Concordia, lotta col tempo. Mareggiata in arrivo, stop di un´ora

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l meteo annuncia tempesta. L’operazione si interrompe per revisionare i tiranti e Gabrielli sbotta: «Colpa della sfiga, ce la faremo»

E’ iniziata alle 9, con circa 3 ore di ritardo rispetto al previsto per il temporale che nella notte si è abbattuto sul Giglio la rotazione della Costa Concordia. Quasi due anni dopo il naufragio, via quindi al “parbuckling”, così viene chiamata l’operazione di raddrizzamento del relitto della nave, naufragata il 13 gennaio 2012, una tragedia che provocò la morte di 32 persone, due ancora disperse dentro il relitto, sarà riportata in posizione verticale. Cinquecento gli uomini al lavoro, 12 ore per il raddrizzamento completo, la prima previsione poi smentita. Al Giglio presenti tv da tutto il mondo.

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A cuore aperto. Il ministro dell’Ambiente Orlando, in serata, ha dichiarato che l’intera operazione è delicata come un’operazione a cuore aperto. Richiederà tempi lunghi.

L’avvio. L’operazione di “parbuckling”, prevista per stamani alle 6, è slittata di circa tre ore. Alle nove in punto, hanno spiegato i tecnici della Titan-Micoperi, «abbiamo completato tutte le verifiche e sono iniziate le operazioni di parbuckling». «Non c’è nessuna preoccupazione di carattere tecnico», ha detto il commissario per l’emergenza della Concordia Franco Gabrielli. «Questa notte – ha aggiunto – il tempo non è stato favorevole, ma tutto è nella norma, tutto è regolare. La sequenza di preparazione è rispettata».

Il meteo. La rotazione della Concordia inizierà ad essere visibile «dopo un paio di ore dall’inizio del tiraggio», ha detto il responsabile del progetto di rimozione per la Micoperi, una delle aziende impegnate nell’operazione, Sergio Girotto. La stima di 12 ore per la durata della rotazione del relitto della Concordia «rimane valida, poi tutto dipende dal comportamento del relitto», ha detto ancora Girotto. L’avvio dei lavori è slittato di circa tre ore «ma la tempistica è la stessa» hanno assicurato i tecnici. La tempistica, poi, slitterà, le operazioni si fermeranno addirittura. Si parlerà di 18 ore e poi di tutta la notte.

Rischio gas. Nel corso dell’operazione è possibile che vi sia il rilascio, dall’interno della nave, di gas prodotti dalla decomposizione dei materiali organici ma al momento non sono stati superati i limiti di emissioni nell’atmosfera, hanno poi spiegato i tecnici della Micoperi. «L’emissione di H2s, cioè di gas prodotti dalla decomposizione di materiale organico è una possibilità – ha detto Girotto -. In ogni caso, abbiamo un controllo costante delle emissioni nell’atmosfera dal quale, al momento, non risulta alcun superamento dei limiti».

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Attorno alle 15 Franco Gabrielli, capo della protezione civile ha detto che, lentamente, l’operazione procede e che la Concordia «è arrivata all’ottavo grado di rotazione». Molto poco, ancora. Ma l’operazione deve esserlo.

I due dispersi. All’elenco delle vittime mancano due dispersi. Tutti hanno sempre saputo che la Concordia è anche una colossale tomba. Quando la nave si è “scollata” dalla roccia e fra il fondale marino e lo scafo si è creata un’intercapedine, si è cercata traccia di corpi. Nessuna traccia al momento.«Nell’intercapedine tra il fondale e la nave non sono stati al momento avvistati i corpi delle due vittime che ancora risultano ufficialmente disperse» ha detto Franco Gabrielli.

Al triste appello mancano, venti mesi dopo, Russel Rebello, il cameriere indiano che lavorava sulla Concordia e morì aiutando altri a salvarsi, e Maria Grazia Trecarichi, passeggera siciliana che era al telefono prima di scomparire in mare. Gabrielli aveva spiegato nei giorni scorsi a Roma che le ricerche dei corpi sarebbero riprese una volta che la nave fosse stata messa in sicurezza. «Prima – ha spiegato – viene la sicurezza degli uomini». Solo i robottini Rov scandaglieranno nella prima fase lo scafo.

I tempi. Si andrà avanti tutta la notte. La parte più rischiosa e delicata è quella in corso. Poi la rotazione dovrebbe continuare da sola grazie all’abbrivio impresso dalla zavorra.

«Siamo a metà della prima fase. Per arrivare ai cassoni serviranno 4-6 ore». Lo ha detto Franco Porcellacchia, responsabile delle oerazioni di rimozione della Concordia durante il punto stampa all’Isola del Giglio. Dopo questo periodo di tempo «finirà la prima parte che è quella più critica».

Meteo. Il bollettino meteo non è rassicurante. Da questa sera in arrivo venti forti con raffiche di burrasca sul Tirreno, a cominciare dalla Sardegna, in estensione a Toscana, Lazio e Campania, in particolare sui settori costieri. Si prevedono mareggiate lungo le coste esposte. Lo indica un avviso meteo della Protezione civile che gestisce il recupero della Concordia.

«Questa operazione non è fortemente influenzata dalle condizioni meteo. Non ci aspettiamo particolari problemi». Lo ha detto il responsabile del progetto di parbuckling della Costa Concordia per Micoperi, Sergio Girotto. «Non ci aspettiamo un impatto dalle condizioni meteo e nemmeno dal buio – aggiunge – siamo attrezzati per lavorare 24 ore su 24».

Stop in serata. C’è stata un’interruzione di circa un’ora delle attività di tiraggio della Concordia. Lo stop alle operazioni di rotazione, secondo quanto si apprende da fonti della Protezione Civile, è avvenuto attorno alle 18 per consentire un’attività di manutenzione sui cavi non più in tensione.

Il relitto della Concordia sarà in piedi entro l’alba di domani, martedì. Lo ha detto Sergio Girotto, responsabile della procedura per la Micoperi parlando dell’andamento dei lavori e spiegando che ci sono stati «dei ritardi fisiologici. Siamo soddisfatti – ha aggiunto – anche se si allungano i tempi».

Esorcismo. Gabrielli ha rassicurato i giornalisti. Ci vorrà più tempo, il contrattempo si può superare «ma è colpa della sfiga: chi può pretendere che si calcoli la sfiga?».