Cava de´ Tirreni. Corso imbrattato dallo spray per “assegnare” le bancarelle. Indignazione in città

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Cava de’ Tirreni. Indignazione e vergogna: sono stati questi i sentimenti che sono prevalsi in tanti cittadini cavesi che da sabato scorso hanno avuto modo di osservare con i loro occhi lo “scempio” effettuato da dipendenti comunali per delimitare gli spazi assegnati alle bancarelle presenti in questi giorni di festa patronale in onore di Santa Maria dell’Olmo, tra Corso Umberto I ed il primo tratto di Corso Mazzini e Viale Garibaldi. Infatti, tra giovedì e venerdì scorso, alcuni dipendenti comunali, utilizzando uno spray di vernice rossa, hanno tracciato e numerato le delimitazioni degli stalli di sosta delle tradizionali bancarelle lungo l’antico borgo porticato. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non che i segni ed i numeri fatti dagli “intelligenti” dipendenti comunali sono stati fatti con della vernice indelebile o difficilmente cancellabile se non con un’appropriata pulizia, sulla nuova pavimentazione e perfino alla base dei pilastri dei secolari portici, da Piazza Amabile fino a Piazza San Francesco, addirittura in presenza di alcuni Agenti della Sezione Annona della Polizia Locale. La cosa, grazie soprattutto al colore “vivace” utilizzato, ovviamente non poteva passare inosservata agli occhi di tanti cittadini metelliani che si sono trovati di fronte un vero e proprio scempio perpetrato nel cuore del centro storico. In poche ore, il web ed i social network sono stati inondati da fotografie e soprattutto da critiche nei confronti di chi ha permesso che ciò accadesse. A chiedersi se fosse necessario veramente utilizzare quel tipo di vernice, oltre a migliaia di cittadini cavesi, sono stati anche gli attivisti del gruppo Cava 5 Stelle. “Durante l’attività informativa effettuata in piazza per informare la cittadinanza riguardo l’art.138 – si legge in una nota dei penta stellati cavesi – abbiamo constatato che sono stati segnati gli stalli per le bancarelle con spray da parte degli addetti comunali. E’ incredibile: si cerca di sensibilizzare i giovani e meno giovani a non imbrattare i pilastri del nostro magnifico corso con scritte amorose od inni alla squadra del cuore, in alternativa ci pensano gli addetti al comune a sporcarli. Non era possibile utilizzare lo scotch al posto della vernice? Oppure, non si potevano utilizzare come riferimento degli stalli i numeri civici dei negozi o dei portoni? Del semplice gesso? Terminata la festa non dovranno essere impiegati, comunque, degli addetti per pulire e quindi ulteriore impiego di risorse umane e costi? Quanto tempo servirà per rimuovere le “scritte?”, si chiedono ancora i grillini. Sicuramente ci vorrà molto di più di quanto ci voleva per indicare agli “standisti” la loro posizione facendo un semplice giro di ricognizione con loro prima di dare inizio al montaggio”. Secondo alcuni esperti, per far sì che le scritte scompaiano definitivamente sarebbero necessari ben 25 anni, mentre da Palazzo di Città fanno sapere che non dovrebbe essere difficile rimuoverle senza troppi problemi. Si spera, quindi, che le vernice utilizzata sia facilmente rimuovibile con semplice acqua e non vengano utilizzati prodotti solventi che possano deturpare o danneggiare la pavimentazione, anche perché è stata appena rifatta. (Valentino Di Domenico – Metropolis)