Spaccio a Sorrento i giudici è preoccupante ma la politica tace

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Spaccio a Sorrento i giudici è preoccupante ma la politica tace.. Oramai abbiamo perso il conto degli arresti e misure cautelari di questi giorni in Penisola sorrentina e Castellammare di Stabia sulla droga su Positanonews arrivano vari commenti, fra i quali quello che riguarda i politici , totalmente assenti  , oggi un bell’articolo su Metropolis di Salvatore Dare, i giudici parlano i politici no.. triste.. Sono coloro in cui i cittadini onesti ripongono le proprie speranze. Sono quelli che danno l’anima, dalla mattina alla sera, pur di fermare l’escalation di droga che sta proseguendo ad avvolgere la penisola sorrentina. Rischiando di ammazzarla, di stenderla al tappeto, una volta per tutte. Non è solamente una semplice questione di età, sesso o famiglie benestanti o meno. Qui cocaina, eroina e hashish viaggiano a fiumi indipendentemente dai requisiti sociali. «E quello che becchiamo, purtroppo, siamo consapevoli che rappresenta una piccola parte» scuote il capo uno degli «007» che ne ha viste di cotte e di crude nel corso della sua lunga carriera professionale, passata a lottare la criminalità. Sono loro, carabinieri, finanzieri, poliziotti e magistrati, che sul campo, sul territorio, offrono i propri «servigi» alla legalità, alla Procura della Repubblica, ai pm titolari delle inchieste, degli accertamenti, dei casi. Ed è grazie a loro che, talvolta, arrivano le retate, che sono un po’ come quando si va a pescare con le reti. Si tira a bordo di tutto, ma il mare rimane in ogni caso pieno di materiale. In questo caso, di sostanze stupefacenti. Nell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione «Lucignolo» eseguita dai carabinieri di Sorrento e Piano, c’è un ampio capitolo in cui il giudice delle indagini preliminari, Giovanni De Angelis, colui che ha materialmente firmato l’intero provvedimento di oltre 100 pagine, e che ha portato dietro le sbarre 4 spacciatori, più 3 ai domiciliari (senza dimenticare le altre 7 persone iscritte nel registro degli indagati e individuate dalle forze dell’ordine come terminali di quella già ribattezzata «holding della droga» in penisola sorrentina»), descrive con precisione gli assetti del traffico illegale di droga. E lo fa con spiccata freddezza, rilanciando nuovamente un allarme, probabilmente, troppe volte rimasto inascoltato. Pure dalle istituzioni. Il gip del Tribunale di Torre Annunziata è chiaro. Il magistrato parla di «gravissime modalità e circostanze dei fatti e per la loro personalità». Quindi, riferendosi agli indagati, «sussiste il concreto pericolo che commettano gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede, delitti per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni. Le esigenze cautelari – continua il giudice D Angelis – appaiono davvero pressanti e non ulteriormente differibili, occorrendo porre un freno al mercato della vendita di sostanze stupefacenti (massimamente eroina e cociana, ma anche marijuana ed hashish, oltre al metadone cd al subutex) radicato nel cuore della penisola sorrentina, e che vede gli odierni indagati quali attivissime cellule impegnate nell’attività illecita». Il quadro è inconfondibile. Stando al resoconto messo a punto dal gip, quella smantellata l’altro giorno dai militari dell’Arma, era «una cellula di trafficanti di droga attiva operante in questo “settore” con efficienza e puntualità e quantomeno nei segmenti dell’acquisizione di quantitativi di droga nonché della successiva fase di cessione quotidiana della sostanza ad un’ampia platea di clienti. Con le investigazioni effettuate, in particolare, è stato possibile ricostruire ed analizzare un consistente mercato di droga: le operazioni di ascolto hanno consentito di acclarare l’esistenza di una rete di spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere, attuata, dai soggetti indagati, in maniera autonoma o concorrente, a seconda dei casi e delle necessità. Gli indagati, infatti, oltre ad essere assuntori in prima persona di tali sostanze, si premurano di rifornire la cerchia degli amici, anch’essi assuntori di sostanze stupefacenti. Non disdegnando, in alcuni casi, di lucrare differenze di prezzo tra quanto speso per l’acquisto (solitamente effettuato in “piazze di spaccio” conclamate, quali Torre Annunziata e Napoli) e quanto ricavato dalla cessione». Una montagna di elementi ha portato il gip a dare l’ok all’Arma su richiesta del pubblico ministero che ha coordinato le indagini – Mariangela Magariello – che hanno riguardato un periodo di tre mesi, compreso fra settembre e dicembre del 2011.