamini, Italia I Vittore Baroni, Italia I Fernanda Fedi, Italia I Emilio  Morandi, Italia I Pier Roberto Bassi, Italia I Mauro Molinari, Italia I Rosa Gravino, Argentina I Leonor Arnao, Argentina I Linda Paoli,  Italia I  Lancillotto  Bellini, Italia I Anna Boschi, Italia I Stathis Chrissicopulos, Grecia I Rosalie Gancie,  Usa I Daniele  Virgilio, Italia I Antonio  De Marchi Gherini, Italia I Claudio Grandinetti, Italia I  Carmela Corsitto,  Italia I Alfonso  Caccavale, Italia I Maya Lopez Muro, Italia I Franco Altobelli, Italia I Lucia Spagnuolo,  Italia I Clemente Padin, Uruguay I Renata e Giovanni Strada, Italia I Willemien Visser, Germania I Bruno Cassaglia, Italia I Lamberto Caravita, Italia I C. Mehrl  Bennett, Usa I Borderline Grafix, Usa I Daniel  Daligand,  Francia I Carlo Iacomucci, Italia I Mabi Col, Italia I Guido Capuano, Italia I Francesco Aprile, Italia I Gino Gini, Italia I Pascal Lenoir, Francia  I Adolfina De Stefani, Italia I Carl Baker,  Canada I Virginia Milici, Italia I Oronzo Liuzzi, Italia I Giovanni Bonanno,  Italia I Marcello  Diotallevi,  Italia I Donjon Evans, Usa Maria Josè Silva – MIZE’, Portugal Laura Agostini,  Italia I David Drum, Usa I Lilian Pacheco, Brasile I Antonio Sassu, Italia I Jacob de Chirico, Italia I Cesar Reglero Campos, Spagna I Domenico Severino, Italia I Roberto Scala, Italia I Angela Caporaso, Italia I Claudio Romeo, Italia I Cinzia Farina, Italia I Marina  Salmaso, Danimarca I Maribel Martinez, Argentina I Rosanna Veronesi, Italia I Remy  Penard, Francia I Fulgor C. Silvi,  Italia I Mighel  Jimenez, Spagna I Ramona Palmisani, Italia I G. Franco  Brambati, Italia I Rossana Bucci, Italia I Rolando  Zucchini, Italia I Cecilia Bossi, Italia I Maria Teresa Cazzaro, Italia I Mauro Dal Fior, Italia I Joey  Patrickt, Usa  I Josè Luis Alcalde Soberanes, Mexico.

 

BIOGRAFIA
MARCEL DUCHAMP (1887-1968) Biografia Henri-Robert-Marcel Duchamp nasce il 28 luglio 1887 nei pressi di Blainville, in Francia. Nel 1904 frequenta i corsi di pittura all’Académie Julian fino al 1905. Le sue prime opere sono di stile postimpressionista. Espone per la prima volta nel 1909 al Salon des Indépendants e al Salon d’Automne di Parigi. I suoi dipinti del 1911, in stretto rapporto con il cubismo, tendono tuttavia a rappresentare immagini successive di un corpo in movimento. Nel 1912 dipinge la versione definitiva di Nudo che scende le scale: l’opera viene esposta al Salon de la Section d’Or dello stesso anno e in seguito, nel 1913, all’Armory Show di New York, dove susciterà grande scalpore. Le idee iconoclastiche e radicali di Duchamp precorrono la nascita del movimento Dada, che avverrà a Zurigo nel 1916. Dal 1913, abbandonati la pittura e il disegno tradizionali, si dedica a forme d’arte sperimentali elaborando disegni meccanici, studi e annotazioni che verranno inclusi nella sua grande opera degli anni 1915-23, La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche. Nel 1914 realizza i primi “readymade” (oggetti di uso comune, a volte modificati, presentati come opere d’arte) destinati ad avere effetti rivoluzionari per molti pittori e scultori. Nel 1915 Duchamp soggiorna per la prima volta a New York. Dalla metà degli anni ’30 collabora con i surrealisti e partecipa alle loro mostre. Si stabilisce in modo definitivo a New York nel 1942 e diviene cittadino statunitense nel 1955. Negli anni ’40 è in contatto con i surrealisti emigrati a New York e con essi espone varie volte. Nel 1946 comincia a realizzare Etant donnés, un grande assemblage al quale lavorerà segretamente per i successivi vent’anni. Muore a Neuilly-sur-Seine, nei pressi di Parigi, il 2 ottobre 1968.

Antonio Scurati su la Stampa dopo gli incendi a Maiori “De Luca faccia qualcosa”

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Lo scrittore Antonio Scurati sta trascorrendo le sue vacanze estive sulla Costiera amalfitana a Ravello la città della Costa d’ Amalfi che ha anche ispirato i suoi romanzi e da lì sta assistendo all’incendio che sta distruggendo la collina di Maiori. Colpito da quanto sta vedendo, e dopo che già per tre volte ha raccontato su La Stampa l’orrore del fuoco in queste terre, ha deciso di rivolgere il suo appello al presidente della Regione Campania, già sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca: « Da lui mi aspetto una soluzione». Ma non è solo Maiori che è assediata dal fuoco, dopo il Vesuvio e Positano in questo momento la situazione è gravissima al Faito di Vico Equense con le fiamme che circondano l’abitato di Moiano e la cenere che arriva anche sulla costa di Sorrento. Da Napoli silenzio, la protezione civile monca dopo aver dimesso Di Nardo, la forestale che è stata accorpata con i carabinieri senza autonomia e il mancato coordinamento sono cose evidenti che Positanonews sta raccontando ora per ora sui due versanti che dovrebbero far parte di un’area protetta dal Parco dei Monti Lattari oltre che dall’ UNESCO. Attendiamo, come Scurati, risposte non solo da Napoli ma anche da Roma.

Presentazione del volume di Carlo Di Lieto, La donna e il mare: gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò

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Mercoledì 23 agosto, alle ore 19.30, presso la Biblioteca Comunale di Amalfi, nell’ambito del Tour letterario Una vita in poesia, in programma a Napoli, Roma, Catania, Paestum, Amalfi, Firenze, Torino, Milano e Venezia, teso a celebrare i cinquant’anni di attività poetica di Corrado Calabrò e proporre la sua candidatura al Premio Nobel per la Letteratura, sarà presentato il saggio critico di Carlo Di Lieto La donna e il mare: gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò.

Interverranno Corrado Calabrò, Carlo Di Lieto, Antonio Filippetti, Lorenza Rocco, Roberto Vallardi, Giovanni Camelia.

Nella penetrante indagine di Carlo Di Lieto, Docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, assiduo collaboratore delle riviste letterarie Sìlarus, Nuova Antologia, Misure Critiche, direttore della collana editoriale “Letteratura e Psicoanalisi” della Genesi Editrice di Torino, e autore di saggi critici in cui i maggiori poeti dell’Ottocento e del Novecento sono riletti in chiave psicoestetica, la scrittura di Corrado Calabrò è analizzata, oltre che nei suoi valori formali ed espressivi, nelle forti e complesse peculiarità introspettive che fanno emergere dall’indecifrabile mondo dell’inconscio, le esperienze esistenziali del poeta associandole, in un vasto scenario fantasmatico, agli archetipi dominanti della solarità mediterranea: la donna e il mare.

Nato a Reggio Calabria nel 1935, Corrado Calabrò è senza dubbio una delle voci poetiche più innovative ed originali del secondo Novecento. Il suo primo volume di poesie è stato pubblicato dall’Editore Guanda nel 1960, nel 2002 Mondadori ha raccolto la sua ultra quarantennale produzione poetica in Una vita per il suo verso. Tradotto in oltre venti lingue, è anche autore di un romanzo, Ricorda di dimenticarla, finalista al Premio Strega nel 1999, a cui è ispirato il film Il mercante di pietre di Renzo Martinelli.

Il discorso poetico di Corrado Calabrò è arricchito dalla straordinaria esperienza pubblica e istituzionale acquisita attraverso l’attività professionale e i prestigiosi incarichi ricoperti nella Magistratura e nella Pubblica Amministrazione in qualità di Presidente del Tribunale Amministrativo della Regione Lazio, Segretario di Aldo Moro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (1963-68), Capo di Gabinetto di importanti Ministeri negli anni successivi e, dal 2005 al 2012, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

Praiano Talent Show. Si riaccendono i riflettori!

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Ritorna per il 4 anno consecutivo il 18 Agosto il Praiano talent show l’attesissimo spettacolo dove i vari talenti avranno l’opportunità di sfidarsi in: canto,danza,musica e tanto altro. L’attesa è tanta e i bambini non vedono l’ora di sfidarsi vi aspettiamo per lasciarvi a bocca aperta!

ovviamente l’evento sarà sostenuto dal comune di Praiano e pubblicizzato da Positano news

Concerto dell’orchestra giovanile Coreana in Sant’Antonino

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Venerdi 18 agosto alle 20.00 nella Chiesa di Sant’Antonino, l’orchestra giovanile Coreana terrà concerto con musiche di Mozart e Vivaldi.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Praiano: Grande attesa per stasera Paris Hilton all’Africana!

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Cresce  l’attesa per uno degli eventi più attesi, se non il più atteso, dell’anno in Costiera Amalfitana. Stasera si potrà dare il benvenuto alla splendida Paris Hilton, celebre modella e imprenditrice statunitense che sarà presente per una serata sensazionale all’esclusivo locale Africana Famous Club di Praiano. Un evento unico che rappresenta l’unico appuntamento per Paris in Italia quest’anno.

Il locale simbolo della costa d’Amalfi per festeggiare i suoi 55 anni di successi si regala uno dei personaggi più importanti del jet set mondiale. Stasera, Giovedì 17 agosto in esclusiva nazionale l’Africana ospiterà la famosa Paris Hilton. L’artista maggiormente conosciuta come la miliardaria pronipote del fondatore della
grande catena alberghiera Hilton, ha una vita piena di successi in tanti ambiti diversi.

Sin da piccola e all’età di 19 anni ha iniziato la carriera di modella venendo perfino assunta dall’agenzia di Donald Trump come indossatrice, continuando anche come attrice avendo così l’opportunità di recitare in molti film famosi e serie televisive. Nel 2004 ha lanciato una linea di profumi per Parlux Fragrances e continuando sulla scia di questo settore è giunta al 2016 guadagnando 1,6 miliardi di dollari. Fondatrice della Heiress Records, parte dell’etichetta discografica della Warner Bros, ha pubblicato nel 2016 il suo primo album intitolato ”Paris” del quale ha venduto 77.000 copie soltanto nella sua prima settimana.

Giovedì 17 agosto, quindi, l’Africana verrà invaso dallo scintillio di Paris per la sua prima tappa da Dj nel sud Italia.

E’ dal lontano 1962, quando la famosa ballerina Margot Fonteyn chiese al patron Luca Milano di organizzare una serata nel suo nuovo night club a base di musica etnica, che l’Africana Famous Club è divenuto un vero e proprio punto di riferimento della buona musica, della vita mondana e del divertimento in Costiera Amalfitana. Un locale stupendo che si sviluppa su circa 800 mq di grotte naturali, ad appena 10 metri sul livello del mare.

Info e contatti:
Tel : +39 331 5330612 – 089874858 – Whatsapp : + 39 331 5330612
Mail: info@africanafamousclub.com
Web: www.africanafamousclub.com

Moiano circondata dalle fiamme, appello a Positanonews: “Niente soccorsi. Aiutateci”

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Continua la tragica situazione a Moiano, Vico Equense. Nella notte, come abbiamo documentato in live, un incendio è divampato insistentemente dopo le fiamme che avevano e stanno devastando il Monte Faito. Appello dei cittadini a Positanonews, in particolare ecco le parole del consigliere comunale Carolina Apuzzo: “Situazione tragica. Fiamme a pochi metri dalle abitazioni e nessun mezzo aereo di soccorso è ancora intervenuto. Il sindaco, l’assessore e cinque consiglieri di maggioranza hanno passato la notte senza dormire. Stanno intervenendo ora solo volontari avf e residenti, ma siamo praticamente abbandonati e stremati. Il dos non arriva, mentre le fiamme sono arrivate anche nei pressi della Reggia di Quisisana. Completamente abbandonati anche dalla Regione. Dov’è ora De Luca?”.

Alle 10,30 circa arriva il DOS e gli elicotteri. Intanto è stata una notte tremenda, anche due massi finiti sulla strada hanno fatto spaventare i soccorsi e di notte è paura.

Si trova a Poggioreale il presunto piromane del Monte Faito

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Vico Equense- Non conosce sosta il lavoro della protez­ione civile per doma­re le fiamme, ancora sofferenza, dolore e rabbia, da  Ferragosto ha messo in ginocchio il territorio di Vico Equense. Faito,colpito per l seconda volta da quest’estate. le fiamme sono giunte fino a piazzale dei Capi in prossimità di case e alberghi, proprio a ridosso dell’area sottostante il piazzale, dove sorge la stazione di arrivo della Funivia.
Elicotteri, canadair e vigili del fuoco sono stati impegnati per impedire che il rogo progredisse. Ma la lotta contro le lingue di fuoco è stata durissima.
La siccità che ha caratterizzato l’intera estate ha trasformato il sottobosco in combustibile micidiale. Per evitare problemi si è deciso di chiudere la strada che da Moiano, conduce in cima alla montagna. Onde evitare rischi sono state evacuate tutte le abitazioni. A lavoro per questa operazione i carabinieri della compagnia di Sorrento agli ordini dal capitano Marco La Rovere e i Vigili Urbani di Vico Equense che hanno accompagnato i residenti a valle, percorrendo la strada di Quisisana, normalmente chiusa al transito. Anche i turisti in vacanza e abitanti della zona hanno fatto velocemente i bagagli per scappare via. Ora si trovano nella zona centrale di Vico Equense. Seicento le persone fuggite dall’incendio di Faito utilizzando la strada vietata.

Una notizia buona, volendola considerare tale, è quella rela­tiva al fermo di un uomo ieri sera. Sare­bbe lui un uomo sulla cinquantina il piromane che avrebbe innescato le fiamme sul Fait­o. Si tratterebbe di un residente di Moi­ano che lavora nell’­ambito della distrib­uzione delle bevande agli esercizi comme­rciali del Faito. Era stato avvistato in giro per i boschi. Sgomento tra i vicani che lo conosco­no bene, un insospet­tabile rispetto a qu­esti tipi di reati. L’uomo pare abbia segni evidenti sul corpo riconducibili ad una attività astrattamente idonea a cagionare l’incendio  divampato ancora in corso. L’incendio super doloso sta ricoprendo la frazione Moiano di cenere.

Ovviamente al momento si tratta solo di un indagato, un sospetto che dovrà essere suffragato da prove e solo dopo una condanna si potrà parlare effettivamente di piromane. Una vicenda comunque strana e molti sono sgomenti ed increduli, compresi noi, che questa persona possa aver provocato tutto questo disastro.

Amalfi, addio parcheggio: City Sightseeing non servizio pubblico. Ora discutiamo per il doppio senso

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Una sentenza che era attesa da oltre due anni e che è stata pronunciata una settimana fa dal Consiglio di stato. Stiamo parlando del ricorso della società City Sightseeing Napoli che si occupa dei bus turistici con veduta e che lavora molto in Costiera. La richiesta della società era, nel territorio del comune di Amalfi, di avere riservato lo spazio di piazza Flavio Gioia come sosta: la società asseriva di fornire un servizio pubblico come la Sita. Il comandante della polizia municipale, però, emanò un provvedimento con il quale liberava l’area e la rendeva fruibile ai cittadini. Il ricorso della City Sightseeing è stato però respinto in quanto esiste “obiettiva diversità fra i servizi svolti (tra Sita e City Sightseeing, ndr) nonché dei relativi presupposti e condizioni legittimanti non possono trovare accoglimento i motivi di appello con cui – reiterando l’articolazione di analoghi motivi già svolti in primo grado – l’appellante ha lamentato la sostanziale disparità di trattamento che le sarebbe stata riservata nel corso dell’intera vicenda nei confronti dell’appellata SITA.

Ora entrerà sul tavolo della questione anche il problema del doppio senso. Loro, i bus della City Sightseeing, hanno diritto di godere del doppio senso sul territorio della Divina perché considerati, a questo punto non ufficialmente, servizio pubblico. Questa sentenza, però, potrebbe ribaltare la cosa e potrebbe essere messo in discussione il tutto.

Paura nella notte a Moiano di Vico Equense, le fiamme dal Faito arrivano sulle case

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Paura nella notte a Moiano di Vico Equense, le fiamme dal Faito arrivano sulle case. Sembra non aver fine questo incendio spaventoso che sta mettendo in ginocchio la città della Penisola sorrentina. Sono le 3 di notte e Positanonews è l’unico ad essere ancora presente, come lo è stato il giorno di ferragosto dalla mattina , con tutti gli errori possibili, a seguire e a tenere alta l’attenzione anche dei media su questa vicenda. Ora a notte fonda le fiamme incalzano, soccorsi dalla Costa di Sorrento e d’ Amalfi, ma gli abitanti hanno paura come non mai. La situazione è seria.

Polemiche per i fuochi artificiali di ferragosto.

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Incendio a Maiori dalla spiaggia (foto via facebook di Frank Pellegrino)

Polemiche per i fuochi artificiali di ferragosto. Come ogni anno si scatenano il fronte dei pro e dei contro.Ferragosto con le polemiche per i fuochi sparati a mare in Costiera amalfitana per la festa della Madonna Assunta, da Maiori, perchè c’era un incendio in corso e molti non ritenevano il caso di spararli, a Positano, dove i fuochi si sono presentati innovativi, sul finale si sono interrotti per un inconveniente tecnico e per qualcuno sembravano brevi e scoordinati. Comunque belli e suggestivi come abbiamo scritto con foto e video ripresi poi dai giornali nazionali ,  la festa per i positanesi riguarda solo la parte intima e religiosa, fanno parte della nostra cultura e della nostra terra.

Un altro indagato per il decesso del 69enne

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L’uomo era morto dopo un intervento chirurgico all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno

 

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Sorrento – L’inchiesta si allarga su quello che è accaduto al 69enne di Piano di Sorrento che era deceduto dopo un intervento chirurgico all’addome all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno e c’è un altro indagato.

I fatti risalgono a quando l’uomo era stato ricoverato nel nosocomio sorrentino perché era stato colpito da forti dolori all’addome e fu trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, e qui sottoposto agli esami di rito. Non solo fu visitato dai medici del reparto di Medicina generale, che poi gli prescrivono che si deve curare con dei farmaci da loro indicati, ma in primis dal chirurgo che lo sottopose ad un primo controllo. Così la Procura della Repubblica di Torre Annunziata lo ha iscritto nel registro degli indagati.

Per ricordare i fatti: il 69enne il 6 agosto ebbe dei forti dolori all’addome ed ebbe un ‘primo’ ricovero all’ospedale Santa Maria della Misericordia e fu sottoposto in primis ad un controllo del suddetto chirurgo e poi passò in Medicina generale e qui i medici gli prescrivono dei farmaci a cui si deve sottoporre per curarsi. Ma le cose non vanno per il verso giusto, perché il male non gli passa, ed il povero malcapitato rieccolo un’altra volta, dopo tre giorni, nel nosocomio sorrentino e stavolta gli viene rilevato che ha una gangrena gassosa: una sindrome infettiva acuta a rapida diffusione, spesso letale, che lo fa essere trasportato d’urgenza all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. Qui viene sottoposto ad un intervento chirurgico che sembra andare per il verso giusto, ma il giorno dopo muore. Allora questo fa scattare da parte dei suoi familiari la denuncia dell’accaduto alle forze dell’ordine.

Così scatta l’inchiesta da parte della Procura di Torre Annunziata ed i carabinieri di Sorrento, coordinati dal capitano Marco La Rovere, e delegati dal pm Sergio Raimondi, sequestrano le cartella clinica del malcapitato. Si dovrà accertare se la morte dell’uomo sia stata causata da un’errata diagnosi, perché secondo quanto riferiscono fonti ospedaliere salernitane, l’uomo avrebbe convissuto per più di una settimana con una perforazione dell’intestino che i medici di Sorrento non avrebbero individuato.

Intanto a chiarire come è deceduto l’uomo a dirlo sarà l’autopsia, anche per accertare se ci sono delle responsabilità del personale sanitario.

 

GISPA

 

Per il grande Rex

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Praiano, Costiera amalfitana. Continuano ad arrivarci messaggi di condoglianze per il caro Michele Vuolo il “Rex”, imprenditore edile, ex assessore, censore della vita pubblica praianese sulle colonne di positanonews.. Ciao Rex

“Sentirò la mancanza di una persona coerente con i suoi principi, sensibile e disponibile a collaborare e comprendere le difficoltà che nel lavoro si presentavano.

Un abbraccio affettuoso alla Famiglia.

Franca da Padova”

PAOLA ZANCANI MONTUORI OMAGGIO A 30 ANNI DALLA SCOMPARSA

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Il 17 agosto del 1987, esattamente 30 anni fa, moriva Paola Zancani Montuori, la redazione cultura di Positanonews rende omaggio alla grande archeologa con questo video che raccoglie accenni, aneddoti e fatti relativi agli scavi di cui si è occupata Donna Paola, nelle parole degli archeologi odierni, come Emanuele Greco, direttore della scuola di Archeologia ad Atene, Giovanna Greco archeologa e docente presso la Federico II,  Gabriel Zuchtriegel direttore dell’area archeologica di Paestum. Tutte importanti personalità del mondo dell’archeologia  incontrate negli ultimi anni alle quali sempre abbiamo fatto riferimento a Donna Paola. Anziché riportate biografia o note di esse, ormai di dominio pubblico, trite e ritrite, preferiamo offrire un contribuito divulgativo di questa importante donna fornendo a tutti coloro che ne faranno espressa richiesta con email indirizzata qui, di pubblicazione che parlano della Zancani in formato digitale.  Sono disponibili il volume di Mario Russo, gli articoli di La terra delle Sirene,Giovanni pugliese Carratelli e Lidia Vlad Borrelli.

Lucio Esposito -Luigi Russo-Sara Ciocio, hanno realizzato una serie di video per Positanonews
scarica pdf per leggere libro di Mario Russo

SAN ROCCO E IL SUO CULTO IN PENISOLA SORRENTINA

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Il culto e la devozione a San Rocco, come suggerisce Don Fabio Savarese, nasce sicuramente a ridosso di una ondata di peste o colera, di cui il santo è protettore e taumaturgo. Ricordiamo che grandi ondate di peste nera si sono avute nel trecento e nel seicento. La storia di questo santo e la sua agiografia è ben descritta in Wikipedia, in penisola Sorrentina abbiamo chiese a lui dedicate a Maiano, a Schiazzano e a Gottola, un grande santuario è a Cava Dei Tirreni. Le immagini e i video realizzate dalla redazione cultura di Positanonews, sono relative alle chiese citate. Riportiamo anche il racconto ultimo di Ciro Ferrigno , che ci parla tra l’altro del San Rocco nella Cappella Ciampa di Via Gottola.

 

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tratta dal libro SAN LIBERATORE A MASSALUBRENSE

CHIESA DI SAN ROCCO A MAIANO SANT’AGNELLO 

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EDICOLA VOTIVA MAIOLICATA IN LOCALITA’ MAIANO

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EDICOLA AFFRESCATA IN LOCALITA’ MAIANO  TRATTA DA SISTE VIATOR DI FRANCO GARGIULO.

CAPPELLA CIAMPA CON SAN ROCCO 

GOTTOLA. LA CAPPELLINA DI VILLA CIAMPA  DAI RACCONTI DEL LUNEDI DI CIRO FERRIGNO.

La Villa Ciampa si trova nell’antico rione di Gottola, ma non è visibile dalla strada, in quanto nascosta da case e giardini. Fu costruita per volontà dello svizzero Vowiller, un ricco banchiere, che nel 1897 la vendette a Francesco Ciampa, della celebre famiglia di armatori. Il Ciampa ristrutturò ed ingrandì il fabbricato a due piani, abbellendo la facciata con fregi e bassorilievi ed il vasto scalone interno con statue. È evidente nell’attuale prospetto del palazzo l’influenza dello stile Liberty o Floreale allora in auge. La cappella gentilizia, abbellita da stucchi a motivi geometrici, era al piano terra.
La Villa ha due ingressi: in quello principale, che porta alla Via Francesco Ciampa, vi erano le scuderie e gli alloggi per gli stallieri, oggi trasformati in abitazione. L’altro è a Gottola, poco distante dal Palazzo Mastellone. Erano pertinenze della Villa la casa colonica ed un florido e vasto agrumeto frammisto a piante esotiche e grosse palme. Motivi ornamentali erano la vasca in marmo, in seguito venduta a Sophia Loren, e la gabbia in ferro per le scimmie. L’intero complesso era fornito di acqua potabile con un sistema di distribuzione a vapore, unico nella penisola a quel tempo, originale e tecnologicamente avanzato.
Con il declino dell’attività della famiglia, intorno agli anni trenta del Novecento iniziò anche quello della Villa. Ancora oggi l’edificio, di valore architettonico ed ambientale, testimonia la ricchezza ed il prestigio raggiunti in passato dagli armatori Ciampa.
Appartiene alla Villa la cappellina della Madonna delle Grazie che si trova all’incrocio di Via Francesco Ciampa con la Traversa Gottola. Presumibilmente fu costruita con l’edificio nel primo quarto del XIX secolo. Un bel dipinto che raffigura la Madonna che allatta il Bambino sovrasta l’unico altare in marmo e stucco, la Vergine ha una postura regale, ma è colta nell’atto tenerissimo di porgere il seno al piccolo lattante. Sulle pareti laterali del tempietto due immagini dipinte su legno raffigurano San Rocco, sulla sinistra, e Sant’Antonio Abate, sulla destra. Sembrano opere successive, rispetto al quadro dell’altare e di minor pregio, forse commissionate a qualche pittore locale. Ciò che incuriosisce è la scelta dei Santi, il cui culto è diffuso in tutto il Meridione d’Italia, in quanto protettori delle attività agro-silvo-pastorali praticate in particolare nelle zone interne ed appeniniche, ma meno sentito nelle località marittime. Stupisce trovare quelle immagini, proprie della cultura contadina, nella dimora di una famiglia di armatori marittimi. Possiamo ipotizzare che i due dipinti altro non siano che quadri votivi per i Santi, invocati in periodi di gravi epidemie. Infatti a San Rocco e a Sant’Antonio Abate erano riconosciute particolari capacità di proteggere i fedeli dalla peste, dal fuoco di Sant’Antonio e da tutti i grandi flagelli virali che, in epoche non troppo lontane, si ripresentavano puntuali per mietere vittime. Basterebbe solo citare le epidemie di colera degli anni 1836-37, 1854, 1866, 1886 per non parlare del vaiolo o della Spagnola alla fine degli anni dieci del Novecento, tutte date compatibili con le pitture di Gottola. In un momento particolarmente difficile di angoscia, afflizione e paura per l’infierire di un’epidemia, qualcuno sentì il bisogno di affiancare alla Madonna delle Grazie, le immagini di due Santi potenti e taumaturgici. Possiamo pensare che fu la piccola comunità di Gottola a volere i due dipinti, trovando per essi una collocazione dignitosa nel tempietto della Villa del Vowiller?
La cappellina che conserva anche un antico pavimento in maiolica, oggi è amorevolmente curata dagli eredi Ciampa, che progettano i restauri, necessari per contrastare l’umidità, lo smog, la polvere e gli agenti atmosferici che, a lungo andare potrebbero rovinarla. Gli stessi la inondano di fiori in occasione del due luglio e del passaggio della processione della Madonna delle Grazie della Marina di Cassano, consapevoli di essere i custodi di un piccolo monumento che è una pagina preziosa della nostra storia paesana.
Il racconto del lunedì di Ciro Ferrigno

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A tempo determinato sei vigili a Piano di Sorrento

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E’ stato indetto un concorso per formare una graduatoria da cui attingere

 

 Immagine correlataPiano di Sorrento – Con una determinazione di inizio agosto il comune carottese ha indetto un concorso per sei vigili urbani a tempo determinato che saranno attinti da una graduatoria finale che scaturirà da esso.

Con questo si cercherà di ovviare, con ogni probabilità, alla carenza di organico che investe la polizia municipale della cittadina costiera, giacché si vedono pochi agenti nelle strade che sembrano essere diventate non vivibili.

I requisiti di ammissione sono i soliti, come essere cittadino italiano o di uno stato dell’Unione Europea, di godere dei diritti politici, ma quello che è importante e di possedere la patente di categoria ‘A’ e ‘B’, con la prima, che abilita alla guida dei motocicli, che deve essere senza limitazioni.

Non aver riportato condanne penali o di avere qualche procedimento penale in corso, di avere la posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva, non aver subito una condanna a pena detentiva per delitto non colposo e per finire alcuni di questi requisiti, che tutti poi sono visibili sul sito comunale, di essere in possesso del diploma quinquennale di scuola media superiore.

La domanda deve essere redatta in carta semplice come il facsimile che è riportato nel bando di selezione, e deve essere consegnata al Comune di Piano di Sorrento entro il prossimo 21 agosto. Le istanze possono essere inviate con raccomandata, oppure via posta elettronica certificata o anche consegnate a mani direttamente al protocollo del Palazzo municipale di piazza Cota.

 

GISPA

 

Andrea Tofanelli apre Momenti d’Autore

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Al via ad Albanella la IX edizione della rassegna che vedrà l’esibizione di Giovanni Amato e Giuseppe Ruggieri

Di OLGA CHIEFFI

Tutto pronto per la IX edizione della rassegna “Momenti d’Autore” ideata da Michele Toriello, dedicata ai grandi trombettisti che quest’anno eleveranno i propri strumenti ad Albanella e nella vicina Matinella. Ogni anno una diversa location, su e giù per la provincia di Salerno, con l’organizzazione dell’ associazione “Se tanto mi dà tanto” e il contributo della Regione, che quest’anno premia il Vallo di Diano, ospitando proprio domani sera, alle ore 21, nell’ Oasi “Bosco Camerine”, la tromba di Andrea Tofanelli, che si presenterà alla testa della MJF Montepagano Jazz Festival All-Star Band, schierando Alessandro Di Bonaventura e Domenico Galeazzi, alla tromba, Francesco Di Giulio al trombone, Luca Di Giammarco al sax alto, Riccardo Maggitti al sax tenore, Italo D’Amato al sax baritono, Flavio Moretti al pianoforte, Francesco D’Alessandro al basso elettrico e Michele Rapini alla batteria. Andrea Tofanelli, il quale ha scelto di omaggiare il suo maestro e amico Maynard Ferguson, incontrato nell’ attesa di un suo concerto italiano, che di lì lo ospitò nella sua formazione, Andrea Tofanelli ha così aprirà il suo infinito ventaglio di suoni su melodie quali “McArthur Park” o “Bridge Over Troubled Water”, Volare, inciso in “Flamingo”, un bel medley di Stevie’s Wonders che passerà attraverso “All In Love Is Fair” & “Superstition”, e ancora, Children of Sanchez, Chameleon, rievocando il solo indimenticabile di Maynard Ferguson, Besame Mucho secondo il maestro, Maynard. Una strambata pop con Hey Jude! E naturalmente What A Wonderful World portato al successo dalla tromba più amata, Louis Armstrong. Scaletta da fuoco e fiamme da macinatore di acuti, incandescenti fendenti, che saranno compattati e potenziati dalle diverse sezioni della big band, incorniciato da un incontro con il pubblico improntato alla più viva giovialità, con numeri prestigiosi che solo la classe e l’alta professionalità permetteranno di sciorinare ai musicisti, secondo l’affascinate imprevedibilità del jazz. La rassegna continuerà il 20 agosto nella piazza di Matinella con il Giovanni Amato Quartet, con la tromba leader dall’emissione morbida e potente che segna la cifra stilistica della sua versatile e spontanea musicalità, sostenuta da una formazione che mette insieme alcuni dei migliori jazzisti italiani per mettere insieme il patrimonio infinito che il jazz ha espresso nella prima metà del secolo scorso, con la necessità di trovare in quel solco la propria strada espressiva, per ritornare il 26 agosto nella piazza principale di Albanella con un concerto classico, affidato alla tromba di Giuseppe Ruggeri e al pianoforte di Antonio Cardone, il quale proporrà alcune gemme della letteratura trombettistica tra cui il concerto di Alexander Arutiunian che incorpora il sapore di ashughner e improvvisazioni, e la Slavische Fantasie di Carl Honhe.

Hrönn, la prima nave-robot nei mari d’Europa dal 2018: nessun marinaio a bordo

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A bordo il capitano Nemo non ci sarà. Anzi, non ci sarà proprio nessuno. Ma l’ombra di Jules Verne e delle sue invenzioni visionarie come il sottomarino Nautilus, c’è, eccome. Perché la Hrönn («Onda», nome femminile vichingo) è già un prototipo e dal 2018 navigherà sui mari d’Europa: la prima «nave-robot» completamente automatizzata e digitalizzata al mondo, che senza uomini a bordo parteciperà a missioni scientifiche e idrografiche, porterà rifornimenti alle piattaforme petrolifere in alto mare, contribuirà ad operazioni anti-incendi, alla cura delle riserve marine, a rilevazioni in profondità. Questo il disegno delle tre compagnie europee che vi stanno lavorando. Ma anche il sogno della Commissione Europea che per sostenere ricerche internazionali destinate a realizzare navi robot ha co-finanziato 2,9 milioni di euro su un investimento di 3,8 milioni. Hrönn è stata progettata come un battello in acciaio, lungo circa 37 metri e largo 10, con un pescaggio di 3 metri. La velocità massima dovrebbe essere di 14 nodi e di 8 nodi quella di crociera. Molti particolari sono ancora protetti dal solito segreto commerciale, ma dai dettagli trapelati finora la propulsione della nave dovrebbe essere assicurata da un mix di fattori: diesel, generatori elettrici, ma probabilmente anche pale eoliche e pannelli solari. Quanto alla navigazione in assenza dell’uomo, Hrönn sarà fornita di molti sensori e rilevatori satellitari così da garantirle «occhi» e «orecchie» affidabili. All’inizio dovrebbe funzionare come un vascello telecomandato, in piccole manovre non lontane dalla costa e dunque ancora sotto il controllo di mani umane. Poi, a mano a mano che la sperimentazione proseguirà, si aumenterà il grado di autonomia del «cervello» digitale interno, garantendogli una programmazione della rotta e delle capacità di manovra basata anche su algoritmi. Fino ad arrivare alla piena autonomia, anche se un minimo di controllo dovrebbe essere mantenuto. I lavori fervono in un cantiere nel fiordo norvegese di Trondheim. Le tre compagnie coinvolte nel progetto sono la norvegese Kongsberg Maritime (fondata nel 1814, creatrice della prima auto a batteria «Ampere»), la britannica Automated Ships Ltd e la francese Bourbon. Ma anche altre imprese piccole e grandi, in mezzo mondo, si sono messe in marcia sulla stessa strada. Tre anni fa, per esempio, la gloriosa Rolls-Royce ha presentato dei modelli tridimensionali di un progetto di «nave-drone»: secondo i progettisti, potrebbe limitare le possibilità degli errori umani e ridurre un domani del 15% i consumi di carburante. Ma anche, con tutti i problemi sociali e sindacali che probabilmente ciò porterebbe, il contributo del lavoro umano: sarebbe, sostiene già qualcuno, una rivoluzione simile a quella portata dalle navi a vapore nei tempi della vela. La Commissione Europea non ha comunque dubbi: «Il trasporto marittimo nella Ue è fronteggiato da sfide come l’aumento del volume delle merci, le crescenti esigenze ambientali, e in futuro la riduzione dei naviganti. Il concetto della nave autonoma ha in sé il potenziale per superare tutto questo». (Corriere della Sera)

Polla. Sorgenti punteggiano tutto il suo territorio e attrassero i primi cristiani per la pratica del rito battesimale

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L’acqua che sgorga ha qualcosa di miracoloso. Il mistero sull’origine si rafforza con la veemenza dell’apparizione, con l’abbondanza, con la freschezza prodigiosa del fiotto. Dell’acqua sorgiva Polla porta il nome e l’impronta indelebile: sorgenti punteggiano tutto il suo territorio, più abbondanti sul versante orientale, tra i monti della Maddalena, più sparute e selvagge dal lato occidentale, sul monte San Tommaso e tra i boschi, nascoste nelle ultime propaggini degli Alburni. Già nel III-IV secolo attrassero i primi cristiani per la pratica del rito battesimale nel giorno dell’Epifania. Il sito di Polla fu inizialmente popolato da antiche civiltà italiche dedite alla pastorizia; più tardi vi si insediarono i greci e poi i romani, che vi stabilirono un importante “forum”, snodo commerciale sul percorso della via Annia, che, staccandosi dal tronco principale dell’Appia a Capua, raggiungeva Reggio dopo 350 miglia. Il medioevo fu età di decadenza economica e umana. Sulla collina di Polla i Normanni eressero una fortezza a difesa di un piccolo abitato racchiuso entro mura merlate e popolato da una scarna comunità di agricoltori. Per secoli generazioni di feudatari si avvicendarono nel dominio sul borgo. Nel “secolo dei lumi”, poi, spirò aria di riscatto: Polla sostenne la Repubblica Napoletana nel 1799 e più tardi diede un contributo importante ai moti insurrezionali del 1828 e del 1848. Il battaglione Tanagro, con 83 pollesi su 250 membri, si distinse nella battaglia del Volturno tra le fila dei garibaldini. Rimasto marginale rispetto alle vicende del brigantaggio, il paese ricevette un notevole impulso economico dalla costruzione della ferrovia nel 1886 e dall’arrivo, 20 anni dopo, dell’energia elettrica. Nel 1905 fu poi costruito l’ospedale, grazie alla generosità di un pollese emigrato in Argentina, il cavaliere Luigi Curto. Per tutto il ’900 Polla ha mantenuto un ruolo strategico nel settore dei trasporti: l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che per il paese ha un autonomo svincolo, ha rinnovato negli anni del boom la storica funzione della via Annia e della via borbonica. Sul piano economico, all’agricoltura, la pastorizia e l’artigianato tradizionale si sono affiancati più di recente l’industria e il commercio: un’area moderna si è sviluppata in zona San Pietro. E però di ogni epoca il paese conserva tracce. La grotta di Polla è uno dei “canali di scolo” del lago pleistocenico che occupava il Vallo di Diano: esplorata nel 1956, presenta all’interno concrezioni di stalattiti e stalagmiti, ma un ampio strato di fango posato sul fondo ostacola il passaggio perfino agli speleologi. Il “lapis Pollae”, realizzato intorno al 150 a. C., è un miliario della via Annia, che indica i km mancanti per giungere a destinazione in entrambi i sensi di marcia. Il “termine graccano” è una pietra calcarea usata per delimitare un fondo e testimonia (come pochi altri esemplari in Italia) gli effetti della riforma agraria operata da Tiberio e Caio Gracco nel 131 a. C. Il mausoleo di Caio Uziano Rufo consta invece dei blocchi di un epigrafe e di tre are ornate con serti floreali: fu fatto costruire nel I secolo d. C. da Insteia, sacerdotessa della terza moglie di Augusto, in onore del marito, defunto magistrato del vicino municipio di Volcei, come pegno per 52 anni d’amore. Più recenti ma ugualmente pregevoli sono il castello, più volte distrutto e ricostruito; la chiesa di San Nicola dei Latini, risalente al 1300 e ornata di preziosi dipinti; la cappella di Sant’Antonio Abate, fondata nel XIII secolo dai frati francesi dell’ordine di Vienne; il convento di Sant’Antonio; la Taverna del Passo, costruita dai signori Villano sulla via per le Calabrie dopo il terremoto del 1561; il palazzo Palmieri del ’500 e i settecenteschi palazzi Manganelli, Parisi e Galloppo, che ingentiliscono l’abitato. (La Città)   

Montesano sulla Marcellana, il borgo delle tante chiese. Un museo raccoglie le testimonianze del tempo

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C’è un momento dopo il tramonto quando Montesano sulla Marcellana diventa l’osservatorio di un enorme spettacolo di luci. Una galassia di luminarie che disegna al buio la trama dei paesi del Vallo di Diano, spiegati lungo la pianura come tante piccole, singolari costellazioni. Nato come Marcellanium, insediamento romano legato al municipio di Cosilinum, il paese si spostò in cima a un monte dell’Appennino della Maddalena per sfuggire alle spavalde scorrerie dei Saraceni che si spingevano dalle coste verso l’interno attratti dalla fiorente agricoltura e dal ricco commercio. Montesano voleva dire salvezza dai predoni e salubrità, fuori dai pantani che occupavano buona parte del vallo, coriacea eredità di un lago preistorico. Il riferimento “sulla Marcellana”, poi aggiunto, si ricollega con tutta probabilità all’originario insediamento romano. Il toponimo compare per la prima volta in una pergamena del 1086, un atto di donazione da parte del conte Ugo D’Avena in favore dell’abate di Cava Pietro Pappacarbone, riguardante tre monasteri tra cui quello di san Simeone sito presso il “castello di Montesano”. Il “territorio di Montissano” è citato in un altro documento del 1131 e fu feudo assai ambito per la mitezza del clima e la fertilità del suolo. Lo ressero in successione Annibaldo di Trasmondo di Roma, Arnolfo Pelagalli, Nicola de Molinis e una sfilza di potenti signori finché, nel 1580, l’università dei cittadini (una sorta di comune ante litteram) si consacrò al regio demanio sborsando 30.000 ducati. A poco servì lo sforzo, dato che neanche 40 anni dopo la Regia Camera spagnola rivendette il sito all’asta ad Agostino Ambrosino. Altra ridda di proprietari e infine, nel 1636, il feudo con le sue pertinenze fu acquistato dalla Certosa di Padula. Nella girandola di signori, messo alla prova dalla peste del 1349, da periodiche carestie e terremoti, Montesano si ridusse a uno sparuto borgo di nemmeno 200 anime. Nel Settecento, un vero e proprio “rinascimento” economico portò a un netto sviluppo demografico e a una notevole crescita del tessuto urbano. La Repubblica Napoletana svegliò pulsioni democratiche subito soffocate dai monarchici e poi, a inizio ’800, premiate con la promozione del centro a libero comune. Il 21 ottobre del 1860, nel giorno del plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna, rigurgiti filo-borbonici richiesero l’intervento dei reparti della Guardia Nazionale di stanza nei paesi vicini. Tre anni prima un terremoto devastante aveva cambiato il volto del borgo, abbattendo il castello e le chiese parrocchiali. Oggi il comune più orientale della Campania, rinato da quelle macerie, conta quasi 7000 abitanti e si compone, oltre al capoluogo, di 5 frazioni. L’architettura prevalente è quella religiosa: l’abbazia di santa Maria di Cadossa, risalente al X secolo, la grancia basiliana di san Pietro, la chiesa di sant’Andrea rasa al suolo dal sisma del 1857 e ricostruita nel 1931, la chiesa di sant’Anna, in stile neogotico, eretta tra il 1954 e il 1959 per volontà del magnate Filippo Gagliardi. Quanto all’economia, Montesano vive di agricoltura, artigianato e allevamento, finalizzato alla produzione di salumi e latticini. Nel 2001, su iniziativa di alcuni volenterosi cittadini e col patrocinio del comune, è stato allestito un Museo Civico che raccoglie testimonianze “materiali e immateriali” della civiltà e della cultura locale. (La Città)

Giuseppe Di Bianco, il Mozart nato a Maiori: «Mi voleva l’America ma il mio futuro è qui»

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A volte ci si chiede se, oltre al sangue, di generazione in generazione, non vengano trasmessi – per qualche misterioso processo osmotico – anche pezzetti di anima. Non una reincarnazione, ma una vera e propria trasmigrazione dell’intimo sentire, da un nonno ad un nipote. È quello che simpaticamente si domanda Giuseppe Di Bianco, compositore di fama internazionale di Maiori, la cui storia familiare porta nel dna la poesia della musica e la sofferenza vibrante dell’arte. 47 anni, considerato, da piccolo, un Mozart italiano, diplomato al Martucci di Salerno – con studi anche a San Pietro a Majella di Napoli e al Santa Cecilia di Roma – Di Bianco è diventato un punto di riferimento per il mondo della composizione corale. Una carriera folgorante, che trae origine da quei pezzetti di anima di cui era portatore suo nonno. «Sono molto legato alla sua figura, pur non avendolo mai conosciuto. Era un musicista, un concertista di Maiori. Lasciò il suo paese per andare a vivere a Buenos Aires, dove studiò al conservatorio che all’epoca era diretto da un calabrese, Luigi Romaniello». Siamo all’inizio del Novecento. Epoca in cui sono gli italiani ad emigrare: molti pianisti dal Sud fondano scuole ed istituti in Argentina. Il nonno di Di Bianco, porta il nome del futuro nipote, Giuseppe, ma lì si fa chiamare Josè De Bianco. «Era anche pittore. Conserviamo centinaia di dipinti. Era molto amico di Raffaele d’Amato, Gaetano Capone, Luca Albino, Gaetano della Mura, i cosiddetti “costaioli”. La sua tuttavia fu una storia amara. In Argentina era un concertista affermato. Conobbe mia nonna, commerciante di stoffe, una donna pratica e solida». La coppia, che all’inizio pare possa partire nuovamente per Buenos Aires, tuttavia, non lascia più l’Italia. «Mio nonno rimase a Maiori, per tenere insieme la famiglia, ma da lì iniziò la sua tristezza. La Maiori degli anni ‘30 era diversa. Era un ambiente assai povero, arretrato. Forse questa tristezza era dovuta all’aver lasciato una terra ricca d’arte, come lo era l’Argentina. Lo fece per amore. La sua storia mi ha un po’ segnato. Ci sono aspetti della sua sensibilità che ritrovo in me». Anche il bisnonno Taddeo era un musicista. «La musica nella nostra famiglia si porta avanti da quattro generazioni. Mia nonna decise di farmi dare lezioni a otto anni». Dopo i primi tre mesi, l’insegnante di Di Bianco manda a chiamare la madre. L’uomo non riesce più a stare dietro al piccolo Giuseppe, considerandolo un genio. L’episodio scatenante accade quando il bambino, ascoltando un 45 giri, riesce a riscriverne la musica ad orecchio. Il suo destino è segnato. Da pianista ad autore di musica strumentale e da scena, esperto di composizione corale e direttore dell’ensemble vocale “Ars Nova” di Maiori, è diventato tra i compositori corali più importanti nel mondo, con esecuzioni in Italia, Città del Vaticano, Francia, Danimarca, Slovenia, Estonia, Lettonia, Olanda, Spagna, Portogallo, Usa, Russia, Giappone, Filippine. La fama lo porta nel 2008, in qualità di composer-in-residence, nel North Carolina University. Mentre nel 2014 viene incluso nell’ “Invisible Cities Project”, un progetto internazionale, nato per ispirazione a Le città invisibili di Italo Calvino. Poi sarà la volta del Giappone, alla “Fine Arts and Music University” di Aichi. Nel suo percorso, oltre alla figura del nonno, ha pesato non poco anche quella del sacerdote francescano, Enrico Buondonno, famoso per aver composto le musiche di “Francesco, giullare di Dio”, film di Roberto Rossellini. «Avevo 15 anni – racconta Di Bianco – «andavo al convento di Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore. Sostenni l’esame al conservatorio, da esterno. Quando il risultato fu noto, Buondonno mi abbracciò. Mi disse di non fermarmi. “Tu devi cominciare a studiare composizione”. In quest’ottica lui è stato la mia vera figura di riferimento. Avevo scritto un pezzo e lo avevo presentato nel dicembre 2001 ad un concorso a Trento. Su 187 compositori in tutta Europa decretarono vincitore il mio pezzo». Un premio che purtroppo il giovane non riesce a portare all’anziano sacerdote che morirà dopo alcune settimane. «Lessi della sua morte sul giornale. Non riuscii neanche a piangere. Fu come aver perso un padre per la seconda volta. Adesso ho in mente di dar vita ad una pubblicazione che possa analizzare criticamente la sua produzione corale». Intanto Di Bianco continua a comporre. «Scrivere credo sia una proiezione assoluta del nostro mondo interiore. E poi la musica corale mantiene una forte ispirazione spirituale e sacra. A me piace sentirmi investito di un tipo di ricerca, ricerca di se stessi. Penso alle nostre esistenze come a schegge di eternità, di infinito. Siamo esseri di luce che travalicano tutto ciò che è materico». E sulla sua terra, Maiori, Giuseppe Di Bianco ha cercato una mediazione. «Sono un uomo del Sud. Ai giovani dico sempre di non dimenticare le proprie radici, ma di non limitarsi alla Costiera. Certo non possiamo dimenticare le ferite che il nostro paese ci infligge. Eduardo diceva “fuitevenne”. Io ho trovato un compromesso. Quando sono stato in America ho avuto l’opportunità di rimanere lì. Non l’ho fatto. Resto qui perché sto bene col mio mare. Non potrei viverne senza. Diciamo allora che risiedo a Maiori ma la mia vita è altrove. Questa è la mia dicotomia». (La Città)

Positano, auto in curva a Laurito: interviene la Polizia Municipale con Carro attrezzi-FOTO

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Grossissimo intervento della Polizia Municipale di Positano quest’oggi. Siamo stati testimoni di un’azione molto efficace degli agenti nella zona di Laurito in particolar modo contro le decine di auto che nella zona parcheggiano o sostano in curva: diverse sanzioni sono state emesse e alcune auto sono state portate via con i carro attrezzi. Ricordiamo che in questo periodo i caschi bianchi stanno facendo un lavoro enorme, quindi, a loro vanno i più importanti complimenti da parte di Positanonews per mantenere l’ordine pubblico, specialmente considerando il numero di agenti disponibili. Complimenti anche al sindaco Michele De Lucia per l’importanza che ha riservato a tale scopo e le imposte per mantenere l’ordine. Operazione ferragosto riuscita al meglio, tutto senza praticamente incidenti. Ricordiamo ai cittadini che la Polizia Municipale svolge una miriade di compiti diversi ed in questo periodo dell’anno è super impegnata su tutti i fronti. Quindi dobbiamo tutelare questo corpo, specie da individui non originari di Positano che criticano gratuitamente. Le critiche devono essere costruttive e non faziose ed inutili. Oggi, intanto, un grosso plauso va alla Polizia Municipale di Positano.

Nasce la prima collaborazione tra il Festival della mente di Sarzana ed il Cilento

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È un po’ la storia di un colpo di fulmine quella dell’incontro tra l’avvocato Matteo Melley, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di La Spezia, promotrice del “Festival della mente” di Sarzana, e il Cilento. All’inizio di un’estate che mostrava la bellezza generosa dei luoghi e, insieme, le contraddizioni e le fragilità (sociali, economiche e culturali di questo pezzetto di Mezzogiorno), Melley, turista sapiente e curioso fu sedotto dal fascino del Parco e chiacchierando con operatori e operatrici locali pensò ad una iniziativa comune. Ad uno scambio fecondo tra l’esperienza del «suo» Festival e quella meno strutturata ma ispirata da comuni sensibilità, che preparavano nel Cilento per il prossimo ottobre — 14 e 15 precisamente — l’associazione Festinalente, l’Ente Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il Comune di Ceraso e il liceo «Parmenide» di Vallo della Lucania: «I dialoghi sul male. Come liberare le nostre vite». Una due giorni di confronto che avrà come destinatari privilegiati, anche se non esclusivi, i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori e che ha già prestigiose adesioni. È nata così una inedita sinergia. Una relazione che si è rinsaldata negli ultimi mesi e che richiama quella che a metà luglio è stata rilanciata fra la Fondazione Cariplo e il Festival di Giffoni dove quest’ultimo fa da modello per esperienze promosse al Nord. Una sinergia sulla quale riflette il presidente Melley partendo dalla domanda che pone il rischio di invadenza surrogatoria delle Fondazioni rispetto agli enti pubblici. «Oggi — dice — le Fondazioni appaiono non più come sponsor segnalati dal logo, erogatori di risorse indifferenti alla gestione delle iniziative. Sempre più si afferma per esse il ruolo dell’investitore-imprenditore che si mette in gioco, valuta i risultati a fronte dei “mezzi di produzione” e delle convenienze che non sono solo quantitative ma, in alcuni casi, soprattutto, legate al radicamento e, quindi, ai semi di cambiamento, agli anticorpi che esse immettono nei contesti di riferimento ». A fronte di un moltiplicarsi di festival (quasi uno per ogni villaggio) le cifre sul numero di lettori e di lettrici sono però sconfortanti. «Quei dati non sono affatto entusiasmanti, ma i festival non servono a incrementare la vendita dei libri. A questo dovrebbero pensare politiche culturali che coinvolgano i ragazzi a partire dall’adolescenza e che promuovano la lettura tra i giovanissimi. Oggi i Festival soddisfano il desiderio della piazza. Il bisogno diffuso di luoghi in cui parlare ed ascoltare. Vedere da vicino pensatori e pensatrici che aiutano a riflettere. Riflettere e stare insieme. Un antidoto efficace alla tendenza a chiudersi nelle anguste e falsamente rassicuranti pareti domestiche. Per questo il loro proliferare non è un male, ma il segno di una vivacità soprattutto dei piccoli centri che va incentivata promuovendo occasioni comuni, sinergie, richiami reciproci. Una rete fra le città minori». Anche una sintonia fra Nord e sud? «Sicuramente tra Sarzana che vive in un contesto pieno di tante luci ma, anche, di molte ombre — una presenza considerevole di popolazione anziana, un disagio giovanile diffuso, alcuni tentativi di infiltrazioni di organizzazioni criminali — e il Cilento. La sintonia che stiamo sperimentando tra queste due aree, così differenti ma anche con tante somiglianze, è conseguente a scelte strategiche che ci fanno puntare su esperienze come le Fondazioni di comunità (a Salerno, alla Sanità a Napoli, a Messina) che al Nord non sarebbero possibili». Nel Sud è rarissima la presenza privata nelle iniziative culturali. Il «principe» è quasi sempre chi occupa le istituzioni e questo fa diventare la cultura un altro, a tratti opulento, terreno di spartizione. Di favoritismi. «Quello delle istituzioni e della politica è un nodo importante che impone l’abbandono di risposte ipocrite. La tentazione all’invadenza è una costante alla quale va opposta l’osservanza della legge che stabilisce una quota precisa per gli enti pubblici negli organismi delle Fondazioni. L’esempio di Siena è lampante. Le nomine non hanno rispettato la legge e l’invadenza è diventata decisiva per la debacle ». Forse di fronte alla fragilità del welfare è forte la tentazione di attribuire alle Fondazioni una sussidiarietà impropria. «Questo rischio c’è e bisogna saperlo evitare con una strategia che neghi la funzione di bancomat della politica alle Fondazioni. Molto importante è l’esempio della lotta alla povertà educativa dei minori che ha generato la formazione di un fondo privato con una dotazione di 120 milioni l’anno, alimentato dalle fondazioni e sostenuto da uno sgravio fiscale assicurato dal governo. Un esempio virtuoso di relazione privato-pubblico e che ha creato tantissime buone pratiche nel nostro Paese». Quali risultati immaginate possa dare l’esperienza avviata in Cilento? «La cosa che ci è parsa più interessante e in totale sintonia con il nostro Festival è l’intento prioritario che “I dialoghi sul male” dichiarano di perseguire. Il coinvolgimento continuativo dei giovani, delle donne, dei protagonisti sociali che con attività come il teatro, la diffusione della lettura, la cooperazione solidale, lo scambio che porterà ogni anno giovani cilentani a Sarzana e ragazzi di Sarzana nel Cilento, consentano la vera riuscita dell’iniziativa. Condividiamo con convinzione non formale la concezione di cultura e di eventi culturali come occasioni per leggere i propri contesti e, quindi, la propria condizione e per definire strategie di contrasto ai differenti mali che affliggono le nostre comunità. È importante, infatti, che la due giorni sia un successo di partecipazione ma ancora più importante è quello che succederà nel Cilento dal 16 ottobre in poi». (Corriere del Mezzogiorno)

Facebook, un social per grandi. In Italia oltre la metà degli utenti è over 35 e cala il numero degli iscritti under 18

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Sempre di più gli adulti italiani usano Facebook per gestire una parte dei loro rapporti sociali. Al contrario dei giovanissimi, che invece online cercano altre piattaforme. La maggioranza (il 53%) degli utenti del social network fondato da Mark Zuckerberg — che ormai sono 30 milioni, la metà di tutti gli italiani — ha infatti più di 35 anni. Dal 2016 a oggi invece i minorenni sono diminuiti del 5%, secondo i dati elaborati dall’analista di social media Vincenzo Costa. «È un fenomeno in parte legato all’effetto rete: tu stai dove stanno i tuoi amici. Ma ha anche a che fare con la caratteristica che ha assunto nel tempo Facebook — spiega Giovani Boccia Artieri, sociologo dell’Università di Urbino — In Italia è esploso come fenomeno di massa nel 2011, in coincidenza con il referendum sull’acqua pubblica, ed è diventato sempre più un luogo di discussione politica con le elezioni e la visibilità che ha assunto sul web il Movimento 5 Stelle. Adesso è molto connotato dalla dimensione informativa: per questo ci stanno gli adulti. Lo stesso motivo che invece lo rende meno interessante per il pubblico più giovane». Negli ultimi due anni infatti c’è stato un aumento degli utenti tanto più marcato con il crescere dell’età: del 10% tra i 19-24enni, del 19% tra 25- 29enni, del 14% tra i 36 e i 45 anni (la fascia di età più numerosa in termini assoluti con oltre 7 milioni di iscritti) e addirittura del 21% per i 46-55enni e del 29% per gli ultra 55enni. Accanto al lato «pubblico» rimane però anche quello privato. «Il problema degli over 30 è che con gli impegni di lavoro fanno più fatica a mantenere i contatti con una rete sociale “estesa” — dice Giuseppe Riva, professore di Psicologia dei nuovi media all’Università Cattolica di Milano — Facebook permette di avere un rapporto attivo anche con coloro che non riusciamo a vedere faccia a faccia». È stata proprio la maggiore presenza degli adulti, però, a far «migrare» i minorenni su altre piattaforme: «È un fenomeno iniziato sei o sette anni fa e si lega al fatto che molti tredicenni (l’età in cui si può formalmente entrare su Facebook) hanno avuto il permesso di stare sul social a patto che i genitori fossero loro “amici” — prosegue Riva — Poi però, soprattutto quando arrivano ai 15-16 anni, iniziano a volere uno spazio proprio in cui non essere visti (e monitorati) dai genitori». Da qui la scelta di altri social media. Il più amato dagli adolescenti è oggi Instagram: «È più immediato e veloce e — conclude Riva — vive moltissimo di selfie, che sono ormai uno strumento chiave della comunicazione giovanile». In parte è una tendenza inevitabile: «La Rete è uno degli spazi dove si costruisce la propria identità e nell’adolescenza è fisiologico sfuggire al controllo degli adulti: i ragazzi hanno bisogno di spazi generazionali autonomi, dove realizzare i loro compiti evolutivi — dice Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro — Quello che però paradossalmente finiscono per imparare dagli adulti è la spettacolarizzazione di ogni avvenimento della vita, anche dei meno importanti. È il rischio della presenza social, a ogni età». (Corriere della Sera)

Nuovi professionisti, mobili e creativi: gli «zainocrati», 250.000 persone che si muovono da un’occupazione all’altra

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In principio era il lavoro agile, una piccola rivoluzione che tratta i dipendenti come fossero imprenditori di se stessi. Ma in un’epoca in cui il mondo del lavoro è così fluido c’è chi va già oltre. Li chiamano “zainocrati” e sono una nuova categoria di professionisti. Caratteristiche: sanno cogliere e sfruttare tutte le opportunità lavorative che si presentano, in modo innovativo. Senza una sede, spesso senza posto fisso. Intraprendenti e creativi. Ma facciamo un passo indietro, spiegando quale sia l’humus che ha permesso la loro nascita. Ovvero, appunto, il lavoro agile. Sempre più aziende lo hanno introdotto o pensano di introdurlo, lasciando ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da remoto, in modo da conciliare vita privata e compiti lavorativi. I vantaggi sono su più piani: «C’è un incremento di produttività – spiega Vilma Scarpino, amministratore delegato di Doxa, esponendo i risultati di una ricerca sull’argomento – una riduzione dei costi per l’azienda e le attività sono più efficienti». Altro tema è quello della sostenibilità: meno ore passate in macchina o sui mezzi per raggiungere l’ufficio, meno anidride carbonica emessa, benefici per l’ambiente. Scarpino tratteggia lo scenario: «Sono 250.000 i lavoratori agili in Italia, il 7-8% del totale. Concentrati soprattutto in grandi aziende del Nord, hanno un’età media di 41 anni e secondo i nostri studi sono più gli uomini (69%) che le donne (31%)». È da 6-7 anni che in Italia si sta diffondendo questa nuova sperimentazione e il 10 maggio scorso è arrivata dal parlamento l’approvazione della legge sul lavoro autonomo, che stabilisce nuove regole anche per il cosiddetto “smart working”. Garantisce stesso stipendio, parità contrattuale e diritto alla disconnessione a chi lavora da remoto. Dovrebbe incentivare l’introduzione di una pratica ancora poco diffusa, nonostante sia accolta con entusiasmo. Secondo una ricerca di Hays, 8 professionisti su 10 sarebbero felici di poter lavorare da casa, ma solo il 35% delle imprese lo consente. La rivoluzione però non si ferma qui, va oltre. Ed ecco gli “zainocrati”, che hanno giù fatto un passo ulteriore. Costituiscono una nuova categoria teorizzata due anni fa da Leonardo Previ, docente di Gestione delle risorse umane alla Cattolica di Milano. «Lo zainocrate è qualcuno che si muove volentieri, che tiene il proprio zaino con tutti gli strumenti che usa per lavorare, o per procurarsi un lavoro. Apprezza l’ingegnosità collettiva, è in contatto con molte altre persone – prosegue Previ – ed è capace di offrire un contributo alla costruzione di un mondo meno burocratico». È il nomade professionale, dinamico e conviviale, perché è dal confronto con l’altro che nascono idee nuove. Questa nuova figura non è dunque una monade inappartenente, ma ricerca gli altri. Dove? Ovunque, negli spazi di coworking, per esempio. L’accezione con cui viene trattato il tema è positiva: dipinge la figura del professionista agile che si districa con sapienza tra un lavoro e l’altro. Ma una scrivania in condivisione a Milano costa in media circa 300 euro al mese. Non poco per il budget di un lavoratore non assunto. Sì perché se il focus si sposta sulla forma del contratto, le cose cambiano. Un giovane a partita iva, uno zainocrate moderno che si divide tra più collaborazioni, riesce davvero ad arrivare a fine mese col sorriso? (Avvenire)

Sorrento, furti in un negozio: momenti di panico

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Furti in un negozio di Sorrento, dove ha avuto luogo un fuggi fuggi generale. A mezzogiorno c’è stato infatti un intervento dei Carabinieri e la gente è scappata dal supermercato, generando un momento di caos in pieno Ferragosto. La situazione è apparsa visibilmente disperata è quello che ci riferiscono.

Cava de’ Tirreni. Parcheggiatori abusivi nei fine settimana dettano le regole nelle aree più frequentate della movida

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È invasione di parcheggiatori abusivi nei fine settimana a Cava de’ Tirreni. Si appostano nelle zone calde della movida metelliana e monopolizzano i posti auto disponibili fino ad esaurimento per poi spostarsi nelle vicinanze e dare il via a un’azione di sosta selvaggia incontrollata approfittando dell’inesperienza e della presunta ingenuità dei numerosi giovani provenienti da fuori città. Il tutto avviene non solo nelle zone in cui il passaggio degli ausiliari della sosta che verificano l’avvenuto pagamento del “grattino” è meno frequente, ma anche dopo le 22, quando la polizia locale chiude i battenti e la sosta nelle apposite strisce blu smette di essere a pagamento. Cinque sono i posteggiatori abusivi che, stando alle segnalazioni, si eleggono a padroni della zona; e il territorio di caccia preferito resta il tratto finale di Corso Prince Amedeo, quello più prossimo al centro storico ma soprattutto quello sul quale affacciano due delle più note discoteche della città. Qui dalle 22 in poi di venerdì, sabato e domenica il caos regna sovrano e a riempire le tasche dei parcheggiatori sono soprattutto gli sprovveduti provenienti da fuori città, quelli troppo pigri per cercare un posto legittimo, o ancora coloro che hanno fretta di andare in discoteca e parcheggiano dove possono senza sapere che dopo le 22 la sosta è gratis. Così, appena è pieno il parcheggio del trincerone, si passa a imbottire la traversa che da Corso Principe Amedeo conduce in via Sala, occupata su entrambi i lati, e dintorni. Così per i residenti la situazione si fa invivibile soprattutto quando ci si trova costretti a lunghi minuti di attesa perché le vetture sono posteggiate davanti ai cancelli di ingresso o nelle zone di divieto. Il fenomeno, negli ultimi mesi, si è allargato in città al punto che è facilmente ricostruibile – con tanto di listino prezzi – una mappa dei parcheggi abusivi disponibili e relativa differenziazione dell’offerta. Partendo dalle figure note come l’anziana che si apposta in via Ugo Foscolo (tra il cimitero e l’area mercatale) e che si accontenta di qualche spicciolo; c’è poi chi tiene d’occhio tutta via Vittorio Veneto fino alla traversa delle Poste centrali e si accontenta di un’eventuale offerta a piacere. Tra le new entry invece c’è da qualche settimana una coppia di coniugi che circola tra corso Mazzini, viale Marconi e via Filangieri chiedendo un euro per l’intera serata. L’appello inevitabile è rivolto alle forze dell’ordine e al consigliere delegato alla polizia locale Giovanni Del Vecchio. Quel che chiedono i cittadini esasperati è la predisposizione di appositi controlli periodici nelle “riserve di caccia” dei parcheggiatori abusivi. (La Città)  

Donna fatta a pezzi e gettata in più cassonetti, fratello ha confessato

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Le gambe sono state trovate ieri sera in un cassonetto a Roma, nel quartiere Parioli. Il resto del corpo in un altro cassonetto, effetti personali in un altro ancora. Frequenti liti fra i due, che vivevano assieme.

Avrebbe confessato durante l’interrogatorio in Questura l’uomo sospettato di aver ucciso e fatto a pezzi la sorella gettandola in diversi cassonetti a Roma. L’interrogatorio è durato alcune ore. Alla base dell’omicidio ci sarebbero liti per questioni economiche.

L’uomo, un sessantenne italiano, sarebbe stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza mentre gettava qualcosa all’interno del secchione nella notte tra il 14 e il 15 agosto. I due fratelli abitavano insieme in un appartamento in via Guido Reni, nel quartiere Flaminio, a pochi metri di distanza dal cassonetto in cui la polizia ha rinvenuto la testa e il tronco della donna.

Il corpo della donna fatto a pezzi – Le gambe della donna, tagliate all’altezza dell’inguine, sono state trovate ieri sera in un cassonetto a Roma, in via Maresciallo Pilsudsky nel quartiere Parioli. A scoprirle una nomade mentre rovistava all’interno del secchione. Il resto del corpo è stato trovato, ore dopo, in un altro cassonetto, in Via Guido Reni, in un quartiere limitrofo. Gli effetti personali e gli abiti della donna, infine, sono stati rinvenuti in un terzo cassonetto in Via Pannini che si trova a pochi passi da via Guido Reni.

Vicina sotto shock, non posso crederci – “Non c’è mai stata una lite, un battibecco. Nicoletta e Maurizio li conoscevo bene e mai mi sarei aspettata tutto questo”. È visibilmente sotto shock una vicina di casa della donna fatta a pezzi e gettata in alcuni cassonetti a Roma. “La notte tra il 14 e il 15 ero qui, a casa – racconta -. Non ho sentito assolutamente nulla. Poi sono partita per il ferragosto e tornata stamattina. Quando ho visto tutta la polizia sotto casa pensavo stessero girando un film. Poi invece mi è arrivata la notizia scioccante”. (Ansa)

Salerno. Fuochi di San Matteo. Il consigliere di maggioranza Ventura: «Sarà guerra se non li autorizzano»

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Salerno. «O il Comune autorizza i fuochi, oppure quest’anno succederà la terza guerra mondiale ». Il consigliere comunale di maggioranza Mimmo Ventura non usa mezzi termini e annuncia: «Da lunedì io e mio fratello Giuseppe inizieremo a fare un pressing selvaggio sui vertici dell’amministrazione perché è giusto che i salernitani possano godere di uno spettacolo che si identifica, storicamente, con il senso della festa». Pur facendo parte dell’entourage del sindaco Vincenzo Napoli, Ventura non è intenzionato a mollare: «Se ci sono state frizioni con la Curia e le istituzioni non vogliono partecipare alla processione, mi sta bene. Io stesso non vi prendo parte. Ma i fuochi a mare sono un’altra cosa, è il cuore di Salerno, significa avere rispetto dei cittadini». Se l’ostacolo è di natura economica, «siamo già pronti con tanti privati a finanziare la manifestazione, senza chiedere un euro a Palazzo di Città», quanto invece ai presunti problemi di sicurezza, «non si capisce perché vengono autorizzati i fuochi per la Madonna di Costantinopoli o per Sant’Anna, mentre per il nostro Patrono no». Ancora più duro il consigliere di opposizione Roberto Celano: «Parliamoci chiaro, è una evidente ripicca nei confronti della Chiesa. Questo è il vero e unico motivo per cui il Comune, da tre anni a questa parte, ha voluto abolire lo spettacolo pirotecnico, senza rendersi conto che così facendo ha penalizzato solo i cittadini. Si adducono falsi motivi finanziari, quando invece si potrebbe risparmiare su tantissime altre cose su cui invece siamo costretti quotidianamente a denunciare sperperi e clientele. Se occorre tirare la cinghia, lo si faccia su altre cose, non sulle tradizioni, perché la festa va restituita ai salernitani». Ma il problema è veramente di budget? Il presidente della commissione Bilancio Nico Mazzeo non si pronuncia («dovrei parlarne con l’assessore», spiega), ma da consigliere comunale e prima ancora da cittadino, tuona: «Io sono per farli, i fuochi tutta la vita e mi batterò per questo, perché non è San Matteo senza lo spettacolo pirotecnico». Ma a una condizione. «Che la scelta sia condivisa con la Curia per evitare ulteriori contrasti. Non si capisce perché la statua del Santo non possa fare il suo ingresso nel Comune: non è la casa di un boss della camorra, ma la casa di tutti i salernitani. Sono prese di posizione che non hanno senso, così come l’aver negato le tappe dinanzi la Finanza e i carabinieri. Mi auguro che l’arcivescovo riveda le sue posizioni, altrimenti, se deve essere una festa solo religiosa, che lo sia da mattina a sera». Dunque, senza nessuna esplosione di colori dopo la mezzanotte. «Non è una ripicca – precisa il consigliere comunale – ma una questione di buon senso. Si deve essere elastici da entrambe le parti e garantire il rispetto di una tradizione a cui i salernitani tutti sono legatissimi. Io mi batterò affinché non siano negati, ma spero possa esserci meno intransigenza da parte della Curia, affinché certi riti possano continuare ad essere officiati com’è sempre accaduto per anni ed anni». (La Città)  

Morto il bimbo che si era rinchiuso nell’auto della mamma

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E’ morto il bambino di 4 anni che si era chiuso dentro l’auto della madre a San Giovanni Lupatoto (Verona). Il piccolo trasportato in ospedale a Borgo Trento era apparso subito grave e a nulla sono valsi i tentativi dei medici di salvargli la vita. E’ morto senza riprendere mai conoscenza.
Era stata la madre a trovare il bambino già privo di sensi all’interno dell’auto, che era parcheggiata sotto il sole.
Sull’episodio indagano i carabinieri.

L’automobile nella quale era riuscito a salire il piccolo era parcheggiata sotto la casa dove il bimbo abitava con il padre, la madre e con i fratellini. I genitori, lei italiana, lui straniero, è molto conosciuta in paese dove abita da anni. Da quanto si è appreso quando i genitori si sono accorti dell’assenza del bambino avrebbero iniziato a cercarlo attorno all’abitazione, nelle strade vicine, scoprendolo poi nella vettura. (Ansa.it)

Migranti, il caso Sibari. A Sorrento si è evitato il caos anche grazie ai polveroni mediatici

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FILE - In this June 23, 2015 file photo, a Belgian navy sailor tosses a life vest to migrants sitting in a rubber boat as they approach the Belgian Navy Vessel Godetia during a search and rescue mission in the Mediterranean Sea off the Libyan coast. Hundreds of migrants were rescued by the Godetia, which is one of the EU Navy vessels that took part in the Triton migrants rescue operations. (ANSA/AP Photo/Gregorio Borgia, File)

Migranti, il caso Sibari. A Sorrento si è evitato il caos anche grazie ai polveroni mediatici. A Sibari, una località turistica della Calabria molto rinomata in passato, non parla d’altro che dei migranti sistemati d’imperio dal Prefetto in un albergo e che creano problematiche per zone tipicamente turistiche. Se non si è arrivato a tanto anche a Sorrento è grazie al clamore mediatico, una sorta di “sveglia” che fu data all’epoca dall’intervento di Massimo Coppola, assessore del Comune di Sorrento, che con il sindaco di Massa Lubrense Balduccelli e il sindaco di Vico Equense Buonocore ha poi portato avanti un’opera di mediazione con il prefetto di Napoli Carmela Pagano che ha dimostrato grande intelligenza ed equilibrio. A Sibari il Prefetto ha portato i migranti in un albergo, qui poteva farlo con il Cavour, per esempio. Altra vicenda che ha fatto consumare fiumi di parole. Gli amministratori locali, dopo la proposta del vescovo di Castellammare di Stabia-Sorrento Mons. Francesco Alfano, avevano anche sondato la disponibilità degli ordini religiosi ad accogliere almeno una parte dei 240 rifugiati destinati alla penisola sorrentina. Ed a quanto sembra qualche apertura in tal senso sarebbe già arrivata dai vertici di congregazioni presenti tra Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense. Esclusa, per il momento, l’eventualità che i richiedenti asilo possano essere alloggiati in edifici gestiti da ordini religiosi tra Massa Lubrense, Sorrento e Sant’Agnello. La problematica non è data né dal razzismo né dalla non volontà di aiutare i migranti; per le località turistiche il problema gestionale è un problema di ordine pubblico di non poco conto, sollevato anche dal sindaco di Positano Michele De Lucia in Costiera amalfitana. A Sorrento l’intervento di Coppola suscitò clamori e prese di posizione, ma alla fine il risultato c’è stato. Non bisogna nascondersi dietro ad un dito, non è facile gestire una problematica del genere in piccole località turistiche come le nostre e questo non ha nulla a che vedere con il razzismo o la mancanza di solidarietà, ma con la logistica e l’ordine pubblico.

Punta Campanella in lizza per il premio “Area Marina Protetta piu’ bella d’Italia”

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Punta Campanella. Un concorso per eleggere la regina del mare. Le aree marine protette italiane in lizza per ricevere il prestigioso riconoscimento messo in palio da ASDOMAR.

Punta Campanella, con le sue meraviglie sopra e sotto il mare è tra le più autorevoli candidate. Tra la costiera sorrentina e amalfinata, in uno scenario mozzafiato, circondato dalla storia e dal mito e con un mare ricco di biodiversità, il Parco Marino di Punta Campanella è tra i più attivi del bel paese.

Il vincitore del concorso sarà premiato con un progetto di tutela e riqualificazione e con una somma di denaro da investire in attrezzature subacquee, oltre, naturalmente, che con un ritorno di immagine importante per il territorio circostante.

Un’ulteriore occasione per ottenere un prestigioso riconoscimento per la penisola sorrentina e la costiera amalfitana. Per votare bisogna accedere al link riportato di seguito e cliccare su Punta Campanella. Si vota fino al 3 settembre.

http://areemarine.asdomar.it/areemarine

Reggia di Caserta, donna fa il bagno in slip e reggiseno nella fontana artistica di Diana e Atteone

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Il patrimonio artistico della Reggia di Caserta è rimasto ancora una volta esposto alle scorribande di persone incivili. È accaduto nella giornata di Ferragosto e in serata sono cominciate a circolare sui social immagini di nuovi tuffi nelle fontane, in particolare quella di Diana e Atteone. Si tratta della più importante del monumento, adornata di gruppi marmorei che raffigurano scene di caccia e che è posta ai piedi della cascata che convoglia l’acqua dell’acquedotto Carolino nelle vasche del parco.

Una donna, come testimonia lo scatto, si è spogliata degli indumenti e si è calata in acqua con in slip e reggiseno, immortalata dalle persone che erano con lei. La foto ha prodotto grande indignazione negli internauti che si sono chiesti quanti efficaci siano i controlli all’interno del monumento. Non è la prima volta che nella Reggia si verificano episodi del genere, riconducibili il più delle volte al massiccio afflusso di visitatori in giornate e ponti particolari. E ieri per la Reggia si è trattato di una apertura straordinaria in quanto il sito è solitamente chiuso nelle giornate di martedì (la direzione ha però di recente annunciato che a partire dal 3 ottobre il monumento sarà aperto tutta la settimana). Nei giorni scorsi a Caserta erano montate altre polemiche, relative stavolta alla presenza di turisti che si avventuravano con trolley sui pavimenti degli appartamenti storici. Il direttore generale Mauro Felicori non aveva potuto non ammettere che sicurezza e vigilanza restano il tallone d’Achille del monumento. (Corriere del Mezzogiorno)

Ischia. Sub morti, Lara non aveva il brevetto

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Lara Scamardella, la subacquea 13 enne morta il 13 agosto nelle acque tra Vivara e Ischia, non aveva alcun tipo di brevetto ed era in attività di addestramento. E’ quanto emerso dalle indagini della Guardia Costiera coordinate dal Tenente di Vascello Alessio De Angelis.
Fabio Portella, esperto istruttore di speleologia subacquea di Siracusa, commenta: “Non doveva entrare neanche l’ istruttore Antonio Emanato in quella cavità senza uno specifico addestramento, cioè senza un brevetto speleologico, che comporta uno speciale addestramento ed una attrezzatura specifica”.
“L’ attrezzatura più importante – aggiunge l’ istruttore – è il ‘filo di Arianna’, un sottile cavo legato al sub in immersione. Ad ogni modo, l’ istruttore non doveva portarci la ragazzina in addestramento”.
La videocamera “GoPro” indossata sulla muta da Antonio Emanato è stata sequestrata, insieme al resto dell’ attrezzatura. Le immagini registrate saranno visionate da un consulente tecnico della Procura.

Fonte Ansa.it

Amalfi caos in piazza FOTO

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Amalfi caos in piazza. Apprendiamo dal profilo Facebook di Andrea Cretella, Amalfitano molto attivo sui social a denunciare piccoli e grandi problemi della Costiera amalfitana , di vari episodi documentati con foto. Ci sono disagi di notte e di giorno come purtroppo avviene ogni mese di agosto, questa è la situazione al centro di Amalfi per quanto riguarda gli autobus

Vico Equense il sindaco Andrea Buonocore a Positanonews “I volontari hanno fatto l’impossibile” VIDEO

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Vico Equense. Incendio del Faito , il sindaco Andrea Buonocore sul fronte sul posto al fianco dei soccorsi e dei volontari sentito da Lucio Esposito per Positanonews con una esclusiva intervista in mezzo alle fiamme. Il nostro giornale è stato il primo a lanciare l’allarme ieri mattina a ferragosto fra i media e sta continuando a seguire giorno e notte questa tragedia siamo vicini a tutti gli amici del Faito

Incendio Faito, strada ancora chiusa. Il legale dell’indagato “Nessun riscontro dall’interrogatorio”

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Incendio Faito, strada ancora chiusa. Il legale dell’indagato “Nessun riscontro dall’interrogatorio”  . I monti di  Vico Equense ancora circondati dalle fiamme , un incendio che Positanonews sta seguendo di ora in ora da ieri mattina, sul posto volontari e soccorsi dalla Penisola Sorrentina, Sorrento e anche da Amalfi e Positano. L’avvocato Enrica Visconti difensore del presunto piromane precisa a Positanonews che dall’interrogatorio non sono usciti riscontri sulla sua colpevolezza “Nessun riscontro sulla colpevolezza del mio assistito è uscito dall’interrogatorio – ci dice l’avvocato Enrica Visconti -, le indagini della Procura di Torre Annunziata continuano, ma non è ancora certo che l’incendio sia doloso e che vi sia la responsabilità del mio assistito”

Positano, brillante operazione dei vigili: ritrovati i genitori a una bambina tedesca

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Brillante operazione di salvataggio della Polizia Municipale di Positano che hanno ritrovato i genitori di una bambina di nove anni di nazionalità tedesca, che ieri sera si era smarrita sul molo. Allertati dalla coppia di turisti, i vigili si sono prodigati in tempi rapidissimi nella ricerca della bambina, che è stata assicurata subito ai genitori.

Monte Faito (Vico Equense). Ancora fiamme pervadono la montagna. Plauso ai tanti volontari. Cittadini ustionati VIDEO

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Monte Faito (Vico Equense). Sono ventitré gli incendi in corso in tutta la Campania. La situazione più impegnativa sul nostro polmone verde Faito, dove sono due i fronti aperti.

Quattro gli elicotteri della Protezione Civile regionale impegnati nell’opera di spegnimento, cui si è aggiunto un Canadair inviato dal dipartimento della Protezione Civile Nazionale. Staccata l’energia elettrica nella zona. Due i focolai a quote diverse, uno dei quali a 800 metri, che si sono sviluppati a distanza di poco l’uno dall’altro. Origine dolosa, preso un abitante della frazione a valle del monte, Moiano, ma è stato poi lasciato a piede libero. Oggi al Tribunale di Torre Annunziata sarà processato per direttissima.

  • Si tratta di un incendio diverso da quello che nelle scorse settimane ha devastato la montagna nel versante Castellammare. Un incendio di grande dimensioni sta tutt’ora divorando la montagna: da località «La Conca» le fiamme sono giunte fino a piazzale dei Capi in prossimità di case e alberghi.

Ieri mattina, all’alba, una grossa nuvola nera ha coperto il cielo di Vico Equense. Un fumo denso che ha annunciato un giorno di allarme sul fronte degli incendi. E’ stato visibile ai tanti spettatori che si erano svegliati quella mattina più presto del solito, come me, per ascoltare un bellissimo concerto all’alba, dalle ore 05.30, nel piazzale sul mare dell’antica Cattedrale della SS. Annunziata, la chiesa più bella d’Italia per sposarsi.

Le prime segnalazioni delle fiamme alle sette. Poi la paura. “È un attentato al monte Faito, nel giorno di festa, nel momento della rinascita. Ieri al Monte Faito, tra alberghi e ristoranti, c’erano circa mille prenotati. Tutto pieno. Ieri tante persone erano intenzionate a salire sul Monte Faito per una scampagnata, ma abbiamo dovuto impedirglielo. Era impossibile. Ora il rimboschimento è necessario. Dobbiamo trasformare questo luogo di morte in una montagna di vita e di rinascita”, tuona il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore.

Ieri i vigili urbani di Vico Equense insieme ai Carabinieri della compagnia di Sorrento seguiti dal capitano Marco La Rovere, hanno evacuato le persone in zona come i residenti e villeggianti, in tutto quasi seicento, percorrendo la strada di Quisisana, versante di Castellammare di Stabia, normalmente chiusa al transito per smottamenti, pavimentazione stradale disagiata e pericolo di frane.

Chiusa l’ex strada statale 269 del Faito (SS 269), ora strada provinciale ex SS 269 dall’altezza bivio di Moiano. Ci aspettiamo sulla strada la caduta di alberi bruciati. Predisposta una piscina con acqua, su uno dei primi terrazzamenti della strada, per consentire agli elicotteri impegnati di non scendere a mare per rifornirsi. Sul posto Carabinieri, i Carabinieri verdi dell’ex Corpo forestale dello Stato (Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri), Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, tanti ma tanti volontari come l’AVF (Associazione Volontari del Faito, servizio di Protezione Civile) e il sindaco Andrea Buonocore accompagnato dall’assessore con delega al Faito Laura del Pezzo ed alcuni consiglieri di maggioranza, fra cui il presidente del consiglio comunale avv. Massimo Trignano.

Preoccupazione per l’eroe ustionato sul Faito. Antonio Grazioso, originario di Torre Annunziata, è uno degli eroi della montagna. Mentre le fiamme stavano circondando la sua abitazione, nel cercare di spegnerle si è ustionato al 40 % del corpo. Gli amici raccontano che stava lì a fare il possibile per domare l’incendio. A Meta di Sorrento allo stabilimento “La Conca”, dove è abituale andare anche in inverno con un gruppo di amici, sono tutti preoccupati e tutti lo salutano. L’uomo faceva bodybuilding ed era istruttore in diverse palestre del napoletano. Trasportato con urgenza all’ospedale “De Luca e Rossano” di Vico Equense, è stato poi trasferito al “San Leonardo” di Castellammare di Stabia.

Un plauso ai tanti volontari presenti già da ieri e da tutta la notte per cercare di salvare il più possibile tanti ettari di vegetazione cui è composto questo polmone verde.

Il costo di un’ora di lavoro del CANADAIR equivale a circa 15mila euro l’ora, 5000 l’ora gli ELICOTTERI. “La Regione Campania spende mediamente una decina di milioni per gli elicotteri e circa tre milioni per i Canadair e la Protezione Civile intasca circa 13 milioni di euro l’anno, puliti-puliti. Chi ha interesse a che questo business vada avanti?” – Chiedono i forestali. Ed ancora: “cominciano a sorgere gruppi privati di flotte aeree antincendio, spinte dal numero sempre crescente di incendi“.

Diario di strada di Giovanni Farzati,

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LA GRANDE STAGIONE DELLA LETTURA – Cuore Antico,libro di narrativa, autore Pasquale Mafrica, Arduino Sacco Editore, calabrese che vive in Piemonte ed ama il Cilento, la trama incuriosice non poco il lettore, un Marchese fantasma, non è il Marchese del Grillo, celebre personaggio di un film con Alberto Sordi, al Marchese fantasma di Mafrica, gliene capitano di tutti i colori, si scatena anche una tempesta con tuoni e fulmini…

ASFALTO poco poco – Ancora la provinciale 15 a tenere banco, da Perdifumo a Mercato, tappata con dell’asfalto qualche buca, ma a chi volete prendere in giro?

 

Costa d’Amalfi: barca in mare senza carburante, soccorsa della Guardia Costiera

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Guardia Costiera Amalfi

Disavventura di Ferragosto per una barca rimasta senza carburante, le avarie sarebbero iniziate verso alle 17 all’altezza di Capo Sottile, sull’imbarcazione di sei metri che ospitava sette persone a bordo. La barca in balia del mare è stata tratta in salvo dalla Guardia Costiera di Amalfi. L’imbarcazione è stata noleggiata da un gruppo di beneventani, intenzionati a raggiungere Capri.

Alla Guardia Costiera di Salerno è giunta l’allerta, in mare è stata inviata la CP557 della capitaneria di Amalfi, comandata da Giosuè Cardaropoli, che ha rimorchiato la barca verso Amalfi: secondo quanto rivelato dalla Guardia Costiera, a bordo vi era anche una persona affetta da malore. Dal rapporto dei militari sarebbe emerso che l’imbarcazione ospitante sette persone, in mare diverse, aveva inoltrato richiesta di assistenza al noleggiatore del natante. Verbali amministrativi con ammenda da 344 sono stati ratificati in seguito al soccorso.

FAITO BRUCIA ANCORA. foto&video

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Dal fronte di fuoco, gli inviati di Positanonews, per il secondo giorno consecutivo, a raccontarvi il dramma di una montagna. A condividere la rabbia del Sindaco Buonocore in prima linea, e a raccogliere le lacrime amare degli abitanti del posto. Con video, che stanno andando in onda in diretta, sul canale youtube di Positanonewstv, con interviste lucide ed emozionanti, con foto e documentazione della strategia di combattimento adottata dai Vigili del Fuoco.

Senza trattenere le lacrime, uno degli abitanti del posto, proprietario di un piccolo appezzamento di terreno alle falde dl Faito, ci ha indicato come la giovane pineta, messa a dimora meno di 30 anni fa, è stata divorata dalle fiamme per una buona metà. Ha confermato che il primo tentativo di incendio c’è stato il giorno 14 agosto vigilia dell’Assunta, ma fu spento rapidamente. Il secondo tentativo alle prime luci dell’alba del 15 agosto, sempre nello stesso posto, ha provocato il grande incendio. Il posto coincide con la parte finale, ad imbuto della conca naturale, ove molto facilmente, favorito da quella brezza mattutina ascensionale, le fiamme si sono propagate velocemente verso l’alto.

I vigili del Fuoco, hanno organizzato una grande piscina d’acqua, rifornita dai volontari del Faito e dai camion dei pompieri, in cui l’elicottero con grande maestria rifornisce il suo serbatoio, senza andare in mare , riducendo enormemente i tempi operativi.

Il Sindaco Buonocore in prima linea da due giorni, a seguire e coordinare le forze sul campo, la sua grande rabbia per la distruzione di tutto un sistema naturalistico-economico, il danno apportato alle strutture turistiche ristorative alberghiere.

La politica antincendio prevede che normalmente un montagna o una selva da custodire e proteggere , vi sia una rete idrica antincendio attrezzata con manichette antincendio lungo i sentieri più frequentati, con un programma di interventi atto a costruire vialoni tagliafiamme, riprendere la costruzione le fosse lavinaie, trattasi di  invasi naturali  e trincee di sbarramento atte a distribuire l’acqua pluviali lungo il loro defluire evitando così dilavamenti impetuosi  e conseguenti frane. Ripristino della vasche che raccolgono le acque delle sorgenti locali, che normalmente vanno disperse.

Il costo di una ora di lavoro del CANADAIR è di 14.700 euro, con quello che la collettività deve pagare per una giornate di spegnimento di un canadair, si possono pagare le politiche antincendio o parte di esse.

Costa d’Amalfi: incendio tremendo a Maiori, si lavora anche sul Monte Faito – FOTO E VIDEO

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Continua la litania sugli incendi, impossibile stare indietro a tutti questi sviluppi. A Maiori una terribile colonna di fumo vicino alle abitazioni si vede da mare, continua a bruciare la zona del Casale dove stanno accorrendo volontari che stanno affiancando i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile di Maiori, insieme ad unità dell’Antincendio della Comunità Montana Monti Lattari: gli uomini stanno agendo impotentemente per arginare il fuoco che si sta avvicinando alle abitazioni, nel centro di Maiori ormai si respira fumo. L’elicottero attivato dal Dos della Regione Campania ha compiuto operazioni di spegnimento alle 9 circa di questa mattina, in questo momento unità aeree non sono pervenute. Altro video di Giancarlo Maiorano che ringraziamo

Incendio a Maiori dalla spiaggia (foto via facebook di Frank Pellegrino)
Incendio Monte Finestra da Cava de’ Tirreni (via facebook Protezione Civile Cava de’ Tirreni)

Roghi ferragostani stanno mietendo ettari di verde dei monti metelliani che continuano a bruciare, monitorando la pagina della Protezione Civile di Cava de’ Tirreni, l’incendio rischia di valicare verso il crinale di Tramonti: le fiamme che stanno bruciando da ieri su Monte Finestra, possono raggiungere nelle prossime ore la località Foce di Gete, se non arrestate. Sul versante tramontano sono andati in osservazione alcuni volontari del posto, cacciatori e contadini, che si erano mossi con misure preventive sul territorio. In questo momento la frazione di Gete sta respirando del fumo.

Panoramica di Tramonti con cappa di fumo

Monte Faito stanno ancora lavorando per gli incendi di questi giorni e si segnala che un uomo in azione nelle azioni di spegnimento e controllo di roghi, ha riportato ustioni sul 40 percento del corpo.

Video dal Monte Faito – Positanonews sente il Sindaco di Vico Equense Buonocore




AGGIORNAMENTI: a Maiori per la vastità di fuoco è giunto l’unico mezzo della flotta Nazionale adeguato operativo in tutta la Regione. Le fonti sono ufficiale della Protezione Civile regionale. Precedentemente al Canadair s’erano aggiunti altri due elicotteri, il fronte di fuoco è ampio e i mezzi si alternano, mentre ha ripreso a bruciare nel Demanio.

Praiano ci lascia Michele Vuolo il “Rex” combattente indomito e censore coraggioso

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Praiano ci lascia Michele Vuolo il “Rex” combattente indomito e censore coraggioso per la sua città. Molto noto per le sue battaglie in Costiera amalfitana, ex assessore comunale, imprenditore edile. Le esequie muoveranno da casa Via Umberto I 58,  alle 8 di mattina, alle 8,30 i funerali al cimitero Facciamo le condoglianze alla famiglia

Con il “Rex” come lo chiamiamo tutti, avevo un bellissimo rapporto. Michele mi chiamava anche a mezzanotte per segnalarmi le sue denunce sulle magagne del paese, senza paura . Su Positanonews ci sono decine di suoi interventi e anche un video, presi dallo stordimento ferragostano questa notizia ci ha presi alla sprovvista, vogliamo aggiungere la foto di Raffaele Scala che lo rappresenta col suo inconfondibile sorriso.. un abbraccio a tutta la famiglia Michele Cinque

Riceviamo le condoglianze . Apprendo con grossa tristezza della scomparsa del mio grande amico Michele Vuolo uomo e politico superlativo, tantissime sono state le battaglie con lui intraprese. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme. Michele che diede alla politica buona parte della sua vita con spirito di servizio e di sacrificio teneva alla sua Praiano come pochi e sapeva rispettarla da qualsiasi ruolo la ha amministrata ,addio mio grande consigliere
FULVIO Mormile coordinatore FI costa Amalfi

Positano. Lutto per il nostro collaboratore Michele De Lucia: addio alla suocera

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Grave lutto per il nostro collaboratore Michele De Lucia. E’ venuta a mancare la suocera, madre di Fiorella.

Da parte di tutta la redazione di Positanonews le più sincere condoglianze.

Minori, attesissimo concerto di Serena Autieri domani 17 agosto

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Tutti pazzi per Serena Autieri nella città del Gusto, Minori. Telefoni impazziti e biglietti quasi finiti per Serena Autieri a Minori. Alla talentuosa artista campana il compito di chiudere la kermesse teatrale curata e diretta da Christian Merli.
Il 17 agosto sul Pontile “Molo d’attracco delle guardie costiere” allieterà il pubblico con parole e note in un omaggio a Napoli.
L’Autieri è stata preceduta da grandi artisti che hanno messo in scena altrettanto grandi spettacoli. Alessandro Prezioni in “Confessioni di Sant’Agostino”, Michele Placido in “Letto ad un Piazza” e Leo Gullotta in “Minnazza”. Tutte grandi performance che non hanno tradito le aspettative del colto e attento pubblico amalfitano. L’attrice e cantante partenopea farà fare un tuffo anima e corpo nell’oceano della tradizione classica e allo stesso tempo abbracciare le radici della modernità. “‘A tazz’ e cafè”, “Comm facette mammeta”, “I’ te vurria vasà”, prima di essere meravigliose canzoni sono testimoni e sentinelle di un mondo e di un’epoca da proteggere, di un tempo e di uno spazio in cui germogliano i princìpi tutti della cultura dello spettacolo che verrà.
Una “mossa”, una rima recitata, una lacrima, e saranno con lei sul palco, quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni, americani de “‘o paese d’’o sole”.
A lei dunque l’onore onere di chiudere la rassegna “Le Vie dell’Arte e del Palato in Costa d’Amalfi” del 2017 e tendere il testimone al cartellone 2018 su cui si sta già lavorando.
“con Serena Autieri la città del Gusto, che mi onoro di rappresentare, brilla come non mai. Con il suo dolce canto e la sua appassionata interpretazione si completerà una programmazione che ha riscosso successo e regalato soddisfazioni. Sicuramente tra le più qualificate e belle d’Italia, e questo deve rendere orgogliosa tutta la comunità costiera e minorese in particolare. Sento il dovere di ringraziare la Regione Campania, il Presidente Vincenzo De Luca che hanno voluto supportare questa esperienza culturale per un’azione sempre più incisiva al fine di migliorare e diversificare l’offerta turistica in Costa d’Amalfi ” ha dichiarato il Sindaco Andrea Reale, che ha concluso “ed il 25, 26 e 27 ci attende la XXI edizione del Gusta Minori. Un altro fiore all’occhiello della nostra Regione. Gusta Minori ha assunto ormai da anni una valenza internazionale e lo dimostrano le decine di migliaia di visitatori che in quei giorni inondano la cittadina. Un appuntamento consolidato e atteso che ci inorgoglisce e che auspico possa essere sempre più considerato e valorizzato a tutti i livelli”.
Appuntamento quindi per il 17 agosto con Serena Autieri ed il suo omaggio a Napoli tra musica e poesia.

L’ingresso in sala è a partire dalle ore 20,30.

Informazioni:
089 8541609 – 3319447323
Biglietti:
posti numerati: euro 25,00
Prevendite:
Pro Loco Minori – via Roma – tel. 089 877087
Gusta Minori Corporation – Largo Solaio de’ Pastai – tel. 089 8541609
Organizzazione:
MACHINA management www.machinasrl.con – eventi@machinasrl.com

Sorrento,con Marevivo e Luigi Di Prisco diventa a cadenza settimanale l’attività di pulizia alla Regina Giovanna.

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Dopo la giornata ecologica e la pulizia dei fondali si avvia il progetto voluto dal Delegato regionale di Marevivo, Carmine Esposito e dal sempre più dinamico Consigliere comunale.

 Sorrento – Era da tempo nei programmi di Luigi Di Prisco, incrementare l’attività di pulizia lungo  l’area archeologica della Regina Giovanna e la scogliera della Solara Dopo la giornata ecologica e la pulizia dei fondali il Consigliere comunale con Delega all’Ambiente è ,riuscito a coinvolgere l’Amministrazione comunale in un nuovo progetto che vede come obbiettivo il totale recupero di quello che senz’altro è da considerare il sito più importante dal punto di vista storico-naturalistico dell’intero territorio peninsulare. Con la piena disponibilità, ma soprattutto il forte impegno del delegato regionale Carmine Esposito e  senza alcuna spesa da parte del Comune, è partita in questi giorni la collaborazione con Marevivo. Saranno infatti i volontari dell’associazione ambientalista ad essere  impegnati ogni settimana nel ripulire l’intera zona ed a sensibilizzare i tanti bagnanti e visitatori che durante il periodo estivo frequentano le famose scogliere. Dopo una serie di iniziative  che hanno visto al centro dell’attenzione il mare e le nostre spiagge, quella tra Marevivo ed il Consigliere Di Prisco rimane una collaborazione che dura ormai da tempo e che ora con tale progetto si allarga e si approfondisce. Finalmente dopo anni sia i residenti che i tanti turisti hanno potuto  ammirare il sito della Regina Giovanna senz’altro migliorato, sia dal punto di vista della pulizia che della vigilanza, con il servizio di guardiania al cancello di ingresso che al momento si sta dimostrando molto efficace. Nel congratularsi per i risultati finora raggiunti grazie alla sinergia Comune -Marevivo, Luigi Di Prisco ha dichiarato che tale sarà senz’altro il primo passo verso una riqualifica sia del sito archeologico della Regina Giovanna che di altre zone del patrimonio storico-ambientale del Comune di Sorrento. – 16 agosto 2017 –salvatorecaccaviello.

Positano i fuochi più belli quelli per la Madonna Assunta a Ferragosto VIDEO

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Positano i fuochi più belli quelli per la Madonna Assunta a Ferragosto. La perla della Costiera amalfitana si è confermata magnifica. Uno spettacolo di luci nel golfo della cittadina della Costa d’ Amalfi considerata la più bella del mondo. Centinaia di yacht e gommoni accorsi da ogni dove per ammirare lo spettacolo che hanno suonato all’unisono per diversi minuti per ringraziare e complimentarsi per l’evento. A Positano è tornata di nuovo la magia del ferragosto e dei suoi fuochi d’artificio a mare straordinari, anche se sui social ci sono polemiche sulla sequenza forse sbagliata nel finale lo spettacolo è stato meraviglioso .  Madonna di Positano aiutaci tu, sempre , comunque e dovunque. Per i positanesi lontani Sotto video e altre foto

~ August 15th ~ #positano #italy #instagood #instalike #instagram #instadaily #like4like #likeforlike #summer #positivevibes

Un post condiviso da Nataliaaaaa (@namatassa) in data:

Sant’Agnello il saluto di Sagristani a Don Natale e gli auguri a Don Francesco Iaccarino

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Sant’Agnello. Il saluto del sindaco Sagristani al Parroco Don Natale e gli auguri a Don Francesco Iaccarino subentrato da Mortora di Piano di Sorrento

Porgo un deferente ed emozionato saluto al nostro amatissimo parroco Don Natale Pane che per 19 anni è stato la guida spirituale della chiesa patronale.

“Guardate i frutti e riconoscerete l’albero” è stato detto nel Vangelo. E Don Natale ha fatto maturare tantissimi frutti grazie al suo impegno pastorale, soprattutto nelle giovani generazioni.

Nel corso di questi anni si è consolidata una collaborazione istituzionale feconda ed una personale amicizia che mi hanno fatto apprezzare le molteplici qualità di Don Natale.

Oggi arriva nella nostra comunità una nuova guida. A Don Francesco Iaccarino formulo a nome dell’intera cittadina i migliori auguri, affinchè possa continuare l’opera meritoria di Don Natale ed al tempo stesso arricchirci della sua personale esperienza pastorale maturata nel corso degli anni e che lo ha reso un punto di riferimento importante per le comunità in cui ha operato.

A tutti i parrocchiani, a tutti i cittadini, rivolgo l’invito a collaborare per il bene comune.

Piergiorgio Sagristani

Sant’Agnello, “prete abusivo”. Continua la battaglia di Mimmo Cinque per lo ius patronatus

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L’Arcivescovo di Castellammare di Stabia-Sorrento continua a ignorare lo “ius patronatus”, il diritto del popolo ad eleggere il proprio parroco dal popolo, tipico di sette parrocchie in Penisola Sorrentina, e continua la battaglia di Domenico “Mimmo” Cinque per salvaguardare questo diritto oramai non più esercitato per volontà dell’Arcivescovo. L’ultimo caso è proprio quello odierno di Sant’Agnello. Ecco cosa scrive Mimmo Cinque su facebook: “Amici di Sant’Agnello benvenuti nel club dell’illegalità, dopo Piano, Mortora, Meta anche voi siete senza Parroco e vi tocca l’amministratore parrocchiale per chissà quanti anni. Se solo avessimo la forza di unirci tutti, e potremo essere in tanti, ed opporci a questi soprusi della diocesi, a questa illegalità dilagante potremo finalmente esercitare un nostro diritto. I tempi del Papa Re sono finiti, non siamo sudditi ma fedeli-cittadini con i nostri diritti riconosciuti dal diritto canonico. Il nostro Vescovo continua a perpretare un grave reato omettendo degli atti che sono dovuti. Alziamo la testa e ribelliamoci, disertiamo le messe celebrante da questi parroci abusivi, disconosciamone l’autorità. Riprendiamoci la nostra Storia”.

Vandali al palazzetto dello sport Agropoli, hanno svuotato gli estintori e danneggiato il parquet dell’impianto

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Atti vandalici a danno nel PalAgropoli “Di Concilio” ad Agropoli. Ignoti, l’altro giorno, si sono introdotti nella struttura sportiva sita in via Taverne, svuotando il contenuto degli estintori a polvere, presenti in diversi punti, sul parquet. Una vicenda simile si era verificata, non molte settimane fa, nella Sala dei francesi del castello angioino. aragonese, nel centro storico cittadino: qui due ragazzi si erano “divertiti” a devastare la sala in questione, utilizzata spesso per presentare eventi o per celebrare matrimoni. L’atto a danno del palazzetto, utilizzato da diverse associazioni sportive nel periodo autunno- inverno così come dalla squadra di basket locale, viene in seguito a numerose segnalazioni che vedevano la medesima struttura accessibile a chiunque, di giorno e di notte, e quindi passibile di atti da parte di incivili. Da Palazzo di Città fanno sapere che «è già stata chiamata una ditta che dovrà provvedere alla pulizia della struttura; verranno inoltre controllate tutte le porte di accesso al fine di evitare che spiacevoli episodi simili possano ripetersi in futuro». Pare che il problema della mancata chiusura degli accessi sia legato ad una o più porte della struttura risultate difettose. Inoltre è stata eliminata la recinzione, che prima era presente intorno al palazzetto, a seguito dei lavori che hanno interessato il tratto tra questo e il Cineteatro “De Filippo”. (La Città)  

Dopo la tragedia di Niccolò, pestato a morte a Lloret de Mar, le paure dei genitori per i figli in vacanza

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L’atroce tragedia di Niccolò Ciatti, morto dopo quel pestaggio che la Rete ci racconta nel suo crudo dettaglio, è la materializzazione dell’incubo che legioni di genitori vivono ogni estate. Figli e figlie adolescenti, o appena maggiorenni, cercano la loro identità anche con i viaggi estivi all’estero, quando il bilancio familiare lo permette: stage di studio, collocazioni in famiglie, soggiorni con auto-finanziamenti grazie a piccoli lavori. Non è più prerogativa di ricche élites borghesi, è ormai un fenomeno di massa, intere generazioni in movimento in mezzo Pianeta grazie ai voli low cost e ai prezzi stracciati per mangiare e dormire. Non c’è niente di più gratificante, per un genitore convinto del proprio ruolo di arco destinato a scoccare il figlio-freccia nel lontano futuro, di una festosa partenza per le vacanze oltre confine senza padri né madri. È la loro libertà, ne hanno pieno diritto, da sempre è così. Ma subito dopo, perché negarlo, accanto alla felicità sgorga il fiume incontrollabile dei timori. Non è la fastidiosa retorica italica dei figli che sono «pezzi di cuore»: è la consapevolezza fredda e razionale dei mille, spaventosi imprevisti della contemporaneità. Una rissa folle, come nel caso del povero Niccolò. L’ombra del terrorismo perennemente in agguato, come ci insegnano amaramente le stragi di Parigi, Londra, Berlino. I pirati della strada imperversano non solo a Milano e a Roma, lo sappiamo. Poi, se la prole è femminile, i pensieri si quadruplicano, ed è superfluo spiegare perché. In più mettiamoci la scarsa conoscenza del nuovo posto da parte dei ragazzi, magari qualche difficoltà linguistica. La fantasia può galoppare e alzi la mano chi, con un figlio o una figlia on the road, abbia dormito serenamente dalla partenza all’arrivo. Ma è tutta materia che un genitore deve saper maneggiare da adulto (stavolta è il caso di dirlo) senza far pesare quel grumo addosso a loro, ai ragazzi che quasi sempre sanno cavarsela benissimo. Facile a dirsi, certo. La pratica è cosa diversa. Anche perché «loro», i figli, giustissimamente non hanno alcuna voglia di rassicurare telefonicamente madri e padri. Non esistono scudi di sicurezza invincibili, tutto questo fa parte della vita ed è giusto (per i figli) che le prove generali degli imminenti distacchi dal nucleo originario non si trasformino in psicodrammi ma diventino futuri bei ricordi. Però un simile ovvio discorso si scolora, perde senso e fondamenta di fronte alla morte di Niccolò. Se n’è andato per sempre, e violentemente, uno di loro: uno dei nostri figli pieni di vita e di progetti per le vie del mondo. E inevitabilmente, umanamente, dopo questo buio, si ricomincia ad aver paura. (Corriere della Sera)

 

Reggio Calabria. Campi scout e parrocchie nella villa confiscata all’assassino del giudice torinese Bruno Caccia

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Pomodori, melanzane, peperoni, basilico, fichi crescono nell’orto della villa di Rocco Schirripa, il killer del procuratore di Torino, Bruno Caccia ucciso dalla ’ndrangheta il 26 giugno 1983. Frutti che crescono su una terra insanguinata, frutti di speranza. A curare, coltivare, innaffiare, raccogliere sono gli scout del clan “La radice” del gruppo Agesci Pescara 2 e i ragazzi del gruppo “99/2000” della parrocchia Santo Stefano in Novellara, provincia di Reggio Emilia. Partecipano al campo di lavoro organizzato dall’associazione don Milani di Gioiosa Jonica che ha avuto in gestione il bene confiscato cinque anni fa. Allora nessuno sapeva che Schirripa era il responsabile della morte del magistrato che prima di tanti altri aveva capito e scoperto gli affari dei clan calabresi in Piemonte. «Sapevamo che era un mafioso ma non immaginavamo che avesse commesso quel delitto. Quando tornava da Torino veniva qui a vedere, era gentilissimo», racconta Francesco Riggitano, presidente dell’associazione, ricordando che il secondo piano della villa era rimasto alla famiglia Schirripa . «La moglie invece protestava coi ragazzi che partecipavano ai campi e cantavano la canzone “1-2-3-4-5-10- 100 passi” su Peppino Impastato». Comunque nessuno immaginava che il mafioso fosse coinvolto in quel delitto eccellente. Il 22 dicembre 2015 viene arrestato con l’accusa di essere l’autore materiale dell’omicidio (i mandanti sono stati condannati da anni). «Pochi giorni prima mi aveva addirittura chiesto se la sua auto dava fastidio…». Schirripa ora è in carcere, condannato all’ergastolo lo scorso 17 luglio, ma la famiglia quando torna in paese continua ad abitare al secondo piano della villa, mentre al primo piano dormono i ragazzi dei campi organizzati insieme a Libera. Lo sapevano di venire in un bene confiscato, ma che fosse del killer di Caccia lo hanno scopero solo gli ultimi giorni. E ora riflettono. «Qui non ti accorgi della mafia – dice una ragazza – non vedi quella dei film. Qui la mafia è normalità, non te ne accorgi e per questo è più terribile». Don Giorgio Moriconi, il parroco del Beato Nunzio Sulprizio e di San Marco evangelista, periferia di Pescara, spiega la scelta di essere qui. «Da bene frutto di illegalità a luogo del bene, di legalità. Perché anche le cose negative possono dare frutto. Anche dalle macerie del malaffare può nascere una vita nuova. Il Signore ci dà la possibilità, sta a noi accoglierla». «In questo modo – aggiunge un’altra ragazza col fazzolettone – iniziamo a mettere in pratica l’insegnamento del nostro fondatore Baden Powell, cioè “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”. E qui lo facciamo concretamente». «Mi rende felice trovarmi in questo intreccio – commenta Riggitano – Il “don Milani” ha il bene di chi è andato a Torino a commettere delitti e ora quel bene ritorna a casa sua anche grazie all’impegno dei ragazzi che vengono dal Nord e dal Centro». Se la ’ndrangheta esporta illegalità, la società responsabile porta impegno e speranza. Anche nel nome di chi ha dato la vita. Così la villa del killer è intitolata a Vincenzo Grasso, imprenditore di Locri, non lontano da Gioiosa Jonica, ucciso dalla ’ndrangheta il 20 marzo 1989 per essersi opposto alle richieste estorsive. Davvero buoni frutti crescono in questa terra. Frutti di cambiamento. Mentre parliamo davanti alla villa, si avvicina un parente di Schirripa, venuto da Torino, e molto gentilmente chiede se può parcheggiare l’auto nel garage, se non dà fastidio. «Nessun problema», gli risponde Francesco. Poi, sorridendo, mentre ci allontaniamo, aggiunge: «Chi l’avrebbe mai detto». (Avvenire)

Salernitana. Rosina ora rischia il posto. Il capitano in ombra e nel mirino della critica

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Anno nuovo, vita vecchia. La Salernitana che è pronta a dare il massimo nel prossimo campionato di serie B, archiviata l’eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia con il Carpi, deve fare i conti con un primo caso. Perché il momento di Alessandro Rosina non è certo esaltante. Il capitano granata è atteso alla stagione del riscatto: il colpo grosso dello scorso mercato estivo non ha certo dato vita a prestazioni all’altezza del suo sontuoso curriculum nella sua prima annata e anche l’antipasto del nuovo corso non è stato certo all’insegna dei sorrisi. Già contro l’Alessandria, nel debutto all’Arechi, l’ex Torino è stato beccato dal pubblico, salvo ricevere poi gli applausi dei supporters in occasione dell’azione che ha portato al gol vittoria di Sprocati. Diverse, invece, le reazioni del post-Cabassi: l’errore dal dischetto nella lotteria finale dei rigori ha fatto storcere il naso a più di qualcuno che non ha lesinato critiche al fantasista sui social, invitandolo a rivedere (soprattutto dal punto di vista economico) le sue “condizioni” alla Salernitana. Il punto critico di un tira e molla cominciato già poco dopo il termine dell’ultimo campionato. Il co-patron Marco Mezzaroma, senza tanti giri di parole, gli ha fatto intendere che il suo ingaggio dovrebbe essere rivisto al ribasso. Messaggi rispediti al mittente da Rosina che, nel corso del ritiro di Roccaporena, ha scacciato tutte le critiche. «Non è vero che il mio campionato è stato negativo, ma adesso voglio fare ancora meglio», le parole del capitano, insignito di nuovo della responsabilità della fascia anche per questa stagione, nonostante gli “assalti” di altri compagni come Tuia e Bernardini. A “mediare” fra le parti ci sta pensando Alberto Bollini. Il trainer di Poggio Rusco ha ribadito la sua fiducia nei confronti del calciatore, catechizzandolo fin dall’inizio della preparazione estiva. Sempre provato fra i “titolarissimi”, Rosina è stato schierato quasi in ogni occasione da esterno a destra nel tridente d’attacco: ruolo che permette di esaltare al massimo le sue caratteristiche. Ma le prime chance non sono state sfruttate: in troppe occasioni pronto ad accentrarsi e non farsi trovare libero sulla fascia, poco disposto al dialogo con i compagni, le prove offerte dal capitano della Salernitana sono sembrate il remake delle prestazioni della scorsa stagione. Un rendimento che ha aperto alcuni interrogativi anche nella mente degli “stati generali” granata ed in particolare dello staff tecnico. Non sembra un caso, infatti, che Bollini abbia spinto affinché – dopo il grave infortunio patito da Orlando – arrivassero immediatamente due esterni d’attacco a rinforzare la sua rosa. Così come non sembra casuale l’esperimento Zito, spostato nel tridente offensivo dopo esser stato provato per tutta l’estate in altri ruoli. Di tempo per riscattarsi ce n’è tantissimo. Rosina, dall’alto della sua esperienza, sa che adesso dovrà lottare per il posto da titolare. Toccherà a lui, adesso, dimostrare di essere l’elemento cardine della nuova Salernitana, l’uomo in più in grado di esaltare la Salernitana. Basterà poco per trovare il riscatto e far accendere un pubblico che, dopo le critiche di quest’inizio di stagione, muore dalla voglia di tributargli tanti applausi. (La Città)

Camerota. Staccionate divelte per il falò. Finiscono nei guai sei minori

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Distruggono la staccionata per appiccare il fuoco in spiaggia. Per questo motivo sei ragazzi, tutti minorenni, la scorsa notte sono stati fermati e denunciati a piede libero dai vigili urbani di Marina di Camerota. «Che abbiamo fatto di male, volevamo solo fare un falò sulla spiaggia». I sei giovanissimi vandali sono stati fermati ed identificati in località “Lentiscelle”, poi sono stati avvisati i loro genitori. Ora il comandante della polizia municipale, il capitano Francesco Fiore, invierà gli atti alla procura minorile di Salerno che potrà chiedere pene esemplari per i sei “scugnizzi”. Intanto i pezzi della staccionata sono stati recuperati e nei prossimi giorni la palizzata sarà ricostruita. «Ma i controlli continueranno senza sosta – avverte il consigliere comunale Manfredo D’Alessandro, delegato alla Polizia Municipale – I caschi bianchi, soprattutto in queste ultime due settimane di agosto, saranno impegnati su più fronti e il raggio d’azione sarà più largo abbracciando maggiormente il litorale e le spiagge, anche quelle più nascoste”. Solo pochi giorni fa i vigili urbani, in sinergia con i carabinieri e con i militari della Capitaneria di porto, effettuarono un blitz in spiaggia contro gli ambulanti abusivi, sequestrando oltre 5.000 euro di merce contraffatta. Controlli dei vigili contro il fenomeno del commercio abusivo anche sul lungomare Trieste e su Viale Pietro Troccoli. «Nessuna zona esclusa – hanno fatto sapere dal comando della polizia municipale – stiamo cercando semplicemente di far rispettare le regole. È una questione innanzitutto di civiltà. Chi viene in vacanza a Marina di Camerota deve sapere che qui ci sono delle regole. In questo modo tutti potranno trascorrere una vacanza tranquilla». Insomma tolleranza zero contro turisti cafoni e vandali. (La Città)

Capaccio Paestum. Emergenza fiume Sele. Ok al progetto per evitare esondazioni

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Ok alla redazione del progetto esecutivo di regolarizzazione della confluenza dei fiumi Sele e Calore Lucano, con adeguamento e sistemazione degli argini esistenti del Sele su entrambe le sponde. Il Comune di Capaccio Paestum, guidato dal sindaco Franco Palumbo, nel corso della conferenza di servizi indetta dal rup Rodolfo Sabelli ha incassato il parere positivo di tutti e sedici gli altri enti coinvolti, demandando al rup ogni procedimento utile per la stipula dell’accordo di programma. Il Comune si impegnerà nella ricerca di fondi per rendere cantierabile il progetto, redatto dal Consorzio di bonifica di Paestum, che prevede interventi per circa 21 milioni di euro. Saranno avviati gli espropri previsti, anche su territorio ebolitano, e sarà il Genio civile a supervisionare la progettazione. Si tratta di lavori attesi che serviranno a scongiurare anche i pericoli dovuti alle esondazioni del fiume, come quelle che hanno provocato danni ingenti al porticciolo turistico “Molo Nautico Sele”. In tanti, in seguito all’episodio, hanno chiesto anche la rimozione della barra fluviale, la striscia di sabbia che ostruisce la foce del fiume. «Si tratta di un intervento inutile – precisa l’ex consigliere comunale Maurizio Paolillo – come affermato anche da esperti che abbiamo consultato negli scorsi mesi. La formazione della barra fluviale è un fenomeno naturale, dovuto al diverso livello dell’acqua del fiume e del mare. Questa verrà semplicemente rotta dalla corrente con la piena del fiume. Per intervenire, invece, il Comune sarebbe costretto a spendere cifre esorbitanti, Il tutto senza nessun tipo di beneficio, perché la barra fluviale continuerà a formarsi». (La Città)

Agropoli. In spiaggia non ci sono regole: ombrelloni selvaggi ed ambulanti abusivi che vendono di tutto

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Con il mese di agosto sulle spiagge di Agropoli torna, in maniera massiccia, la pratica dell’ombrellone selvaggio. Un malcostume che, per la verità, già si era manifestato a luglio scorso, ma con il mese corrente trova la sua massima espressione. Decine di ombrelloni vengono lasciati oltre il tramonto sugli arenili cittadini, specie del lungomare San Marco, che rappresenta la spiaggia più ampia di Agropoli e quindi anche la più frequentata da turisti e residenti. Sia gli uni che gli altri, che abitano nelle vicinanze, hanno l’abitudine di lasciare, in maniera fissa, ombrelloni, sdraio, gonfiabili ed altro in spiaggia per tutto il periodo di vacanza. Un po’ come capitava per i parcheggi liberi che erano presenti sul lungomare, dove gli affittuari delle case vacanze presenti in loco, posteggiavano la loro auto all’arrivo ad Agropoli e la spostavano solo quando dovevano rientrare nei rispettivi luoghi di residenza. Per quanto concerne la pratica dell’ombrellone selvaggio essa ha lo scopo di occupare porzioni di spiaggia per renderle esclusive, sottraendole al pubblico uso. Una operazione questa vietata dalle vigenti ordinanze balneari emesse dai comuni costieri cilentani. In minima parte la pratica si presenta anche sulla spiaggia di Trentova e sulla spiaggetta della Marina. Funziona così: dopo la giornata di mare trascorsa tra abbronzatura e i bagni rinfrescanti nelle limpide acque agropolesi in queste calde giornate agostane, il proprietario dell’ombrellone provvede a raccogliere le sedie, i gonfiabili ed altro e, invece di spiantare l’ombrellone e portarsi il tutto al seguito, riconducendolo poi in spiaggia l’indomani, provvede ad inserire tutte le cose, all’interno del bastone dell’ombrellone, che resta piantato nella sabbia, e va via. Un bel trucchetto, ormai praticato da tanti, che sono certi così l’indomani di andare in spiaggia e – che sia sabato, domenica o Ferragosto – di trovare il posto prenotato, magari in prima fila. La persona non dedita a tale pratica e che, magari, si sveglia di buonora al mattino per trovare un posto al sole, se dovesse collocarsi a poca distanza dagli ombrelloni selvaggi, è costretta, nel migliore dei casi, a trovarsi l’ombrellone del vicino, che magicamente si apre, a fargli ombra sul proprio telo mare; in altri casi è mancato poco che non si sia venuti alle mani. I vigili urbani hanno annunciato un blitz al fine di eliminare il problema ma al momento la pratica procede indisturbata. Il tutto accompagnato dal commercio abusivo di merce di ogni tipo. (La Città)

Salerno negata ai disabili. Auto davanti agli scivoli e in sosta nei posti riservati, barriere architettoniche

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Salerno. «Guarda che slalom è costretta a fare quella signora con il passeggino tra le auto in sosta selvaggia e i marciapiede che sono troppo stretti. Pensa per me quanto è complicato con la carrozzina». Via Irno: al volante c’è Mariella Attolino, mamma di Andrea, 21 anni, dalla nascita affetto da una forma di tetraparesi spastica che limita praticamente del tutto i suoi movimenti. E Mariella è anche una mamma guerriera, in lotta da anni contro la burocrazia e contro le piccole e le grandi mancanze che rendono impossibile dare una parvenza di normalità a una vita che non ha nulla di semplice. «Continuo a dover litigare con le persone che parcheggiano nei posti auto riservati senza averne l’autorizzazione – racconta – e quando chiamo i vigili mi dicono di non poter effettuare un controllo perché non possono attendere, lo spazio per camminare sui marciapiedi è stretto perché nel piantare gli alberi non hanno considerato anche il passaggio di un disabile e gli scivoli, quei pochi che ci sono, quasi sempre sono ostruiti da un’auto in sosta e poi ci sono buche pericolosissime in strada». Mariella e Andrea, coadiuvati dall’insostituibile Fabrizia Petrosino, abitano nella zona di Casa Manzo, per loro, quindi, spostarsi con l’auto è fondamentale e non possono farlo con tranquillità perché continuano a scontrarsi contro disservizi e grettezza. «Immaginare di prendere un pullman – continua Mariella – è praticamente un’utopia perché non ci sono né gli spazi né il sistema per consentire la salita della carrozzina e immaginare di prendere un taxi è un’idea ancor meno praticabile». Non bastassero disservizi e barriere architettoniche, è tutto il concetto di città che – probabilmente – andrebbe ripensato in una chiave molto più inclusiva. «Andare al mare è complicato perché non tutti i lidi hanno le infrastrutture adeguate, i bar, i ristoranti, molti alberghi – elenca Mariella – non sono assolutamente adeguati all’accoglienza e non hanno servizi idonei. Anche fare la spesa al supermercato insieme ad Andrea è complicato perché o porto lui, oppure il carrello. E non è previsto un servizio che risponda a questo tipo di esigenza, così come accade in altre città italiane». Disagi quotidiani che minano anche la più battagliera delle mamme: «Dover sommare a un’esistenza già complessa altri problemi stanca. È questo il punto: chi ha un figlio con un qualunque problema di disabilità non può doversi scontrare anche con una città che non è a misura, con una burocrazia elefantiaca e con la mancanza di cultura e di civiltà delle persone. Perdere tempo è un lusso che un genitore di un ragazzo disabile non può concedersi», chiosa Mariella. «Quando i bambini guardano Andrea – spiega Fabrizia – è con schietta sincerità, gli adulti hanno nello sguardo una pietà senza sorriso. Ecco che cosa si coglie ancora nelle persone quando si confrontano con un ragazzo che ha problemi come Andrea». Un approccio culturale ancora limitato che, fa notare Fabrizia, si coglie anche da aspetti apparentemente marginali: «Molti locali non solo non hanno gli spazi a norma, ma non considerano neanche l’eventualità di poter frullare un pasto, così come sarebbe giusto immaginando di avere, ad esempio dei neonati in sala. Oppure – ricorda – al Pronto Soccorso abbiamo dovuto arrangiare Andrea su una carrozzina che non era adatta a lui». A tutto ciò si aggiunge il tasto dolente della burocrazia: file interminabili per certificati di ogni forma e genere, a fronte di una dotazione, da parte dell’Asl che, secondo Mariella che ha profonda cognizione dell’evoluzione delle strumentazioni mediche negli Usa, è «risalente ai Flintstones». Da poco tempo, poi, Andrea usufruisce dei servizi dell’assistenza domiciliare integrata, ma per un puro caso, perché – sul versante pubblico – il coinvolgimento delle famiglie non è continuativo e costante. Né esiste una rete di supporto per le famiglie realmente tagliata sulle esigenze di ciascun paziente e di chi gli presta assistenza continuata. (La Città)

Salerno. Lungomare trasformato in un parcheggio abusivo. Necessari più controlli

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Salerno. Non c’è pace per il lungomare cittadino. “Liberato” (temporaneamente) dagli ambulanti abusivi, nei giorni clou del Ferragosto è stato preso d’assalto dalle autovetture. Non solo di sera, quando qualche habituè della movida, esasperato per l’assenza di parcheggi, decide di lasciare la propria macchina sulle corsie adibite al passeggio, ma anche in pieno giorno, complice l’assenza di controlli. «Capisco che tutti abbiano diritto a godere delle ferie estive – stigmatizza il presidente del comitato di quartiere centro storico Ermanno Minoliti – Ma se è vero che la metà dei vigili urbani è in vacanza, questi sono i risultati. Come pensiamo di poter lavorare affinché Salerno confermi la sua immagine di città turistica se poi consentiamo episodi di inciviltà di questa natura?». Minoliti attacca l’amministrazione, riconoscendo però che dei passi in avanti sono stati fatti: «Dopo tante denunce relative all’immondizia abbandonata nel centro storico, va dato atto all’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno di aver operato un giro di vite che ha dato i suoi frutti, perché tante microdiscariche sono scomparse, grazie ad un intervento certosino degli operatori ecologici». Ma risolto un problema ne rispunta un altro: «Abbiamo più volte segnalato l’invasione massiccia di ambulanti senza autorizzazione sul lungomare, in particolare durante i fine settimana – incalza il presidente del comitato di quartiere centro storico – Per ora il fenomeno sembra essere debellato, anche se non vogliamo cantare vittoria, perché il banco di prova sarà il prossimo fine settimana. Ora al posto dei venditori sono comparse le macchine, lasciate impunemente in sosta in pieno giorno sulle corsie, dove invece dovrebbero poter passeggiare i pedoni. Mi pare evidente che chi è deputato al controllo non operi al meglio i compiti per cui è preposto». L’affondo, nel caso di specie, è per il comandante della polizia municipale Elvira Cantarella. I caschi bianchi sono già numericamente ridotti all’osso «e la presenza degli ausiliari non è sufficiente a tamponare una evidente crisi di organico, come confermano le segnalazioni che riceviamo continuamente da parte di residenti e commercianti». A far scoppiare i disagi causati da una pianta organica ormai ridicola in considerazione della crescita della città, in particolare in alcuni periodi dell’anno, quando Salerno è presa d’assalto da turisti e visitatori, «ci si sono messe le ferie. Beninteso, nessuno vuole ledere i diritti dei lavoratori che hanno la necessità di beneficiare, come tutti, di un periodo di riposo, ma il piano potrebbe essere fatto in maniera più razionale». Sul piatto non c’è solo la sosta selvaggia, che riguarda, restando nel perimetro del centro storico, via Roma, largo Abate Conforti e largo Plebiscito, solo per citare alcune delle zone maggiormente prese d’assalto. Da oggi a domenica, potrebbero fioccare nuovamente le proteste dei residenti per via degli schiamazzi legati alla movida: più volte il comitato ha chiesto al questore di organizzare un presidio interforze, almeno nei fine settimana, e al Comune di dotare gli agenti della polizia municipale di fonometri per monitorare l’impennata di decibel. (La Città)

Salerno. Da tre anni il Comune non autorizza i fuochi di San Matteo. L’appello del portatore al Comune

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Salerno. Stop diatribe Curia-Comune. La città ha diritto alla “sua” festa. E a celebrarla come la tradizione comanda. Con tanto di spettacolo pirotecnico, possibilmente senza colpi di scena dell’ultimo minuto. A una settimana dall’Alzata del panno che segna, come di consueto, l’inizio dell’omaggio al Santo Patrono, Angelo De Angelis, sindacalista della Cgil, nonché esponente della paranzea di San Matteo, lancia un appello all’Amministrazione comunale affinché, dopo quasi quattro anni di polemiche al vetriolo, sfide, faide e colpi bassi, i festeggiamenti in onore di San Matteo possano tornare ad essere sereni, partecipati e condivisi. A partire dai fuochi a mare, una tradizione a cui i salernitani tengono moltissimo, ma che da qualche anno viene immotivatamente negata. «Ad oggi non c’è nessuna delibera dell’amministrazione comunale relativa al programma civile delle celebrazioni. Un dato anomalo – commenta – visto che negli anni passati già a luglio si procedeva in maniera diversa. Temiamo che, anche questa volta, non ci sia la volontà di assicurare lo spettacolo pirotecnico: considerato che per un importo di circa 20.000 euro occorre procedere con una gara d’appalto, rischiamo di non farcela con i tempi». Ma il problema non è burocratico. Da tempo Palazzo di Città ha scelto di rinunciare allo spettacolo pirotecnico, ufficialmente per motivi di “sobrietà” e di budget, anche se la decisione è coincisa con i divieti dell’arcivescovo Luigi Moretti ed in particolare con la cancellazione della tappa dell’ingresso della statua del patrono nell’atrio di Palazzo di Città. Da quel momento in poi è stata una faida mai monotona, condita da decine di colpi di scena. L’ultimo lo scorso anno, quando proprio i portatori pensarono di poter aggirare l’ostacolo organizzando una colletta per garantire i fuochi a mare e non deludere le aspettative dei fedeli. Ma a 24 ore di distanza dalla pubblicazione delle locandine che pubblicizzavano l’evento, si diffuse la notizia del divieto dell’Autorità portuale. Il presidente Andrea Annunziata negò, in extremis, il permesso di utilizzare l’area del porto turistico per motivi di sicurezza. La motivazione era contenuta in poche righe: «Come peraltro sottolineato anche dal Comune di Salerno, in occasione della festa del Santo Patrono, l’intera area portuale è luogo di tradizionale passeggio e intrattenimento dei salernitani e dei numerosi turisti che arrivano in città; inoltre, da tradizione, i circoli nautici organizzano eventi che richiamano numerose persone». Dunque, «non sussistono le condizioni per lo svolgimento della manifestazione pirotecnica». Una batosta durissima per i portatori che si erano costituiti in associazione, chiedendo aiuto ai commercianti per poter regalare ai salernitani una festa del tutto autofinanziata, vista la ferma volontà del Comune di non voler sovvenzionare l’evento. Quest’anno, però, non vogliono farsi trovare impreparati: «L’Amministrazione investe, a mio avviso giustamente, fior di quattrini per finanziare una manifestazione come Luci d’artista, che richiama in città migliaia di visitatori – incalza De Angelis – Non si capisce perché per la festa patronale non si possa recuperare un budget, anche minimo. Si tratta di tradizioni a cui i salernitani tengono moltissimo. Non è giusto chiedere pazienza nel clou delle installazioni luminose, quando i residenti del centro storico sono tenuti in ostaggio, e poi porre ostacoli su un appuntamento che è particolarmente sentito. Bisogna capire che è la festa dei salernitani e che eventuali faide tra poteri non hanno nulla a che vedere con un momento di gioia, fondamentale per sentire l’identità collettiva di questa città». E se pure ci dovessero essere problemi di budget, i portatori e moltissimi esercenti sono pronti a scendere in campo da soli con le proprie forze, sperando di non essere ostacolati ancora una volta. «Noi non molliamo la presa. Siamo fermamente intenzionati a rispettare le opinioni di tutti, non giudichiamo nessuno, ma ci auguriamo che quest’anno prevalga la responsabilità nei confronti della comunità». (La Città)

Portogallo. Albero cade sulla folla durante una festa religiosa a Madeira: 12 morti e 52 feriti

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Emergency services move an injured person to an ambulance after a tree fell on a a large crowd gathered as part of a traditional religious festival in the outskirts of Funchal, the capital of Madeira island, Portugal. Portuguese media has reported that several people have died crushed by the falling tree. (Catarina Nunes/Diario de Noticias da Madeira, via AP)

Un albero di grandi dimensioni è caduto a Funchal, sull’isola portoghese di Madeira, nel luogo in cui si teneva la festa religiosa della santa patrona. Il crollo ha provocato 12 morti e 52 feriti, 7 dei quali in condizioni gravi. Tra le vittime c’è anche un bambino. Tra i feriti un turista tedesco, un francese e un ungherese. La festa in corso era quella in onore di Nossa Senhora do Monte, che dura due giorni: tradizionalmente comincia il 14 agosto, con musica e intrattenimenti e prosegue il 15 agosto con la parte religiosa vera e propria, con una fiaccolata. L’albero, che è caduto intorno a mezzogiorno mentre le persone si preparavano per l’inizio della processione, secondo diversi testimoni citati dalla tv pubblica era centenario e da almeno due anni era stato legato, evidentemente perché a rischio. Il premier portoghese, Antonio Costa, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime mentre il presidente Marcelo Rebelo de Sousa si è recato sul luogo della tragedia. Lo scorso anno la festa religiosa era stata annullata a causa di un vasto incendio. Madeira è l’isola più grande dell’omonimo arcipelago vulcanico che sorge nell’Oceano Atlantico al largo delle coste del Marocco, rinomata meta del turismo per le sue bellezze naturali e il clima mite. (rainews.it)

Sarri, troppe tensioni. Nizza senza big né difesa

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Alla frontiera europea della Champions il perverso calcio italiano manda un Napoli carico di troppe ansie. Lo condanna a due partite perfette per superare lo choc del 14 maggio: il sorpasso della Roma spinta al secondo posto dall’inattesa sconfitta della Juve, quel 3-1 che rinviò di una settimana il suo sesto scudetto. Fatalità, incidente di percorso, mattana della roulette, chissà: sembrò nulla per i campioni, quanto pesi quel risultato per il Napoli lo sapremo domani ed il 22, dopo i preliminari con il Nizza, terza nella Ligue a 18 punti dal Monaco, inferiore nella struttura tecnica, ma resa temibile dalle segrete paure che tormentano Sarri ed i suoi. Superarlo sarebbe normale, perché il Napoli è più forte, gioca meglio, segna facile: fallirlo invece? È proprio l’incubo di essere bocciato, come ricordano il Napoli ed altre 5 negli ultimi 7 anni, a trasmettere tensione: per il Napoli una gara normale diventa un’impresa. Vi arriva concentrato, certo del suo micidiale potenziale offensivo, ma con ritmi ancora bassi e sbandate difensive non corrette in soli 50 giorni. Lo sanno i tifosi che corrono da mille posti per esserci, altri telefonano da Santorini e Mikonos come da Ibiza e Formentera per sapere dove e come vedere il Napoli, il cuore batte forte, chi l’avrebbe detto dopo mezza estate a parlare di scudetto. Una parola che De Laurentiis ha sdoganato e ieri smentito, come l’acquisto di Chiesa. Già, la tensione. Champions per sventare una ingiustizia, dopo lo sciame di record stabiliti. Non può fermarsi qui la squadra dei primati: il massimo dei punti nella sua storia, 86; di gol e vittorie in serie A, 96 e 26. Il rischio fa riflettere in queste vigilie cruciali: Sarri sa darsi una ragione, se la sua squadra dopo tanti elogi, invidie, deliri deve giocarsi l’Europa in due serate struggenti? Forse non era inutile osservare, durante la stagione, che gli scricchiolii in difesa meritano più pragmatismo nella ripresa, che il possesso palla offre il dominio del gioco ma non è una polizza assicurativa contro gli infortuni. Maledetti certi ostinati passaggi all’indietro, quando era forse più sicuro rinviare in tribuna e magari sulle cime delle colline adiacenti. Orgoglioso dei suoi valori, il Napoli può tuttavia battere il Nizza, che non somiglia alle ultime avversarie. In amichevole con il Bournemouth e Espanyol ha trovato squadre diverse, schierate in legnosi 4-4-2. Non ha velocità in questa fase della preparazione, ha potuto solo comprimerle. L’assedio finisce per compattare gli avversari in difesa. Su calci piazzati i due gol agli spagnoli, non è un caso. Domani vi sarà un Nizza che si difende male (con Le Marchade e Sarr centrali in affanno) ed è senza i suoi big, Balotelli e Sneijder. Ma vuol costruire: Seri regista tecnico ed essenziale del 4-2-3-1 mette in azione il terzetto offensivo. Il più insidioso per estro e velocità con le sue treccine al vento è Allan Saint-Maximin, ventenne rilevato dal Monaco. Ma può il Napoli temere chi in Francia, non in Germania né in Spagna o Inghilterra, ha segnato 63 gol per subirne 36? Le cifre sono modeste. Peccato, nel calcio non decidono tutto solo i bei numeri. (la Repubblica)  

Maiori, incendio a Ferragosto. Le fiamme vicino le case spente dai vigili del fuoco

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Anteprima . Nessuna tregua neanche a Ferragosto da una parte il Faito dall’altra , in Costiera amalfitana, in coincidenza con i festeggiamenti della Madonna a Mare, a Maiori brucia un nuovo rogo sui monti alle spalle dell’Hotel Botanica. Vigili del Fuoco di Maiori e volontari stanno accorrendo sul posto, ma l’imminente attesa dei fuochi ferragostani, complica le operazioni.

Foto scattata dalla Collegiata di S. Maria a Mare

AGGIORNAMENTI – Uomini con torce erano visibili dalla Collegiata di S. Maria a Mare, mentre la gente era in attesa della tradizionale corsa della Madonna: erano i vigili del fuco, con i  volontari, in azione per controllare il focolaio e poi riuscire a domarlo, bravissimi!. Intanto questa sera a Maiori fra fuochi a mare e fuochi sulle case sembrava di vivere scene apocalittiche

Incendio a Faito. Fermato dai carabinieri presunto piromane. E’ di Moiano

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Incendio al Faito. Fermato in questo momento un uomo e portato in caserma dai carabinieri di Vico Equense; si pensa possa essere uno dei responsabili dell’incendio che sta avvolgendo le zone alte della Cittadina della Penisola Sorrentina. Le fiamme si avvicinano anche ai centri abitati. Da questa mattina Positanonews sta seguendo la vicenda. Sul posto vigili del fuoco di Piano di Sorrento, di Napoli e volontari.

AGGIORNAMENTI

L’uomo fermato dai carabinieri e’ di Moiano la frazione di Vico Equense al di sotto del Faito, dopo essere stato interrogato dal pubblico ministero è stato rilasciato ora e  rimane indagato a piede libero dalla procura di Torre Annunziata

TRAMONTI UOMO INVESTITO DA UN AUTO MUORE SUL COLPO

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Tragedia a Tramonti in Costiera amalfitana dove un uomo è stato investito da un’auto sulla strada Provinciale 1, nella frazione di Cesarano. Vani i tentativi di rianimarlo, dopo l’intervento di un’ambulanza del 118.Per lui, un turista in vacanza a Tramonti, non vi è stato nulla da fare. Ad investirlo un uomo originario di Tramonti residente al Nord.Sul posto i carabinieri della locale stazione, coordinati dal comandante Giorgio Covato, per i rilievi di rito atti ad accertare responsabilità. La salma è ancora adagiata sull’asfalto, coperta da un telo in attesa di disposizioni del magistrato di turno, solo in serata è stata restituita ai familiari. Foto Il Vescovado

Eventi

Ravello for Africa: Concerto di sabato 19 agosto (ore 20), condotto dal maestro Lahav...

“Dinanzi a tanta povertà, una povertà che spesso diventava miseria, non potevamo chiudere gli occhi, non era possibile far finta di niente. La Provvidenza...