Poker dell´Avellino ai danni del Carpi

0

 Marco Ingino
AVELLINO. La legge del Partenio-Lombardi è uguale per tutte, grandi o piccole che siano. Dopo Novara, Ternana, Empoli e Bari, ieri pomeriggio, a farne le spese è stato il Carpi travolto con un poker di gol. Finora l’unica compagine a lasciare l’Irpinia con un punticino in tasca è stato il Varese.
Numeri e cifre da primato anche se Rastelli sostiene di aver vinto «uno scontro diretto» ma ormai, con il passare delle giornate, sono sempre in meno a credergli. Come dar torto, del resto, ai tifosi che sognano ad occhi aperti nel vedere una squadra che cresce in maniera esponenziale e per archiviare la pratica Carpi ci ha messo appena cinque minuti? Nemmeno il tempo di annotare il ritorno in formazione di Galabinov, Arini e Peccarisi, infatti, che i lupi al 45esimo secondo sono già in vantaggio: verticalizzazione di Bittante per Castaldo che fa da torre ed innesca Galabinov. Il bulgaro con un colpo di tacco mette a sedere Poli e Pesoli e di destro gonfia il sacco. Gol d’autore per un gigante di quasi due metri.
Al quinto, però, l’Avellino ha già chiuso la partita: D’Angelo raccoglie una respinta corta della difesa ospite e di sinistro, complice una deviazione, spedisce la sfera all’incrocio dei pali. Per il centrocampista di Ascea è il secondo sigillo consecutivo in altrettante partite casalinghe. Per poco al 25′ l’unico superstite della serie D non fa tris con un destro esploso dal limite che si spegne di un metro lontano dai pali di Kovacsic. Per sporcarsi i guantoni, invece, il suo collega Terracciano deve attendere quasi la mezz’ora quando Memushaj ci prova da trenta metri.
In campo c’è solo l’Avellino che sul capovolgimento colpisce la traversa, quasi involontaria, su tiro cross di un inesauribile Zappacosta. Galabinov, sempre in agguato, conclude l’azione alzando troppa la mira del suo colpo di testa. Il bulgaro si rifà con gli interessi al 35′ quando chiude una triangolazione da applausi che si sviluppa tutta di prima sull’asse Zappacosta-D’Angelo-Castaldo. L’ex molosso libera sul fondo D’Angelo che rimette in mezzo un pallone al bacio per lo stesso Castaldo. Il numero 10 di casa cicca incredibilmente la sfera a cinque metri dal portiere ma dietro di lui, come un falco, c’è l’ex Gubbio che fa esplodere per la terza volta il Partenio-Lombardi. Nella ripresa Vecchi prova a giocarsi le carte Inglese e De Vitis che portano maggiore vivacità al reparto offensivo. Proprio Inglese, dopo aver costretto Peccarisi a fermarlo con le cattive, al 9′ chiama Terracciano alla parata istintiva in corner. L’Avellino attende lo sfogo dell’avversario e al 15′ si rifà vivo con una conclusione di Zappacosta sulla quale Castaldo per poco non trova la deviazione vincente. La gara si incanala sul binario della noia e Rastelli richiama il match winner Galabinov per far posto a Soncin. A ridestare l’attenzione del pubblico ci pensa allora Porcari. L’ex al 34′ indovina il destro dal limite che fa secco Terracciano costretto, dopo 310 minuti di imbattibilità casalinga, a raccogliere il pallone dal sacco. I biancoverdi non si perdono d’animo e sfiorano il poker con Soncin che innescato dal solito Castaldo spara sul portiere. Sul finale della partita, però, il Cobra è velenoso e su assist di Schiavon disegna una parabola perfetta come la partita dell’Avellino. Finisce così con i tifosi ad osannare la Rastelli band, quarta in classifica ad un quarto del cammino