Ponte di Ognissanti Turismo bene per Sorrento Capri e Amalfi

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Ponte di Ognissanti Turismo bene per Sorrento Capri e Amalfi , l’area della penisola sorrentine e costiera amalfitana, favorite dal bel tempo vanno bene ma in Campania Nemmeno il ponte di Ognissanti sfugge alla crisi: il clima generale di sfiducia e le ridotte disponibilità economiche spingono gli italiani ad ignorare il primo “weekend lungo” della stagione, opportunità utile per un viaggio dopo aver archiviato le vacanze estive. Secondo le rilevazioni di Assoviaggi, l’associazione delle agenzie di viaggio di Confesercenti, per il prossimo ponte le prenotazioni verso l’estero sono in flessione fra il 12 e il 20%. In calo anche il movimento turistico in Italia, dove a tenere sono solo Ischia, Capri, costiera amalfitana e sorrentina (in leggera crescita favorite anche dal clima temperato) e le città d’arte come Firenze, Roma e Venezia. Queste ultime, infatti, mantengono un forte appeal anche se per un turismo mordi e fuggi (2 o 3 giorni di soggiorno). William Hill Sport “Ormai la situazione economica in cui versa l’Italia e l’instabilità politica del non fare hanno letteralmente sconvolto ogni possibile ipotesi previsionale dei movimenti turistici”, commenta Amalio Guerra, presidente di Assoviaggi. “La perdita di disponibilità economica degli italiani ha ridotto ulteriormente i budget di spesa per vacanze e si viaggia appena ci sono le offerte, anche fuori dai periodi canonici”, prosegue. Sui movimenti verso l’estero pesa anche il perdurare della crisi dell’area mediterranea, in particolare in Egitto e sul Mar Rosso, che ha causato perdite economiche notevoli, frenando le prenotazioni verso mete precedentemente molto gettonate dai visitatori italiani. “In questo frangente – spiega Guerra – i tour operator hanno perso un’opportunità nel gestire in maniera costruttiva questa destinazione non offrendo le necessarie garanzie sul viaggio e sulla cui scelta ha influito negativamente anche il parere di pericolosità espresso dall’Unità di Crisi della Farnesina. Molti punti sulla gestione dei rapporti tra organizzazione e intermediazione, se discussi con spirito costruttivo, aiuterebbero sicuramente in questa particolare situazione”. Anche le destinazioni europee registrano una flessione, influenzata in parte dal fenomeno della prenotazione online, effettuata autonomamente da clienti spesso inconsapevoli che i servizi così acquistati non hanno alcuna garanzia in caso di rinuncia o modifiche, o che possono nascondere delle trappole. Per quanto riguarda il mercato italiano, dalle rilevazioni di Assoviaggi emerge come la crisi abbia modificato le modalità di vacanza dei nostri concittadini, che riducono la permanenza e sfruttano sistemazioni presso amici o parenti, non producendo, così, entrate dirette per il settore. Si riscontra poco movimento per quasi tutte le destinazioni tradizionali del periodo: ferma soprattutto la montagna, a causa del maltempo; si attende la presenza della neve per rilevare cambiamenti sensibili. “L’incertezza sugli scenari futuri – conclude il presidente di Assoviaggi, Guerra – non aiuta certo il comparto turistico. Il settore delle agenzie di viaggio necessità di interventi urgenti e di una lungimirante strategia da parte delle politiche del settore. Diversamente, si profila il rischio reale che centinaia di agenzie di viaggio chiudano per sempre i battenti, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’aggravarsi della crisi di un settore che garantisce sicurezza per il turista, servizi di qualità, accoglienza e professionalità”. Fonte Metropolis