Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

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Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

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Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

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dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

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Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

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NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

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Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

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Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

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Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

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Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

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Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

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gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

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Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

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sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

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Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

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Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

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 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

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Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

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di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Libri. “Uomini. Viaggi. Ingredienti”, lo chef Rino de Feo si racconta al giornalista Luigi D’Alise

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È appena uscito “Uomini, viaggi, ingredienti”, il libro intervista in cui lo chef Rino de Feo, napoletano di origine e cinese di adozione, si racconta al giornalista Luigi D’Alise.
Il volume, pubblicato da Areablu Edizioni, raccoglie un lungo dialogo ambientato tra Italia ed Estremo Oriente, corredato da un’appendice di venti ricette di altrettanti piatti che hanno reso lo “chef viaggiatore” famoso prima in Indonesia ed ora in Cina.
Il libro, impreziosito dalle fotografie di Giuseppe Di Capua, ripercorre la storia di questo cuoco partito dalla sua Castellammare di Stabia, la città delle terme incastonata nel Golfo di Napoli, alla volta della Repubblica Popolare Cinese, lo stato laico più popolato al mondo e dell’Indonesia, la comunità musulmana più numerosa del pianeta. Due posti da “evangelizzare” con l’unica religione che lui conosce: la cucina napoletana.
“Amo questi piatti perché rispettano i sapori e le tradizioni, due elementi che vincono sempre – spiega lo chef de Feo – Coniugo le antiche ricette con l’arte e i colori. Quando entri in sala e vedi la gente sorridere, i clienti che si complimentano per i tuoi piatti, ti carichi per sfide sempre più grandi, soprattutto con te stesso. Oggi in Cina, domani chissà. Sono sempre pronto a portare in giro per il mondo la valigia delle emozioni della mia terra. Questo lavoro è passione, e in ogni piatto c’è il cielo e il mare di Castellammare di Stabia, che ho sempre nel cuore. Non c’è fusion nei miei piatti. E da me non si usano bacchette, ma forchette e coltelli. Chi entra nei miei locali, entra in Italia. Anzi a Napoli, visto che si parla solo una lingua: il napoletano”.
Conosciuto in tutta la Cina, ospite d’onore in talk show televisivi ed eventi, de Feo è stato anche invitato dai vertici della sede cinese del famoso gruppo industriale tedesco di articoli sportivi, l’Adidas, a tenere una lezione sulla creatività davanti a centinaia di rappresentanti del management.
“La cucina è uno strumento attraverso cui far parlare un territorio. E quella di Rino racconta di terra e di mare, di uomini e sirene, di sfide e di traguardi – spiega Luigi D’Alise, curatore del volume – Ma anche delle tante difficoltà incontrate da chef come lui che lavorano in paesi lontani, per reperire le materie prime. Per poi decidere di produrle da solo, trasformando le cucine in veri e propri laboratori. Ha ragione quando dice che il loro impegno non è da stelle. E’ da Nobel”.

Meta Peppe Tito ritorna nel PD e vince scontro con Trapani. Cacace “E’ il più forte”

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Meta, Sorrento. Scontro vinto da Peppe Tito contro Paolo Trapani. 157 iscritti al Partito Democratico, fra questi  il sindaco Giuseppe Tito con un nutrito gruppo della maggioranza Angela Aiello, Pasquale Cacace, Raffaele Russo, Massimo Starita . Insomma un en plein per ribaltare il ruolo di capogruppo di Susanna Barba. Uno scontro che ha avuto anche dei retroscena abbastanza curiosi in questi giorni con Tito che ha protestato per la scelta del luogo dove votare, lo studio privato di Paolo Trapani, insomma uno studio medico invece del circolo ufficiale in piazza, con la conseguenza che Tito si doveva iscrivere nello studio privato del nemico ( politicamente parlando ) visto che le iscrizioni online non funzionavano, elezioni che non erano state neanche pubblicizzate più di tanto , forse per non cambiare equilibri? Getta acqua sul fuoco il vicesindaco  Pasquale Cacace “Trapani gioca, non ha davvero intenzione di fare una guerra con Peppe Tito , lui non ha bisogno di nulla. Io pur essendo sulle posizioni di Peppe , per esempio, non lo ho mai cambiato come medico curante. Sono sicuro che fra di loro non ci sarà davvero una guerra e dopo queste votazioni torneranno a dialogare , è quello che fanno sempre, ora si scontrano, poi dialogano..” E Susanna Barba? “Mi dispiace di come sia andata, lei ha preso molti volti anche grazie al marito Carderopoli, un grandissimo e stimato oculista che tutti apprezziamo. Ci sono stati dei fraintesi, poi forse contrasti con le altre donne in Giunta, sono questioni che si potevano risolvere in qualche modo” Peppe Tito come lo vedi? “Peppe è il più forte, ha la politica del sangue, sarà il riferimento della Penisola Sorrentina. Conosce tutti a Napoli in Regione Campania, già dal tempo di Bassolino, è davvero il sindaco migliore.”

32 ANNI FA VENIVA UCCISO GIANCARLO SIANI

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32 ANNI FA VENIVA UCCISO GIANCARLO SIANI
Era il 23 settembre 1985 quando la camorra assassinava Giancarlo Siani, giovane giornalista del Mattino, impegnato in un’attività d’inchiesta giornalistica sul fronte della commistione tra criminalità organizzata e politica locale.

Giancarlo per noi di Positanonews è sempre stato un modello, era molto vicino alla penisola sorrentina e alla Costa di Sorrento , di dove ci occupiamo, sopratutto a Vico Equense, dove aveva legami sentimentali. Giancarlo uno di noi, amava la vita, giocare, divertirsi, fare seriamente e con impegno il suo lavoro di giornalista, che consiste nel documentarsi e documentare .

La sua Mehari è diventata un simbolo, girava qui da noi fra noi era uno di noi, non era un eroe, era un giovane normale che voleva svolgere il suo lavoro in maniera onesta, ma forse a Torre Annunziata , a Napoli, in Campania, ma forse anche in altri posti d’ Italia e del mondo, chi svolge il proprio lavoro normalmente e con onestà è un eroe..

Ciao Giancarlo ti teniamo sempre nel cuore

Piano di Sorrento l’anteprima della riapertura di Villa Fondi col museo di Positanonews VIDEO

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Piano di Sorrento. Oggi è il grande giorno dopo più di tre anni il parco di Villa Fondi ed il museo archeologico della penisola sorrentina sono finalmente pronti ad accogliere nuovamente i visitatori. La riapertura ufficiale fra poche ore oggi sabato 23 settembre alle 17, si riaprirà uno degli spazi più importanti e belli della Campania se non del sud Italia, entrato nei poli museali nazionali . Toccherà ad Antimo Cesaro, sottosegretario del ministero per i Beni Culturali, il compito di restituire giardino e struttura museale a residenti e turisti. Intanto sul posto Vincenzo Iaccarino il sindaco, come quasi tutti i giorni ultimamente, a controllare i lavori ( nella foto con Fattorusso , uno dei perni delle attività culturali in Penisola Sorrentina e in provincia di Napoli )

Su Positanonews TV un video del work in progress con la Budetta fra le artefici di questo progetto

Nelle ultime settimane gli operai sono stati impegnati in interventi di pulizia, manutenzione e riorganizzazione degli spazi di Villa Fondi, la stupenda struttura fatta costruire nel 1840 da don Giovanni Andrea De Sangro e successivamente acquistata dal Comune. La serra è stata ristrutturata e liberata dai vecchi arredi. Riattato il gazebo con cupola maiolicata, nel quale il principe De Sangro era solito sorseggiare il tè o il caffè durante il pomeriggio e che negli ultimi anni era tremendamente malandato. Ripristinati gli impianti di illuminazione e di videosorveglianza.

I lavori di restyling sono stati completati dopo l’abbattimento di cinque pini secolari giudicati a rischio-crollo dagli agronomi del Comune e finiti per lungo tempo al centro di una querelle col Wwf, contrario al taglio. Il parco di Villa Fondi, infatti, era stato dichiarato off-limits proprio per il possibile cedimento delle alberature. Ora le basi dei tronchi di dei pini abbattuti sono state trasformate dai giardinieri del Comune in fioriere.

Insieme al giardino riaprirà anche il museo Georges Vallet, chiuso per consentire il ripristino e la messa in sicurezza del parco. A dicembre 2016 le sale sono state riconsegnate e gli esperti si sono immediatamente messi al lavoro per allestirle di nuovo. A svelarne le meraviglie, il 23 settembre, saranno Anna Imponente e Tommasina Budetta, direttrici del polo museale della Campania e del museo archeologico della penisola sorrentina. Tutto ciò mentre è stata anche recuperata la vasca del Ninfeo romano a mosaico che si trova nel parco di Villa Fondi e che sarà totalmente ricomposto a dicembre rientrerà in città l’altra metà del Ninfeo che attualmente è esposta in Cina.

Nel frattempo il sindaco Iaccarino assicura che “Villa Fondi resterà pubblica. A gestirla sarà il Comune che ne valorizzerà le risorse senza sottrarla alla libera fruizione da parte dei cittadini”. L’amministrazione punta a valorizzare ancora di più la struttura come location di matrimoni civili per i quali già si registrano numeri importanti: 150 riti celebrati nel 2017 e 200 prenotazioni per il 2018. “Ma Villa Fondi non ospiterà soltanto cerimonie – conclude il primo cittadino di Piano di Sorrento – sarà anche sede di convegni e meta di turismo culturale”.

E’ la speranza di tutti che venga realizzato questo progetto che va in linea con quanto sempre Positanonews ha auspicato per Piano.

Praiano , arrestato dai carabinieri di Positano ladro di ciclomotore di Castellammare di Stabia

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Praiano, Costiera amalfitana. Questa mattina  i Carabinieri della Stazione di Positano, agli ordini del Maresciallo Rosario Nastro, e coordinati dal Capitano Roberto Martina, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Salerno nei confronti di G.P., classe 1973 di Castellamare di Stabia, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di aver rubato uno scooter a Praiano nell’agosto scorso.

Le indagini condotte dai militari, in particolar modo con l’analisi di numerose immagini di videosorveglianza, hanno permesso di identificare nell’arrestato l’autore del furto di un Honda SH, avvenuto durante una notte dei primi giorni del mese scorso dal parcheggio di un noto albergo di Praiano. Dall’analisi dei fotogrammi è evidente l’azione delinquenziale dell’uomo che, con assoluta rapidità, agisce insieme a un complice riuscendo in pochi secondi a forzare il motociclo, a metterlo in moto, e a fuggire. In seguito alla denuncia del proprietario, i militari sono riusciti a dare un nome ad uno due soggetti producendo elementi sostanziali tali da convincere l’Autorita’ Giudiziaria ad emettere il provvedimento di custodia cautelare. Stamani il soggetto è stato prelevato dalla propria abitazione di Castellammare di Stabia e tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale. Sono in corso ulteriori attività di indagine per identificare il complice del furto.

Castellammare di Stabia mazzette per coprire lavori abusi, arrestato geometra comunale

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Non è la prima volta a Castellammare di Stabia che succede, le accuse riguardarono tre anni fa Giuseppe del Gaudio, ora un altro  geometra.. In un caso avrebbe suggerito di coprire una platea in cemento armato con del terreno e un telo in plastica, così da simulare la rimozione degli abusi edilizi. In altri, avrebbe redatto falsi verbali di ripristino dello stato dei luoghi, oppure omesso di segnalare all’Ufficio Tecnico la prosecuzione dei lavori abusivi. Il tutto in cambio di mazzette tra 500 e 1500 euro. Un nuovo scandalo investe Palazzo Farnese e il settore edilizia privata dell’Utc di Castellammare, con un geometra che intascava tangenti per nascondere gli abusi edilizi, anche falsificando la documentazione. In manette è finito Eduardo Calò, 60 anni, dipendente comunale stabiese, che ieri mattina è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip Antonello Anzalone del tribunale di Torre Annunziata, a chiusura delle indagini condotte dai finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia, guidati dal capitano Mario Aliberti e dal luogotenente Francesco Prestia, insieme agli agenti della polizia municipale.
Da una segnalazione interna al Comune stabiese, sono scattate le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, che sono durate circa un anno. Calò avrebbe commesso «numero e gravi condotte» come scrive il procuratore Sandro Pennasilico, nonostante fosse «incaricato dal Comune di eseguire sopralluoghi in cantieri dove erano in atto costruzioni o ristrutturazioni» e, dunque, di riscontrare eventuali abusi edilizi. Diversi, infatti, sono stati i riscontri e le verifiche, sia per quanto riguarda le mazzette intascate da Calò che per le falsificazioni di molti atti, spesso allegati a richieste di dissequestri di immobili e terreni, oppure a pratiche di sanatorie edilizie.
Almeno quattro sono gli episodi riscontrati, che vedono altrettante persone tra direttori dei lavori e committenti indagati a piede libero dalla Procura, in concorso con Calò, che è l’unico ad essere finito in manette con le accuse di corruzione, truffa e falso in atto pubblico. Nel corso delle indagini sono state fondamentali anche le intercettazioni telefoniche, durante le quali Calò forniva suggerimenti dettagliati agli abusivisti, spiegando come ottenere i dissequestri. Importanti, poi, sono stati i sequestri e le acquisizioni di documentazione direttamente all’Ufficio Tecnico comunale stabiese, con i verbali e il materiale fotografico allegati nelle pratiche edilizie che non corrispondevano affatto con la realtà. Per quanto riguarda la platea in cemento armato, era stata solamente coperta temporaneamente, ma al momento del controllo successivo era ancora lì, nonostante fosse abusiva: il ripristino dello stato dei luoghi era stato fittizio, documentato con foto e poi «scoperto», rimuovendo una volta ottenuto il dissequestro il terreno e il telo che erano serviti come «scena». Stesso discorso, poi, per le comunicazioni di interruzione dei lavori: l’edificazione era proseguita, le opere abusive erano state completate e, addirittura, i proprietari avevano ottenuta una parziale sanatoria.
In uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori, poi, un abusivista era stato «convinto» da Calò a versare tre tranche da 500 euro. Il tecnico comunale gli aveva prospettato una vera e propria consulenza esterna, con rilascio di regolare fattura, per seguire l’intero iter per ottenere una sanatoria, con tanto di presentazione di tutta la documentazione. L’uomo, invece, era stato addirittura raggiunto dal divieto di dimora a Castellammare proprio per abusivismo edilizio e violazione dei sigilli, mentre Calò l’aveva rassicurato che «ti ho risolto il problema, stai tranquillo». Dario Sautto, Il Mattino

Si faceva consegnare le tangenti alla luce del sole, in un bar di via Regina Margherita. Prendeva l’appuntamento via telefono e si recava nel locale per attendere il cittadino di turno. Il tutto dopo aver evidenziato alcuni abusi edilizi all’interno delle case che andava a controllare. Era questo il modus operandi di Edoardo Calò, geometra del Comune di Castellammare, fermato ieri dalla Guardia di Finanza e, al momento, agli arresti domiciliari. Le accuse nei suoi confronti sono gravi: truffa, falso e corruzione. L’operazione è stata condotta proprio dai finanzieri stabiesi con l’aiuto della Polizia Municipale. Ma, mentre Calò attende di conoscere la sua posizione nella sua casa, le indagini non si fermano. La Guardia di Finanza ha intenzione di passare al setaccio tutto il Comune stabiese per riscontrare ulteriori anomalie nella macchina comunale. Una vera e propria operazione di pulizia che è stata avallata anche dal sindaco Pannullo che ieri dichiarò: «L’operazione è iniziata anche grazie ad una nostra segnalazione.

Questo potrebbe essere solo il primo arresto: le legalità deve essere il nostro fiore all’occhiello». C’è confusione quindi a Palazzo Farnese dopo l’arresto di ieri anche perchè i finanzieri stanno tentando di approfondire l’indagine. Calò agiva da solo? Ha deciso autonomamente di dare vita a questo giro di tangenti? Era coperto da qualcuno? Sono interrogativi che al momento non hanno ancora una risposta ed è per questo motivo che le indagini continuano. Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, Calò, dopo aver appurato l’abuso edilizio all’interno di una struttura privata, contattava il proprietario chiedendogli una piccola somma da elargire per chiudere un occhio e lasciare tutto immutato. Lo scambio di denaro avveniva di persona, dopo un contatto telefonico (registrato dai finanzieri) e, secondo quanto raccolto. è stato anche documentato dalle forze dell’ordine. Ci sarebbero, quindi, alcune prove schiaccianti nei confronti del tecnico.

SORRENTO SANZIONE PER SUOLO PUBBLICO ANCHE AL BAR CHERI’

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Sorrento sanzione per suolo pubblico anche al bar Cherì difronte al tribunale. Sedie e tavoli senza titolo che hanno contestato i vigili urbani.  Vi sono contestazioni sull’area se sia  pubblica o privata come sostengono i proprietari del bar Cherì, che hanno un analogo bar anche a Sant’Agnello e dopo il successo di quest’ultimo hanno aperto anche in Via degli Aranci.. Ora il rischio che ci sia chiusura attività come per gli altri. Una vera ecatombe di chiusure , decretate per almeno cinque giorni, quella che c’è stata nella città del Tasso quest’anno.

SORRENTO TERMINATI I LAVORI DI ASFALTO SUL CORSO ITALIA VERSO SANT’AGNELLOO

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Sorrento terminati i lavori di asfalto sul Corso Italia verso Sant’Agnello la strada e notevolmente migliorata e finalmente il traffico meno caotico. Traffico che in questi giorni ha creato veramente momenti di panico.

Capri Che ne sarà dell’ex istituto alberghiero, incubo infinito delle frane, duro scontro tra sindaco ed ex

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“Che ne sarà dell’ex istituto alberghiero” è il titolo di copertina del nuovo numero dell’Informatore Popolare in distribuzione nelle edicole dell’isola di Capri. Con la chiusura della scuola di Marina Grande anche il seggio elettorale si avvia alla soppressione. L’incubo infinito delle frane è l’altra storia di copertina, con due intere pagine all’interno. Ampio spazio alla politica e al duro scontro tra il Sindaco Gianni De Martino e l’ex della politica caprese Ciro Lembo. E poi tanta cronaca, i furti dei Capri Watch e la truffa dei Rolex. Infine, un’ampia galleria fotografica delle feste di settembre sull’isola.

informatore popolare Capri news http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=8920

Montecorvino Rovella, cinquantenne condannato per estorsione

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L’uomo, che gli inquirenti ritengono, in passato, vicino al clan camorristico “PECORARO – RENNA”, è stato condannato alla pena definitiva di 4 anni e 4 mesi di reclusione, e a 6.000 euro di multa. L’imputazione a suo carico è quella di concorso in sequestro di persona ed estorsione, reati commessi proprio a Montecorvino Rovella il 7 maggio 2012.

Quel giorno il 50enne, insieme alla compagna P. J. P., il 9 settembre 2016 arrestata per lo stesso reato dai Carabinieri di Battipagliacostrinse un professionista di Bellizzi, a consegnare in assegni e contanti la somma totale di 10.000 euro. Il tutto avveniva con la minaccia di denuncia, per violenza sessuale, in caso di suo diniego.

Infatti l’uomo di Bellizzi, conosciuto occasionalmente dalla donna, era stato condotto dalla stessa, con una scusa, in un’abitazione rientrante nella loro disponibilità.

L’uomo vittima dell’estorsione, chiuso a chiave nella casa, venne liberato solo dopo aver ceduto alle richieste dei due, denunciando successivamente il tutto alle forze dell’ordine.

Espletate le formalità di rito, N. C. è stato rinchiuso nel carcere di Fuorni.

Zerottantanove

De Laurentiis, scudetto? ho i corni… “A me piace farli vedere per caricarli dell’invidia altrui”

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Italian producer Aurelio De Laurentiis arrives for the opening ceremony and screening of 'Downsizing' at the 74th annual Venice International Film Festival, in Venice, Italy, 30 August 2017. The festival runs from 30 August to 09 September.ANSA/CLAUDIO ONORATI

NAPOLI,  “Se lei viene a casa mia, una volta le offrirò un caffè, vedrà che a casa mia c’è proprio una teca piena di corni che conservo gelosamente. Si dice che non bisogna farli vedere perché si scaricano, invece a me piace proprio caricarli dell’invidia altrui”. Così ha risposto Aurelio De Laurentiis intervistato da Luca Telese su Radio 24 nella trasmissione 24 Mattino, a una domanda se questo non sia l’anno scudetto per il Napoli.

ansa

Benevento, positivo il capitano Lucioni La sostanza è Clostebol. Test effettuato dopo la gara col Torino

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Andrea Belotti (forward) of Torino FC (L) and Fabio Lucioni (defender) of Benevento Calcio 1929 (R) in action during the Italian Serie A soccer match Benevento Calcio vs Torino F.C. at Ciro Vigorito stadium in Benevento, Italy, 10 September 2017. ANSA / Mario Taddeo

Un positivo all’antidoping nel campionato di Serie A: si tratta di Fabio Lucioni, capitano del Benevento. Il difensore ha fallito il test effettuato dalla Nado Italia dopo la gara persa dai campani in casa con il Torino 1-0, domenica 10 settembre: la sostanza rilevata è l’anabolizzante Clostebol. Lucioni, che lunedì compirà 30 anni, ne rischia da uno a quattro di squalifica.

Riesame, carcere per ex sindaco Scafati Pena sospesa, difesa farà ricorso in Cassazione

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Il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti presente alla firma del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro degli atti integrativi del programma Più Europa per le città medie della Campania nel sede di Via Santa Lucia a Napoli, 22 aprile 2013. ANSA / CIRO FUSCO

SALERNO, 22 SET – Carcere per l’ex sindaco di Scafati (Salerno) Pasquale Aliberti indagato per violazione della legge elettorale, con l’aggravante del metodo mafioso e per scambio elettorale politico-mafioso. E’ quanto ha deciso il tribunale del Riesame di Salerno che ha accolto le richieste della Procura antimafia. Aliberti tuttavia non andrà in carcere perché la difesa presenterà ricorso in Cassazione. Il Riesame ha anche deciso che dovrà finire in carcere Luigi Ridosso, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per Gennaro Ridosso, ritenuto esponente di spicco dell’omonimo clan.
Al vaglio della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno ci sono le elezioni comunali del 2013 nel comune di Scafati e le Regionali in Campania del 2015.

ansa

Precipita da impalcatura, muore operaio Nel Napoletano volo di 10 metri, forse non aveva casco

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ambulanza

NAPOLI,  Un operaio di 45 anni è precipitato da una impalcatura e dopo un volo di circa dieci metri è morto a Giugliano, in provincia di Napoli.
La vittima è Domenico Praiola. Secondo quanto al momento ricostruito dalla Polizia di Stato, l’uomo era su una impalcatura ed era impegnato in lavori di ristrutturazione di uno stabile in vico Amantea, nel centro di Giugliano. Le indagini sono in corso ma al momento risulta che la vittima al pari degli altri operai non appartenevano ad alcuna ditta edile; probabilmente erano stati assunti direttamente dal proprietario.
Intanto l’intero stabile è stato sequestrato come gli impianti di videosorveglianza le cui immagini potranno ricostruire quanto accaduto. Sempre dai primi accertamenti, l’uomo non indossava il casco di protezione. Soccorso dai suoi colleghi, inutile è risultato la corsa in ospedale.(ANSA).

Napoli, trova cadavere clochard in auto Sul posto carabinieri e 118: nessuna violenza, morte naturale

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NAPOLI,  – Il corpo senza vita di un clochard è stato rinvenuto questa mattina all’interno di un’auto parcheggiata in via dei Giubbonari a Napoli, zona Borgo Loreto, non lontano dal Duomo. L’uomo, di nazionalità italiana, età apparente circa 30 anni, era adagiato sul sedile del passeggero accanto a quello del conducente.
I medici del 118, accorsi sul posto con i carabinieri, hanno accertato che sul suo corpo non c’erano segni di violenza e che si tratta di una morte per cause naturali.
A fare la scoperta, poco dopo le 7,30, è stato il proprietario dell’auto che si accingeva ad andare al lavoro. I carabinieri sono al lavoro per risalire all’identità dell’uomo che non aveva documenti con se’.

ansa

Chiede protezione e rapina smartphone 18 enne egiziano arrestato dalla Polizia a Napoli

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Uno immigrato del Cie di Ponte Galeria che per protesta si è cucito la bocca in una foto scattata dai parlamentari di Sel durante una visita, Roma, 21 dicembre 2013. ANSA/ HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY

– NAPOLI, – Un immigrato egiziano che aveva chiesto il permesso di soggiorno in Italia per il riconoscimento della protezione internazionale è stato arrestato dalla Polizia dopo aver rapinato il telefono cellulare ad un 38 enne in piazza Poderico, a Napoli.
L’ immigrato, Karim Alì Mohamed Elsayed Mohamed, 18 anni compiuti da un mese, che risulta domiciliato a Salerno, si è avvicinato insieme ad un altro straniero al 38 enne che stava parlando al cellulare seduto su una panchina.
Poco dopo il 18 enne egiziano ha strappato di mano del 38 enne il cellulare, un “Huawey P9”, facendolo cadere dalla panchina dove era seduto.
L’ uomo lo ha inseguito e la scena è stata notata da una pattuglia dei Falchi, ai quali il 38 enne ha riferito l’ accaduto.
Con l’ intervento di una pattuglia di motociclista del Commissariato Vasto-Arenaccia l’ egiziano è stato bloccato dopo un inseguimento tra via Rimini e via Foggia. Il cellulare è stato recuperato.

ansa

Corruzione, arrestato dipendente Comune Procura, dai 500 ai 1500 euro per condonare abusi edilizi

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Foto guardia finanza, auto nel cortile del comando provinciale di Catania/Foto comando provinciale Gdf

NAPOLI – In cambio di tangenti che andavano dai 500 ai 1500 euro un dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Castellammare di Stabia (Napoli) si offriva per risolvere “il problema” agli autori di abusi edilizi nei cantieri dove era incaricato di svolgere i sopralluoghi.
Con l’accusa di truffa e falso in atto pubblico, in concorso con altri soggetti, il dipendente comunale è stato sottoposto agli arresti domiciliari. La misura, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, è stata eseguita dalla Guardia di Finanza e dalla polizia Municipale di Castellammare di Stabia.
Vari gli episodi di corruzione di cui è accusato il tecnico.
Le indagini si sono avvalse di alcune intercettazioni telefoniche, acquisizione di documenti, interventi in vari cantieri culminati anche in sequestri. Nella maggior parte dei casi le irregolarità – è stato accertato – erano perpetrate con falsificazione di documenti o promesse di riuscire ad ottenere licenze edilizie e condoni in sanatoria.

ansa

Salernitana-Spezia, probabili formazioni: Bollini sceglie il 3-4-1-2. Esordio Kiyine, Schiavi confermato

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SALERNITANA-SPEZIA PROBABILI FORMAZIONI (ore 15 diretta Sky e Radio Bussola 24)

 

SALERNITANA (3-4-1-2): Radunovic; Tuia, Schiavi, Bernardini; Kiyine, Minala, Della Rocca, Vitale; Sprocati; Bocalon, Rossi. A disp. Adamonis, Mantovani, Perico, Asmah, Zito, Signorelli, Odjer, Ricci, Di Roberto, Cicerelli, Rosina, Rodriguez. All: Alberto Bollini

 

SPEZIA (3-5-2): Di Gennaro; De Col, Terzi, Ceccaroni; Vignali, Maggiore, Acampora, Pessina, Lopez; Granoche, Marilungo. A disp. Bassi, Capelli, Giani, Augello, Calabresi, Masi, Bolzoni, Giorgi, Forte, Soleri, Okereke, Mastinu. All: Fabio Gallo

 

ARBITRO: Sig. Antonio Giua di Olbia (Caliari/Lanotte) IV uomo: Pashuku

 

Vincere per scongiurare guai peggiori. Vincere perchè la classifica lo impone. E vincere, soprattutto, per rinsaldare una panchina ormai traballante da diverse giornate. Alberto Bollini si gioca tutto contro lo Spezia: o dentro, o fuori. Unico imperativo? Vincere, appunto. D’altronde non c’è altra via d’uscita. E per l’occasione il tecnico di Poggio Rusco – che ritrova Odjer e Rosina ma non Pucino ed Alex – rispolvera la difesa a tre ma soprattutto l’attacco a due, richiesto a gran voce da Claudio Lotito. Che dunque sarà accontentato e magari, col nuovo assetto, potrà anche gioire per la prima volta in stagione. Siamo alle scelte di formazione: davanti a Radunovic spazio a Tuia, Schiavi e Bernardini. In mediana, invece, si registrerà con ogni probabilità l’esordio del giovane scuola Chievo Kiyine, il quale avrà il compito di presidiare l’out destro. Dall’altro lato il solito, instancabile Vitale, con Minala ed uno tra Della Rocca (favorito) e Ricci in mezzo al campo. A Sprocati toccherà invece il ruolo – insolito – di rifinitore alle spalle della coppia Rossi (in ballottaggio con Rodriguez)-Bocalon.

Difesa a tre anche per lo Spezia di Fabio Gallo: tra i pali ci sarà Di Gennaro, con De Col, Terzi e Ceccaroni in difesa. A centrocampo Acampora dovrebbe prendere il posto di Juande (problemi al ginocchio) in cabina di regia, mentre Vignali, Maggiore, Pessina e Lopez completeranno il reparto. In attacco spazio alla coppia Granoche-Marilungo.

 

Sarà possibile seguire la gara in diretta radiofonica esclusiva su Radio Bussola 24: lungo prepartita a partire dalle 14:00

fonte solosalerno.it

Noemi ‘picchiata e poi accoltellata’: i risultati dell’autopsia

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Il luogo dove è stata rinvenuto sotto a dei massi Noemi Durini, la ragazza di 16 anni uccisa dal fidanzato di 17 anni, Castrignano del Capo, a 30 chilometri da Specchia, il paese dove viveva la vittima, 13 settembre 2017. ANSA/ CLAUDIO LONGO

Prima di essere uccisa Noemi Durini è stata picchiata, probabilmente a mani nude, e successivamente è stata accoltellata al capo e al collo. Lo ha stabilito l’autopsia. I medici legali hanno riscontrato sul cadavere della sedicenne “lesioni contusive multiple da picchiamento al capo e agli arti e lesioni da arma bianca al capo e collo”. Come era già emerso ieri, nel cuoio capelluto della sedicenne di Specchia (Lecce) è stata trovata la punta del coltello utilizzata per il ferimento ed è confermata la circostanza, già emersa, che sul cadavere della ragazzina non sono presenti segni di pietrate.

L’autopsia è stata compiuta tre giorni fa dal medico legale nominato dalla Procura, Roberto Vaglio, e dal consulente della famiglia della vittima, il medico legale barese Francesco Introna. L’omicida reo confesso, il fidanzato 17enne della ragazzina, è attualmente detenuto in Sardegna con l’accusa di omicidio premeditato.

Il giovane ha disegnato agli inquirenti, durante l’interrogatorio del 13 settembre scorso, il coltello da cucina con cui avrebbe ucciso Noemi. Il 17enne ha riferito di avere avvolto il coltello nella maglietta che indossava e di averlo occultato in una buca fatta nella terra in una zona di campagna in agro di Castrignano del Capo (Lecce), ma non vicino al luogo del delitto. In ogni caso il ragazzo non è stato in grado di indicare il luogo perché in quei momenti era molto agitato.

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Insegnante uccisa: trent’anni all’ex allievo Defilippi 19 anni a presunto complice, madre rinviata a giudizio

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In una foto rilasciata dai carabinieri Gabriele Defilippi arrestato per l'omicidio di Gloria Rosboch, Torino, 20 Febbraio 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Trent’anni di carcere è la condanna inflitta a Gabriele Defilippi, il 22enne processato a Ivrea per l’omicidio dell’insegnante Gloria Rosboch. La mamma, Caterina Abbatista, è stata rinviata a giudizio. Per il presunto complice di Defilippi, Roberto Obert, 54 anni, la pena è di 19 anni.

Secondo la ricostruzione del pm Giuseppe Ferrando, Gloria Rosboch voleva denunciare Defilippi, suo ex allievo, per una truffa da 187 mila euro. La donna scomparve da Castellamonte il 13 gennaio 2016 e fu ritrovata il 19 febbraio successivo nella cisterna di una discarica abbandonata nelle campagne di Rivara, a pochi chilometri.
“Per me questa sentenza è falsa, troppo bassa”, ha dichiarato l’anziana mamma della vittima. Il suo legale di parte civile, Stefano Caniglia, ha aggiunto: “l’ergastolo, così come richiesto dal pm, ci sembrava più adeguato”.

M5s, Grillo: sarò papà di tutti. Fico? Se vuole oggi parla Chiuso il voto online. Atteso l’annuncio del vincitore

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Il leader del M5s, Beppe Grillo, lascia l'hotel per dirigersi alla kermesse di "Italia 5 stelle", Rimini, 22 settembre 2017. ANSA/FILIPPO PRUCCOLI

Selfie, strette di mano e una certezza: a dispetto delle regole “io ci sono, aleggio”. Beppe Grillo e Davide Casaleggio non mancano alla festa di compleanno di quattro deputati 5 stelle – Laura Castello, Vittorio Ferraresi, Mattia Fantinati, Francesco D’Uva – e, in un ristorante di Rimini il garante del M5s in qualche modo rassicura i militanti pentastellati sulla permanenza ai vertici del Movimento. Grillo arriva a tarda notte, non sfugge ai selfie dei fan presenti nel locale e si concede anche un ‘break’ canoro dal palco. “Ci vediamo domani, la votazione e’ andata bene, su 140mila iscritti hanno votato in 4,2 milioni”, scherza Grillo parlando delle primarie online che si sono chiuse ieri. Atmosfera serena alla festa, che vede il pienone di diversi parlamentari 5 stelle – tranne Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista – e la presenza anche del deputato sospeso Riccardo Nuti. Assente, tuttavia Roberto Fico, che nel primo giorno di Italia 5 Stelle in extremis e’ rimasto fuori dalla scaletta degli interventi sul palco principale. Ma Grillo sembra tendergli la mano: “Se vuole, parla. Lui e’ un romantico, ed e’ bene che ci siano. Anche io sono un romantico”, afferma l’ex comico, prima di andar via.

Parte a Rimini ‘Italia 5 stelle’ la tre giorni del movimento 5 stelle con incontri e dibattiti sul programma di governo pentastellato. E non ci sarà, come sembrava certo nelle scorse ore, Roberto Fico, tra coloro che questa sera parleranno dal palco principale di Italia 5 Stelle. E’ quanto si vede nella scaletta degli interventi pubblicata sul blog di Beppe Grillo. Tra i temi affrontati oggi c’è quello “Telecomunicazioni e informazione” che, in teoria, avrebbe dovuto coinvolgere Fico, presidente della Vigilanza Rai. Ma a parlare saranno Mirella Liuzzi e Gianluca Castaldi. Una scelta checonferma il gelo tra i vertici M5S e Fico.

LA DIRETTA

Beppe Grillo è arrivato alla kermesse di Italia 5 stelle. Il leader del Movimento, attesissimo dai militanti, ha preso una stanza in un albergo fuori Rimini, diverso da quello di Casaleggio.

Si è chiusa intanto alle ore 12 la votazione online sulla piattaforma Rousseau per le primarie M5S per la candidatura. I risultati della votazione e il vincitore della competizione – i candidati sono otto, tra cui Luigi Di Maio – saranno comunicati domani sera dal palco di Italia 5 Stelle. “Si apre una nuova fase piena di giovani, di trentenni e quarantenni, è meraviglioso!. Io sarò sempre il papà di tutti”. Così Beppe Grillo parlando con i cronisti a margine di Italia 5 Stelle. E il leader M5s allude ancora alla sua età e al legame con l’impegno nel Movimento: “ho 70 anni, io sono anziano”.

I candidati sono Vincenzo Cicchetti, Luigi Di Maio, Elena Fattori, Andrea Davide Frallicciardi, Domenico Ispirato, Gianmarco Novi, Nadia Piseddu e Marco Zordan.

“La partecipazione” alle primarie online su Rousseau “è stata tra le migliori di sempre”, sottolinea il M5S in un post sul blog di Beppe Grillo. “La nostra casa era difesa come una fortezza”, sottolinea il blog raccontando di aver “notato tentativi di attacchi” hacker che, però “sono stati respinti”. Le tracce di tali attacchi “saranno identificate dalla nostre telecamere di sicurezza virtuali” e saranno “prontamente girate alla polizia postale”, spiega ancora il M5S. “La notizia – si legge ancora sul blog – è che tutti hanno avuto la possibilità di candidarsi (e nessuno è stato spinto a farlo per costruire competizioni farlocche) e tutti hanno avuto la possibilità di votare. La notizia è che non c’erano correnti che si confrontavano, ma persone che si proponevano”. I media “si sono messi a giudicare e denigrare, mossi unicamente da fini politici e senza la cultura di base minima per capire quello che abbiamo realizzato”.

CHI SONO I CANDIDATI

“Ogni iscritto al sito www.movimento5stelle.it entro la data del 1 gennaio 2017, abilitato ad accedere a Rousseau, maggiore d’età e che abbia certificato la sua identità tramite il caricamento di un proprio documento, può esprimere un solo voto a favore di un solo candidato. I risultati della votazione saranno depositati presso due notai alla chiusa della votazione stessa, e saranno resi pubblici sabato 23 settembre dal palco di Italia 5 Stelle”, conclude il post.

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Sant’Agnello – Sorrento il derby delle deluse della penisola sorrentina. Guarracino contro Russo

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Sant’Agnello – Sorrento il derby delle deluse della penisola sorrentina. Guarracino contro Russo
SANT’AGNELLO. Derby del litorale sorrentino, oggi pomeriggio (ore 15.30), al campo del viale dei Pini, a Sant’Agnello. Un confronto non esaltante per la posizione di classifica delle due squadre, con il Sorrento relegato all’ultimo posto, con zero punti e due sconfitte. Un solo punto per il Sant’Agnello. Potrebbe essere, quindi, proprio questo fattore a condizionare il match della terza giornata del campionato di eccellenza, girone B. «Purtroppo – osserva il tecnico del Sorrento, Antonio Guarracino – siamo distratti dai bassifondi della classifica. Non c’è l’opportunità di guardare alle motivazioni di campanile. Nella testa abbiamo solo l’obiettivo di affrontare la partita con la massima concentrazione per invertire la tendenza negativa che ha determinato le sconfitte con il Faiano e il Positano. Siamo stati ingenui. In questi giorni ci siamo concentrati sugli errori per affrontare i prossimi impegni concentrati e determinati».
Nel Sorrento assente il capitano Alfonso Gargiulo, squalificato. «Per la posizione di classifica in cui ci troviamo – dice l’allenatore del SantAgnello, Giulio Russo -, ogni avversario vale l’altro. Inutile nascondere che giocare contro la mia ex squadra mi fa uno strano effetto, ma da uomo di calcio sono abituato a vivere certe situazioni. Proverò sicuramente un pizzico di emozione prima del fischio iniziale, poi una volta in campo ognuno remerà nella propria direzione per far bottino pieno». Antonino Siniscalchi, Il Mattino

Positano incidente sul Sentiero degli Dei. De Simone “Poca sicurezza, cadute e fenomeno rolling stones. Intervenite”

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Positano, Costiera amalfitana. Ancora un incidente sul Sentiero degli Dei ieri pomeriggio, ad intervenire sul posto il 118 che ha trasportato una turista americana sessantenne all’ Ospedale Costa d’ amalfi di Castiglione di Ravello. A soccorrere la malcapitata una guida escursionistica locale, Franco De Simone “Sono accorso perchè ero nelle vicinanze e gli ho messo del ghiaccio sintetico sulla gamba allertando subito il 118, ma oramai è diventata una consuetidine. Gli incidenti si verificano in continuazione, c’è troppa gente e troppa improvvisazione, poi il Sentiero degli Dei non viene messo in sicurezza”. Sono intervenuti gli operai della Comunità Montana però “Sono bravissimi e vanno ringraziati, ma solo quattro di loro che possono fare? Il sentiero passa per tre comuni, Agerola, Praiano e Positano e presenta molti punti di pericolo, bisogna saperlo e farlo sapere per prevenire possibilmente incidenti” Il sentiero è anche stato preso di mira dagli incendiari questa estate? “Si ci hanno provato con metodo scientifico , c’erano più esche. Se non intervenivano i volontari avrebbero distrutto il sentiero rendendolo inutilizzabile chissà per quando..” Cosa fare per limitare il rischio? “Bisogna intervenire nei punti pericolosi, ci sono rischi seri di cadute e poi il “rolling stones”, la caduta delle rocce in alcuni punti che potrebbero provocare tragedie, quelle zone vanno bonificate”.

Così rinascono i “Fiori” di Baudelaire

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E’ in libreria l’ultima opera di Mario Fresa dedicato alle traduzioni dalle pagine del poeta francese

Di Federica Giordano

‘Alfabeto Baudelaire’ (EDB edizioni, 2017) sta alle “Fleurs du mal” come la lucertola sta al coccodrillo. Come poche stelle bastano a tracciare le figure delle costellazioni, così le poesie selezionate e tradotte da Mario Fresa offrono un’impressione esaustiva del percorso poetico e quindi filosofico del poeta francese. La scelta di rendere diretto l’impatto con il testo, oltre che dal metodo traduttivo, è rafforzato dalla mancanza di un’impalcatura critica che si accompagni alle poesie singole e dalla presenza, a chiusura del volume, del saggio “Ars contra vitam” dello stesso Fresa e di “Serre volanti e fondali” di Davide Cortese. Le poesie scelte mettono a fuoco il continuo dialogo tra il poeta e il suo Doppelgaenger, scandagliandone le forze contrastanti che da un lato spingono come impulso vitalistico e seduttivo, dall’altro aspirano a diventare “nulla che sa nulla”. Lo iato che ne viene fuori è ovviamente anche quello immenso ed incolmabile tra valori borghesi e sensibilità da artista, tra l’ansia del possedere e l’ambizione totalizzante dell’essere. La prospettiva di pensiero di Baudelaire è assolutamente nuova e moderna rispetto ai suoi contemporanei. Tuttavia questa novità contenutistica è ben racchiusa, come in una noce, in una forma classica che affida al verso e alla sua misura, quasi una funzione di sana delimitazione. Igor Stravinsky, durante le sue lezioni americane, espone il concetto di “dogma” come presupposto indispensabile per perseguire una reale libertà compositiva. Baudelaire sembra essere un anticipatore di questo assunto ed è “un romantico felicemente prigioniero della forma”, proprio come lo era Brahms agli occhi di Massimo Mila.  Le traduzioni di Fresa lasciano ben intendere questo colore letterario, tanto da fare delle traduzioni delle gemelle italiane delle versioni originali, oppure, se si preferisce, è quasi come se i testi avessero subito un trasporto da una tonalità all’altra.  La lingua di Fresa, che già nella sua produzione critica in italiano mi appare sensibilmente arricchita dalla conoscenza del francese, è opulenta e metamorfica, a tratti volutamente desueta per rendere giustizia all’impressione straniante degli originali. Quello che mi è sembrato interessante rilevare durante la lettura è l’approccio non da studioso, ma da amante del testo nella sua migliore accezione, come Fresa stesso dichiara. Non a caso, Paz parlava del tradurre come di “traghettare cadaveri”, qualora questa operazione avesse avuto come unico obbiettivo il trasporto dei contenuti. Come invece sostiene Benjamin, l’essenziale nella poesia è il “Dichterisches”, ovvero il poetico, che il traduttore può conservare esclusivamente poetando a sua volta.  L’amore di Fresa per queste poesie le ha rese corpi vivi di vita propria, che fanno anche dell’imprecisione consapevole una scintilla di maggiore vicinanza al testo e di puro estro linguistico. Infine mi sembra opportuno sottolineare che la sensibilità musicale di Fresa, esperto non solo di letteratura, ma anche di musica, gli fornisce un ulteriore strumento di azione. Oltre ad avere effetto diretto sul verso, il mondo musicale si configura quasi come un libro “scritto sotto” tutto ciò che con l’arte e la creazione ha a che fare.

Il Cinema trova casa a Napoli a Palazzo Cavalcanti

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Settecento metri quadri a Napoli in cui ospitare registi, sceneggiatori e maestranze, un luogo di incontro e di confronto tra coloro che vogliono girare film, documentari, cortometraggi o serie televisive: da oggi è la realtà prefigurata dall’ufficio stampa del Comune di Napoli.
La ‘Casa del Cinema’ di Napoli a Palazzo Cavalcanti in Via Toledo è di prossima istituzione. Un lungo percorso di tre anni giunge così a conclusione grazie agli sforzi profusi dalla ‘Bronx Film”, dal Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, da Maurizio Gemma, direttore della Film Commission Regione Campania e dall’Ufficio Cinema del Comune di Napoli.
“Sono orgoglioso del lavoro svolto quotidianamente a Palazzo Cavalcanti assieme a tutti i miei collaboratori della “Bronx Film” che per oltre trenta mesi hanno lavorato e profuso il massimo impegno per accogliere, a titolo gratuito, affiancando l’Amministrazione Comunale, tutte le produzioni che hanno realizzato i loro film, le loro serie TV a Napoli e in Campania” afferma Gaetano Di Vaio, produttore cinematografico.
“Siamo fiduciosi che questo sia solo il primo passo di un progetto molto più ampio” conclude Di Vaio “che possa veder coinvolti la Regione Campania e il Comune di Napoli per la realizzazione di un cineporto capace di soddisfare le esigenze del comparto cineaudiovisivo campano”.

Positano sostenibile, incontro Macchia Mediterranea: dal traffico al medico in spiaggia, la politica dia delle risposte

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Positano sostenibile, incontro Macchia Mediterranea: dal traffico al medico in spiaggia, la politica dia delle risposte . Abbiamo partecipato, per l’associazione Posidonia, che da un quarto di secolo sostiene le stesse battaglie a “Work in progress: Turismo sostenibile” che si è tenuto il 21 settembre nello splendido scenario di  Fornillo all’hotel Pupetto a Positano organizzato dall’associazione Macchia Mediterranea. La politica era assente, maggioranza e opposizione del Comune di Positano, Daniele Esposito ci ha riferito che sia il sindaco di Positano Michele De Lucia, che l’assessore Giuseppe Guida, che è assessore all’ambiente , avevano degli impegni, specificandoci quale, ma mancavano tutti i rappresentanti politici di Positano in consiglio comunale di maggioranza ma anche di minoranza. Ma questo non significa che non possano e non debbano prendere in considerazione le problematiche emerse dall’incontro e oggi, grazie al web, rese intelligibili e pubbliche a tutti, sopratutto perchè sono istanze sentite dalla stragrande maggioranza della popolazione che la politica dovrebbe rappresentare. Posidonia e Positanonews, che rappresentavo,  condivide tutti i problemi emersi. In particolare quello del traffico, è un’emergenza, e occorre fare qualcosa, una delle proposte è adottare il numero chiuso come nelle “Cinque Terre” o comunque un contingentamento, sia via terra che via mare, ma anche per la montagna, per il sentiero degli dei. Limitare gli autobus turistici , eliminare totalmente i bus oltre i nove metri e quelli non a norma con le ultime disposizioni europee in tema di ambiente, ridurre drasticamente anche i minivan e minibus turistici all’interno del paese, che solo un’isola pedonale, utopistica, renderebbe vivibile e d’eccellenza. Posidonia ha portato questo contributo all’incontro che ha condiviso sulle tematiche. La Via per Remmese deve essere riaperta, un concreto segnale da parte del Comune di Positano dovrebbe essere quello di mettere in Bilancio le risorse per gli interventi per la riapertura, manutenzione e messa in sicurezza della passeggiata, in futuro tali risorse potrebbero venire dalla Tassa di Soggiorno, quella passeggiata è una delle più belle del mondo. Daniele Esposito e Macchia Mediterranea hanno avuto il merito di aver organizzato un evento in un luogo significativo in collaborazione con una manifestazione significativa che fa parte della nostra vera storia popolare come la “Festa del Pesce”, a far da contorno il Manifesto di Lazarote un “manifesto” sottoscritto nelle Isole Canarie (Riserva Mab Unesco) che sottolinea che “le risorse sulle quali è basato il turismo sono limitate e che c’è una richiesta crescente per una migliore qualità dell’ambiente”. E che riconosce l’obiettivo di sviluppare un turismo che soddisfi le aspettative economiche e le esigenze ambientali, che “rispetti non solo la struttura fisica e sociale del paese ma anche le istanze delle popolazioni locali”.

Ma anche un manifesto che rappresenta l’antica facciata della Chiesa Madre di Positano Santa Maria Assunta, simbolo caro nell’immaginario collettivo dei positanesi, una mostra su Positano e il mare, con i nostri pescatori, simbolo dei positanesi sani, onesti e lavoratori. Tutto era studiato e curato, mirato a degli obiettivi che è impossibile non condividere se si ama il proprio paese. Fra l’altro frutto di battaglie decennali che anche noi abbiamo sostenuto, prima in Solaria, poi nei giornali, poi in altre associazioni, oggi con Posidonia e Positanonews. Sono dunque problemi incontestabili, da risolvere. E dunque queste iniziative, che sono fra l’altro elementari in certi casi per un paese civile. Parliamo della presenza di un medico in spiaggia, per esempio, che potrebbe salvare la vita non solo ai turisti, ma ai nostri figli e a noi stessi, sono assolutamente da realizzare.

Erano presenti le associazioni del territorio Macchia Mediterranea, Posidonia, Acarbio ( che porta avanti il progetto per una riserva Mab Biosfera anche in Costa d’ Amalfi come nel Cilento ) , Club per l’Unesco di Amalfi, il Parco Marino di Punta Campanella, il Fai Baia di Ieranto, la Croce Rossa, la GEA, i rappresentanti delle guide escursionistiche, e alcuni cittadini, tanti  positanesi, che poi su facebook si lamentano delle condizioni del loro paese, nella vita “reale” non erano presenti.

“I temi che ci stanno a cuore vertono tutti sulla sostenibilità di questo territorio e su un turismo più responsabile nei confronti del nostro patrimonio comune – spiega Daniele Esposito, presidente dell’associazione Macchia Mediterranea – partiamo dalla richieste di piccole cose come un’apertura di un sentiero come quello della strada Remmese (come da sentenza), ad avere un presidio di Croce Rossa semi-permanente sulla spiaggia Grande di Positano, ad una maggiore tutela del territorio con più controlli. Abbiamo sottoscritto petizioni e fatto incontri. Credo che bisogni dar seguito alle richieste fatte, confrontarci di più, e domandarci più spesso cosa stiamo lasciando a chi arriverà dopo di noi”.

A moderare Gian Maria Talamo. I temi in cantiere erano tanti, cominciamo dal presidio sanitario in spiaggia, che proprio qui a Fornillo era previsto sul “Montone”, rimasto un monumento alla deficienza delle opere pubbliche, fra bagni e presidio non ci sta nulla, chissà che fine ha fatto quel progetto ed i soldi investiti in essi, ma questo è un altro discorso. Gli spazi in spiaggia sono stati tolti agli interventi sanitari, una volta c’era una stanza con un medico, oggi sono rimasti dei volontari della Croce Rossa, quando ci sono, grazie alla Croce Rossa, e un gazebo.  E sono stati utilissimi, su cento interventi solo per 18 è stato necessario chiamare il 118 dell’ ASL, questo significa un risparmio di risorse per la Sanità Pubblica, 82 interventi in meno, non solo si salvano vite e si soccorrono persone, ma si risparmia, visto che ogni chiamata comporta lo spostamento di un’ambulanza con uno staff medico e paramedico .

“Si deve essere santi a vivere qui . Un soccorso già di per sé è difficile in un luogo come Positano proprio per la sua conformazione fisica – afferma Daniela Volpe responsabile della Croce Rossa, che è venuta appositamente e faticosamente da Portici per portare la sua testimonianza e sostegno per iniziative volte alla salute dei cittadini e va ringraziata  – poi diventa molto più faticoso in presenza di folla eccessiva. Abbiamo presentato “Spiagge Sicure” nel 2014, ma ogni volta che dobbiamo montare anche solo il gazebo sulla spiaggia Grande, troviamo le stesse difficoltà. Chiediamo che si programmi in tempo e non con l’arrivo dell’estate”.

Il problema comunque è sempre quello della mancanza di un medico in spiaggia, ne parlammo con Gino Esposito all’epoca. Se la Regione Campania e le istituzioni vengono meno, sarebbe il caso che gli imprenditori ci facciano un pensierino.

Intanto ringraziamo la Croce Rossa per il suo ausilio, ma l’ASL ha già tolto da fine agosto un presidio, e l’idroambulanza, messo già tardi a estate inoltrata, mentre a settembre ancora ci sono migliaia di persone che si riversano in spiaggia. Insomma dopo il 31 agosto si può pure morire per l’ Asl..

Sul sentiero degli Dei da sottolineare l’intervento di Nino Buonocore, cartografo e profondo conoscitore della rete sentieristica dei Monti Lattari, che quest’anno ha visto alcuni tratti devastati dal fuoco che ha invaso ampie aree,  Buonocore con la GEA ha fatto l’unico intervento per la sicurezza sanitaria con delle mattonelle che davano un riferimento della posizione dove ci si trova per interventi sanitari più rapidi e anche una app. Interventi anche di Lucia Ferrara, fra le guide più esperte e prudenti. Gli escursionisti sono troppi, gli incidenti all’ordine del giorno, solo quelli più gravi vengono evidenziati dalla stampa , ma non passa settimana che non ce ne sia uno. Molti partono da Agerola come degli sprovveduti pensando di fare una scampagnata, ma il Sentiero degli Dei presenta molti pericoli sopratutto per anziani e per persone che non sono attrezzate.

Non è semplice descrivere in breve le problematiche sollevate, sugli incendi si è parlato tanto, sono emerse delle considerazioni che abbiamo già sollevato ad Amalfi in un’incontro fra tutte le associazioni della Costiera amalfitana in biblioteca comunale. Il disastro è stato provocato dalla deficienza della classe politica che ha smantellato la guardia forestale e si è sprovvista di sufficienti mezzi adeguati, per esempio Positanonews è stata sul Faito tutti i giorni, quello che fa l’ Erickson in mezza giornata, non fanno cento elicotteri col secchiello in una settimana. E di Erickson ( un elicottero specializzato per lo spegnimento degli incendi ) ce ne sono solo tre! Il coordinamento dei DOS non è andato bene ne in provincia di Salerno ne in quella di Napoli, la forestale con le sue competenze smembrata. Sono questi i motivi di questi incendi devastanti e prolungati dal Vesuvio a Positano, Vico Equense,  Agerola, Ravello, Maiori e Tramonti.

Poi la prevenzione degi incendi, che fa il paio con la prevenzione del dissesto idrogeologico che ci sarà, fanno evidenziare le carenze enormi della protezione civile a livello nazionale, regionale e locale. Il tutto ha portato anche a problemi di balneazione e ai divieti , d’ora in poi necessari, perchè ogni volta che piove a dirotto viene giù di tutto.  Gianni Menichetti , custode del Vallone Porto, ha sottolineato come ancora oggi ci sia chi butta rifiuti nei Valloni, non solo da lui, anche sotto il campo di Montepertuso e su tutti i Valloni è una assurdità e intervenire per bonificare un’impresa titanica. E anche sulla balneazione si aperto un altro capitolo affrontato da Bruno Denise, sulle fogne bianche che esondano , su Laurito sulla quale l’ Arpac fa dei rilievi. Insomma discussioni aperte su varie problematiche, spesso all’ordine del giorno, sulle quali, presi anche dall’assillo della cronaca quotidiana, non siamo riusciti subito a fare un punto. Sono cose che sappiamo e abbiamo evidenziato e continuiamo a farlo. Ora sta alla politica, a tutti i livelli, dare delle risposte

Sant’Agnello. La Stelluccia lascia? No, raddoppia!

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Sant’Agnello. La Stelluccia lascia? No, raddoppia! “Qualcuno ha messo in giro la voce che noi chiudevamo, facendoci un favore” , dicono dallo staff. Ma in che senso un favore? “Nel senso che chi ha sentito questa voce corre da ogni dove per poter assaggiare la nostra cucina, che rimarrà tale. Insomma non solo noi non lasciamo, ma ci hanno fatto raddoppiare i clienti, almeno quelli affezionati”. Qui siamo nella storia del turismo enogastronomico della Penisola Sorrentina, sicuramente dei Colli di Fontanelle, che come comprensorio potrebbe fare molto di più..

Qui non siamo in un luogo sofisticato, ma in una vera trattoria dove poter trovare piatti della tradizione e una pizza eccezionale- Ristorante Stelluccia situato nella caratteristica zona collinare di Sant’agnello, facilmente raggiungibile con l’auto, nel cuore collinare e contadino della Penisola Sorrentina, fra Piano di Sorrento e Massa Lubrense, a pochi chilometri di Positano  ,  è  un ristorante confortevole è accogliente, dove lo staff vi accoglie con gentilezza simpatia e premura. “Dopo aver mangiato in tutti i migliori ristoranti della Campania, io e la mia compagna Lina abbiamo riscoperto il gusto di mangiare bene in modo semplice il tutto condito da una spiccata simpatia della sig. Lucia e del suo staff.”, questo è uno dei commenti su questo locale. Lucia , poi, la “signora” della pizza dei Colli, non si ferma con il suo staff al piatto sovrano della cucina napoletana, ma riscopre sapori, saperi e gusti del territorio, qui potete assaggiare la “Minestra maritata”, scialatielli ai funghi porcini e altro ancora di cui abbiamo parlato nella sezione Enogastronauta dove andranno tutti gli articoli riguardanti l’enogastronomia (sui paccheri ai funghi clicca qui per leggere l’articolo  su minestra maritata e altri piatti abbiamo fatto in passato un altro articolo clicca qui per leggere )

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Una donna su quattro subisce molestie e violenze online. La Regione Campania apre uno sportello digitale

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Un sito web, ma anche una rete di pagine sui social per aiutare le donne vittime di violenza online, cyberbullismo, sexting. È «amicheperlarete.it», la nuova piattaforma sul web lanciata dalla Regione per combattere le violenze online di cui sono vittime le donne. Un progetto che punta, dichiaratamente, a far uscire allo scoperto e a difendere anche le giovani vittime di un fenomeno che ha attecchito con forza fra i nativi digitali. I dati messi insieme da una ricerca portata avanti dall’ordine degli psicologi riferiscono che il 25 per cento delle donne subisce violenze online. «La piattaforma – spiega Chiara Marciani, assessore alle Pari opportunità della Regione – offre la lista della rete antiviolenza con la georeferenziazione dei centri, che sono circa 50, riportando tutti i numeri di telefono che funzionano 24 ore su 24. L’elenco verrà arricchito anche con i punti rosa che sono negli ospedali. Il sito e i social network fanno sostegno delle donne, ma anche prevenzione. E infatti con il supporto dell’ufficio scolastico regionale ci siamo mossi per mettere in contatto le donne delle nuove generazioni tra loro, spingerle a condividere buone prassi e informazioni per non trovarsi in difficoltà online. Anche tramite Facebook si può mandare un messaggio per chiedere supporto. Non c’è un medico che risponde, perché sarebbe difficile da un punto di vista gestionale ma ci sono degli operatori che possono reindirizzare la donna in difficoltà a psicologi o avvocati che possono essere di supporto». Le buone pratiche sono quelle che aiutano a costruire una strategia di prevenzione utile per difendersi. E il coinvolgimento dell’ufficio scolastico regionale punta proprio a dare armi efficaci alle studentesse campane. «I dati che abbiamo raccolto sono sconvolgenti, innanzitutto una ragazza su dieci pubblica selfie online, l’altra cosa che ci preoccupa è che il 25 per cento delle donne subisce violenza online e il 26 per cento stalking» rileva la direttrice dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese. «Dobbiamo intervenire facendo rete, progettualità e soprattutto coinvolgendo i ragazzi in prima persona – spiega – L’idea è che il ragazzo stesso si proponga come figura di ascolto. Non è necessario limitare l’uso dei telefonini in classe, ma far capire come si utilizzano. Lo smartphone è importante, la società è cambiata e dobbiamo educare i ragazzi e prepararli al pericolo se si utilizza male. Lo stesso ministro Fedeli ha trasformato lo smartphone in uno strumento didattico perché è utilizzato dai ragazzi. L’educazione è fondamentale. Gli adulti, gli insegnanti, le famiglie, le associazioni tutti insieme dobbiamo far capire ai ragazzi come utilizzare questi nuovi strumenti. Ogni epoca ha avuto momenti storici critici, l’importante è capire e indirizzarli verso la strada giusta». Lo sportello digitale offre consulenza psicologica, legale, assistenza informatica per la protezione della privacy sui social. Sulla divulgazione dei rischi della rete alle ragazze che vanno a scuola si sofferma Daniele De Martino, dirigente della polizia postale. «La prevenzione – afferma – si fa con un approccio multidisciplinare. È importante ad esempio spiegare bene i rischi del sexting, una pratica molto diffusa nelle scuole che consiste nel mandarsi immagini sulla propria attività sessuale, che vengono poi diffuse. Questa pratica si basa sulla mancata coscienza degli esiti di questi atteggiamenti, i ragazzi spesso non sanno che la rete purtroppo non dimentica, è questa la profonda differenza tra cyberbullismo e bullismo». I casi di violenza fisica sono quelli che fanno più scalpore. E le cronache di questi giorni ne sono piene. «Ma di fronte a reiterati casi di violenza che possono portare anche alla morte ci vuole una decisa azione di controllo e repressione» sottolinea il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. «La libertà di espressione a volte sconfina nella violenza, quindi ogni forma di espressione pubblica non può essere sganciata dalla responsabilità, perché altrimenti la libertà sconfina nella violenza e nello stato di natura. La rete – aggiunge – è diventata un centro di potere e non può esistere in democrazia nessun potere sganciato dal principio di responsabilità. L’idea che esista un luogo di espressione della barbarie deve indignarci e spingerci ad aprire un dibattito pubblico e a pensare a una modifica delle normative, che rendano efficace la repressione. Bisogna far capire ai ragazzini che qualsiasi video messo in rete può essere inizio di un percorso che porta al suicidio. Una immagine messa sulla rete è per sempre, incancellabile. Quindi mettere video che non siano di un normale compleanno deve diventare un tabù. Cancellare un’immagine una volta messa in rete diventa un’impresa ardua. L’importante è che dunque non ci arrivi e se ci arriva chi ne è responsabile sia chiamato a risponderne. Non possiamo più tollerare una situazione per la quale ragazze muoiono, si suicidano e noi facciamo finta di non vedere il problema. Questo è intollerabile». (Anna Paola Merone – Corriere del Mezzogiorno)

 

Gioco d’azzardo. I record negativi dell’Italia. Scommettiamo 132 euro al mese e siamo il Paese che perde di più

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«Nonna slot», l’ha ribattezzata un giornale locale. E buttato lì così pare un allegro nomignolo alla Jacovitti come Cocco Bill o Gionni Galassia. La tragedia della vecchietta trevisana che ha perso 200.000 euro alle macchinette, dove i premurosi «Lucignoli» delle sale-slot la portavano in auto andando a prenderla al ricovero, è solo l’ultima di un «Paese dei balocchi» infernale. Al quale è dedicato un dossier presentato oggi al Senato. Si intitola «Lose for life», cioè «perdi per la vita», un gioco di parole che stravolge il nome, «Win for Life!» («vinci per la vita») di uno dei «gratta e vinci» più noti ai giocatori incalliti. È stato curato da Claudio Forleo e Giulia Migneco, promosso dall’associazione «Avviso pubblico» che rappresenta oggi 370 soci tra Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, e ha un sottotitolo che dice tutto: «Come salvare un Paese in overdose da gioco d’azzardo». Che sia in overdose è fuori discussione. Come spiegano i curatori, il nostro è un Paese che ha sempre giocato d’azzardo. Basti ricordare Charles Dickens che in “Impressioni d’Italia” racconta d’un invasato spettatore che urlava a un poveretto morente dopo una caduta da cavallo: «Se ancora ti rimane un soffio, dimmi quanti anni hai, fammeli giocare al lotto, per amore del Cielo!». Ma «l’indiscriminato aumento dell’offerta di gioco lecito, iniziato nel 1997 con l’introduzione di Superenalotto, sale bingo e scommesse, è piombata su una società impreparata a reggerne l’urto». Pochi numeri dicono tutto. Nel 1998 gli italiani giocarono 12,5 miliardi di euro attuali, nel 2016 ben 96,1. Con una impennata mostruosa del 668%. In pratica ogni italiano, dal neonato al centenario in coma, scommette oggi 1.587 euro l’anno. Vale a dire «132 euro al mese, all’incirca il costo di una spesa settimanale di generi essenziali per una famiglia media». Però se «prendiamo in considerazione solo i contribuenti (meno di 41 milioni di persone) la media sale a 2.357 euro pro capite, pari a 196 euro al mese». Il che significa che, avendo gli italiani dichiarato in media nel 2016 un reddito di 1.724 euro al mese, ne buttano in scommesse varie l’11%. Dicono i sostenitori della «filiera dell’azzardo»: tanta parte dei soldi torna indietro con le vincite. Ovvio: se non capitasse mai nessuno giocherebbe più. L’ammontare delle perdite è comunque di 19,5 miliardi. Il 54% va allo Stato? Certo, ma qual è il rapporto costi-benefici? «Guardando solo ai costi monetari», rispondono Leonardo Becchetti e Gabriele Mandolesi, «è evidente che i soldi spesi in azzardo sono sottratti ad altre destinazioni». Quei circa 20 miliardi sarebbero spesi infatti «in consumi che hanno un prelievo, fatta la media, superiore». Per non dire dei costi sociali. Non solo quelli delle cure mediche per le ludopatie ma anche quelli del «crollo della capacità lavorativa» di chi finisce dentro la «spirale di sovra-indebitamento e usura». Insomma, «nell’insieme le voci dei costi dell’azzardo vengono stimati in 5-6 miliardi di euro». Vale la pena, per ciò che resta poi nelle casse dello Stato, di detenere in proporzione al Pil il record del Paese che perde più soldi nell’azzardo davanti agli Stati Uniti, al Regno Unito, alla Spagna, alla Francia e alla Germania dove i tedeschi superano appena un terzo della quota di perdite italiane? Se uno studio del Cnr «ci ricorda che il 42% dei giovani tra i 15 e i 19 anni nel 2015 ha giocato d’azzardo» vale la pena di mettere a rischio i nostri ragazzi? C’è chi pensa che lo scioglilingua («Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica») o l’invito al «gioco consapevole» possano servire davvero? Hanno già risposto non solo Maurizio Crozza (è come dire «annega con cautela, sparati con prudenza, buttati dalla finestra ma copriti per il freddo») ma pure, ricorda lo psicologo Mauro Croce, il prestigioso “Institute National de Santé et de la Recherche Médical” francese. Secondo il quale «il gioco responsabile è una ovvietà per tutte le persone che non giocano ma un paradosso per il giocatore, come dire “una baldoria ragionevole”, “una ubriacatura moderata”, “un eccesso calcolato”». Per non dire, prosegue il dossier, del rapporto con le mafie: «Nel corso degli anni gli interessi delle organizzazioni criminali sul gioco si sono evoluti e l’ampliamento del gioco d’azzardo legale si è trasformato in una risorsa per le mafie, anziché in un freno agli affari» come teorizzarono, puntando sullo Stato biscazziere, vari governi di sinistra e di destra. «L’elevato volume di danaro che ruota attorno a tale settore», accusa Giovanni Russo, Procuratore nazionale antimafia, «ha da sempre contribuito ad attirare le mire “imprenditoriali” delle organizzazioni mafiose, con pesanti ricadute non solo in termini di mancati incassi da parte dell’Erario dello Stato — sottratti dal gioco illegale — ma anche sul più ampio piano della sicurezza generale dell’ordinamento e dell’inquinamento del sistema economico nel suo complesso». Non mancano, nel dossier, le posizioni delle imprese del settore (Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, giura che «i veri nemici del gioco sono gli operatori illegali» e che «nel Dna degli operatori del settore non c’è mai stato, né mai ci sarà, la volontà o il disegno perverso di procurare danni a chi decide di divertirsi attraverso i diversi prodotti presenti nel panorama italiano del gioco») o del governo. Che per bocca del sottosegretario Pier Paolo Baretta spiega che «il punto di partenza è stato il contrasto al gioco illegale», riconosce come alcuni calcoli iniziali fossero errati rispetto all’esplosione del fenomeno e che il freno agli spot televisivi «non è ancora sufficiente» ma rivendica anche gli sforzi per una mediazione e il tentativo di ridurre l’offerta «perché la parte patologica e compulsiva ha creato delle condizioni sociali che sono sbagliate in sé». Né mancano le posizioni dei Comuni, delle Regioni, delle associazioni, di esperti come Maurizio Fiasco. La più toccante però (insieme con la storia raccontata da Toni Mira di Domenico Martimucci, il giovane calciatore ammazzato da una bomba nella guerra per il mercato delle slot) è forse la testimonianza di un giocatore pentito: «Mi sono giocato la casa, ho dovuto cambiare più volte posizione lavorativa per colpa della mia dipendenza. I miei datori di lavoro, sapendo che avevo due figlie, non mi denunciavano per evitare che fosse la mia famiglia a pagarne le conseguenze. Io approfittavo di quella che ritenevo essere una debolezza e continuavo a succhiargli l’anima». Finché finalmente capì che l’azzardo stava succhiando l’anima a lui. (Gian Antonio Stella – Corriere della Sera)  

Per i poveri arriva la «spesa sospesa». Progetto pilota a Torre del Greco. Se funziona si espanderà in tutta la regione

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«La spesa sospesa» è la nuova idea, tutta napoletana, per aiutare le famiglie povere che non riescono a garantirsi il pasto giornaliero. Gli stessi napoletani, attraverso il gesto del donare, contribuiscono a rendere possibile questo progetto di solidarietà urbana autosostenibile, messo già in atto dall’antica abitudine di lasciare al bar il caffè sospeso e trasferito stavolta nel settore alimentare. All’interno delle attività commerciali che aderiscono all’iniziativa (principalmente esercizi che offrono beni di prima necessità) vengono collocate le charity- box dove poter fare donazioni in soldi che verranno poi convertiti in buoni spesa distribuiti mensilmente alle famiglie appartenenti alle fasce più povere (valutate sulla base del documento Isee). Questo circuito virtuoso, ideato dall’associazione Shalom con il presidente Giuseppe Cutolo in collaborazione con l’Ascom e il presidente Giulio Esposito e patrocinato dal Csv e dal Consiglio Regionale della Campania, parte da Torre del Greco ma si estenderà all’intera regione: «Intendiamo individuare venti nuclei familiari – ha dichiarato Cutolo – a cui affidare buoni spesa mensili di cento euro da erogare fino a sei mesi per permettere ad altre famiglie di beneficiare delle donazioni. L’obiettivo è creare una comunità che si occupa di chi sta ai margini della società, lontano da formule assistenzialistiche». Un nuovo modo, dunque, di concepire la solidarietà locale reso possibile dall’attività di Meridonare.it, la prima e unica piattaforma di crowdfunding settoriale e territoriale che sostiene progetti di innovazione sociale dalla Campania al resto del Mezzogiorno d’Italia: «In due anni abbiamo raccolto un milione e mezzo di euro grazie all’impegno di novemila donatori – ha spiegato l’amministratore di Meridonare Vito Gurrado – e il progetto “La Spesa Sospesa” dà valore alla tradizione locale e alla generosità dei napoletani». Sulla piattaforma il duo comico di Made in Sud, composto da Ivan e Cristiano, racconta in modo esilarante il progetto e si fa così testimonial di un’iniziativa che li ha molto coinvolti emotivamente (http:// www.meridonare.it/progetto/la-spesa-sospesa). Sempre per fronteggiare la crisi partendo dal basso, «La Spesa Sospesa» non si rivolge alla grande distribuzione ma coinvolge i piccoli negozianti (ad oggi sono trenta le adesioni), i primi ad essere colpiti dalla crisi economica, che aderiscono in nome di un forte sentimento di impegno sociale. «Una vera e propria proposta di welfare – ha dichiarato il consigliere regionale Loredana Raia – che la Regione ha intenzione di sostenere per far sì che da Torre del Greco si estenda sempre più». La solidarietà, dunque, diventa tecnologica ma non meno concreta e vincente e si diffonde con tre parole chiave: «Clicca, dona e condividi». (Anna Marchitelli – Corriere del Mezzogiorno)

Il Papa: «Non grazierò i preti pedofili. La Chiesa è arrivata un po’ tardi». Ribadita la tolleranza zero nei casi certi

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No alla grazia a preti colpevoli di abusi su minori. «Tolleranza zero» e niente ricorsi in secondo grado di giudizio se gli abusi sono provati in prima istanza. Mai più la prassi di spostare un prete pedofilo da una diocesi all’altra, una modalità che in passato «ha addormentato le coscienze». E poi più personale alla Congregazione per la dottrina della fede (Cdf) per istruire i processi canonici, che restano di competenza di questo dicastero. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo ieri in udienza i membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Papa Francesco ha consegnato, dandolo per letto, il discorso preparato e quindi ha parlato a braccio. Ha elogiato la Commissione per il lavoro «controcorrente», poiché sul tema «la coscienza della Chiesa è arrivata un po’ tardi, e quando la coscienza arriva tardi i mezzi per risolverlo arrivano tardi», «siamo arrivati in ritardo!». «Forse – ha ammesso – l’antica pratica di spostare la gente, non fare fronte al problema, ha addormentato un po’ le coscienze». Papa Francesco quindi ha confermato all’ex Sant’Uffizio la competenza sui processi canonici e sulle riduzioni allo stato laicale, anziché trasferirla, come proposto da alcuni, ai tribunali della Rota o della Segnatura apostolica. «Il problema degli abusi – ha spiegato – è grave e finché non tutti ne avranno preso coscienza è bene che resti alla Congregazione». Con delle correzioni. Rispetto alle lamentele che i casi esaminati «non vanno avanti», ha annunciato di aver deciso «di prendere più gente che lavori nella classificazione dei processi». Il secondo passo riguarda i ricorsi dei preti condannati in primo grado: «La Commissione, presieduta da monsignor Scicluna, uomo che ha una coscienza ben chiara della questione della pedofilia, lavora bene, ma deve essere aggiustata un po’ con la presenza di qualche vescovo diocesano che conosca bene il problema “in situ”». E se nella Commissione, composta per lo più da canonisti, c’è «la tentazione degli avvocati di abbassare la pena», la soluzione sarà drastica: oltre a «bilanciare» la Commissione, essa non riceverà più ricorsi se in primo grado ci sarà la prova dell’abuso commesso dall’imputato. «Se ci sono le prove, punto. È definitivo. Perché? Non per avversione – ha rimarcato il Pontefice – no, semplicemente perché la persona che fa questo, uomo o donna, è malato o malata. È una malattia. Oggi lui si pente, ma sa bene, vai avanti, ti perdoniamo, dopo due anni ricade». Un ulteriore punto toccato da papa Francesco riguarda le richieste di grazia di preti condannati: «Mai ho firmato una di queste e mai la firmerò». Il Pontefice ha ammesso di essere stato «morbido» nel caso di un prete della diocesi di Crema – con riferimento implicito al caso di don Mauro Inzoli – accogliendo la sentenza «benevola» del vescovo che gli toglieva tutti i ministeri ma non lo stato clericale. «Dopo due anni lui è ricaduto – ha osservato – L’unica volta che l’ho fatto, poi mai. Ho imparato in questo. Imparato dal cardinale O’Malley, imparato dalle vittime che ho incontrato. È una brutta malattia». Fin qui le considerazioni espresse a braccio, e in italiano, dal Pontefice. Nel testo (in spagnolo) consegnato, l’unico pubblicato sull’Osservatore Romano (anche in traduzione italiana), papa Francesco ha ribadito la linea di «tolleranza zero» nei confronti degli abusi, linea che «la Chiesa irrevocabilmente e a tutti i livelli intende applicare». «Lo scandalo dell’abuso sessuale – ha denunciato il vescovo di Roma – è davvero una rovina terribile per tutta l’umanità, e tocca tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società». E in particolare per la Chiesa la presa di coscienza di questo fenomeno «è stata un’esperienza molto dolorosa», poiché ha evidenziato le responsabilità di «tutti coloro che hanno tradito la propria chiamata e hanno abusato dei figli di Dio». Il Pontefice ha quindi di nuovo manifestato «profondo dolore» e «vergogna per gli abusi commessi da ministri sacri, che dovrebbero essere le persone più degne di fiducia», ribadendo «in tutta chiarezza che l’abuso sessuale è un peccato orribile, completamente opposto e in contraddizione con ciò che Cristo e la Chiesa ci insegnano». Ecco perché, ha ripetuto, «la Chiesa, a tutti i livelli, risponderà con l’applicazione delle misure più severe» nei confronti dei chierici ritenuti colpevoli. «Le misure disciplinari che le Chiese particolari hanno adottato – ha ribadito il successore di Pietro – si devono applicare a tutti coloro che lavorano nelle istituzioni della Chiesa». Tuttavia, ha specificato, «la responsabilità primordiale è dei vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi, di quanti hanno ricevuto dal Signore la vocazione di offrire la loro vita al servizio, includendo la vigile protezione di tutti». Nel discorso consegnato papa Francesco non ha mancato di evidenziare l’importante lavoro svolto dalla Commissione negli ultimi tre anni. Lavoro caratterizzato anche da alcuni incontri con «le vittime e i sopravvissuti di abusi», che hanno visto la partecipazione dello stesso Pontefice e hanno confermato l’impegno «a fare tutto il possibile per combattere questo male ed eliminare questa rovina tra noi». Particolarmente «preziosa» è stata poi l’azione «per condividere le pratiche migliori soprattutto per quelle Chiese che hanno meno risorse per questo cruciale lavoro di protezione». E a tale scopo il Pontefice ha incoraggiato la commissione a proseguire nella collaborazione con la Congregazione per la dottrina della fede e con quella per l’evangelizzazione dei popoli «affinché tali pratiche siano inculturate nelle diverse Chiese di tutto il mondo». In apertura di udienza il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Commissione, ha fatto notare come la «protezione dei minori e degli adulti vulnerabili sia una parte integrale della missione della Chiesa, che è fermamente radicata nel nostro convincimento che ogni individuo abbia un valore unico creato a immagine e somiglianza di Dio». Perciò, ha aggiunto, «la cura della Chiesa per le vittime e i sopravvissuti di abuso e per le loro famiglie è una considerazione primaria in questa missione». Il porporato ha poi fatto notare come «dall’attento ascolto e dalla condivisione di esperienze» con le vittime degli abusi, «la nostra commissione ha beneficiato grandemente da tutto ciò che i sopravvissuti ci hanno offerto». Quindi due membri della commissione hanno aggiornato il Papa sull’attività svolta. Come riferisce L’Osservatore Romano, Bill Kilgallon ha illustrato la proposta emersa nei lavori di gruppo per una riduzione dei tempi della prescrizione, mentre suor Hermenegild Makoro ha sottolineato come il quarto gruppo si sia impegnato principalmente nella formazione e nella educazione di chi deve svolgere ruoli guida. (Gianni CardinaleAvvenire)

La fabbrica del gol. Hamsik, Mertens, Callejon e Insigne: 305 reti realizzate nel Napoli

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È il Napoli dei record che incanta gli spettatori, appassiona i tifosi, diventa materia di studio in tutta Europa. Con la vittoria contro la Lazio è stata raggiunta la quota di dieci vittorie consecutive in serie A, non era mai successo, neanche ai tempi di Diego Armando Maradona. E per l’Uefa ha la migliore media in assoluto nel ranking europeo. Nel campionato in corso il Napoli ha inanellato una striscia di cinque successi consecutivi, non succedeva dalla stagione 1987-88, quella dello scudetto «scippato» dal Milan al San Paolo. In quell’occasione le vittorie non arrivarono tutte sul campo, alla terza giornata il Pisa sconfisse Maradona e compagni grazie ad un gol di Sclosa ma il giudice sportivo assegnò la vittoria a tavolino per 0-2 al Napoli per una monetina che colpì Renica all’Arena Garibaldi. Il Napoli della prima stagione di Benitez (2013-14) si fermò a quattro successi, alla quinta giornata arrivò il pareggio interno contro il Sassuolo. In quella squadra giocavano i quattro moschettieri che stanno trascinando la formazione di Sarri sprigionando una proposta offensiva di grande qualità: Hamsik, Insigne, Callejon e Mertens. Il record di Maradona è ad un passo, Diego in sette anni ne segnò 115, Hamsik insegue a due lunghezze, a quota 113. Marek non sta vivendo un momento brillante, Sarri lo preserva con le sostituzioni, nelle sette gare ufficiali finora è rimasto in campo per tutta la gara solo contro il Benevento. Lo spunto c’è, come dimostrano gli assist a Callejon contro il Nizza e la Lazio, e nelle ultime due prestazioni è apparso in crescita, all’Olimpico ha anche colpito un palo. Insigne è il genio che ispira la manovra del Napoli, il suo percorso ha espresso una crescita esponenziale al punto di diventare un riferimento anche in Nazionale. Nel sistema di gioco di Sarri è diventato più prolifico, 35 gol su 51 sono stati realizzati sotto la guida dell’allenatore toscano. Gli assist, però, sono più delle reti, ben 56 i passaggi che hanno messo i compagni in condizione di segnare durante la sua avventura al Napoli. Callejon e Mertens sono arrivati praticamente insieme, rappresentano due intuizioni di mercato avute da Benitez e Bigon nell’estate della cessione di Cavani. Callejon, a quota 4 in 7 gare ufficiali, ha nel mirino i numeri della sua prima annata a Napoli, la migliore, con 20 gol stagionali. Mertens è l’«animale da saziare con i gol», il trascinatore stimato da Maradona che all’Olimpico ha realizzato una magia che ha ricordato il gol di Diego alla Lazio del 24 Febbraio 1985. 52 su 75 gol in maglia azzurra sono arrivati nell’era Sarri (il 69%) e 37 li ha realizzati da centravanti. «La classifica in questo momento non mi dice nulla», ha dichiarato il tecnico azzurro Maurizio Sarri a Roma ma il suo Napoli fa sognare tutti. Gli azzurri hanno il miglior attacco con diciannove reti, cinque in più della Juventus, e hanno la media di 3,80 gol a partita, la più alta dei cinque principali campionati europei. La squadra ci crede, lo conferma Koulibaly che ai microfoni della radio ufficiale ha dichiarato: «Dobbiamo fare quanti più punti possibili, la città merita lo scudetto». (Ciro Troise – Corriere del Mezzogiorno)  

Napoli. De Martino, dirigente polizia postale: «Prostituzione online, molta superficialità da parte dei giovanissimi»

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«Le ragazze a 12 anni già scambiano sul web immagini dei loro corpi nudi con sconosciuti. Del tutto inconsapevoli delle conseguenze che simili gesti possono avere». Daniele de Martino è da due mesi il dirigente della Polizia Postale della Campania. «Quello che viene fuori con forza è l’idea poco precisa che i giovanissimi, e spesso non solo loro, hanno delle azioni che compiono quando sono online». Quali sono i casi in cui più spesso vi imbattete? «La polizia postale tratta prevalentemente materiale relativo ad immagini, filmati e video, realizzati in maniera consapevole oppure all’insaputa del soggetto ritratto. Se c’è una minaccia attraverso l’utilizzo del mezzo tecnologico veniamo interessati. L’altro fronte che trattiamo con maggiore frequenza è quello del cyberstalking e del cyberbullismo. Ci muoviamo fra adescamenti, pedopornografia, molestie. E sempre riscontro una mentalità dei ragazzi e dei nativi digitali nel trattare questi argomenti poco concreta. Tardivamente si rendono conto di cosa accade sulle chat e sulle piattaforme di incontri». Come si interviene? «Il lavoro in termini di repressione è importante, ma è solo un tassello. Negli ultimi dieci anni il mondo è molto cambiato, la rete si è amplificata. E quando tra 10 o 15 anni avremo nativi digitali come poliziotti e magistrati tutto sarà differente». Lei sostiene che c’è una mancanza di consapevolezza da parte di molte ragazze. «Diciamo pure una certa superficialità. Noi siamo molto impegnati nelle scuole e spieghiamo bene i rischi del sexting, una pratica molto diffusa fra gli adolescenti, che consiste nel mandarsi immagini sulla propria attività sessuale, che vengono poi diffuse. La rete purtroppo non dimentica, è questa la profonda differenza tra cyberbullismo e bullismo». Dilaga il fenomeno della prostituzione minorile portata avanti attraverso la rete. «Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a casi del genere. Si tratta di abusi a carico di soggetti minori, che spessissimo sono ragazzine. Spesso volontariamente si fanno riprendere e si riprendono e trasmettono immagini che dovrebbero restare riservate. Queste ragazze rischiano di entrare in una spirale di ricatti. I loro persecutori possono chiedere soldi, attenzioni sessuali o, in contesti scolastici, le immagini possono venire diffuse e queste ragazze diventano oggetto di cyberbullismo». Serve una denuncia perché la polizia postale proceda? «Basta una segnalazione». Come si può lavorare per prevenire queste situazioni? «Il problema centrale è quello culturale. È un atteggiamento di mancata conoscenza delle conseguenze delle proprie azioni. Nelle scuole parliamo di custodia dei dati proprio perché frequentemente ci troviamo di fronte ad atteggiamento superficiali. Ci si affida al proprio partner o amico, con immagini esplicite, e al termine dell’idillio o dell’amicizia spesso si generano situazioni problematiche o drammatiche per la parte offesa». L’autore del reato ha lo stesso approccio leggero? «Certo. Il carnefice frequentemente ha la percezione di non poter essere fermato e non pensa ai danni che sta provocando. E questo riguarda tutti i reati commessi sulla rete, anche quelli di opinione. La rete scatena bassi istinti e amplifica l’effetto branco, fa saltare i freni inibitori». I ragazzi come reagiscono alle vostre lezioni? «Il problema è attirare la loro attenzione. E farsi credere». Pensano di poter governare i propri smartphone? «È così. Perciò alla nostra azione è importante che concorrano anche presidi e insegnanti con corsi e lezioni mirate. Una chiacchierata con la polizia di Stato serve se c’è un tessuto scolastico pronto». E le famiglie, i genitori cosa possono fare? «Mantenere aperto un canale di dialogo con i ragazzi, senza lasciarli a loro stessi. Fargli sentire la propria fiducia, dal momento che degli adulti spesso diffidano e hanno vergogna. Controllarli, da un punto di vista tecnico, non serve. Difficilmente si può essere tecnicamente sullo stesso livello di un nativo digitale. Se ci si pone solo sul piano del controllo, si è perdenti». Lei ha figli? «Ho figli ancora bambini, ma già si approcciano alla rete e ho le medesime difficoltà di tutti. Per me non è così diverso e non ci sono soluzioni preconfezionate. Bisogna lavorare, insistere, spiegare, comunicare e parlare». (Anna Paola Merone – Corriere del Mezzogiorno)

Paloma Picasso in Italia. All’aeroporto di Roma le smarriscono i bagagli. Aiutata dagli amici che le donano dei vestiti

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«All’inizio ero disperata, poi tanti amici mi hanno aiutata. La camicia che porto non è mia. Valentino mi ha mandato una serie di abiti con lo strascico: stupendi. Peccato che siano per modelle e io non sia così alta…». L’incidente in aeroporto non ha tolto il sorriso a Paloma Picasso. Arrivata mercoledì a Roma per la mostra alle Scuderie del Quirinale (con un corollario di eventi esclusivi), la figlia del grande Pablo ha scoperto che i suoi bagagli erano stati smarriti lungo la strada. Incidente risolto? «Sì, ieri è arrivato tutto in hotel. L’aereo Alitalia da Ginevra era in ritardo, temevo davvero di non farcela. Poi le valigie rimaste chissà dove. Sono andata alla cena a Palazzo Pallavicini con gli abiti che avevo in volo. Meno male che in viaggio mi vesto sempre elegante». Come ha trovato la mostra romana? «Mi piace da morire: unisce il periodo finale del cubismo, quello più colorato, con l’interesse per il teatro. Non vado a molte inaugurazioni in giro per il mondo, sarebbe un altro lavoro. Ma a questa curata da Olivier Berggruen non potevo mancare. E poi il fatto che fosse a Roma è stato determinante: adoro questa città». Ci è venuta spesso? «Sì, soprattutto in passato. Ora mancavo da molto da tempo e l’ho trovata piena di entusiasmo e vitalità. Tanti amici, prima di partire, mi parlavano di un luogo cupo e sporco. Non è così: a me sembra addirittura ringiovanita». Anche suo padre amava Roma. Proprio qui, cent’anni fa, ideò Parade, il sipario esposto a Palazzo Barberini. «Aveva lo studio in via Margutta: ci sono tornata in incognito, tanto tempo fa. È un posto che mi emoziona, ma in tutta la città sento forte la presenza di mio padre. Un giorno aprendo la finestra all’Hotel de Russie ho ritrovato la stessa veduta su Villa Medici che avevo già visto nei suoi disegni». Parla un italiano perfetto. Cosa la lega al nostro Paese? «Quando ero piccola, all’epoca del franchismo, con il mio cognome era difficile andare in Spagna. Preferivo venire in Italia: ho dei ricordi meravigliosi. E poi abbiamo fatto qualche ricerca e sembra che i nostri antenati venissero da Genova. Sono andata a vedere al cimitero e, in effetti, ho trovato tanti Picasso sulle lapidi. A Madrid, invece, ce n’è solamente uno». Secondo lei, perché l’arte di Picasso è ancora così amata e richiesta dal pubblico? «Perché è un artista trasversale. I direttori dei più grandi musei al mondo mi dicono che le sue opere sono quelle che attraggono di più i bambini. Gli avrebbe fatto piacere: papà diceva che la sua arte era emozione allo stato puro». E la qualità che da figlia ricorda di più? «La sua mente era sempre aperta, tutto per lui era possibile. Si è sempre rimesso in gioco: questo suo atteggiamento era molto rischioso, ma era talmente vitale che aveva bisogno continuamente di nuove sfide». (Carlotta De Leo – Corriere della Sera)

Milano. Domenica cittadini chiamati a realizzare un parco di 9,5 ettari. Fra i grattacieli 450 alberi di 19 specie

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E’ una biblioteca particolare. Dove ognuno potrà portare il suo contributo. Solo che non ci saranno libri. E neanche scaffali. A dir la verità non si tratta neanche di una vera biblioteca. È un parco. Quello che, a Milano, diventerà il terzo per estensione del centro cittadino. In questo caso la parola «città» va sottolineata. Perché saranno proprio i milanesi di buona volontà a seminarlo. Domenica da contadini. Chi vorrà potrà partecipare alla «semina collettiva» dei prati della Biblioteca degli Alberi, l’ultimo tassello di quella trasformazione urbanistica che ha modificato lo skyline della città: Porta Nuova. La Fondazione Riccardo Catella presieduta da Manfredi Catella, specializzata in progetti di sostenibilità ambientale, ha invitato i milanesi alla semina collettiva dei prati del futuro parco incastonato tra il Bosco Verticale, la torre Unicredit e quella piazza molto glamour che risponde al nome di Gae Aulenti, l’architetta del Musée d’Orsay. L’ultimo tassello di un’operazione urbanistica che ha trasformato una ferita nel centro di Milano in una copertina di “The Architectural Review”. C’erano e ci sono i grattacieli, c’era e c’è la piazza, c’era e c’è il mix abitativo tra nuovo e antico. Mancava il parco. Il cuore di una fruibilità pubblica rimandato per troppo tempo a causa di ritardi e bonifiche andate per le lunghe: 9 ettari e mezzo, 450 alberi di 19 specie arboree differenti, 34.800 metri quadrati di prato e circa 90.000 tra siepi, arbusti, rampicanti, piante acquatiche e ornamentali progettati da Petra Blaisse e Piet Oudolf. Si parte con la semina dei 3.500 metri del prato. Si procederà a novembre con piante e alberi. Conclusione: agosto 2018. Qualcuno lo definisce il nuovo giardino botanico di Milano vista la biodiversità che animerà i 95.000 metri quadrati: frassino, pioppo nero, carpino bianco, cipresso calvo, storace americano, ginkgo biloba, betulla dell’Himalaya, liriodendro, pino nero, pioppo bianco, corniolo, bambù, piante aromatiche e arbusti, piante acquatiche, fiori selvatici. E l’elenco potrebbe andare avanti sfidando la tassonomia linneana. Ma la finalità non è quella di un museo all’aria aperta, ma una serie di percorsi che generano un mosaico di stanze verdi. Gli alberi saranno posizionati in una serie di cerchi, distribuiti in tutto il sito, che insieme formano la Biblioteca degli Alberi. Ciascun albero è presentato in un cerchio aperto o concluso, ciascun cerchio è denominato e indicato con scritte tracciate sui vialetti che lo attraversano o lo costeggiano. Stanze vegetali abitabili, spazi a disposizione del pubblico. I sentieri, i campi e le foreste circolari del parco formeranno uno spazio pubblico, in grado di ospitare programmi culturali, ricreativi, commerciali: da piazzole o teatri all’aperto fino ad aree di gioco e campi sportivi, da terrazze e giardini a salotti e zone per picnic, da mercati a gallerie d’arte, da sale per concerti a spazi per conferenze. Si chiama «cittadinanza attiva». È il bis di quello che è successo prima di Expo. In quell’occasione, la Fondazione Catella, per evitare di lasciare un terreno brullo nei 6 mesi dell’esposizione, chiamò i milanesi alla semina di un campo di grano di 5 ettari sviluppando il progetto di arte ambientale dell’artista Agnes Denes, sperimentato per la prima volta a New York nel 1982. Per realizzarlo sono stati utilizzati quasi 15.500 metri cubi di terra, 1.250 chili di sementi e 5.000 chili di concime. I milanesi che hanno risposto all’appello sono stati 8.000. Questa volta è differente. Non si tratta di qualcosa di temporaneo. Quello che verrà seminato resterà e invecchierà con i «contadini» che lo hanno fatto nascere. È un parco della città, fatto dai cittadini e (si spera) vissuto dalla collettività. (Maurizio Giannattasio – Corriere della Sera)

Capaccio Paestum. Denuncia dell’associazione cittadini 5 Stelle: «Al lavoro al Comune ma senza contratti»

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Al lavoro al Comune senza regolare contratto: a denunciarlo l’associazione cittadini 5 Stelle di Capaccio Paestum che si dice pronta, nel caso i fatti segnalati siano confermati, a chiedere le dimissioni di Palumbo e della sua giunta. «Abbiamo depositato al Comune – fanno sapere dall’associazione – una richiesta di informazioni in seguito ad alcune segnalazioni pervenute in merito alla presenza, all’interno della casa comunale, di persone che lavorano con i dati sensibili dei cittadini senza alcuna forma di contratto. Ci sorprende che un sindaco come Palumbo, che fa della legalità e della trasparenza il suo vanto, possa agire in questa maniera». La segnalazione riguarderebbe figure che ruotano attorno all’ufficio staff del sindaco. «Non abbiamo contezza – evidenziano i Pentastellati – di quante posizioni irregolari possano esserci, ma parliamo almeno di tre. Non possiamo essere certi che le delibere di affidamento degli incarichi ci siano o meno, anche perché l’aggiornamento dell’albo pretorio non sempre è celere. Chiediamo solo che ci vengano forniti i chiarimenti dovuti. Se avessimo voluto avviare un procedimento contro l’amministrazione avremmo potuto rivolgerci direttamente all’Ispettorato del lavoro, come fatto in passato. Invece abbiamo inviato una nota al Comune e al sindaco, per la quale siamo in attesa di riscontri. Ci interessa solo che tutto sia in regola e che i dati personali di privati cittadini non finiscano nelle mani di chi non ha nessuna autorizzazione per visionarli. Nel caso sia vero siamo pronti a chiedere al sindaco Palumbo e alla sua giunta le dimissioni». (La Città)

Alzheimer. In Italia censiti 1.200.000 malati. Ridare loro la dignità di persone

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In Italia sono 1.200.000 i malati di Alzheimer censiti in Italia (46,8 su scala mondiale) ci troviamo di fronte a una categoria sociale, in continua crescita, di pari passo col progressivo invecchiamento della popolazione, tanto che si stima una crescita del totale fino a 4 milioni entro vent’anni. Ma quel milione e duecentomila è composto di nomi, volti, storie. Persone. Preso così, il fenomeno della demenza cambia rilievo e diventa una questione di rispetto, di ascolto, di conoscenza. In una parola, di dignità. Un approccio che ha (deve avere) conseguenze ben precise. È il senso della riflessione che padre Carmine Arice, direttore dell’Ufficio Cei di Pastorale sanitaria e fresco superiore generale della Società dei sacerdoti di san Giuseppe Cottolengo, ha proposto ieri al Senato durante il convegno nazionale nella Giornata mondiale dell’Alzheimer. Considerazioni in linea con quanto va elaborando la Federazione italiana, e non è una coincidenza priva di significato. Il punto sul quale convergono persone direttamente coinvolte e pastorale sanitaria è quello che Arice fotografa con queste parole: «Considerare la cura degli anziani con demenza oggi significa vigilare perché la cultura dello scarto, tante volte denunciata da Papa Francesco, non li aggredisca». E se su questo punto critico si può trovare ampio consenso, Arice invita a vigilare: perché oggi dentro i concetti decisivi di «dignità» e «persona» si corre «il pericolo di intendere cose diverse pur usando la stessa terminologia». Per capirsi: «Se tutti indistintamente sono d’accordo nel riconoscere l’obbligo morale di rispettare la persona, non tutti sono ugualmente d’accordo a chi si debba attribuire la qualità di persona e garantirne quindi il rispetto e l’inviolabilità». Infatti secondo «non pochi autori» sarebbero «persone solo quegli esseri che hanno in atto l’autocoscienza e la razionalità». È certo che «non si può ridurre il concetto di persona né all’autocoscienza psicologica né alla sua capacità di libero arbitrio, né tanto meno dedurlo dalle sue prestazioni». Se così fosse, è facile immaginare in tempi di tagli al bilancio sanitario cosa ne sarebbe di quel milione e duecentomila. Non resta che ri-proporre un’idea forte di persona, guardandosi attorno per capire se viene ancora compresa come deve (almeno avendo presenti le conseguenze se non fosse condivisa): «La dignità piena, inalienabile e non graduabile di ogni essere umano, ossia il valore che ogni uomo possiede per il semplice fatto di esser uomo e di esistere – chiarisce Arice a scienziati, medici, politici e persone impegnate nelle associazioni – è ciò che lo qualifica come persona, individuo unico e irripetibile. Il valore dell’esistenza individuale è l’autentico fondamento della dignità umana». Ribadito il principio, vale la pena tracciare un punto fermo: «La dignità umana non va data ma riconosciuta» perché «è un valore intrinseco assoluto che nulla e nessuno può togliere, e nulla e nessuno può misurare». Detto questo, conclude il direttore dell’Ufficio Cei, «sarà la qualità della relazione e della nostra cura delle persone anziane l’occasione per dire loro che la dignità del loro esserci precede come loro sono». (Francesco Ognibene – Avvenire)

Roma. Di giorno via i clochard da San Pietro, non è sicuro. Ma la notte dormiranno lì

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La decisione ha sorpreso molti romani: la Gendarmeria Vaticana, in accordo con l’ispettorato della Polizia italiana di Borgo Pio, col Comune di Roma e con l’Ama, l’azienda comunale della nettezza urbana, ha sgomberato nelle mattine dei giorni scorsi i senza tetto che ormai da anni dormono e risiedono sotto il colonnato di San Pietro, alla fine di via della Conciliazione e nelle strade vicine, nel sottopasso tra San Pietro e via delle Fornaci. La sorpresa nasce dal fatto che sul lato destro del colonnato del Bernini Papa Francesco ha voluto bagni, docce e servizi igienici per i clochard che gravitano intorno alla Città del Vaticano. Il Pontefice, fanno sapere fonti ufficiali vaticane, «è stato informato». Non è uno sgombero radicale. I senzatetto potranno tornare a dormire la notte. Infatti ieri pomeriggio erano già tutti lì. Ma al mattino dovranno lasciare la loro «abitazione», inclusi i cartoni e gli oggetti personali, mettere nelle condizioni l’Ama di pulire e soprattutto non ostacolare i continui controlli di sicurezza intorno a San Pietro, diventati sempre più stringenti dopo gli attentati di Parigi, Londra, Berlino. Ma in questa storia si mescolano diverse verità parallele. C’è, appunto, il nodo sicurezza, confermato dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke: «Sono state esclusivamente ragioni di sicurezza ad aver determinato l’allontanamento dei senza fissa dimora da alcune aree extraterritoriali nei pressi del Vaticano», ha spiegato all’agenzia Agi. Di notte potranno tornare a dormire sia sotto il colonnato che sotto i propilei alla fine di via della Conciliazione, su piazza San Pietro: «Ma di giorno non possono più restare. Le loro borse e valigie non possono essere continuamente controllate e non sempre si riusciva a sapere di chi fossero quando le lasciavano per andare in giro». Impensabile che la polizia italiana, responsabile della piazza secondo il Concordato, soprattutto nelle ore delle udienze possa affrontare ogni giorno un lavoro così complesso. Alcuni segnali erano arrivati tempo fa: la San Vincenzo De Paoli non distribuisce più i pasti notturni alla fine di via della Conciliazione, ma a metà, per motivi di sicurezza. C’è poi un’altra verità, il decoro e l’igiene vera e propria. Molti senza fissa dimora non usano, per le loro necessità fisiologiche, i servizi igienici voluti dal Papa ma angoli del colonnato, direttamente in mezzo alla folla. Un recente filmato, rimbalzato sulla Rete, ha mostrato un uomo mentre trasformava la base di una colonna berniniana nel proprio bagno personale. E a Borgo Santo Spirito giorni fa era apparso un cartello di protesta sopra a una improvvisata, maleodorante cloaca piena di feci, a un passo da san Pietro: «Andate a c… a casa vostra». Infine ci sarebbe un’ultima «verità» priva di ogni conferma. Alcuni cardinali che abitano nei grandi palazzi affacciati su san Pietro, con ingresso da via Rusticucci e via Padre Pfeiffer, sopra la Sala Stampa si sarebbero lamentati con la Gendarmeria per le pessime condizioni igieniche: cattivo odore, escrementi, urina. Solo voci, certo. Ma che confermerebbero il dissenso di alcuni porporati verso le scelte «proclochard» di Papa Francesco. (Paolo Conti – Corriere della Sera)   

BALDUELLI RISPONDE A DORINA IACCARINO

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Al Consigliere Comunale
Del gruppo consiliare Insieme per Massa Lubrense
Dora Iaccarino

 

Preg. Consigliere,
la ringrazio perché la sua accorata lettera aperta sulla situazione dei trasporti da e per la frazione di Nerano e di Marina del Cantone, mi danno la possibilità di informare Lei e la cittadinanza sulla nostra ultima richiesta fatte alla società di trasporto SITA.
Richiesta che le allego alla presente e che va nella stessa direzione dell’appello da lei lanciato.
Oltre a questa iniziativa, fortemente sollecitata dal consigliere delegato ai trasporti Lello Acone, abbiamo attivato una serie di canali politici con la Regione Campania per una rivisitazione dell’intero sistema dei servizi di trasporto su gomma di Massa Lubrense.
Cordiali saluti

Massa Lubrense, 21 settembre 2017

Il Sindaco
Lorenzo Balducelli

RACCOLTA PORTA A PORTA ANCHE IN VIA PONTONE

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Il Comune di Massa Lubrense , su indicazione di Sonia Bernardo, Assessore all’Ambiente della Giunta comunale guidata dal Sindaco Lorenzo Balducelli, ha inteso estendere il servizio di raccolta differenziata domiciliare “Porta a Porta” in Via Pontone a Sant’Agata e nelle zone limitrofe.
In tali zone, a causa della particolare percorribilità della strada, il servizio di raccolta dei rifiuti era fino a qualche giorno fa effettuato attraverso un punto di raccolta posto a monte delle area di Pontone.
Il Comune di Massa Lubrense e la Società Terra delle Sirene, che gestisce il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, attraverso un lavoro di sinergia stanno cercando di ottenere un costante miglioramento dei servizi offerti all’Utenza.
Anche nel caso di Pontone, la zona di Sant’Agata a ridosso delle Tore, attraverso una rimodulazione del servizio e cogliendo le opportunità offerte dal nuovo contratto di lavoro e il maggior impegno dei dipendenti, la direzione tecnica della società Terra delle Sirene, affidata all’architetto Antonino di Palma è riuscita ad eliminare il punto di raccolta e ad estendere il servizio.

Inoltre, l’incremento del servizio attuato, non avrà alcuna ricaduta economica sull’Ente e quindi di nuovi costi per i cittadini, bensì è il frutto di un’attenta riorganizzazione ed ottimizzazione dei servizi, che prevede il miglior utilizzo di personale e mezzi.
Le famiglie residenti di via Pontone potranno conferire i propri rifiuti all’uscio delle abitazioni senza utilizzare il punto di raccolta finora allestito dalla società Terra delle Sirene S.p.A. (società a totale capitale pubblico).

SERENATA A SORRENTO A 15 ANNI DALLA PUBBLICAZIONE

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A quindici anni dalla pubblicazione del libro Torna a Sorrento, Cento Anni d’Amore, il soprano Valeria Ioviero accompagnata dal pianista Francesco D’Apice si esibiranno in un concerto. sarà l’occasione per ascoltare canzoni dedicate a Sorrento.

Clamoroso a Vico Equense, famiglia occupa casa popolare. Intervengono i carabinieri

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Esclusiva. Vico Equense, Penisola Sorrentina. Clamoroso a Vico Equense, famiglia occupa casa popolare. Intervengono i carabinieri . Il fatto è avvenuto questa mattina a San Salvatore in Via L. Avellino Prima in quella casa abitava una coppia di anziani i cui familiari con estrema correttezza hanno consegnato al comune di Vico Equense le chiavi per poter destinar l’abitazione a chi meritava per le condizioni di bisogno, ma così non è stato . Questa mattina nel condominio si sono sentiti dei rumori, qualcuno che avrebbe forzato la porta ed entrato nell’appartamento occupandolo, al che i condomini hanno chiamato i carabinieri della stazione di Vico Equense della Compagnia di Sorrento e la cosa è diventata di dominio pubblico. Gli uomini dell’Arma non hanno potuto far altro che constatare la situazione e al rifiuto di andarsene da parte delle famiglie occupanti sono stati costretti ad andarsene. Ora dovrà essere il Comune a attivare una lunga e laboriosa procedura per poterli sfrattare e dare la casa eventualmente a chi neeha titolo.

“E’ una tristezza quello che è avvenuto  in questo piccolo parco comunale nella frazione di San Salvatore a Vico Equense – ci dice un residente – . Sono tutte case comunali abitate dove pagano regolarmente un piccolo fitto. C’era una casa vuota, pronta per in assegnazione ad una signora che ne aveva bisogno, ma proprio ieri la casa vuota è stata occupata, un’occupazione abusiva e forzando tutti i sigilli. Sul posto  sono intervenuti anche i carabieniri, ma le persone dormono li ora e si stanno preparando la casa. In questo parco sono avvenuti due occupazioni, loro e un ‘altra i parenti di questa stessa famiglia.
La procedura del comune sarà lunghissima, la notizia dovrebbe andare in risalto, qui nessuno fa nulla. Gli anziani del parco sono costretti a murare gli appartenenti quando vengono ricoverati più al lungo in ospedale.”

Iannuzzi “In arrivo 230 mila euro per la facciata del Duomo di Amalfi dal Ministro Franceschini”

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Finalmente si affronta sul serio il problema della facciata del Duomo di Amalfi, ad annunciarlo il deputato PD di Salerno Tino Iannuzzi “Il Ministro della Cultura Dario Franceschini, con decisione giusta ed importante, nell’ambito dei fondi di competenza del Ministero ha assegnato alla Soprintendenza di Salerno un finanziamento di 230.000 euro per lavori urgenti di recupero e restauro della facciata dello splendido Duomo di Amalfi, in grave condizione di deterioramento. E’ un intervento indispensabile per la salvaguardia del Monumento e la sicurezza delle Persone. Mi sono subito attivato per rappresentare al Ministero questa situazione così rilevante e di tanta urgenza, assai avvertita dalla Comunità e dalla Curia di Amalfi.”

San Vito Positano sfida al vertice a Scafati con l’Agropoli, la “mina vagante” contro la favorita

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San Vito Positano sfida al vertice a Scafati con l’Agropoli, domani sabato pomeriggio alle 15,30   , la “mina vagante” ( come la ha definita in un comunicato l’ Agropoli) contro la favorita del campionato, la Costa d’ Amalfi contro il Cilento. Secondo quanto riportato dal comunicato della Lega, lo stadio “De Sica” situato in Montepertuso (Positano), è attualmente indisponibile per lavori, pertanto la squadra costiera disputerà la seconda gara consecutiva sul campo neutro di Scafati a porte chiuse in quanto anche lo stadio “23 Settembre 1943” risulterebbe attualmente non omologato per ospitare pubblico . la squadra della Costiera amalfitana dovrebbe giocare in casa al De Sica di Montepertuso , per indisponibilità del campo per i lavori ancora in corso “Ma si tratta di pazientare solo pochi giorni – assicura il presidente Raffaele Casola -, contiamo di giocare a Montepertuso già per la prossima partita di Coppa Italia” Un inizio fulminante, 6-0 , poi storica vittoria col Sorrento , Farriciello capocannoniere con 4 gol e ora già la sfida per il primo posto in classifica “Nessuna sfida per il primo posto, ma solo voglia di incamerare punti per mettere al sicuro al più presto la salvezza matematica – dice il Presidente Casola -, l’ Agropoli è una squadra fortissima e sicuramente sarà agguerrita con noi, poi il mister si trova a fare i conti con il centrocampo visto che è squalificato Antonio Esposito”. Per il resto il mister Ernesto Apuzzo continua a fare il suo egregio lavoro, ha dimostrato di avere classe e si sta preparando per questo scontro ad alto livello con il suo solito spirito “Pensiamo a salvarci, a divertire e far divertire, non abbiamo altra ambizione che quella di cercare di giocare bene”.  L’Agropoli , dall’altro canto, si appresta a disputare una partita difficile contro il San Vito Positano sul campo neutro di Scafati senza i propri sostenitori al seguito.L’Agropoli di Mister De Cesare scenderà comunque in campo determinata per portare a casa altri 3 punti fondamentali in chiave promozione. L’allenatore salernitano non ha mai nascosto l’ambizione di voler vincere il campionato e la sua squadra è pronta a mettere anima e grinta affinché possa superare questa ennesima prova di maturità dopo quattro vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia. ” Il San Vito Positano mantiene la vetta della classifica insieme all’Agropoli, nonostante ciò, la squadra allenata da Ernesto Apuzzo, non ha ambizioni particolari se non quelle di conseguire una salvezza tranquilla – dice in un comunicato l’ Agropoli -. Il San Vito Positano ha iniziato il campionato in maniera perfetta: 6-0 a danno della Palmese e straordinaria vittoria in rimonta per 2-1 sul campo del Sorrento. Guardando le azioni di queste due partite, traspare la fame di vittoria e la determinazione degli uomini allenati da Mister Apuzzo i quali, non avendo particolari pressioni, giocano a viso aperto contro qualunque avversario risultando la “mina vagante” del girone B di Eccellenza.”

Vico Equense. Affissioni, finita la gara nessun aggiudicazione. Comune corre ai ripari con un affidamento 4 mesi

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Vico Equense. Due lunghi documenti in word tra capitolato e disciplinare, per spiegare una solo concetto: non si è conclusa la gara d’appalto da quasi un anno per il servizio riscossione e accertamento tassa sulle pubbliche affissioni, dell’imposta comunale sulla pubblicità, del Canone occupazione spazi ed aree pubbliche, Tassa Rifiuti solidi urbani giornaliera, inclusa la materiale affissione dei manifesti, la riscossione dei relativi diritti, nonché la manutenzione degli impianti, l’accertamento e la riscossione, volontaria e coattiva dell’imposta comunale sulla pubblicità, del Canone occupazione spazi ed aree pubbliche e della TA.R.S.U.G.

Con l’ultima determina di proroga all’attuale concessionario GESET SPA, è stato inoltre stabilito che era da considerarsi ultima e non rinnovabile, cosicché, qualora entro il termine del 30 settembre non si pervenisse all’aggiudicazione della gara, si attiverà procedimento per diverso affidamento ad altra società.

Un grande problema per il comune trovare un soggetto per l’affidamento di questo servizio. La scadenza delle offerte del bando era stato stabilito al 20 gennaio scorso e le procedure di aggiudicazione di gara, non si sono ancora concluse. Più di un anno fa, il 13 aprile 2016, il servizio fu affidato alla seconda classificata in graduatoria (dopo la revoca alla Cerin), alla GE.SE.T per un periodo temporaneo di quattro mesi, poi prorogato fino ad oggi.

“Stante un Procedimento di gara pubblica in corso per l’affidamento quinquennale – recita il disciplinare – prevista in circa mesi 4, si ricorre ad una gara per l’affidamento dei servizi per un periodo limitato a mesi quattro, secondo il presente capitolato disciplinante la gestione, nel territorio comunale, del servizio riscossione a accertamento tassa sulle pubbliche affissioni, dell’imposta comunale sulla pubblicità, del Canone occupazione spazi ed aree pubbliche Tassa Rifiuti solidi urbani giornaliera”.

Il valore presunto e meramente indicativo della concessione è stimato in € 38.000,00 (aggio stimato lordo a favore del concessionario, rappresentato da una percentuale sul totale delle riscossioni).

Per lo svolgimento del servizio il Concessionario sarà remunerato con un aggio, oltre IVA, calcolato sulle somme effettivamente riscosse.

L’aggio a base di gara relativo all’affidamento del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità, del diritto sulle pubbliche affissioni e la relativa manutenzione degli impianti, della tassa occupazione spazi ed aree pubbliche e tassa smaltimento rifiuti giornaliera è pari al 50%. Sono ammesse solo offerte in diminuzione. Il concorrente deve indicare l’aggio richiesto, che non potrà essere superiore al 50 per cento.

Requisiti di capacità economico-finanziaria:
a) Essere dotati del capitale sociale interamente versato minimo previsto dall’art. 3 bis del D.L. 40/2010 convertito con Legge 73/2010 pari a € 5.000.000,00;
b) Sussistenza della capacità economica e finanziaria dimostrabile attraverso almeno una dichiarazione bancaria, in originale, rilasciata da istituti di credito attestanti che la ditta concorrente è solida e ha sempre fatto fronte ai propri impegni con regolarità e puntualità.
c) Aver realizzato negli ultimi tre esercizi chiusi un valore della produzione, ex art. 2425 codice civile, pari almeno a complessive € 300.000,00;

d) Aver gestito con regolarità e puntualità, senza essere incorsi in contestazioni per gravi inadempienze, nell’ultimo triennio 2014/2016, per la durata di almeno anni 2 (due) senza soluzione di continuità, servizi identici al servizio di accertamento e riscossione dell’imposta o canone comunale sulla pubblicità, del diritto sulle pubbliche affissioni e della tassa o canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche compresa la tassa smaltimento rifiuti giornaliera o canone non ricognitorio in almeno 1 (uno) Comune di classe con popolazione oltre 20.000 abitanti.

Giornate europee del Patrimonio – 23\24 settembre 2017. Riapre il George Vallet

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Sorrento e la penisola Sorrentina partecipano alle GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2017, con il museo Correale e il George Vallet. Grande soddisfazione perchè riapre il museo Archeologico Di Villa Fondi nel suo nuovo allestimento che espone per la prima volta in assoluto, dopo 22 anni di deposito presso il museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, il cosiddetto Memno di Liparo rappresentato dai quattro leoni, quasi volesse essere un omaggio a Donna Paola Zancani Montuoro a 30 anni dalla scomparsa, in quanto fu lei ad interessarsi per conto dello stato all’acquisizione. E, ancora, perchè è tra le prime volte che il Museo Correale appare nei comunicati stampa del Polo Museale. La soprintendente Anna Imponente, incontrata dagli inviati di Positanonew, ha recepito i nostri messaggi a nome della Penisola Sorrentina, e da donna, energica e competente, oltre che di gran classe,  tra i tanti tanti musei della Campania, di cui è responsabile, ha scelto di essere qui a Sorrento, sabato pomeriggio.

il sindaco di Piano Dott. Vincenzo Iaccarino nel suo blog dice:

Sabato riapre il “Museo George Vallet” con il nuovo allestimento del Parco di Villa Fondi

Sono particolarmente soddisfatto di poter annunciare la riapertura dell’intero Parco di Villa Fondi e del Museo “George Vallet” che per l’occasione presenterà anche nuovi reperti e una mostra dell’artista Alessandra Giovannoni grazie al lavoro svolto dalla direttrice, la dottoressa Tommasina Budetta e dalla dott. Anna Imponente direttrice del Polo Museale della Campania. Avevo promesso di restituire alla Città questo gioiello di famiglia e ci siamo riusciti attuando anche un restyling generale che potrà essere apprezzato Sabato pomeriggio, alle 17, quando terremo questa cerimonia di riapertura in concomitanza con le “Giornate Europee del Patrimonio“.

Tutto ciò è stato possibile dopo aver portato a termine l’operazione di messa in sicurezza dell’area interdetta ormai da 4 anni e dopo aver effettuato una serie di interventi grazie allo straordinario impegno del personale tutto che si è prodigato sotto la guida dei funzionari Carlo Pepe e Dario Pappalardo e dell’ing. Monica Coppola e la costante collaborazione dell’Assessore Carmela Cilento e del consigliere Marco D’Esposito. Sabato avremo con noi, oltre alle Autorità della Sovrintendenza, il sottosegretario di stato ai BB.AA.CC. On. Antimo Cesaro e sarà un bel giorno perché avremo attuato e confermato il nostro impegno a tutelare la Villa Fondi come bene pubblico per il quale abbiamo in cantiere altri progetti. Ci vediamo Sabato in Villa.

Intervista alla Soprintendente del Polo Museale Anna Imponente. Tante le vedute della Penisola Sorrentina. Articolo, foto e video

Il Polo museale della Campania, diretto da Anna Imponente, partecipa alla
manifestazione con circa 40 appuntamenti.

Tra cui:

Museo archeologico “Georges Vallet”, Piano di Sorrento
Riapertura del Museo  23 settembre, ore 17
Sabato 23 settembre riapre il Museo George Vallet, il primo Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina, inaugurato nel 1999 e intitolato allo studioso, accademico di Francia Georges Vallet, che lo aveva fortemente voluto.Il Museo ospita le collezioni archeologiche più recenti e prestigiose per illustrare le fasi di popolamento, dall’età preistorica fino all’età romana di uno dei territori più ameni del golfo di Napoli. Un patrimonio archeologico arricchito dalle scoperte degli scavi e dal recupero dei tanti
materiali dispersi in collezioni private e in altri Musei che hanno permesso di delineare il quadro storico -archeologico dell’intero territorio.
In occasione della riapertura del museo sarà inaugurata la mostra Luci, ombre e acque di Alessandra Giovannoni

Segnalato anche :

Museo Correale di Terranova, Sorrento
La Scuola di Posillipo
Sabato 23 settembre, ore 9.30 – 18.30
Domenica 24 settembre ore 9.30 – 13.30
Il Museo Correale di Terranova di Sorrento aderisce alla manifestazione proponendo delle visite guidate alle sale dedicate ai pittori della “Scuola di Posillipo”, di recente riallestite. Una cultura per far conoscere, questo il nostro obiettivo, instaurando tra i diversi
elementi un legame non solo possibile ma anche fruttuoso, concreto. L'idea di un binomio natura-cultura funzionale, che vede un pubblico eterogeneo visitare il museo, tra cui molti giovani. E’ da sottolineare la notevole importanza della raccolta dei dipinti
della “Scuola di Posillipo” che, unitamente a tanti altri importanti dipinti con paesaggi e nature morte, tiene testa a raccolte simili di altri musei, con opere di Pitloo, Gigante, Duclère e tanti altri pittori, che si dedicarono esclusivamente a rappresentare
il paesaggio puntando soprattutto sui valori lirici e caricando i paesaggi di umori romantici. La Scuola di Posillipo, nata intorno al 1820 dagli insegnamenti di Pitloo e Gigante, significò la rottura delle regole accademiche, in linea con le correnti romantiche che si andavano affermando in Europa.Quelle piccole opere dei posillipisti, molto attenti alla ricerca, raffiguranti il paesaggio campano e dell’Italia meridionale, vivificato da una sincera rappresentazione della vita quotidiana, presero forza ed integrarono prepotentemente con la cultura napoletana, soprattutto presso l’aristocrazia e la corte. Fra il 1860 e il 1869 il Duclère insieme con altri pittori della scuola di Posillipo, fra cui lo stesso Gigante,
trascorse lunghi periodi di tempo a Sorrento ospiti del Conte Pompeo Correale, mecenate e dilettante di pittura, che aveva trasformato la villa di famiglia in un rifugio per artisti e letterati. Le sale del Museo Correale dedicate ai quadri della scuola di Posillipo risvegliano interessi e curiosità dei tanti appassionati d’arte che amano l’Ottocento attraverso un patrimonio di opere di assoluta rilevanza culturale. Orari e prezzi:
Sabato 23 settembre 2017 dalle 9.30 alle 18.30 (con visite guidate dalle 16.30 alle 18.30 a cura dell’Interact – Liceo Salvemini di Sorrento) -Domenica 24 settembre 2017 dalle 9.30 alle 13.30-Biglietto d’ingresso ridotto a € 5,00

Capaccio Paestum. Il sindaco avvia un’inchiesta: «Basta coi vigili distratti. Voglio verificare il lavoro di ognuno»

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«Quando c’è in gioco la sicurezza dei cittadini non si fanno sconti a nessuno…». Lo ha detto a chiare lettere il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Palumbo, nell’ultimo consiglio comunale, durante il quale ha bacchettato la polizia municipale affermando che «non tutti svolgono il proprio lavoro con diligenza portando solo a spasso la divisa». L’occasione è stata l’approvazione della modifica del regolamento di polizia urbana con l’attivazione del Daspo urbano (in base al Decreto legge n.14/2017). Sono state individuate le parti del territorio comunale dove applicare le procedure di “ordine di allontanamento” e di “divieto di reingresso” nei confronti di chiunque compia atti contrari alla pubblica decenza, eserciti il commercio abusivo o violi le limitazioni poste dal Regolamento di polizia urbana. Il Daspo urbano sarà applicato nelle contrade, nei centri urbani, nella zona archeologica e lungo la fascia costiera. I trasgressori saranno puniti con sanzioni amministrative e pecuniarie a seconda dell’illecito commesso. «Questa modifica – spiega Palumbo – consentirà di innalzare il livello di sicurezza di cittadini e turisti, dotando le forze le forze dell’ordine del territorio e la nostra polizia locale di uno strumento di controllo ancora più efficace. Proprio la polizia locale assume un ruolo imprescindibile, anche se non tutti hanno compreso l’importanza del loro lavoro e di questo chiederò conto perché non faremo sconti a nessuno». Palumbo bacchetta alcuni degli agenti in servizio che ritiene non svolgano appieno il proprio lavoro: «La mia deformazione professionale (Palumbo è un sottufficiale dell’Arma dei carabinieri) m’insegna che i rappresentanti delle forze dell’ordine non devono guardare ma vedere, cosa ben diversa. Qui tutti passano e guardano, solo pochi vedono – attacca Palumbo – ringrazio il comandante Carotenuto, sempre attento, ma non tutti seguono il suo esempio. Per questo ho già chiesto che mi siano consegnate le schede di produttività di tutti gli agenti, non è giusto che ci sia chi fa 300 multe e chi ne fa due. O uno pecca di eccesso di zelo o si porta solo a spasso la divisa. La certezza è che qualcosa non va. Ci sono degli strumenti da contratto per intervenire con dei provvedimenti. E nessuno si dispiaccia quando saranno intrapresi. La tutela dei nostri concittadini è una cosa seria. Non è concepibile che i cittadini si ritrovino con i ladri in casa e, magari, è passata una pattuglia che ha solo distrattamente guardato. Parte dei vigili si stanno impegnando. Abbiamo messo a disposizione non poche risorse investendo 50.000 euro che non sono quattro centesimi. Chiederò rendiconto e risultati a fine progetto. Questo è il mio compito, quale capo della polizia municipale, e questo farò. Ogni componente delle forze dell’ordine, qualunque divisa indossi, ha l’obbligo di garantire la sicurezza». Una posizione dura quella del sindaco Palumbo, che ha chiesto la collaborazione di tutte le forze dell’ordine per garantire la necessaria sicurezza alla Città dei Templi. (Angela Sabetta – La Città)

Il centro storico di Cetara cambierà volto. La regione stanzia 825.000 euro. I lavori partiranno il prossimo 5 ottobre

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Si prepara per la prossima estate Cetara, quando la cittadina della Costiera si presenterà ai turisti con il suo nuovo look. Perché il paese patria della colatura d’alici è pronto a indossare il suo nuovo abito. I lavori, infatti, partiranno il prossimo 5 ottobre e prevedono il restyling del centro di Cetara, con la riqualificazione urbanistica di corso Federici, corso Garibaldi e piazza Martiri Ungheresi. L’opera è stata finanziata dalla Regione Campania con 825.000 euro con le risorse del Poc 2014/2020 e l’ultimo passaggio burocratico, per l’ammissione a finanziamento, impegno e liquidazione, è avvenuto con decreto dirigenziale dell’11 settembre.

Il sindaco di Cetara, Sig. Della Monica, agli inviati di Positanonew, preannunciò nella intervista esclusiva tenuta a Ravello in occasione di Totò.

Il progetto è stato riproposto dall’amministrazione guidata dal sindaco Fortunato Della Monica e riprende quello elaborato dalla precedente amministrazione, targata Secondo Squizzato. L’intervento contempla una riqualificazione complessiva del tessuto urbano rivolta ad ottimizzare la fruibilità veicolare e pedonale dei principali assi viari del centro urbano e dei relativi invasi. In piazza Martiri Ungheresi, in particolare, è previsto un intervento di ridefinizione urbanistico-architettonico, attraverso l’inserimento di una rotatoria adeguata a disciplinare il flusso veicolare, ripristinando la soluzione originaria, incentrata sulla presenza della fontana centrale. Il progetto, pur recependo esigenze di orientamento dei flussi veicolari e decongestione del traffico, ripristinerà l’archetipo della storica piazza Fontana. Completano l’intervento il rifacimento di tratti di pavimentazione degradata e l’adeguamento dei sottoservizi e dell’arredo urbano dell’intero asse viario che da piazza Mercato raggiunge i giardini pubblici di località Marina. I lavori di risistemazione del centro urbano di Cetara dovrebbero essere consegnati entro aprile. (Gaetano de Stefano – La Città)

Salerno. L’attore Domenico Diele resta ai domiciliari per la morte di Ilaria Dilillo. Riesame respinge il ricorso

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Respinto il ricorso della Procura di Salerno, Domenico Diele resta agli arresti domiciliari. Il pm Elena Cosentino aveva proposto appello contro l’ordinanza del gip che lo scorso 26 giugno ha disposto la custodia cautelare alternativa al carcere per l’attore indagato per omicidio stradale aggravato per aver provocato l’incidente in cui morì Ilaria Dilillo, di Salerno. A Diele fu applicato il braccialetto elettronico per la localizzazione. La notte tra il 23 e il 24 giugno scorsi l’attore era a bordo della propria Audi A3 quando tamponò il motociclo guidato dalla 48enne salernitana: l’incidente avvenne all’altezza dello svincolo di Montecorvino Pugliano, in carreggiata Nord, sull’autostrada A2 del Mediterraneo. Il 32enne, interprete di fiction, finì in carcere. Lasciò la casa circondariale di Salerno dopo l’udienza di convalida del fermo, quando fu accolta la richiesta di arresti domiciliari a casa della nonna a Roma. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia stradale di Eboli, intervenuta sul posto la notte del sinistro, l’impatto tra i due veicoli fu violentissimo. La sfortunata motociclista morì sul colpo. Dopo l’incidente Diele (difeso dall’avvocato Ivan Nigro) fu portato all’ospedale di Salerno dagli stessi agenti per le analisi del sangue. I risultati dei testi dissero che si era messo alla guida sotto l’effetto di droghe. Risultò positivo a oppiacei e cannabinoidi. Inoltre, aveva la patente sospesa per un anno dal 6 dicembre 2016. Da quella funesta notte Diele trascorse dieci giorni in una cella di transito della casa circondariale di Fuorni. Non si trovava prontamente reperibile un braccialetto elettronico. La procura si era appellata ed aveva chiesto il carcere, ritenendo Diele pericoloso. Il ricorso è stato respinto e, per il momento, resta vigente la misura decisa dal gip. La procura potrebbe ricorrere ora ai giudici della Cassazione. (Massimiliano Lanzotto – La Città)

Salerno. Furti in abitazione, due georgiani finiscono nei guai

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Erano entrati forzando la porta d’ingresso ed erano in procinto di svaligiare un appartamento di Torrione quando sono stati scoperti dai carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Salerno. Sulla testa dei ladri, Giorgi Morchadze e Goderdzi Jogerdishvili, entrambi di origini georgiane, pendeva già un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica lo scorso 19 settembre per i reati di rapina aggravata e tentato furto. Sulle loro tracce c’era anche il personale della squadra mobile che ha subito iniziato ad indagare sui due soggetti che non erano nuovi a questo tipo di reati. In passato, infatti, erano stati fermati e trovati in possesso di tutta la strumentazione adatta a forzare e aprire le serrature. Questa volta sono stati gli uomini dell’Arma a mandare all’aria i loro piani. «Questa attività investigativa – si legge in una nota firmata dal procuratore capo Corrado Lembo – si inserisce nell’ambito di un intervento coordinato dalla Procura della Repubblica di Salerno, in attuazione di una direttiva specifica emanata il 4 agosto, finalizzata al contrasto ai reati contro il patrimonio, che costituisce una delle priorità dell’azione giudiziaria di quest’ufficio anche per l’incidenza negativa che tali reati producono sulla percezione del senso di sicurezza dei cittadini. In tale ottica – si ribadisce nella nota – è stato intensificato il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine». Un’attenzione al territorio che i cittadini chiedono insistentemente, soprattutto dopo l’ondata di furti registrata nei tre mesi d’estate. Soltanto al centro storico, in appena tre mesi, i topi d’appartamento sono entrati nei palazzi di via Monti e Canalone. Con il record emblematico di via Pertini dove in poche settimane, nello stesso palazzo, sono state svaligiate cinque case. Nella maggior parte dei casi i ladri sono entrati di mattina e hanno messo a segno i loro colpi anche se i proprietari non erano del tutto lontani dagli appartamenti o in viaggio. Altro elemento comune: riuscire – grazie a un’attrezzatura adeguata e ben studiata – a entrare senza dover nemmeno forzare la porta. (Eleonora Tedesco – La Città)

MUSIC ON THE ROCKS presenta Sabato 23 Settembre 2017 #SabatOnTheRocks

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Music on the rocks, Disco Dinner Club di Positano, in Costiera Amalfitana, è da 40 anni un punto di riferimento per il clubbing nazionale e internazionale. Il Music è una delle discoteche all’avanguardia in Europa per location e programmazione, meta di Vip dello Show Business e di personaggi del Cinema e dello Spettacolo.

Presenta domani, sabato 23 settembre 2017  #SabatOnTheRocks in compagnia dei dj  Max Zotti e Mario Iovieno,
Vocalist Gianluca Gallo
Live Show Claudio Fiori

 

Info e contatti

Music On The Rocks

Via grotte dell’incanto
84017 Positano

tel.333 656 5269

Salerno. Carabinieri scoprono un giro di prostituzione in un centro massaggi e una casa d’appuntamenti

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All’apparenza si presentavano come un normale appartamento ed un centro massaggi gestito da persone di nazionalità cinese, come ce ne sono a bizzeffe in tantissime città italiane e non solo. Ma il continuo via vai di uomini, a tutte le ore del giorno e della notte, oltre alla presenza di donne particolarmente avvenenti e dal look che difficilmente sarebbe passato inosservato, ha spinto più di un residente a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per appurare cosa accadesse. Doppio blitz dei carabinieri della stazione di Mercatello contro il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione. I militari, agli ordini del comandante Giacomo Lo Cascio, hanno apposto i sigilli ad un centro massaggi in via San Leonardo gestito da persone di nazionalità cinese, dove invece c’erano donne intente a prostituirsi. Un secondo blitz ha riguardato una casa d’appuntamento in via Ostaglio. I due interventi seguono quello che ha portato alla chiusura di una casa a luci rosse tra Pastena e Mercatello, risalente a pochi giorni fa, quando i carabinieri della stazione di Mercatello fecero irruzione in un appartamento al civico 75 di lungomare Colombo. In quell’abitazione del quarto piano c’erano tre ragazze ognuna con la sua stanza, svariate centinaia di euro in contanti e vari oggetti da sexy shop che lasciavano ben pochi dubbi su quello che avveniva nelle camere. Di dubbi non ne avevano affatto i residenti della zona, che in primavera avevano inoltrato la segnalazione alle forze dell’ordine parlando di un via vai di uomini continuo e sospetto. Le indagini, coordinate dal maggiore Pier Paolo Rubbo, sono iniziate a maggio e hanno verificato che l’immobile era stato preso in fitto da un’altra sudamericana, più adulta, che è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione insieme ad altre due persone. Per gli appuntamenti le ragazze utilizzavano un sito internet dedicato agli incontri. Lì avvenivano i primi contatti, poi i dettagli venivano concordati in intese telefoniche, con un prezzario che andava dai 100 ai 150 euro a prestazione. Gli accertamenti vanno avanti e non si escludono sviluppi anche sui clienti che frequentavano questo posti. (La Città)

Africana Famous Club presenta sabato 23 settembre Hip Hop & Reggaeton – The Classic Saturday

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Africana Famous Club, la storica e bellisima discoteca a Praiano costiera amalfitana, domani sabato 23 settembre torna per una serata il tanto atteso Hip Hop Reggaeton ,
con il supporto dei Dj : Zando e Mc Vincenzo Bles

La serata inizia alle 23:00

Info e contatti

Africana Famous Club

Via Terramare, 2
84010 Praiano

cel. 331 533 0612

www.africanafamousclub.com

Napoli. Federico II, gli studenti bocciano la protesta dei docenti: “Siamo noi i danneggiati, colpiscono i più deboli”

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Napoli. Concordi sulle motivazioni dello sciopero ma critici sulle modalità della protesta. «Rinviare gli esami, anche soltanto di 15 giorni, vuol dire procurarci un disagio. Avrebbero dovuto rinunciare alle lezioni, sarebbe stato meglio». Nel pieno del blocco degli esami in seguito alla protesta dei docenti universitari contro 5 anni di mancati aumenti salariali, gli studenti della Federico II si schierano con i docenti per i motivi dello sciopero ma criticano le scelte dei professori. Lo sciopero, nell’aula studio al primo piano del dipartimento di Fisica della Federico II a Monte Sant’Angelo ma anche a Lettere, Giurisprudenza e Psicologia è l’argomento del giorno. I ragazzi di Fisica e Chimica preparano gli esami e discutono, aprono volentieri il dibattito sugli effetti della protesta nelle loro vite quotidiane. «Ho dovuto riorganizzare gli ultimi due esami che mi restavano prima della laurea prevista a marzo – racconta Mario, al quinto anno di Chimica – Ho dovuto sostituire gli esami che avevo preparato con altri, una fatica doppia». «Molti professori hanno avvisato dello sciopero lo stesso giorno dell’esame – spiega Antonio al terzo anno di ingegneria elettronica – sono d’accordo con la protesta ma mi ha dato non poco fastidio sapere all’ultimo momento del rinvio. Un disagio non indifferente, soprattutto per chi magari è a un mese dalla laurea e deve rimandarla perché non ha potuto sostenere l’ultimo esame». «I fuori corso sono più in difficoltà – sostiene Simone, al primo anno del corso magistrale in Chimica – perché per loro perdere un mese vuol dire tanto, si ritarda tutto. Ma per i professori rinviare gli esami era l’unico modo per far arrivare il messaggio, fare una protesta dura e forte creando disagi come fanno ad esempio gli autisti dei bus. Solo così, forse, saranno ascoltati». «Non sono per niente d’accordo – si indigna Laura Caputo, al terzo anno di Fisica – stanno andando contro di noi, non contro lo Stato. Costringeranno noi a pagare più tasse. I miei professori hanno scioperato tutti tranne uno. Avevo preparato un esame a settembre e non ho potuto farlo, in una settimana ho studiato l’unico esame possibile che darò oggi, non so con quali risultati». «L’impatto negativo è sugli studenti – protesta Aniello Capolongo, al secondo anno di Chimica industriale – sono d’accordo con lo sciopero ma avrebbero dovuto rimandare le lezioni non gli esami. Devo riconoscere, però, che i professori sono stati molto disponibili a venirci incontro». «Nel mio caso la protesta non ha toccato nulla – afferma Carmen Ferrara al primo anno fuori corso di fisica – ma avrei preferito che sospendessero la loro attività di ricerca piuttosto che danneggiare noi. E poi non sempre siamo avvisati in tempo». Solidali con i prof, anche a Ingegneria a piazzale Tecchio, dove però resta la paura di non poter affrontare tante prove tutte insieme. «Trovo corretta la motivazione dell’astensione – chiarisce Riccardo, al terzo anno di ingegneria aerospaziale – ma ci sono più disservizi del previsto perché ora cominciano i corsi e ci troviamo a dover sostenere esami e lezioni insieme. Si accavallano, non è facile restare concentrati con un carico di lavoro così impegnativo». «Gli esami slittano in media di 14 giorni ed è un disagio per chi prepara gli esami – afferma Pasquale Guida, studente di Ingegneria – molti professori hanno aderito alla protesta ma non figuravano tra i firmatari del documento e lo abbiamo scoperto solo alla fine. In tanti erano indecisi e alla fine hanno detto sì e noi lo abbiamo saputo soltanto da pochi giorni. Questa protesta fa più danni e quindi più clamore ma è comprensibile. Non li biasimo, ognuno ha le sue ragioni». «Ho inviato una mail al mio professore ad agosto – spiega Massimo, al terzo anno di Ingegneria civile – e mi ha confermato lo sciopero così mi sono organizzato, non ho trovato grandi difficoltà. Purtroppo la grossa polemica è scoppiata perché ogni volta che dipendenti pubblici si fermano creano disagi e quindi li attaccano. Ma il diritto di sciopero è di tutti». «Sono condivisibili i motivi della protesta – conclude Agostino, laureando in Fisica – è giusto che incrocino le braccia, i fondi si tagliano sempre per la cultura e la ricerca, mai al politico di turno. Danneggiare i professori significa danneggiare noi studenti, la società, i più deboli. Siamo noi quelli più facili da attaccare». A Lettere la sessione di esami di settembre ha di regola due date. La prima è saltata a causa dello sciopero, la seconda è stata salvaguardata. Davide Mauro, 21 anni, iscritto al terzo anno, il 12 settembre voleva sostenere l’esame di “Letteratura italiana 2”: «Il professore ha comunicato l’adesione alla protesta all’ultimo momento. L’ho saputo due giorni prima dell’esame. Eppure si parlava dello sciopero da prima dell’estate. Così non ha senso: o aderisci subito o non lo fai due giorni prima. È un’iniziativa che lascia il tempo che trova, non ho approfondito le motivazioni. Ma si tagliano le gambe agli studenti. Non è giusto. E si toglie il futuro a noi». Per Davide l’esame è spostato al 26 settembre. Celestino Pesce, iscritto alla laurea magistrale in Filologia moderna, non ci sta: «Mi sembra ridicolo che un docente ordinario che può guadagnare fino a 4.000 euro al mese possa protestare per un aumento dello stipendio con la crisi che c’è in giro. Sono ben altri i lavoratori che dovrebbero scioperare. I tanti precari. Io avevo il 6 settembre l’esame di Letteratura contemporanea. Il professore era presente ma ci ha comunicato il giorno stesso che non avremmo potuto sostenerlo. Assurdo. Lui è stato gentile, ci ha dato chiarimenti, ha ricevuto i laureandi e ha usato quel giorno come ricevimento per spiegare passaggi del programma poco chiari. Ma comunque è stato un disagio. L’esame l’ho sostenuto oggi e si è accavallato con altri esami». A Scienze politiche l’adesione allo sciopero è stata massiccia: si parla dell’80 per cento dei docenti. E in più la sessione autunnale di esami prevede il mese di settembre e dicembre. Quindi nell’arco temporale della protesta – settembre e ottobre – rischiava di saltare l’unica data disponibile per portarsi a casa l’esame. È scattato così l’obbligo di recuperare la prova di esame con una seduta aggiuntiva da fissare non prima di 14 giorni dall’esame saltato. «Abbiamo esortato i professori in consiglio di dipartimento ad avvisare gli studenti», spiegano Claudia Manna e Gabriel De Gaetano, rappresentanti di Viviunina, associazione studentesca, e iscritti a Scienze politiche: «Solo il 10 per cento dei docenti non ha avvisato fino all’ultimo, mentre gli altri hanno fatto un avviso sulla pagina web docenti dove hanno scritto se “verosimilmente” aderivano allo sciopero. Inoltre il giorno prima dell’esame viene assegnata l’aula, per cui se non compare nulla lo studente sa che l’esame salta per la protesta del professore». Insomma, disagi limitati. Saverio Autiero racconta del suo esame di Cooperazione istituzionalizzata tra stati previsto l’11 settembre e spostato al 4 ottobre: «Mi è stato comunicato in tempo, cinque giorni prima. Alcuni professori invece hanno deciso di non avvisare gli studenti, che si sono presentati inutilmente in aula. Se la maggior parte dei prof ha aderito, significa che hanno ragione a protestare. Comunque sono stati bravi a tutelarci, grazie anche ai nostri rappresentanti di Viviunina. Il direttore del dipartimento ha fatto in modo che non venissimo penalizzati». Ramona Fruilo e Simone Alfano, sono iscritti al terzo anno di Psicologia: «Da noi hanno aderito solo pochi professori. Il disagio c’è stato perché gli studenti sono stati avvertiti con poco preavviso. Non è sensata come protesta. Perché il danno lo fanno a noi che perdiamo solo più tempo se non possiamo sostenere gli esami, mentre dovrebbero colpire le istituzioni. Comunque stamane (ieri) non siamo riusciti neanche a dare Psicologia dinamica perché il sistema informatico non funziona e la professoressa non poteva inserire l’esito dell’esame. Oltre ai danni dello sciopero, sopportiamo anche la beffa dei disservizi quotidiani». «Sapevo che mi sarebbe saltato l’esame e ho dato precedenza a un altro che avevo già studiato», racconta Nicole Catri, 24 anni, al primo anno fuori corso della laurea triennale di Psicologia: «Lo sciopero mi ha rovinato i programmi di studio. A ottobre non posso recuperarlo perché è concesso solo ai laureandi. Lo darò a novembre o nella sessione invernale». A Giurisprudenza la protesta si è abbattuta su un mese – quello di settembre – dedicato agli esami dei laureandi, cioè degli studenti a cui mancano pochi esami prima della laurea. «Alcuni professori devono ancora sciogliere la riserva – racconta Vincenzo Sabatino, al primo anno fuori corso – Ma sono pochi quelli che seguiranno lo sciopero. Pare solo un paio di Economia politica e di Diritto dell’Unione europea». Le sessioni autunnali sono a ottobre, quando ancora si potrebbero ripercuotere gli effetti della protesta, e poi novembre o dicembre. Luigi, al terzo anno di Giurisprudenza, sta studiando Diritto tributario: «È sacrosanto scioperare. In questo caso non lo ritengo giusto però nei confronti degli studenti. Se i metalmeccanici protestano, creano un danno all’economia in generale, così i professori non danneggiano il sistema ma solo noi». Maria Tommasino, al terzo anno di Lettere moderne, racconta la sua esperienza: «Avevo Storia della critica letteraria l’8 o il 9 settembre, mi sono presentata e ho saputo il giorno stesso che non avrei potuto sostenerlo. Lo stavo preparando da luglio. Magari potevano avvisarci, così mi dedicavo a un altro esame. Non conosco le motivazioni della protesta, però potevano almeno avvisarci». (Tiziana Cozzi e Alessio Gemma – la Repubblica)

Fauno Notte club presenta un venerdì e sabato di fuoco con roulette e fluonight

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Il Fauno Notte Club, storico locale della penisola sorrentina, è l’unica discoteca di Sorrento, il luogo ideale per organizzare eventi privati come feste di laurea, di compleanni e matrimoni. Il Fauno, dal 2012, è un locale d’avanguardia e sempre pieno di sorprese e grandi eventi, infatti, stasera, venerdì 22 settembre, presenta l’evento Fluo Night, in compagnia di Franky D.P & Pepyx Mc , una serata da non perdere!

Il weekand non finisce qui, infatti sabato 23 settembre sbarca il nuovo format “Roulette” stravolgendo il modo di concepire una serata, con il Guest Dj Jesa che vi farà ballare tutti con il suo genere HIP-HOP,R&B,REGGAETON.

Ci Saranno anche i Dj De Nicola e Franky Dp Hosting Pepyx Black Animation.

Info e contatti

Fauno Notte Club

Piazza Torquato Tasso, 13 a

80067 Sorrento (na)

Tel. 081 878 1021

faunonotte.it

Napoli. Bimba di un anno intossicata per aver mangiato un pezzo di hashish. Salvata dai medici del Santobono

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Napoli. A solo un anno Claudia (nome di fantasia) è troppo piccola per capire quale rischio abbia corso, quello che un giorno le verrà raccontato è che è stata salvata dai medici del pronto soccorso del Santobono dopo aver ingerito un pezzo di hashish. Ancora una volta dall’ospedale pediatrico di Napoli arriva una storia che rivela quanto siano ormai comuni le sostanze stupefacenti in molte famiglie partenopee. Un allarme che in Campania presenta numeri impressionanti e che continua a cresce di anno in anno. La cronaca dei fatti, purtroppo, ricorda un copione già visto. Anche stavolta sono stati i genitori a portare la bimba in ospedale e a dire ai medici che si trattava di hashish. «Altre volte — spiega il responsabile del pronto soccorso Vincenzo Tipo — non va così bene e siamo noi a dover capire quale sia la causa dell’emergenza. A volte, per paura, i genitori non si fanno avanti». Non è un caso che al Santobono i test tossicologici sui bambini facciano parte (in presenza di sintomi sospetti) di un protocollo ormai rodato. Per la piccola Claudia si è trattato solo di una conferma. La bimba è rimasta in osservazione sino a ieri mattina, quando finalmente è stato possibile dimetterla. Tuttavia, nonostante il lieto fine, questo nuovo caso porta le statistiche campane ad un picco record. «Il Santobono — rivela Eduardo Ponticiello, coordinatore del gruppo di studio di tossicologia pediatrica della Simeup e responsabile per le emergenze tossicologiche — registra una media di intossicazioni da sostanze stupefacenti che è impressionante. Dopo questo nuovo episodio siamo ormai a 12 casi nel 2017. Questo significa che in un anno abbiamo avuto come Santobono lo stesso numero di emergenze per assunzione involontaria do sostanze stupefacenti che si è registrato a livello nazionale negli ultimi 10 anni». Un dato che i medici partenopei non possono sottovalutare, anche perché un incremento simile lo si registra solo in paesi dove si portano avanti politiche di liberalizzazione delle droghe leggere. «Siamo preoccupati — aggiunge lo specialista — anche perché i livelli di molte sostanze che individuiamo non sono quelli che ci si aspetterebbe. A causa delle manipolazioni i livelli di Thc nella marijuana, ad esempio, arrivano spesso anche al 40% in più del normale. Oltre questo ci troviamo spesso a fare i conti con droghe sintetiche e con l’Amnesia. Insomma, un vero e proprio allarme sociale». A causa del numero enorme di casi, il Santobono è diventato un vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale. «Sino a qualche tempo fa — conclude Ponticiello, che si è specializzato in materia presso la Scuola italiana sulle dipendenze — facevamo unicamente riferimento a consulenze esterne del centro antiveleni, adesso abbiamo creato una task force capace di affrontare il problema in maniera quasi del tutto autonoma». Intanto, viste le proporzioni del problema e l’abbassamento dell’età media di consumo di sostanze stupefacenti, scende in campo anche la Fimp Napoli, che per voce del coordinatore provinciale Antonio D’Avino annuncia una campagna di sensibilizzazione che partirà dagli studi medici per raggiungere le famiglie. «Far capire ai genitori quali siano i rischi — dice D’Avino — è il primo passo per invertire una tendenza che sta assumendo contorni drammatici. Il nostro impegno sarà massimo, su questo tema ciascun pediatra sarà chiamato a fare la propria parte». Del resto i pediatri della Fimp già oggi si occupano di fare prevenzione su temi quali droghe, alcol e ludopatie grazie ai cosiddetti «bilanci di salute», vale a dire visite programmate che consentono di fare «screening» sui bambini in età a rischio. (Corriere del Mezzogiorno)

Vico Equense. Per Vico (senza) BARRIERE

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Vico Equense. Il movimento spontaneo di cittadini per “Vico Equense senza barriere”, comunica a tutta la cittadinanza di Vico Equense che nei giorni 23 e 24 settembre 2017 dalle ore 10:00 alle ore 12:00 alcuni dei suoi componenti occuperanno con il banchetto lo spazio all’angolo del banco “Monte Paschi di Siena” in pieno centro cittadino, per informare i cittadini e raccogliere firme di adesione alla proposta indirizzata al Sindaco avente in oggetto: “PROPOSTA PER ELABORAZIONE DEL PIANO PER L’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE ED AZIONI CONSEGUENTI, NONCHÉ PER LA RIMOZIONE DEGLI OSTACOLI CHE IMPEDISCONO ALLE PERSONE CON DISABILITÀ, LA PIENA E FUNZIONALE PARTECIPAZIONE ALLA VITA PUBBLICA”

La suddetta iniziativa di informazione e raccolta firme proseguirà nelle domeniche successive, in mattinata, con la stessa scansione oraria davanti ai sagrati delle chiese di tutte le frazioni di Vico Equense.

I cittadini vicani insieme al movimento “Sorrento senza barriere” credono possibile l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali di Vico Equense come città turistica accessibile a tutti nella libertà di movimento di ogni persona.

Le leggi esistono ma l’implementazione è lenta. Le persone con disabilità sono cittadini con il diritto di fruizione e partecipazione alla vita sociale, lavorativa e politica. Non vogliono concessioni ma che vengano rispettate le leggi. Il misconoscimento di questo diritto è la negazione del riconoscimento dell’altro, di quella idea generale di uomo che lo identifica come essere umano. Una città turistica accessibile a tutti i cittadini è, dunque, la possibilità di “disegnare” un altro stile di vita più equo e felice, che sappia corrispondere ai bisogni essenziali dell’uomo.

Progettare il piano di eliminazione delle barriere architettoniche nei vari comuni della penisola sorrentina, per una maggiore vivibilità di tutta la costiera!

Il movimento “Vico Equense senza barriere” vi aspetta numerosi. A presto!

Ragazzine della Napoli bene si offrono in chat per un buono spesa online da 10 euro. E fioccano proposte

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Adescate e poi «comprate» per poche decine di euro. Prima per foto erotiche, poi per video hot e infine per sesso a pagamento in auto, nelle strade isolate della città. È il mondo virtuale delle chat che travalica regole, leggi, pudore e diventa una trappola per ragazzine poco più che adolescenti della Napoli bene che si «vendono» anche per dieci euro, per ricariche cellulari e per acquisti online. È bastato scaricare sul telefono cellulare due delle applicazioni gratuite per conversazioni più conosciute in Italia tra i giovanissimi che permettono l’iscrizione anche a minorenni. Scegliere come foto del profilo quella di una ragazza qualunque voltata di spalle e ripresa da lontano, scaricata dai più comuni motori di ricerca, una foto anonima, innocua. Inserire poi nome, cognome e data di nascita alterati: 28 ottobre 2000 e diventare con un clic Fabiola Senatore. Lei si descrive come una ragazzina ingenua di 16 anni, studentessa del liceo classico Umberto, che spesso frequenta la zona dei «Baretti» di Chiaia e a volte piazza Vanvitelli al Vomero e che per cercare amici, trovare serate, o semplicemente per parlare con i suoi compagni di classe, decide di addentrarsi in un mondo oscuro «frequentato» da coetanee audaci, moltissime della sua scuola, e da uomini in cerca di brividi e di sesso con minorenni, anche a pagamento. Ed è così, con estrema semplicità, che Fabiola cercando gruppi di ragazzi e ragazze di Napoli e dintorni si trova a raccontare a chi la contatta in privato che non «le piace tanto studiare», che i suoi «genitori sono separati», che è in chat «per curiosità» e che è la «prima volta» che decide di raccontare un po’ dei «suoi guai» a qualche sconosciuto, perché «a volte si sente sola», perché «così non ci si espone troppo» e perché si possono raccontare bugie e non essere scoperti e perché no «trovare amici», o addirittura «un amore», perché anche se molto bella «bionda, occhi azzurri e spigliata», Fabiola è «molto romantica». Un amo senza neanche l’esca lanciato nel mare virtuale con migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze e in una sola notte a Fabiola le sono arrivati oltre cinquanta messaggi privati. Solo uno di loro ha deciso di non proseguire nella chiacchierata perché Fabiola è minorenne, circostanza che scrive in chat ogni qualvolta viene contatta da qualche ragazzo. «Ho 16 anni e il 28 ottobre ne compirò 17». Pensa di sentirsi sicura, cose le può mai accadere in chat, mentre fissa un telefono cellulare chiusa nella sua camera da letto o sul divano davanti al televisore con sua madre accanto? Nulla, pensa. Ma si sbaglia. E allora inizia la maratona di sms, inviti, chat, videochiamate, richieste di ogni tipo, anche sessuali. E l’età non è mai un limite, anzi, sembra eccitare ancora di più i «predatori» virtuali. E lei non è la più giovane: in chat ci sono anche tredicenni della Napoli bene che si offrono. Viene contatta costantemente ad ogni ora del giorno e della notte. La risposta che Fabiola dà alla domanda: «Che stai facendo?» è ingenua: «Cosa vuoi che faccia a quest’ora della notte? Dormo». Ma dall’altro lato c’è un 38enne che dice di essere di Avellino e che forse di anni ne ha molti di più e che come foto profilo ha il disegno di una coppia che sembra fare sesso ma è molto ambigua come tutta la sua conversazione: «A letto si possono fare tante cose». Ma lei gli ricorda di essere piccola, minorenne. Ma questo non è un problema perché «stiamo solo parlando». E insiste: «Mica sono vecchio per te?». Fabiola è seccata: «No». Lui tergiversa su argomenti che sfiorano la sfera sessuale fino ad inviare la prima delle tante foto che Fabiola riceverà in sette giorni di chat: è vestito, disteso sul letto, con i jeans attillati. «Così finisce male, giovane», le dice. «Male in che senso?», chiede lei. «Con una s.», risponde secco lui. Ma l’uomo di Avellino è solo il primo di una lunga serie di uomini pronti a tutto pur di prendere da Fabiola ciò che lei continua a non volere dare a nessuno. Le due applicazioni per chat sono scaricate da milioni di utenti che le usano per conversare, scambiarsi informazioni in modo assolutamente innocuo. C’è chi invece ha voglia di altro. In una delle tante conversazioni che Fabiola decide di spulciare ce n’è una di un ragazzo che esordisce spiegando di avere grandi doti sessuali e forme allettanti, al che Fabiola dice di avere 16 anni. Lui prima afferma di averne 36 e poi 22. Non demorde, come fosse impazzito continua e dopo pochissimi secondi di conversazione invia la foto del suo sesso. «Cavolo ma ho 16 anni», dice lei. «Ok smetto», risponde. Salvo poi continuare un’ora dopo chiedendo una videochiamata privata: «Sono single e volevo divertirmi un po’». Fabiola non vuole mostrarsi, non vuole raccontare cose intime di lei e stacca la conversazione. Ma lui, che forse ha più dei suoi 32 anni che all’inizio ha dichiarato di avere, continua con i messaggi: «Hai mai fatto sesso? Sai che ti farà male quando lo farai?». E alle 12 in punto scatta la videochiamata mentre si masturba. Ma purtroppo la giornata è ancora lunga per Fabiola che scrive adesso ad un ragazzo di Casoria i suoi gusti, le sue frequentazioni e che quel giorno non è andata a scuola perché con la febbre. È lui a spiegarle che esiste un mondo oscuro, nascosto ai tantissimi genitori, che ruota attorno ad innocue chat dove milioni di ragazzi si scambiano messaggi assolutamente anonimi, senza lasciare i propri dati, senza numeri di telefono ma che nascondo giri di perversioni pericolosi. Fabiola è curiosa perché tutti le hanno chiesto foto in costume, in pantaloncino, in intimo e vuol sapere se poi è così facile che le ragazze come lei si mostrano così in chat. Il ragazzo di Casoria dopo un po’ di titubanza si apre, fidandosi di lei e le spiega che anche a lui è capitato di «comprare» foto per 10 euro, così di organizzare incontri per 20 euro «anche solo sfregamenti o solo un completino intimo visto dal vivo. Basta che ti alzi un poco la maglietta e abbassi il pantaloncino. Io faccio solitamente una ricarica di 10 euro per poter fare acquisti online, anche ricariche al cellulare ma è più rischioso perché devi darmi il tuo numero di cellulare». E il giro è vasto, tanto che lo stesso ragazzo dice di averlo fatto più volte: «Mi è capitato altre volte di regalare buoni». Fabiola allora rincara la dose e fa intendere che potrebbe interessarle la proposta e di voler coinvolgere anche la sorella: «Lei ha 14 anni e io 15, non 16». Il giovane di Casoria crede di aver vinto la lotteria, impazzisce, e propone decine di alternative a prezzi che arrivano anche a 100 euro: «Basta che non abbiate meno di 14 anni». (Fabio Postiglione – Corriere del Mezzogiorno)

Discorso di Papa Francesco all’Antimafia: «Le mafie rubano il bene comune. Opporsi con forza alla corruzione»

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Di seguito il discorso che Papa Francesco ha rivolto ai membri della commissione Antimafia del Parlamento italiano ricevuti ieri in udienza nella Sala Clementina.

Onorevoli Deputati e Senatori, sono lieto di accogliervi e ringrazio la Presidente della Commissione, Onorevole Bindi, per le sue cortesi parole. Anzitutto desidero rivolgere il pensiero a tutte le persone che in Italia hanno pagato con la vita la loro lotta contro le mafie. Ricordo, in particolare, tre magistrati: il servo di Dio Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre 1990; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi 25 anni fa insieme a quanti li scortavano. Mentre preparavo questo incontro, mi passavano nella mente alcune scene evangeliche, nelle quali non faremmo fatica a riconoscere i segni di quella crisi morale che oggi attraversa persone e istituzioni. Rimane sempre attuale la verità delle parole di Gesù: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e contaminano l’uomo» (Mc 7,20-23). Il punto di partenza rimane sempre il cuore dell’uomo, le sue relazioni, i suoi attaccamenti. Non vigileremo mai abbastanza su questo abisso, dove la persona è esposta a tentazioni di opportunismo, di inganno e di frode, rese più pericolose dal rifiuto di mettersi in discussione. Quando ci si chiude nell’autosufficienza si arriva facilmente al compiacimento di sé e alla pretesa di farsi norma di tutto e di tutti. Ne è segno anche una politica deviata, piegata a interessi di parte e ad accordi non limpidi. Si arriva, allora, a soffocare l’appello della coscienza, a banalizzare il male, a confondere la verità con la menzogna e ad approfittare del ruolo di responsabilità pubblica che si riveste. La politica autentica, quella che riconosciamo come una forma eminente di carità, opera invece per assicurare un futuro di speranza e promuovere la dignità di ognuno. Proprio per questo sente la lotta alle mafie come una sua priorità, in quanto esse rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone. A tale scopo, diventa decisivo opporsi in ogni modo al grave problema della corruzione che, nel disprezzo dell’interesse generale, rappresenta il terreno fertile nel quale le mafie attecchiscono e si sviluppano. La corruzione trova sempre il modo di giustificare sé stessa, presentandosi come la condizione “normale”, la soluzione di chi è “furbo”, la via percorribile per conseguire i propri obiettivi. Ha una natura contagiosa e parassitaria, perché non si nutre di ciò che di buono produce, ma di quanto sottrae e rapina. È una radice velenosa che altera la sana concorrenza e allontana gli investimenti. In fondo, la corruzione è un habitus costruito sull’idolatria del denaro e la mercificazione della dignità umana, per cui va combattuta con misure non meno incisive di quelle previste nella lotta alle mafie. Lottare contro le mafie significa non solo reprimere. Significa anche bonificare, trasformare, costruire, e questo comporta un impegno a due livelli. Il primo è quello politico, attraverso una maggiore giustizia sociale, perché le mafie hanno gioco facile nel proporsi come sistema alternativo sul territorio proprio dove mancano i diritti e le opportunità: il lavoro, la casa, l’istruzione, l’assistenza sanitaria. Il secondo livello di impegno è quello economico, attraverso la correzione o la cancellazione di quei meccanismi che generano dovunque disuguaglianza e povertà. Oggi non possiamo più parlare di lotta alle mafie senza sollevare l’enorme problema di una finanza ormai sovrana sulle regole democratiche, grazie alla quale le realtà criminali investono e moltiplicano i già ingenti profitti ricavati dai loro traffici: droga, armi, tratta delle persone, smaltimento di rifiuti tossici, condizionamenti degli appalti per le grandi opere, gioco d’azzardo, racket. Questo duplice livello, politico ed economico, ne presuppone un altro non meno essenziale, che è la costruzione di una nuova coscienza civile, la sola che può portare a una vera liberazione dalle mafie. Serve davvero educare ed educarsi a costante vigilanza su sé stessi e sul contesto in cui si vive, accrescendo una percezione più puntuale dei fenomeni di corruzione e lavorando per un modo nuovo di essere cittadini, che comprenda la cura e la responsabilità per gli altri e per il bene comune. L’Italia deve essere orgogliosa di aver messo in campo contro la mafia una legislazione che coinvolge lo Stato e i cittadini, le amministrazioni e le associazioni, il mondo laico e quello cattolico e religioso in senso lato. I beni confiscati alle mafie e riconvertiti a uso sociale rappresentano, in tal senso, delle autentiche palestre di vita. In tali realtà i giovani studiano, apprendono saperi e responsabilità, trovano un lavoro e una realizzazione. In esse anche tante persone anziane, povere o svantaggiate trovano accoglienza, servizio e dignità. Infine, non si può dimenticare che la lotta alle mafie passa attraverso la tutela e la valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone che si espongono a gravi rischi scegliendo di denunciare le violenze di cui sono state testimoni. Va trovata una via che permetta a una persona pulita, ma appartenente a famiglie o contesti di mafia, di uscirne senza subire vendette e ritorsioni. Sono molte le donne, soprattutto madri, che cercano di farlo, nel rifiuto delle logiche criminali e nel desiderio di garantire ai propri figli un futuro diverso. Occorre riuscire ad aiutarle, nel rispetto, certamente, dei percorsi di giustizia, ma anche della loro dignità di persone che scelgono il bene e la vita. Esortandovi, cari fratelli e sorelle, a portare avanti con dedizione e senso del dovere il compito a voi affidato per il bene di tutti, invoco su di voi la benedizione di Dio. Vi conforti la certezza di essere accompagnati da Lui che è ricco di misericordia; e la consapevolezza che Egli non sopporta violenza e sopruso vi renda instancabili operatori di giustizia. Grazie. Francesco (Avvenire)

Egitto, raid negli uffici degli avvocati di Regeni

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Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione mercoledì sera nella sede della «Commissione egiziana per i diritti umani e le libertà» (Ecrf), organizzazione che sta offrendo consulenza legale alla famiglia del ricercatore Giulio Regeni, trovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016. «Gli agenti della sicurezza di Stato sono entrati nell’ufficio accompagnati da una donna che ha dichiarato di appartenere al Ministero degli Investimenti — dice Ahmad Abdallah, presidente del consiglio di amministrazione di Ecrf — Hanno detto che avevano l’ordine di chiudere gli uffici, hanno tentato di apporre un sigillo di cera sulla porta, senza alcuna spiegazione. Fuori c’era un furgone pieno di agenti. Gli avvocati hanno obbiettato che questo è uno studio legale e il Ministero degli Investimenti non ha l’autorità di chiuderlo. Gli agenti hanno sottolineato che torneranno la prossima settimana». Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, e la loro legale Alessandra Ballerini hanno espresso «grave preoccupazione» in una dichiarazione congiunta con gli avvocati egiziani: «Ancora una volta sembra che la libertà e la sicurezza di chi ci aiuta a gettare luce sulla morte di Giulio sia a rischio». Il 5 settembre le autorità avevano già oscurato il sito Internet di Ecrf. Il 10 settembre hanno arrestato uno degli avvocati, il 53enne Ibrahim Metwally, all’aeroporto del Cairo dove doveva prendere un volo per Ginevra per partecipare ad un incontro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate. Scomparso per due giorni, senza accesso a familiari o avvocati, è riapparso in tribunale ed è stato rinchiuso in carcere con un ordine d’arresto di 15 giorni, appena esteso ad altre due settimane. Metwally ha detto ai colleghi di essere stato torturato con scosse elettriche nella sede della Sicurezza di Stato il giorno dell’arresto. È accusato di «gestire un gruppo creato contro la legge, diffondere notizie false e cooperare con organizzazioni straniere». Intanto, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il presidente Al Sisi ha espresso al premier Gentiloni «la determinazione totale a portare alla luce la verità su questo caso». (Viviana Mazza – Corriere della Sera)

Costa d’Amalfi, via al bando per la gestione de “La Casa del Gusto”: Lo vogliono far diventare ristorante ecco il bando

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Costa d’Amalfi, via al bando per la gestione de “La Casa del Gusto”: Lo vogliono far diventare ristorante ecco il bando che potete leggere integramente sotto. E’ tutto pronto per il bando di assegnazione della gestione de “La Casa del Gusto” in Costa d’Amalfi che fu voluta dall’allora presidente della Comunità Montana Raffaele Ferraioli . La Giunta Esecutiva della Comunità dei Monti Lattari,  che vede insieme quel che resta della Comunità Montana della Costiera amalfitana e della Penisola Sorrentina, da Agerola a Tramonti , infatti, ha manifestato l’intenzione di assegnare in concessione d’uso, a titolo puramente oneroso, il servizio di Gestione, Valorizzazione e Fruizione della struttura e di conseguenza ha fatto sapere di voler procedere con il bando. Tra i servizi figurano anche le dotazioni interne ed esterne.

Tutte le domande di partecipazione devono essere inviate al seguente indirizzo: Comunità Montana dei Monti Lattari, Via Municipio n. 10, CAP 84010, Tramonti, entro e non oltre le ore 12.00 del giorno 24 novembre 2017. Un modo per cercare di valorizzare i prodotti tipici della Costa d’Amalfi e dei Monti Lattari e coltivare l’aspetto enogastronomico del territorio. Previsto, inoltre, anche un programma divulgazione e formazione scientifica in ambito enogastronomico e della cultura alimentare; ma anche la produzione agroalimentare con etichetta Casa del Gusto Costa d’Amalfi e dei Monti Lattari e l’organizzazione di eventi a tema. Il contratto avrà durata di sei anni e sarà rinnovabile. Il canone 49 mila euro. Sarà ben difficile venire incontro a tutte le esigenze di promozione e valorizzazione dei prodotti del territorio, suggestiva funzione che poteva avere una struttura del genere, a ben vedere il bando chi può avere più requisiti è proprio chi fa attività di ristorazione. Sarà forse l’unica speranza di poter evitare che questa struttura diventi una cattedrale nel deserto? E’ quello che speriamo tutti, visto che si sono spesi soldi pubblici, altrimenti col passare del tempo e l’inutilizzo questa struttura diventa solo un enorme costo di gestione per un ente che di soldi ne ha ben pochi. Certo è curioso come il bando parli anche di aggregazioni come associazioni e poi dicono: deve aver svolto attività di ristorazione! Significa che già hanno deciso che deve essere un ristorante e che ristorante se le cifre di fatturato spaziano con esattezza da 90 mila a 120 mila euro? Intanto sotto pubblichiamo il bando che è introvabile sul sito ufficiale della Casa del Gusto, ma si trova solo nei meandri dell’albo pretorio della Comunità Montana…

Bando di Gara casa del Gusto

IL GRANDE COMPLESSO DI CHAMPIONNET E LA CASA DEL MARINAIO APRONO AL PUBBLICO

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Gli esclusivi quartieri panoramici a terrazze dell’antica Pompei aprono al pubblico.

La redazione cultura di positanonews e Positanonews tv, invitata, ha partecipato, riportando foto, video, interviste e impressioni.

Gli esclusivi quartieri panoramici a terrazze dell’antica Pompei aprono al pubblico. Due grandi interventi di messa in sicurezza e restauro portati a compimento nell’ambito del Grande Progetto Pompei.

Si tratta del complesso di Championnet, un insieme di eleganti edifici residenziali (oltre 60 ambienti) finemente decorati e articolati in diversi atri e peristili, disposti a terrazza a sud ovest  del pianoro di Pompei, con affacci panoramici sulla piana del Sarno. E della casa del Marinaio, edificio, a doppio atrio, con impianto termale privato e un ampio sotterraneo adibito a panificio; un unicum nel panorama domestico pompeiano.

Le due grandi strutture aprono per la prima volta al pubblico, con un’esposizione di reperti originali in più ambienti e nella cucina del percorso sotterraneo del complesso di Championnet,  secondo il progetto già da tempo avviato a Pompei di musealizzazione diffusa, che vede ricollocati in loco oggetti e strumenti del passato ivi ritrovati.

il reportage fotografico di Sara Ciocio

Maiori, denunciato fornaio di Minori: trasportava cornetti senza etichette sotto l’effetto di stupefacenti

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Assurdo quanto accaduto questa mattina a Maiori, in Costiera Amalfitana. I Carabinieri del posto, infatti, hanno fermato per un normale controllo di routine un’automobile a bordo della quale vi era un 34 di Minori, fornaio, il quale stava consegnando circa 8 kg di cornetti. Questi erano privi delle etichette, in contrasto con le normative vigenti: è stato richiesto l’intervento del SIAN, Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione, per effettuare i controlli igienico-sanitari di rito. Il materiale è stato sequestrato e successivamente distrutto. Ma non è tutto.

I Carabinieri, infatti, hanno anche rinvenuto un quantitativo di marijuana nel veicolo (circa un grammo) e di conseguenza si è deciso di portare l’uomo presso il presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello per effettuare le analisi del sangue e verificare se il fornaio stesse guidando sotto alterazione psicofisica. L’uomo, quindi, è stato trovato positivo e denunciato per guida in sotto l’effetto di stupefacenti; gli è stata inoltre ritirata la patente e sequestrato il veicolo.

Vietri Sul Mare, convocato consiglio comunale per il giorno 28 settembre

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Vietri sul Mare. Convocato il Consiglio Comunale per il giorno 28 settembre 2017. L’inizio è previsto alle ore 18:00, nell‘Aula Consiliare, presso la Casa Comunale, in sessione ordinaria, in seduta pubblica, in prima convocazione prevedendo il prosieguo fino alle ore 02:00 del 29 settembre 2017 ed eventuale ripresa dei lavori dopo la sospensione alle ore 18:00 del 29 settembre anche dopo la mezzanotte fino ad esaurimento degli argomenti.
Questi gli argomenti che verranno affrontati:

1) Approvazione Verbali Seduta Precedente del 31/08/2017
2) interrogazioni;
3) Mozione di sfiducia ex art. 52 D.lgs.267/2000;
4) Ratifica delibera di Giunta Comunale nr. 102/2017 del 30/08/2017 avente ad oggetto: Variazione al bilancio
di previsione 2017-2019 con i poteri consiliari;
5) Approvazione Bilancio Consolidato per l’esercizio 2016;
6) Rifiuti Speciali non pericolosi – Olio Vegetale usato CER prodotti da attività non domestiche
assimilazione ai rifiuti urbani ai sensi dell’art.198, comma 2° lettera G) dei D.lgs. nr. 152/2006 (Norme in
materia ambientale):
7) Proposta del Gruppo di Minoranza Consiliare su problematiche di via Scavata alla frazione Raito:
determinazioni;

Istruzione Italiana-Comune dI Padula: morto il Preside Franco Vitale,sconcerto nel cuore del Nob. Cav. Attilio De Lisa

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In primis le sentite condoglianze aperte (dopo averlo già fatto di persona insieme ai figli Rocco e Vincenzo a Padula ieri sera 21 settembre 2017) alla famiglia incominciando dalla moglie e figli fino al fratello Antonio Dirigente Medico Ospedale del Comune di Lagonegro (conosciuto,incontrato ed apprezzato nelle varie riunioni della Diocesi di Teggiano-Policastro).

Infatti la scomparsa del Preside-Dirigente Scolastico Prof. Francesco Vitale di Padula (Parroci don Giuseppe Radesca,don Vincenzo Federico) ha lasciato un grosso vuoto nel cuore del Nob. Cav. Attilio De Lisa e soprattutto dopo aver condiviso insieme (con grande disponibilità ed onestà reciproca) vari anni d’Istruzione Italiana presso l’Istituto Comprensivo di Buonabitacolo e Sanza (quindi il Sottoscritto come esponente in rappresentanza dei genitori sia da Rappresentante di classe che in Consiglio d’Istituto,Giunta Esecutiva e Commissione Elettorale.
Un grande onore per il Nob. Cav. Attilio De Lisa è quello di averlo conosciuto ed ammirato allo stesso tempo per la sua grande umiltà, disponibilità e serietà oltre ad essere di cuore,solare ed unica anche per i valori dimostrati di Legalità e Trasparenza rivolti al Bene della Collettività (in questo caso alla Scuola e al bene delle Strutture,Professori,Genitori,ATA e Scolari).
Inoltre dal Nob. Cav. Attilio De Lisa,come cattolico cristiano praticante di riferimento a Mons. Antonio De Luca e del Comune di Sanza con il parroco don Giuseppe Spinelli,arriverà sempre una preghiera rivolta anche per l’amico scomparso che non dimenticherà mai.
I funerali del Preside Vitale si sono svolti oggi venerdì 22 settembre, alle ore 10,30, presso la chiesa di San Francesco.
Un infarto fulminante è stata la causa della morte del 20 settembre sera, dell’ex Dirigente scolastico del Liceo Scientifico di Padula Franco Vitale.
69 anni appena compiuti, il Preside Franco Vitale si trovava in casa, intento a guardare una partita di calcio allorquando, improvvisamente, si è accasciato al suolo e, nonostante gli immediati soccorsi, ogni tentativo di riportarlo in vita è risultato vano.
Conosciuto ed apprezzato nel mondo della scuola, il Preside Vitale ha retto la dirigenza della Scuola Media di Teggiano, dell’Istituto Comprensivo di Buonabitacolo e Sanza ed ha concluso la sua carriera 4 anni fa nella sua città natale di Padula presso il Liceo Scientifico “Pisacane”.
Nel maggio scorso il preside Vitale aveva subìto la perdita del fratello Mario, 54 anni, anche lui colpito da un infarto fulminante.
Comune di Sanza: “Sconvolto e addolorato per la scomparsa di un uomo straordinario, dalle doti umane e professionali ineguagliabili” così ha commentato anche il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito.
Infine onore e gloria alla Parola del Signore Gesù (Via,Vita e Verità) e della Madre Chiesa Cattolica che è la via giusta e il Nob. Cav. Attilio De Lisa seguirà sempre.

Vico Equense, incidente a Punta Scutolo: camion perde ruota, traffico in tilt – FOTO

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Si è rischiata la tragedia poco fa a Punta Scutolo, proprio a metà strada tra Vico Equense e Meta di Sorrento. Un Camion, infatti, ha improvvisamente cominciato a perdere il controllo della strada: colpa di una ruota che si è praticamente svincolata dall’abitacolo. Fortunatamente solo un gran spavento ma nessuno è stato ferito. Il traffico, però, ne ha risentito parecchio: file di decine e decine di macchine in questi minuti.

Vi terremo aggiornati.

Praiano la mareggiata distrugge pontili alla Praia e alla Gavitella. Accesso agli atti del M5S

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Praiano, Costiera amalfitana. Danni ai pontili e ai serpentoni alla Praia e alla Gavitella, dove i danni hanno semidistrutto anche lo stabilimento One Fire. Il Movimento Cinque Stelle invia richiesta di accesso agli atti .

INVIATA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI PER CAPIRE QUALI DANNI HANNO SUBITO IL PONTILE E I DUE SERPENTONI ALLA GAVITELLA E ALLA PRAIA.

Oggetto : Richiesta di accesso e rilascio copie atti amministrativi riguardanti i danni causati dall’ultima mareggiata al pontile galleggiante con relativa passerella e alle relative barriere antinquinamento presso la località Marina di Praia e cala Gavitella, gestiti dalla Ditta “Prisma srl”

Alla cortese attenzione del Segretario del Comune di Praiano e Responsabile per la Trasparenza
Dott. Vincenzo Galano

Alla cortese attenzione del Responsabile dell”Ufficio Tecnico del Comune di Praiano
Arch. Gaetano Casa

I sottoscritti Fusco Fiorella, nata a Buenos Aires (ARG) e residente in via Cella n°23; Cuccurullo Diego, nato a Sorrento e residente in via Duomo n° 15; Terminiello Arturo, nato a Piano di Sorrento e residente in via G. Capriglione n° 55/A, ai fini dell’espletamento del mandato elettorale di consiglieri comunali di minoranza del “Movimento Cinque Stelle” ed ai sensi del Regolamento di accesso agli atti, richiedono il rilascio di copia conforme dei seguenti atti:

– verbale relativo ai danni causati dall’ultima mareggiata, avvenuta in data 10 e 11 settembre 2017, al pontile di galleggiamento con relativa passerella e alle barriere antinquinamento presso la località Marina di Praia e cala Gavitella, in gestione alla Ditta “Prisma srl”

dichiarano di essere a conoscenza che sono tenuti al segreto d’ufficio nei casi previsti dalla legge, in relazione alle informazioni e alle notizie acquisite mediante l’accesso ai documenti sopra richiesti, nonché della tutela dei dati personali contenuti nei documenti, nel rispetto di quanto previsto dalla Legge n. 675/1966 e del D.Lgs. n. 196/2003

Cordialmente,

I consiglieri M5S
Fiorella Fusco
Diego Cuccurullo
Arturo Terminiello

Positano mare stupendo e balneabile, l’Aliscafo disegna un cuore a mare

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Positano mare stupendo e balneabile, l’Aliscafo disegna un cuore a mare. Dopo i temporali e bombe d’acqua che hanno buttato di tutto a mare, provocando il divieto di balneazione , cosa giusta e doverosa da fare ogni volta che c’è una pioggia intensa che provoca esondazioni a mare, come è avvenuto in tutta la Costiera amalfitana, da ieri il mare è totalmente balneabile qui , a Praiano, Amalfi, Atrani e tutto il resto della Divina. Una giornata stupenda e una manovra di un Aliscafo per Capri che disegna un cuore, come potete vedere nella foto di Maria Rosaria Manzini, a sugello della Città Romantica come viene denominata la nostra Positano.

Praiano, mareggiata distrugge il “One Fire Beach” alla Gavitella: “Siamo abbandonati”

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Lo stabilimento balneare “One Fire Beach” di Praiano, nella zona della Gavitella, è stato praticamente distrutto da una mareggiata, anche se continua a funzionare ha avuto molti danni nell’indifferenza delle istituzioni. Un posto che in poche estati era diventato un punto fermo per tantissime persone: tutto gestito da ragazzi volenterosi e abilissimi nel rendere sempre migliore la loro attività. Lo stabilimento aveva riscosso grandissimo successo, grazie al servizio impeccabile e ad un ambiente elegante e molto giovanile, il tutto accompagnato da una vista mare davvero unica.

Lo stabilimento è stato quasi raso al suolo da una mareggiata. Continua ad essere, quindi, la zona della Gavitella, un’area poco curata e considerata dall’amministrazione comunale. Lo sfogo del titolare Costabile Pane la dice lunga: “Ci sentiamo abbandonati da tutti. Spesso si criticano i giovani che hanno poca voglia di fare, e invece… Noi abbiamo messo tutte le nostre forze e risorse in questa attività e ora siamo distrutti. Ci tocca ricominciare tutto daccapo.Coccolati dalla non curanza della politica dopo la mareggiata che per la terza volta ci porta via il lavoro…..  La rabbia che ci portiamo dentro non ci fa essere chiari…… Ma siamo stati lasciati soli da maggioranza ed opposizione….. Con tante promesse mai mantenute…. Ci ritroviamo distrutti per  l ennesima volta dalla mareggiata….. E sentirci dire che era previsto il brutto tempo… Allora non si dica che i giovani non si vogliono impegnare.  Vorrei far arrivare il messaggio che noi non chiediamo aiuti economici
O altro Vogliamo perseguire la strada che ci hanno indicato, loro, per avere un posto di lavoro non esposto alle mareggiate . Qua nessuno di noi si è preso un pezzo di concessione e se lo è portato a casa . Anzi diamo a Praian o ed ai Praia esci più di quanto loro ci danno
Ormai non dobbiamo più dimostrare che il nostro format è giusto, mo sono loro che ci devono dimostrare semmai Se ci tengono al One Fire Se vogliono tenerlo o distruggerlo.
Maggioranza ed opposizione”

Il caso della Cuopperia di Cetara: il paradigma di una storia italiana

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Quando l’ego prende il controllo rende le persone arroganti costringendole a vivere in una illusione. A nessuno di noi piace essere criticato, ma le critiche fanno ancor più male a quelle persone che hanno una mentalità ristretta. Chi non ha una mentalità aperta si affida ciecamente alle sue convinzioni e si oppone, arrivando allo scontro, con chi la pensa diversamente.

Ebbene nel pieno di una estate torrida è scoppiato il caso!

La storia ruota intorno a delle “regole” da rispettare (siano esse norme di legge o più semplicemente di buona educazione), un controllore potenzialmente deputato a far rispettare le regole, un soggetto che le regole dovrebbe rispettarle ed un immancabile mediatore-lacchè. Lo scenario dove si svolge la storia è la stupenda piazzetta Grotta del borgo di Cetara dove questa estate ho deciso di passare le ferie. Non si tratta del casting per il film sullo scrittore Gore Vidal con Kevin Spacey, né della speciale classifica del Telegraph che ha inserito il borgo di pescatori tra i più belli d’Italia. Più banalmente in quella piazzetta questa estate è  stata chiusa una friggitoria (il controllato di cui sopra) a seguito di una serie di irregolarità.

Purtroppo, come spesso accade, l’accertamento della violazione delle “regole” è partita dall’azione di un privato esasperato dal nauseabondo odore di fritto che supera ogni limite di normale tolleranza e dall’arroganza del proprietario e dei dipendenti della friggitoria. Con riferimento a questi ultimi è degna di nota una signorina, carina a prima vista, il cui unico pregio è un gradevole accento del nord ma che può essere il sarcofago di una persona normale per quanto è vuota!

E i controllori? I garanti delle regole? Sono sicuramente tanti a partire dal SIAN (Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione) dell’ASL, ma prima ancora chi è sul territorio e dovrebbe tutelare i cittadini quindi il Sindaco, i Vigili, e poi ancora i Nas …..un groviglio ambiguo e patologico di responsabilità all’interno del quale in modo agevole si insinua chi le regole non le vuole rispettare!

Ed ecco allora che siamo ancora una volta al paradosso in cui deve essere il privato che, nel tentativo di tutelare i propri interessi, deve agire per tamponare la deriva di chi le regole non le rispetta forte dell’incapacità o per l’inerzia degli enti controllori, nella migliore delle ipotesi!

Vicende come queste (e sono molte, troppe)  lasciano l’amaro in bocca perché fanno emergere l’inefficienza del sistema di controlli (rappresentato di solito da troppi livelli), spesso miopi o addirittura ciechi, che agevolano lo “scarica barile” e che consentono, da un lato, ai controllati di agire al di sopra delle leggi e, dall’altro, che il cittadino – che dai controllori dovrebbe essere tutelato – possa essere maltrattato scrivendo quattro righe insensate su di un foglio di carta tanto per pararsi il deretano….È  proprio vero quello che affermava l’immobiliarista Ricucci evidenziando un vizietto molto diffuso degli italiani: [i controllati e i controllori]…stanno a fa i froci col culo degli altri[i cittadini]!”

Vico Equense, tutto pronto per il Wedding Day a Villa della Porta: cresce l’attesa

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Cresce l’attesa per un evento particolare quanto accattivante. Stiamo parlando del Wedding Day a Villa Giambattista della Porta, Vico Equense. Nella frazione di Pacognano, si terrà sabato prossimo 30 settembre, dalle ore 16 fino alle ore 23, in collaborazione con Beachcomber. una serata speciale che vedrà tante coppie splendide prendervi parte. Inoltre, una coppia verrà premiata con uno fantastico viaggio.

La struttura, come sappiamo, è una delle più incantevoli di tutta l’intera Penisola Sorrentina. Un luogo elegante e raffinato dove la pace della natura abbraccia il fascino della storia del Rinascimento. La villa, che fu casa natale di Giovanni Battista della Porta, sorge vicina alla meravigliosa chiesa dedicata alla natività della Vergine Maria e anche per questo rappresenta una location ideale per eventi e cerimonie di prestigio, con un parco suggestivo di oltre 14 mila metri quadri.

Piano di Sorrento, “Premio Penisola Sorrentina” a Barbara De Rossi e Francesco Branchetti

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Barbara De Rossi e Francesco Branchetti hanno vinto il premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”. Un premio che, come sappiamo, è patrocinato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal ministero per i Beni e le Attività culturali, ed è collegato alle iniziative promosse dall’assessorato al Turismo della Regione Campania.

E’ stato lo stesso sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino, ad annunciarlo durante la presentazione ufficiale della ventiduesima edizione del premio. Con lui anche l’assessore all’idendità Carmela Cilento e il direttore artistico Mario Esposito. Il riconoscimento è avvenuto per premiare l’interpretazione nello spettacolo “Il Bacio”, scritto dal drammaturgo olandese Ger Thjis, andato in scena la scorsa stagione in diverse città italiane. I due attori hanno così commentato il premio: “Siamo estremamente onorati di ricevere questo premio così prestigioso che in passato hanno ricevuto artisti straordinari e siamo felici di riceverlo per uno spettacolo come Il Bacio che amiamo infinitamente”.

Ricordiamo che la premiazione avverà al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento il 28 ottobre.

Salerno, lutto per la scomparsa di Vincenzo del Pizzo: era funzionario del Corpo Forestale

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Salerno a lutto per la scomparsa di Vincenzo Del Pizzo, ex funzionario del Corpo Forestale dello Stato. Vincenzo aveva 90 anni ed è venuto a mancare domenica scorsa presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Ad annunciare la sua dipartita, la moglie Maria Consiglia Caldiero, e i figli Nilde, Alfredo e Annabella. Lascia la sorella Raffi e i nipoti.

PositanoNews si stringe attorno al dolore della famiglia.

Dissequestrata la piscina dell’Hotel San Pietro di Maiori

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Lettera integrale dell’Hotel San Pietro di Maiori

“Nel ringraziarla per aver dato risalto alle urgenti esigenze imprenditoriali
manifestate alla Procura della Repubblica di Salerno in ordine al sequestro della piscina
della nostra struttura turistica sita in Maiori, avente non minore notorietà e inferiore
blasone di quello omonimo di Positano, La invitiamo a dare notizia ed ulteriore risalto
all’avvenuto e immediato dissequestro della piscina dell’Hotel San Pietro. Ed invero, alla
metà del corrente mese di settembre l’ARPAC unitamente alla Guardia Costiera, a
completamento di molteplici controlli sul territorio, nel registrare il sostanziale rispetto degli
scarichi della stessa piscina nella relativa fogna, così come disciplinato e previsto in tal
senso dal Regolamento della Regione Campania, ha però ravvisato la necessità di far
conseguire il lavaggio e contro lavaggio degli tessi filtri con apposito trattamento, e da qui
il successivo intervento di adeguamento.
Il provvedimento, pertanto, fa seguito ad un attento e complesso accertamento di natura
tecnico-giuridica al termine del quale il Pubblico Ministero ha preso atto delle attività di
adeguamento da parte dell’Hotel San Pietro esprimendo quindi parere favorevole. La
notizia odierna è stata accolta con grande soddisfazione da parte dei soci dell’Hotel San
Pietro, che a mezzo del loro legale rapp.te p.t. ringraziano il Pubblico Ministero, dott.ssa
Mariarosaria Polito, per la compresa e sensibile celerità nel concedere il dissequestro, ed
il loro avvocato, Giovanni Guglielmotti, per la professionale serenità con la quale ha
saputo rendere al Pm le buone ragioni dell’azienda.”

 

HOTEL SAN PIETRO

Ravello, serate musicali al duomo, domenica 24 evento con Marianna Meroni e Gaetano Ambrosino

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Ravello – Domenica 24 settembre, alle 21,00, Ultimo appuntamento della rassegna organistica “Serate Musicali al Duomo di Ravello” voluta dal parroco don Nello Russo. L’organista di Positano Marianna Meroni si esibirà alla consolle dell’organo del Duomo di Ravello, ad accompagnarla il violinista salernitano Gaetano Ambrosino.

La manifestazione promuove la raccolta fondi per il restauro degli antichi organi del Duomo di Ravello e della Chiesa di San Giovanni del Toro.

Programma

Albinoni (1671 – 1751)

“Sonata da Chiesa” n° 4 per violino e basso continuo

Adagio, Allegro, Adagio, Allegro

G.F. Handel (1685 – 1759)

“Sonata” per violino e basso continuo op. 1 n° 15

Adagio, Allegro, Largo, Allegro

Alexander ( 1883 – 1966)

“Sonata” per violino e organo opus 210

Allegretto, Adagio, Scherzando, Allegro-Larghetto

Larghetto – Simplice da “Preludi per organo” opus 233

“Preludio, Fuga e Corale” per organo opus 207

“Divertissement” per Violine und Clavecin opus 168/A

 

Robert Alexander , Vienna 1883- NY 1966 : Robert Alexander affonda le proprie radici nella comunità ebraica di Vienna; a 4 anni iniziò lo studio del violino e a 6 del pianoforte, il fratello e la sorella più grandi suonavano il pianoforte. Continuò gli studi e nel 1898 entrò  all’Istituto Ceciliaeverein, studiando con importanti didatti dell’epoca. Venne scelto come pianista dal violinista Edmund Weiss ed incoraggiato dal soprano Anna Eder a comporre brani di vario genere.  Nel 1914 partì per il fronte della prima guerra mondiale , combattendo per 4 anni, senza mai dimenticare la musica. Sul fronte russo scrisse la sua “sesta sinfonia” (in realtà le sinfonie erano per pianoforte, probabilmente in attesa dell’orchestrazione), nei Balcani dirigeva spettacoli per la truppa.  Terminata la guerra riprese a comporre ed eseguire suoi brani, soprattutto per organo. Negli anni 30 fu l’organista della Chiesa di S.Agostino.       Purtroppo l’annessione dell’Austria da parte della Germani nazista fu l’inizio di una triste  e tragica storia che coinvolse la sua famiglia. Alexander decise , con lungimiranza, di abbandonare l’Austria per l’America dove l’unica figlia Hedy aveva sposato il medico J. Bronitski.   Partì nel 1939 da Genova con la nave Saturnia, ma senza la moglie Anna Jarosch che, disperata, si era suicidata. In America tra mille difficoltà riprese a suonare, in particolare l’organo della Cattedrale di S. Patrick; si risposò e morì a New York nel 1966.  Parte delle notizie qui sintetizzate sono state fornite da Jiulius Mattfeld , responsabile all’epoca della biblioteca della CBS , mentre le notizie sulla partenza dall’Europa sono state fornite da Steven Vitto, storico del Museo dell’Olocausto a Washington. Si deve però a Beniamino Cuomo la “scoperta” della vasta produzione di Alexander che l’ha individuata digitalizzata nel sito web della Leo Baeck Institute a NY.  E’ stata certamente una “scoperta” importante al punto che anche il responsabile musicale del citato Museo ,  Bret Werb, ha espresso meraviglia ed interesse per il lascito del musicista viennese.  Si può dire che certamente si tratta di un dignitoso musicista che, probabilmente a causa della sua adesione agli stilemi del classicismo viennese , venne considerato “antiquato” ed emarginato in un’epoca contraddistinta prima da Strawinski, Bartok, Prokovieff, ed in seguito dalla dodecafonia di Schoenberg, Berg.     Speriamo che ci siano occasioni per proporre altri brani di Robert Alexander che è stato sottratto all’oblio della Storia.

Robert Alexander , Vienna 1883- NY 1966 : Robert Alexander is rooted in the Jewish community of Vienna; at the age of four he started studying violin and then piano when he was six years old; his older brother and sister played the piano. He continued his studies and in 1898 he entered the Ceciliaeverein Institute, studying with important teachers of the time. He was chosen as a pianist by the violinist Edmund Weiss, and encouraged by the soprano Anna Eder to write songs of various genres. In 1914 he left for the front of World War I, fighting for 4 years, never forgetting the music. On the Russian front he wrote his “sixth symphony” (in fact the symphonies were for piano, probably waiting for the orchestration); in the Balkans he directed performances for the troop. After the war, he began to compose and perform his pieces, especially for organ. In the 30’s he was the organist of the Church of St. Augustine. Unfortunately, the annexation of Austria by the Nazi Germans was the beginning of a sad and tragic story involving his family. Alexander decided in a far-sighted way to leave Austria for America, where his only daughter Hedy had married J. Bronitski. He left Geneva in 1939 with the Saturnia ship, but without his wife Anna Jarosch, who, desperately, had committed suicide. In America, amongst many difficulties, he began to play again, especially the organ of St. Patrick’s Cathedral; he got married again and died in New York in 1966.   Part of the news summarized here is provided by Jiulius Mattfeld, who was responsible at the time of the CBS library, while news on departure from Europe is provided by Steven Vitto, ‘Holocaust in Washington’. However, Beniamino Cuomo has discovered Alexander’s vast production, digitized on the Leo Baeck Institute NY website.  It was certainly an important “discovery” to the point that even the musical director of the aforementioned Museum, Bret Werb, expressed his wonder and interest in his legacy.  He was certainly a worthy musician who, probably because of his adherence to the style of Viennese classicism, was considered “old-fashioned” and marginalized in a time marked by Strawinski, Bartok, Prokovieff, and later by the dodecaphony by Schoenberg, Berg. We hope that there will be opportunities to propose other pieces by Robert Alexander who have been taken away from the oblivion of History.

Gaetano Ambrosino – Violinista- Violista – Nato a Sorrento, si diploma in Violino nel ’91 col massimo dei voti presso il Conservatorio di Salerno ed in Viola nel 2006 col massimo dei voti presso il Conservatorio di Avellino. Si è esibito e si esibisce, sia come solista che in varie formazioni da camera, in collaborazione con le più importanti Associazioni Musicali ed Enti italiani. Ha collaborato alla realizzazione di numerose stagioni liriche del Teatro Municipale di Salerno “G. Verdi” e dei “Concerti di Mezzanotte” di Ravello. Fondatore dell’Associazione “Insieme in Musica”, cura e guida la “Piccola Orchestra di Sorrento” e la “Cappella Musicale di Sant’Antonino”. Affianca all’attività prettamente artistica quella di docente di violino presso la scuola media “A. Gemelli” di S.Agnello.

Marianna Meroni, di Positano, ha iniziato lo studio del pianoforte con il M° Luciano Cerroni, e sotto la sua guida, ha conseguito il Diploma di Pianoforte, presso il conservatorio “L. Refice” di Frosinone, e di Musica da Camera presso il Conservatorio “S.Cecilia” di Roma.
Da sempre interessata al repertorio barocco si è dedicata allo studio del Clavicembalo e sotto la guida del M° Enza Caiazzo si è diplomata con il massimo dei voti presso il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Ha inoltre compiuto gli studi di Organo e Composizione Organistica , presso il Conservatorio “S.Pietro a Majella” di Napoli, con il M° Anna Maria Robilotta , conseguendo il Compimento Medio con il massimo dei voti e frequentato fino al 10 ° anno. Svolge attività concertistica come clavicembalista e organista, collaborando con varie orchestre in particolare con la “Nuova Orchestra Scarlatti” di Napoli e con numerose ensembles barocche. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive tra cui “Momento Classico” trasmessa in diretta dall’emittente Telestudio di Roma e “Donne in musica” per la RAI, un programma dedicato alle compositrici di ogni tempo. Ha partecipato al progetto “Orgelbüchlein”, tenuto dal M° Anna Maria Robilotta, presso il conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, e alla registrazione CD dell’opera di Bach. Ricopre l’incarico di Organista presso la Chiesa “S. Maria Assunta” di Positano e di Maestro concertatore del coro “Laudate Dominum”. E’ docente della classe di Clavicembalo presso il Liceo Musicale “Palizzi” di Napoli.

Amalfi, nuove analisi ARPAC: revocato divieto balneazione a Marina Grande

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Buone notizie per quanto riguarda il mare di Amalfi. Qualche settimana fa, come segnalammo, a seguito di alcuni controlli ARPAC nel tratto di mare della spiaggia Marina Grande, il Comune decise, attraverso un’ordinanza, di vietarne la balneazione. Lo stesso Comune di Amalfi, però, ha reso noto di come l’ARPAC abbia effettuato altre analisi lo scorso 19 settembre, le quali hanno dato esito positivo e di conseguenza sussistono le condizioni per la riammissione alla balneazione. Pronta è arrivata l’ordinanza che revoca quella precedente: buone notizie, quindi.

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania aveva effettuato lo scorso 4 settembre delle analisi relative alle acque di balneazione nel punto di costa del litorale anche di Praiano, le quali avevano dato esito negativo. Anche qui, poi le buone notizie, con una nota della stessa ARPAC che ha comunicato che sussistono le condizioni per la riammissione alla balneazione dei detti tratti. Ecco perché il Comune di Praiano ha provveduto a revocare l’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione, speificando che La Polizia Municipale, il Comando Carabinieri di Positano, la Capitaneria di Porto – l’Ufficio locale marittimo di Positano e chiunque altro ne abbia l’autorità, sono incaricati di far rispettare la presente ordinanza.

Sant’Agnello, fecale rotta in via Cappuccini: prestare attenzione. Anche al Cavone rottura di una tubatura- FOTO

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Foto: Raffaele Coppola

Riceviamo e segnaliamo la presenza di una fecale rotta a Sant’Agnello, precisamente all’inizio di via Cappuccini (Foto di Raffaele Coppola). Prestare attenzione: l’acqua sta copiosamente riversandosi sulla strada, con il rischio concreto che si possa scivolare. A breve dovrebbe esserci l’intervento dei tecnici per risolvere la situazione. Anche a Piano di Sorrento, zona Cavone, segnaliamo la rottura di una tubatura.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Progetto Ciclismo Sorrentino. Un video per raccontarsi.

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SORRENTO (NA) – Oltre 15.000 chilometri di allenamento, 4.000 chilometri di gara, 55 corse annuali in giro per l’Italia.

Da 9 anni per 365 giorni all’anno.

Numeri emblematici e un video molto bello postato sui social. Si racconta in questo modo il Progetto Ciclismo Sorrentino, una delle più belle realtà giovanili del ciclismo nel Sud Italia.

Una società che permette ai promettenti giovani campani di crescere, di confrontarsi in quella che è la prima categoria internazionale.

Godetevi il video!

 

15.000 km di allenamento 🏋🏻🏃🏼4.000 km di gara 🏁🚴🏼55 gare annuali in giro per l'Italia 🇮🇹 Da 9 anni…365 giorni all'anno 🗓🔸 Progetto Ciclismo Sorrentino 🔸

Pubblicato da Progetto Ciclismo Sorrentino su Martedì 19 settembre 2017

 

Sorrento, dubbi sulla nomina nuovo dirigente comunale: “Bisognava indire bando”

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Il dipartimento della funzione pubblica della presidenza del consiglio dei ministri ha definito la nomina di un dirigente comunale di Sorrento “in contrasto con l’iter legislativo”. Il parere era stato chiesto dal segretario comunale Elena Inserra lo scorso mese di maggio. La vicenda risale a due anni fa e ruota attorno all’assegnazione dell’incarico (per la seconda volta) del dirigente comunale, l’ingegner Alfonso Donadio, arrivata tramite un’ordinanza del sindaco Giuseppe Cuomo, che era stato appena rieletto. Cuomo, difatti, aveva riconfermato un dirigente che aveva nominato alcuni mesi prima. Ma, secondo quanto riferito dal dipartimento sopracitato, il ruolo in questione doveva avere durata sindacale, ovvero era della stessa durata del mandato del sindaco e quindi una sua riassegnazione doveva avvenire tramite concorso pubblico. Vi aggiorneremo su eventuali sviluppi.

Punta Campanella, biodiversità in crescita

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Terzo appuntamento con Blueteam in action. Sub e biologi hanno osservato e censito 164 specie avvistate in 24 ore di immersioni. Lo scorso anno si fermarono a 151.

Da 151 a 164. 13 in più rispetto allo scorso anno. Sono le specie avvistate e censite dai subacquei del Blue Team in action che si sono immersi, a turno, per 24 ore consecutive nei fondali del Parco Marino di Punta Campanella a caccia di organismi e scatti fotografici spettacolari. Oltre 40 tra biologi, fotografi e docenti universitari hanno partecipato a questo Blueblitz (giunto alla terza edizione) monitorando e studiando 5 diversi punti di immersione comprendenti zona A, zona B e zona C del Parco: Vervece, Baia di Ieranto, Scoglio dell’Isca, Puolo e Mitigliano. Risultati migliori rispetto allo scorso anno quando furono individuate e censite 151 specie animali diverse. Quest’anno sono 164, indice dello buono stato di salute dei fondali del Parco e di una crescita della già ricca biodiversità presente nelle diverse zone di tutela. Un lieve incremento che, anche se non ha valore scientifico, resta molto significativo. Di queste 164 specie, il 37% sono pesci, il 21% molluschi, il 6% crostacei, l’11% poriferi (spugne) e poi via via tutte le altre innumerevoli creature dei fondali. L’iniziativa, organizzata dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ha visto la collaborazione dei diving Nettuno, Punta Campanella, Futuro Mare, School e delle associazioni subacquee J. Cousteau e Centro sub Torre del Greco.
I sub si sono immersi con fotocamera e lavagnetta e hanno effettuato esplorazioni diurne e notturne seguendo turni ben definiti. Contemporaneamente, a terra, nei pressi della baia di Puolo, si è svolto un Greenblitz, alla ricerca di specie vegetali lungo la costa. Ne sono state censite 35 in poche ore.
Soddisfatto il Presidente dell’Area Marina Protetta, Michele Giustiniani secondo il quale “la crescita della biodiversità è un risultato importante e la sua tutela è un obiettivo fondamentale del Parco.”
“Ringraziamo i sub, i diving e le associazioni che partecipano ogni anno a quest’iniziativa che è il risultato di un continuo e costruttivo dialogo tra enti, istituzioni e cittadini. Una sinergia fondamentale per la gestione sostenibile del patrimonio ambientale” ha dichiarato il direttore del Parco, Antonino Miccio.

 

Piano di Sorrento: ufficio postale chiuso.

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Chiusura temporanea ufficio postale di Piano di Sorrento, dal 20/09/2017 al 30/09/2017. L’ufficio é stato chiuso senza preavviso, l’interruzione del servizio é per dieci giorni per consentire l’esecuzione di alcuni lavori nell’edificio. Molti disagi si sono creati per i carottesi che recatesi in posta hanno trovato questo avviso di chiusura temporanea per lavori. La corrispondenza in giacenza sarà disponibile presso l’ufficio postale di Meta di Sorrento, via Guglielmo Marconi 2. Chi dovesse aver bisogno dei servizi postali al pomeriggio potrà recarsi anche a Sorrento in via corso Italia 210

Poggiomarino, motoraduno in memoria di Raffaele Buono: morì sulla Statale Amalfitana

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Morì tre anni fa dopo un tremendo incidente sulla Strada Statale 163 Amalfitana, l’operaio Raffaele Buono avrebbe compiuto oggi 30 anni. Originario di Poggiomarino, residente in via San Francesco, Raffaele fu protagonista di un tremendo impatto mentre era alla guida della sua moto e all’altezza di Vietri sul Mare: si scontrò con un altro centauro e dopo alcuni giorni d’agonia all’ospedale Ruggi d’Aragona dovette arrendersi.

In occasione del suo trentesimo compleanno è stato organizzato un motoraduno nella piazzetta Nicola Nappo, a Poggiomarino, per poterlo ricordare con la sua più grande passione. La manifestazione prenderà il via quest’oggi alle ore 18,00 e prevederà anche l’esibizione di alcuni gruppi musicali, poi un giro in moto per le strade di Poggiomarino, da via San Marzano a Villetta Nicola Nappo. Una splendida dimostrazione di affetto per un ragazzo come tutti gli altri che aveva solo una sana passione: andare in moto.

L’UNITRE’ DI PIANO INAUGURA IL NUOVO A.A. 2017-2018 video e foto

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Grazie all’impegno e all’interessamento del vicesindaco D’Aniello e dell’amministrazione comunale di Piano, l’Università delle Tre Età di Piano di Sorrento, ha aperto il nuovo anno accademico con una escursione lungo le coste della penisola Sorrentina, ospiti del comandante Di Leva sulla gloriosa Motonave San Valentino. Il racconto storico artistico è iniziato dalla Torre di Punta la Guardia, fino a culminare con l’omaggio alla divinità Atena-Minerva di Punta Campanella,versando in suo onore del vino in mare sotto il promontorio. Dalle cave della marina di Seiano, alla storia degli alberghi storici della costa, alle ville imperiali lungo la costa, una serie di voli pindarici per condividere saperi e conoscenze. Il momento magico, clou, apoteosi del viaggio SULLE TRACCE DI ULISSE VERSO IL TRAMONTO, è stato quando un branco di delfini ha affiancato la nave lasciando tutti i passeggeri allibiti e meravigliati.Momento di convivialità con pane ed olio e i dolci delle socie tra i Faraglioni.

Le iscrizioni si apriranno il 2 ottobre, i corsi, alcuni sono già iniziato, come la patente nautica con i Comandanti Mogiovi e Benincasa, altri a seconda delle richieste sono in calendario.

Accanto al lavoro nella sede di via delle Rose, seguono parallelamente le escursioni de I TUOI PASSI SULLE ORME DELLA STORIA, uno modo per conoscere e sapere, un modo di fare storia trasformando i cittadini di Piano e della penisola in turisti della propria città.

Reportage fotografico di Luigi Russo e questo sito :https://www.facebook.com/lurus/media_set?set=a.10211100892703830.1073742564.1401728833&type=3

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La biblioteca di Piano di Sorrento: una garanzia

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La biblioteca di Piano di Sorrento con orario prolungato dalle 8 del mattino alle 20.30 di sera, con tre sale studio, distributori per pause veloci, servizi igienici e wifi gratuito, un’ ottima climatizzazione sia di inverno sia di estate. Quindi la biblioteca di Piano di sorrento resta un gioiello per la penisola sorrentina, collocata in via delle rose, a differenza di quella stabiese che ha un orario mattutino che va dalle 9.15 alle 13.00, ed uno pomeridiano che va dalle 15.15 alle 17.15 nulla a che vedere con la biblioteca sorrentina, inoltre la pulizia della struttura é inesistente. Gli studenti sono costretti a firmare quando arrivano e quando lasciano la struttura. I ragazzi stabiesi sono costretti a sobbaccarsi lunghi viaggi fino a Piano di Sorrento.
Luigi Cirillo consigliere regionale del movimento 5 stelle e membro della commissione istruzione ha effettuato un sopralluogo in questi giorni presso la biblioteca comunale di Castellammare di Stabia per verificare lo stato dei servizi offerti agli studenti stabiesi. Notando la situazione veritiera e le continue lamentare dei ragazzi si è deciso che il caso venga discusso in consiglio comunale, con l’obiettivo di prolungare l’orario di chiusura alle 20.00 e far istallare wifi e migliorare i servizi.

EveryDay Bilingual School: a Nola la London dei bambini

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Nola (Na), Autilia Napolitano – Venerdì alle 18 la consegna degli attestati Cambridge con l’inizio del nuovo anno accademico. Una mini London nel cuore di Nola dove si impara l’inglese, anche giocando, sin dalla tenera età. La nuova realtà, bella e dinamica ma soprattutto formativa ed innovativa, si trova in via Mario De Sena e ad oggi vanta già centinaia di iscritti. Novità assoluta sono i bambini, i principali destinatari del progetto nato circa un anno fa da un’idea dell’imprenditrice Piera Nappi, nolana di nascita con esperienza decennale nel campo a New York. Tanti i corsi programmati in base alla fascia d’età, a cominciare dai 3 anni, funzionali all’apprendimento dell’inglese mediante giochi, esercizi particolari e conversazioni con docenti madrelingua. Venerdì 22 settembre, alle 18, nei locali della sede saranno consegnati i primi diplomi Cambridge ad oltre 50 bambini e, per l’occasione, sarà presentato anche il nuovo anno accademico. Non una semplice cerimonia ma una vera e propria festa in stile americano con tanto di cappello a tema che, come spiega la titolare Piera Nappi, “intende stimolare le famiglie ad avvicinare i propri figli alle lingue straniere sin da piccoli perché è in quella fase che si è maggiormente predisposti all’apprendimento. Quella di Nola – continua Piera Nappi – non è una semplice scuola ma una vera e propria fucina di formazione rivolta a tutti con personale qualificato che stimola prima di tutto la fantasia e la curiosità nei piccoli abituandoli all’uso della lingua straniera, per poi educarli alla parola e al dialogo attraverso continue e dinamiche conversazioni. Nostro obiettivo – continua Piera Nappi – è creare una scuola a tutti gli effetti, con tutte le materie, dove l’inglese è equiparato all’italiano così da formare giovani con una marcia in più”. (Autilia Napolitano).

Napoli. Teatro Tram. “ADDOSSO. LE PAROLE DELL’OMOFOBIA” di Antonio Mocciola.

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ADDOSSO. LE PAROLE DELL'OMOFOBIA.

Articolo di Maurizio Vitiello – Al TEATRO TRAM prima nazionale del progetto editoriale fotografico “ADDOSSO. LE PAROLE DELL’OMOFOBIA” di Antonio Mocciola (iemme edizioni).

 

“Addosso”, quando l’odio lascia tracce. 

 

Venerdì 22 settembre 2017, ore 20.00, al TEATRO TRAM in VIA PORTALBA, 30 si terrà la prima nazionale del progetto editoriale fotografico “ADDOSSO. LE PAROLE DELL’OMOFOBIA” di Antonio Mocciola (iemme edizioni).

Foto di Carmine Miceli.

All’evento interverranno l’Autore, Antonio Mocciola, l’editore Luigi Solito, il fotografo Carmine Miceli e lo psicologo Rosario Esposito.

Modera il giornalista Gianmarco Cesario.

Performance live a cura di Marco Prato, con la partecipazione di Noemi Cognigni, Andrea Giuliano e Armando Capasso.

Interventi musicali di Marcello Vitale.

 

 

“Addosso!” gridavano i fascisti al nemico del giorno; che fosse un dissidente politico, un omosessuale o un povero eritreo era uguale.

“Addosso” è un progetto fotografico di sconvolgente attualità: sui corpi nudi di uomini e donne il giornalista Antonio Mocciola ha scritto centoventi frasi omofobe, tratte dall’ampio repertorio di personaggi politici, ecclesiastici, istituzionali.

Da Alessandra Mussolini (“Meglio fascista che frocio”) a Joseph Ratzinger (“I matrimoni gay sono un pericolo per la pace”), arrivando a Gianfranco Fini (“I gay non possono fare i maestri di scuola”), queste frasi, gravissime perché amplificate dai media, hanno contribuito all’isolamento sociale di tante persone e dato fiato al bullismo verso tanti giovanissimi che, nei peggiori dei casi, non hanno saputo reggere al dolore inferto da una società invelenita.

Utilizzando la tecnica della scrittura su corpo, Mocciola scrive queste frasi addosso ai suoi modelli gridando il proprio sdegno e denunciando la condizione di deplorevole degrado in cui versa l’Italia odierna, amplificando con il candore dei corpi imbrattati la violenza del messaggio omofobo.

 

 

Altre date previste:

29 SETTEMBRE ore 19 TEATRO LA COMPAGNIA – FIRENZE

5 OTTOBRE – SAN GIORGIO DEL SANNIO (BN)

13 OTTOBRE ore 19 LIBRERIA NORA – TORINO

14 OTTOBRE ore 19 ASS. VOGHERA E’ – VOGHERA (PV)

15 OTTOBRE ore 11 FELTRINELLI – PAVIA

17 OTTOBRE ore 21 LIBRERIA ANTIGONE – MILANO

19 OTTOBRE ore 18 – MONDOLIBRO – BERLINO

29 OTTOBRE ore 19 ARCIGAYBASILICATA – POTENZA

29 NOVEMBRE ore 19 LIBRERIA PIOLA – BRUXELLES

 

Antonio Mocciola, (Napoli, 1973), è autore di teatro e di narrativa.

Tra i suoi successi, “Le belle addormentate”, viaggio tra i borghi-fantasma d’Italia (primo posto su Amazon – viaggi) e il romanzo “Il tempo degli amaranti” (primo posto su Kobo – glbt).

Tra le opere teatrali “Mediterranea Passione” per Piera Degli Esposti, “Bella da morire” per Rosaria De Cicco”, “La cella zero” sullo scandalo delle carceri italiane, “Leopardi amava Ranieri” e “Gli amici se ne vanno” sulla vita di Umberto Bindi.

Scrive i booklet di diversi cd di Giuni Russo e del Dvd di Franco Battiato “La sua figura”.

Autore da seguire.

 

Maurizio Vitiello

 

 

segnalazione evento Area Ex-Salid “Festa dei 20 anni”

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Il giorno 23 settembre 2017, nella suggestiva cornice dell’Area Ex-Salid avrà luogo “La festa dei 20 anni” promossa dall’Associazione “Ballando per le strade – Salerno” per celebrare 20 anni di danza popolare a Salerno. Sarà ripercorsa la storia dell’associazione che, grazie all’impegno, dedizione e passione delle tante persone che si sono avvicendate dal 1997 ad oggi, ha contribuito alla divulgazione delle danze tradizionali del nostro Sud e di tanti altri paesi del mondo nella città di Salerno.

La festa vuole essere un’occasione per ricordare e condividere gli anni trascorsi, le belle e coinvolgenti esperienze vissute e proiettarsi nel futuro con nuove energie e nuove risorse.

Il programma della giornata prevede:

  • Ore 10.30 Inaugurazione CORNICE FOTOGRAFICA

“1997 … 2017: 20 anni di danza popolare a SALERNO”

  • Ore 11.00 TAVOLA ROTONDA

“La danza popolare: identità, corpo, narrazione”

Interverranno:

  • Dario Loffredo (Assessore al Commercio del Comune di Salerno)
  • Angelo Vassallo (Docente di Fenomenologia del Corpo Accademia di Belle Arti – Napoli)
  • Anna Perrotta (Associazione L’intrecciata Napoli, Compagnia di Teatrodanza Danzastorie)
  • Ore 13:00 Pranzo conviviale nel parco
  • Ore 16:00 Danze sotto le fronde del grande albero (Danze greche, Rota calabrese, Danze francesi, Tarantella montemaranese)
  • Dalle 21.00 Serata danzante con musica dal vivo

 

Circumvesuviana ancora uno sciopero, martedì 26 da Sorrento a Napoli pendolari avvisati. Ecco gli orari

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Circumvesuviana ancora uno sciopero, martedì 26 da Sorrento a Napoli pendolari avvisati. Ecco gli orari

L’Eav, Ente Autonomo Volturno, una delle società che gestisce il trasporto pubblico in Campania , ha  annunciato che martedì 26 settembre, le sigle sindacali Uil, Ugl e Cisal hanno proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolgerà i mezzi dell’azienda, tra cui la Circumvesuviana.

Nello specifico, la Circumvesuviana incrocerà le braccia dalle ore 8.00 alle 13.17 e dalle 17.32 fino a fine servizio.

Quindi, l’ultima partenza garantita prima dello sciopero è quella delle 7.55 da Sorrento, in direzione Napoli; nel pomeriggio, invece, il servizio riprenderà con la corsa delle 13.25, sempre dalla stazione di Sorrento, per poi essere sospeso definitivamente con il treno delle 17.25.

Disagi su disagi , oltre ai ritardi dei treni, anche gli scioperi, e gli studenti devono fare i conti anche con la SITA che li lascia a piedi, ora sfuma anche la speranza di raggiungere l’autobus al capolinea della Penisola Sorrentina coi treni.

Castellabate, CastelSandra, c’è un reporter nel bosco

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Sembra vedere le immagini dell’affondamento del Titanic. Una tristezza infinita. L’ex hotel Castelsandra, collina di San Marco. Castellabate news ha girato un video. La prossima settimana potrebbe arrivare a Castellabate un deputato del Movimento 5 Stelle, c’è una qualche possibilità che visiti l’ex albergo abbandonato.Un commento, “spero che il comune ci faccia rinascere qualcosa che possa dare anche lavoro come accadeva tanti anni fa”.La brutta fine di uno degli alberghi più belli d’Italia, nel Cilento, dal 1990, sporcizia, abbandono e scorazzano cinghiali. Il Castelsandra, nel 1990 fu posto sotto sequestro dalla Magistratura, per legami con la camorra. E’ la triste storia del grande albergo extra lusso. In un video di quasi 17 minuti, Castellabate news, mette in mostra mostra una situazione di grande degrado. Giovanni Farzati

Anacapri (NA). Riflessione di Maria Carla Tartarone sull’artista Marta Cecilia Quintana.

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Marta Cecilia Quintana

Segnalazione di Maurizio Vitiello – Una riflessione di Maria Carla Tartarone “Ad Anacapri nei Giardini del Centro Multimediale Mario Cacace in mostra le opere pittoriche di Marta Cecilia Quintana

 

 

Marta Cecilia Quintana nel centro Cerio di Anacapri con le sue opere.

 

Hanno attratto molti turisti le opere di Marta Cecilia Quintana in mostra fino alla fine di agosto 2017, nei giardini del “Centro Multimediale Mario Cacace”, luogo di mostre, incontri culturali, concerti e cinema, grande attrazione per i turisti.

E’ la seconda mostra della Quintana ad Anacapri, dopo il 2014, con le sue opere di grande dimensione per quest’artista che, nata a Buenos Aires nel 1968, laureata all’Accademia argentina di Tecuman in pittura.

Già nel 1996 Quintana comincia a partecipare a concorsi di pittura a Tecuman e a Buenos Aires, ma anche a contribuire operosamente nel Carcere Femminile di Tucuman alla “Integrazione Sociale attraverso l’Arte” per le donne relegate.

Si occupa anche dei bambini ritardati.

Nel 2002 costretta la famiglia a spostarsi per la catastrofe economica in Argentina, perso ogni avere il padre ingegnere agrario, la mamma una Visconti di origine nocerina, giunge in Italia e si stabilisce a Nocera Inferiore.

E’ qui che l’artista, dal novembre 2005, incomincia a mettere in mostra i suoi lavori in una collettiva della “Auryn Art Gallery” di Nocera Inferiore.

A Nocera la Quintana, per le sue doti sia artistiche che umanitarie (nella sua bottega accoglie gli amanti dell’arte sia giovani che anziani, stimolandoli all’amore della conoscenza e della creazione) e per le sue sensibilità psicologiche, si è fatta ammirare e amare.

Ugualmente, le sue capacità artistiche, alimentate dalla conoscenza dell’Arte Classica come dalla partecipazione all’Arte Contemporanea la inducono ad amare i nuovi maestri.

Infatti, cita sempre con riconoscenza i suoi maestri Ernesto Dumit, Walter Espeche, Annibal Fernandez, Maria Eugenia Aybar, Maria Florencia Ortiz Mayor, che l’hanno stimolata ad attente riflessioni e ricerche.

In mostra tra i suoi quadri, insieme a immagini pittoriche ispirate alla contemporaneità più attuale, insieme a grandi disegni dalle rotondità informi, acrilici su tela, abbiamo visto immagini di corpi maschili come “Solitudine” ispirati ai corpi maschili sofferenti di Egon Schiele e insieme lievi figure femminili dei modernissimi fumetti, sempre in acrilico, la tecnica da lei preferita, insieme al disegno.

Un altro argomento in mostra, amato pure da un’altra pittrice, Nuccia Quarto, che ne ha fatto il suo unico soggetto, sono i fiori, dalle dimensioni gigantesche, trattati con splendente dovizia di colori.

Il suo successo è ricordato dai suoi critici e biografi come Vincenzo Acquaviva, Gennaro Corduas, Aldo Maria Pero che hanno colto nelle sue figure umane l’espressività dell’anima; ha scritto di lei anche Rosario Pinto nell’annuario “Acca 2010” “Fra tradizione e innovazione”, nel vol. II.

Terminato il periodo della mostra, con l’inizio della vivace Settembrata anacaprese Quintana è tornata serena con il giovane figlio e il marito alle sue attività pittoriche e umanitarie nella sua Nocera Inferiore. 

 

Maria Carla Tartarone

Cammino di Sant’Olav. Dieci giovani sacerdoti della Diocesi tra stelle e preghiera in Norvegia

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Norvegia. Primo giorno per un cammino tutto da scoprire. L’itinerario di Sant’Olav – patrono di Norvegia – è un cammino di pellegrinaggio che si snoda nel Nord Europa, attraverso Norvegia, Svezia e Danimarca per giungere a Trondheim, riconosciuto come Itinerario Culturale Europeo del Consiglio d’Europa nel maggio 2010.

Olav, al secolo Olav Haralsson, era il re degli Scandinavi. Nacque nel 995 e fu martirizzato a Stiklestad, vicino a Trondheim, il 29 luglio 1030. Dedicò la vita all’obiettivo di unire la Norvegia in un grande Regno cristiano: a questo fine, coltivò rapporti significativi con i Conti di Normandia, con i reali d’Inghilterra e con la Russia. Inseguendo questo suo ideale, condusse alla battaglia di Stiklestad, dove venne ucciso. Nel 1031, il vescovo Grimkjell lo proclamò Santo e – da allora – iniziarono i pellegrinaggi alla sua tomba: numerose chiese e cappelle sono a lui dedicate, in tutta Europa.

Una strada, dieci amici (…e preti), un guitalele (per chi era presente al Cammino di Santiago della diocesi questa estate, lo conosce) e tanta voglia di cantare al mondo la bellezza dell’Amore di Dio. Percorrendo un bosco e costeggiando un lago, seguendo i segni di questo pellegrinaggio, si sono ritrovati al loro primo albergo dei pellegrini.

È volato il tempo tra canti e sorrisi scoprendo cosi che anche le salite hanno una loro leggerezza che fa tanto bene al cuore.

Così accolti da un sorriso caloroso, dopo aver recitato il vespro nella memoria dei martiri coreani, ci sono ritrovati a tavola a perdersi nei racconti di un passato che scoprono non essere mai così lontano perché sempre vivo nei cuori di quel tempo che furono i giorni del seminario. Il buio li ha sorpresi e dopo la preghiera della compieta e uno sguardo ad un cielo ricco di stelle stese sul loro piccolo albergo, con un ultimo sorriso si sono augurati una santa notte.

Sono dieci gli eroici giovani sacerdoti della nostra arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia che hanno affrontato fatica e freddo. Don Antonino Lazzazzara, Parroco di Bonea (Vico Equense) e Incaricato Servizio per la Pastorale Giovanile della diocesi; don Emmanuel Miccio, Parroco di Alberi (Vico-Meta) e vice parroco di San Michele a Piano di Sorrento; don Salvatore Savarese, Parroco delle parrocchie di San Ciro e Sant’Agnello Abate a Gragnano; don Nello D’Alessio, vice parroco delle parrocchie Santo Stefano Protomartire e Maria Santissima della Libera a Capri; don Alfonso De Gregorio, studente e vice parroco a Roma; don Raffaele Scarpato, Parroco di Arola (Vico Equense); don Mario Schisano, vice parroco di Santa Maria la Carità; don Gaetano Staiano, vice parroco di San Giovanni Battista, Rosario, a Gragnano; don Paolo Anastasio, vice parroco di San Marco Evangelista a Castellammare di Stabia; don Antonio Parlato, vice parroco di Sant’Agnello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto e info su: www.diocesisorrentocmare.it

Faito, sopralluogo per verificare rischio idrogeologico: presenti Buonocore, Tito e Gennaro Cinque

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Questa mattina si è tenuto, su iniziativa dell’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, in prosecuzione con i lavori della scorsa settimana, un sopralluogo sul Monte Faito per cercare di individuare gli interventi più impellenti da eseguire dopo gli incendi e le piogge che hanno bersagliato il territorio in questo periodo. Al sopralluogo erano presenti il presidente dell’Ente Parco Tristano dello Joio, i tecnici della SMA Campania, il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, l’Assessore ai lavori pubblici, Gennaro Cinque e il comandante dei Vigili Urbani, Ferdinando De Martino.

I primi interventi che verranno avviati entro il mese di ottobre dalla SMA Campania riguarderanno il versante di Castellammare di Stabia che parte dalla sede del Parco Regionale nella zona di Quisisana fino al Piazzale dei Capi sul Monte Faito, e si parla della rimozione di tutti i materiali detritici presenti sul percorso e nei canali di scolo delle acque, incluse le vasche borboniche. Più complesso l’intervento previsto per il lato di Vico Equense per il quale è previsto anche il supporto alle operazioni del Genio Civile sul versante del Monte faito, a partire da Moiano, lungo la strada ex SS 269: qui gli interventi riguarderanno la pulizia dei rivoli degli alvei, dei corsi d’acqua e delle cunette, dove si sono riversati grossi cumuli di detriti e materiali anche a seguito dell’ultima bomba d’acqua dei primi di settembre; oltre che interventi di disgaggio.

Per quanto riguarda il versante di Vico Equense, i cui interventi rivestono carattere di priorità in quanto al momento unica via d’accesso al Faito, è stato predisposto per la giornata di lunedì, presso la sede dell’Ente Parco dei Monti Lattari, un tavolo tecnico a cui prenderanno parte i rappresentanti dell’Ente Parco Regionale, del Comune di Vico Equense, del Genio Civile, della Città Metropolitana e della Sma Campania. Questi interventi, il cui avvio è previsto entro i primi giorni di ottobre, avranno una durata di un paio di settimane circa. Tra gli interventi calendarizzati è stata programmata anche la pulizia preliminare di tutte le piante oramai prive di vita e dei rami secchi presenti lungo tutto il costone del Faito che, a seguito di piogge e venti forti,potrebbero cadere rovinosamente costituendo pericolo per la pubblica incolumità. In seguito si procederà dunque anche ad una pulizia straordinaria del Parco della Reggia Borbonica di Quisisana, che sarà trasformato in un Parco Urbano a disposizione dei cittadini.

Capri, scoperta truffa: diffusi orologi rubati Capri Watch. Denunciati in tre

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Operazione dei Carabinieri di Capri andata a buon fine dopo alcuni mesi di indagini. E’ stata scoperta, infatti, una truffa da parte di tre uomini della provincia di Napoli ai danni di un negozio Capri Watch, la nota marca di orologi. I tre avrebbero rubato duecento orologi e li aveva messi in vendita nuovamente. E’ stato lo stesso titolare, Silvio Staiano, ad avvertire i carabinieri dopo aver scoperto che ad alcuni rivenditori del suo famoso marchio erano stati consegnati meno orologi rispetto a quanti richiesti. Gli oggetti sparivano durante le spedizioni e poi venivano messi sul mercato a prezzi ridotti. Due uomini sono stati denunciati per ricettazione, uno per furto. Tra questi anche il titolare di una gioielleria. Il valore della merce rubata è di oltre 40 mila euro.

Positano Work in Progress – Turismo sostenibile. Convention il 21 settembre a Fornillo

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Positano, Costiera amalfitana .  L’associazione di Promozione Sociale per il Territorio MACCHIA MEDITERRANEA In collaborazione con l’Associazione FESTA DEL PESCE Organizza in ANTEPRIMA alla celebre manifestazione LA FESTA DEL PESCE un evento WORK in PROGRESS Atto a valorizzare l’impegno delle associazioni di volontariato sul territorio: Il Comitato della FESTA DEL PESCE da anni si occupa della raccolta fondi per la C.R.I di Positano, nelle ultime tre edizioni ha visto crescere il proprio impegno nella valorizzazione dell’ambiente e del territorio. Questo grazie alla collaborazione con l’ASSOCIAZIONE MACCHIA MEDITERRANEA, che promuove e sensibilizza eventi pubblici a impatto ambientale zero e rispetto per il territorio, e a PROJECT M.A.R.E , progetto del PARCO MARINO PUNTA CAMPANELLA che invita ogni anno dei giovani volontari da tutta Europa (e non solo) i quali prestano la propria opera alla salvaguardia e tutela del Parco, inclusa l’area di Positano. Quest’anno l’Associazione M.M si è fatta promotrice di due petizioni popolari di cui la raccolta firme sono state depositate al Comune di POSITANO riguardanti : RICHIESTA DI PRESIDIO C.R.I semipermanente sulla Spiaggia Grande di Positano e RICHIESTA APERTURA STRADA REMMESE come da sentenza Il giorno, giovedì 21 settembre alle ore 17:30, si svolgerà presso la spiaggia di Fornillo di Positano, all’Hotel Pupetto, un’iniziativa dedicata all’ambiente e alla valorizzazione del territorio. L’iniziativa tratterà quattro conferenze sui seguenti argomenti: 1 ) C.R.I POSITANO, PRESIDIO FISSO E PROBLEMATICHE NELLA GESTIONE DELLE EMERGENZE SANITARIE. 2) APERTURA DEL SENTIERO DI REMMESE : VALORIZZAZIONE E TUTELA DEI SENTIERI. 3) PARCO MARINO PUNTA CAMPANELLA : REGOLAMENTAZIONE TRANSITO IMBARCAZIONI. 4) DIFFERENZIATA E TUTELA DEL TERRITORIO. Invitiamo tutti a seguire l’evento e le proposte formulate dai vari esperti chiamati a prendere parte alla conferenza per gli specifici argomenti trattati. Interverranno: Il Sindaco di Positano Michele De Lucia Assessore Giuseppe Guida Direttore del Parco Marino Punta Campanella Dott. Antonino Miccio Daniela Volpe della C.R.I. Antonella De Angelis del FAI Baia di ieranto Nino Buonocore tecnico,webmaster, cartografo. Luigi Sommariva di Lega Ambiente Domenico Sgambati di Project Mare, Biologo. Dott. Riccardo Mainolfi Lucia Ferrara guida escursionistica ambientale. Luigi Esposito guida escursionistica ambientale, Capri, penisola Sorrentina e costiera Amalfitana – corpo nazionale soccorso alpino speleologico. Si attendono conferme da parte di altri eventuali ospiti. Presenterà l’evento, guidando i vari interventi, Gian Maria Talamo.

Aggiorniamo con foto l’incontro che ha visto molti interventi , fra questi alcuni sugli incendi , sulla devastazione fatta, sulle inefficienze degli interventi, poi sulla balneazione delle acque , per cui , in seguito alle piogge si sarebbe sversata anche fogna a mare, secondo i dati Arpac Campania, se analizzati, e sul sentiero degli dei ed il rischio che comporta il suo transito indiscriminato, infine sull’eccessivo affollamento del paese invaso via terra e via mare . Fra gli assenti il sindaco e l’assessore del Comune di Positano. 

Salvador Sobral, vincitore dell’Eurovision, ricoverato in gravi condizioni. La speranza è un trapianto di cuore

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La sua storia e la sua canzone avevano conquistato l’Eurovision Song Contest. Salvador Sobral, portoghese vincitore dell’Eurofestival, ora è ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale Santa Cruz di Carnaxide, alle porte di Lisbona. Sobral è affetto da una cardiopatia congenita che gli impedisce di condurre una vita regolare se non grazie a un defibrillatore che gli è stato impiantato sotto pelle. Le condizioni e il ricovero pianificato dovrebbero condurre a un trapianto dell’organo per il quale l’artista, anche se non ne ha mai voluto parlare, sarebbe in lista da tempo. Questa primavera all’Eurovision l’organizzazione gli aveva consentito di non partecipare alle prime prove proprio per le sue condizioni di salute. Lo aveva sostituito la sorella Luisa, cantautrice jazz e anche autrice di «Amar pelos dois», il brano che aveva convinto sia le giurie di esperti che il televoto. «La vita mi è cambiata in positivo e un po’ anche in negativo. Adesso ho tante richieste, faccio moltissimi concerti, mi cercano anche fuori dal Portogallo», aveva detto settimane dopo la vittoria. Un’agenda fitta che probabilmente lo ha stancato troppo. Quest’estate i medici gli avevano suggerito di cancellare alcuni concerti per poter recuperare. Venerdì scorso a Cascais l’ultimo show programmato prima di ritirarsi per una lunga pausa e «dare il mio corpo alla scienza» aveva ironicamente commentato sui social. I fan lo avevano accolto con dei palloncini a forma di cuore. «Spero che uno di questi mi serva» aveva commentato. Il concerto si era concluso con Salvador che lasciava il palco in lacrime senza riuscire a eseguire un’ultima canzone. Secondo i media portoghesi le sue condizioni sono stabili. «È controllato e vigilato — ha detto un familiare a Tv7 Dias — ora corre meno rischi, le macchine cui è collegato svolgono le funzioni che normalmente dovrebbero compiere i suoi organi». (Corriere della Sera)  

Vittorio Emanuele di Savoia condannato a due anni di carcere per calunnia nei confronti di Birgit Hamer. Pena sospesa

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Prendete 39 anni di calvario umano e processuale e condensateli in poco più di tre ore. Un tunnel, lungo una vita, dove lo spiraglio di luce è quello di una porta che si apre: nell’aula 5, palazzo A del tribunale penale di Roma. Per Birgit Hamer, ieri, è stato così: Vittorio Emanuele di Savoia è stato condannato, in primo grado, a due anni di carcere (pena sospesa) per calunnia nei suoi confronti, perché ha provato a screditare il contenuto del libro «Delitto senza castigo» (edito da Alberti, tra un mese uscirà l’aggiornamento «Scacco al re»), in cui Birgit Hamer riporta le intercettazioni ambientali dove il Savoia, nel carcere di Potenza, racconta la dinamica dello sparo che, in una colluttazione cui prese parte con un fucile, raggiunse fatalmente Dirk, fratello di Birgit. Nell’intercettazione il Savoia si vantava di aver fregato la giustizia francese. «Dedico questa vittoria a Dirk e a chi ha bisogno di speranza per far trionfare la verità» ha detto Birgit Hamer, assistita dall’avvocato Giorgio Altieri, dello studio Tonucci & Partners, e da Paola Marzotto, sua amica del cuore. (Luca Mastrantonio – Corriere della Sera)  

Vico Equense. Il comune è alla ricerca di sponsor per le prossime festività natalizie

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Vico Equense. Il Comune ogni anno realizza eventi e manifestazioni in occasione delle festività natalizie, direttamente e con la collaborazione delle associazioni territoriali, con lo scopo di valorizzare il centro cittadino e le borgate contribuendo a dare massimo risalto alle imprese presenti e offrendo alle famiglie momenti di incontro, d’intrattenimento in uno spirito di gioia e serenità in linea con lo spirito del Natale.

L’amministrazione comunale ritiene opportuno procedere all’attivazione di una procedura ad evidenza pubblica per la selezione di partner/sponsor che intendano concludere contratti di sponsorizzazione con il Comune, per sostenere le manifestazioni natalizie 2017/2018 che saranno programmate.

Può farlo, in applicazione dell’articolo 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, “i Comuni, le province e gli altri enti locali indicati nel presente testo unico, possono stipulare contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione, nonché convenzioni con soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi”.

Per l’amministrazione comunale le manifestazioni, il cui programma è in fase di elaborazione, saranno caratterizzate per:
1. la valorizzazione e il recupero delle tradizioni locali e popolari;
2. capacità di esaltare ed animare luoghi della città, nel centro e/o nelle periferie;
3. contenuti e attività di tipo culturale e sociale, ludico-ricreativo, enogastronomico, ecc.(quali concerti, allestimenti di luci artistiche, presepi viventi ed artistici, abbellimenti urbani a tema, expo di prodotti tipici e artigianali, attività a tema per l’infanzia, ecc).

Le eventuali sponsorizzazioni economiche derivanti dalla presente procedura andranno ad aggiungersi alle apposite dotazioni di risorse appostate sul Bilancio 2017.

Possono partecipare alla procedura pubblica, tutti i soggetti privati e pubblici, enti e associazioni, interessati all’acquisizione di spazi destinati alla comunicazione della propria immagine e del proprio marchio, all’interno del programma o di un suo singolo evento/intervento.

Gli interessati che dovranno produrre manifestazione di interesse secondo le modalità stabilite nell’Avviso, dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti: l’inesistenza delle condizioni di incapacità a contrattare con la Pubblica Amministrazione di cui all’art. 80 del D. lgs. 50/2016; l’impegno ad assumere tutte le condizioni contenute nell’Avviso Pubblico; di essere in regola con tutti gli obblighi contributivi e fiscali previsti dalla normativa vigente; inesistenza di impedimenti derivanti dalla normativa antimafia o dall’assoggettamento a misure di prevenzione.

Le proposte pervenute non sono comunque vincolanti per l’Ente e saranno valutate dal
Responsabile dei Servizi Turismo e Cultura e suoi funzionari deputati riservandosi di non accettare proposte che per la natura della sponsorizzazione o per l’attività dello sponsor siano ritenute incompatibili con le finalità istituzionali dell’Ente o ritenute non coerenti con le finalità e/o la qualità dell’iniziativa. L’avviso completo di allegati verrà pubblicato sul sito del comune, www.vicoequense.gov.it.

La scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse è stabilita al 27 ottobre 2017 per sponsorizzazioni riguardanti l’intero programma. Per sponsorizzazioni riguardanti singoli eventi/interventi, fino a 10 giorni prima dell’inizio degli stessi. L’avviso e la relativa modulistica verranno pubblicizzati adeguatamente attraverso tutti i canali a disposizione dell’Ente.

I soggetti interessati dovranno presentare la propria manifestazione di interesse, unitamente alla documentazione richiesta, a mezzo PEC indirizzata all’Ufficio TURISMO E CULTURA del Comune di Vico Equense al seguente indirizzo: protocollo@pec.vicoequense.gov.it indicando nell’oggetto: “A V V I S O P U B B L I C O PER LA RICERCA DI PARTNER/SPONSOR PER LE MANIFESTAZIONI TURISTICO – CULTURALI
DELLE FESTIVITÀ NATALIZIE 2017/2018 DEL COMUNE DI VICO EQUENSE”.

Piano di Sorrento. Giostre in Piazza Mercato: tutti i giorni, dalle ore 15 alle 17, il biglietto costerà solo un euro

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Piano di Sorrento. Con la festa di San Michele arrivano le tradizionali giostre a Piazza Mercato, gioia per i più piccoli e divertimento anche per gli adulti. Ma anche croce e delizia per i genitori che, pur di accontentare i loro bambini, sono costretti a sborsare un bel po’ di soldini. Quest’anno, però, c’è una bella novità. Dopo la giornata del mercoledì quando i costi di tutte le attrazioni sono pari ad un euro ciascuno, ora tutti i giorni, dalle ore 15 alle ore 17, il costo del biglietto di ogni attrazione è pari ad un euro. Un bella iniziativa per venire incontro alle esigenze delle famiglie.

mArgine_Personale di Giovanni Battimiello

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Shazar Gallery presenta

mArgine

Personale di Giovanni Battimiello

22 settembre– 22 ottobre 2017

Opening: venerdì 22 settembre  2017 ore 18,30

Scuderie Reali di Villa Favorita – Ercolano (NA)

Il 22 settembre alle ore 18,30 presso le Scuderie Reali di Villa Favorita ad Ercolano (NA), la Shazar Gallery presenta la mostra personale di Giovanni Battimiello dal titolo mArgine. L’artista napoletano mette in scena attraverso una serie di tele le sequenze del viaggio della speranza che porta gli immigrati verso le sponde e le citta’ europee.

La narrazione pittorica di Battimiello ripropone il tragitto compiuto e le emozioni provate dai fuggiaschi; i loro dolori e le loro speranze prendono forma nelle pennellate grumose e nelle mille stesure liquide che animano i quadri in mostra. Le grandi tele diventano scenari di mari in tempesta, di tramonti rossi, di rabbia, di attesa e di stanchezza, tra un cielo e un mare che si uniscono in una unica sottile e bellissima linea di mArgine, dove l’occhio cerca la salvezza e il riposo.

E’ proprio quel mArgine ad essere il fil rouge delle opere di questo ciclo, una cesura centrale che e’ l’orizzonte visto dalle imbarcazioni clandestine, e’ l’attraversamento di terre impervie e di mari di emozioni. All’improvviso, in alcune tele, il mArgine diventa verticale, il cielo e’ il nuovo orizzonte che si intravede tra i palazzi delle citta’ raggiunte e sognate, un’apertura che appare pero’ affollata dai rumori e dalla gente.

Gli scenari che Battimiello costruisce sono le tappe di un cammino immaginario che e’ anche viaggio mentale, un percorso interiore fatto da ricerca e indagine, da un rimestio faticoso che si posa sulla tela attraverso un colore dalle mille sfumature.

Catalogo in mostra.

INFO

Le Scuderie di Villa Favorita – Corso Resina 332 Ercolano (NA) – tel 081 777 8052

Orario: martedì-domenica 10,00 – 13,00 / 16,00 – 20,00

Shazar Gallery  +39 339 1532484 shazar@virgilio.it   www.shazargallery.com

FB: shazar Gallery – Instagram: Shazar Gallery

Ufficio stampa: Graziella Melania Geraci +39 3475999666 grazie.geraci@gmail.com

Bergamo. Violenta l’operatrice del centro. Arrestato un richiedente asilo. Boldrini: ora leggi con più tutele

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Sara (nome di fantasia) era sdraiata sul pavimento, piangeva e non riusciva a parlare. Era semi incosciente, quasi soffocata dalle mani che le avevano stretto il collo, e sotto choc per la violenza sessuale subìta. Sara ha 26 anni e dal 7 agosto lavora come educatrice nella cascina ristrutturata di Fontanella, nella Bassa Bergamasca, che ospita 31 richiedenti asilo. Uno di loro, Silvestro S., 20 anni, della Sierra Leone, sbarcato in Italia nell’agosto 2016, l’ha aggredita. Violenza sessuale, gli viene contestato, perché gli esami biologici potranno solo indicare la gravità di quello che è successo ma il reato non cambia. Lei è finita in ospedale con 30 giorni di prognosi, lui è in carcere in stato di fermo. A tanta brutalità fa da contraltare l’intervento di altri due migranti. Sono stati loro a salvare l’educatrice, abbattendo la porta del bagno, a rincorrere il ventenne e, uno dei due, a soccorrerla e rivestirla. L’incubo per la giovane inizia alle 10, poco dopo il suo arrivo nel centro gestito dalla cooperativa sociale Rinnovamento. Inizia il turno con un altro educatore, ma poi si dividono e lei raggiunge la parte riservata al personale. Lì gli ospiti non possono andare. Invece mentre è in bagno sente dei passi, si spaventa e si riveste. La porta stile saloon si apre e lei vede il ventenne. Gli parla in inglese ma non capisce che cosa lui le risponde. In un attimo il ragazzo le è addosso. Le mette le mani al collo, la immobilizza, la picchia, la spinge contro una parete. Cerca di baciarla. Lei urla, vuole liberarsi dalla presa e ci riesce. Scappa nel sottoscala, ma lui è più forte e le è di nuovo addosso. Sono altre botte e le mani al collo, ancora. È sul pavimento stavolta e perde i sensi. Quando li riapre vede solo ombre, quelle dei due migranti che hanno sfondato la porta sentendola gridare. Il ventenne fugge, uno degli altri due lo insegue ma lui si lancia dal primo piano e lo semina perdendosi nella campagna. Per poco tempo, però, perché i carabinieri che erano già in zona lo catturano. «Grazie ai due ospiti che non si sono voltati dall’altra parte pensando che non fossero fatti loro, l’allarme è stato lanciato prima che potesse accadere qualcosa di ancora più grave», commentano il procuratore di Bergamo Walter Mapelli e il comandante provinciale dei carabinieri Biagio Storniolo. Per tutto il giorno la cascina è blindata. Non ci si può avvicinare, i carabinieri del Nucleo investigativo devono repertare le tracce. Un migrante passa in bici nel cortile, un altro accudisce pony, asinelli, polli e anatre. «Terra promessa», si legge all’ingresso sul retro. Nel 2010 la struttura ospitava una comunità per tossicodipendenti, ma nel 2015 era stata chiusa per riaprire come centro di accoglienza per migranti. Da 15 sono saliti a 31. Quest’estate il fienile è stato trasformato in salone. «Mi auguro che l’autore riceva la giusta punizione ma al tempo stesso vanno evitate le strumentalizzazioni», commenta il sindaco di Fontanella, Giuseppe Lucca. «Nell’ultimo mese, praticamente ogni giorno, abbiamo avuto notizie di violenze sulle donne — interviene la presidente della Camera Laura Boldrini — Non possiamo restare ancora a guardare. Rivolgo un appello alle forze politiche perché in questa legislatura si approvi un provvedimento che aumenti protezione e tutele per le vittime e migliori l’efficacia delle misure interdittive contro i violenti». (Pietro Tosca e Giuliana Ubbiali – Corriere della Sera)

Eventi

Così rinascono i “Fiori” di Baudelaire

E’ in libreria l’ultima opera di Mario Fresa dedicato alle traduzioni dalle pagine del poeta francese Di Federica Giordano ‘Alfabeto Baudelaire’ (EDB edizioni, 2017) sta alle...