Torre Annunziata, infuocata l’ennesima udienza del processo a boxlandia sul parcheggio Rota a Sorrento

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di Salvatore Caccaviello

Respinte in toto le continue opposizioni di carattere ostruzionistiche da parte della Difesa . Il Presidente del Collegio Giudicante, Dott.ssa  Rosaria Maria Aufieri ,ha tenuto con autorità sulla retta via il corso del dibattimento. Nessuno ha indagato sulla legittima proprietà del fondo  che dal primo momento , secondo alcune indiscrezioni sarebbe da attribuire al Sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo.  Che sebbene socio della Nizza srl, risulterebbe totalmente estraneo alla vicenda e non essere coinvolto nell’altra società la Edilgreen che materialmente aveva iniziato i lavori. Dopo la deposizione di De Stefano  necessiterebbero chiarimenti da parte del responsabile del procedimento Cannavale.Più volte, durante l’udienza,  è stato richiamato l’operato di Giovanni Antonetti.

Torre Annunziata – Dopo  un tentativo di rinvio da parte della Difesa  per il  ritardo con cui è iniziata l’udienza   ,al quale si è opposta con decisione  il Presidente del Collegio Giudicante Dott. ssa Rosaria Maria Aufieri ,è ripartito il processo a boxlandia.  Visto la situazione alquanto tesa, gli Avvocati di Parte Civile Avv. Giovanni Pane( WWF )  e Giovanni Pollio (VAS) hanno fatto immediatamente acquisire agli atti la lettera con la quale l’ Architetto Daniele De Stafano. UTC Sorrento , informava  la ditta costruttrice Edilgreen, del diniego da parte della Commissione Edilizia  circa la realizzazione del garage interrato a via Rota.  Primo teste ad essere sentito è stato l’ispettore del Commissariato di Sorrento Emanuele Bruno  ,che insieme all’Architetto Daniele De Stefano dell’ UTC del Comune di Sorrento  e l’ agente di Polizia Municipale  Agostino Iacomino rappresentavano i testi dell’ accusa. L’ispettore Bruno ha dichiarato che le indagini partirono soltanto dopo gli esposti di Claudio D’Esposito, presidente del WWF, del Consigliere comunale di Sorrento Rosario Fiorentino e del compianto coordinatore  IdV,  Giovanni Antonetti, circa la irregolarità del titolo a costruire  i 252 box interrati a Via Rota alle spalle del Commissariato di Polizia.  Dalla deposizione dell’ ispettore Bruno si è potuto constatare che tali indagini  esclusero completamente il coinvolgimento, dell’ attuale Sindaco di Sorrento  Avv. Giuseppe Cuomo, nella vicenda sebbene egli fosse socio con il titolare della Edilgreen in un’altra società  di costruzione la Nizza srl. Alla domanda da parte dell’ Avvocato  Giovanni Pollio, Parte Civile, se vi fossero state  verifiche sulla proprietà ,l’ispettore ha dichiarato che il Commissariato non fece alcun accertamento circa i proprietari del fondo in cui doveva sorgere il parcheggio interrato. Di cui risulta titolare  l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Salerno Adriano Bellacosa, imputato per abuso d’ ufficio. Intrigante è risultata  la domanda rivolta all’ispettore Bruno dall’Avvocato della Difesa Giuseppe Vitiello, a cui è seguita una risposta negativa, se si avesse avuto l’impressione che Edilgreen  avesse bruciato qualche altro concorrente sul tempo nel realizzare tale progetto. Se fosse a conoscenza  dei rapporti tra uno dei denuncianti Rosario Fiorentino e l’ex sindaco di Sorrento Marco Fiorentino, alleati nella precedente amministrazione, quindi prima della vicenda boxlandia. Il quesito lascia intendere  che probabilmente la ditta Edilgreen abbia anticipato altri soggetti intenzionati anch’essi alla realizzazione del parcheggio interrato. Con la deposizione dell’Agente di Polizia Municipale di Sorrento Agostino Iacomino l’udienza  si elettrizza fino ad arrivare a momenti alquanto tesi. Poiché l’Avvocato della Difesa Giuseppe Vitiello contesta ripetutamente il Presidente  Dott.ssa Aufieri in quanto si lascia  il testimone leggere la sua  relazione di servizio nel rispondere alle domande. Il Magistrato non curante di tali opposizioni ordina una pausa di cinque minuti, durante la quale Iacomino  rimane isolato nella sala testimoni. Al rientro nonostante le rinnovate opposizioni da parte della difesa Iacomino conclude la sua deposizione circa il suo sopralluogo in via rota successivo ad un esposto dell’ Avv. Giovanni Antonetti (IdV). Durante il quale constatò la legittimità dei lavori, la presenza degli operai ed il taglio di tutti gli alberi. Dopo di ché arriva il turno del testimone più atteso l’ Architetto Daniele De Stefano, dell’ Ufficio Tecnico del Comune di Sorrento. Il quale con estrema sicurezza e competenza dichiara che l’area in questione  rientra zona 6 del PUT dove qualsiasi incremento di volumetria è irrealizzabile  escludendo le opere pubbliche nelle quali non rientrava affatto il parcheggio interrato in questione. Per quanto riguarda l’inerzia del Comune di Sorrento, per la quale vi è stato il successivo intervento della Provincia con la nomina dei Commissari ad ACTA,  De Stefano conferma senza ombra di dubbio all’Avv. Vitiello della Difesa,   che la comunicazione inviata alla Edilgreen da egli firmata in qualità di P.O. , conteneva senza ombra di dubbio il diniego della Commissione Edilizia. Tuttavia  dopo tale diniego  il Comune di Sorrento non chiude definitivamente la pratica. Tale situazione comporta l’intervento di Edilgreen che chiede di riesaminare di nuovo la pratica.  La commissione edilizia si riunisce di nuovo ma nonostante l’intervento del progettista  Ing. Graziano Maresca  venne di nuovo rinviata  ogni decisione. Segue la diffida da parte della ditta costruttrice circa l’inerzia del Comune  che non può rispondere in quanto nel frattempo la pratica fu sequestrata dai Carabinieri . Quindi il ricorso di Edilgreen alla Provincia di Napoli la quale interviene nominando i Commissari ad Acta ,che si appropriano della pratica, nel frattempo dissequestrata e rilasciano il permesso a costruire.  Alla domanda del perché il Comune di Sorrento , a questo punto,non si oppose, De Stefano non sa rispondere e ribadisce più volte  che all’epoca il Dirigente dell’ Ufficio Tecnico  nonché responsabile  del procedimento era l’ Architetto Francesco Saverio Cannavale. – La prossima udienza  è stata fissata per il 14 gennaio 2014 quando sarà il turno dei due commissari ad  acta  della Provincia di Napoli Lucio Grande e Dario Perasole accusati di abuso di ufficio. In  molti alla fine dell’udienza  visto le deposizioni si sono chiesti che a questo punto probabilmente urgerebbe una testimonianza anche dell’allora responsabile del procedimento ed ex Dirigente dell’ UTC del Comune di Sorrento. 13 gennaio 2013 – salvatorecaccaviello

 

salvatorecaccaviello@alice.it

 Su Metropolis Salvatore Dare ha fatto un’ampio servizio 

Gli elementi nelle mani dei magistrati adesso sono di più. Primo: su richiesta del pm, è stata acquisita agli atti la visura camerale della società di costruzioni Nizza srl in cui Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento, è socio al 50% con Giuseppe Langellotto, imputato nel processo per il caso del parcheggio Rota da amministratore di Edilgreen, l’impresa che stava materialmente avviando i lavori poi finiti nel mirino della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Secondo: nella prima fase delle indagini, il commissariato di polizia di Sorrento non fece accertamenti sulla proprietà del giardino in cui sarebbero dovuti sorgere i 252 box interrati. Fondo di cui è titolare Adriano Bellacosa, assessore provinciale all’ambiente di Salerno, ora sotto processo per abuso d’ufficio. Terzo: è spuntata la comunicazione in cui l’architetto Daniele De Stefano, tecnico dell’ufficio edilizia privata e antiabusivismo del Comune di Sorrento, informava la Edilgreen del «no» che la commissione edilizia riservò al progetto per il garage. Diniego che venne contestato dalla società con alcune osservazioni e che l’ente municipale non prese in considerazione «per inerzia». Un fatto che non comportò dunque la conclusione della procedura tant’è che l’Edilgreen si attivò con la Provincia di Napoli che nominò i due commissari ad acta, Lucio Grande e Dario Perasole (entrambi imputati), che rilasciarono l’autorizzazione per realizzare il parcheggio. Quarto: «Forse l’Edilgreen ha bruciato qualcuno sul tempo?» è la domanda di Giuseppe Vitiello, avvocato di uno dei funzionari provinciali che, nel corso della testimonianza del sostituto commissario di polizia di Sorrento, Emanuel Bruno, ha chiesto all’agente se fosse a conoscenza dei rapporti politici fra uno dei «denuncianti» delle irregolarità, ovvero il consigliere comunale Rosario Fiorentino, e l’ex sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino. I due erano alleati, anni prima che ci fosse l’inizio dei lavori a vico Rota. A seguire il quesito provocatorio sul presunto tempismo di Edilgreen ad aprire il cantiere prima di altri potenziali soggetti interessati a costruire nel fondo un’autorimessa. L’INTRECCIO POLITICO Insomma, un autentico intreccio politico. E pensare che l’udienza, per i difensori degli imputati, doveva essere rinviata a causa dell’appuntamento slittato di due ore sulla tabella di marcia. Udienza alle 14 cominciata alle 16 in punto. «Siamo stanchi dell’attesa» viene evidenziato dai legali alla presidente del collegio, Rosaria Maria Aufieri che, senza indugi, rispedisce al mittente la richiesta: «Sono provata anche io…» sottolinea. Per evitare un lungo dibattimento, il sostituto procuratore Sergio Raimondi si dice disposto a fornire la relazione di servizio dell’agente di polizia Bruno affinché venisse acquisita agli atti. No determinante delle parti civili – il Wwf rappresentato dall’avvocato Gianni Pane e i Vas, Verdi Ambiente e Società, seguiti dal legale Johnny Pollio -, atmosfera elettrica e si comincia. SINDACO SOCIO DI UN IMPUTATO «Nel dicembre 2010 arrivarono in commissariato gli esposti del Wwf, del consigliere comunale Rosario Fiorentino e del coordinatore dell’Italia dei Valori, l’avvocato Giovanni Antonetti, in cui si parlava di irregolarità sul permesso a costruire l’autorimessa – ha detto Bruno -. E ci attivammo. Facemmo verifiche su Edilgreen. Ed escludemmo il coinvolgimento del sindaco Cuomo su cui in città circolavano voci sul suo presunto legame con questa società». Ancora: «Cuomo è socio di Langellotto, ma in un’altra società, la Nizza srl». Che tipo di impresa è? La domanda del pm è precisa: «Società di costruzioni». Il sostituto procuratore Raimondi non si ferma. E avanza. C’è voglia di capire perché l’impresa si chiami proprio così, Nizza srl. Bruno dice una cosa semplice a cui il pm non replica: «Nizza è il nome del viale che si trova nelle immediate vicinanze proprio di vico Rota, un’area in cui c’è anche il commissariato. Quel giardino lo vedevamo facendo una sbirciata dalla finestra». Il sostituto commissario della polizia di Sorrento precisa che non ci furono accertamenti sulla proprietà del fondo di vico Rota. «QUALCUNO FU BRUCIATO?» Poi scende in campo l’avvocato Giuseppe Vitiello, difensore di uno dei commissari ad acta. «Lei è a conoscenza dei rapporti fra l’ex sindaco Marco Fiorentino e il consigliere Rosario Fiorentino?» è l’interrogativo per Bruno. Entrambi, nella passata consiliatura, furono alleati, in maggioranza. Poi Marco Fiorentino puntò – senza successo – alle elezioni Regionali mentre Rosario Fiorentino si candidò a sindaco, venendo eletto come consigliere di minoranza. «Ma forse la Edilgreen non è che abbia potuto anticipare l’interesse di qualcun altro a fare quel parcheggio?». Edilgreen il cui amministratore è socio in un’altra impresa di costruzioni – la Nizza srl – del sindaco attualmente in carica. LA BATTAGLIA Arriva quindi il turno di Agostino Iacomino, il vigile urbano che andò in cantiere per effettuare un sopralluogo a seguito di un esposto dell’Italia dei Valori. «Dovevamo verificare la legittimità urbanistica dell’intervento. Gli operai stavano spianando il terreno. Ci fu anche il taglio degli alberi». L’avvocato Vitiello contesta più volte la «direzione dei lavori» della giudice Aufieri. Motivo? Iacomino legge la sua relazione di servizio per rispondere alle domande. «Avanti» ordina il magistrato ma c’è tensione. Palpabile. Pausa di 5 minuti, poi si riprende a battagliare. PROGETTO CONTRO IL PUT Compare Daniele De Stefano, architetto del Comune di Sorrento. Che nella sua ricostruzione dei fatti non lascia scampo agli equivoci: «Lì dove era prevista l’autorimessa è una zona 6 del Piano urbanistico territoriale, definita satura. In quella parte della città qualsiasi incremento volumetrico è inapplicabile. La norma prevede solo che si possano realizzare opere pubbliche. E quel parcheggio, invece, rappresentava un’iniziativa privata». Ma è qui che spunterebbe l’inerzia del Comune di Sorrento. Che dopo il «no» della commissione edilizia nei mesi precedenti, non chiude definitivamente l’istruttoria. De Stefano comunica lo stop a Edilgreen che chiede di riesaminare la pratica, la commissione edilizia si riunisce nuovamente per esaminare il caso e ascolta il progettista, Graziano Maresca, ingegnere-capo del Comune di Piano di Sorrento. Viene riservata ogni decisione con un rinvio. Passano pochi giorni e c’è il sequestro della pratica da parte dei carabinieri. Poi – vista l’inerzia del Comune – c’è la diffida di Edilgreen, l’ente risponde all’impresa dicendo che non è possibile effettuare un nuovo esame dei fascicoli perché sequestrati. Edilgreen chiede la surroga alla Provincia di Napoli che nomina i due commissari ad acta che si insediano, esaminano il fascicolo intanto dissequestrato e rilasciano il permesso a costruire. Perché l’ente municipale non si oppose all’Edilgreen? «Non lo so, forse perché l’allora dirigente dell’ufficio, l’architetto Francesco Saverio Cannavale, responsabile del procedimento, dopo il diniego della commissione edilizia lasciò perdere. Ma ricordo anche che l’ente chiese un parere a un avvocato» dice il tecnico del Comune al pm. Il Comune – allora – scelse l’avvocato Aldo Starace, attualmente consigliere comunale di minoranza a Vico Equense. Il legale produsse una relazione in cui venne giudicato giusto il parere dei commissari ad acta della Provincia che dissero sì all’Edilgreen. PROSSIMA UDIENZA Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 gennaio. Sarà il turno dei testimoni dei due commissari ad acta rinviati a giudizio. Un’altra giornata chiave per un processo che ormai è entrato nel vivo.