Processo Boxlandia, per Rosario Fiorentino l’unico progetto presentato è quello sott’accusa.

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di Salvatore Caccaviello

Il Consigliere di Opposizione, autore dei primi esposti alla Magistratura, spazza via qualsiasi dubbio sollevato dall’ Avvocato della Difesa circa l’interessamento di qualche altra impresa nel progetto. Dalla scorsa udienza intanto è scaturito che il Comune di Sorrento non rimase affatto inerte ma tuttavia successivamente UTC non reagì.

Sorrento – A due giorni dalla udienza del processo su boxlandia, tenutasi l’altro giorno al Tribunale di Torre Annunziata, ancora non si sono placati gli animi ed in città vi sono varie opinioni in merito. L’attesa  verso la prossima udienza del 14 gennaio diventa a questo punto elettrizzante. Sarà allora che  saranno sentiti i due Commissari ad acta , Lucio Grande e Dario Perasole, imputati per abuso d’ufficio. Probabilmente tutto ruoterà intorno al permesso a costruire rilasciato proprio dai Commissari ad acta della Provincia di Napoli  dopo aver constatato l’inerzia” del Comune di Sorrento.  Inerzia  a quanto pare smentita dagli avvocati di parte civile ,Giovanni Pollio(VAS) e G.B. Pane (WWF), facendo acquisire agli atti,nella scorsa udienza,la  lettera inviata dall’Arch. Daniele De Stefano (UTC) alla società costruttrice Edilgreen. Positanonews nel frattempo ha voluto sentire il parere del Consigliere Rosario Fiorentino , uno degli autori dei numerosi esposti presentati alla Magistratura e tirato in ballo nell’ ultima udienza dall’ Avvocato della Difesa. Infatti  durante la deposizione dell’ Ispettore  del Commissariato di Sorrento, Emanuele Bruno, l’avvocato gli chiede se nel caso ,durante le indagini, avesse avuto l’impressione che tutto fosse scaturito dal fatto che forse la Edilgreen avesse anticipato sul tempo qualche altro concorrente  nel realizzare tale progetto.  Rosario Fiorentino nello spazzare qualsiasi dubbio su tali illazioni ribadisce anche al nostro giornale : “che l’unica società che abbia presentato tale progetto ed abbia poi tentato di realizzare l’autorimessa interrata, per 252 box in via Rota a Sorrento, è e rimane l’Edilgreen. Quindi inutile sollevare presunte illazioni quando gli atti  ed i documenti parlano chiaro confermando pienamente tale situazione. E’ evidente che si cerca  di spostare l’attenzione  verso altre direzioni. Mentre sarebbe opportuno iniziare a fare piena luce sul titolo di proprietà.  Altresì si dovrebbe  indagare  sul perché sia durante la nomina dei Commissari ad acta, sia nella richiesta di autorizzazione della società Edilgreen, sia nel rilascio del permesso a costruire a favore di detta società sembra scomparire l’anno 2009”.  Fiorentino ricorda che “il progetto presentato dalla società Edilgreen fu bocciato dalla Commissione Edilizia del Comune di Sorrento proprio nel novembre 2009 quando l’Ente comunale era guidato da Marco Fiorentino”.Documentazione che a quanto pare non è stato messa agli atti,all’inizio del dibattimento, forse per giustificare l’intervento dei Commissari ad acta ed il loro parere positivo,alla realizzazione del progetto come conseguenza di una sorta di inerzia in merito da parte del Comune di Sorrento”. Infatti  l’Ufficio Tecnico Comunale , nella persona dell’ Arch. Daniele De Stefano sempre nel novembre 2009 aveva comunicato alla società Edilgreen che la Commissione Edilizia  Comunale ,riunitasi il 10 novembre 2009, determinò il diniego motivando che tale progetto “contrastava con il P.U.T., ex L.R.35/87, Zona territoriale 6 che richiama  la disciplina  della zona Territoriale 4, la quale, per la Zona  B del P.R.G., in cui ricade l’area interessata dalla proposta progettuale, impedisce l’edificazione delle residue aree libere quale quelle in oggetto, fatta eccezione per le sole  attrezzature pubbliche  che coprono una quota degli standard urbanistici di cui all’art. 11 del P.U.T.. si consideri che secondo quanto previsto dall’art.9 della L.R. Campania n. 19/01, come sostituito dall’art. 49, comma 10  della L.R. Campania n. 16/04, per i territori sottoposti alla disciplina  del P.U.T. ex L.R. 35/87 sono fatti salvi i vincoli previsti dalla Legge stessa”. –  Si evidenzia pertanto che non ci fu assolutamente alcuna inerzia da parte del Comune  che rigettò il progetto comunicandolo alla società di costruzioni. A questo punto “risulterebbe alquanto singolare che la Provincia non abbia tenuto presente della decisione della Commissione Edilizia. Anzi incolpando il Comune di inerzia nominò i due Commissari ad Acta.  I quali visto la decisione negativa della Commissione, invece di chiudere il procedimento diedero un parere positivo alla realizzazione del progetto senza però motivare tale decisione con elementi concreti discostandosi dal parere del Comune. Anzi tutta l’attività del Comune di Sorrento venne stranamente ignorata e nonostante l’UTC abbia fatto il proprio dovere non vi sarebbe alcuna traccia  del parere contrario della Commissione  Edilizia e tanto meno  del procedimento avviato dal responsabile dell’antiabusivismo Arch. Daniele De Stefano”. Ora di fronte a tale  guazzabuglio,tanti cittadini sorrentini che aspettano che tale area sia finalmente ripristinata, vengono spontanei alcuni dubbi che potremmo racchiudere in tre  semplici interrogativi:

1)      Perché continuano ad aleggiare ombre sul titolo di proprietà del fondo in via Rota dove doveva essere realizzato il parcheggio interrato?

2)      Come mai la Provincia non tenne in considerazione il parere negativo della Commissione Edilizia del Comune di Sorrento  nominando altresì i Commissari ad Acta?

3)      Come mai il Dirigente e responsabile del procedimento, Arch. Francesco Saverio Cannavale  non si oppose  alla decisione della Provincia?

Si spera che le successive udienze possano fare finalmente chiarezza su di una vicenda che rappresenta senz’altro una brutta pagina nella storia recente della nostra città. 14 novembre 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.

salvatorecaccaviello@alice.it