Amalfi. Officine sotto sequestro al porto, meccanici in rivolta

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Amalfi. Officine sotto sequestro al porto, meccanici in rivolta. Sta affrontando una vera e propria odissea lavorativa. Già, perché Antonio Gambardella, titolare dell’omonima officina meccanica, specializzata in motori marini, che da più di vent’anni opera giù al porto, in Piazzale dei Protontini, quest’anno ha dovuto fare i conti con la burocrazia. «Per due mesi – evidenzia Gambardella – dal 15 aprile al 14 giugno, non ho potuto esercitare per via dei sigilli apposti al capannone». Il problema è che la struttura, rimovibile come dovrebbero essere tute quelle che hanno una concessione demaniale, non ha il parere paesaggistico. «Nella nostra condizione, tuttavia – spiega Gambardella – ci sono tutti gli altri concessionari ma non capiamo il perché il provvedimento sia stato adottato solo nei nostri confronti». Dunque, a detta del meccanico, sarebbero stati usati pesi e misure diverse e, soprattutto, questa sorta di persecuzione non sarebbe ancora terminata. «In base a quanto previsto nella concessione – evidenzia – dovremo cessare l’attività e smontare il manufatto, come abbiamo sempre fatto, entro il 15 novembre. Invece dall’ufficio tecnico del Comune di Amalfi, il 20 agosto ci è stato notificato l’avviso di rimozione entro 60 giorni. Questo significa mandare delle famiglie sul lastrico, poiché ci impediscono di lavorare». Dunque un’estate cominciata con il piede sbagliato rischia di terminare ancora peggio. «Abbiamo già perso 60 giorni di lavoro – rimarca Gambardella – in virtù del sequestro della struttura e, durante tutto questo periodo, fin quando non sono stati rimossi i sigilli grazie al ricorso accolto, siamo stati impossibilitati ad esercitare, in quanto non ci hanno permesso, benché ciò fosse previsto, di prendere gli attrezzi dalla struttura». Qualcuno, a quanto pare, aveva suggerito, per non incorrere in ulteriori problemi, di trasferirsi in collina. «La nostra è un’attività di servizio – spiega Gambardella – ed è previsto che debba essere localizzata al porto. Mi chiedo come potremmo riparare i motori di motoscafi e yacht se ci trovassimo a chilometri di distanza dal mare». Una questione spinosa. Gaetano De Stefano Amalfi una delle officine subito smontate