Salerno Tribunale la nuova mappa del potere dopo gli accorpamenti di Amalfi Cava Eboli

0

L’astensione dalle udienze proclamate dalle Unioni Camere Penali, che ha fatto slittare di altri sette giorni la sessione feriale, in fondo è servita. È servita al presidente del Tribunale di Salerno, Ettore Ferrara, a seguire in prima persona la complicata vicenda degli accorpamenti delle sezioni distaccate. Ma anche a riorganizzare la pianta organica alla luce di nuovi arrivi di magistrati e di qualche partenza. È stata così costituita la terza sezione penale. Anzi, è stata ripristinata dopo la soppressione predisposta qualche anno fa dall’allora presidente Luigi Mastrominico. L’aula assegnata al collegio, presieduto da Anna Allegro, il giudice che lo scorso settembre arrivò da Nocera Inferiore, resta la stessa di un tempo: al primo piano, a pochi passi dalla presidenza della Corte d’Appello. Il collegio sarà costituito da magistrati in forza alla Corte d’Assise e sarà composto dai giudici Lucia Casale e Stefano Berni Canani, in arrivo da Eboli, e dai giudici Maria De Luca (in arrivo da Montecorvino Rovella/Mercato San Severino) e Roberta Troisi (in arrivo da Cava de’ Tirreni/Amalfi). Un lavoro certosino quello che ha visto il presidente Ferrara impegnato durante tutto il periodo estivo, a studiare carte e numeri per far quadrare bene tutte le posizioni. Numeri come quelli che hanno consentito di poter costituire la terza sezione penale prelevando personale proprio dalla Corte d’Assise. Dati alla mano, infatti, il numero di procedimenti in Assise si è drasticamente ridotto. E ciò sia perché è cambiata la tipologia di reati commessi nel Salernitano e sia anche perché sono ridotti i procedimenti già in primo grado: la maggior parte degli imputati, difatti, sceglie riti alternativi, come il patteggiamento. Ritornano ai giudici del Riesame anche le Misure di Prevenzione, quelle stesse che appena un anno fa erano passate di competenza alla Corte d’Assise. Mentre al tribunale della Sorveglianza arriva, da Sassari, il presidente Maria Antonia Vertaldi. Non è stato toccato dal riordino, invece, l’ufficio Gip anche se perderà un magistrato: Vito Di Nicola, di recente arrivato dal Riesame, ha ottenuto un trasferimento-promozione e ad ottobre gli verrà assegnato un incarico presso la Corte di Cassazione, a Roma. Cambiamenti anche nel settore civile: anche qui sarà costituita una terza sezione grazie ai rinforzi di magistrati in arrivo da Montecorvino, Eboli ed Amalfi. E se da Vallo della Lucania approda alla procura generale il magistrato inquirente Renato Martuscelli, resta ancora da sciogliere il nodo più importante: la nomina del procuratore capo. Dopo il trasferimento di Franco Roberti a capo della Direzione nazionale Antimafia, l’incarico è scoperto dal 10 agosto scorso. E potrebbe esserlo ancora fino al prossimo gennaio. Intanto la reggenza è stata affidata al procuratore aggiunto Umberto Zampoli. La Procura di Salerno non ha mai trascorso un periodo di vacatio così lungo. Anche quando il predecessore di Roberti, Luigi Apicella fu estromesso dalle funzioni di magistrato dopo lo scontro con la Procura di Catanzaro sul caso Why Not e Luigi de Magistris, il Consiglio superiore della magistratura impiegò appena due mesi per individuare nell’ex capo della Dda di Napoli il successore del magistrato sanzionato. Apicella lasciò a gennaio 2009 e Roberti si insediò ad aprile dello stesso anno. Nel frattempo non mancano indiscrezioni sui nomi dei possibili candidati. Finora sono circolati i nomi di Gianfranco Donadio, attuale componente della Dna, in competizione con Leonida Primicerio (altro membro della Direzione nazionale antimafia ed ex sostituto generale a Salerno) e con l’attuale capo della procura di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. «Dobbiamo dare atto al presidente Ferrara di aver svolto un ottimo lavoro, benché complicato – commenta il presidente della sezione Salerno dell’Associazione nazionale magistrati, Massimo Palumbo – È difatti riuscito a organizzare il lavoro di tutti in tempi rapidi nonostante i tanti disagi che questi accorpamenti stanno causando sia in termini logistici che di personale». E ancora: «Prendiamo atto ormai di aver perso il tribunale di Sala Consilina, perché indietro non si torna. Ma il vero problema per noi restano gli spazi. Ora che al Riesame sono tornate anche le competenze delle misure di prevenzione siamo in sofferenza per quanto riguarda i locali. Io stesso, da presidente di collegio, ho dovuto cedere la mia scrivania alla cancelliera delle misure di prevenzione. Nel frattempo non ho neanche una scrivania dove appoggiarmi per esaminare dei documenti. In questo contesto lìapertura della cittadella giudiziaria diventa ancora più necessaria». Indignati anche gli avvocati i quali, nei giorni scorsi, hanno lamentato la presenza disordinata di fascicoli in arrivo dalla sedi distaccate presso gli uffici del civile ospitati nella scuola Vicinanza e il tribunale Fallimentare.

 Petronilla Carillo Il Mattino