Capo Gestapo seppellito in cimitero ebraico

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Capo Gestapo seppellito in cimitero ebraico

007 occidente pensavano Heinrich Mueller sopravvissuto a guerra

01 novembre, 16:04

di Flaminia Bussotti

Per un diabolico tiro della sorte, carnefice e vittime riposano fianco a fianco sotto la stessa terra: i resti Heinrich Mueller, l’ex capo della temutissima Gestapo, la polizia segreta di Hitler, sono seppelliti in una fossa comune nel cimitero ebraico di Berlino-Mitte, nella Grosse Hamburger Strasse, nel cuore storico della capitale tedesca. Le rivelazioni che hanno davvero del sensazionale sono pubblicate oggi dalla Bild e sono suffragate dallo storico Johanens Tuchel, direttore del Memoriale della Resistenza Tedesca. Il famigerato capo della Gestapo, soprannominato ‘Gestapo Mueller’ tanto veniva identificato con la sanguinaria polizia segreta di stato (Geheime Staatspolizei) del Terzo Reich, era massicciamente coinvolto nella pianificazione e dell’esecuzione dell’Olocausto: un lucido assassino. Con la fine della Seconda guerra si credette che, come tanti altri gerarchi nazisti, fosse riuscito a fuggire. La giustizia e i servizi segreti lo hanno cercato a lungo in mezzo mondo. Il Bnd (i servizi tedeschi) lo individuarono nell’estate del 1949 nella località termale di Karlsbad, nell’allora Cecoslovacchia. In seguito fu indicato in Albania, a Panama, e in Argentina dove si era rifugiato anche il suo sottoposto, il ‘contabile’ dell’Olocausto, Adolf Eichmann. Lo cercava anche il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal, che lo aveva messo molto in alto nella sua lista. Sbagliata anche la pista che Mueller avesse potuto essere stato arruolato da qualche servizio segreto straniero. Adesso, 68 anni dopo, le ricerche di Tuchel fanno luce sul giallo: “Mueller non è sopravvissuto alla fine della guerra” e alla capitolazione della Germania nazista l’8 maggio del 1945, racconta lo storico al tabloid.

“Il suo corpo fu seppellito nel 1945 in una fossa comune nel cimitero ebraico di Berlino-Mitte”. Dopo il suicidio di Hitler il 30 aprile del ’45, Mueller aveva capito che non aveva scampo e il 2 maggio avrebbe annunciato a persone vicine l’intenzione di suicidarsi: aveva appena compiuto 45 anni. Sulla base di documenti di archivio, Tuchel cita la testimonianza di un becchino ch identificò il capo della Gestapo e nell’agosto 1945 lo seppellì insieme ad altri nel cimitero ebraico. La testimonianza però fu trascurata: “E’ incomprensibile che sia stato ascoltato solo una volta dalla polizia”, critica lo storico. Anche in seguito di negligenze ne sono state fatte: negli anni ’50 Walter Lueders, ex membro della pubblicazione nazista Volkssturm, raccontò di avere visto il cadavere di Mueller nel giardino della cancelleria del Reich; e nel ’55 l’ufficio per informazioni sulla Wehrmacht di Berlino est (siamo già nella Ddr) aveva appreso che Mueller era sepolto nel cimitero ebraico (pure nel settore est allora). Secondo le ricerche di Tuchel, il corpo di Mueller sarebbe stato trovato nell’agosto del ’45 da un commando addetto alla sepoltura in una fossa provvisoria vicino al ministero dell’Aviazione del Reich (sede oggi del ministero delle Finanze) e venne anche identificato con certezza: indossava una divisa da generale e nella tasca interna destra della giacca c’era la tessera di servizio con una foto. Come altri 2.500 cadaveri, Mueller fu recuperato dalle rovine dei bombardamenti e portato nel cimitero ebraico della Grosse Hamburger Strasse, dove fu seppellito in una delle tre fosse comuni esistenti. Nel 1942 il cimitero fu requisito dalla Gestapo e adibito a campo di raccolta per i 55.000 ebrei che vennero deportati nei campi di concentramento di Auschwitz e Theresienstadt. L’anno dopo la Gestapo distrusse il campo. Adesso sotto quella terra giacciono i resti di uno dei peggiori carnefici della Shoah accanto a quelli di tante sue vittime e illustri ebrei, come il filosofo Moses Mendelssohn (1729-1786). Impossibile dire ora se sarà possibile recuperare i resti di Mueller e rendere onore agli altri: che si trovino a riposare insieme è una “mostruosità di pessimo gusto”, ha commentato il presidente del Comitato Centrale degli Ebrei in Germania, Dieter Graumann

 

ANSA 01 novembre, 16:04

 

Inserito da Alberto Del Grosso