E´ MORTO GIULIANO GEMMA IL RINGO DEI SPAGHETTI WESTERN. IL RICORDO DI IACCARINO A SORRENTO

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 “Per me era un mito” dice Federico Iaccarino mito della notte della Penisola sorrentina “Era sempre gentile e disponibile, quando venne a Sorrento ci siamo fotografati insieme, una gran perdita”. In allegato foto con Iaccarino .  Il cinema italiano piange uno dei suoi eroi più popolari: Giuliano Gemma, l’indimenticabile Ringo dei western-spaghetti, è morto ieri notte all’ospedale di Civitavecchia. L’attore romano, 75 anni, in tarda serata era rimasto vittima di un incidente frontale nei pressi di Cerveteri dove abitava dedicandosi alla scultura, una passione che andava di pari passo con la recitazione e lo sport. Gemma era al volante della sua Toyota Yaris e, soccorso immediatamente, è arrivato senza vita all’ospedale. Inutile qualunque tentativo di rianimarlo. Nell’urto sono rimaste ferite in maniera non grave altre tre persone.
Sempre bello e prestante, gran signore tuttora amatissimo dal pubblico, Gemma ha incarnato il glamour del cinema italiano degli anni Sessanta girando un centinaio di film. Fisico scolpito, lineamenti classici e una buona dose di ironia, l’attore ha interpretato personaggi radicati nell’immaginario mondiale. Dopo aver cominciato come stuntman, nel 1962 venne lanciato da Duccio Tessari nel kolossal mitologico Arrivano i Titani. Sarebbero poi venuti a numerosi ”peplum” storici, storie di fantascienza, spy story, gangster story: Maciste l’eroe più grande del mondo, I due gladiatori, La rivolta dei pretoriani, Ercole contro i figli del sole, Erik il vichingo consolidano la sua fama. Ma il grande successo internazionale arriva grazie ai western-spaghetti che Giuliano interpreta con lo pseudonimo esotico di Montgomery Wood, specializzandosi nel ruolo di Ringo. Ed ecco Un dollaro bucato (un film che nel 1965 gli fa scoprire Cerveteri), Una pistola per Ringo, Il ritorno di Ringo, Adiòs Gringo, Arizona Colt, Wanted, Per pochi dollari. Sono i titoli cult del filone che avrebbe tenuto in piedi il cinema italiano e, oltreoceano, stregato perfino Tarantino: il regista americano non ha mai nascosto di essersi formato sui cosiddetti b-movies di casa nostra.
TARANTINO
E nessuno potrà dimenticare l’abbraccio colmo di ammirazione che Quentin, nel febbraio scorso, riservò a Gemma durante la serata-tributo organizzata a Hollywood dal festival ”Los Angeles, Italia”. In quell’occasione venne proiettato il documentario su Giuliano realizzato da Vera, una delle due figlie dell’attore che in seconde nozze aveva sposato la giornalista radiofonica Baba Richerme, la prima ad accorrere ieri sera all’ospedale di Civitavecchia.
IL SUCCESSO
Negli anni Settanta, Gemma aggiorna il proprio personaggio e diventa un sex symbol: Il maschio ruspante, Quando le donne avevano la coda scandiscono questa fase. E mentre in Giappone gli intitolano una motocicletta Suzuki, l’attore fa innamorare di sé anche i grandi autori come Visconti che lo vuole nel Gattopardo, Zurlini (Il deserto dei tartari), Squitieri (Il prefetto di ferro), Damiani (Un uomo in ginocchio), Monicelli (Speriamo che sia femmina). Negli anni Duemila Giuliano scopre le fiction. Premiato con David, Nastro d’argento, De Sica, Golden Globe l’attore era tornato al cinema l’anno scorso per girare To Rome with Love di Woody Allen.