Via la Giustizia da Sorrento

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Nessun ripensamento, nessun rinvio, il Ministero di Grazia e Giustizia ha deciso: soppressione del Tribunale di Sorrento, sede distaccata di Torre Annunziata, dal 13 settembre prossimo tutti i nuovi affari giudiziari passano a Torre Annunziata, con la proroga di un anno per smaltire le vecchie procedure. Muore il nostro Foro Sorrentino, con la soppressione dei locali che hanno ospitato la Pretura prima ed il Tribunale poi. Muore un po’ della nostra storia giuridica; Sorrento ha avuto in passato nobili figure di avvocati e magistrati, ma soprattutto muore il nostro mondo di giureconsulti e le nostre tradizioni giuridiche. Il Ministero non ha valutato il disagio, non soltanto degli avvocati (sappiamo di essere malvisti da parte dell’opinione pubblica, lo dimostrano i crescenti provvedimenti legislativi varati in questi ultimi tempi), ma soprattutto il disagio dei cittadini, allontanati dal loro Giudice Naturale, allontanati sempre di più dalla Giustizia! Immaginiamo a che cosa dovrà andare incontro, in futuro, l’utente che ha la necessità di risolvere un suo problema di natura legale, che deve ottenere una giustizia in tempi brevi ed immediati. Egli si deve recare a Torre Annunziata, e magari c’è lo sciopero della Circumvesuviana, oppure sono chiuse le gallerie, o vi è l’occupazione stradale da parte di scioperanti, il che rende impercorribile il cammino veicolare. Ma tutto questo non interessa al Ministero di Grazia e Giustizia. Il progetto di soppressione delle sedi distaccate dei Tribunali vorrebbe rappresentare un taglio agli sprechi, ma quali ? Dopo i continui sprechi che si succedono nel nostro Paese ? E poi, diciamoci la verità, ma quale Tribunale funziona veramente nel nostro Paese ? Immaginate il caos che succederà adesso a Torre Annunziata: innanzitutto il problema logistico, dove ci metteranno insieme a tutti gli altri provenienti dalle sezioni abolite ? Come è avvenuto in passato, quanti fascicoli andranno smarriti nel trasloco ? In ogni Paese democratico deve funzionare e bene la Giustizia; ogni cittadino ha diritto di essere ascoltato, secondo la Carta Costituzionale, dal suo Giudice Naturale, ad ottenere giustizia, anche se questa sembra allontanarsi sempre di più. (Avv. Augusto Maresca)