IACP FUTURA SALERNO SI INDAGA SU CIRIELLI "IGNORANZA GIURIDICA"

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Concorso in bancarotta fraudolenta. È questa la nuova ipotesi di reato per la quale la Procura di Salerno indaga su Edmondo Cirielli, ritenendo che nel corso della sua presidenza alla Provincia l’ente abbia contribuito al fallimento di Iacp Futura. Con il deputato di Fratelli d’Italia sono finiti sotto inchiesta esponenti della sua giunta e i vecchi amministratori e sindaci della srl, che avevano il compito di guidarla e controllarne i conti quando, il 19 luglio del 2012, la società fu dichiarata fallita. Secondo il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, l’Amministrazione provinciale avrebbe continuato a sostenere le attività di Iacp Futura anche quando era ormai chiaro che la società andava verso il dissesto, divenendo così corresponsabile di un crac da venti milioni di euro, che avrebbe danneggiato creditori e centinaia di persone in attesa di una casa pubblica. Il nuovo filone d’inchiesta nasce da un approfondimento delle vicende legate al tesseramento 2011 per il congresso del Pdl, che vede il deputato di Fratelli d’Italia già indagato con l’accusa di corruzione aggravata dall’aver favorito esponenti della criminalità organizzata. L’ipotesi è che, per stravincere il congresso, si sia avvalso di pacchetti di tessere raccolti da Giuseppe Fabbricatore (consigliere comunale a Nocera Superiore e per l’Antimafia legato alla camorra) garantendo a sua moglie l’assunzione in Provincia. Da quella indagine il magistrato antimafia è partito per passare al setaccio quello che è stato definito il “sistema Cirielli”, un reticolato di enti e società su cui secondo gli investigatori il centrodestra insediatosi a Palazzo Sant’Agostino avrebbe puntato per accrescere il proprio consenso grazie a meccanismi clientelari. Sotto i riflettori della magistratura è finita l’attribuzione di incarichi a persone giudicate “fedeli” al potere e la gestione di consorzi come il Cofaser, il consorzio di farmacie pubbliche dell’Agro, dove nelle scorse settimane i carabinieri hanno acquisito tutti gli atti della gestione dal 2006 al 2012. Del sistema avrebbe fatto parte anche Iacp Futura, partecipata da soci privati e dall’istituto autonomo case popolari. Le sue vicende portarono già nella bufera l’allora commissario di Iacp, Gaetano Chirico, rimosso dalla Regione dopo aver approvato una trasformazione societaria servita a ricapitalizzare la partecipata Futura. Un’operazione che Cirielli dichiarò poi di non aver condiviso, nonostante la nomina di Chirico fosse stata decisa proprio dalla Provincia. Ora per il parlamentare arriva, proprio su Iacp Futura, una nuova inchiesta.  «Premesso che non so nulla, siamo di fronte a un caso di incompetenza e ignoranza giuridica». Si difende e contrattacca Edmondo Cirielli, dopo aver appreso dal giornale che la Procura lo ha sottoposto a una nuova indagine ipotizzando il concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento di Iacp Futura, avvenuto quando lui era presidente della Provincia. «Sul piano giuridico la Provincia non ha funzioni di controllo né su questa società né su Iacp, e non influisce sulle loro scelte» spiega il deputato. Le eventuali responsabilità invita quindi a ricercarle solo in consiglieri d’amministrazione e revisori dei conti, che pure sono sotto inchiesta ma che per il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro hanno potuto operare grazie all’avallo di Cirielli e di qualche assessore della sua giunta, anche quando era chiaro che la società andava verso il dissesto. «Che si abbiano eventualmente rapporti politici non ha alcune influenza – replica il parlamentare di Fdi – La responsabilità penale è sempre personale, ma forse qualche ignorante giuridico lo ha dimenticato. Inoltre la bancarotta fraudolenta è un reato tipico degli imprenditori, non dei pubblici ufficiali. È evidente che chi va dicendo certe cose ai giornali (avvocato, magistrato o carabiniere che sia) non capisce niente di diritto». Una presa di posizione durissima, che si accompagna a una precisazione puntigliosa delle competenze dell’ente: «Il rapporto tra Provincia e Iacp nasce e muore con l’atto di nomina, in consiglio, di alcuni componenti. Il resto è assoluta falsità, parliamo di una cosa che non solo non ho fatto ma che nemmeno avrei potuto fare. Nessuno mi ha informato delle dinamiche interne a Iacp Futura, e comunque non avrei avuto alcun potere giuridico per intervenire». Non la pensano così gli inquirenti, secondo cui la società pubblico/privata del settore immobiliare rientrava in un sistema di potere controllato dal parlamentare e dai suoi uomini. Sarebbero stati anche loro, per preservare un meccanismo clientelare che contribuiva a creare cosenso , a consentire che le attività della srl andassero avanti fino al crac del luglio 2012, quando Iacp Futura fu dichiarata fallita con un passivo di 20 milioni. Un’ipotesi che per Cirielli è priva di fondamento, ma su cui le indagini sono ancora in corso.di Clemy De Maio La Città Salerno