CITARELLA PROCESSO "DUE TORRI" IL PG CHIEDE LA PRESCRIZIONE

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 Prima di decidere sulla ratifica o l’annullamento dei patteggiamenti “Due Torri” le sezioni unite della Cassazione hanno chiesto ieri di acquisire nuovi atti, rinviando la pronuncia a un nuovo ruolo. Un punto a favore le difese lo hanno però già incassato, perché la loro tesi ha trovato sponda nel procuratore generale, secondo cui dal computo della pena concordata andavano stralciati i reato per i quali la prescrizione era già scattata. Se questa interpretazione sarà confermata anche dai giudici, il procedimento tornerà alla fase preliminare e gli imputati dell’inchiesta sugli appalti truccati alla Provincia potrebbero anche scegliere una via diversa dal patteggiamento, optando per il rito ordinario e confidando che, nel frattempo, anche i restanti episodi corruttivi contestati dalla Procura vadano in prescrizione. Sub iudice ci sono i patteggiamento dei costruttori nocerini Rino e Giovanni Citarella (tre anni e cinque mesi), di Federico Spinelli cognato di Giovanni (tre anni e quattro mesi), del costruttore di Capaccio Giuseppe Ruggiero (tre anni), dello zio Carmine Ruggiero (due anni e sette mesi), dell’imprenditore cilentano Emanuele Zangari (due anni e sette mesi) e dell’ex consigliere comunale di Nocera Rosario Cozzolino (due anni). Pene che sarebbero divenute definitive se la Cassazione non avesse rinviato gli atti alle Sezioni unite. Si tratta di dirimere un nodo interpretativo: secondo una tesi, la richiesta di pena concordata costituisce una implicita rinuncia alla prescrizione, secondo un’altra (sostenuta dal collegio difensivo di cui fanno parte Michele Sarno, Lucio Basco, Anacleto Dolce e Antonello Natale) la rinuncia alla prescrizione deve essere oggetto di una esplicita richiesta. Su questo punto dovranno pronunciarsi le sezioni unificate, dopo aver completato l’acquisizione degli atti. (c.d.m.) La Città Salerno 

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