Piano di Sorrento. Villa Fondi, maggioranza fantasma. Il sindaco non ha i numeri per promuovere l’offerta dei privati

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Piano di Sorrento. Se oggi ci fosse una seduta di consiglio comunale e all’ordine del giorno dei lavori spuntasse di colpo l’argomento chiave del momento, ovvero Villa Fondi, Giovanni Ruggiero non avrebbe dalla sua parte una maggioranza forte, solida, capace di sostenerlo e di garantirgli un voto positivo, dribblando il rischio di imbattersi in «imboscate» pericolose. E’ la realtà dettata dai numeri, non delle voci o delle indiscrezioni affrettate. La squadra fedele al sindaco si è sfaldata, sgretolata all’improvviso, sotto i colpi delle proteste, delle polemiche, delle striscianti perplessità su un progetto di riqualificazione del «gioiello di famiglia» su cui c’è un intreccio politico-economico che, però, adesso è finito nel freezer. Almeno per il momento. Ruggiero, per la verità, ha ufficialmente fatto trapelare l’intenzione di prendersi una pausa di riflessione sulla proposta di project financing. Ed è qui che rispunta il discorso della commissione bipartisan da istituire con esponenti della minoranza e del comitato «Villa Fondi Bene Comune». Un modo come un altro per prendere tempo e tentare di convincere gli scontenti del gruppo e risolvere in qualche modo la querelle. Al suo fianco, il sindaco deve fare i conti con le posizioni smarcate dell’assessore Vincenzo Iaccarino e dei consiglieri Pasquale D’Aniello e Costantino Russo, che hanno già bocciato l’operazione. Stesso discorso per il delegato ai lavori pubblici, Francesco Gargiulo. Sono già 4, insomma, che stanno dalla parte del comitato. Ed è qui che il plotone aumenta grazie ai 5 consiglieri comunali di minoranza – Gianni Iaccarino, Rachele Castellano, Vincenzo Parlato, Anna Iaccarino e Antonio D’Aniello – che sono pronti a continuare la battaglia. Seppur ci siano posizioni differenti. Insomma, 9 consiglieri sui 16 eletti non gradiscono che su Villa Fondi sia sorta la possibilità che un gruppo di imprenditori privati della penisola sorrentina – guidati dal manager di MGHotel, Michele Guglielmo – per una cifra vicina a un milione di euro (con cui verrebbero finanziati i lavori di ristrutturazione e restyling dell’intero complesso con particolare attenzione ai locali interni) e un canone annuo di 12mila possa ottenere l’affidamento della gestione del centro. Sul caso, interviene anche Antonio D’Aniello. Il consigliere del Partito democratico boccia il project financing, difende gli imprenditori, fornisce un assist al vicesindaco Salvatore Cappiello (che finora non si è ancora espresso sulla faccenda) e punge il sindaco Ruggiero. Insomma, una sorta di fritto misto. «E’ vero, non sono favorevole al progetto attualmente presentato al Comune, ma i processi a mezzo stampa mi piacciono veramente poco. Vedere degli imprenditori di Piano di Sorrento, che legittimamente hanno presentato un progetto, messi alla gogna alla stregua di “mani sulla città” veramente non lo trovo corretto. Quindi se alcune mie dichiarazioni hanno sortito quest’effetto me ne scuso. Far passare gli imprenditori come colpevoli di chissà quale misfatto, quando la responsabilità di decidere è del consiglio comunale è un’operazione disonesta intellettualmente. Allo stesso modo sono abbastanza stufo (da cittadino), delle frizioni interne alla maggioranza, dei distinguo e dei troppi ma e però ascoltati all’interno della maggioranza, con dei sussurri, spesso anche pubblicati, che vogliono scaricare la responsabilità su Salvatore Cappiello, disinnescandone così ogni ipotetica ambizione personale è altrettanto disonesto oltre che falso. Credo che un amministrazione comunale sia responsabile collegialmente delle decisioni che prende. (Salvatore Dare – Metropolis)