Sorrento. Cuomo bis, decisivi bilancio e rimpasto

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Sorrento. Ci sono due questioni fondamentali da risolvere al più presto per evitare impacci clamorosi, blindare la maggioranza e scongiurare dunque il rischio di strappi improvvisi che non solo potrebbero già adesso minare la stabilità dell’amministrazione comunale, ma che potrebbero rappresentare degli autentici spauracchi verso le elezioni amministrative in programma nel 2015. Certo, l’appuntamento con le urne non è troppo vicino e le priorità sono ben altre. Ma per il sindaco Giuseppe Cuomo si avvicina la stagione della verità. Fino a Natale saranno tre mesi caldi sotto il profilo politico perché il primo cittadino si troverà nelle condizioni di dover dare una sterzata decisiva all’azione del suo esecutivo fornendo così elementi concreti alla coalizione per non disperdere alleati pesanti, che potrebbero consentirgli di ripresentarsi agli elettori con buona parte della maggioranza che ora lo sostiene e meno timoroso di una debacle politica. Primo punto: il bilancio. Il Comune di Sorrento rischia sul serio di sforare il patto di stabilità tant’è che il consiglio comunale, a malincuore e non senza polemiche, nei giorni scorsi ha «dovuto» recepire l’atto di indirizzo della giunta approvando la stangata che ha previsto il rialzo di Imu e Irpef. Questioni che non hanno di certo fatto piacere ai contribuenti e a qualche esponente della maggioranza che è rimasto in silenzio, almeno per ora. L’obiettivo, manco a dirlo, è tenere sotto controllo la situazione, nonostante da Roma il governo abbia ormai praticamente chiuso i rubinetti dei finanziamenti e per un ente locale come quello di piazza Sant’Antonino sia a dir poco complicato arrivare al giro di boa del 31 dicembre senza le casse in condizioni adeguate. Qualora davvero l’ente dovesse chiudere la partita con il crac economico-finanziario, al varco non ci sarebbero solo sanzioni e blocco di assunzioni e trasferimenti di fondi. Per Cuomo potrebbero sorgere ostacoli non indifferenti con la maggioranza che potrebbe scricchiolare per davvero. Non è da dimenticare il precedente dei franchi tiratori che provarono a bruciare la candidatura di Emiliostefano Marzuillo dell’Udc come nuovo presidente del consiglio comunale (in sostituzione del dimissionario Mario Acampora, del gruppo «Sor- rento Domani»). Non tutti i fedelissimi del sindaco si convinsero di seguire l’indirizzo preciso espresso dal titolare della fascia tricolore (che sostenne apertamente la pista Marzuillo) e fecero sbottare lo stesso Cuomo: «Spero che chi non abbia votato come concordato esca allo scoperto. Non sono vendicativo e non ho la presunzione di credere che alle future elezioni tutti quelli che attualmente sono in maggioranza resteranno al mio fianco». Frasi, probabilmente, che potrebbero assumere un peso anche «profetico». Secondo punto: il rimpasto. Cuomo, probabilmente entro la fine dell’anno, andrà a ridisegnare la sua giunta con assetti da ridefinire e equilibri politici da mantenere intatti. Operazione delicata, difficile da farsi e che richiederà tempo. Il sindaco dovrà mettere su una squadra di gente disposta a sposare il suo progetto a lungo raggio, proiettato al 2015. E il compromesso sembra già essere all’orizzonte. Chi è disposto a stare con Cuomo alle future elezioni avrà senza dubbio un posto in pole position in squadra. (Metropolis)