È arrivato il giorno del voto sulla decadenza di Berlusconi !

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Oggi, lunedì 9 settembre inizia l’iter della discussione alla Giunta per le elezioni e immunità parlamentari del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. Un percorso che però potrebbe subire rallentamenti, sempre se dalla parte azzurra si spingerà per una procedura di contestazione.

DECADENZA BERLUSCONI: COSA SUCCEDE OGGI – Chi pensa domani di avere già la risposta in tasca si sbaglia. L’iter per la decadenza di Silvio Berlusconi a Palazzo Madama è lungo. Ci vorranno diverse sedute e il calendario è ancora da stabilire. All’ufficio di presidenza della giunta per le Immunità del Senato non si è nemmeno arrivati all’accordo, indi per cui oggi alle 15 si dovrà decidere su date e resto, con la relazione di Augello che aprirà le danze. Per Cesare Previti la giunta ci mise la bellezza di nove mesi, culminati con le sue dimissioni. Qual’è il percorso? Fase uno: il presidente della giunta per le Elezioni del Senato dà immediata comunicazione a Silvio Berlusconi dell’arrivo in Senato dell’estratto del dispositivo della sentenza Mediaset. E’ successo, ed è stato fatto via posta raccomandata. Da quel momento sono scattati i 20 giorni per costruire la “difesa” del Cavaliere. Le eventuali memorie devono esser integrate nella relazione che oggi Andrea Augello presenta a Palazzo Madama. Dopo la sua arringa seguirà il dibattito di ogni parlamentare in giunta. Venti minuti a testa, con un voto (finora) espresso in modo palese. Se il lavoro di Augello verrà bocciato il relatore verrà sostituito e si fisserà la convocazione di una udienza pubblica dove potrà partecipareSilvio Berlusconi. Perché? Perché quella è l’occasione in cui il Cavaliere potrà presentare le sue memorie e difese prima della riunione in camera di consiglio.

 

Silvio Berlusconi firma per i referendum sulla giustizia dei Radicali Italiani

 

MISTER AUGELLO – Andrea Augello, di sangue missino, ha curato la campagna (infausta) di Gianni Alemanno per Roma. Soprannominato il Drago da Veronica Lario, non è il classico uomo di fiducia nella testa del Presidente. Fu il pontiere azzurro (infausto anche qui) al tempo della crisi tra Fini e Berlusconi. Segue la sua associazione Capitani Coraggiosi che accorpa i cosiddetti “moderati romani”. Ora l’occhio della stampa è puntato tutto su di lui. «Si è creata – spiega su Facebook – un’aspettativa eccessiva sui contenuti di questa relazione: i media in queste settimane mi hanno attribuito ogni genere di proposito, dai più complessi ricorsi a quasi tutti gli organismi internazionali conosciuti, fino alle dimissioni dall’incarico, per non so quale astuto calcolo sulla tempistica. Invece farò solo una normalissima relazione, come peraltro è mio dovere, facendo bene attenzione a non derogare dal principio di attenermi con scrupolo ad argomenti tecnico giuridici il più possibile oggettivi. Molti amici e militanti, in questi giorni, mi hanno chiesto perché mi sono trattenuto dall’esprimere con chiarezza le mie intenzioni ed il mio pensiero. La ragione è che il relatore di una Giunta è come un magistrato: non può e non deve anticipare i contenuti della sua relazione ed ha un vincolo inderogabile di riservatezza e di imparzialità. Quando si hanno dei ruoli istituzionali bisogna rispettare le regole. So bene che molti non lo fanno, ma proprio per questo ha un valore speciale testimoniare, anche in circostanze di questo genere, una tenace quanto incoercibile diversità. Lunedì sarà un giorno difficile, il primo di una lunga serie. Spero di dimostrarmi all’altezza della situazione, che è davvero molto, molto complicato». Prima della testa di Silvio oggi ci si gioca la testa del capitano coraggioso:

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DECADENZA: TUTTI I TENTATIVI DEL CAV. – Ha firmato i referendum dei radicali, ha sollevato il caso costituzionalità sulla legge Severino, ha mandato avanti Schifani come un falco ma sopratutto ha fatto il ricorso alla Corte europea dei diritti umani a Strasburgo contro la sentenza della Cassazione a 4 anni per frode fiscale. Quest’ultima genialata potrebbe congelare la questione decadenza per un anno? Nelle trentatré pagine presentate in realtà si contesta la norma della legge anticorruzione Monti-Cancellieri- Severino, secondo cui decade chi è condannato a pene superiori ai due anni. tra le righe riportate da alcuni quotidiani si legge: «le norme sull’incandidabilità e sulla decadenza del parlamentare condannato ledono senza possibilità di alcun rimedio il diritto di Silvio Berlusconi, leader di uno dei maggiori partiti politici italiani, di continuare a rivestire la carica di senatore e ledono la legittima aspettativa degli elettori alla sua permanenza in carica…». Lo scacco va alla giunta che potrebbe aspettare la decisione di Strasburgo prima di pronunciarsi. A sedare però gli animi è Luciano Violante. L’ex presidente della Camera ha bollato il ricorso come inammissibile: «Un ricorso per essere fondato presuppone che la decadenza sia applicata».Intanto i canali con i pontieri di centrosinistra sono stati riattivati in un pressing che pareva interrotto neanche una settimana fa. Unico pensiero difendersi: con tutti i mezzi. Perfino revisionare il processo. Tramite infatti gli articoli 629, 630 e 635 del codice di procedura penale si potrebbe riaprire il caso anche a sentenza già in giudicato. Ne ha parlato Liana Milella su Repubblica. Come? Tramite alcune carte svizzere, mai acquisite durante il dibattimento, relative a Frank Agrama, ritenuto presumibilmente il “socio occulto” nella vicenda Mediaset. Le carte sono state pubblicate da Il Giornalemartedì 3 settembre . La partita non si gioca quindi solo dentro Palazzo Madama ma anche nelle teste dei giudici della corte di Appello di Brescia. L’importante è però prendere tempo. Qualsiasi cosa accada.