Cava de´ Tirreni. Proseguono senza sosta le ricerche della campana simbolo del Castello di Sant’Adjutore

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Cava de’ Tirreni. Continuano le ricerche della campana trafugata dal Castello di Sant’Adjutore a Cava de’ Tirreni nella notte tra lunedì e martedì scorso. Nello sconcerto e nell’incredulità più totale tutta la cittadinanza metelliana, che ancora non riesce a spiegarsi come sia potuto accadere e riversa le sue speranze nelle indagini affinché si riesca a trovare il prezioso monumento ed a mettere le manette ai polsi dei sacrileghi responsabili. Intanto i cavesi amanti della tradizione, con in primis i soci dell’Ente Montecastello, non restano con le mani in mano e, pur confidando nel recupero, allo stesso tempo si preparano a lanciare un’immediata sottoscrizione per una nuova campana. Altro che emergenza sicurezza e allarme furti in città: l’episodio verificatosi all’inizio di questa settimana ha superato ogni limite e per la città dei portici rappresenta una vera e propria offesa alla propria memoria e alla propria storia. Già il fatto che ignoti malfattori, quasi certamente non cavesi, abbiano osato profanare uno dei siti storici più rappresentativi di Cava, come il Castello di Sant’Adjutore, fa rabbia; ma quello che fa infuriare e fa dilagare il rammarico è che una delle campane, quella più piccola, i cui rintocchi echeggiavano in tutta la valle durante le rievocazioni storiche e religiose, è ora scomparsa. Il suono del prezioso strumento posizionato nel maniero di Montecastello dall’omonimo comitato ormai dagli anni del secondo dopoguerra, in seguito alla distruzione delle campane originali a causa dei bombardamenti del 1943, rappresentava per molti un appuntamento imperdibile, che scandiva ed annunciava alla città gli eventi sacri dei festeggiamenti del SS. Sacramento. L’episodio non si presenta però come una novità: già nel 2007 alcuni ignoti avevano tentato lo stesso colpo, ma il tempestivo intervento dei Carabinieri aveva evitato il furto. L’allora sindaco Luigi Gravagnuolo, nel Salone d’Onore del Palazzo di Città, aveva restituito simbolicamente la campana al Presidente dell’Ente. Purtroppo stavolta è andata diversamente e difficilmente i cavesi potranno rivedere la campana al suo posto, anche se l’auspicio è quello di ritrovarla in tempi brevi. La notizia del furto ha ovviamente fatto, in brevissimo tempo, il giro del web e numerosissimi sono i commenti di sconforto e indignazione che affollano i social network. «Mi sono sentito derubato – si legge tra i commenti sulla pagina Facebook dell’Ente Montecastello – quella campana fa parte della storia della nostra città e penso che tutti la rivogliano presto al suo posto. Risvegliamo il nostro essere cavesi. C’è chi ruba tombini o portafiori, ma quelli si ricomprano, per quella campana invece non c’è prezzo! Aiutiamo le autorità a ritrovarla: è parte della nostra storia e non può essere rubata». I cavesi sono tutti solidali e intenzionati a collaborare per ritrovare la campana o – nel peggiore dei casi – comprarne una nuova; i soci dell’Ente Montecastello stanno già ricorrendo ai ripari e in questi giorni infatti si starebbe provvedendo ad avviare una raccolta fondi. (Metropolis)