RASTELLI UN GRANDE AVELLINO CHE STUPIRA´ ANCORA.

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Rastelli sorride per il primo posto e per la quarta vittoria di fila in casa tra Coppa Italia e campionato. «È stata una gara perfetta – dice – abbiamo avuto qualche affanno alla fine del primo tempo, nel secondo siamo stati trascinati da questo pubblico eccezionale ma credo che la squadra abbia dato tutto. Abbiamo, però, peccato negli ultimi venti metri, dove spesso non siamo stati attenti e lucidi come avremmo dovuto». Una partenza così è inaspettata. «Cominciare in questo modo fa bene a noi e regala entusiasmo a città e tifosi. Non succedeva da tanti anni ad Avellino e questo vuol dire che il progetto è serio e ambizioso. Del mercato non parlo più. Mi accontento di quello che ho, non mi piace piangermi addosso, ma solo lavorare sodo». È sempre lui il trascinatore dei lupi: due gol in tre gare per Castaldo: «Sono tre punti meritati – dice – anche se la classifica non dobbiamo guardarla. L’obiettivo è la salvezza. Abbiamo giocato una partita perfetta contro una squadra che ci ha messo in difficoltà». Il segreto è il sacrificio: «Siamo una formazione operaia, dobbiamo sempre dare il massimo altrimenti rischiamo di andare in difficoltà. Sono contento del gol che dedico a mia figlia Morena, ma soprattutto per la vittoria».  

Avellino. Sette punti in tre partite e vetta della classifica in coabitazione con l’Empoli. Ad Avellino l’entusiasmo dei tifosi si taglia a fette. La squadra, come ai gloriosi tempi della serie A, è tornata a essere un corpo unico con il pubblico gettando il cuore oltre l’ostacolo. Grinta, accortezza tattica e un super Castaldo, nella bolgia del Partenio-Lombardi, sono così state le armi vincenti anche contro una coriacea Ternana. Gli umbri hanno disputato una buona partita ma a fare la differenza sono stati una giocata di Gigi Castaldo e un gruppo che si ritrova a esprimersi compatto sulle ali dell’entusiasmo. Su un campo con più sabbia che erba, dove non è stato facile mantenere a terra la palla, Rastelli e Toscano si sono sfidati in una sorta di partita a scacchi. Speculari nei moduli e nell’atteggiamento aggressivo, Avellino e Ternana hanno dimostrato di avere le carte in regola per disputare un buon campionato. 
Il primo tempo è avaro di grandi emozioni anche se i biancoverdi hanno subito provato a premere sull’acceleratore. Al 6′, appena entrati in area, prima Castaldo e poi Arini hanno visto le loro conclusioni infangersi sul bunker umbro. La risposta ospite, quattro minuti dopo, è stata affidata a Falletti che ha sparato alto dal vertice sinistro. A imitarlo, nel giro di trenta secondi, un reddivivo Soncin, preferito al bulgaro Galabinov. La prima vera azione da rete, però, è arrivata al 18′ quando Castaldo, in collaborazione con Arini, ha sfondato sulla destra ma ha colpito l’esterno della rete. L’ex molosso, in giornata di grazia, bene imbeccato dal dinamico Arini, al 26′ si è allungato la sfera di quel tanto che basta per favorire l’uscita di Brignoli. Peggio di lui, però, ha fatto Avenatti che, su angolo di Viola, ha sovrastato Fabbro ma non ha inquadrato lo specchio da pochi metri con Terracciano gelato sulla linea di porta. Il pericolo ha scosso i lupi che, a tre minuti dalla fine del primo tempo, si sono ritrovati con Castaldo davanti al portiere. Il numero dieci irpino ha rubato il tempo a Farkas e si è involato per quaranta metri in fuga solitaria. La sua conclusione è stata forte, ma Brignoli è stato bravo a opporsi con i piedi in stile Garella. 
La ripresa si è aperta con Rastelli che ha tolto dalla mischia uno spaesato Abero, arrivato solo martedì scorso dal Bologna, e si è affidato al più lineare De Vito. Non è cambiato, invece, l’equilibrio in campo anche se, dopo cinque minuti, Soncin ha costretto Brignoli a una uscita a kamikaze al limite. A farne le spese è Farkas costretto, dopo quattro minuti, a lasciare il posto a Lauro. Il nuovo entrato non ha fatto in tempo a raggiungere l’area di rigore che Castaldo, su angolo di Togni, ha arpionato il pallone di testa e bucato Brignoli che è riuscito solo a toccare la sfera. La rete si è gonfiata come d’incanto e il «Partenio-Lombardi» è diventato una bolgia. Rabbiosa a quel punto è stata la reazione della Ternana che, sette minuti dopo, ha colto un palo clamoroso con un colpo di testa di Alfageme. 
La gara è diventata man mano entusiasmante con continui capovolgimenti. A metà ripresa Viola ha fatto nuovamente la barba al palo di Terracciano su punizione ma, trenta secondi dopo, D’Angelo ha replicato tirando alto da buona posizione. Alla mezz’ora è stato Terracciano a ergersi protagonista con una uscita coraggiosa su Antenucci. Il pericolo scampato ha galvanizzato pubblico e squadra. 
I lupi con il passare dei minuti hanno chiuso ogni varco agli umbri, che ci hanno provato invano. Al 95’, quando l’arbitro Ghersini di Genova ha decretato la fine delle ostilità, l’urlo del «Partenio-Lombardi» è stato assordante. Dopo 39 anni l’Avellino ha sfatato il tabù Ternana ed è volato in testa alla classifica. Per chi quattro anni fa, di questi tempi, affrontava Sambiase e Milazzo in serie D è stato come toccare il cielo con un dito.fonte:ilmattino