Ieri, scomparso Jimmy fontana.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Jimmy Fontana, nome d’arte di Enrico Sbriccoli, avrebbe compiuto a novembre 79 anni ed era malato da tempo. Cantautore, contrabbassista e attore, conobbe il suo periodo di massimo successo negli anni ’60.

 

Il cantante è morto nella sua abitazione a Roma l’11 Settembre 2013.

Fra i suoi maggiori successi “Il mondo” e “Che sarà”.

 

 

Jimmy Fontana, vero nome Enrico Sbriccoli, amò il jazz. 

Con il contrabbasso arriva la collaborazione con la Roman New Orleans Jazz Band e l’università passa in secondo piano. 

Ssceglie un nome d’arte, Jimmy in omaggio al sassofonista Jimmy Giuffre Fontana, scelto a caso, dall’elenco telefonico.
La casa discografica Consorti lo fa incidere. 

Entra nella Flaminia Street Jazz Band, composta all’epoca da Giorgio Benigni, Umberto De Nigris, Francesco Tomassini, Raffaele Giusti, Aldo Balzani, Giovanni Spalletti, Sandro Santoni, Wilder Petroselli, Leonello Bionda e incide con l’etichetta Astraphon. 

Nasce la band Jimmy Fontana and his Trio con tre dei ragazzi della Flaminia Street, Giusti al pianoforte, Santoni al contrabbasso, Bionda alla batteria. 

Ama Leda, che diventerà sua moglie e gli darà quattro figli, Luigi, Roberto, Andrea e Paola. 

Primo successo è con Diavolo che, pubblicata anche in Spagna, gli porta il terzo posto al Festival di Barcellona. 

Con Bevo, nel 1960, vince il Burlamacco d’Oro, a Viareggio. 

Prima partecipazione al Festival di Sanremo nel 1961: in coppia con Miranda Martino presenta Lady luna, di Armando Trovajoli e Dino Verde. 

Passa alla RCA, il primo brano è Non te ne andare, del 1963, della quale è anche autore insieme a Gianni Meccia e a Lilli Greco. 

Nel 1965 ottiene il primo grande successo con Il mondo (testo di Gianni Meccia, musica scritta in collaborazione con Carlo Pes e arrangiamento di Ennio Morricone), in gara a Un disco per l’estate. 

Debutta al cinema in due “musicarelli”: Viale della canzone e 008 Operazione ritmo

Poi altre produzioni, Io bacio… tu baci e La voglia matta.

La mia serenata vince il Disco per l’estate nel 1967 mentre al Cantagiro del 1968 presenta La nostra favola, cover della canzone di Tom Jones Delilah; il lato B del 45 giri La nostra favola è la canzone A te, tratta dall’aria Je crois entendre encore dall’opera di Bizet I pescatori di perle

Nel 1970 ancora successo con L’amore non è bello (se non è litigarello), sigla di Signore e signora, con Delia Scala e Lando Buzzanca. 

L’anno dopo scrive la musica (in collaborazione con Italo “Lilli” Greco e Carlo Pes) e parte del testo insieme a Franco Migliacci di Che sarà: l’idea è di presentarla a Sanremo e Fontana è il produttore, a Los Angeles, di Josè Feliciano che registra tre versioni della canzone: in italiano, in spagnolo (Que Serà) e in inglese (Shake a Hand). 

 “Che sarà” si piazza seconda al festival di Sanremo, cantata da I ricchi e poveri. 

Dopo poco tempo si trasferisce a Macerata, dove apre un bar per cinque anni. 

Ritorna nel 1979 con Identikit, sigla della serie tv Gli invincibili (più tardi un’altra canzone, Bambola bambina, verrà usata come sigla per una serie tv, La donna bionica), che riscuote un discreto successo, confermato poi da Beguine, presentata al Festival di Sanremo 1982. 

Si rilancia con il gruppo I Superquattro, con Gianni Meccia, Nico Fidenco e Riccardo Del Turco. 

Partecipa al Festival di Sanremo del 1984, nel gruppo Squadra Italia con Una vecchia canzone italiana.

Ieri in serata, Tony Renis lo ricordava: “Era un grande amico, un grande artista e un grande compositore, ma, soprattutto, una grande persona con la quale ho avuto sempre un rapporto leale. Ci siamo incontrati l’ultima volta lo scorso anno, e ripromessi di vederci più spesso. Poi, però sono ripartito per gli Stati Uniti e quindi non ho avuto più la possibilità di vederlo”.  

Edoardo Vianello ha affidato il suo ricordo a un tweet. 

Molti lo piangono, è stato icona degli anni Sessanta della musica italiana.

 

 

 

Maurizio Vitiello