Piano di Sorrento su Villa Fondi ai privati amministrazione di Ruggiero fa le tre carte . Positanonews lo ha detto

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Chiamasi gioco delle tre carte. E’ quello che sta facendo l’amministrazione di Giovanni Ruggiero a Piano di Sorrento sulla privatizzazione di Villa Fondi. Per il project financing imprenditori avveduti hanno già speso molto tempo e molti soldi è da ingenui pensare che con un’incontro con le associazioni il progetto fosse morto li anche se è insorta tutta la penisola sorrentina. Ad aver “sgamato” le intenzioni dell’amministrazione è stata Positanonews prima sottolineando come le parole di Ruggiero lasciassero spazio ad altre interpretazioni (“decide il consiglio..” il pubblico interesse non c’è “allo stato attuale”, insomma un linguaggio gesuitico , ecclesiastico, pilatesco che dir si voglia) mentre tutti gridavano alla vittoria, poi il gorno dopo con un’intervista a Maurizio Gargiulo, delegato ai project financing ed ex assessore al bilancio, insomma uomo “chiave” della vicenda, che , detto per inteso, non ha detto niente di stravolgente, anzi è stato lineare e razionale nell’esporre le sue ragioni, mentre qualcuno metteva pure in dubbio le cose che scrivevamo all’interno del comitato dove già si brindava per una vittoria che è una vittoria della democrazia e della cultura, che sia chiaro, che condividiamo, che sia ancora più chiaro. Facciamo i watch dog, cerchiamo di mettere in guardia la popolazione e le associazioni sulla vicenda, avvantaggiati dalla nostra imparzialità, non siamo carottesi per esempio, anche se come disse qualcuno (siamo tutti berlinesi, ndr) su Villa Fondi non possiamo non dirci tutti carottesi, anche noi, che fra l’altro operiamo con i nostri uffici pure a piano e , caso curioso, sono nato proprio a pochi metri da questa straordinaria Villa, in quella clinica San Michele, purtroppo tristemente chiusa. Si continua a parlare di conti da far quadrare, ma nessuno cerca responsabilità su chi non li ha fatti quadrare, chi non ha fatto rispettare il regolamento, qui siamo di fronte ad un corto circuito istituzionale manca la figura di un assessore al ramo qualificato, gestiscono tutto i funzionari, ma nessuno ha il coraggio di dire guarda hai sbagliato, c’è qualcosa che non va.. no? Tutto viene concordato a Piano, nelle stanze segrete del centro, come in un conclave, poi si deve salvare la faccia ed il consenso, il sindaco non può essere immolato, si deve trovare un capro espiatorio, per poi fare sempre quella cosa che si voleva, dando la colpa a lui, giammai a se stessi, e così in un continuo gioco delle tre carte si va avanti facendo perdere tempo per poi ottenere comunque lo stesso risultato, la speranza è che questa volta le associazioni fermino tutto e non si lascino imbrigliare da questa “melina”. Sembra pessimismo ma è razionalità, c’è il pessimismo della ragione, ma l’ottimismo della volontà, bisogna fermare tutto, senza ne se ne ma, senza che si passi la palla al comitato per metterlo poi con le spalle al muro e ottenere comunque quello che volevano. Si, bisogna fermare tutto, resettare, rivalutare la situazione, per esempio sulla stessa scelta della privatizzazione o meno bisognava fare uno studio preliminare,  da parte di qualche Università o di Federculture, sulle soluzioni ottimali ed auspicabili. Cè bisogno di un nuovo corso per Villa Fondi, basta poco, serve la volontà.  sperando che anche la cultura a Piano si evolva e non continui ad essere solo una serie concatenata di manifestazioni, buone o belle che siano, senza una progettualità e senza visione della mission di questa splendida Città .

Michele Cinque