Il falso rinnovamento del teatro Arbostella

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Gino Esposito ha spaccato la storica Associazione teatro Comico Salernitano, fondandone un’altra dal nome assonante “Compagnia Comica Salernitana”, impadronendosi di fatto dello spazio comunale

 

Bufera sul teatro Arbostella, uno dei tanti spazi comunali, salvato dall’amianto, in cui nel tempo, precisamente dal 2005, persone come Tommaso D’Angelo, presidente in carica dell’ Associazione Teatri Uniti, e diversi appassionati di quest’arte, di alta caratura culturale, a fianco di un Gino Esposito, cui otto anni or sono, fu affidata la direzione artistica, hanno fatto crescere, conquistando prima un quartiere che non aveva strutture, poi un pubblico sempre più numeroso, è divenuto oggi,un luogo che viene svenduto addirittura per assemblee condominiali. Il teatro è vita non in senso mimetico o naturalistico, e neppure soltanto metaforico, ma in quel senso speciale, comune agli uomini di teatro completi che attraverso il teatro hanno vissuto. Il teatro è una finestra in cui si svolge la commedia umana e artistica un palcoscenico sempre mobile, sempre aperto sull’umanità, sulla natura, sulla strada, per questo sacro. Nel 2009 Gino Esposito, senza il parere di alcuno, costituì due associazioni dalle ceneri dello storico Gruppo Umoristico Salernitano: l’Associazione Teatro Arbostella per la gestione del Teatro presieduta dalla nuora, Immacolata Caracciuolo, e dal figlio Arturo Esposito e l’Associazione Teatro Comico Salernitano per la gestione della Compagnia presieduta dall’Avvocato Ascanio Ferrara con Tonino Di Folco in veste di direttore artistico. Le due associazioni costituivano due facce della stessa medaglia. Entrambe avrebbero, in accordo tra loro, gestito il teatro: la prima dal punto di vista organizzativo, amministrativo, contabile e fiscale, la seconda, di cui faceva parte pure Gino Esposito, autonominatosi direttore artistico dello spazio teatrale, avrebbe dovuto scegliere l’indirizzo del cartellone, le opere da rappresentare. Sta di fatto che, mentre l’associazione Teatro Arbostella ha gestito il teatro in maniera autonoma, a proprio uso e consumo, l’associazione storica non ha mai potuto decidere alcunché, né riguardo gli spettacoli (scelta dei titoli, dei registi, degli attori), né riguardo la propria attività. Ogni decisione, di qualsiasi natura e genere, era assunta esclusivamente da Gino Esposito, che ha accentrato, così, tutto nelle sue mani, “utile” e dilettevole. La Compagnia avrebbe voluto rinnovare il repertorio rappresentando commedie più nuove e attuali, come peraltro richiesto da parte considerevole del pubblico, anche attraverso i questionari che, alla fine di ogni stagione teatrale, si richiedeva di compilare per suggerimenti che aiutassero la struttura e il Teatro a crescere. La risposta è stata sempre che il pubblico dell’Arbostella vuole solo ridere, ridere e ridere! Nel momento in cui alcuni membri dell’Associazione Teatro Comico Salernitano hanno cominciato ad opporsi a tale modo di agire, sempre più arbitrario e ingiustificato, sono stati estromessi dagli spettacoli e deliberatamente messi da parte da ogni tipo di attività. Nel mese di novembre dello scorso anno la compagnia ha approvato un protocollo d’intesa da sottoporre ai gestori delle casse del teatro che prevedeva in sintesi quanto segue: la associazione, quale compagnia stabile, avrebbe curato (come sarebbe dovuto già essere) l’aspetto artistico del teatro, l’altra l’aspetto gestionale. Tale proposta, naturalmente, è stata del tutto ignorata. L’Associazione Teatro Comico Salernitano, i cui membri hanno materialmente costruito il Teatro, dedicandosi allo stesso con passione e sacrificio, è stata completamente esclusa dalla stagione teatrale che ha preso il via ai principi d’ottobre, e questo solo perché due componenti della Compagnia, proprio quelli che avevano apertamente denunciato lo stato di cose venutosi a creare, non erano più graditi all’Associazione di gestione del teatro. Manifestamente è stato intimato da Gino Esposito di buttar fuori dall’associazione queste due persone per poter continuare a recitare sul palcoscenico del teatro Arbostella. Al posto dell’Associazione Teatro Comico Salernitano è stata messa la Compagnia Comica Salernitana, da subito indicata come compagnia stabile del Teatro, affidata a un fedele seguace di Gino, il caratterista Giovanni Bonelli. Da ultimo, si deve sottolineare che in agosto si è svolta la IV edizione dell’Arena Arbostella, manifestazione richiesta dal Comune di Salerno e finanziata, nelle prime due edizioni, con i soldi della associazione Teatro Comico Salernitano. Così come si evidenzia il fatto che alcuni membri della vecchia Compagnia hanno svolto laboratori teatrali, a titolo gratuito, salvo poi essere messi da parte quando i laboratori sono diventati a pagamento e affidati a persone estranee al Teatro. Dispiace dover ancora una volta ri-affermare con Kant che la bellezza dell’ arte sta nella “finalità senza scopo”. Sul piano della promozione culturale, l’obiettivo primario di una vera associazione di teatro amatoriale non è certo quello di far fruttare lo spazio assegnatole in qualunque modo, quanto piuttosto di “portare la gente a teatro”, favorendo la conoscenza degli autori, delle opere e degli interpreti in modo efficace e soprattutto non elitario, cercando di allargare gli orizzonti di ogni produzione, spaziando dal comico alla riflessione, invitando i giovani a fare teatro, ad entrare in scena da protagonisti. L’incanto del palcoscenico, la presenza “viva” degli attori, l’unicità dell’evento che si rinnova a ogni rappresentazione, il buio della sala che avvolge e sublima le emozioni del pubblico sono tutti elementi irriproducibili dello specifico teatrale. Il teatro ha a che fare con l’immediatezza, con la creazione nell’istante, con l’atto che muore nello stesso momento in cui si compie, con la perdita e l’illogicità di un luogo, di un tempo, con l’irripetibilità della storia, quindi della vita stessa.