Lettere da Piano di Sorrento- Giugliano…un paese "rifiutato"

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO GIUGLIANO…UN PAESE “RIFIUTATO” Gli abitanti di Giugliano in Campania sono scesi in piazza, per protestare e, certamente, non si può dare loro torto, dal momento che è in pericolo la loro vita e quella dei loro cari. Nella zona della discarica, infatti, fra Caserta e Napoli, si sono rinvenuti rifiuti tossici che hanno avvelenato 20 Km di territorio, e non solo, ma i terreni non sono più risanabili. Inoltre l’incidenza di mortalità per tumore è aumentata dal 15 % al 45 %, rispetto alle altre zone d’Italia. Ora che i giuglianesi protestino per l’assenza dello Stato, per il mancato e/o insufficiente controllo e difesa del territorio, per la mancanza di lavoro (penalizza soprattutto i giovani): cause principali delle infiltrazioni mafiose, autrici, appunto, del seppellimento dei rifiuti tossici nel sottosuolo di quella che fu la “Campania felix”…va bene! Ma non è un po’ tardi, intendo dire, non si sono svegliati un po’ in ritardo? Del seppellimento dei rifiuti, della manovalanza, utilizzata per le operazioni, e reclutata dalla Camorra fra la povera gente, si è sempre saputo; ne hanno parlato la stampa e le televisioni; l’abbiamo appreso dal libro “Gomorra” di Roberto Saviano, e ne è stato anche tratto un film dall’omonimo titolo, interpretato da quell’efficacissimo attore napoletano, Toni Servillo. È vero lo Stato è rimasto inerte sul problema; i politici non hanno fatto abbastanza, anzi non hanno fatto niente…ma i giuglianesi si passino, però, un poco la mano sulla coscienza (e ce la dovremmo passare anche noi tutti): l’avvelenamento di questi terreni non è pure colpa loro e nostra? Perché il popolo si ribella soltanto ora? Perché quando si verificano fatti e misfatti della malavita organizzata si chiudono gli occhi, si fa finta di niente pur sapendo, si tace, si è omertosi? Perché vi è indifferenza (da considerarsi peccato mortale) da parte di tutti coloro che hanno visto, hanno saputo, hanno taciuto? Posso capire la diffidenza del cittadino verso le Istituzioni; posso capire il cittadino zelante, per bene, fa il proprio dovere e resta, talvolta, sopraffatto dalla ferruginosa macchina burocratica italiana; a volte funzionari incapaci o corrotti ostacolano o vanificano le iniziative di cittadini degni di questo nome. Ma proprio per questo occorre ribellarsi, nell’ambito del proprio diritto, ribellarsi contro le inefficienze, incapacità di chi ci amministra, contro le corruttele e le illegalità tutte che soffocano il Paese; soltanto in questo modo si possono combattere le ingiustizie e quindi le Mafie. Che fine ha fatto quello spirito, tipicamente partenopeo, di indignazione e di volontà reattiva delle famose 4 giornate di Napoli? (Avv. Augusto Maresca)

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