Salerno stuprarono tre bambini e il padre li costringeva condannati a cinque anni

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Petronilla Carillo Hanno scelto l’abbreviato dopo essere stati ritenuti colpevoli di violenza sessuale di gruppo a carico di minori. Il gip del tribunale di Salerno, Elisabetta Boccassini, ha inflitto a Vincenzo e Natalino Dragone una pena maggiore rispetto alle richieste del pm: cinque anni per ciascuno rispetto ai quattro anni e ai tre anni e nove chiesti dall’accusa. A carico delle parti civili, i bambini, difesi dall’avvocato Michele Tedesco, anche un risarcimento danno di tremila euro. A carico dei due imputati una provvisionale di 50mila euro. La decisione del gip è arrivata dopo aver sentito la relazione del perito, il professore Antonello Crisci, incaricato di valutare la loro capacitò di intendere e volere. Tre i bimbi vittime delle violenze, tutti fratellini. Ad organizzare gli incontri era il padre, Giuseppe S., andato a processo insieme a Walter Barbone; Rita Colucci; Domenico Risoli; Dario Marruso; Vittorio Gallo; Roberto Placanico e Vincenzo Bianco. I bimbi, una femminuccia e due maschietti, secondo la ricostruzione dei fatti operata dalla procura, sarebbero stati minacciati dal padre con un coltello a partecipare alle orge, con cadenza anche di tre volte a settimana. Non solo sarebbero stati protagonisti ma a volte spettatori di orge di gruppo omosessuali. I bimbi, una femminuccia e due maschietti, sarebbero stati minacciati dal padre con un coltello. Le violenze sarebbero state consumate tra il 2006 e il 2008 quando la più piccola delle vittime aveva poco più di due anni. Uno dei bambini sarebbe stato penetrato con un dito, un altro sarebbe stato costretto a subire violenze sessuali complete. Il tutto sotto l’occhio della telecamera che riprendeva i filmati. Le violenze avvenivano in un appartamento di Mariconda dove i piccini andavano in compagnia del padre. Alla Colucci il compito di eseguire le riprese che venivano poi commercializzate a scopo di lucro. Vere e proprie «esibizioni pedopornografiche» – scrive il pubblico ministero nella richiesta di rinvio a giudizio – che erano poi commercializzate allo scopo di lucro con un tariffario che andava dai 20 ai 50 euro. In un caso le violenze sono state consumate anche in un appartamento della zona del porto commerciale. A denunciare il tutto sono stati gli stessi piccini che, ad un certo punto, hanno iniziato a dare segni di insofferenza. Il Mattino