Positano successo del IX torneo internazionale di Schacchi. Bene Antonio Cinque ed Eugenio Fucito

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Sotto video e foto. Si è svolta nel migliore dei modi la IX edizione del Torneo Internazionale di scacchi a Positano, che ha visto la partecipazione di giocatori provenienti da diverse parti del mondo: Grecia, Russia, Ucraina, Filippine, Francia. Il numero dei partecipanti non è stato molto alto ma in compenso c’erano giocatori molto quotati tra cui il grande Maestro russo Igor Naumkin, il Maestro internazionale filippino Virgilio Vuelban vincitore del torneo magistrale, il più volte Campione d’Italia il Maestro internazionale salernitano Antonio Martorelli, secondo classificato e la Campionessa d’Italia Maria Grazia De Rosa. La manifestazione, organizzata e diretta da Giulio Gargiulo assieme all’arbitro nazionale Giovanni Cervero, ha avuto notevole risonanza a livello mediatico ed avrà sicuri riscontri di interesse per il nostro paese. Tra i successi dei positanesi: Antonio Cinque, secondo classificato nella fascia 1800/1999 acquisisce il titolo di Candidato Maestro ed entra nella ristretta categoria magistrale e Successo dell’undicenne Eugenio Fucito che vince a sorpresa nella fascia Under 16. Nella fascia 1600/1799 vince il Dottor Enrico Scola di Maiori ma associato al Circolo Scacchistico Positanese. Inoltre notevole impressione hanno suscitato i bambini della scuola scacchistica di Sorrento, tra i quali si sono distinti i Fratelli Andrea e Lorenzo Iaccarino, Alice Caneri e Michele Di Leva che meritavano sicuramente qualcosa di più. 

 

Antonio Cinque si avvia a diventare maestro. Un ragazzo di Positano, perla della Costiera amalfitana degli scacchi, che affronta alla pari la campionessa Maria Grazia De Rosa (nella foto) e maestri internazionali venuti da tutto il mondo. E’ solo un esempio di quanto ha fatto e deve continuare a fare l’associazione scacchi a Positano che si è prodigata ad insegnare, con il volontariato degli appassionati, questa nobile arte nelle nostre scuole. 

Su Il Mattino di Napoli, principale quotidiano della Campania, nelle pagine di Salerno, dopo che lo ha fatto Repubblica, un bell’articolo di  Maria Rosaria Sannino che riportiamo. In basso aggiorneremo con i risultati ed un piccolo video di Positanonews: “È lo scacco matto la mossa che già da piccoli molti positanesi imparano a dover dare all’avversario, con strategia, tattica e concentrazione. Riescono a muovere con destrezza re, regina, torri, cavalli, alfieri e pedoni più di un pallone di calcio. Perché il gioco degli scacchi a Positano fa parte quasi del dna dei suoi abitanti, grazie all’influenza che intellettuali russi, fuggiti durante gli anni bui delle guerre, e rifugiatisi in questo angolo «protetto», hanno trasmesso durante la loro lunga permanenza. Questa storia non è frutto di leggenda, ma a dimostrarlo sono campioni che questo comune della Costiera amalfitana può vantare di avere negli albi d’oro, e la nona edizione del «Festival Internazionale di Scacchi, città di Positano» che oggi si conclude. Ed è proprio un russo, Igor Naumkin, insignito del titolo di «Gran Maestro», il campione che sta attirando l’attenzione e la sfida tra i trenta partecipanti che sono arrivati da tutta Italia ma anche dalle Filippine, Ucraina, Serbia e Grecia. «Il nostro torneo è conosciuto e apprezzato – spiega Gianni Cervero dell’Associazione Sportiva Scacchi di Positano – durante questi anni abbiamo avuto eccellenti presenze di campioni come Naumkin, per la terza volta qui. Peccato che questa crisi economica ci ha fatto ridurre i giorni di torneo, da sette a tre». Solo qualche anno fa le scacchiere troneggiavano anche tra le aule delle scuole durante i corsi pomeridiani. Maria Milano, che è stata campionessa d’Italia, aveva sei anni quando ha iniziato a destreggiarsi tra le sessantaquattro caselle, così come Roberta Messina (campionessa under 14) e Antonio Cinque, tutti giovani campioni positanesi nei Giochi della Gioventù. «Purtroppo abbiamo incontrato durante il nostro percorso – dice Cervero – e nel momento di maggiore successo, ostacoli nella stessa scuola che non ci hanno permesso di continuare a tenere i corsi post scolastici, ma una lezione di scacchi vale anche più di un’ora di matematica. Si educa a rispettare gli avversari e anche nella sconfitta a perdere con dignità. Ora – continua con un pizzico di amarezza – ci limitiamo ogni domenica a tenere corsi, tutto gratuitamente e solo per passione». È proprio questa passione nata in Giulio Gargiulo, gallerista d’arte in pensione, ad aver influito nel 2002 nella nascita dell’associazione che oggi presiede. «Ero bambino a fine anni ’40 – racconta Gargiulo – quando ho avuto modo di conoscere alcuni esuli russi come il pittore Ivan Giovanni Zagaruiko e lo scrittore Michail Semenov dalla lunga barba bianca, seduti a giocare dinanzi ad una scacchiera giù alla spiaggia. Ero appassionato da quei gesti lenti, meditati. Dopo che mi videro lì per diversi giorni mi chiesero se volevo imparare a giocare. E da lì è iniziata questa passione che ho a mia volta trasmesso». Così i luoghi di incontro per una partita a scacchi non erano le verande delle dacie o i club di Mosca dove rinchiudersi con temperature polari, ma i bar e dinanzi a soleggiate trattorie che si affacciavano sul mare. Questa passione scacchistica che richiede uguali opportunità, lealtà, responsabilità individuale, doti tattiche, è il miglior lascito che gli intellettuali russi potessero fare a Positano”.