CONCORDIA IN ASSE ALLE 4 DOPO 610 GIORNI VIDEO

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Poco più di un’ora per andare a fondo dopo l’inchino maledetto davanti a Le Scole, condannata a morte dalla manovra sciagurata di un solo uomo; 24 ore, se va bene, per rialzarsi, grazie all’ingegno di un team di 500 persone arrivate da tutto il mondo per realizzare qualcosa di mai tentato prima: la Concordia riemerge dalle acque del Giglio, 610 giorni dopo il naufragio. IN ASSE. Il relitto della Concordia è tornato in asse alle 4. “La rotazione della Costa Concordia è conclusa. La nave è ora appoggiata sulla piattaforma. Abbiamo segnato un punto decisivo per l’allontanamento della nave dal Giglio”. Lo afferma il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. La fiancata del lato dritto della nave e’ danneggiata. Saranno quindi necessari lavori di ristrutturazione, per poter poi montare i cassoni laterali. I tecnici sottolineano che “non c’e’ stata alcuna bomba ecologica. Ci sara’ solo da raccogliere qualcosa”. È iniziata con applausi e abbracci fra il capo della Protezione civile Franco Gabrielli e i responsabili delle operazioni per Costa, Franco Porcellacchia, e Micoperi, Sergio Girorro, la conferenza stampa in cui è stata comunicata la fine della rotazione del relitto. Intanto, nel porto e a largo, suonavano le sirene delle navi. IL LATO RIEMERSO DEFORMATO DAGLI SCOGLI – Sul lato della Concordia che era sommerso ci sono delle enormi deformazioni, con ogni probabilità dovute – spiegano alcuni addetti ai lavori – all’impronta degli scogli. Intanto, è stato spiegato in conferenza stampa, il relitto della nave ormai poggia sulla piattaforma creata ad hoc per l’operazione. TECNICI SODDISFATTI – «Penso che meglio di così non potesse andare». Lo ha detto il responsabile del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia, parlando della fine della rotazione del relitto della Concordia.

«Ci sono molti danni sulla nave e bisogna fare un censimento». Lo ha detto Nick Sloan, il direttore delle operazioni di rotazione della Concordia, «Tutto il team è molto orgoglioso di ciò che abbiamo fatto», ha aggiunto Sloan.
Il direttore delle operazioni, poi, ha concluso così: «Provo sollievo e sono un pò stanco, mi vado a fare una birra e vado a dormire. Mando un bacio a mia moglie». SCONGIURATO IMPATTO AMBIENTALE – «Non credo che sarà una bomba ecologica»: così Maria Sargentini, presidente dell’osservatorio ambientale sulla Concordia, durante la conferenza stampa di fine rotazione. «Siamo arrivati fino a questo punto rispettando ciò che avevamo previsto – ha aggiunto -: non vedo perchè ciò non debba valere anche per l’aspetto ambientale». LENTA RISALITA. Ma è stata una lenta risalita quella della Concordia, assai piu’ lenta di quanto previsto. E piu’ che un ritorno alla vita, che ormai nessuno potra’ restituirle, sembra davvero un lungo e malinconico funerale in memoria delle 32 vittime, due delle quali sono ancora laggiu’, da qualche parte, nei meandri della nave. E, anche, un monito per tutti: affinche’ certi comportamenti e certe pratiche siano bandite per sempre. A guardarla tornar su, la Concordia fa tenerezza. E rabbia. RUGGINE. Perche’ 20 mesi di mare l’hanno ridotta ad un ammasso di lamiere mangiate dalla ruggine e dalle alghe e cancellato ogni colore, lasciando spazio ad un marrone uniforme e triste. Ma anche perche’ ancora oggi viene da chiedersi come sia stato possibile. Il parbuckling, l’orrendo nome che sta a significare la rotazione della nave per riportarla in assetto verticale, parte alle 9 in punto: tre ore secche di ritardo sul programma originale. “Nessun problema tecnico”, si affrettano a spiegare gli esperti ai giornalisti di tutto il mondo, ma solo uno slittamento dovuto al violento temporale che nella notte si e’ abbattuto sul Giglio. E un altro stop arriva otto ore dopo, stavolta si’ dovuto a questioni tecniche: e’ stato necessario intervenire su 4 dei 36 cavi che tirano la nave, per evitare che questi potessero danneggiare gli altri. TEMPI LENTI. Il risultato e’ un posticipo della fine delle operazioni di quasi 12 ore rispetto ai tempi inizialmente previsti: non piu’ lunedi’ sera ma all’alba di martedi’. In dodici ore la nave ha ruotato di 13 gradi. Poco dopo la mezzanotte l’annuncio del capo della Protezione civile Franco Gabrielli che erano stati raggiunti i 24 gradi, una posizione che ha segnato l’avvio della fase finale della rotazione. Una fase che ha visto l’apertura dei cassoni per far entrare l’acqua, una procedura che permettera’ il ritorno in asse. La conclusione delle operazioni e’ prevista alle prime luci dell’alba, intorno alle 4, forse anche prima. “Ci avviciniamo all’ora di conclusione delle operazioni – ha poi aggiunto Gabrielli – le tempistiche sono da ricondurre alle mani sapienti di chi sta operando”. Sempre che le incognite, impossibili da prevedere fino in fondo in un’operazione mai realizzata, siano finite. “Andremo avanti ad oltranza per tutta la notte – aveva confermato in serata Gabrielli -. Abbiamo una tempistica dilatata e probabilmente termineremo all’alba”. DIRETTA. Per ora non e’ stato rilevato alcuno sversamento in mare dell’acqua contenuta nel relitto. A seguire ogni istante della lenta risalita della Concordia c’e’ il mondo intero: giornalisti dalla Corea al Giappone, dirette non stop sui canali all news e sui siti internet, milioni di tweet. Al Giglio, i posti piu’ ambiti sono le case che affacciano sul porto e i tavolini dei bar: cronisti e isolani e sono tutti li’ con gli occhi puntati verso il mare, in una sorta di gigantesco reality che tutti vogliono abbia un lieto fine ma che nessuno puo’ escludere si si trasformi in tragedia. I primi pronti a chiedere spiegazione per ogni minuto di ritardo; i secondi molto piu’ interessati alla riuscita dell’operazione, tempi lunghi o meno. I piu’ tranquilli sono i tecnici che non sono in servizio: bevono birra e guardano con i binocoli la loro ‘shit ship’, come la chiamano ridendo. Non c’e’ persona che non abbia al collo un badge: quello rosso che indica la possibilita’ di accedere alla ‘decision room’ e’ il piu’ prezioso. Poi c’e’ quello che consente l’accesso a tutte le zone in cui e’ stata divisa l’isola, quello per lo staff – i tecnici che in questi mesi hanno lavorato per preparare l’operazione di oggi, quello per i media. Ed anche uno per i residenti. SODDISFAZIONE. “Le cose stanno andando come pensavamo e abbiamo segnali molto confortanti. Per il momento verifichiamo che c’e’ una corrispondenza tra la realta’ e il progetto”, ripete per tutto il giorno ai giornalisti il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli faticando a far capire che l’importante e’ il risultato finale, non quello alla fine del primo tempo. “E’ vero, ci sono stati problemi, ma sono stati risolti. Quello che conta e’ che alla fine la Concordia torni in assetto verticale”. Ecco perche’ se la prende con la “logica di questo paese”: che e’ quella per la quale “invece di dire bravi” a chi si premunisce per affrontare e risolvere un problema, si chiede “perche’ non avete calcolato la sfiga”. Quando scende la notte al Giglio, e’ ormai chiaro a tutti che l’operazione folle ha buone probabilita’ di riuscita. Ma non e’ affatto conclusa. Gabrielli, a onor del vero, e’ il primo a dirlo: “la partita non e’ ancora finita e gli imprevisti possono verificarsi in ogni fase, anche al termine dell’operazione”. Tutti si augurano che non sia cosi’. Tutti, in cuor loro, sperano che questa sia l’ultima notte con la Concordia piegata su un fianco, come Schettino la lascio’ 610 giorni fa in una notte di freddo e morte. All’alba si sapra’ se bisognera’ ancora aspettare. IL VIDEO DELL’INVIATO MARCO PASCIUTI  MADRE LINA: ABBIAM PREGATO SAN MASSIMILIANO 

 

 

 

 

 

 

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