L´ Arlecchino moderno di Pierfrancesco Favino

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Questa sera, alle ore 21, il sipario del teatro Verdi si alzerà sullo spettacolo “Servo per due”. Venerdì il ritorno di Peppe Iannicelli in “Giù la maschera!”

 

Di OLGA CHIEFFI

 

Il servitore di due padroni, che Carlo Goldoni scrisse nel 1743 è uno dei capolavori assoluti della storia del teatro, un gioiello reso immortale dalla splendida edizione strehleriana del 1947, tuttora in repertorio al Piccolo Teatro di Milano, rappresentata in tutto il mondo e applaudita  anche nel nostro massimo, con Ferruccio Soleri assoluto Arlecchino. 
Ma ciò che rende sempre vivo e interessante il teatro è la possibilità di rileggere ogni capolavoro seguendo inediti percorsi creativi e generando nuove interpretazioni: nulla in quest’arte rimane dunque immobile. E così – grazie a Richard Bean, affermato commediografo inglese – anche il testo goldoniano diviene oggetto di una nuova riflessione e rivive in One Man, Two Guvnors accolto con clamoroso successo in Inghilterra, dove al debutto nel 2011 al National Theatre di Londra per la regia di Nicholas Hytner sono seguiti un tour nazionale, tante repliche nel West End, molti premi e l’anno successivo l’esordio a Broadway.
Pierfrancesco Favino – uno degli attori di maggior talento impostosi negli ultimi anni anche a livello internazionale, vincente sul grande e sul piccolo schermo come sul palcoscenico, che sa ospite al Teatro Verdi di Salerno da questa sera (ore 21), sino a domenica 10 (ore 18,30) – Servo per due arriva in Italia e diviene il fulcro di un progetto sulla Commedia dell’Arte rivisitata in chiave moderna. Laboratori sull’acrobazia, sull’uso della maschera, sul canto, sulla commedia dell’arte e sulla clownerie stanno impegnando da mesi gli attori del Gruppo Denny Rose che hanno preso parte a un work in progress molto interessante, al fine di declinare la potente espressività di questo classico secondo tecniche e sensibilità attuali. Ne nasce una commedia di assoluto divertimento, impetuosa dal punto di vista verbale e visivo, coinvolgente (sono irresistibili i momenti d’improvvisazione e interazione con gli spettatori), arricchita da un’accesa componente musicale dal vivo e da una formula strutturale insolita. Il cast dello spettacolo è infatti formato da oltre una ventina di attori che – suddivisi in due compagnie – si alterneranno nel corso della tournée.È già stato definito l’ottimo assieme che applaudiremo a Salerno al fianco di Favino che assume il ruolo del protagonista, oltre a firmare – assieme a Paolo Sassanelli – la regia dello spettacolo, e con Marit Nissen e Simonetta Solder la traduzione e l’adattamento. L’azione si svolge a Rimini negli anni Trenta: Pippo, moderno Arlecchino, per non soffrire i tormenti della fame – che lo ossessiona sopra ogni cosa – decide di servire due padroni. Negli anni Trenta a Rimini, Pippo, il nostro moderno Arlecchino ha appena perso il lavoro e si ritrova depresso, senza soldi e senza la possibilità di poter mangiare. Essendo ossessionato dal cibo è disperato, comincia a cercare un nuovo mestiere e dopo vari tentativi accetta di lavorare contemporaneamente alle dipendenze di due diversi padroni, trovando così il modo di raddoppiare il suo salario e i suoi pasti. Uno è Rocco, un piccolo malvivente del Nord, ora a Rimini per riscuotere una notevole somma, dopo aver concluso un affare con Bartolo, padre della sua fidanzata Clarice; l’altro è Lodovico, anch’egli noto malfattore. Essere al servizio di due padroni, significherà per Pippo avere anche un doppio carico di lavoro; dovrà ricordare quali ordini e da chi gli verranno impartiti. Dopo un po’ di tempo, frequentando le due case, Pippo scoprirà che in realtà “Rocco”, sotto mentite spoglie, non è altro che la sua sorella gemella: Rachele. Il vero Rocco, infatti, è stato ucciso dal fidanzato di Rachele, Lodovico (l’altro suo padrone). Destino vuole che questi, ricercato dalla polizia, sia nascosto a Rimini e stia aspettando di riunirsi a Rachele. Pippo, quindi, dovrà evitare che i suoi due padroni si incontrino, al fine di scongiurare che ognuno di loro capisca che sta lavorando anche per qualcun altro. Riprende domani, alle ore 18, l’incontro moderato da Peppe Iannicelli tra i protagonisti dello spettacolo in scena al Verdi e il pubblico “Giù la maschera!”.