Troppe buche e cani randagi e il sindaco che fa? Emette un’ordinanza con la quale stabilisce l´installazione di cartelli

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Troppe buche e cani randagi e il sindaco che fa? Sembra che si arrende e anziché comunicare che chiuderà le buche o combatterà i randagi, emette un’ordinanza con la quale ordina l’installazione di cartelli dall’eloquente titolo: “Attenzione strade dissestate: piene d’insidie e trabocchetti – possibile presenza di cani randagi”, e stabilisce preventivamente di che è la responsabilità È vero che negli ultimi danni le richieste di danni cosiddetti “da insidia e trabocchetto” per buche e randagi sulle strade dei nostri comuni sono aumentate vertiginosamente, andando ad incidere anche sui bilanci delle amministrazioni, ma anziché fare prevenzione gli stessi enti se le inventano di tutte i colori. Ma ciò che ha fatto un sindaco di un comune campano ha del clamoroso, per non dire incredibile. Proprio l’altro ieri 14 ottobre il sindaco del comune di Pignataro Maggiore in provincia di Caserta, come segnalatoci da un cittadino, ha avuto il coraggio di emettere un’ordinanza con la quale avverte tutti, si legge testualmente: “Gli Avvocati, i conducenti degli autoveicoli e motoveicoli, nonché i pedoni che le strade della… cittadina sono piene di insidie e trabocchetti, per cui ogni richiesta di risarcimento danni alle cose o alle persone, è addebitabile all’imprudenza, negligenza e/o imperizia del conducente e/o del pedone…”. Insomma, il beneamato sindaco, si sostituisce preventivamente ai giudici che normalmente hanno la cognizione sulle controversie insorte preveggendo prima che accada un fatto di chi possa essere la causa di una caduta o la responsabilità se un randagio attraversa improvvisamente la strada e viene investito ed ordina, fra l’altro, l’installazione di cartelli dall’eloquente titolo: “Attenzione strade dissestate: piene d’insidie e trabocchetti – possibile presenza di cani randagi”, È la prima volta, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che leggiamo un provvedimento del genere utilizzato quale tentativo, per la verità un po’ maldestro per non dire comico, di inventarsi una scriminante e che siamo certi non verrà preso assolutamente in considerazione dai giudicanti che dovessero essere investiti delle controversie insorte, perché la responsabilità per le cose in custodia, come risulta essere comprovato da costante giurisprudenza maggioritaria, dipende sempre dal cosiddetto custode se il danneggiato prova l’evento. Forse sarebbe stato più serio pensare ad un piano straordinario per la gestione delle strade e la lotta al randagismo, ma di questi tempi, si sa, le casse dei comuni sono ridotte all’osso.