Napoli. Esce dal coma il sopravvissuto della strage del bus: lascerà la rianimazione del Cardarelli

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Quando venne portato nella rianimazione del Cardarelli, in imminente pericolo di vita, nessuno avrebbe scommesso, neppure un centesimo, sulla sua guarigione. Esattamente due mesi dopo quel maledetto 28 luglio – il giorno della tragedia del bus nel viadotto con i suoi quaranta morti – Gennaro Nicola Schiano, classe 1979, si sta lentamente risvegliando. Al punto che il primario del reparto, la dottoressa Maria De Cristofaro, intende trasferirlo presi all’ospedale «La nostra famiglia» di Lecco nella cui rianimazione è ricoverata, ma con poche speranze di guarigione, la bimba di Nicola, che nell’incidente ha subito danni devastanti al cervello. Gennaro Nicola Schiano, la sua bimba e sua moglie sono i tre sopravvissuti alla tragedia. Due mesi dopo il terrificante incidente, l’ipotesi che l’uomo (comunque ancora in prognosi riservata) possa riprendersi non rappresenta più una utopia. Lesioni toraciche, epatiche, politraumatizzato con fratture del cranio del bacino, degli arti, privo di coscienza. Queste, in sintesi massima, le condizioni di arrivo al pronto soccorso del Cardarelli. Sulla cartella viene scritta la terribile frase: «in imminente pericolo di vita». Vale a dire che il decesso poteva essere prossimo, molto vicino. Invece le cure dei sanitari e la tempra forte del paziente hanno avuto la meglio sulle ferite, sui traumi, sulle emorragie. Insomma dopo due mesi il risveglio appare imminente. Spiega, soddisfatta di come procede la degenza, la dottoressa De Cristofaro: «Risponde ai comandi. Vale a dire apre gli occhi quando glielo chiediamo, caccia la lingua, muove le mani. E, soprattutto, respira spontaneamente». Insomma i segnali ci sono tutti per poter sperare. Riprende il primario di Rianimazione del Cardarelli: «Intendiamo riunire il nucleo familiare. Per questo, la prossima settimana predisporremo il trasferimento del paziente all’ospedale di Lecco». Come detto, nella struttura sanitaria lombarda è ricoverata la figlia di Gennaro Nicola Schiano. La bambina è stata portata lì in elicottero dal Santobono. Le sue condizioni sono gravi. La assiste, oltre al personale medico dell’ospedale di Lecco, anche la moglie di Gennaro, la passeggera del bus maledetto che ha riportato le ferite più lievi. Da qualche giorno l’anziana madre di Gennaro accede alla rianimazione del Cardarelli. Parla al figlio, gli sussurra quello che accade a casa, gli imbocca cose buone da mangiare, le cose che lui preferiva prima della tragedia. E lui apre la bocca, mastica e deglutisce. Questo significa che non viene più nutrito per via parenterale. Vale a dire l’ennesimo passo avanti verso la guarigione.

DI MARISA LA PENNA IL MATTINO.IT