Lettere da Piano di Sorrento – Il Premio Arturo Esposito

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO. IL PREMIO ARTURO ESPOSITO. Con un’aggressiva cartellonistica in loco, si è pubblicizzata la XVIIIa edizione del premio Arturo Esposito in Penisola Sorrentina. Senza voler entrare nei meccanismi di articolazione di questo famoso premio, ho saputo dall’opposizione che questa XVIIIa edizione è nata con due delibere della Giunta Comunale di Piano di Sorrento, la 183 dell’11 luglio 2013 e, successiva, n. 213 del 12 settembre 2013: approvazione del progetto con schede tecniche allegate, il tutto inviato alla Regione che ha finanziato un contributo di 160 o 150 mila Euro. So che vi è stata un’interpellanza della consigliera comunale avv. Anna Iaccarino sull’approvazione e finanziamento del progetto e la risposta dell’Amministrazione non ha soddisfatto l’interpellante. In buona sostanza l’avv. Iaccarino rilevava delle discrepanze tra i dati nella relazione, inviata alla Regione, e quelli contenuti nella delibera di Giunta. Rilevava, altresì, la Iaccarino che, in un primo tempo, si erano fatti nomi di prestigiosi interventori, tipo Erri De Luca o Giorgio Faletti, nomi poi stralciati successivamente dal progetto. So, infine, che il Sindaco, nel criticare la contestazione della Iaccarino avrebbe detto che era meglio se i soldi pubblici venissero presi da Piano di Sorrento invece di essere dirottati su altri progetti, presentati da altri Comuni (forse di serie B?). Questa affermazione del Primo Cittadino, se è vera, è di per sé grave.Tengo a precisare, ancora una volta, che, pur non essendo depositario di verità, esprimo le mie personali opinioni. Si è giustificato questo premio perché avrebbe portato maggiori arrivi e presenze turistiche in Penisola Sorrentina e comunque un rilancio economico e turistico positivo per il nostro paese. Se con questa iniziativa si sono profetizzati eventi positivi per il nostro paese, ebbene, avete fatto “palla corta”; questa iniziativa non ha alcun sapore culturale, né è foriera di rilanci turistici nel paese. Ho massimo rispetto per Arturo Esposito, da me personalmente conosciuto, uomo buono e di temperamento artistico, ma purtroppo il suo nome è soltanto un pretesto. Se con questo premio si è voluto camuffare le magagne che affliggono il binomio cultura-ambiente e allora non ci siamo. Piano di Sorrento resta nel suo provincialismo culturale, rimane nella distruzione dei suoi giardini, adattati a box-garages, in quella invivibile vita quotidiana, per tutte le mistificazioni ambientali rese nel tempo, rimane in quella Piazza Cota imprigionata dal traffico e dal benzene, rimane in quelle spiagge (Ripa di Cassano) belle a vedersi da lontano, ma dove i lidi sono stati stravolti dai privati in danno della demanialità e dove il mare, puntualmente ad ogni stagione, si presenta sporco per difetto di depurazione. Se vogliamo camuffare, ripeto camuffare, il nostro turismo con queste iniziative, fatelo da soli senza prenderci per i fondelli. Ossequi. (avv. Augusto Maresca)

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