Agropoli. Ospedale, Squillante non molla. «I giudici confermeranno il nostro provvedimento. Riconvertiremo il presidio»

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Agropoli. «L’ospedale sarà riconvertito nel rispetto di quanto stabilito dal decreto regionale 49 del 2010». Così il direttore generale dell’Asl Salerno, Antonio Squillante, smentisce il totale smantellamento del presidio ospedaliero agropolese, sul quale assicura «sono in corso dei progetti di riutilizzo con nuovi servizi per i cittadini». Il manager interviene anche sul caso sollevato dall’infermiere Antonio Monzo, che contestava il mancato accoglimento da parte della direzione aziendale di essere trasferito, in vista della chiusura dell’ospedale, presso il distretto sanitario piuttosto che al “San Luca” di Vallo. Una richiesta motivata da Monzo dalla grave situazione familiare, con una moglie invalida e allettata e un figlio diversamente abile. «È senza dubbio una situazione delicata – afferma Squillante – però per il momento, laddove la riconversione fosse confermata, l’infermiere dovrà prendere servizio presso l’ospedale di Vallo. Il trasferimento deve essere fatto. Solo dopo potremmo valutare con velocità la sua posizione insieme alle altre. I casi vanno valutati tutti insieme nella loro complessità. È una situazione che va valutata anche in base alla verifica della carenza di personale presso il distretto che, a quanto mi è stato riferito, esiste. Pertanto non ci dovrebbero essere dei problemi». Il dg entra nel merito anche della contestazione mossa dal segretario nazionale Flp, Rolando Scotillo sul trasferimento di un rappresentante dei lavoratori dell’ospedale di Agropoli, avvenuto senza richiesta del nullaosta al sindacato. «Mi è stato contestato di non aver rispettato le procedure – ribatte Squillante – ma non è così. Non essendoci più giuridicamente l’ospedale, in quanto sarà riconvertito in day service, il vincolo dell’autorizzazione con la richiesta di un nullaosta al sindacato non c’è più. Tengo a precisare che l’ospedale sarà riconvertito, non sarà smantellato». Il manager si dice fiducioso sull’esito della sentenza del Consiglio di Stato, che sarà emessa il 26 settembre.«Non credo dovrebbero esserci problemi – afferma – il 26 settembre potremmo ripartire con la riconversione. È necessario mettere un punto sull’ospedale di Agropoli. Nel ricorso il Comune si è appellato a tre elementi, uno dei quali di aver erroneamente parlato di 23 primari al posto di 23 medici. In ogni caso, 23 medici per 47 posti letto, oggi 18, è paradossale. Così come è l’ospedale di Agropoli non può sopravvivere. Prima si chiude definitivamente questa vicenda e prima potrò concentrare la mia attenzione su altre cose, compresi i progetti di riconversione. È da aprile che va avanti questa storia è ora di decidere una volta per tutte». Un altro elemento sul quale è stato presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune è il nuovo decreto regionale 82. «In realtà questo decreto – conclude Squillante – non fa altro che confermare la chiusura dell’ospedale di Agropoli, non c’è nessuna novità che porti verso una soluzione diversa». Ora tutto dipenderà dalla sentenza del Consiglio di Stato, che dovrà decidere se confermare o meno la chiusura del presidio ospedaliero. (Angela Sabetta – La Città)