Emergenza cancro nella Terra dei fuochi

0

 

Emergenza cancro nella Terra dei fuochi

Rapporto Legambiente, per Iss stretta relazione tra roghi rifiuti in area Napoli-Caserta e incremento significativo di patologie tumorali

18 settembre, 16:48

ROMA – Dal primo gennaio 2012 al 31 agosto di quest’anno i roghi di rifiuti nella Terra dei fuochi, l’area tra Napoli e Caserta, sono stati oltre 6.000. Il dato è contenuto in un rapporto di Legambiente sulla base delle analisi dei Vigili del fuoco incaricati dal viceprefetto Donato Carfagna. Dei 6.034 roghi, 3.049 riguardano la provincia di Napoli e 2.085 quella di Caserta.

Da gennaio ad agosto del 2013, anche per via del lavoro e dell’attenzione del ministero dell’Interno con il viceprefetto Cafagna, si è registrato “un calo degli incendi dolosi di rifiuti, che rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono passati da 3.101 a 1.894, con una riduzione del 38,9%”. Per Legambiente – che ha lanciato il dossier in sulla ‘Terra dei fuochi’ in occasione della presentazione di ‘Puliamo il mondo’, la più grande iniziativa internazionale di volontariato ambientale organizzata in Italia dalla stessa associazione, questa mattina alla Rai – si tratta di un “ecocidio” che “si sta consumando alla luce del sole tra Napoli e Caserta”. In questa area “negli ultimi 5 anni sono stati compiuti ben 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali di rifiuti, pari al 29,2% del totale nazionale”. Dal 2001 ad oggi, prosegue Legambiente, “ci sono state 33 inchieste per attività organizzata di traffico illecito di rifiuti condotte dalle procure” delle due province. C’è anche il danno sanitario – dice Legambiente – raccontato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) che parla della “stretta correlazione” tra smaltimenti illegali di rifiuti e “l’incremento significativo di diverse patologie tumorali”, con “picchi negli 8 comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti censite dallo studio ‘Sentieri’: Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castelvolturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villaricca”. Per Legambiente “per fermare le illegalità e la criminalità organizzata serve uno sforzo congiunto”: tra le proposte si chiede “prima di tutto il rafforzamento delle attività di controllo, risorse specifiche al Patto ‘Terra dei fuochi’, e l’avvio delle attività di bonifica”.

Da 27 a 29 settembre, tutti spazzini per il bene del Paese  – La Terra dei fuochi come simbolo delle cose sbagliate a cui dire stop per iniziare la rinascita. Con questo tema di speranza torna ‘Puliamo il mondo’, la più grande iniziativa internazionale di volontariato ambientale (‘Clean up the world) organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai, dove oggi è stata presentata la XXI edizione e il nuovo spot. L’appuntamento, in programma dal 27 al 29 settembre, prevede tante iniziative per mettere in risalto la bellezza del nostro Paese e combattere il degrado. L’invito è ‘Diventa protagonista! Diventa il custode del tuo territorio’. Nel fine settimana ‘verde’ tantissimi volontari saranno impegnati per ripulire e recuperare aree degradate e rendere più vivibili le città. La trasmissione Ambiente Italia di Rai 3 seguirà la settimana di avvicinamento al week-end; domenica 29 settembre trasmetterà la diretta da Succivo (Ce), dalla Terra dei fuochi, dove ci sarà il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. “Il protagonismo è il punto di forza di Puliamo il Mondo – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – Ognuno di noi attraverso semplici ma efficaci azioni può produrre un reale cambiamento. Quest’anno lanceremo il nostro messaggio dalla Terra dei fuochi, una terra ferita dall’ecomafia”.

Oggi l’intera zona “vuole iniziare un cammino di rinascita in nome della legalità”; per questo Legambiente ha deciso di lanciare la petizione a sostegno di una direttiva per l’introduzione del delitto di ecocidio in Europa aderendo a “End Ecocide in Europe”. Il dossier sulla Terra dei fuochi non lascia spazio a dubbi: “di fronte a questi numeri sconvolgenti – osserva Enrico Fontana, responsabile Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente – bisogna rafforzare e subito l’azione dello Stato; fin da subito, partendo dal lavoro svolto dal viceprefetto Donato Cafagna”. Per il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, “accendere i riflettori su questa iniziativa è importante perché paesaggio, ambiente e territori, insieme ai nostri beni culturali, sono parte degli elementi fondamentali che rendono l’Italia unica nel mondo”. L’iniziativa di Legambiente va in questa direzione: “è ora di agire e di sostenere ciò che si ama”, recita il suo slogan. Gli appuntamenti sono in tutta Italia: a Napoli sarà ripulita la scala dei Giardini della Principessa Jolanda al Tondo di Capodimonte, a Roma grande pulizia al Parco Naturale Valle dell’Aniene, e poi ad Ancona, ad Amalfi, a Venezia, a Milano, a Varese, a Palermo.

Realacci, urge contrasto ecomafie – “E’ molto importante che si dia un segnale concreto di presenza della Stato anche attraverso il recupero di rifiuti tossici che in decenni di attività le ecomafia hanno illegalmente disseminato per il Paese e in particolare in Campania” e che vengano avviate le bonifiche. Lo afferma il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci a proposito del ritrovamento a Casal di Principe di fusti interrati contenenti fanghi ‘sospetti’ su indicazione di un pentito di Camorra. “Mi auguro – prosegue Realacci – che la mia richiesta ai presidenti di Camera e Senato di desecretare i verbali dell’audizione del 1997 del pentito Schiavone in Commissione bicamerale di inchiesta sulle ecomafie possa andare a buon fine. Come Commissione Ambiente chiederemo al ministro Orlando di riferire quanto prima sulle politiche di contrasto allo smaltimento illegale dei rifiuti e sull’urgente avvio delle attività di bonifica”. Poi, commentando il dossier di Legambiente sulla ‘Terra dei fuochi’, parla di come venga messo in evidenza “il peso dei can sull’ambiente”. E del fatto che “in Parlamento, in commissione Giustizia alla Camera, c’è un ddl di cui sono primo firmatario per l’introduzione dei reati ambientali nel codice penale. Mi auguro che diventi presto legge dello Stato”.

 

ANSA 18 settembre, 16:48

Inserito da Alberto Del Grosso

 

 

 

Lascia una risposta