Pagani l´ex segretaria Perongini chiede 100.000 euro

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 Ivana Perogini, ex segretario generale del Comune di Pagani, ha chiesto oltre 100 mila euro all’Ente. L’ingente cifra è il compenso percepito dai suoi legali, Sergio Perongini e Giovanni Falci, per difenderla dall’accusa di subornazione di testimoni. Infatti, il luglio scorso è stato archiviato il procedimento penale a carico dell’ex segretaria comunale e direttore generale del Comune. A disporlo il gip del tribunale di Salerno Dolores Zarone, che ha chiuso la vicenda giudiziaria partita proprio alla vigilia del processo “Linea d’ombra”, il 28 febbraio 2012, quando la procura di Salerno notificò alla Perongini l’avviso di garanzia per l’accusa intralcio alla giustizia per favoreggiamento. A questa richiesta di risarcimento si opporrà la commissione prefettizia di Palazzo S. Carlo, perché fanno sapere da Comune, la dottoressa Perongini non è stata assolta con formula piena, ma semplicemente la sua posizione è stata archiviata. Secondo le accuse della Procura la Perongini fece pressioni su Leonilde Bonaduce, Rosa Ferraioli e Giuseppe Serritiello, tutti e tre funzionari del Comune, al fine di “addolcire” le loro deposizioni di accusa nei confronti di Gambino. La pronuncia di archiviazione lo scorso mese di luglio, richiesta dagli stessi sostituti procuratori che avevano inviato l’avviso di garanzia, aveva chiuso la vicenda, con l’intervenuto deposito di memoria difensiva e richiesta di interrogatorio da parte dei suoi legali. L’ex segretaria generale del Comune fu sentita quale teste e indagata con il suo nome che era comparso nell’integrazione investigativa su presunti tentativi di condizionamento dei testi. Non è la prima volta che un ex segretario generale dell’ente chiede soldi al Comune per vicende penali in cui sono stati coinvolti nello svolgimento della propria attività. Anche Antonio Marino Cerrato, segretario a Palazzo S. Carlo per un breve periodo a cavallo tra il 2006 e 2007, tra la prima e seconda amministrazione Gambino, ha deciso lo scorso mese di maggio di richiedere all’Ente la somma di denaro di 94 mila euro. Immediato anche in questo caso l’opposizione della commissione prefettizia. Il professionista ha citato il Comune davanti al Tribunale di Nocera Inferiore a causa del mancato rimborso delle spese legali sostenute per la sua difesa in un giudizio penale aperto a suo carico e inerente al lavoro svolto presso l’Ente. Gerardo Vicidomini