Nocerina Salernitana non dovevano essere nello stesso girone lo disse il Viminale Lega Pro sotto accusa

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 Ventiquattr’ore dopo il derby della vergogna Salernitana-Nocerina, finisce nel mirino la Lega Pro, attaccata non solo dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, e dal patron della Salernitana, Claudio Lotito, per aver inserito le due squadre e la Paganese nello stesso girone di Prima divisione. Il Casms (Comitato di analisi e sicurezza delle manifestazioni sportive) – l’organismo del Viminale che su indicazione del questore di Salerno Antonio De Iesu aveva vietato ai tifosi nocerini la trasferta all’Arechi – ha diffuso una circostanziata nota per sottolineare di aver chiesto alla Lega Pro di separare i club. Vengono indicate le date di tre richieste: 15 giugno, 2 luglio e 7 agosto. «A seguito di ulteriore richiesta di questo Dipartimento – ha sottolineato il Casms – la Lega, pur condividendo le problematiche afferenti le accese rivalità tra le tifoserie, ha fatto conoscere l’impossibilità di farsi carico delle necessità rappresentate, avendo avviato un percorso per l’elaborazione di un progetto che avrebbe dovuto determinare l’avvio di attività educative e preventive tra le tifoserie interessate». 
Il progetto è evidentemente fallito nonostante l’impegno del direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che più volte si è recato a Salerno per incontrare dirigenti e tifosi dei tre club e ha assistito alla prima di campionato Nocerina-Perugia. C’è il rischio concreto che la stagione finisca in anticipo per la squadra di Fontana, il tecnico richiamato in panchina dalla società dopo le dimissioni presentate due giorni fa. Oggi il giudice della Lega Pro, Pasquale Marino, può adottare la prima scontata decisione su Salernitana-Nocerina: vittoria a tavolino per 3-0 ai granata. È probabile che egli chieda accertamenti alla Procura federale, che a sua volta deferirebbe i tesserati della Nocerina alla Commissione disciplinare. In secondo e terzo grado (Corte di giustizia federale) arriverebbero i provvedimenti più duri per il club rossonero, che potrebbe essere escluso dal campionato.
La Procura federale ha inviato il proprio rappresentante, l’avvocato napoletano Manolo Iengo, domenica sera nell’albergo di Mercato San Severino per ascoltare alcuni tesserati: il direttore sportivo Pavarese, i tecnici Fontana e Fusco (il vice seduto in panchina perché il titolare era squalificato), il capitano Palma e il medico sociale Rosato, che si è soffermato sugli infortuni dei cinque calciatori. La Digos ha invece ascoltato tutti i tesserati della Nocerina, compresi quelli strattonati e minacciati dagli ultrà che avevano creato un cordone intorno a loro mentre raggiungevano il pullman nel piazzale dell’hotel.
Il presidente federale Giancarlo Abete non ha anticipato la sanzione per la Nocerina nel rispetto degli organi della giustizia sportiva, ma ha usato parole molto dure verso dirigenti e calciatori. La giustizia sportiva ragiona su quella che potrebbe essere la sanzione più dura e opportuna. Una penalizzazione in classifica non sarebbe un provvedimento afflittivo perché le retrocessioni sono bloccate in questa stagione e allora si profila l’esclusione della squadra dal torneo. Perché i giocatori potrebbero essere accusati di aver violato l’articolo 1 del codice di giustizia sportiva («Rispetto dei principi di lealtà, correttezza e probità») o l’articolo 7 («Atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara»). L’alternativa all’esclusione dal campionato potrebbe essere una forte penalizzazione nel torneo 2014-2015.
La Federcalcio è molto determinata e, se blando fosse il primo provvedimento, potrebbe ricorrere al successivo grado di giudizio. «Non si può tollerare un danno di immagine così forte per il calcio e per lo sport italiano», hanno dichiarato il presidente della Federcalcio e il presidente del Coni, Malagò, critico nei confronti della Lega Pro. «Sono arrabbiato perché loro erano al corrente di questa situazione». E i calciatori? Loro, quasi tutti giovani tesserati dal direttore sportivo Pavarese per affrontare un campionato low cost, rischiano una squalifica fino a tre anni (se passerà la linea dell’illecito sportivo). Mano pesantissima. «È stata una sceneggiata indegna», ha detto Abete. La Nocerina si è affidata all’avvocato Gaetano Aita per il procedimento sportivo che si prevede molto duro. Il direttore sportivo Pavarese ha consegnato all’inviato della Procura federale copia della denuncia presentata alla Questura di Salerno, in cui ha ricostruito quanto accaduto a Mercato San Severino e all’Arechi.
f.d.l.