La "barzelletta" di Villa Fondi e del Premio, raccontata all’estero

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Un inglese, un portoghese, uno spagnolo e un turco

(ovvero la “barzelletta” di Villa Fondi e del Premio, raccontata allestero) *

Allora, ci stanno un inglese, un portoghese, uno spagnolo e un turco… e detto così sembra proprio l’inizio di una barzelletta, se non fosse invece la storia di una brutta figura tutta italiana per ordinario spreco di denaro pubblico.

 

E la vicenda inizia proprio all’estero, con un gruppo di otto alunni dell’Istituto Comprensivo di Piano di Sorrento, i migliori della scuola e vincitori di un progetto europeo Comenius sulla difesa dell’acqua, Water, know to respect, ospiti per una settimana, delle famiglie di un paese di neanche 6000 abitanti, nell’Estremadura in Spagna: Llerena.

 

Un viaggio straordinario che ha consentito ai ragazzi di scoprire realtà genuine e lontane dai flussi turistici ordinari, di conoscere un popolo accogliente e generoso, di ritrovare radici comuni, di confrontare ambienti di apprendimento molto, molto diversi dai nostri…

 

Il programma europeo Comenius sostiene che non si deve mai smettere di apprendere e dunque favorisce le mobilità nei paesi dell’Unione per potenziare le lingue straniere, migliorare la formazione degli insegnanti, promuovere le tecnologie dell’insegnamento. In altre parole, l’Unione ha bisogno di sviluppare il Sud dell’Europa, ultimo in tutte le statistiche, e per fare ciò investe un sacco di soldi da molti anni.

 

Ora, finché si resta nella campana di vetro di casa nostra, distratti dall’ordinaria necessità di sopravvivere alle crisi di tutti i tipi, ci sembra (complici i media) che la situazione sia la medesima in tutto il mondo, che dovunque si vive come da noi, si fa come da noi, che anzi noi siamo il paese più bello e bravo del mondo, “Vide ‘o mare quant’è bello…” (…e vogliamo parlare di mare?), insomma che come noi, nessuno.

 

Poi si comincia a mettere il naso fuori dalla campana e si scopre che è vero: come noi, nessuno. Sì, come noi nessuno spreca i soldi che l’Europa ci dà.

 

Si dà il caso che negli incontri del Comenius ogni scuola partecipante presenta il proprio paese, mostrando le bellezze naturali, i monumenti, la storia. E così anche i nostri alunni sfoggiando il loro perfetto inglese (e spagnolo) hanno mostrato a Spagnoli, Portoghesi, Turchi e Inglesi, i quattro paesi partners, le nostre cose più belle: la costa, i colli, la marina e dulcis in fundo la villa comunale, cuore culturale della città, con parco e museo archeologico: Villa Fondi.

 

Aggiungo un inciso necessario: i progetti Comenius sono cosa seria, e durante i meeting si discute, tra l’altro, degli obiettivi raggiunti e da raggiungere, e nel caso di ritardi sulla tabella di marcia, si mettono in campo tutte le strategie per recuperare il tempo perso. Il tutto, e ci tengo a dirlo, senza alcun compenso per i docenti che vi partecipano: ai Comenius si partecipa a titolo volontario allo scopo di garantire mobilità gratuite o a basso costo per gli studenti.

 

Detto questo, il meeting spagnolo ha previsto, come sempre, un briefing sugli obiettivi raggiunti e sui fondi europei spesi, un’analisi dettagliata con rendicontazione all’agenzia nazionale di ciascun paese (per noi l’Indire) la quale poi stabilirà se il progetto potrà concorrere all’attribuzione di un’etichetta di qualità, il Quality Label, appunto.

 

Dunque, grande attenzione alla spesa, ai fondi europei e a come ogni paese utilizza quelli che riceve dall’Unione. E da qui è nato il confronto tra i partners: il preside della scuola di Llerena, descrivendoci l’economia del suo paese, ci ha spiegato la politica che l’Alcalde, il sindaco, ha messo in campo negli ultimi anni per promuovere il turismo nella zona e migliorare la qualità della vita dei cittadini, decidendo di investire in CULTURA.

 

E così ha fatto costruire due biblioteche, di cui una per i ragazzi: meravigliosa! Una piscina comunale, un centro polisportivo, un velodromo, due musei di cui uno storico, un parco nel verde attrezzato per manifestazioni all’aperto, e per quelle al chiuso ha costruito un teatro.

 

Vogliamo parlare delle scuole? Llerena, con i suoi 6000 abitanti, ha un liceo, un istituto tecnico e uno professionale con aule ampie e tutte attrezzate con un computer per banco, e con laboratori di meccanica, infermieristica, chimica, fisica e biologia da far invidia alla Città della Scienza di Napoli.

 

Se aggiungiamo: che non ci sono vigili urbani per le strade perchè “non ce n’è bisogno” ,  che il tasso di criminalità è pari a zero (e perché bisognerebbe delinquere in un luogo dove ai cittadini non manca nulla?), che di inquinamento neanche l’ombra e che il mercato non è drogato visto che, per esempio, un insegnante con 15 anni di anzianità prende 2000 euro al mese e paga d’affitto per una casa di due stanze 200 o massimo 300 euro, ci si rende conto che investire in cultura PAGA, eccome!

 

Non solo. L’Alcalde è anche il presidente della provincia di Badajoz e l’uso sapiente dei fondi europei si nota in tutta l’area: a Cáceres, infatti, capoluogo della provincia, tra i vicoli del centro storico medievale intatto, è possibile sperimentare con il QR-code la realtà aumentata. Basta avvicinare un apparecchio elettronico connesso ed è possibile conoscere in tempo reale la storia di un monumento o gli eventi che lo riguardano, quando gli si passa davanti. E così a Mèrida, capitale della Lusitania di Augusto, c’è un museo che fa soldi a palate da 175 anni esponendo con orgoglio le sue origini romane (oltre ai reperti di Pompei, in mostra poco tempo fa con un successo di pubblico straordinario).

 

Insomma, di fronte alle parole del Preside spagnolo, il mio entusiasmo e soprattutto il mio stupore non sono passati inosservati. Da qui la domanda: …”e da voi in Piano di Sorrento, investite così i fondi europei? Ovvia la mia risposta secca e onesta: no!

 

E così ho raccontato di Villa Fondi, della volontà sciagurata dell’Amministrazione comunale di cederla ai privati per 1000 euro al mese per 15 anni e per farne un luogo dove banchettare, alla faccia di un museo archeologico considerato dallo stesso sindaco Ruggiero “una scommessa mancata” (ma poi dico: mancata da chi???).

 

E alla domanda ovvia dello straniero: “Perché?”, non ho avuto il coraggio di rispondere: “per  assenza di lungimiranza”, ma ho usato le parole del sindaco “non ci sono i soldi per mantenerla”. “E i fondi europei?” Altra domanda ovvia. Ho dovuto ammettere che ne so poco di quanto arrivi dall’Europa a Piano di Sorrento, ma con cognizione di causa ho detto che quest’anno 190.000 euro si sono spesi per un premio di poesia che da 17 anni non lascia niente al paese se non regalìe a più o meno noti VIP, e che certamente, nonostante l’assonanza, di questi fondi non ne beneficia Villa Fondi.

 

I miei colleghi stranieri a questo punto hanno pensato che scherzassi e sorridevano guardandosi tra loro. È stato un flashback: mi sono ricordata di quando nel meeting in Turchia dissi che in Italia c’è un’autostrada che è in costruzione da oltre 40 anni (la Salerno-Reggio Calabria) e il Preside cominciò a ridere pensando che fosse una barzelletta. E già, perchè il loro sorridere non è mai scortesia o denigrazione: sono talmente increduli che ridono pensando alla boutade di un fine paradosso.

 

Comunque scherzi a parte (si fa per dire), a maggio 2014 il progetto Comenius termina e tocca all’Italia ospitare l’evento finale di chiusura. A scuola c’è già molta fibrillazione, il piano d’attacco è pronto: la Dirigente, i docenti, le famiglie e soprattutto i ragazzi hanno voglia di accogliere nel modo migliore i loro partners stranieri, e sinceramente anche se c’è da fare tanto per dimostrare che il nostro è un paese “normale” come tutti gli altri che abbiamo visitato, noi siamo certi di farcela come è sempre stato, e metteremo in campo il nostro biglietto da visita più bello, la nostra location d’elezione: Villa Fondi, con le sue sale e il suo museo, il suo parco e il suo panorama mozzafiato.

 

Sarà simbolicamente l’affermazione, se non della buona spesa, del valore della CULTURA, visto che il 2014 sarebbe stato, per Villa Fondi, anche l’anno di avvio delle attività di catering e banqueting degli imprenditori del project financing, se i cittadini indignati non avessero impedito civilmente questa scelta scellerata, scendendo in piazza e impedendo (almeno per ora) la privatizzazione della villa comunale e del Museo archeologico.

 

Della serie: ride bene chi ride ultimo… 😉

 

 Mariella Nica

* Questo è l’articolo integrale rispetto a quello modificato sul cartaceo in edicola in Penisola sorrentina e Costiera amalfitana