L’Avellino punta al primo colpo esterno con la trasferta in casa del Cittadella

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Avellino. Continuare a correre e continuare a dimostrare. Perché l’Avellino non vuole certo fermarsi, non ora, non contro una diretta avversaria per l’obiettivo iniziale, chiamato salvezza. Al «Tombolato» (ore 20,30) la squadra è attesa dal Cittadella. Un posticipo nel posticipo dovuto ad una fiera del mobile che si svolge nei pressi dello stadio. Due giorni in più per lavorare, anche se poi domenica si torna in campo per l’attesa sfida contro il Palermo. «Ma ora – spiega un Rastelli come al solito pensieroso – la concentrazione mia e dei ragazzi è rivolta solo alla partita di stasera. Il Cittadella parte piano ogni anno, senza il favore dei pronostici, ma alla fine mantiene sempre la categoria. Foscarini è un allenatore bravo ed esperto. È una formazione compatta, in cui i giocatori si aiutano molto: è la classica squadra di serie B, capace di mettere in difficoltà chiunque». E allora distrarsi o montarsi la testa non è possibile. «Non credo che succederà, il nostro motto è proprio quello di rispettare l’avversario e di stare sempre in guardia, sempre attenti e sul pezzo. A maggior ragione se di fronte hai un avversario che lotta per il tuo stesso obiettivo. I punti in palio valgono doppio, sono ancora più preziosi del solito, e la squadra lo sa bene». Le emergenze questa volta per Rastelli sono più serie del previsto. Oltre alla pioggia di diffidati in difesa, saranno tre le pedine fondamentali assenti: Terracciano, Fabbro e Castaldo. Problemi muscolari di varia natura li hanno costretti a rimanere a casa, inutile rischiare proprio per evitare infortuni più lunghi. Tra i pali torna Seculin, titolare ad inizio campionato, con Izzo, Peccarisi e Pisacane davanti a lui. A centrocampo in mezzo ci saranno sempre D’Angelo, Arini e l’ex Schiavon («Se segno esulto», ha sottolineato qualche giorno fa), ma non si esclude l’impiego di Massimo. Sulle fasce Zappacosta e Bittante. In attacco spazio all’inedita coppia, che ha ben impressionato soprattutto durante le gare di Coppa Italia, Soncin-Galabinov, con Biancolino che torna, dopo l’infortunio della scorsa settimana, in panchina. «Non lo dico per ruffianeria – continua Rastelli – ma credo che, sia quest’anno che lo scorso, non ci sia mai stata differenza trai titolari e le cosiddette riserve. Tutti sono all’altezza della situazione, tutti sono pronti a dare il proprio contributo anche se con motivazioni diverse, ma indirizzate tutte alla vittoria sul campo». Due sconfitte e due pareggi, alla squadra manca la prima vittoria esterna della stagione. «Ogni trasferta potrebbe essere quella buona per conquistare un successo pesante. Ora sarà fondamentale muovere la classifica. Guardiamo sempre al quart’ultimo posto. Dobbiamo mantenere il nostro equilibrio senza esporci troppo. I risultati di sabato sono stati abbastanza positivi (con un pareggio l’Avellino sarebbe a 19 punti con il Crotone ndr), per questo ora tocca a noi». E al «Tombolato», nonostante il turno infrasettimanale e serale, ci saranno almeno trecento tifosi a sostenere Galabinov e compagni. Molti in arrivo da tutto il Nord, da Milano come da Modena. «Questo non ci stupisce più di tanto – conclude Rastelli – perché l’amore dei nostri supporter, dalla vittoria del campionato scorso ad oggi, è solo un crescendo. Cercheremo come sempre di non deluderli e di permettere loro di continuare a sognare». (Titti Festa – Il Mattino)