TENSIONE PER IL DERBY CHE NON C´E´

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Ci saranno pochi bambini, poche famiglie domani in un Arechi superblindato nonostante l’assenza dei tifosi della Nocerina cui è stata vietata la trasferta. E’ l’epilogo più amaro di una storia di cui, già in estate, nel giorno della compilazione dei gironi, si conosceva l’epilogo. Lo sapevano tutti che i derby non si sarebbero disputati alla presenza delle tifoserie ospiti, lo sapeva Macalli, lo sapeva Ghirelli, lo sapevano i presidenti delle due squadre, i tifosi, lo sapeva il questore di Salerno, De Iesu, che dal suo osservatorio privilegiato, sapeva benissimo che molto difficilmente i derby salernitani si sarebbero potuto disputare in regime di normalità ed infatti fu l’unico ad avanzare, sin da quel giorno, dubbi e sospetti pur rispettando la “genialata” delle istituzioni calcistiche. Lo sapevano tutti, insomma, comprese le tifoserie, ma si è fatto finto di nulla, aspettando soltanto la decisione definitiva. Si, è vero, c’è stato un apprezzabile sforzo da parte delle istituzioni, iniziative, tavole rotonde, incontri, cose buone e giuste ma che, cominciando da oggi, potrebbero forse servire tra una decina d’anni. Non ora, non oggi. Morale. Il derby Salernitana-Nocerina si disputerà comunque in un orario insolito, alle 12,30, da stasera e fino a domani, tutti i percorsi tra Nocera e Salerno saranno attentamente sorvegliati, l’Arechi sarà blindatissimo, la metropolitana chiusa fino alle 17, in generale si respirerà un clima di tensione, aspettando chissà cosa, chissà quale raid, chissà quale duello rusticano, il tutto in assenza del pubblico di fede rossonera, per un derby monco, surreale. Legittima la domanda a questo punto: cosa sarebbe successo, cosa si sarebbe dovuto preparare se questa partita si fosse disputata come nelle fantasie di Ghirelli e Macalli e come si sarebbe dovuta disputare, eventualmente, al San Francesco, nel cuore di Nocera. Peccato che chi dovrebbe rispondere a queste domande fa spallucce, dicendo che questa è una sconfitta per il calcio. E se, invece, fosse la sconfitta di chi dirige il calcio?