Juventus cede Matri Conte deluso ci siamo indeboliti

0

 A meno di 24 ore da Juve-Lazio, a Vinovo tiene banco soprattutto il mercato. Paradossale? Pare proprio di no. Conte infatti non ha digerito la cessione di Matri al Milan, una possibile concorrente per lo scudetto: “Quella di Matri è una rinuncia dolorosa. La 
sua uscita non era prevista, così come quella di Giaccherini. Perdiamo due elementi importanti: il nostro miglior attaccante degli ultimi due anni e un emergente giocatore della Nazionale. Sono convinto che Matri andrà davvero a rinforzare il Milan. La Juve si è indebolita. Chi dice che il divario fra noi e le avversarie è aumentato mi lascia perplesso. Accetto questa situazione, anche se non l’ho avallata: semmai ho subìto alcune decisioni”. 

Un messaggio forte e chiaro alla società che ieri, con Marotta, ha detto che spendere non è sempre garanzia di successo, sostenendo di potere giocarsela alla pari con il Real Madrid. La replica di Conte? Secca e perentoria: “Mi piacerebbe per una volta agire dall’altra parte, e potere spendere 100 milioni per un giocatore. Quelle di Marotta sono state parole di circostanza, è inutile prenderci in giro: loro hanno un carrarmato, noi un’automobile”. 
Conte non finge di esser stato preso in contropiede (“l’attualità economica del nostro paese coinvolge un po’ tutti nel calcio, con l’eccezione del Napoli: noi dovevamo rientrare dei 20 milioni spesi per Tevez, Llorente e Ogbonna”) ma allo stesso tempo non nasconde certo la delusione per

 

un mercato bianconero tutto sommato probabilmente al di sotto delle sue aspettative: “La società conosce il mio pensiero, sia sulle entrate che sulle uscite. Vedremo cosa accadrà di qui a lunedì. Non siamo padroni (del mercato; ndr), oggi noi subiamo. Dobbiamo confrontarci con squadre che hanno potuto spendere molto più di noi. Sappiamo che in situazioni di ristrettezza economica le ciambelle possono uscire senza il buco. Faremo comunque del nostro meglio, come sempre, per dare gioie a noi stessi e ai nostri tifosi. Ma spero che un giorno, quanto prima, il club mi dica ‘prego mister, ci sono 40-50 milioni da spendere'”. 

Insomma, Conte non nasconde una certa preoccupazione: “E’ inevitabile che non mi faccia piacere perdere dei giocatori importanti e rinforzare le nostre avversarie. Purtroppo, però, questa è la nostra realtà. Restiamo i favoriti, perché veniamo da due scudetti, ma sarà il campo a dimostrare chi è davvero il più forte. E se vedo in azione il Napoli o la Fiorentina capisco quanto sarà difficile ripetersi”.  Più che di Matri, il mister avrebbe magari fatto a meno di Quagliarella. Che, comunque, non è stato completamente tolto dal mercato: “Volete sapere se rischio di perdere anche Fabio? Mah, boh. Mi auguro di no”, ha detto oggi Conte. Ma il restyling del reparto avanzato bianconero potrebbe non essere ancora finito, nonostante quanto detto ieri dall’ad Marotta: “In caso di partenza di Alessandro, Fabio dovrebbe restare con noi”. Giusto usare il condizionale. Perché se ieri si diceva dell’interessamento dell’Arsenal per l’attaccante campano, oggi si registra il ritorno di fiamma del West Ham. Ottenuto il gradimento del giocatore, gli Hammers spingono per il prestito oneroso (1 milione) con riscatto fissato intorno agli 8 milioni. Un tesoretto che verrebbe investito su un esterno offensivo. “Per affrontare tre competizioni, cinque attaccanti sono il minimo indispensabile”, ha aggiunto Conte. 

Praticamente sfumato il sogno-Nani – il portoghese è a un passo dal rinnovo con il Manchester United -, Marotta non perde di vista Ibarbo, elemento che potrebbe permettere a Conte di passare all’occorrenza al 3-4-3. Da superare l’eventuale concorrenza di Inter e Napoli, oltre alla sicura resistenza di Cellino, che blinda anche Nainggolan chiedendo 18 milioni di euro. E mentre Marrone è sempre più vicino al Sassuolo, disposto a spendere 3-4 milioni per la comproprietà, resta vivo l’interesse dei bianconeri per il centrocampista della Roma Marquinho, candidato a prendere il posto liberato da Giaccherini.

Il mercato domina, e manda in secondo piano l’esordio di domani sera allo Stadium. Conte troverà una Lazio ridisegnata da Petkovic dopo la scoppola recentemente subita contro i bianconeri all’Olimpico romano: “Come si gestisce l’entusiasmo da Supercoppa? Facendo punto a capo – spiega Conte -. Tra noi e loro, come ho già detto, non c’è tanta differenza. Quella di domani sarà una partita diversa dalla Supercoppa, sotto tanti punti di vista. La Lazio è una squadra ostica, attrezzata per le prime posizioni, avrà qualcosa in più dopo la sconfitta subita, ma noi vogliamo metterla in difficoltà. I bookmakers quotano la loro vittoria a 8,5? Mi sembra un po’ esagerato, si vede che gli allibratori si fidano un po’ troppo di noi. Spero che abbiano ragione, ma la Lazio ci ha sempre fatto soffrire. Dovremo esserci con la testa e il cuore, prima ancora che con le gambe