POSITANO ULTIMA DIMORA DI ROMAN VLAD. IN UN´INTERVISTA IL SUO RAPPORTO CON LA CITTA´- VIDEO

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Sotto video. Il grande musicista e compositore Roman Vlad ha scelto come ultima dimora Positano, facendone la sua Città Eterna. Ce lo comunica il sindaco di Positano Michele De Lucia, del quale pubblichiamo in basso un ricordo su Roman Vlad. Le ceneri di Vlad saranno portate nel cimitero monumentale della cittadina della Costiera Amalfitana, sulla collina di Liparlati. La redazione di Positanonews fa le sue condoglianze alla moglie Licia Borrelli ed ai figli Alessio e Gregorio, la cui presenza ancora ci onoriamo di avere nel nostro paese. Vlad ha amato l’Italia per prima come “culla della cultura”, poi la Campania e la costa d’Amalfi, da lui ritenuta la più bella. Aveva a cuore Ravello, la Città della Musica dove è stato direttore del Festival wagneriano e cittadino onorario, e Positano, dove ha scelto di vivere e di essere sepolto. E per noi è un grande prestigio che persone come Roman Vlad abbiano calcato la nostra terra ed abbiano deciso di rimanerci per sempre (Michele Cinque, Positanonews)

L’INTERVISTAI miei legami con la terra napoletana sono molto forti – disse Roman Vlad in un’intervista pubblicata su Positanonews nel 2010 – Mia moglie è nata a Ferrara da madre ferrarese ma da padre napoletano. Si chiama Borrelli ed è la sorella del magistrato Francesco Saverio Borrelli che come lei è molto legato a Napoli, ma io amo tutta la Costiera ed in particolare Positano. Subito dopo la liberazione, con un mio amico inglese e uno americano abbiamo deciso di far rinascere la vita culturale a Napoli, perchè uno di loro aveva affittato una casa a Positano. Dai primi anni ’60 mia moglie ed io abitiamo nella parte alta del paese. Io adoro Positano e la Costiera amalfitana più di qualsiasi cosa al mondo, tanto che vorrei viverci anche dopo la vita terrena. Vorrei restare qui avvalendomi della cittadinanza onoraria di Positano e Ravello per chiedere che mi venga concessa questa possibilità. Mi piace molto il mare ma purtroppo per l’età non posso scendere giù, fortunatamente mi avvalgo di un clima meraviglioso abitando a più di 100 metri d’altezza”. Quali sono i musicisti più famosi che hanno abitato o svolto la loro attività a Positano? “Cominciamo con Positano e poi andiamo a Ravello, a me ugualmente cara. Il più importante musicista che è passato, è rimasto a lungo a Ravello e ha anche lavorato a Positano è Igor Fedoric Stravinskij. Tra il 1917-18 la compagnia di danza russa di Diaghilev venne a Napoli per alcune perfomances e in quell’occasione l’impresario diede a Stravinskij l’idea di scrivere un Pulcinella su musiche inedite di Giovanni Battista Pergolesi. Poi insieme vennero a Positano e qui Diaghilev acquistò Le isole Le Sirenuse o Li Galli, regalandole al suo coreografo Leonide Massine che ho avuto l’opportunità di conoscere personalmente. Dopo la sua scomparsa sono passate a suo figlio, quindi acquistate dal ballerino Rudolf Nureyev e oggi da alcuni privati che le hanno trasformate in struttura alberghiera. Stravinskji a Napoli iniziò a scrivere due delle composizioni più importanti: “Il Divertimento” e “La Sinfonia in Do”. A Positano passarono anche altri compositori più moderni tra cui ricordiamo Fiorenzo Carpi, il musicista di Giorgio Strehler, che prendeva sempre una casa in affitto. Dal punto di vista musicale ha avuto molta importanza il fatto che fino a poco tempo fa abitava qui Franco Zeffirelli, proprietario delle famose “Tre Ville” ed amico – come me – di Eduardo De Filippo, che a sua volta possedeva l’isola di Lisca, vicino Positano. Insieme negli ’70 abbiamo organizzato un Festival che non ha avuto molto seguito, ma che ha portato in Costiera tanti artisti di fama internazionale, compreso il caro amico Leonardo Bernstein. A Ravello, dove ho avuto la cittadinanza onoraria, per un trentennio mi sono occupato del festival Wagneriano, fondato e creato proprio in virtù del fatto che Wagner è passato per la città della musica e casualmente vi ha trovato l’ispirazione per il II atto del Parsifal, che si svolge nei giardini di Klingsor. Quando Wagner vide il giardino di Villa Rufolo esclamò: “Die Klingsor Zaubergarten is gefunden” (“Il giardino di Klingsor è stato trovato”) e subito chiamò il suo pittore russo Paul von Joukowsky per disegnare e dipingere e farne poi base per la scenografia del dramma”.

 

Il ricordo del sindaco di Positano Michele De Lucia 

“Positano e Roman Vlad uniti per sempre: il paese scelto dal compositore come ultima dimora. Capita spesso che artisti e musicisti restino legati a un luogo durante i loro spostamenti. La particolare sensibilità gli consente di cogliere dettagli, sfumature e sensazioni non immediatamente percepibili da tutti. È il caso di Roman Vlad: il pianista musicologo, scomparso lo scorso 21 settembre, è infatti cittadino onorario di Positano. Talmente legato alla perla della Costiera amalfitana da chiedere al Sindaco Michele De Lucia di essere sepolto in quel cimitero. Il sogno di dimorare a Positano per sempre sarà esaudito dall’amministrazione comunale, che si dice orgogliosa di soddisfare l’ultimo desiderio di una personalità di tale spessore culturale e sensibilità. Il corso degli eventi che hanno caratterizzato la sua vita l’ha portato spesso in Costiera amalfitana, terra a cui è rimasto particolarmente legato, tanto da essere riconosciuto cittadino onorario. Il suo legame con Positano era talmente forte da non riuscire a starle lontano. Proprio lo scorso mese il compositore era a Positano in occasione della presentazione del libro di Matilde Romito, “Vieni qui, il paese è una fiaba” Pittori di Positano nel ‘900. Il suo amore per Positano ha raggiunto il culmine nel momento in cui, lo scorso gennaio, ha chiesto all’amministrazione comunale di mettere a sua disposizione uno spazio dove collocare le urne cinerarie nel cimitero cittadino, per dimorare per sempre nel paese dei suoi sogni.”

 IL RICORDO A RAVELLO CON FOTO E INTERVISTA 

La Biografia tratta da Wikipedia

Roman Vlad aveva 93 anni. Nato nell’allora Regno di Romania a Cernăuţi (odierna città ucraina di Černivci), conseguì il diploma in pianoforte nella sua città natale e si trasferì nel 1938 in Italia prima dell’arrivo dell’armata sovietica. Cittadino italiano dal 1951, fu allievo di Alfredo Casella nei corsi di perfezionamento presso l’Accademia nazionale di Santa Cecilia, dove ottenne il diploma nel 1942. Nello stesso anno una sua composizione (Sinfonietta) ottenne il Premio Enescu. È padre di Alessio Vlad, compositore e direttore d’orchestra, e di Gregorio Vlad, fisico del plasma. Nel secondo dopoguerra Vlad, oltre alle sue attività di compositore e di pianista, si fece apprezzare internazionalmente come musicologo e conferenziere: nel 1954 e 1955 tenne corsi di musicologia alla Summer School of Music di Dartington Hall, inoltre partecipò a congressi e seminari in tutta Europa, in America ed in Giappone. Dal 1958 fu direttore della sezione musica dell’Enciclopedia dello spettacolo, mentre dal 1967 condirige la Nuova Rivista Musicale Italiana. Dal 1980 è stato per due anni presidente della CISAC (Confédération Internationale des Auteurs et Compositeurs), dal 1987 al 1993 è stato presidente della SIAE. Come musicologo si è occupato prevalentemente degli autori del Novecento, spesso con intenti principalmente divulgativi; ha infatti pubblicato saggi ed ha collaborato frequentemente con la Rai e con numerose riviste, specializzate e non. Roman Vlad ha spesso ricoperto alte cariche in varie istituzioni musicali italiane: direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana per due mandati negli anni cinquanta e sessanta, è stato in seguito direttore artistico del Teatro Comunale di Firenze (1968-1972), direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino (1973-1989), presidente della Società Aquilana dei Concerti (1973-1992), presidente dell’Accademia Filarmonica Romana (dal 1994), membro del comitato direttivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. È stato inoltre direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano e sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma. 

 

Foto Massimo Capodanno 

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