Salernitana. Sanderra “conservatore”. Il tecnico dovrebbe riproporre per la terza volta di fila lo stesso

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  Passerà alla storia di queste prime tre partite come il “conservatore” granata: all’alba della sfida al Pontedera, spauracchio della Salernitana in C2 ed ora squadra rivelazione della C1, mister Sanderra si accinge a confermare l’undici base che ha vinto di rimonta contro il Lecce e ha pareggiato contro il Gubbio sciupando poi con Foggia il tiro del blitz. «Però Foggia è sempre Foggia», raccontava il trainer della Salernitana nell’ultima conferenza, lanciando nella mischia il calciatore più bravo, nonostante fosse a mezzo servizio per un problema alla caviglia. Poi Foggia in Umbria ha commesso il peccato non veniale di specchiarsi davanti al portiere e la Salernitana ha raccolto solo un pari. Domani è di nuovo tempo di gara-verità, perché davanti al pubblico dell’Arechi non si può steccare e perché battere il Pontedera significa agganciarla e stroncarne sul nascere la mini-fuga, oltre che restare sulla scia degli altri squadroni. Foggia ovviamente ci sarà: Sanderra in settimana ha colto segnali evidenti di rivalsa, il calciatore ha voglia di farsi perdonare e condurrà con Ginestra l’assalto della Salernitana. «Però non ho un dogma fisso», ha detto sovente l’allenatore. Infatti ha preparato la partita optando per il 4-3-3 ma considerandolo modulabile, cioè adattabile alle caratteristiche dell’avversario. Molto dipenderà pure da come si schiererà il Pontedera: un centrocampo a cinque uomini e Grassi tra le linee, a sostegno del gemello del gol Arrighini, obbligherebbe la Salernitana a rivedere qualcosa in mediana, altrimenti si rischia la doppia inferiorità numerica. Perciò Sanderra ha parlato con alcuni suoi giocatori jolly, per esempio Volpe e Montervino, Luciani e Piva ma anche Gustavo, ed ha chiesto loro sacrificio e versatilità, spirito combattivo e testa lucida. Abbronzatissima e velenosa (come il suo morso letale) è quella del cecchino Ginestra che proprio contro il Pontedera, in trasferta, si avvitò per realizzare di testa uno dei suoi gol più belli alle dipendenze della Salernitana. Il Pontedera lo ispira, gli porta bene, lo esalta. Chiamato a dare un voto alle sue 17 gemme in granata l’anno scorso, “il cobra” non esitò a considerare più bella tra le belle proprio la rete messa a segno in Salernitana-Pontedera del 17 marzo all’Arechi: «Controllo ostico su campo infame – disse – ne sono venuto a capo con un tocco da calcetto». I nostalgici ricorderanno che l’assist fu di Guazzo, che spalancò praterie al compagno di squadra. Come lui, pure Perpetuini e soprattutto Rizzi che è in odore di prima convocazione. (Pasquale Tallarino – La Città)