Piano di Sorrento. I giostrai di San Michele, il vero volto di un mestiere in estinzione. Sentiamo Gennaro Grosso

0

Piano di Sorrento. Oggi tutte le giostre costeranno eccezionalmente solo un euro. “E’ un omaggio che facciamo ad una terra che amiamo”, ci spiegano i giostrai di Piazza della Repubblica (meglio conosciuta come Piazza Mercato). Da mezzo secolo a Piano di Sorrento la festa di San Michele si sente quando arrivano le Giostre. Attirano famiglie da Positano, Vico Equense e tutto il circondario e poi queste famiglie ne approfittano per girare anche per i negozi di Piano, creando un circuito virtuoso che non sempre tutti capiscono, anzi c’è pure chi non li voleva l’anno scorso. Allora scopriamo il loro vero volto, chi sono i giostrai? Positanonews, giornale della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, ha ascoltato  Gennaro Grosso, diciamo “portavoce” dei giostrai. “Mi occupo delle incombenze burocratiche per tutti, a seconda dei posti si decide che lo faccia uno di noi, a Piano lo faccio io”. Gennaro Grosso viene a Piano di Sorrento con le giostre dal 1961 ed è innamorato di questo posto. “Questo mercoledì faremo pagare tutte le giostre un euro, meno della metaà di quanto costa un giro. Una cosa che facciamo solo in penisola sorrentina”. Com’è la vita del giostraio? “Si sa poco di noi perchè non ci conoscono, dovrebbero frequentarci un pò, parlare con noi per vedere chi siamo. Il nostro è un mondo a parte, ma diverso da come la gente lo immagina. Facciamo un lavoro che amiamo, con il quale tiriamo su le nostre famiglie, ed i nostri figli si innamorano di questo lavoro, almeno finora… Conosciamo tanti posti, giriamo sempre,  ma qui è il posto più bello e con la gente migliore. Avete fatto solo un errore secondo me…”. Quale? “Far arrivare la circumvesuviana, qui dovrebbe essere difficile arrivare, dovete tutelare questi posti… Quando giriamo qui siamo felici, è meraviglioso, posti così non ce ne sono in Campania. Dovete fare in modo che la gente non arrivi qui facilmente”. Lei come ha fatto ad appassionarsi a questo mestiere? “Mia nonna lo faceva ed ho seguito la tradizione”. Come sua nonna? “Aveva un tiro a segno, durante la guerra ha avuto dei problemi a Napoli per vivere ed ha cominciato a girare con una baracca con il tiro a segno, lo abbiamo ancora in deposito”. E la sua vita com’è? “E’ una vita girovaga quando sto con le giostre d’estate, ma d’inverno faccio altri lavori a Salerno dove mi sono stabilito”. Non avete una sede fissa? “No, ognuno di noi si divide per il territorio. Due di noi si sono anche sposati qui in penisola sorrentina”. Ma perchè d’inverno non uscite per le feste con le giostre? “Non lo facciamo più perchè non conviene, ora ci sono i centri commerciali che lo fanno al loro interno. Non è più come una volta quando le giostre venivano una volta all’anno e si aspettavano con ansia, lo vedevamo nella gente e nei bambini, ora non è più così. Il nostro è un mestiere in via d’estinzione, ma chi lo ha fatto se ne innamora e non lo lascia più”.