Sorrento. Antenna telefonica. Vodafone ricorre al Tar per riaprire il cantiere. Il sindaco si costituisce in giudizio

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Sorrento. Antenne telefoniche, la querelle resta aperta. La Vodafone, società di telefonia a cui l’ente municipale di piazza Sant’Antonino aveva bloccato i lavori nel corso di un sopralluogo lo scorso agosto in località Casarlano, ha fatto ricorso al Tar per poter riaprire il cantiere e poter installare una nuova antenna. La società di telefonia, dopo aver l’ordinanza di sospensiva per svolgere i lavori a via Rivezzoli, si è affidata ai propri legali. Ricorso immediato contro la decisione presa dal comune di Sorrento e palla che passa al Tribunale Amministrativo Regionale. Il sindaco Giuseppe Cuomo e la maggioranza hanno dato l’ok per la costituzione in giudizio da parte dell’ente. A difendere il comune di Sorrento sarà l’avvocato Maurizio Pasetto dell’avvocatura del Comune di Sorrento. Una querelle, quella dell’antenna da installare nella frazione di Casarlano, che tiene banco da tempo. L’ente locale non ha voluto dare il via libera per gli interventi e la creazione della struttura per migliorare la copertura di telefonia cellulare, bloccando tutto. A far saltare il banco un sopralluogo della Polizia Municipale che provocò l’improvviso alt che riscontrarono presunte irregolarità. L’atto con cui si sospendeva la realizzazione dell’opera è stato solo una logica conseguenza. Di punto in bianco e improvvisamente i lavori sono stati bloccati. Una sorta di vittoria da parte della cittadinanza preoccupata per la propria salute. Sì, perché i cittadini della frazione collinare di Sorrento scalpitavano da tempo e temevano per l’aumento dei campi elettromagnetici che si sarebbero amplificati nella zona nel caso in cui si fosse installata la nuova antenna. Gli abitanti si mobilitarono anche attraverso una raccolta firme. Più di 500 cittadini di Sorrento prevalentemente di Casarlano sottoscrissero la petizione per chiedere lo stop ai lavori a via Rivezzoli per l’installazione di una antenna di telefonia mobile. Una querelle che giunse sino al consiglio comunale della “Città del Tasso”. Il primo cittadino scelse la strada dell’alt appoggiato dai rappresentanti del Partito Democratico e alcuni esponenti della sua maggioranza. Il numero uno di piazza Sant’Antonino volle che l’ente si dotasse di un apposito regolamento che dovrà essere stilato dai professionisti del Comune. Il ricorso della Vodafone cambia le carte in tavola. Infatti, quello che è stato deciso dai rappresentanti politici della città delle cinque losanghe potrebbe essere ribaltato dalla magistratura. Sarà compito dell’avvocato Pasetto far valere le ragioni del Comune che portarono allo stop dei lavori. (Josè Astarita – Metropolis)