ISCHIA MOBILI PIGNORATI ALLA COLOMBAIA LA VILLA CHE FU DI VISCONTI

0

 Davvero un brutto, bruttissimo film, che il Maestro non avrebbe mai voluto veder girare. Alla Colombaia, la residenza estiva di Luchino Visconti a Forio d’Ischia, è stato eseguito un pignoramento: l’ufficiale giudiziario ha provveduto a inventariare mobili e oggetti, che non fanno parte dell’arredo originario, a causa dell’iniziativa promossa da uno dei creditori della Fondazione che gestisce attualmente la villa e che attraversa una grave crisi finanziaria. L’operazione di recupero dei crediti è scattata davanti agli occhi di diversi turisti. Ora i beni pignorati andranno all’asta, ed ovviamente si accende la polemica sulle responsabilità. Dopo la morte del regista iniziò una fase di decadenza della Colombaia. Nel 1989 l’allora sindaco di Forio, Franco Iacono, approvò un progetto di recupero e adattamento ad uso pubblico della residenza e del parco annesso. L’iter che ne seguì fu lungo e complesso fino a quando il Comune non acquistò la proprietà per poi cederla in comodato gratuito ad una Fondazione. L’ex direttore generale di quest’ultima, Ugo Vuoso, ha chiesto e ottenuto il pignoramento, vantando un’ultima tranche degli emolumenti pattuiti come buonuscita dalla Fondazione stessa. L’ex sindaco di Forio, Franco Regine, che all’epoca gestì l’avvicendamento, parla di «coda velenosa»: «Vuoso e l’ex direttore editoriale, Daniele Morgera, non hanno gradito la loro sostituzione, ma avevamo dovuto stroncare un modo di fare per noi insostenibile. C’erano spese a non finire, su quattro dipendenti ben due direttori, quello generale e quello editoriale». Di «situazione economica di grave disagio, dovuta in primis alla eredità debitoria lasciata dalla precedente gestione Morgera-Vuoso» parla anche la Fondazione, con una nota del presidente del comitato direttivo, Massimo Bottiglieri. Ribatte alle accuse il professor Vuoso: «Con la nostra gestione siamo riusciti ad avere dal 2002 al 2007 risorse oltre un milione e trecentomila euro, abbiamo lasciato debiti per circa 260mila euro ma anche crediti per circa 300mila euro». Vuoso snocciola altri dati, altri finanziamenti ottenuti: «Dal 2009 al 2013 tra finanziamenti regionali e gli ultimi finanziamenti provinciali sono entrate nelle casse della Fondazione circa 600mila euro; che fine hanno fatto tutti quei soldi?». Quanto al pignoramento, «c’era stato un accordo firmato dall’allora presidente della Fondazione, Regine, che non è stato rispettato: quindi il giudice ha autorizzato le azioni legali del caso. In realtà il disastro della Colombaia va ascritto unicamente all’ex sindaco e ai politici a lui vicini». Rimpalli di accuse, verità opposte a confronto e una sola certezza: per la Colombaia una pagina nera da cui sarà difficile rialzarsi.