Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino

0

Articolo aggiornato dall’inviato della redazione Positanonewtv Luigi Russo, presente all’evento e che ha riportato video interviste foto e impressioni.

Inaugurazione presso la Biblioteca Comunale di Sorrento, del “Fondo Savino”, un patrimonio di oltre 4000 libri che gli eredi del prof. Savino hanno donato alla collettività.
Questo non stupisce chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
Il prof. Andrea Savino oltre alla profonda Cultura è ricordato soprattutto per averla sempre condivisa con tutti.

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi

Sorrento sabato in biblioteca evento per l’ingresso dei libri del Fondo Andrea Savino . L’evento ci è stato segnalato dal dottor Inciso, ricordiamo come centinaia di sorrentini volevano dedicare la biblioteca proprio a Savino, tuttora è dedicata allo storico di Napoli  Bartolommeo Capasso, ma per Savino è stato costituito un Fondo ed un’ala tutta sua.

La redazione ha ricevuto questo comunicato dagli amici del compianto prof. Andrea Savino che hanno curato la realizzazione del fondo librario presso la Biblioteca Comunale di Sorrento: Alfaro Luigi, Ascione Filippo, Cambi Maurizio, D’ Alessio Pasquale,  Inciso Giovanni e Morelli Quinzio.

“Sabato 20 maggio alle ore 19, presso la Biblioteca Comunale di Sorrento in Piazza Tasso, sarà inaugurato il “Fondo Andrea Savino”.
Si tratta di oltre quattromila volumi di grande interesse scientifico su temi che vanno dalla filosofia alla matematica, dalla storia alla religione, dall’economia agli studi sociali. Una raccolta di testi rappresentativa dell’intenso percorso intellettuale del prof. Andrea Savino, scomparso improvvisamente due anni fa, che gli eredi hanno voluto donare ai suoi concittadini.
Una scelta generosa, operata nel solco della continuità con i valori che hanno caratterizzato la vita del prof. Andrea Savino: la convinta attività di divulgazione della cultura e di condivisione della conoscenza considerate come forme di democrazia. Un’attività portata avanti per anni con passione, che ha contribuito alla formazione culturale, intellettuale ed etica di molte generazioni di giovani della Penisola sorrentina.
Nell’incontro di sabato prossimo, il prof. Maurizio Cambi, che insieme ad altri affezionati amici dello stimato prof. Savino ha curato l’assemblaggio e l’organizzazione del patrimonio librario donato alla città, illustrerà i contenuti del fondo e le modalità di catalogazione tese a favorire, per i frequentatori giovani e meno giovani della Biblioteca Comunale di Sorrento, la curiosità e il desiderio di conoscenza.

All’appuntamento interverranno il Sindaco di Sorrento avv. Giuseppe Cuomo e l’Assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis. Interverrà, inoltre, Adriana Ventolino, moglie di Andrea Savino, che ha voluto donare alla città il prezioso fondo librario.”

HELMUT NEWTON. FOTOGRAFIE Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

0
!HUSTON 4498-9

dall’inviato di Positanonews Luigi Russo

Non sarebbe una cattiva idea, anche in considerazione dell’imminente 8 marzo, visitare la mostra dedicata a Helmut Newton; si perché malgrado i suoi scatti fossero osé e rivoluzionari per l’epoca, non furono mai volgari, anzi il Maestro mise la Donna sempre al centro della sua opera.

Stamane 24 febbraio 2017, nella sala Convegni “Roberto Di Stefano”, del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), si è tenuta l’anteprima per la stampa, della Mostra: “Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes”. Dopo i saluti di Nino Daniele assessore al Comune di Napoli e di Alberto Rossetti AD di Civita Mostre; l’esposizione è stata illustrata dai curatori Matthias Harder e Denis Curti

Il progetto, realizzato da June Newton, vedova di uno dei più famosi fotografi del Novecento e presidente della Helmut Newton Foundation, è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in collaborazione con Civita Mostre, e raccoglie oltre 200 immagini tratte dai primi tre libri del fotografo pubblicati tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Per illustrare al meglio l’evoluzione dello stile di Helmut Newton, la Mostra si compone di tre sezioni ben distinte:

1 – WHITE WOMEN
Helmut Newton pubblicò il suo primo libro monografico nel 1976 e ricevette il prestigioso Kodak Photo Book Award. Per la prima volta il nudo e l’erotismo, attraverso 84 immagini a colori e in bianco e nero, entrarono nel mondo della moda e testimoniarono la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale.

2 – SLEEPLESS NIGHTS
Questo volume di Helmut Newton, pubblicato nel 1978, raccoglie tutti i lavori realizzati per diversi magazine, tra cui Vogue; ed è quello che lo ha reso una vera e propria icona della “fashion photography”.

3 – BIG NUDES
Newton pubblicò questo libro nel 1981, quando raggiunse il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando le gigantografie, cioè i nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi nello studio con la macchina fotografica.

Nella sezione Sleepless Nights è possibile ammirare uno scatto che il Maestro eseguì a Capri nel 1977, per la Rivista Vogue, dal titolo: “Capri at night”.

Berlinese, classe 1920, Helmut Newton (il cui vero nome era: Helmut Neustädter) crebbe in una famiglia ebrea della ricca borghesia, frequentò ottime scuole e poi la passione per la fotografia e il lavoro con la fotografa tedesca Else Simon. Nel 1938 la fuga dalla persecuzione nazista, a bordo della nave “Il Conte Rosso”, che da Trieste lo portò a Singapore.

Poi la II Guerra Mondiale, combattuta con la divisa dell’esercito australiano, il lavoro di freelance (anche per Playboy) e, nel 1961, il trasferimento a Parigi per concentrarsi sulla fotografia di moda.

Inutile dire che Newton fu conteso e lavorò per le più grandi riviste di moda: Vogue,Elle, GQ, Vanity Fair, Marie Claire, ecc.

Lavorò anche per stilisti del calibro di Chanel, Gianni Versace,, Yves Saint Laurent e fotografò tantissimi famosi personaggi, quali ad esempio, Ava Garner, Charlotte Rampling, Catherine Denevue,, Margaret Thatcher, ecc.

Tra i tanti episodi della sua vita, cito la cinquantesima edizione del famosissimo Calendario Pirelli (The Cal) del 2014 che non venne prodotta come sempre, ex novo, ma recuperò, invece, gli scatti in bianco e nero realizzati nel 1986 da Helmut Newton nel Chianti e a Montecarlo. Le foto inedite erano state all’epoca censurate perché “caratterizzate da una nudità aggressiva”, furono gelosamente conservate dalla Fondazione Pirelli, e riproposte anni dopo, appunto nel 2014, le fotografie ritraggono, tra le altre, le modelle Susie Bick e Antonia Feodora Dell’Atte.

Newton se ne è andato nel 2004, in seguito ad un infarto, la sua tomba è nel cimitero ebraico di Friedenau, a Berlino.

Sarà possibile visitare la mostra da Sabato, 25 Febbraio 2017 a Domenica, 18 Giugno 2017, presso il PAN in Via dei Mille 60, Napoli.

Luigi Russ

 

o

 

 

Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

 

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione – misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napolila mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

La Ceramica Francesco De Maio a La Triennale di Milano con Gio Ponti: L’Infinito Blu

0

NOCERA SUPERIORE  – Un volume ed una mostra che la Ceramica Francesco De Maio, licenziataria per la riproduzione fedele delle maioliche Blu Ponti, dedica a Gio Ponti per valorizzare il Made in Italy in continuità con la tradizione ceramica tra passato, presente e futuro.

 “… e penso sempre alle infinite possibilità dell’arte: date a uno un quadrato di venti per venti e

– benché nei secoli tutti si siano sbizzarrirti con infiniti disegni –

c’è sempre posto per un disegno nuovo, per un vostro disegno…non ci sarà mai l’ultimo disegno…”(Gio Ponti) .

 

“Gio Ponti: L’Infinito Blu”. Una mostra ed un libro ideati dalla Ceramica Francesco De Maio di Nocera Superiore (SA), per raccontare a Milano con i disegni originali, alcuni inediti, fotografie, pezzi storici, un architetto e un designer come Gio Ponti.

Il doppio appuntamento con la mostra a La Triennale di Milano e la presentazione di un prestigioso volume firmato Ceramica Francesco De Maio ed edito da Edizioni Paguro con le testimonianze di Aldo Colonetti, Gianni De Maio, Gillo Dorfles, Patrizia Famiglietti, Fulvio Irace, Salvatore Licitra, Lisa Licitra Ponti, Fabrizio Mautone. Per la prima volta in assoluto, in un unico testo, i tre artefici del Blu Ponti.

 

Protagonisti del libro e della mostra, curati da Aldo Colonetti e Patrizia Famiglietti con la collaborazione di Salvatore Licitra, le fotografie mai pubblicate prima d’ora che ritraggono Gio Ponti come una sorta di regista “felliniano” mentre coordina in fabbrica le fasi di produzione, gli schizzi che ha tracciato velocemente per cogliere la sua creatività fuggente, le tavole e gli acquerelli fatti a mano su cui ha carpito le forme dei decori, e le maioliche che hanno reso reali le sue creazioni. In mostra anche le 33 maioliche “Blu Ponti” della Ceramica Francesco De Maio, riproduzioni fedeli non solo delle 27 maioliche ideate per il Parco dei Principi di Sorrento, ma anche degli inediti 5 decori non utilizzati e rimasti fino ad oggi solo disegni. Ed ancora la realizzazione di un decoro non compreso tra le 32 tavole disegnate da Gio Ponti, ma ritrovato nell’archivio degli schermi della Ceramica D’Agostino, ben riconducibile agli altri patterns bianchi e blu e individuabile tra gli schizzi a penna del designer.

 

Gio Ponti: L’Infinito Blu, un infinito blu di combinazioni. Prendi un decoro, lo giri di novanta gradi, e poi ancora di novanta gradi e ancora di novanta gradi e capisci che ad ogni giro si crea un disegno diverso. Linee, quadrati, punte, fiori che volgono in maniera diversa, che mirano in verticale verso il cielo o in orizzontale verso il mare. E quando il decoro viene posto a quattro, è proprio lì che l’azzurro del cielo e il blu del mare non hanno più fine in un intreccio infinito di forme e colori sempre diverso.

 

Maggiori dettagli nella conferenza stampa che si terrà giovedì 9 febbraio alle ore 18.30 al Palazzo de La Triennale di Milano, sala Quadreria.

Interverranno:

 

Aldo Colonetti, Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, studioso di Gio Ponti

Salvatore Licitra, Erede di Gio Ponti

Gianni De Maio, CEO della Antiche Fornaci D’Agostino S.r.l.

Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De Maio S.r.l.

Fulvio Irace, Storico dell’architettura

Fabrizio Mautone, architetto che ha ristrutturato l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento

LUTERO, COME E PERCHE’ ALL’UNITRE

0

Sabato 28 gennaio gennaio ore 16:30 nella sala della biblioteca di Piano proiezione del film LUTHER. Ingresso libero

Nell’ambito della rassegna di film storico filosofici curata dal Prof Paolella, il prossimo appuntamento è con il film Luther il sabato e la domenica la prof Kristien  Thiele pastore della chiesa Luterana di Napoli, ci guiderà nella conversazione.

video del primo incontro dedicato a Gallileo

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Positano musealizzazione Villa Romana alla ditta Pompa. Numero chiuso per le visite. De Lucia “Accordo con Soprintendenza e Chiesa per la gestione”

0

Il Comune di Positano ha reso noto, tramite un avviso ufficiale, la ditta aggiudicataria dell’appalto riguardante i lavori della Villa Romana è la ditta Pompa che già stava lavorando per il restauro .  In particolar modo, i lavori di restauro riguarderanno la musealizzazione delle cripte, restauro totale della Villa Romana risalente al I Secolo a.C. e il restyling del campanile della Chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Positano. Ora resta da vedere come gestire questa scoperta. Non sarà come Pompei, ne come le altre ville romane della Costiera amalfitana, fra Amalfi, Tramonti – Ravello, e Minori, quest’ultima è l’unica fruibile.  Abbiamo chiesto ad archeologi e al direttore dei lavori Diego Guarino “Per la limitatezza degli spazi e la delicatezza del contesto, saranno sicuramente visite contingentate. Dieci o venti lo deciderà chi di competenza”. Già , siamo a poche settimane dalla fruibilità della struttura, tempo permettendo a marzo dovrebbe essere completa anche la piazza, e ancora non si ha certezza sulla gestione della struttura, chi deciderà come e quando usufruirne, la bigliettazione, l’ingresso, che probabilmente dovrebbe avvenire su prenotazione, perchè , come abbiamo detto non di potranno essere quelle centinaia di visitatori al giorno e , almeno all’inizio, quando la curiosità sarà grande, sarà necessario prenotare il tutto? Abbiamo chiesto al sindaco Michele De Lucia “Dovremmo fare un tavolo con la Soprintendenza di Salerno che è la massima autorità, la Chiesa che è proprietaria di parte dello spazio, e trovare un accordo che contemperi gli interessi della valorizzazione culturale e turistica del paese, è la nostra grande occasione per destagionalizzare oltre che dare un grande valore alla cultura che se non si conosce non si valorizza.” In tutto questo si innesta anche l’UNESCO, Positanonews proprio ieri a Napoli ha seguito i giovani e ha un progetto con l’ANSO, associazione nazionale stampa online che potrebbe contemperare anche questo spazio da promuovere a livello nazionale e internazionale. Ma veniamo al bando. Sono pervenute al Comune 28 offerte di ditte che chiedevano l’aggiudicazione dei lavori e la scelta, secondo il criterio della media aritmetica dei ribassi in termini assoluti di tutte le offerte pervenute meno il 20% e l’ha scampata la ditta ing. Antonio Pompa S.r.l. con sede a Napoli, in via Giovanni Porzio n.4, Centro Direzionale Isola A2. L’importo di aggiudicazione provvisorio è di euro 88.334,68.

In seguito alla scoperta straordinaria del settembre del 2015, la Villa Romana di Positano ha attirato l’attenzione dei media e curiosi di tutto il mondo.  E’ stata ritrovata otto metri sotto il livello della strada ed è una costruzione risalente al I secolo d.C., stupendamente affrescata. Una scoperta che lasciò di stucco gli addetti ai lavori e attirò una miriade di curiosi e giornalisti da tutto il mondo: una villa enorme, che rappresentava gran parte dell’area del posto. Una vera e propria villa dei misteri, che sorge sotto la chiesa di Santa Maria Assunta, e che è stata letteralmente sepolta dall’eruzione del 79 d.C. Probabilmente, anzi quasi certamente, doveva trattarsi di un’abitazione di facoltosi proprietari, vista la qualità degli affreschi presenti.

Lunedì mattina si sono già visti all’opera i responsabili dei lavori in Piazza Flavio Gioia, nei pressi della Chiesa Madre, e noi abbiamo incontrato l’assessore Antonio Palumbo. Si sta lavorando assiduamente per un restyling importante: prima di tutto verrà effettuata un’opera di restauro della stessa Piazza, in senso generale, mentre in senso più stretto si sta lavorando per creare l’ingresso per la Villa Romana.

Super offerte al Pollio Speciale Epifania

0

Super Offerte ai supermercati Pollio, netto e Tre esse, speciale Epifania.

Prodotti di prima qualità scontatissimi, inoltre, in vista della festività,speciale sconti su dolci e caramelle.

Le offerte sono valide dal 27 dicembre all’8 gennaio 2017

In allegato la locandina

Info e contatti

Pollio Sorrento Via degli Aranci, 157 tel 081 8074465 Aperti giovedì pomeriggio

Tre Esse Piano di Sorrento Corso Italia, 377 tel 081 8088875 Aperto giovedì pomeriggio aperto domenica mattina orario continuato

Netto Maiori Via Orti, 44 Tel. 089 8541640 aperto giovedì pomeriggio

Netto Sorrento Via Santa Lucia, 15 tel 081 8781454 Aperto giovedì pomeriggio e domenica mattina

Netto Sant’Agnello Corso Italia, 178 tel 081 8774851 aperto giovedì pomeriggio aperto domenica mattina orario continuato

Netto Maiori Via Nuova Provinciale Chiunzi tel 089 854019 Aperto giovedì pomeriggio.

CLICCA QUI AVANTI SULLA P PER L’OFFERTA COMPLETA O SUL BANNER POLLIO P

Sorrento lutto Giovanna Caluzzi , Gianfranco D’Esposito

0

Sorrento in questi giorni natalizie ci sono stati dei lutti non tutti ci sono stati noti. Facciamo le nostre più sentite condoglianze per la scomparsa di Giovanna Caluzzi Ostetrica nota e amata vedova dell’avvoacato Nicolangelo Esposito e madre degli avvocati Andreina, Gianvincenzo e Danilo. A loro tutti e alla famiglia tutta diamo le nostre condoglianze. In questi giorni è scomparso anche il Comandante Gianfranco D’ Esposito titolare dell’ hotel Alpha di anni 73 , facciamo le condoglianze ai figli Francesco Saverio, Luigi e Alessandra la signora Michela e i parenti tutti .
Per chiunque voglia pubblicare le sue condoglianze potete inviarci una mail a direttore@positanonews.itlutto3.jpg

Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 – VIDEO

0

amalfi-calata-stella-2016

amalfi-calata-stella-2016-02

gruppo-calata-stella-2016Amalfi e Atrani la meraviglia Calata della Stella a Natale 2016 alcuni video su Positanonews dello straordinario spettacolo che ha incantato la Costiera amalfitana, per Atrani una tradizione che continua ad Amalfi che ritorna. Qui sotto quelli di Atrani le foto di Michele Abagnara premiato di recente da Positanonews e sotto Glassi videoatrani-natale

atrani-calata-stella

Amalfi è stato un ritorno quello della discesa della stella, sul cavo  d’acciaio, collocato tra il rione Sant’Antonio e la Darsena, che ha illuminato tutta la baia d’ Amalfi . Un percorso diverso e più suggestivo di quello percedente quando la cometa che scendeva dalla torre Tabor verso la cattedrale, ora dopo dieci anni la Stella è tornata con un percorso diverso è più affascinante . «Siamo contenti e commossi, inutile negarlo- dice con soddisfazione l’assessore alla cultura e alle tradizioni Enza Cobalto subito dopo lo spettacolo andato in scena ieri notti dinanzi a Piazza Flavio Gioia – Grazie a chi ha creduto in questo progetto, al sindaco, all’amministrazione comunale, al comitato Natale e Capodanno, ed ai tanti volontari, dopo alcuni anni di stand by siamo riusciti a far ritornare un rito che ha arricchito e impreziosito il natale amalfitano. Ci siamo adoperati per individuare una soluzione alternativa al percorso originario e riteniamo che la nuova stella luminosa che ha attraversato la baia di Amalfi la notte del 24 dicembre ha una suggestione maggiore». Ad Atrani la tradizione dura da 138 anni. Dopo Amalfi, che è partita ad un quarto a mezzanotte, subito dopo le campane che annunciano il Natale, cominciano i fuochi di artificio che riempono di colori la piccola e suggestiva città-presepe della Costiera amalfitana per poi far arrivare la Stella che attraversa il nucleo abitato affascinando tutti i presenti per la sua bellezza

Sorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri

0

sorrento-calcinacciSorrento cadono calcinacci a Via del Capo intervengono i pompieri per timore che venissero colpiti i passanti .  L’allarme è scattato poco prima delle 13 quando alcune parti di intonaco e di muratura di un cornicione sono cadute sul marciapiedi sottostante, per fortuna senza colpire nessuno.

Sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento che hanno bloccato il transito pedonale lungo il marciapiedi ed allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento. I pompieri sono intervenuti con un’autopompa ed hanno utilizzato le scale in dotazione per raggiungere il balcone del primo piano dove hanno potuto provocare la caduta dei calcinacci giudicati pericolanti in modo da mettere in sicurezza lo stabile ed evitare rischi per l’incolumità dei passanti.

Atrani e Amalfi torna la meraviglia della calata della stella a Natale

0

Una Tradizione che vive in Costiera amalfitana ne parla il decano dei giornalisti della Divina Sigismondo Nastri 

Il recupero della calata della stella cometa, ad Amalfi – una tradizione che s’era bruscamente interrotta e sembrava ormai perduta – non può che farmi piacere. Dico di più: l’innovazione, che la sposta da piazza Duomo al fronte mare, mi piace. Darà alla gente, presumo tantissima, che si accalcherà sullo stradone e il lungomare, il vantaggio di non dover stare con lo sguardo rivolto in alto e scansarsi la cenere dei bengala che inevitabilmente viene giù a pioggia. Peccato che io non ci possa essere.

La calata della stella, nel 1970, suscitò l’interesse di Peter Nichols, mitico giornalista inglese, che su La Stampa raccontò: “Quest’anno ho realmente visto la stella di Betlemme nel cielo italiano. E, a differenza dei Magi, non ho dovuto cercarla e seguirla; è stata la stella a venire dove ero io e a posarsi sopra la città dove avevo portato la mia famiglia a passare il Natale. Avrete senz’altro già indovinato il nome della città: Amalfi. Qui un’enorme stella risplendente di fuochi d’artificio appare d’improvviso alta sulla città alla mezzanotte della vigilia di Natale e lentamente discende, per mezzo di un cavo, lungo le pendici della montagna, fino alla piazza della cattedrale, illuminando la città come se fosse un gigantesco presepe napoletano, una Betlemme italianizzata in dimensioni umane.”

Cambia lo scenario, le farà da sfondo il vasto orizzonte tra cielo e mare, ma l’emozione rimane la stessa.

Di questa stella cometa, in competizione tra Amalfi e Atrani, ebbe tante volte a occuparsi, nel corso di una ultracinquantennale militanza nel mondo della carta stampata, sempre attento alle vicende del nostro territorio, l’indimenticabile Gigino de Stefano. I suoi scritti sono ormai fonte indispensabile per gli storici. Come, spero, lo saranno i miei.

Mi piace riportare qui uno stralcio dell’articolo di Gigino pubblicato sul Mattino del 23 dicembre 1990 a proposito della stella di Amalfi e di quella di Atrani: “Due stelle comete per due paesi: compariranno, a mezzanotte in punto di domani, nel cielo di Amalfi [in effetti, l’orario è fissato alle 23,45] e in quello di Atrani [leggo che ad Atrani avverrà un quarto d’ora dopo la mezzanotte] senza, però, che tra i due eventi ci sia un minimo di coincidenza. Miracolo di Natale? La gente fa finta di crederci pur sapendo del piccolo trucco che gli Atranesi ripetono, puntualmente, tutti gli anni perché quanti lo vogliono, e specialmente i turisti, possano assistere anche alla loro festa in onore di Gesù Bambino. Niente di magico, comunque, e tantomeno di macchinoso ma solamente le lancette dell’orologio municipale (sulla facciata del Salvatore dove venivano incoronati i Dogi) che stranamente si ritrovano indietro di mezz’ora. Entrambi gli appuntamenti, del resto, sono veramente da non perdere. È la stella che scivola lentamente sui tetti antichi [questo avverrà solo ad Atrani, ndr] indietro un fantastico scintillio di argento ed oro. Le case sono illuminate da una tenue luce riflessa, che disegna il paesaggio di un grande presepio. Le zampogne suonano in concerto mentre i fuochi di artificio si frantumano in mille colori.”

Mi auguro che la webcam della Lega Navale mi dia la possibilità di assistere, anche da lontano, allo spettacolo di Amalfi.

michele-abbagnara stella-cometa-amalfi

Seiano, il wwf denuncia una cittadella balneare in riva al mare.

0

 inserito da Salvatore Caccaviello

Alle Axidie , gli ambientalisti segnalano scavi, smantellate le cabine ,cementificazioni e roghi inquinanti  in area protetta e ad alto rischio idrogeologico.

Meta di Sorrento –Combustione rifiuti speciali, sbancamento terreno e opere edili in corso in proprietà Le Axidie a Marina d’Equa nel Comune di Vico Equense” … è questo l’oggetto dell’ennesimo esposto inviato dal WWF Terre del Tirreno alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con la richiesta di un urgente intervento. E’ praticamente axidie-dallalto-18-nov-2016passato un mese da quando, il 17 novembre, giungeva al WWF Terre del Tirreno una segnalazione che allertava i volontari del Panda di operazioni di combustione di rifiuti in atto nel comune di Vico Equense, in località Marina d’Equa, all’interno della proprietà Le Axidie, consistenti nella bruciatura di cabine balneari, scavi-in-riva-al-mare-18-nov-2016smantellate e depositate a centinaia nella vasta area parcheggio localizzata sotto il costone pericolante. Il fumo sprigionato dal rogo appariva visibile anche da mare. Contemporaneamente, nella stessa proprietà, in area limitrofa alla fascia demaniale costiera, erano in corso d’opera lavori edili con mezzi pesanti consistenti in un grosso distanza-dal-maresbancamento di terreno e roccia che venivano depositati nella cava, utilizzata come parcheggio, sotto il costone calcareo, in area classificata nel Piano di Stralcio dell’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) a rischio frana molto elevato e rischio idraulico molto elevato. Le telefonate fatte da un cittadino alle forze dell’ordine sin dalla mattinata non sortivano alcun effetto e solo grazie all’interessamento del WWF, che allertava del rogo in atto praticamente tutte le forze dell’ordine, giungeva sul posto (dopo 22 ore!) un rappresentante della Polizia Municipale di Vico Equense a verificare la legittimità dello scavo in atto. Prima del sopralluogo tuttavia per una strana coincidenza (?) la bruciatura dei rifiuti veniva interrotta e sul cumulo di cenere veniva sversato un intero camion di terreno! “Su questa vicenda vogliamo vederci chiaro – dichiara il Presidente del WWF Terre del Tirreno – a Seiano si sta edificando un vero e proprio villaggio in riva al marecabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-1 che, a ben leggere le norme di salvaguardia vigenti nell’area, a nostro avviso non si sarebbe potuto realizzare!!! E’ passato un mese dalla nostra prima segnalazione e, ad oggi, all’esterno della proprietà non sembra esserci alcuna tabella di cantiere come invece prescritto dalla legge. Ci si chiede se gli zelanti vigili, che non esitano a multare le auto private in sosta se sprovviste di park-card, abbiano notato o meno la prescritta tabella indicante i lavori in corso? Restiamo in attesa di conoscere se e chi abbia mai potuto autorizzare tutto ciò! I lavori edili, mai interrotti, hanno di fatto comportato una modifica dello stato dei luoghi con sbancamento di terreno e roccia e cementificazione del suolo a poca distanza dal mare all’interno dell’area di 30 metri di rispetto dal confine demaniale. Inoltre la bruciatura delle cabine balneari, in legno verniciato e materiali di copertura in plastica, ha prodotto pericolose diossine e un grave inquinamento dell’aria. I lavori segnalati sul nascere sono proseguiti senza alcuna interruzione e, ad oggi, al posto delle preesistenti cabine in legno si sta procedendo all’allocazione di casette in cemento che configurano, di fatto, la realizzazione di una vera e propria cittadella balneare!!!” –cabine-in-cemento-al-12-dicembre-2016-2 Visto che l’intero territorio del Comune di Vico Equense è stato dichiarato di notevole interesse paesaggistico e ricade nell’ambito di efficacia del P.U.T. per l’Area Sorrentino-Amalfitana statuito con la L.R. n. 35/87; nell’area oggetto di segnalazione insistono tutta una serie di opere edili quali edifici, manufatti, baracche, tettoie, piscine, strade e parcheggi  che non presentano di certo il carattere della provvisorietà; l’area oggetto della combustione dei rifiuti e del deposito/discarica di tonnellate di terreno, rocce e rifiuti rientra in zona classificata nel PSAI dall’Autorità di Bacino Campania Centrale (Tav. 466092) in relazione alle strutture ed infrastrutture antropiche presenti a Rischio Frana Molto Elevato (R4) e Rischio Idraulico Molto Elevato (R4), mentre l’area oggetto dello sbancamento rientra in zona classificata a Rischio Frana Medio (R2), il WWF ha chiesto un sollecito intervento della Procura della Repubblica al fine di accertare fatti e responsabilità. – 19 dicembre 2016 – Claudio D’Esposito Wwf Terre del Tirreno.

BERLINO UN CAMION SULLA FOLLA DEI MERCATINI DI NATALE, 9 MORTI

0

Un camion contro la folla, come a Nizza. Questa volta gli attentatori hanno colpito un mercatino di Natale. Sono almeno nove i morti e decine i feriti dell’attacco avvenuto vicino alla Chiesa del Ricordo di Berlino. Il mezzo ha invaso un marciapiede e falciato le persone. La chiesa si trova nel mezzo del Mercato natalizio situato in pieno centro della parte ovest della città nel quartiere di Charlottenburg dove ci sono le vie dello shopping. Secondo alcuni testimoni sul camion c’erano due persone. Uno dei due sarebbe stato arrestato, mentre l’altro sarebbe stato ucciso. Media parlano di rivendicazione dell’Isisberlino

Sorrento, Coast to Coast ed il divario tra sport e rispetto del territorio.

0

di Salvatore Caccaviello

 Il divertimento, le  passioni, non dovrebbero terminare solo nel momento in cui si toglie spazio e libertà a coloro che hanno altri interessi. Ma bensì quando organizzatori e sportivi si impongono regole ferree verso un territorio che oltre ad offrire determinate opportunità dovrebbe  innanzitutto  essere rispettato. La visione stamane delle nostre strade dopo la Coast to Coast sta a dimostrare che in penisola sorrentina  si è ben lontani dal costruire una coscienza ecologica anche per chi pratica sport.

Sorrento – Ancora un’ulteriore dimostrazione, quella rappresentata  all’indomani della ottava edizione della Maratona Coast to Coast, che non basta essere sportivi per essere ecologisti e magari rispettare le altrui esigenze. Oltre agli innumerevoli disagi provocati dallo stop alla circolazione per un periodo considerato, in un periodo di festività, prolungato ed insostenibile da cittadini e commercianti ,  un ulteriore grave disagio lo si può cogliere osservando stamane le nostre strade.  wp_20161219_12_43_37_pro1 Basta dare un’occhiata a cosa  hanno lasciato dietro di se’ i maratoneti dopo i vari ristori per capire quanto sia ancora grande il divario tra coloro che intendono fare sport  ed il rispetto di un territorio che si è offerto per tali manifestazioni. Se si può tollerare  che a gettare per terra un bicchiere o una bottiglietta di plastica sia colui che sta primeggiando, non lo si può assolutamente comprendere per i  numerosi amatori  che compongono la stragrande maggioranza di tali manifestazioni, che altresì potrebbero  fermarsi e tranquillamente utilizzare cesti e bidoni senza compromettere di sicuro la loro esibizione. Invece ancora una volta, la popolazione residente è  costretta a subìre uno spettacolo degradante composto da mucchi di bottiglie di plastica  e rifiuti di ogni genere lasciati lungo i cigli delle carreggiate. Al di là della ormai risaputa inerzia, dimostrata in varie altre occasioni,  la cittadinanza si aspettava un solerte intervento durante la mattinata affinché tali rifiuti venissero  rimossi.wp_20161219_12_44_06_pro1 Soprattutto perché trattasi per la maggior parte di materiale plastico (bottigliette e buste) che giacciono all’interno delle cunette dove , visto il peggioramento meteorologico, ed il probabile   scorrere di una grossa ed imminente quantità di acqua. Pertanto tale materiale oltre ad ostruire le caditoie, verrà probabilmente trasportato dall’acqua nei numerosi rivoli presenti lungo il territorio comunale, con destinazione il nostro già inquinato mare. wp_20161219_12_43_39_pro1 Non è la prima volta che rifiuti di ogni genere  vengono lasciate lungo le cunette per fare poi bella mostra per mesi dopo eventi sportivi realizzati lungo le strade della penisola sorrentina. Dove, visto ormai il livello di cultura  tendente sempre più verso il basso , non arriva la consapevolezza di un pubblico accecato dall’euforia nel godere uno spettacolo offerto da determinate competizioni , ma altresì non è tollerabile che non solleciti  l’ intelligenza e la perspicacia, oltre che degli organizzatori, almeno degli amministratori preposti a tali eventi. Ancora una volta , dinanzi a semplici  e banali problematiche  si è costretti a sollecitare chi di dovere sperando che il messaggio sia almeno recepito. 19 dicembre 2016 – salvatorecaccaviello

Sorrento, il 25 novembre l’Arma dei Carabinieri celebra il “Virgo Fidelis”

0

La tradizionale ricorrenza della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri, a Sorrento avrà luogo come da rito nella Basilica di Sant’Antonino, sabato 25 novembre.

Il Capitano della locale compagnia di Sorrento, Marco La Rovere, invitato la cittadinanza tutta a festeggiare l’importante ricorrenza, prendendo parte alla Santa Messa che sarà officiata alle ore 11 presso la Basilica di Sorrento.

Positano si smonta la gru in ESCLUSIVA le prime foto del lavoro della ditta Romano Costruzioni FOTO

0

Positano si smonta la gru in ESCLUSIVA le prime foto del lavoro della ditta Romano Costruzioni . Le operazioni di smontaggio della Gru effettuate con perfetta tempestività da mezzanotte, ricordiamo che la S.S. 163 Amalfitana è interdetta nel tratto in cui si stanno effettuando i lavori, nei pressi del palazzo Comunale, per cui il traffico da e per Sorrento od Amalfi che interessa il suddetto tratto è interdetto tutta la notte fino alle sei di mattina e così sarà domani. All’opera tre camion che trasporteranno a pezzi la Gru, una Gru che, a parte l’impatto visivo, è stata preziosa per far procedere i lavori eseguiti dalla Ditta Romano. I camion poi procederanno in direzione autostrada per la Penisola Sorrentina, Vico Equense e Castellammare di Stabia dove imboccheranno l’autostrada Napoli – Salerno. I lavori sono seguiti direttamente dai titolari della ditta e per l’amministrazione comunale dal consigliere comunale Antonio Palumbo. Ringraziamo Dora per le foto. 

La macelleria dei fratelli Mandara di Minori sulla “Pagina” di Fiorello

0

Minori, Costiera amalfitana. Fiorello , grande comico e speaker radiofonico oltre che personaggio televisivo, ha “inventato” una pagina Facebook “Fiorello il socialista” dove promuove settimanalmente attività piccole e interessanti che altrimenti non avrebbero spazio in una pagina facebook di un milione e novecentomila fans e in Costa d’ Amalfi a Minori ha scovato i fratelli Mandara ” Anche questa settimana vi ricordiamo lo spazio dedicato alla promozione delle vostre attività!
Oggi vi presentiamo “Macelleria Mandara” dei Fratelli Mandara, Andrea e Pierpaolo, in Via Lama 16 a Minori, Costiera Amalfitana. ” Insomma , complimenti

Napoli. Libreria Raffaello. Attesa per la presentazione del libro di Luciano Galassi “Figlio ‘e ‘ntrocchia”, Kairós.

0
Locandina del libro di Luciano Galassi

Articolo di Pino Cotarelli – Luciano Galassi ritorna sulla lingua napoletana con il libro “Figlio ‘e ‘ntrocchia”, che sarà presentato alla Libreria Raffaello al Vomero – Napoli, martedì 21 .11.2017, alle ore 17.30.

Kairòs Edizioni
presenta alla
Libreria Raffaello
Via Michele Kerbaker, 35 – Napoli
Martedì 21 novembre 2017, alle ore 17.30
il libro
Figlio ʼe ʼntrocchia
Una selezione di modi di dire napoletani
di
Luciano Galassi

Intervengono insieme all’autore
Maurizio Sibilio e Paolo Laudisio

Intermezzi musicali di Franco Manuele
e letture a cura di Diana Colella

Alcuni spunti del libro saranno sceneggiati dal duo dei fantasisti
“I Barattoli Cosmici” formato da Rossella Castellano e Luigi Parlato

Modera
Maurizio Vitiello

L’OPERA
Un’altra “stazione” di quel viaggio affascinante che Luciano Galassi ha iniziato nel 2008 con i Wellerismi napoletani e che, libro dopo libro, lo ha portato a tracciare i segmenti essenziali di una mappa dei tòpoi del patrimonio culturale partenopeo.
In questo volume, attraverso una selezione di modi di dire partenopei, si vanno ad approfondire temi relativi alla figura di Mastuggiorgio (è esistito o no?) e alla cura della pazzia a Napoli nei secoli XVI e XVII o alla reale esistenza del bastone di San Giuseppe (la mazzarella) presso l’istituzione di San Giuseppe dei Nudi o alla pratica di far denudare le natiche al debitore insolvente nel rito di rinuncia dei suoi beni in favore dei creditori (modalità nota nel popolo come zita bona), per citarne solo alcuni.
Mai come in questo libro al linguista affidabile si è unito il ricercatore (ci è stato vietato di usare la parola “storico”) puntiglioso e scrupoloso nelle verifiche, e ciò, come nei ricordati casi di Mastuggiorgio e della mazzarella di San Giuseppe, ha determinato dei veri e propri colpi giornalistici con l’approdo a verità mai prima d’ora svelate.

L’AUTORE
Luciano Galassi, manager a riposo, è appassionato di enigmistica, letteratura italiana del ’900 e napoletanistica. Tiene corsi di lingua spagnola di base presso: sede di Napoli dell’Associazione Nazionale “50&PIÚ”, sede UNITRE di Napoli Piazza Immacolata, Associazione Culturale “Eurios”. Nel 2013 si è classificato primo, per la Sezione Lingua, al Premio di Poesia “Raffaele Viviani” e nell’ottobre del 2015 l’Accademia di Alta Cultura “Europa 2000” gli ha conferito la Targa d’Onore Accademica per la cultura. Con la casa Editrice Kairós ha pubblicato: nella collana di saggistica “All’ombra del Vulcano”, i testi ’O mellone chino ’e fuoco, Acqua ’e maggio, Le zandraglie, Mannaggia Bubbà, Asso ’e coppe, Chianette e carocchie, Salùtame a sòreta, Wellerismi napoletani, Cucozze e caracazze; nella collana di narrativa “Storie di Megaride”, la raccolta di racconti Sigma più; nella collana di narrativa “Sherazade”, la sìlloge di racconti Venere all’incanto e il romanzo 101 sfumature di eros.

Info:
COLLANA All’ombra del Vulcano
PREZZO € 15,00
ISBN 9788899114770
FORMATO 15×21
COPERTINA con alette
PAGINE 204
TARGET Appassionati di saggistica

Disponibile in tutte le librerie e on line
https://www.ibs.it/figlio-ntrocchia-selezione-di-modi-libro-luciano-galassi/e/9788899114770

https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=figlio+e+ntrocchia

Kairós Edizioni – Via Bisignano, 11/B – 80121 Napoli
081 290768 – e-mail kairosedizioni@virgilio.it – web www.edizionikairos.it

Presentazione da non mancare, da non perdere.

Pino Cotarelli

Napoli. Museo e Real Bosco di Capodimonte. Giornata Nazionale dell’Albero.

0
Foto Andrea Alfano - 14.05.2017, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Belvedere -

Articolo di Maurizio Vitiello – Martedì 21 novembre 2017, alle ore 10.30 (Giardino dei Principi) si celebra la “Giornata Nazionale dell’Albero” con il direttore Sylvain Bellenger, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Ivo Poggiani (Terza Municipalità), le scolaresche del quartiere e i “donatori” degli alberi.

Ecco un punto a favore di Napoli.
Martedì 21 novembre 2017, alle ore 10.30, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, insieme ad “Amici di Capodimonte onlus” e in collaborazione con “Legambiente Parco Letterario Vesuvio onlus”, partecipa alla Giornata Nazionale dell’Albero attraverso l’iniziativa “Racconta la tua storia al Bosco di Capodimonte. Adotta una panchina, una fontanella o un beverino per cani ”, con la messa a dimora di nuove essenze arboree all’interno del Giardino dei Principi nel Parco di Capodimonte e l’adozione di alberi secolari bisognosi di interventi conservativi.

Saranno presenti al Giardino dei Principi – primo nucleo del giardino anglo-cinese che si costituì a Napoli con camelie, eucalipti, canfori, taxodi e grevillee – il direttore Sylvain Bellenger, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente della Terza Municipalità Stella-San Carlo all’Arena Ivo Poggiani, gli studenti del Liceo Statale “Don Lorenzo Milani”, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Caselli” a indirizzo biotecnologia ambientale, dell’Istituto Comprensivo “Novaro-Cavour” e dell’Istituto Comprensivo “G. Verga” di Napoli e i donatori degli alberi.

La Giornata Nazionale dell’Albero nasce per sensibilizzare la società civile sulle tematiche ambientali, per contribuire a rafforzare quel legame sentimentale tra il parco e il suo pubblico, consolidando quel senso di appartenenza che diventa sempre più forte.

L’obiettivo della ricorrenza – istituita nel lontano 1898 per iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli – è quello di valorizzare l’importanza del patrimonio arboreo e di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e foreste come patrimonio comune.

Quest’anno, inoltre, la campagna con lo slogan “Il futuro non si brucia” punta a sensibilizzare, in particolare, i cittadini alla prevenzione degli incendi boschivi e, in generale, alla cura del verde ovunque si trovi, imparando a conoscere, riconoscere, rispettare e tutelare gli alberi nei Parchi e nei boschi.

Inoltre, per rafforzare i legami fra generazioni si è pensato a un gesto semplice, simbolico: il dono dei semi.

Tutti gli studenti, infatti, torneranno a casa con un sacchetto di semi di piante presenti nel bosco di Capodimonte.
Ad oggi, con l’iniziativa “Adotta una panchina, un albero, una panchina, una fontanella o un beverino per cani” sono stati adottati 13 nuovi alberi e 4 alberi secolari che necessitano di interventi conservativi.

In conclusione, la cultura passa e attraversa anche il verde, ossigeno per le menti.

Maurizio Vitiello

Foto Andrea Alfano – 14.05.2017, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Belvedere

Napoli. Studio Fiorillo. Attesa per la mostra “Consapevolezza” di Ruben D’Agostino.

0
Un lavoro di Ruben D'Agostino.

Articolo di Maurizio Vitiello – Ruben D’Agostino allo “Studio Fiorillo”, Venerdì 24 Novembre, ore 18.00.

Lo “Studio Fiorillo” è operativo e guarda ai giovani.

Ecco una scheda su Ruben D’Agostino:

“Ruben nasce a Napoli il 2 marzo del 1981.
Figlio di architetti, cresce in un ambiente creativo e ricco di stimoli.
Fin dall’adolescenza mostra una spiccata propensione per le arti grafiche e la costruzione di oggetti con ogni sorta di materiali.
Osserva quello che accade intorno a lui e sviluppa con il tempo un sempre maggiore senso critico verso la società che vede pian piano avvicinarsi ad un baratro, manifestando il suo disappunto in semplici schizzi, disegni o foto.

Le opere di Ruben strizzano l’occhio alla POPART, rivolgendo la propria attenzione ad oggetti, miti e linguaggi della società dei consumi.
Tuttavia, diversamente dalla POPART, il suo “popular” non è da intendersi come arte di massa, di produzione in serie, bensì come arte per il popolo.

L’artista si rivolge alla società contemporanea, in profonda crisi, senza prospettive e che guarda al passato con rancore.
Nelle sue opere si scorgono i responsabili di crimini umani terrificanti e il piacere ludico della scoperta.
Con animo da rigattiere, raccoglie supporti e recupera oggetti di un passato vicino, li rielabora, facendoli diventare i componenti imprescindibili delle sue opere.
Tramite il gesto, che potremmo definire “di riutilizzo”, carica gli oggetti di un significato altro, innescando associazioni molteplici nelle sue opere che a volte hanno un aspetto appetibile e rassicurante ed altre pericolosamente repulsivi.
Con il tempo, l’uso del collage e dell’assemblaggio lo conducono alla sperimentazione e alla riproduzione dei soggetti prescelti con la tecnica del calco in gesso, considerando il mero montaggio alcune volte limitante.
Nei lavori di piccole dimensioni immortala effigi partenopee e simboli del sogno americano, ibrida le immagini del cinema d’azione d’oltreoceano, della pubblicità (quella ingannevole) e della cronaca, adottando una tecnica che richiama, nel tratto nero di contorno e nei riempimenti a pieno colore, il disegno semplificato del fumetto.

Le opere di Ruben si muovono tra il nostalgico e l’ironico, tra la serenità e la catastrofe emotiva con tutta la libertà di chi non sente di dover dimostrare nulla a nessuno, se non la propria intensità espressiva.”

Da non mancare.

Maurizio Vitiello

Napoli. Libreria Ubik. Attesa per la presentazione del libro di Monica Florio “Acque torbide”, Edizioni Cento Autori.

0

Articolo di Maurizio Vitiello – Monica Florio con “Acque Torbide”, interessante romanzo young-adult, esplora la pedofilia che colpisce gli adolescenti.

Talvolta, può essere pericoloso innamorarsi a quindici anni.
Un romanzo sul fascino perverso del Male che si nutre delle insicurezze e del narcisismo altrui.

Acque torbide
di Monica Florio
Edizioni Cento Autori

Martedì 21 novembre, alle ore 17.30, alla Libreria Ubik in via Benedetto Croce, 28 si presenterà il romanzo “Acque torbide” di Monica Florio (Edizioni Cento Autori). All’incontro, a cura del Cafè Philò, interverranno Carlo De Cesare, Rita Felerico e Antonio Sposito. Modera Esther Basile. Sarà presente l’Autrice.

Michele è un ragazzino intelligente e intuitivo ma, a causa dall’aspetto un po’ singolare – è basso, grassottello e con gli occhiali –, viene preso di mira dai coetanei che lo chiamano Polpetta.
Quando scopre il legame tra la sorella Valentina e l’istruttore di nuoto, un pedofilo seriale, decide nonostante la fobia per l’acqua, di iscriversi in piscina.
Guidato dall’intuito, Michele cerca di mettere in guardia Valentina dal suo seduttore ma, al tempo stesso, decide di non rivelarlo ai genitori e di mantenere il segreto.
Alla fine, quando tutto sembra essersi risolto e il passato non è più fonte di turbamento, un altro mostro, altrettanto pericoloso, tenterà di colpire Michele negli affetti più cari.
Questo romanzo young-adult esplora la pedofilia che colpisce gli adolescenti, sottovalutata, ma, altrettanto, pericolosa, perché basata sul plagio.

“Acque torbide” di Monica Florio (Edizioni Cento Autori), pp. 190, euro 12.00
Collana Storie per crescere diretta da Pina Varriale

L’AUTRICE
Monica Florio, napoletana, è una giornalista e operatrice culturale.
Scrive di disagio giovanile, infanzia negata e omofobia.
Ha pubblicato il saggio “Il guappo – nella storia, nell’arte, nel costume” (Kairòs Edizioni, 2004), la raccolta di racconti “Il canto stonato della Sirena” (Ilmondodisuk Libri, 2012) e il romanzo “Puzza di bruciato” (Homo Scrivens, 2015).
È l’autrice dei romanzi di narrativa scolastica “La rivincita di Tommy. Una storia di bullismo
omofobico” (La Medusa Editrice, 2014) e “Ragazzi a rischio. Una nuova avventura per Tommy” (La Medusa Editrice, 2016).

Castellammare di Stabia (NA). MUdiSS. “Le nuove tendenze dell’arte contemporanea” e “Percorsi d’Arte in Italia 2017”

0
Percorsi d'Arte in Italia 2017, Rubbettino Editore.

Venerdì 8 dicembre 2017
MUdiSS Museo Diocesano Sorrentino Stabiese,
Piazza Giovanni XXIII – Castellammare di Stabia (NA)

Rassegna d’Arte Sacra III edizione
8 dicembre 2017 – 30 gennaio 2018
Ideata da Gerarda Cimmino e a cura dell’Associazione “Fede e Arte”
Presidente Don Antonino De Simone

Patrocini
Comune di Castellammare di Stabia e Curia Arcivescovile Stabia-Sorrento

Inizio lavori
Ore 18:00, Saluti del Vescovo Francesco Alfano

Ore 18:30, Introduzione della Rassegna d’Arte Sacra III edizione
e presentazione del volume “Percorsi d’Arte in Italia 2017”, Rubbettino Editore,
a cura di Giorgio Di Genova ed Enzo le Pera.

Dibattito sul tema:
“Le nuove tendenze dell’arte contemporanea”.

Modera:
Raffaele Bussi (giornalista e scrittore)

Previsti interventi di:
Maurizio Vitiello (sociologo e critico d’arte),
Enzo Le Pera (saggista d’arte),
Franco Lista (architetto e artista),
Pino Cotarelli (articolista e critico teatrale),
Carlo Spina (avvocato ed ecologista),
Gerarda Cimmino (architetto coordinatrice del MUdiSS e ideatrice della RAd’AS),
ing. Egidio di Lorenzo (Direttore del MUDISS)

Ore 20:00, Buffet

Ore 20:30, Intrattenimento musicale
L’immacolata nei ricordi e nella tradizione stabiese
Esibizione canora ed evocazione storica di Aniello Lascialfari
Tratta da un testo di Gigi Nocera edito in Gli anni Trenta a Castellammare (ed. liberoricercatore)

Vietri sul mare Frana sul lido del “Baia” chiesta condanna per il sindaco Benincasa

0

Vietri sul mare Frana sul lido del “Baia” chiesta condanna per il sindaco Benincasa

La Procura ha chiesto la condanna del sindaco di Vietri, assolto in primo grado Via al processo d’appello, respinta la richiesta difensiva di una nuova perizia

VIETRI SUL MARE , Costiera amalfitana . Se nel 2009 una parte del costone roccioso franò sul lido del Lloyd’s Baia Hotel le responsabilità sarebbero anche del sindaco di Vietri sul Mare. Lo sostiene la Procura, che ieri, in apertura del processo d’appello, ha chiesto la condanna anche di Francesco Benincasa, unico assolto nel processo di primo grado. La Corte emetterà la sentenza a dicembre, ma intanto ieri ha rigettato l’istanza con cui i difensori chiedevano la rinnovazione del dibattimento insistendo perché fosse disposta una nuova perizia (con nuovi quesiti) rispetto a quella su cui il Tribunale aveva fondato le cinque condanne.
Era il maggio di otto anni fa quando sulla zona della piscina piombarono 1.730 metri cubi di massi e detriti. Nel marzo del 2015 i giudici della seconda sezione penale hanno condannato a 3 anni e 5 mesi l’imprenditore Francesco Soglia, accusato di una manutenzione insufficiente in qualità di legale rappresentante della società che gestiva la struttura e proprietario del costone roccioso “Rocce rosse”; a 1 anno e 2 mesi Olindo Domenico Manzione, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Vietri; a 1 anno e 5 mesi il consulente tecnico Giovanni Rea di Pomigliano D’Arco e a 1 anno e 4 mesi i colleghi Vincenzo Bove di Pagani e Nanni Remigio di Sanza, tutti accusati di avere attestato l’esecuzione di opere di bonifica e messa in sicurezza che avrebbero messo il costone al riparo da cedimenti e che secondo le indagini erano invece insufficienti.

Quella frana fu per i giudici un disastro colposo. Il sindaco Benincasa (per il quale il pubblico ministero Giovanni Paternoster aveva chiesto una condanna a due anni) era stato accusato di aver revocato troppo in fretta l’ordinanza adottata all’indomani della frana dal commissario straordinario che guidava prima di lui il Comune di Vietri, consentendo la riapertura parziale dello stabilimento balneare. «Mi avevano spiegato che cinquanta dipendenti del Baia rischiavano il posto di lavoro» ha spiegato Benincasa in una dichiarazione spontanea al Tribunale, precisando di aver chiesto ai funzionari comunali, prima firmare l’ordinanza, una verifica sulla regolarità della documentazione. Il Tribunale lo ha assolto «perché il fatto non costituisce reato», ma la Procura ha impugnato la sentenza e ora il sindaco è di nuovo imputato, insieme ai cinque condannati di cui le difese chiedono l’assoluzione.
Frana sul lido del “Baia” Rischia anche Benincasa
di Clemy De Maio su La Città di Salerno
18 novembre 2017

Slalom del mare a Vico Equense, non solo polemiche. Ecco i risultati della gara

0

Lo Slalom del Mare finisce nell’occhio del ciclone a Vico Equense per la chiusura della strada, il parroco che non può dire messa ed i disagi, ma oltre alle polemiche c’è stato anche lo sport della competizione ecco i risultati 

Agerola arriva un milione e 200 mila euro per la Statale dalla Città Metropolitana di Napoli, a Ravello fermi

0

Agerola arriva un milione e 200 mila euro per la Statale dalla Città Metropolitana di Napoli . Un bel regalo da parte di De Magistris per una delle strade turisticamente più importanti della Campania , ridotta malissimo. La Agerolina riceverà 1 milione e 260.000 euro con una variazione del Bilancio della Città metropolitana di Napoli. Superata Castellammare di Stabia la strada passa per Gragnano e Pimonte fino ad Agerola , che si affaccia sulla Costiera amalfitana, cuore dei Monti Lattari. Una strada sulla quale sono stati puntati i riflettori per le condizioni che ora si dovrebbe riqualificare . Prima di arrivare al progetto esecutivo ci saranno sopralluoghi per evidenziare tutte le problematiche da affrontare. Una buona notizia per il territorio. Almeno qui, per il resto della Costa d’ Amalfi, vedi strada Ravello – Tramonti, ci si fa vecchi ma la provincia di Salerno non interviene.

Punto Cliente Inps di Sorrento, apertura anche il giovedì

0
Punto Cliente Inps di Sorrento, apertura anche il giovedì
Nuova apertura settimanale per il Punto Cliente Inps di Sorrento. I funzionari dell’istituto riceveranno il pubblico presso gli Uffici del Giudice di Pace anche di giovedì, dalle ore 8.30 alle ore 13.30. La novità entrerà in vigore dal prossimo 23 novembre e resterà attiva almeno fino a tutto gennaio 2018.
“Si tratta di uno sforzo che l’Inps ha accettato di sostenere per venire incontro a diverse esigenze, che come amministrazione comunale abbiamo rappresentato – spiega il consigliere comunale Desiree Ioviero – Primi tra tutti, gli appuntamenti di dicembre che vedono la maggior parte dei lavoratori locali, impiegati in imprese turistiche, alle prese con la Naspi. A questo si aggiungono i disagi di questi giorni provocati dalla chiusure delle gallerie a Castellammare di Stabia, che rendono molto difficoltosi gli spostamenti verso gli uffici Inps stabiesi. Voglio ringraziare, anche a nome del sindaco Giuseppe Cuomo, la sensibilità e la disponibilità dimostrata da Roberto Bafundi, direttore del Coordinamento Metropolitano di Napoli dell’Inps e Giovanna Baldi, direttore della filiale di coordinamento di Castellammare Stabia”.
Il Punto Cliente Inps, attualmente aperto ogni martedì, dalle ore 8.30 alle ore 13.30, garantisce l’erogazione di prodotti e servizi che hanno un impatto immediato sui bisogni dell’utente: estratto contributivo, pagamenti prestazioni, Domus, duplicati Cu (ex Cud) e ObisM e il rilascio “Pin al Cittadino”.

Polisportiva Sorrento, confitta per la terza volta consecutiva

0

Le costiere non reggono alle scafatesi ma vanno avanti nel loro progetto

 

 L'immagine può contenere: sMSSorrento – La Polisportiva Sorrento subisce la terza sconfitta consecutiva e non regge alla Giova Scafati ma le costiere vanno avanti nel loro progetto di crescita delle ragazze.

Certo che in una categoria superiore differente da quella che venivano le ragazze costiere non era facile incontrare avversarie malleabili, e poi dopo che da qualche anno la Serie B campana non aveva delle battistrade ecco che invece in questa stagione ce ne sono ben tre che ambiscono ai sogni di gloria. La Polisportiva sta giocando come può e sta cercando di far fare una buona esperienza a queste ragazze che scendendo sui parquet di tutta la Campania non temendo nessuno, anche se escono sconfitte con dei parziali pesantissimi. Come quello di sabato sera che le ha viste giocare contro la Givova Scafati ed in cui hanno cercato di contrastare per quel che potevano le agresi. La difesa delle azzurre non ha retto l’urto iniziale delle ospiti che sembravano un rullo compressore sospinte dalla raffica di canestri realizzati dalla Iozzino e dalla Sapienza. Le costiere sembrano tramortite, ma sul finire di frazione si rifanno sotto grazie alla Cacace ed alla Errico, che fermano il punteggio sul 10-15. Nei secondi dieci giri di lancetta Scafati prede 11 punti di lunghezza (15-26) grazie alla Scibelli, ed alla Čičić. La squadra della coach Braida cerca di arrestare l’emorragia, ma la difesa delle ragazze neroarancio è imprentrabile. Così la Ottaviani ed ancora la Scibelli portano la Givova Ladies al riposo con un gap rassicurante (15-32).

Ormai il dado sembra tratto anche perché nel terzo quarto le viaggianti decidono di mettere subito la freccia con la pressione tutto campo e la Sapienza e la Porcu bruciano la retina a ripetizione e chiudono un maxi break di 27-0 (da 15-24 a 15-51) che stende Sorrento.

Ma anche se i titoli di coda già sono quasi scritti, questo non fa demordere le sorrentine che almeno vogliono ridurre il gap, ed infatti cercano di smuovere un po’ il risultato ma ormai non c’è più nulla da fare.

Certo qualche mea culpa c’è in questo inizio di stagione, come ci riferisce la coach Sara Braida :

”Sicuramente potevamo gestire meglio la partita con Capri persa di 2 punti ed approcciare meglio

l’inizio con Castellamare ma per noi questo è un campionato in cui dobbiamo soffrire sicuramente”. E sarà così ma certo non lasceranno intentato nulla per restare nella categoria: “Certo la salvezza è il nostro obiettivo”.

Sabato ci sarà la non facile trasferta a Cercola contro l’Azzurra che ha vinto 3 gare e persa 1.

 

CAMPIONATO PALLACANSETRO SERIE B/FEMMINILE – GIRONE UNICO – 5^ GIORNATA

POLISPORTIVA SORRENTO – GIVOVA LADIES SCAFATI 41-76

Parziali: 10-15, 15-32, 26-59

 POLISPORTIVA SORRENTO: G. Cacace, Siano n.e., Facelgi n.e., De Luca 6, Braida 6, R. Cacace 9, Errico 12, Parlato 2, Borgongino 2, Staiano 4, Cancellieri n.e., Di Palma n.e..

GIVOVA LADIES SCAFATI: Sicignano, Iozzino 11, Busiello n.e., Porcu 5, Sapienza 12, Ottaviani 2, Serra 4, Scibelli 18, Negri 8, Scala n.e., Falanga 2, Čičić 14. All. Ottaviano

1° Arbitro:  Luigi Marino (Caserta).  2° Arbitro: Lucia Bernardo (Caserta).

 

GISPA

Tavecchio: “Mie dimissioni atto politico. Sciacallaggio contro di me”. Ma chi ha avuto la sventura di Ventura?

0

Tavecchio se ne è andato. Dopo essere stati esclusi dai Mondiali, per l’ Italia il peggior risultato di sempre, doveva essere un atto normale, invece sembra di no , almeno come riferisce la stampa. Inoltre si discute su chi abbia avuto la “sventura” di scegliere Ventura… siamo al tragicomico.. Molti a guardare Insigne col Napoli si mangiano le mani, peccato non averlo messo in campo, peccato per gli azzurri non esserci.. è solo una tristezza.

“Ho rassegnato le dimissioni e per mero atto politico le ho chieste al Consiglio, ma nessuno le ha rassegnate. Siamo arrivati a un punto di grandi speculazioni. La Lega Pro non mai stata alleata, la settimana scorsa mi era stato inviato il documento programmatico”. Lo ha detto l’ormai ex presidente Figc, Carlo Tavecchio, nella conferenza stampa seguita al consiglio federale. “Tutto è avvenuto mentre non c’erano i vertici delle Leghe, bastava aspettare dieci giorni ha ripetuto più volte Tavecchio – Io ho fatto il commissario della Lega di Milano nell’interesse di altri non mio. Questo è stato preso come atto di riverenza, noi riverenze non ne facciamo”.
“Ieri sera il presidente del Coni ha detto che il ct lo aveva scelto Lippi, io ho sempre detto che lo aveva scelto Carlo Tavecchio – sottolinea il presidente dimissionario – E Carlo Tavecchio paga per avere scelto Ventura. Abbiamo perso il Mondiale ed è qualcosa che diventa tragedia. Se quel palo fosse stato gol io sarei diventato un campione. Ditemi quali sono i risultati delle altre Federazioni. Qualcun altro ha fatto il seme, io raccolgo i frutti. Chi è andato a Istanbul per organizzare la questione dell’Uefa. Chi ha fatto certe operazioni di politica internazionale? Chi ha favorito che l’Italia avrà in futuro quattro squadre in Champions?”.
Prese decisioni gravi senza leghe di A e B
“Siamo arrivati a un punto di speculazione che ha raggiunto limiti impossibili. Il sistema sportivo si permette di prendere decisioni gravi quando il soggetto più importante, che è il fornitore di risorse del sistema Italia, è assente. Quando la Serie A e la Serie B non ci sono. La serie B elegge il presidente il 23, la serie A il 27, oggi ne abbiamo 20, sono gli otto giorni della tragedia mondiale del calcio italiano”. Lo ha detto il presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio. “Sono stato portato ad accettare il commissariamento della Lega non per interessi personali”, ha aggiunto.
Ora sapete da Malagò che Ventura non l’ho scelto io
“Ieri sera il presidente del Coni ha detto che il Ct, dopo una analisi di quattro soggetti, lo ha scelto Marcello Lippi. Io non porto le riunioni private in pubblico. Ora sapete che non l’ho scelto io. Tavecchio paga per Ventura. Io sono disperato per questo, ma come Carlo”.

Comunicare la bellezza un nuovo spazio di Positanonews : gli scuncilli della signora Luisa

0

Comunicare la Bellezza. Positanonews , il giornale online della Costa d’ Amalfi e Sorrento, territorio riconosciuto dall’ UNESCO come patrimonio universale dell’Umanità, inglobato nel Parco dei Monti Lattari per terra e nella riserva naturale di Punta Campanella per mare, vuole dare spazio, come proposto nell’ambito del circuito ANSO, dell’associazione nazionale stampa online di cui facciamo parte, alla comunicazione della bellezza. Cominciamo con la nuova rubrica per dar spazio alle cose belle del Sud Italia e della Campania focalizzate sul territorio di cui ci occupiamo a Sant’Agnello in Penisola Sorrentina riprendendo un post di un nostro amico giornalista e guida turistica Eugenio Lorenzano LA BELLEZZA non è ciò che appare. La bellezza è ciò che è! La Signora Luisa una contadina della tradizione di Colli di Fontanelle. Dedica la sua bella esistenza a produrre i famosi “piennoli” anche detti “spugnilli” o “pisulilli” ; ovvero quello stupendo sistema naturale x preservare i pomodori per tutto l’inverno.”

Gallerie chiuse per Castellammare a Sorrento è caos. Chiuse ancora per giorni, l’ANAS tace

0

Gallerie chiuse per Castellammare a Sorrento è caos. Chiuse ancora per giorni, l’ANAS tace. Dopo l’incontro in prefettura a Napoli con i sindaci della Penisola Sorrentina si parlava di una soluzione al più presto. Qualcuno parlava di oggi lunedì o domani martedì , ma le gallerie a Castellammare di Stabia sono ancora chiuse, e non vi è alcuna comunicazione dell’ANAS. Difficile credere che aprono le gallerie e solo dopo aperte lo si comunica, sarebbe comunque un disservizio. Ma dall’Anas in Campania ci si aspetta di tutto. La buona notizia è che si è aperta Via Acton, meglio conosciuta come via dei cantieri, che permette di poter affrontare il centro di Castellammare . Noi consigliamo di andare in direzione del Medi e arrivati li passare sui binari per poi arrivare all’entrata dell’autostrada Napoli – Salerno e cosi al ritorno uscendo a Pompei per evitare la paralisi di Viale Europa, da li per attraversare Castellammare di Stabia la media è dai 40 minuti minimo ad un’ora. La situazione è questa, quindi ai lettori di Positanonews diciamo che purtroppo le gallerie sono chiuse e che per domani lo saranno finchè non verrà comunicato, speriamo per mercoledì, se ci sarà un miracolo ve lo faremo sapere in tempo reale.

SORRENTO.TRADIZIONI ED EVOLUZIONI DELLA PASTICCERIA

0

Sabato 25 novembre alle 16.30 presso la sala consiliare del Comune di Sorrento, conferenza sulle Tradizioni ed Evoluzioni in Pasticceria.

Dopo il saluto del Sindaco avv Giuseppe Cuomo e dell’assessore alla Cultura Maria Teresa De Angelis, prenderanno la parola Cristina Lunardini, executive Chef , Maria Grazia Cocurullo maestra pasticciera, Andrea Aiello Pasri Chef, per raccontarci di ingredienti, di esigenze del pubblico e di preparazioni. Seguirà bouffet dimostrativo degli stessi Relatori.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

 

 

Subito risponde Di Sanza a Lauro

0

Nel finale Stinga para un calcio di rigore e salva il risultato

 

3° risultato utile consecutivo lontano da Viale dei Pini per il Sant’Agnello di Giulio Russo, che sblocca meritatamente la gara con una giocata sull’asse Nocerino-Lauro ma si fa riprendere appena 120 secondi più tardi a causa di un’indecisione fatale. Nella ripresa Marino su calcio piazzato fa gridare al gol, ma la respinta di Cesarano è tanto goffa quanto efficace, con l’estremo difensore rossoblù che abbranca la sfera dopo un legno salvifico a mantenere il pallone lungo la linea di porta. L’inferiorità numerica cambia l’inerzia della gara, i padroni di casa spingono, Ferrentino trova soltanto la traversa mentre Alessandro Stinga para il secondo rigore stagionale permettendo al Sant’Agnello di mantenere la scia della Costa d’Amalfi in zona play-out.

L’infortunio di Esposito costringe il mister a ridisegnare la difesa con Buonomo nuovamente dal primo minuto dopo Nola a far coppia con Palladino al centro della difesa. De Stefano fa rifiatare Gargiulo V. nella zona nevralgica del campo, mentre il confermatissimo trio d’attacco è quello composto da Marino, Lauro e Minicone.

Cascone prova subito la bordata dal limite senza inquadrare la porta, mentre un Lauro in grande spolvero sovrasta tutti ed incorna di un soffio alto su cross di Minicone dall’out mancino. Al 18’ Marino vince un rimpallo e va via in progressione sulla destra, palla tesa al centro dove Minicone trova la respinta della difesa ospite, quindi Lauro si avventa sulla seconda palla senza riuscire a trovare il varco giusto per calciare verso la porta. Il vantaggio è il legittimo epilogo di una prima parte di gara dove il Sant’Agnello mantiene stabilmente il pallino del gioco: Nocerino inventa per Lauro, dribbling su Cesarano in uscita e palla infilata dolcemente sul secondo palo da posizione defilata. L’euforia è tanta, la squadra stacca un attimo la spina e Di Sanza non perdona trovando subito il gol che ristabilisce l’equilibrio. Alla mezz’ora Siano ha il tempo di girarsi e scaricare una staffilata che si stampa sulla traversa, quindi in ripartenza Minicone manda al bar Somma e serve un cioccolatino che attraversa tutta l’area piccola senza trovare nessuno a scartarlo sul secondo palo. Al 39’ Lauro gira di testa su corner di Palladino, poi Stinga salva tutto su Albano allo scadere della prima frazione di gioco.

I padroni di casa provano a spingere ed Albano da distanza ravvicinata spara fuori misura. Subito dopo è Marino-show: l’attaccante classe ’98 prima impegna Cesarano con un diagonale insidioso, poi si incarica della battuta di un calcio di punizione che si infrange sul palo dopo aver danzato lentamente lungo la linea di porta. Al 58’ il Sant’Agnello protesta per un intervento su Gargiulo V. all’altezza del vertice destro dell’area di rigore, per il direttore di gara il contatto è fuori area e Palladino spedisce il pallone oltre la trasversale. Stinga si oppone a Di Sanza e Ferrara, poi come un fulmine a ciel sereno giunge il rosso diretto a Lauro per gioco violento, ed il finale diventa palpitante e ricco di capovolgimenti di fronte. La parabola mancina scagliata da Ferrentino termina la propria corsa sul legno alla destra di Stinga, poi Lazzazzara si libera del proprio marcatore e dall’interno dell’area piccola impegna l’estremo difensore rossoblù. Non è finita. Minuto 89: Palladino sfiora con il braccio, l’arbitro non ha dubbi e concede il calcio di rigore. Dagli 11 metri si presenta il capocannoniere Romano U., ma Stinga conferma la fama di pararigori e dopo aver già ipnotizzato Vitale a Casalbuono contro il Valdiano, si distende alla propria sinistra e neutralizza la massima punizione salvando il risultato. L’estremo difensore santanellese ci mette ancora i guantoni per dire di no a Ferrentino dalla distanza, mentre in pieno recupero De Stefano vede Cesarano fuori dai pali e cerca il jolly con un pallonetto dai 50 metri che l’estremo difensore riesce non senza fatica ad allontanare dallo specchio della porta.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA

CASTEL SAN GIORGIO – SANT’AGNELLO 1-1

Reti: 23’ pt Lauro (S), 25’ pt Di Sanza (C)

CASTEL SAN GIORGIO (3-5-2) Cesarano; Somma (5’ st Ferrentino), Romano M., Terlino; Matrone (5’ st Vitiello), Ferrara, Maio, Siano, Di Sanza; Napoletano (36’ st Pontone), Albano (32’ st Romano U.).
A disp: De Luca, Nocerino A., Olimpo.
All: Cerminara

SANT’AGNELLO (4-3-3) Stinga; Cascone, Buonomo, Palladino, Breglia; Nocerino C. (4’ st Gargiulo V.), Serrapica, De Stefano; Marino (30’ st Lazzazzara), Lauro, Minicone (34’ st Vanacore).
A disp: Zurino, Veniero, Ferrara C., Carrano.
All: Russo

Arbitro: Sig. Carlo Esposito della Sezione AIA di Napoli (Romano/Bovino)

Note: Al 44’ st Stinga (S) respinge un calcio di rigore battuto da Romano U. (C).

Espulso: Lauro (S) al 21’ st per gioco violento.

Ammoniti: Maio (C), Romano M. (C), Albano (C), Ferrentino (C).

Corner: 3-6. Recupero: 1’ pt, 4’ st.

 

Fonte fcsantagnello.it

NA 19/11/17-Pollena- Salotto Donizetti “Quando l’arte si sposa con la passione.

0

 

Sono felicissima per la splendida serata appena trascorsa del 3° appuntamento dopo la pausa estiva, all’insegna dell’arte e della cultura del salotto Donizetti dedicata al mese di Novembre , che ha per titolo “QUANDO L’ARTE SI SPOSA CON LA PASSIONE”
Si ringraziano tutti gli artisti e i miei collaboratori per la buona riuscita e per aver contribuito, come sempre e con tanta dedizione all’evento. Si ringrazia Gennaro Nigro, Presidente del Club House artisti di Pollena; Mauro Romano, poeta e critico letterario nonché collaboratore di diversi siti giornalistici tra cui “Marigliano” e la “Provincia”; Alberto del Grosso, giornalista, fotoreporter e garante dei lettori del giornale on line Positanonews. Davide Guida, per le riprese cinematografiche e fotografiche; Aldo Vecchiotti, per la costante professionalità e disponibilità dell’impianto fonico nonché per le sue doti canore nell’esibizione, il suo fidatissimo collaboratore Franco Iacomino e il nostro Giuseppe Pelosi fotografo e grafico; Aniello D’ambrosio, si ringrazia per la sua rubrica molto attesa,“ altresì, si ringrazia Claudio Acone truccatore e visagista che ha curato il mio make up. Un ringraziamento va al Presidente Gennaro Nigro per i saluti e i ringraziamenti rivolti a tutti.

La serata davvero entusiasmante,è stata aperta dalla bravissima Tina Bonetti che ha cantato: “Nun me sceta” , a seguire il simpaticissimo Vichy Muriello con il M° Guido Bossa alla tastiera che ha cantato “Na canzuncella” di Carosone Mattone e “Nu pensiero” Giglio Vessicchio. A Seguire l’esilerante Tommy Mellone in pulcinella tra poesia e riflessioni. Poi e’ stata la volta della dolcissima Elisabetta Mercadante, che ha interpretato magistralmente “l’Assolto” di Aldo Palazzeschi e “Se”di Kipling, sul palco poi si è esibito Ciro Perna che ha cantato : Vott’a ttè tir’a mmè e “un amore così grande”. Il poeta Merone Gennaro ha interpretato “a Livella”, Dario Carandente che ha cantato e suonato per noi : “Fatte fotografà’ ” e “la Rumba de’ scugnizzi”, “Chitarra Rossa” il socio con la poesia“ a voce da Sirena “ di Antonio Ruggiero,  poi è stata la volta della briosa Maria Della Rossa che ha cantato : “ Indifferentemente, poi si è esibito Pasquale Chiariello che ha cantato Carmela di Sergio Bruni, a seguire Aniello D’ambrosio e la sua rubrica, con “Amori stranieri sulle rive del Golfo di Napoli” Callas e Onassis”. Chiude la serata il nostro amato Aldo Vecchiotti che ha cantato : “Tutta pe me” e “Ricuordate”.

Un ringraziamento speciale rivolgo a tutti i soci del Club House, agli amici storici che hanno partecipato per la prima volta ed a tutti gli artisti che erano presenti tra il pubblico. Non potevo esimermi dal ringraziare la presenza dell’amico giornalista e fotoreporter Alberto Del Grosso, Claudio Acone, Vera Ceriello, Rosaria Chiaiese, Paola Sveva Ciliberto, Michelina Beneduce, Mario Fusco Ass. 5vie, Giovanni Punzo, Francesco Amoretto, Armando Scarpati, Gianni D’Alise, Luciano Travaglione, Maria Rosaria Chiaise, Michelangelo Orlando, Maria Rosaria , Vera Ceriello, Carla Gentile , Maria Mastrojanni, un saluto affettuoso e un forte abbraccio al nostro amico Mario Todaro e, non per ultimi ,tutti i soci del Club e tanti altri dei quali mi sfugge il nome. Ringrazio tutti i miei Collaboratori che mi seguono e mi collaborano con amore e dedizione,  tutti uniti per la buona riuscita di ogni evento del salotto Donizetti. Non mi resta altro che darvi appuntamento il 17 dicembre .

Carmen Percontra

Pubblicato da Alberto Del Grosso

Giornalista Garante dei Lettori

del giornale Positanonews

Nota: A breve inserirò anche un filmato di audio video girati nella serata

 

Napoli 2-1 Milan. La giostra del Napoli gira sempre di più.

0

Ancora una volta il palcoscenico lo ruba lo scugnizzo napoletano Insigne, protagonista di un gol e una grandissima partita. Forse, Ventura e tutti noi italiani penseremo ancora alle scelte dell’ ex Ct  azzurro, che ha ritenuto opportuno l’utilizzo di due punte, invece di una con gli esterni. Questa è stata la sua filosofia dai primi tempi in cui allenava, però si è dimostrata una pessima idea in chiave nazionale. Tornando alla partita, il Napoli non ha giocato una delle più belle sfide, in cui si è evidenziato meno possesso palla, ma più cinismo sotto porta, una caratteristica che negl’anni precedenti non si vedeva; spesso il Napoli creava molto,ma otteneva risultati negativi o mediocri a causa dei pochi gol,che non rispecchiavano la gara. Un altro punto da evidenziare in questa partita, è stato l’utilizzo del Var, ben due volte, assegnando due gol regolari,uno di Insigne e l’altro di Zielinski. Uno strumento che si sta verificando importante per il campionato, quello che forse bisognava avere anche prima, per evitare errori imperdonabili agli arbitri. Settimana dopo settimana, questo strumento si sta utilizzando sempre al meglio. Il Milan ha giocato una partita ben organizzata, ma si è vista una mancata presenza in area di rigore e poche idee offensive. Alla fine della gara il Napoli non riesce ad evitare il gol del Milan, con una bella conclusione di Romagnoli. Possiamo sottolineare solo questo piccolo difetto della squadra di Sarri, ma che nelle partite importanti può verificarsi decisivo. I partenopei possono godersi il primato ancora una settimana, sfruttando il passo falso della Juventus, che perde al Ferraris contro la Sampdoria. A -2 però c’è sempre l’Inter che non demorde e insegue sempre il Napoli.

Christian Mulier

 

L’ AveMaria della Mediocrazia

0
L' OSSCA DUOMO DI SALERNO

Riflessioni dopo gli eventi musicali e culturali che hanno animato la città di Salerno il 17 novembre

 Di OLGA CHIEFFI

“Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi” ammonisce il sacrestano, intercalando l’aria di Mario Cavaradossi “Recondita armonia”. “L’arte nel suo mistero le diverse bellezze insieme confonde”, ma venerdì 17, una giornata alterna, che ha salutato eccellenze qui a Salerno, da Marco Tezza in concerto per il Festival Internazionale Piano Solo a Palazzo di Città al grande tenorsax Bob Mintzer alla testa della storica formazione delle YellowJackets al Modo, la brava Valeria Raffaele al Verdi, la buona produzione di Teatro Novanta “Uomo e Galantuomo” al Delle Arti, in duomo si è giocato ancora con l’Ossca, la formazione dal nome altisonante, “Claudio Abbado”, presentata sempre come giovanile che, per la ghiotta occasione, la direzione dell’eccellenza assoluta della musica abruzzese, vestita da Carlo Pignatelli (note in curriculum) Jacopo Sipari di Pescasseroli, ha schierato numerosi professionisti, che hanno evidentemente ceduto alle lusinghe auree (speriamo per loro sufficientemente congrue) del grande mecenate e pseudo-compositore della formazione, Giovanni Di Lisa, ben supportato da qualche maggiorente del nostro consiglio comunale. Si continua a giocare al ribasso e senza ritegno con la musica, in un luogo e in una città che ha visto dirigere le massime bacchette mondiali, che “ha rischiato” anche di accogliere Sergiu Celibidache e i Munchner Philharmoniker e che oggi dà credito ad un allievo di Alberto Veronesi, direttore, figlio di un “fu” dio maggiore, ampiamente criticato in città per la sua Madame Butterfly del 2012, per i danni del 2015 al Pompei Festival e gli sconci prodotti in tutt’ Italia, quel Alberto nazionale, il “secondo direttore a dirigere, dopo Arturo Toscanini, alla Carnegie Hall”, il grande direttore musicale della Fondazione del Teatro Petruzzelli di Bari (sic!), il direttore artistico del Puccini Festival di Torre del Lago, sempre più sull’orlo del baratro finanziario e qualitativo, l’inventore del Festival della Melodia Belliniana a Giardini Naxos e Taormina, mentore del “conturbante” (così definito da una nota testata in rete n.d.r.) Jacopo Sipari di Pescasseroli, per il suo narcisistico e invasato stile direttoriale. L’orchestra, che contava tra le sue fila Pasquale Faucitano quale konzertmeister, Stefano Grimaldi, primo dei secondi violini, Giulio Piccolo quale prima viola, Luigi Lamberti e Carmine Viscido tra i contrabbassi, con qualche novità anche tra gli strumentini, nonché uno degli stigmatizzatori del marketing di queste formazioni giovanili, il violoncellista Matteo Parisi, con al suo fianco Norma Ciervo, un cognome pesante della musica campana, compagna del direttore stabile dell’Ossca Ivan Antonio, ha dovuto elevare l’Avemaria op.8 del mecenate Di Lisa, affidata alle voci di Anna Corvino, che ricordiamo splendida Mimì al Verdi, diretta da Daniel Oren, con al suo fianco Jessica Pratt, Beatrice Amato vincitrice del premio Umberto Giordano 2017 ed Elsa Tescione. E’ questa una pagina che Giovanni Di Lisa, (in città ricordo che conserviamo anche l’unica edizione critica dell’opera di Temistocle Marzano “I Normanni a Salerno” redatta da persona che non sa leggere la musica), concepita per le nozze di Ivan Antonio e Norma Ciervo, che cerca di amalgamare tutti i saperi, sapori e odori del compositore, dalla tradizione partenopea, alle influenze del requiem mozartiano, da lui molto amato, sino alle scialbe paginette delle diverse animazioni liturgiche contemporanee, legate al canto, in assenza di un filo logico musicale, offerto in minima parte dal testo, che ha aiutato il pubblico ad orientarsi nell’ascolto. Mentre scorreva il programma, tra la buona prova del cellista Giuliano De Angelis in Saint Saens e la VII sinfonia di Beethoven, con un’orchestra la cui massa di volume era letteralmente dimezzata dalla presenza dei violini di riempitivo, forse “incantati” a seguire le evoluzioni, passionali ed acrobatiche del maestro sul podio, il pensiero di diversi operatori culturali presenti volava all’incontro post-concerto con Jacopo Sipari, il nobile e romantico cavaliere di Pescasseroli, sperando in una sua chiamata, in particolare per i vari concerti-evento che organizza, soprattutto in Vaticano, essendo tra l’altro avvocato della Santa Sede, dirigendo queste formazioni da lirica d’estate. Infatti, sabato 18 l’Ossca è sbarcata all’Aracoeli in Roma, dove è avvenuto addirittura un passaggio di bacchetta tra Alberto Veronesi e il suo pupillo Jacopo. Sprezzo, meraviglia, critica, indignazione, pudore, etica sono termini, oramai, in disuso. E’ tutto chiaramente e freddamente spiegato nell’analitico volume del filosofo canadese Alain Denault “La mediocrazia”, edito da Neri Pozza. Denault annuncia la presa del potere dei mediocri e l’instaurazione globale del loro regime, la mediocrazia, in ogni ambito della vita umana. Essere mediocri, spiega Deneault, non vuol dire essere incompetenti. Anzi, è vero il contrario. Il sistema incoraggia l’ascesa di individui mediamente competenti a discapito dei super competenti e degli incompetenti. Questi ultimi per ovvi motivi (sono inefficienti), i primi perché rischiano di mettere in discussione il sistema e le sue convenzioni. Lo spirito critico deve essere limitato e ristretto all’interno di specifici confini perché, se così non fosse, potrebbe rappresentare un pericolo. Il mediocre, insomma, spiega il filosofo canadese, deve “giocare il gioco”. Stare al gioco vuol dire accettare i comportamenti informali, piccoli compromessi che servono a raggiungere obiettivi di breve termine, significa sottomettersi a regole sottaciute, spesso chiudendo gli occhi e il naso. È in questo modo che si saldano le relazioni informali, che si fornisce la prova di essere “affidabili”, di collocarsi sempre su quella linea mediana che non genera rischi destabilizzanti. “Piegarsi in maniera ossequiosa a delle regole stabilite al solo fine di un posizionamento sullo scacchiere sociale” è l’obiettivo del mediocre, che ci ha portato all’attuale situazione politica ed economica. Uscirne? Personalmente sono pessimista ma, per evitare un futuro di cui faremmo volentieri a meno, Deneault indica una strada che parte dai piccoli passi quotidiani: resistere alle piccole tentazioni e dire no, riconquistando le perdute nozioni forti della storia democratica, come Popolo, la Cosa Comune e il Bene Pubblico. Resistere per uscire dalla mediocrità non è certo semplice. Forse, varrebbe la pena tentare, cominciando dalla scuola, dallo sport, dalle arti, simboli della libertà umana.

Nel salernitano demoni, droga, violenze, orge con bimbi. Decine di inchieste in Procura, l’orrore delle piccole vittime

0

Riti magici conditi da abusi sessuali, pratiche orgiastiche con bambini come impotenti protagonisti e festini a base di cocaina. C’è il mondo dell’occulto dietro decine di inchieste della Procura dirette a far luce su squallide storie di pedofilia o su vicende di maltrattamento tra le «rassicuranti» mura domestiche. Inchieste delicate, frantumatesi in più costole approdate alcune davanti al tribunale penale, altre davanti a quello civile e, altre ancora, al tribunale per i minori. Storie diverse ma tutte accomunate da un unico denominatore: l’esoterismo come filo conduttore per mettere in pratica reati ignobili all’interno di substrati permeati da grande ignoranza. Le vittime non sono solo i bambini ma anche persone fragili che, entrate in contatto con maghi e santoni, divengono poi vittime di abusi e violenze. Finiscono così in vicoli ciechi e, spesso, si trovano impossibilitate a chiedere aiuto: da quando in Italia, con la sentenza numero 96 del 9 aprile 1981, è stato abolito il reato di plagio, che puniva con la reclusione da 5 a 15 anni «chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione», se un maggiorenne finisce nella rete di maghi o santoni divenendone vittima, è molto difficile dimostrare che è stato manipolato. È la zona che da Eboli e attraverso gli Alburni conduce fino al Cilento, quella all’interno della quale si consumano storie perverse sullo sfondo di pratiche esoteriche: rituali«fai da te», talvolta organizzati sotto l’effetto di allucinogeni. È un variegato universo dell’occulto che confluisce solo in parte nei faldoni di inchieste su inquietanti casi di cronaca giudiziaria: fasci di luce su una realtà sommersa e che viene a galla attraverso le intercettazioni e le testimonianze. Il caso forse più inquietante si è consumato a ridosso dei monti Alburni, nel piccolo comune di Polla. Qui, in una casa di campagna, è andato in scena l’orrore orchestrato da un’anziana signora che, con il figlio, organizzava veri e propri riti orgiastici con protagonisti i tre nipotini – di 4, 5 ed 11 anni – costretti a subire abusi sessuali sullo sfondo di riti di natura esoterica. Secondo la tesi della Procura che ha contestato le pesantissime accuse di violenza sessuale, induzione alla prostituzione minorile e maltrattamenti, a carico del padre e della nonna dei bambini, ai rituali orgiastici avrebbero partecipato anche altre persone mai identificate dagli inquirenti. Raccapriccianti i particolari raccontati dai piccoli, rappresentati dal curatore speciale, avvocato Viviana Caponigro, nel corso dell’incidente probatorio e confluiti nel fascicolo di indagine: in quella casa di campagna sarebbero stati celebrati veri e propri rituali esoterici con sacrifici di animali. Sono i bambini a raccontare di galline che venivano macellate e di uomini incappucciati che, insieme, abusavano di loro. Nelle intercettazioni confluite nel fascicolo c’è anche la perversa abitudine della nonna di urinare sui piccoli in segno di «purificazione». Due i procedimenti scaturiti dalla vicenda consumatasi nel 2010 e venuta a galla in seguito alla denuncia della madre: il primo, in sede penale, si è concluso con la condanna di primo grado a carico della nonna e del padre dei minori comminata dal tribunale di Lagonegro, mentre pende ancora davanti alla Corte d’appello del tribunale di Salerno il processo di secondo grado. L’altro procedimento si è invece celebrato davanti al tribunale per i minori e si è concluso con la decadenza della responsabilità genitoriale del padre dei bambini. La nonna, dal canto suo, non può più avvicinarsi ai piccoli. Una storia per certi versi analoga, perché consumatasi sullo sfondo di rituali orgiastici, si è verificata nel 2011 nel Tanagro, nei boschi di Palomonte. Qui, tre bambini – di 9, 3 e 2 anni – sarebbero stati costretti dalla madre e dal suo compagno ad assistere, di notte, a festini a base di cocaina e ad orge di gruppo alle quali avrebbero però partecipato solo come spettatori senza mai subire abusi. Nel fascicolo, aperto presso la Procura minorile in seguito ad una segnalazione anonima che ha permesso il collocamento dei minori in una casa famiglia a Castiglione del Genovesi, sono decine le testimonianze che inseriscono la vicenda in un inquietante clima legato al mondo dell’occulto. Durante questi raduni, come affermato dal maggiore dei fratellini, gli adulti compivano degli strani rituali fatti di formule, incomprensibili ai piccoli e, poi, si univano sessualmente tra loro. La vicenda, che al momento non ha avuto alcun risvolto penale, è approdata davanti al tribunale per i minori che, dopo aver dichiarato la decadenza della responsabilità genitoriale della madre dei piccoli, ha disposto che i bambini, finiti in casa famiglia, potessero vedere il padre solo alla presenza degli assistenti sociali e attraverso incontri protetti. C’è, invece, tutto un universo fatto di magia e di credenze popolari dietro un’altra inquietante vicenda consumatasi tra Eboli e i picentini e che vede protagonista una giovane donna, originaria di San Cipriano, che non riusciva a coronare il sogno della maternità. Sarebbe stato il marito a convincerla ad andare da un santone che la sottoponeva a riti finalizzati a stimolarne la fertilità. La donna sarebbe stata persuasa dal mago ad avere rapporti sessuali con lui che, incappucciato, le massaggiava l’addome sostenendo che in tal modo avrebbe eliminato le «negatività» che le impedivano di generare figli. Molti dei rituali, anche alla presenza di altre donne, si sarebbero svolti in una cappella vicino Eboli dove erano organizzati veri e propri gruppi di preghiera finalizzati al concepimento. In questo caso sotto processo è finito solo l’ex marito della donna che la costringeva a recarsi dal santone e nei confronti del quale si sono aperti due procedimenti: il primo, davanti al tribunale civile, si è concluso con gli «ordini di protezione» contro gli abusi – configurati come violenze di natura psicologica – perpetrati dal coniuge nei confronti della moglie; l’altro, invece, è ancora pendente davanti alla prima sezione penale del tribunale di Salerno e vede l’uomo imputato per maltrattamenti in famiglia e stalking. La vicenda del santone, contro il quale la donna non ha mai sporto denuncia e la cui condotta, a causa anche di un vuoto normativo in materia di plagio, non sembra avere profili penali, è infatti confluita solo in parte davanti al tribunale civile che ha decretato il divieto di avvicinamento dell’ex coniuge alla donna costretta, suo malgrado, a partecipare a questi rituali. (Viviana De Vita – Il Mattino)

Non sembra la Juve, recinto dei limiti di una tirannia in crisi. La squadra si smarrisce quando aumenta la difficoltà

0

Quello che della Juventus stupisce è lo stupore, sono le facce che gli juventini fanno quando il vento tira contro, quando il gioco non prende la piega che volevano, quando perdono senza che ci siano grandi scuse da accampare e invece accade per una ragione semplice: c’è un avversario in gamba che sa segnare un gol in più. È a questo che la Juve non è preparata e può anche starci dopo anni di tirannia, perché la tirannia è solitudine e toglie il senso del raffronto, nega la pietra di paragone, sottrae l’unità di misura. La Juve in questi sei anni ha perso di rado e l’ha quasi sempre fatto perché capitava una domenica di luna storta, una serata di giramento, un pomeriggio di coincidenze sfortunate, una settimana in cui poteva prendersi il lusso di una dormitina. Si sentiva responsabile delle sue sconfitte come delle sue vittorie, le illusioni alla concorrenza era in qualche modo lei a concederle, a incoraggiarle (e naturalmente, a frustrarle). Invece adesso la Juve perde partite che gioca come vorrebbe e tutto sommato come dovrebbe, come qualunque altra squadra al mondo. E sembra faccia fatica ad accettarlo. Ogni volta che in questa stagione il livello di difficoltà si è alzato, i bianconeri hanno inciampato: hanno perso con la Lazio (anche in Supercoppa) e con la Sampdoria, si sono fatti rimontare due gol dall’Atalanta e maltrattare dal Barcellona, hanno dannatamente faticato con lo Sporting e mai per avere giocato partite disastrose, sciagurate, trascurate o sbagliate già nel concetto, ma perché hanno trovato avversari alla pari, o in certi momenti addirittura migliori come la Sampdoria di ieri, che ha saputo resistere nella fase delle complicazioni (quella iniziale, quando la Juve ha sprecato due buone opportunità con Higuain e Cuadrado e ha premuto con discreto ritmo e buona insistenza, e quella finale, mentre baluginava la rimonta) e poi emergere quando la partita ha cominciato a cambiare aspetto. Ma la Samp (come la Lazio, come l’Atalanta) non ha mai perso lucidità, non è mai stata in soggezione, non si è mai dichiarata palesemente inferiore e ha segnato gol magari casuali (perlomeno il primo e il terzo, nel flipper dell’area) ma comunque incardinati su un’idea precisa, nitida, efficiente, efficace e su giocatori – come il lindo Torreira, lo sfacciato Ramirez, il debordante Zapata – non meno prestigiosi dei loro diretti avversari. Le distanze tra la Juve e il mondo si sono accorciate, probabilmente perché il livello bianconero è calato (i nuovi non stanno incidendo, qualche stella è in crisi, il gioco non ha fatto passi in avanti) e quello della concorrenza è cresciuto, ma sembra che a questo gli juventini non fossero preparati. Ne sapremo di più, e soprattutto ne sapranno di più loro, da qui a Natale, dopo i confronti diretti di dicembre con Napoli (1°), Inter (9) e Roma (23), quelli che probabilmente daranno le misure definitive di ciò che la Juve è, e che si appresta a diventare. Resta quello stupore che stupisce, restano Allegri che dice «abbiamo giocato una buona partita» o Chiellini che parla di «una gara giocata bene e con personalità». Quel genere di partite, per l’appunto, che fino a qualche tempo fa la Juve giustiziava senza pietà (magari al primo tiro in porta, come la Samp ieri) ma che adesso non riesce più a raddrizzare perché alle difficoltà reagisce a scatti, di nervi, quasi con un sottofondo di isteria. Le sue potenzialità restano sconfinate (ieri, a momenti, riacciuffava il risultato per la coda), ma adesso si muove incredula nel recinto di limiti che evidentemente non riteneva di avere. «Spero che la voglia di vincere ci sia ancora, anche se a volte in campo non sembra. Di sicuro da parte dei senatori c’è ancora fame», annotava Chiellini a fine pomeriggio. In effetti, a volte non sembra. Non sembra Juve. (Emanuele Gamba – la Repubblica)

Torino. Addestratore sbranato dal cane. Ma c’è l’ipotesi che l’uomo abbia avuto un malore. Disposta l’autopsia

0

Torino. «Sid è un cane normale ma con un carattere tosto, tolto troppo presto alla mamma, che purtroppo ha subito un percorso iniziale sbagliato, anche se ora sono sulla giusta strada». Così Daniele Conte, 28 anni, parlava su Facebook del suo bull terrier di un anno e mezzo. Lo stesso cane che sabato sera i vicini hanno trovato seduto a qualche metro dal cadavere del giovane che era stato chiamato per addestrarlo. Davide Lobue, educatore cinofilo di 26 anni, aveva lacerazioni in tutto il corpo, ma è un mistero la sua morte, avvenuta tra il tardo pomeriggio e le prime ore della sera, ben prima del ritrovamento. Di sicuro Sid ha morso Lobue ma non è detto che lo abbia ucciso. Le brutte ferite che alle gambe, infatti, sono state inferte quando l’educatore era già morto. Al contrario i graffi e i morsi al collo e alla testa non sembrano così profondi da risultare letali. Il luogo della tragedia è un giardino recintato a pochi passi da alcune palazzine a Monteu da Po, nel Torinese. Sul terreno non c’era molto sangue: questo è stato il primo dettaglio a insospettire i carabinieri della compagnia di Chivasso e il medico legale intervenuti poco prima di mezzanotte, avvertiti da un sedicenne che abita lì e che da ore sentiva il cane abbaiare. «Non riesco a crederci, non c’erano stati mai episodi che facessero pensare a qualcosa di simile», continuava a ripetere il padrone dell’animale nel cuore della notte, andando su e giù per il vialetto di casa, illuminato a intermittenza dai lampeggianti delle sirene di soccorritori e investigatori. Eppure Daniele Conte sapeva che il suo Sid aveva bisogno di un aiuto. In più occasioni lo aveva condiviso su Facebook, dove postava anche foto e video del lavoro che faceva con lui. «Tutti bravi i padroni. Tutti bravi a far lavorare il cane — aveva scritto — Invece una delle cose migliori che ho fatto per il mio cane è stata di dargli una pausa. Due mesi di relax. Ora siamo tornati a lavorare: Sid si è rigenerato mentalmente ed è cresciuto più di quanto mi aspettassi». Un messaggio denso di consapevolezza e di speranza per ulteriori progressi. Anche per questo sabato Daniele aveva chiamato Davide, che viveva a Rivoli e che aveva conosciuto mesi fa tramite amicizie comuni. Ogni tanto si erano incontrati, ma quella era la prima volta che il cane e l’educatore — che aveva un’esperienza decennale e che si era specializzato proprio sulle specie aggressive — lavoravano insieme. Daniele aveva organizzato di andare a Milano per un concerto, Davide avrebbe avuto la giornata intera da dedicare a Sid. Poi al termine del lavoro avrebbe lasciato l’animale in casa ad attendere il ritorno del padrone, posando le chiavi sul tavolo e chiudendosi la porta alle spalle. Invece tutto è finito in quel giardino. Per conoscere la verità sull’accaduto si dovrà attendere l’esito dell’autopsia, che sarà effettuata dal medico legale Roberto Testi. Al momento sono due le ipotesi su cui stanno lavorando gli uomini dell’Arma, guidati dal capitano Luca Giacolla e coordinati dal pm di Ivrea Daniele Iavarone. Davide Lobue potrebbe essere stato stato stroncato da un malore e solo a quel punto il cane avrebbe fatto scempio del cadavere. Ma è anche possibile che il bull terrier abbia attaccato l’educatore alla gola, provocando la rottura della carotide e un’inarrestabile emorragia interna. L’animale ora è stato affidato a un canile, sotto osservazione per valutarne la pericolosità. (Federica Cravero – la Repubblica)

Salvatore Bagni: «Non ho dubbi, con lo Shakhtar Donetsk il Napoli se la giocherà fino in fondo e vincerà»

0

È un profondo conoscitore del calcio estero e domani sera, forte di un’esperienza assimilata sui campi da gioco e non solo, sarà allo stadio San Paolo per assistere alla partita di Champions con lo Shakhtar Donetsk, una gara fondamentale per le sorti del Napoli nella massima competizione europea. Salvatore Bagni, “il guerriero” del centrocampo azzurro dello storico primo scudetto degli azzurri è convinto che il Napoli batterà gli ucraini: «Basta che gli azzurri facciano una partita normale – dice senza tentennamenti – come sanno fare gli uomini di Sarri». Con lo Shakhtar è decisiva… «Sì è vero, ma sono fiducioso: Il Napoli può tranquillamente battere gli ucraini e credere ancora nella qualificazione. Il resto poi dipende anche dal Manchester City. Non sappiamo Guardiola con quale squadra affronterà le prossime partite, visto che gli inglesi sono già qualificati». All’andata il Napoli è stato sconfitto, ma un po’ di paura comunque l’ha messa agli ucraini. «Gli azzurri hanno capito come possono batterli, ma indubbiamente loro sono un’ottima squadra che sa come muoversi sul campo e sono riusciti a imbrigliare la ragnatela di passaggi del Napoli con un gioco veloce e al tempo stesso redditizio». Cosa non deve ripetere la squadra allenata da Maurizio Sarri per riuscire a conquistare la vittoria? «Loro hanno giocato molto in verticale colpendo il Napoli tra le linee. Sono riusciti a trovarsi nel posto giusto al momento giusto e hanno colpito gli azzurri, meno brillanti del solito e poco precisi nei fraseggi. Paradossalmente il Napoli è stato colpito in ripartenza e non è riuscito a imporre il suo gioco». Lo Shakhtar Donetsk, comunque, è una realtà consolidata in Europa. «È una buona squadra composta da giocatori tecnici e con una continuità di risultati costruita nel tempo a livello internazionale. Ci sono molti brasiliani come Bernardo Silva, Taison e anche un mix di esperienza. Basti pensare al croato Srna, 35 anni, che nella gara di andata è stato uno dei migliori e che è riuscito a bloccare un calciatore come Insigne». Secondo lei la qualificazione può essere ancora possibile? «Ne sono convinto e il Napoli se la giocherà fino in fondo. La sconfitta con il City ha complicato i piani, ma gli azzurri hanno tutte le potenzialità per qualificarsi. Purtroppo non dipenderà solo dai risultati del Napoli: il Manchester dovrà dare una mano». In caso di eliminazione all’orizzonte c’è l’Europa League… «E io penso che il Napoli diventerebbe una seria candidata alla vittoria finale. C’è un turno in più, è vero, ma l’affronterebbe con molta meno pressione e con la possibilità di fare rotazioni. Il livello non è altissimo anche se ormai le squadre europee la giocano con impegno e non lasciano nulla al caso». L’importante sarà capire anche la priorità di questa stagione e dopo questa gara il quadro sarà più chiaro. «Sicuramente, io credo gli azzurri una scelta l’abbiano già fatta ed è quella di puntare al campionato. Gli unici due pareggi degli azzurri sono arrivati dopo due gare di Champions, quindi è chiaro come si perdano energie. Mi ricordo quando uscimmo con il Tolosa. Di sicuro eravamo più forti, ma stavamo già a corto di fiato. Poi vincemmo lo scudetto. Io penso che il Napoli possa risparmiare energie e infonderle tutte sul campionato. Su tre fronti e con questa rosa è impossibile essere competitivi, una scelta bisognerà pur farla. Anche se è meglio non affrontare questi discorsi ma giocare partita dopo partita”. Domani sarà anche lei presente allo stadio, si aspetta difficoltà per il Napoli? «Sono convinto che il Napoli conquisterà i tre punti: questa volta le difficoltà saranno tutte degli ucraini e il San Paolo sarà un’arma decisiva». (Donato Martucci – Corriere del Mezzogiorno)

Lutti in Penisola sorrentina Giosuè Maresca, Luisa di Otranto , Maria Luisa Gargiulo e Antonina De Maio

0

Lutti in Penisola sorrentina Giosuè Maresca, Luisa di Otranto , Maria Luisa Gargiulo e Antonina De Maio Piano di Sorrento. Facciamo le condoglianze alle famiglia. Per chiunque voglia ricordare il proprio caro inviare mail a info@positanonews.it

Michele Gesualdi, l’allievo di don Milani malato di Sla. La sua lotta per una legge sul testamento biologico

0

Ancora oggi, nonostante la Sla che lo sta uccidendo, Michele Gesualdi, 74 anni, continua a scrivere lettere. Non può più parlare, l’allievo prediletto di don Milani, e anche la disciplina dello scrivere lo affatica moltissimo. Ma la mente è lucida e ogni sua parola è come un raggio di luce. «Questo Papa è proprio un dono. Entra nelle sofferenze delle persone», ha appena scritto Michele alla figlia Sandra dopo che papa Francesco aveva parlato a favore del non accanimento terapeutico. Le parole del Papa sono arrivate come una benedizione nell’appartamento di Calenzano, hinterland di Firenze, dove Gesualdi vive la sua condizione drammatica di malato assistito dalla moglie Carla anch’essa allieva di don Milani. E adesso sono in tanti a pensare che lo straordinario discorso del pontefice sia maturato anche grazie a Michele. Dopo un incontro avvenuto a Barbiana il 20 giugno e dopo due «lettere» che Gesualdi gli ha scritto. La prima, del dicembre del 2016, è l’invito a Francesco a Barbiana e che probabilmente ha convinto il pontefice a quel viaggio e quell’incontro nei luoghi del «prete scomodo». La seconda è un appello che ha scosso le coscienze (e fatto nascere un comitato con nomi celebri della politica e della cultura) sull’esigenza di avere al più presto una legge sul testamento biologico ferma da troppo tempo in parlamento. Ci sono affinità tra le parole di Francesco e quelle di Michele? «Certo che sì — risponde la figlia Sandra — Sono due: il “no” all’accanimento terapeutico e il “no” all’eutanasia. In mezzo a questi due limiti, dice mio padre, c’è la dignità dell’uomo». Da un anno Sandra, giornalista, è la voce di Michele. Presenta il suo libro, va in televisione, riporta fedelmente il pensiero del padre. «Ed è una sofferenza perché finire sui giornali o in tv quando una malattia terribile e schifosa, come è la Sla, ti circonda, colpisce il tuo babbo e di conseguenza tutta la famiglia — continua Sandra — è un modo di rinnovare continuamente la sofferenza. Se mio padre ha deciso di combattere questa battaglia, che per lui e per noi tutti è un grido di dolore, non è per se stesso ma per gli altri. Ha chiesto che venga approvato il testamento biologico, ma per tutti coloro che soffrono. E credo che questo sia il vero insegnamento di don Milani alla quale si è ispirato per tutta la vita. Sforzo immane, perché è come se tu parlassi di fame quando non mangi da una settimana. Però questa è la nostra battaglia e io come voce di Michele Gesualdi ho il compito che lui mi ha assegnato, la continuerò perché è il mio dovere». Come ha sempre fatto Michele fin da bambino, un orfanello che ogni mattina saliva la collina di Barbiana, una piccola frazione di Vicchio nel Mugello, per studiare. E da adulto pubblicò, contro l’opinione dominante, le moltissime lettere di don Milani. Per poi addirittura criticare il maestro scrivendogli che quel mondo reale era ben diverso da quello che aveva conosciuto a scuola. Don Milani, invece di sgridarlo, ne fu orgoglioso e lo ringraziò per quelle che definì «legnate». Di «legnate» Michele ne ha tirate molte. Da sindacalista e da politico. Perché dopo la scuola di Barbiana e anni passati da emigrato in una fabbrica tedesca la sua scorza, già forte, era diventata un’armatura. Epici i suoi scontri, da presidente della Provincia di Firenze (per due mandati) con Matteo Renzi, ancora non «rottamatore», che lo avrebbe sostituito sulla poltrona di Palazzo Medici Riccardi. Legnate pedagogiche, però. Perché indietro Gesualdi ha ricevuto sì critiche severissime e molti sgarbi politici, ma anche rispetto, ammirazione e soprattutto riconoscenza. È stato anche un babbo straordinario, Michele? «Un grande padre che io non giudico con le lenti dell’eccezionalità — risponde Sandra — come lui stesso mi ha insegnato. È stato un padre forte, che non si è piegato ai tempi, che non si è adattato all’edonismo e al consumismo, ma ha cercato di seguire sempre gli ideali del Vangelo e gli insegnamenti di Lorenzo Milani. Con le sue opere e i suoi scritti». (Marco Gasperetti – Corriere della Sera)

Habib Bah, 19enne, racconta la sua esperienza di migrante: «Fratelli, non partite per l’Italia»

0

Un’aula del «Liceo 2 ottobre», una foto alla parete, le date (1999-2017) e una scritta: Issiaga Lamine Camara «n’est plus». «Avesse visto questo video — racconta Mange Sylla — forse non sarebbe partito». «Io non parto perché la felicità può essere ovunque», dice Ismael Camara, 17 anni. «Abbiamo paura», dicono Esther e Fodè. «Il governo non fa nulla — ruggisce Mamadou Youla — E l’Europa? Qui c’è solo corruzione». Alpha Keita: «Io volevo giocare a calcio in Europa. Ora ci penserò su». Sandaly: «Posso fare il cantante anche qui». Sospira Leontine Sissoko, responsabile delle scuole cittadine: «Ogni famiglia, in Guinea, ha qualcuno rimasto sulla strada». Se dividete per nazionalità i 114.000 migranti giunti quest’anno sulle nostre coste, la misconosciuta Guinea con capitale Conakry (12 milioni di abitanti) è seconda, appena dietro il gigante Nigeria (180 milioni). Da questo angolo di Africa Occidentale (dove è cominciata l’epidemia di Ebola) nel 2017 circa 10.000 ragazzi si sono avviati sulla rotta Mali- Libia-Italia. Chi studiava, chi zappava, chi lavorava per 1-2 dollari al giorno. Chi non è arrivato mai come Issiaga. Chi ce l’ha fatta e mai lo rifarebbe: Habib Bah ha 19 anni e sta in un’ex casa cantoniera dell’Anas a Pontevico (Brescia), una delle strutture dove la cooperativa «Un sole per tutti» ospita i richiedenti asilo (400 in tutto). Anche Habib, dall’Italia, racconta il suo viaggio ai ragazzi seduti in quest’aula. Il deserto, le prigioni di Tripoli, la paura in mare. In un video Habib si rivolge ai ragazzi: «Non partite. Non si rischia la vita così. Se anche arrivate, la realtà non è quella sognata». Habib come gli altri testimoni del film «Lapa Lapa» (il barcone) realizzato dal fotoreporter Damiano Rossi e da Fausto Conter di «Un sole per tutti». Gente atipica. Eccoli qui con Marco Riva, 62 anni, presidente della cooperativa, la maggiore del Bresciano nel suo settore. In una scuola sgarrupata di Conakry. All’altro capo della rotta. Loro che appartengono alla categoria a cui qualcuno appiccica un’etichetta («quelli che fanno business con gli sbarchi») sono venuti in uno dei Paesi che più alimentano la tratta. Per trasmettere il messaggio degli «sbarcati», che implorano i candidati al prossimo barcone: «Non partite». Un progetto di informazione che si avvale della collaborazione della ong locale «Aguidi». Un viaggio a ritroso. Anche per capire meglio da dove vengono «i clienti» delle strutture d’accoglienza e le loro esigenze. «Quando vedi tutta questa povertà un po’ li capisci», dice Riva, una vita da imprenditore, un albergo ad Azzano Mella e dal 2011 l’impegno nell’«emergenza migranti». Ci stiamo muovendo alla periferia di Conakry, nel traffico pestilenziale che soltanto le città di certi Paesi poveri (poche strade ma brutte) sanno produrre. Habib ha fatto sapere a casa del nostro viaggio. Il padre ci dà appuntamento a un distributore. Amidou Bah è un uomo magro, segnato. Quando ci vede, non dice una parola. Gli viene da piangere, si nasconde. Poi ci fa strada, sul piccolo scooter da tassista che gli fa racimolare 2 dollari al giorno per mantenere moglie e cinque figli rimasti. Ogni tanto tira fuori di tasca lo spray per l’asma, condizione «ideale» per chi respira l’aria dei tubi di scappamento. L’abitazione (che custodiscono in cambio di uno sconto sull’affitto) è sul ciglio di un vallone che brulica di nidi d’uccelli tessitori. Da qui è partito Habib, forse una mattina di gennaio, forse molto prima. «Se n’è andato di nascosto, perché sapeva che non gli avrei mai dato il permesso» racconta il padre. Per molto tempo è stato furioso con il figlio, anche se ora l’ha perdonato per il sollievo di saperlo vivo: «È il primogenito, doveva restare a darmi una mano. Ora gli chiedo solo di comportarsi bene con le persone che l’hanno accolto». Viene naturale incrociare le parole di Amidou con quelle pronunciate da Habib nella casa cantoniera di Pontevico mentre alzava la maglietta sul petto: «Sono partito per alleviare la mia famiglia, perché non ne potevo più di portare mio padre all’ospedale, perché ho questa cicatrice nella pancia che mi hanno fatto i militari durante la strage del 2009 allo stadio di Conakry». Tutto sembra plausibile e incerto. Labile e intenso come gli sguardi dei fratelli seduti nella veranda mentre si bevono il video di Habib e poi registrano un saluto da portare in Italia. Ibrahim, 6 anni, con la maglia di Messi e il braccio fasciato perché è caduto da un albero. Le sorelle Jancine di 9 anni, Aissatou di 10, Mariam di 13 con il capo velato… Viene istintivo chiedersi quando si sposeranno. La Guinea è il secondo Paese al mondo per numero di spose minorenni e il secondo per mutilazioni genitali femminili. Viene istintivo pensare che dovrebbero essere le ragazze quelle più tentate a partire, a scappare. D’altra parte, le ragazze che lasciano la Nigeria e raggiungono l’Europa non finiscono spesso nel pantano della prostituzione? Guinea, in lingua Susu, vuol dire donna. Le donne di qui non prendono la strada del deserto e del mare, come le nigeriane o come la portiera della nazionale femminile del vicino Gambia annegata al largo della Libia quest’anno. Tornando dalla casa di Habib verso il centro di Conakry si passa dallo stadio dove gioca la nazionale: nel settembre 2009 l’esercito guidato da un capitano golpista uccise a sangue freddo 157 persone che manifestavano pacificamente per la fine della giunta militare (poi arrivata). Di fianco allo stadio c’è un capannone male in arnese dove si allenano gli acrobati della Compagnia Keita Fodéba. L’amministratore, Fofana Malik, ricorda il giorno della caccia ai civili. Agli anelli volteggia Salematou Sow, 14 anni: «Voglio girare il mondo come artista, giuro che un giorno lo farò». (Michele Farina – Corriere della Sera)

 “Alla riscoperta del territorio e dell’ambiente” secondo appuntamento

0

A cura di Penisolaverde, del Comune di Sorrento e con la collaborazione di Le terre alte di Sorrento,  visite alle aziende agricole con la relativa passeggiata per raggiungerle. Domenica 17 visiteremo l’azienda di Osvaldo Galano a via Campagnano. L’azienda produce limoni e olio, sarà possibile assistere alla racccolta di entrambi e al ciclo di produzione del celebratissimo limoncello.

Luigi Di Prisco :Altro grande successo oggi con la seconda passeggiata ecologica che ci ha portato nel fondo agricolo di Osvaldo galano. Dopo circa due anni e mezzo di brillanti risultati conseguiti a breve effettueremo una valutazione politica sul prosieguo della nostra esperienza amministrativa e sui risultati fino ad ora raggiunti. Grazie a tutti ancora una volta per la bella partecipazione e la vicinanza che dimostrate.

 L'immagine può contenere: 8 persone, persone che sorridono

Positano, finalmente si procederà con lo smontaggio della gru: da mezzanotte chiusa l’ Amalfitana

0

Positano, Costiera amalfitana. Siamo pronti per questa sera. Dopo vari rinvii, una volta per la pioggia disastrosa, un’altra per il vento,  finalmente ecco che lo smontaggio della gru a Positano è vicino. L’amministrazione Comunale, infatti, ha informato che la procedura comincerà da questa notte, dalle 0:00 alle 6 di martedì 21 novembre per tre giorni. Ecco perché è stata ordinata la chiusura della Strada Statale Amalfitana. Di seguito i dettagli:

E’ ordinata la chiusura della strada S.S. 163 La Statale 163 Amalfitana , che dalla costa d’ Amalfi collega alla costa di Sorrento , al  km.a 12+700 (Cas: Comunale di per i giorni 21-22-23/11/2017 dalle ore 0:00 alle ore 06:00 al fine a consentire io smontaggio della gru di cantiere installata per la realizzazione del’opera denominata “Ampliamento Casa Comunale”.

Le Imprese incaricate della smontaggio dovranno consentire, in caso di emergenza e/o soccorso il passaggio dei relativi automezzi.

Al lavoro la Ditta Romano la segnaletica è stata apposta all’autostrada Napoli – Salerno uscita Castellammare di Stabia e Vietri sul mare, l ‘ ANAS avvisata i cittadini pure. Positanonews vi terrà aggiornati.

LA MADONNA DI MONSERRATO A CAROTTO

0

Quando a Carotto, nel 1422, fu aperta al culto la chiesa della Madonna di Monserrato, a Napoli governavano gli Angioini del ramo Durazzesco ed, in particolare, dal 1414 era sul trono Giovanna II, sorella di Ladislao. La Madonna, particolarmente venerata nel Monastero presso Barcellona, è la prima, tra tutte le immagini della Vergine, ad aver avuto un culto internazionale. Infatti, con l’affermarsi della potenza della Spagna e con l’estensione dei suoi domini, il culto per la Madonna di Monserrato giunse un po’ dovunque ed in particolare in Sardegna, nell’Italia del Sud ed anche in America. Addirittura la chiesa carottese precede quella costruita a Napoli, nel 1506, nella piazza di Porto, con le elemosine dei cittadini napoletani, da un frate spagnolo proveniente da Montserrat.

È presumibile che uomini di mare, intenti ai loro commerci con la penisola iberica, abbiano avuto modo di conoscere e venerare la Madonna nera in Catalogna e ne abbiano introdotto successivamente il culto nel paese di origine, coinvolgendo nel progetto il presbitero carottese Francesco Maresca. La bellissima Icona che oggi è custodita in San Michele, negli uffici parrocchiali, ha in gran parte le caratteristiche di quella spagnola, tranne il colore della carnagione, che da noi risulta chiaro, quasi un tentativo di renderla più familiare al popolo e farne da subito oggetto di venerazione. Secondo la leggenda catalana, la Mare de Déu de Montserrat fu ritrovata da alcuni pastorelli, richiamati da una gran luce, dentro una grotta. L’immagine rappresenta la Vergine Maria con il Bambino Gesù. Nella mano destra la Madonna regge una sfera che simboleggia l’universo, Gesù, invece, con la mano destra benedice e con la sinistra regge una pigna, antico simbolo di fertilità ed abbondanza. I fondatori della chiesa carottese intesero dare centralità al nuovo luogo sacro e scelsero la via principale del paese che, all’epoca, congiungeva il nucleo più consistente dell’abitato con la marina, il cosiddetto “luogo di Carotto”. La nuova fabbrica andò quasi a saldarsi con la chiesetta dedicata a San Michele, sorta su un primitivo tempio pagano. L’edificazione della nuova chiesa fu preceduta dalla nascita di una confraternita, quella di Santa Maria di Monserrato che pose nella chiesa stessa la sede del proprio sodalizio. Essa si ispirava a quella spagnola, detta “Confraternita della Madre di Dio” che, prevedeva riti penitenziali, anche cruenti, compresa l’autoflagellazione, principalmente durante la Settimana Santa (rimasti ancora oggi intatti a Nocera Terinese in Calabria). I fondatori si definivano, infatti, “confratelli fustiganti”. Santa Maria di Monserrato, come sodalizio, non ebbe lunga vita perché già nel XVI sec. la chiesetta, sua sede, risulta essere pertinenza di un’altra confraternita, quella di Santa Maria della Neve. Possiamo comunque affermare che da Santa Maria di Monserrato, poi Santissima Annunziata, almeno dagli anni venti del Quattrocento muovono processioni penitenziali durante la Settimana Santa.

Sarebbe interessante sapere con certezza perché coloro che fondarono la chiesa scelsero proprio la Madonna di Monserrato. Le ipotesi potrebbero essere due, entrambe di carattere votivo: un voto alla Madonna per essere stati salvati da un naufragio, presso la costa della Catalogna, o l’arrivo della prole, dopo anni di vana attesa. Io credo più probabile la seconda, per il motivo che segue. Agli inizi del Seicento la chiesa, ormai parte del grande tempio di San Michele, fu ridisegnata, ebbe un orientamento ed una volumetria diversa. Allora l’Annunziata divenne titolare della chiesa e sede dell’omonima Confraternita, mentre una Sua immagine sostituì quella della Madonna catalana. In realtà l’Annunziata è l’immagine napoletana della Madonna di Monserrato, celeste protettrice della prole, dei bambini in particolare, e della gioventù in generale. La trasformazione nei secoli segue una sua logica: si passa dalla Madonna nera a quella chiara, che dona la prole, la difende e la consola. È straordinario considerare come lo stesso luogo abbia conservato nei secoli le sue finalità. Nato come oratorio e sede di un pio sodalizio, ancora oggi, dopo quasi settecento anni, serba intatte le sue caratteristiche d’origine. Da sempre luogo di preghiera, in una terra antica.
Il racconto del lunedì di Ciro Ferrigno

L'immagine può contenere: una o più persone
L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute
L'immagine può contenere: 2 persone
L'immagine può contenere: 1 persona
L'immagine può contenere: 1 persona

Meta, lutto per la scomparsa del pasticciere Giuseppe Cocurullo

0

Lutto a Meta di Sorrento, in Penisola Sorrentina, per la scomparsa di Giuseppe Cocurullo. Giuseppe era molto noto in paese perché era un abilissimo pasticciere, il quale lavorava nel proprio laboratorio sito nei pressi del ristorante Peccati di Gola, in via Guglielmo Marconi. Giuseppe era ricordato per essere un artista pasticciere: quando si entrava nel suo bar sembrava di ritornare indietro negli anni. Ci mancherà e mancherà a tutti gli abitanti di Meta di Sorrento.

La redazione di PositanoNews si stringe attorno al dolore dei familiari.

Maiori, convocato Consiglio Comunale per il giorno 24 novembre

0

Il Comune di Maiori ha informato che è stato convocato, presso l’aula consiliare sita nel Palazzo Mezzacapo, il Consiglio Comunale, in seduta straordinaria di prima convocazione, per il giorno 24 novembre, per la discussione dei seguenti argomenti.

1. LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA PRECEDENTE DEL 02.10 .2017.

2. RATIFICA DELIBERA G.C. N. 204 DEL 23.10.2017 AD OGGETTO: “VARIAZIONE DI BILANCIO DI PREVISIONE 2017-2019, AI SENSI DELL’ART. 175, COMMA 5 BIS – LETT.B) DEL D.LGS. 267/2000.”

3. RISCOSSIONE: DELEGA DELLE FUNZIONI E DELLE ATTIVITA’ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE- RISCOSSIONE COATTIVA.

4. ART.194 LETT A) D.LGS. 267/2000 – RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITA’ DI DEBITO FUORI BILANCIO ANNO 2017 – SENTENZA GIUDICE DI PACE DI SALERNO N. 4698/2017.

5. ART.194 LETT A) D.LGS. 267/2000 – RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITA’ DI DEBITO FUORI BILANCIO ANNO 2017 – SENTENZA GIUDICE DI PACE DI NOCERA INF. N. 4165/2016.

6. ART.194 LETT A) D.LGS. 267/2000 – RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITA’ DI DEBITO FUORI BILANCIO ANNO 2017 – SENTENZA GIUDICE DI PACE DI GAETA N. 399372017.

7. ART.194 LETT A) D.LGS. 267/2000 – RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITA’ DI DEBITO FUORI BILANCIO ANNO 2017 – SENTENZE GIUDICE DI PACE DI SALERNO N. 5312/ E GIUDICE DI PACE DI NAPOLI N. 27308/2017.

8. ART.194 LETT A) D.LGS. 267/2000 – RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITA’ DI DEBITO FUORI BILANCIO ANNO 2017 – ORIDNANZA TRIBUNALE DI SALERNO DEL 23.02.2017.

9. ART.194 LETT A) D.LGS. 267/2000 – RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITA’ DI DEBITO FUORI BILANCIO ANNO 2017 – SENTENZA GIUDICE DI PACE DI SALERNO N. 4535/2017.

10. VARIAZIONI DI BILANCIO 2017-2019.

11. REGOLAMENTO DI GESTIONE DEGLI IMPIANTI E DEGLI SPAZI DI AGGREGAZIONE DEL COMUNE DI MAIORI.

APPROVAZIONE

Vico Equense. Le Pacchianelle, alla loro 109° edizione il prossimo 6 Gennaio. Iniziarono come il primo Giro d’Italia

0

Vico Equense. Le Pacchianelle, alla loro 109° edizione il prossimo 6 Gennaio, facendo memoria della nascita di Gesù, simbolicamente e poeticamente, riportano la storia a ritroso di oltre 2000 anni.

Una storia, quella delle Pacchianelle, che iniziò nello stesso anno in cui si corse il primo Giro d’Italia, il 1909, con otto ragazzine che, vestite da contadinelle, (il termine “Pacchianelle“ indica le giovani contadine di paese), componendo una piccola “processione“, si recarono a dare il “bacio al Bambinello“, portando doni consistenti in frutta, pane, formaggio, olio, vino.

Quell’esiguo numero di bambine, oggi è diventato una sfilata con oltre 300 figuranti che, divisi in quadri, muovendosi in un lungo fantasmagorico corteo, rappresentano “ritratti“ di personaggi che, indossando variopinti e ricercati costumi in stile ‘700 napoletano, si identificano nella pacchiane e nelle pacchianelle, nei pastori e nei contadini, nei Magi, negli Angeli e nella Sacra Famiglia.

Le Pacchianelle, da oltre un secolo, costituiscono uno dei momenti più significativi dell’anno in cui il consolidato rapporto tra società civile e Comunità Religiosa, si estrinseca in modo pubblico e spettacolare, rinnovando, anno dopo anno, una antica tradizione di valori cristiani sentitamente vissuta dai cittadini di Vico Equense.

Ed è proprio attraverso la ripresentazione di questi valori di fede, di cultura, di costume e di arte, che la sfilata delle Pacchianelle diventa esaltante ed entusiasmante, diffondendo, col suo profumo di incenso e di agrumi, commozione ed ammirazione.

A cura dell’Ass.ne Amici delle Pacchianelle

Costa d’Amalfi, “ladri di campagna”: Coldiretti stima saccheggio da cento quintali di limoni Sfusato Igp

0

Il settore dell’agricoltura sta incassando enormi colpi in tutti Italia e mentre alcune colture minore sono destinate alla distruzione, a causa delle norme europee stringenti sul settore, c’è in atto un vero e proprio fenomeno predatorio verso quelle che sono considerate le eccellenze, ovvero quei prodotti che hanno mercato e sono coperti da denominazioni.

Interessante è infatti l’articolo de Il Secolo XIX, firmato da Gabriele Martini, che parla appunto di un vero e proprio flagello che sta colpendo le campagne del Bel Paese. Non i cosiddetti “ladri di polli”, che fanno incetta di verdure da portare a tavola, ma vere e proprie bande organizzate che srotolano reti per rubare olive, trafugano prodotti finiti dalle cantine e addirittura le attrezzature da lavoro nei campi. Coldiretti infatti stima che queste incursioni dei ladri di campagna, stanno creando un danno all’economia di 300 milioni di euro. Il Rapporto Agromafie 2017 segnala infatti un raddoppiamento nell’ultimo anno di segnalazioni di furti, che destabilizzano il settore dell’Agricoltura, consentendo anche ad organizzazioni malavitose di speculare sui prezzi dei prodotti della terra.

Nel nostro territorio le cose non stanno certamente meglio rispetto ad altre parti d’Italia, infatti mentre nel salernitano sono in atto razzie a cantine e rimesse per sottrarre ingenti quantitativi di olio extravergine, in Costa d’Amalfi preoccupano i saccheggi ai limoneti: l’oro giallo della Costiera, già osteggiato nell’ultimo anno dalle gelate e la siccità, secondo l’associazione di settore sono stati sottratti circa cento quintali di Sfusato Igp da organizzazioni di ladri. Il malviventi fanno così man bassa di un prodotto altamente richiesto dalle industrie agroalimentari.

Vico Equense. Movie Tour: sul trenino verso i luoghi del cinema, alla riscoperta delle bellezze della città

0

Vico Equense. Dopo il successo dell’anno scorso, tornano le visite guidate “Attraverso l’Incanto” alla riscoperta delle bellezze di Vico Equense e i “Movie Tours” che percorrono i set del cinema della Penisola Sorrentina. Le attività turistico-culturali rientrano nell’ampio progetto promorecupavalorizzapenisola della Città di Vico Equense, inserito nei grandi eventi della Regione Campania, e organizzato grazie alla collaborazione con il Social World Film Festival e la Pro Loco Vico Equense.

Sarà possibile partecipare gratuitamente alle visite guidate sia venerdì 8 che sabato 9 dicembre alle ore 10.00 con punti di incontro al monumento al cinema “The Wall of Fame” in Piazza Mercato mentre per i Movie Tour domenica 10 dicembre con due trenini in partenza rispettivamente alle ore 09.30 e alle 11.30 da Corso Filangieri all’altezza dell’Antico Palazzo Municipale (Museo del Cinema).

I tour avranno la durata di un’ora e 30 minuti circa e porteranno i visitatori sui luoghi che hanno reso immortali, attraverso il cinema, le bellezze ambientali e paesaggistiche della Costiera, raccontandoli attraverso la voce narrante dell’attore Mariano Rigillo. Un modo innovativo per coniugare la magia della settima arte con la riscoperta delle bellezze dei luoghi della Penisola sorrentina che hanno ospitato i set di capolavori come «Pane, amore e…» di Dino Risi, con Sophia Loren e Vittorio De Sica, girato nel 1955.

I Movie Tour sono realizzati nell’ambito del progetto «Promorecupevalorizza Penisola», finanziato dall’assessorato al Turismo della Regione Campania, insieme al Social World Film Festival, la rassegna internazionale del cinema sociale, curata dal direttore artistico Giuseppe Alessio Nuzzo. Una iniziativa che ha accreditato, negli anni, Vico Equense come città del cinema, grazie anche alla realizzazione del «The Wall of Fame», il monumento permanente al cinema, pruno e unico in Italia, in piazza Mercato, che raccoglie le firme di tutti i più importanti artisti intervenuti alle varie edizioni del Social World Film Festival e del Museo-Mostra del Cinema del Territorio e della Penisola sorrentina, totalmente dedicato ai cimeli della cinematografia dei set girati in Costiera, di cui Ornella Muti è madrina nel mondo.

Somma e Brillo  Piano di Sorrento, prodotti di ottima qualità con possibilità di parcheggio gratuito

0

Somma e Brillo  Piano di Sorrento, prodotti di ottima qualità, da sempre ottimo rapporto qualità-prezzo, inoltre, i clienti possono usufruire del parcheggio gratuito da Elettrodiesel  a Via Bagnulo.

Ecco le locandine con le  offerte valide dal 11 al 30 novembre 2017

Vico Equense. Al via la seconda edizione della Settimana della Famiglia dal 19 al 26 novembre

0

Vico Equense. “Madre, cosa posso fare per la pace nel mondo? Torna a casa e ama la tua famiglia”. Con le parole di Madre Teresa di Calcutta si è aperta la seconda edizione della Settimana della Famiglia, organizzata dall’Associazione Movimento famiglie con la Cooperativa sociale “Insieme per la famiglia” e il patrocinio del Comune di Vico Equense.

Sette giorni, da domenica 19 fino a domenica 26 novembre, con eventi e incontri per ascoltare la vita delle famiglie, con le gioie e le fatiche di ogni giorno per sottolinearne la centralità nella società e aiutarle nel prezioso ruolo educativo che svolgono attraverso un percorso ragionato di laboratori in cui i genitori possano essere coadiuvati da esperti nell’approfondimento delle dinamiche relazionali proprie dell’educazione.

Il programma proposto prevede una serie di eventi in cui sarà possibile confrontarsi su quelle che sono le difficoltà che le famiglie affrontano e sugli interventi da mettere in atto per superarle. Si parlerà, fra l’altro, anche di sensibilizzazione sul tema della “violenza di genere” nella giornata nazionale della lotta contro questo fenomeno, con un convegno previsto per il 25 novembre.

L’associazione Movimento Famiglie nasce nel maggio 1999 a Vico Equense come associazione di volontariato, non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. In particolare ha lo scopo di contribuire all’assistenza morale e fisica delle famiglie con particolari difficoltà ove vivono minori a rischio, inabili, anziani; di sensibilizzare le famiglie ai problemi di tali soggetti; di realizzare attività diurna o serale volta a facilitare sia l’assorbimento scolastico sia la formazione culturale e l’espressione creativa degli stessi.

Sorrento, secondo ReviewPro il Grand Hotel Vittoria è il migliore della Campania

0

Altro riconoscimento per una struttura alberghiera in Penisola Sorrentina. Secondo il sito ReviewPro, leader mondiale nel settore dell’ospitalità per ciò che riguarda le soluzioni inerenti la Guest Intelligence, il Grand Hotel Excelsior Vittoria è il migliore Hotel della Campania. E’ stata stilata, infatti, una classifica che tiene conto delle recensioni rilasciate dagli utenti tra il luglio del 2016 e il luglio del 2017, considerando l’analisi di oltre 500 hotel in Regione. Il voto ottenuto dall’Hotel di Sorrento è del 97,50%.

Il sito in questione utilizza delle soluzioni cloud-based che consentono ai clienti di ottenere una più profonda comprensione delle performance inerenti alla reputazione online, nonché i punti forti e i punti deboli correlati al servizio o alla gestione operativa. Forniscono analisi utili per aumentare la soddisfazione del cliente, le classificazioni sui siti di recensioni / agenzie viaggi online (OTAs) e, infine, i revenue.

IL MONASTERO DI SAN RENATO A SORRENTO

0

In seguito alla nuova sistemazione delle sale della pittura dell’ottocento, nel Museo Correale di Terranova, è nato un angolo dedicato a Pompeo Correale pittore, in cui fanno bella mostra alcune vedute del Monastero di San Renato. Un una visita con l’UNITRE Penisola Sorrentina, nasce la curiosità di vedere e conoscere meglio questo monastero. Subito la domenica seguente, nell’ambito del ciclo di visite , i tuoi passi sulle orme della storia, si effettua escursione nei luoghi. Appuntamento presso Hotel Flora e attraverso la stradina antica si arriva ai ruderi presso il Cimiero di Sorrento. Giornata fortunata e benedetta dal bel tempo e dai fortuiti incontri. Nel mentre si percorre l’ultimo tratto della traversa san Renato, particolarmente impegnativo, perchè la terra battuta è stata deformata dallo scorrere delle acque, una voce grida: “solo Lucio Esposito poteva portare le signore per questa strada”. E’ il comandante Rodolfo Izzo, che si trattiene per pochi minuti a parlare di Cori e di Eduardo de Martino. Arrivati al cospetto dell’ingresso al Monastero con  scala a ponticello sul rivolo, con tra le mani lo scritto di Fabrizio Guastafierro,e le immagini dell’Exultet 2 di Cassino, raccontiamo la storia di San Renato e della sua posizione. Qui incontriamo con piacere Raffaele Attardi, che da ex amministratore e sindaco della Città,e attuale segretario dell’Istituto di Cultura Torquato Tasso, arricchisce e integra enormemente le nostre conoscenze, raccontandoci della  modalità di acquisizione al patrimonio comunale e delle problematiche del rivolo, un tempo risorsa e oggi un problema.  Ci saremmo trattenuti a parlare con lui molto più a lungo, ma Don Oreste si sarebbe spazientito.

Alla summa di questa visita nascono spontanee domande del tipo: Come è possibile che un luogo di tale importanza storica per la nostra Sorrento,sia lasciato all’incuria? Perchè?, Chi risponderà ai nostri figli, e cosa gli dirà per giustificare? Il Tasso, in una lettera ad un suo conoscente dichiara di portare nel cuore Sorrento e soprattutto il Monastero di San Renato, e noi oggi non siamo in grado di effettuare un restauro? Ricorriamo ad un privato o ad un crowfoundig. 

Intanto Raffaele Attardi pubblica in un suo post su facebook:

Stamattina stavo ritornando da una visita al Cimitero, quando ho incontrato Lucio Esposito con un gruppo credo dell’UNITRE che si aggiravano intorno al rudere del Convento di S.Renato. Parlavano del Rivolo e di come il Convento sia sorto lì , proprio perchè c’era l’acqua . Mi sono avvicinato e ho approfittato dell’occasione per spiegare come quella che era una risorsa sia diventata un problema , perché ormai in questa zona della Città i rivoli sono stati tutti tombati e perciò quando piove si allaga Marano e si forma una cascata di acqua e liquami che tracima dal Belvedere del Museo Correale.
E lui come per magia ha cambiato argomento , raccontandomi una storia riguardante la frequentazioni di quel luogo da parte di Torquato Tasso.
Io cercavo di proporre una iniziativa per recuperare il rivolo e lui mi ha chiesto : cosa si pensa di fare per recuperare questo monumento, cos’ legato alla storia della Città?
Gli ho raccontato che per puro caso a suo tempo ho provveduto ad acquisire il rudere ai beni comunali , poi tutto si è fermato , perché , tutti , siamo stati troppo impegnati a costruire un autogrill con tanto di parcheggi e posti letto. E ancora adesso tanti sono impegnati in cose più concrete : si vuole ad esempio realizzare un hub al Porto per aumentare i flussi turistici intercettando quelli via mare , in modo di aumentare ancora i flussi turistici escursionistici , andata e ritorno dalle località limitrofe , facendo partire qualche centinaio di bus in più dal piazzale del parcheggio Correale , per intasare ancora di più la statale e brigare per realizzare qualche nuova strada per farli scorrere più velocemente i bus .
In ogni caso anche se questi sono argomenti di nicchia : metteremo il recupero dei Rivoli e quello dei tanti monumenti storici abbandonati fra quelli da trattare nelle prossime conferenze dell’Istituto.
Spero che pubblichi il suo resoconto sulla storia del Monastero, in modo da aprire la strada.
Chissà forse se cresce il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei Cittadini, questo tipo di sviluppo si può fermare.

album e reportage fotografico qui.  e qui.

Maiori, Carabinieri trovano giovane in possesso di pistola “scacciacani”

0

La scorsa notte, a Maiori, in direzione del Valico di Chiunzi, i Carabinieri dell’Aliquota RADIOMOBILE della Compagnia di Amalfi, agli ordini del Mar. Matteo Cecini e coordinati dal Cap. Roberto Martina, durante un posto di controllo notturno, hanno fermato e denunciato un giovane incensurato M.P. del 1990, di Sant’Antimo (NA) a bordo di un ducato adibito alla vendita di torrone, perché è stato trovato in possesso di una pistola, cosiddetta “scacciacani”, a cui aveva oscurato i dettagli in plastica rossa, facendola sembrare un’arma a tutti gli effetti.

L’arma, occultata sotto il sedile passeggero, è stata rinvenuta durante la perquisizione del mezzo, è stata sottoposta a sequestro e sono in corso accertamenti per verificare se, benché non offensiva, sia stata utilizzata nel compimento di reati.

Giornata Mondiale delle Vittime della Strada 2017 – Nob. Cav. Attilio De Lisa

0

Diocesi di Teggiano-Policastro – Comune di Padula — Concelebrazione Eucaristica per le vittime della strada (19-11-2017).

Dal Nob. Cav. Attilio De Lisa del Comune di Sanza ( Padre di Rocco e Vincenzo originario di San Rufo designato nel Libro d’Oro delle famiglie Nobili e Notabili Italiane di cui dipendente di ruolo dell’A.S.L. Salerno P.O. di Sapri in qualità di Referente del Governo delle Agende e delle Liste di Attesa presso la Direzione Sanitaria all’Ufficio gestione delle Attività ambulatoriali,del Back’Office CUP-Ticket e ALPI ) in onore della Giornata Mondiale delle Vittime della strada (19 novembre 2017) e la sua presenza al ricordo doloroso della prematura scomparsa consorte Sabina Citera vittima della strada dal 8 agosto 2013 (Procuratore Vittorio Russo,Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro).

Oggi Domenica 19 novembre 2017, in occasione della Giornata mondiale delle vittime della strada, si è tenuta una Santa Concelebrazione Eucaristica presso la chiesa di Sant’Alfonso a Padula Scalo presieduta da Don Antonio Garone Parroco di Buonabitacolo con la presenza dei Parroci locali Don Vincenzo Federico e Don Giuseppe Radesca,Don Bernardino Abbadessa Parroco di Silla in Sassano,Don Franco Maltempo Parroco di San Pietro al Tanagro e Don Vincenzo Gallo Parroco di San Marco in Teggiano oltre a quella di Paolo Imparato Sindaco di Padula con intervento a termine Santa Messa,Giuseppe Rinaldi Sindaco di Montesano sulla Marcellana,Raffaele Accetta sindaco di Monte San Giacomo e Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano,Valentino Di Brizzi Presidente Imprenditori del Vallo di Diano,Massimo Loviso vicesindaco di Polla con intervento e infine l’intervento di Daniele Campanelli Presidente dell’Associazione Life.
Inoltre la presenza di altre Istituzuini Comunali,della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco oltre un lumino davanti all’altare per ogni vittima della strada elencata.

L’evento, in collaborazione con la parrocchia di Sant’Alfonso di cui Parroco don Vincenzo Federico, gode del patrocinio del Comune di Padula, della Diocesi di Teggiano-Policastro e dell’associazione Life di cui presodente Daniele Campanelli.

I canti della liturgia a cura del Coro Polimnia diretto dalla Maestra Annamaria Torresi.

La diocesi comprende 41 comuni della provincia di Salerno: Aquara, Atena Lucana, Bellosguardo, Buonabitacolo, Camerota, Casalbuono, Casaletto Spartano, Caselle in Pittari, Castelcivita, Celle di Bulgheria, Controne, Corleto Monforte, Ispani, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Morigerati, Ottati, Padula, Pertosa, Petina, Polla, Postiglione, Roccagloriosa, Roscigno, Sala Consilina, San Giovanni a Piro, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Santa Marina, Sant’Angelo a Fasanella, Sant’Arsenio, Sanza, Sapri, Sassano, Serre, Sicignano degli Alburni, Teggiano, Torraca, Torre Orsaia, Tortorella e Vibonati.

Sede vescovile è la città di Teggiano, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Maggiore. A Policastro, frazione di Santa Marina, sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Vescovi di Teggiano-Policastro: Bruno Schettino † (11 febbraio 1987 – 29 aprile 1997 nominato arcivescovo di Capua); Francesco Pio Tamburrino, O.S.B. (14 febbraio 1998 – 27 aprile 1999 nominato segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti); Angelo Spinillo (18 marzo 2000 – 15 gennaio 2011 nominato vescovo di Aversa); Antonio De Luca, C.SS.R., dal 26 novembre 2011.

La Diocesi di Teggiano-Policastro è suddivisa in sette Vicariati Foranei.

Vicari Foranei. Don Gabriele PETROCCELLI, Forania di Teggiano-Sala Consilina; Don Luigi TERRANOVA, Forania di Polla; Don Elvio FORES, Forania di Sicignano degli Alburni; Don Nicola COIRO, Forania del Fasanella;
Don Antonio GARONE, Forania di Padula-Montesano; Don Martino ROMANO, Forania di Policastro; Don Pietro SCAPOLATEMPO, Forania di Camerota.

Infine da cattolico cristiano praticante la vicinanza di sempre alla Parola del Signore Gesù (Via,Vita e Verità) e della Madre Chiesa Cattolica oltre la stima alla Politica Italiana,alla Giustizia e alle Forze Armate.

Piano di Sorrento: lutto per la scomparsa di Luisa di Otranto, titolare dello storico negozio

0

Lutto a Piano di Sorrento, in Penisola Sorrentina, per la scomparsa di Luisa di Otranto. Luisa era molto conosciuta in paese perché titolare di uno storico negozio di casalinghi sito sul Corso Italia. Un negozio che era una sorta di istituzione a Piano e che era inconfondibile in quanto presentava un’insegna in legno, molto particolare. Insieme al fratello e alla sorella gestiva l’esercizio commerciale con grande amore e grande professionalità.

La redazione di PositanoNews è vicina al dolore dei familiari.

Cetara, goleada con la Prepezzanese

0

La sfida tra la Prepezzanese e il Cetara, valida per la 5a giornata di campionato di seconda categoria ha visto un punteggio tennistico in favore della squadra ospite. Pronti via, i costieri siglano il vantaggio con il capitano Pappalardo Piero sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Le due punte del Cetara giostrano bene e infatti arriva lo 0-2 di Pappalardo Alfonso che appoggia facilmente in rete un bell’assist di De Bonis Vincenzo. Lo stesso De Bonis V. mette a segno lo 0 a 3 lanciato in gol in velocità da Anastasio Raffaele. La difesa del Cetara pecca a questo punto di un po’ di sufficienza mandando sul dischetto l’attaccante della Prepezzanese che realizza la massima punizione. Il gol galvanizza i padroni di casa che si rendono pericolosi in un altro paio di azioni, ma il primo tempo si chiude sul punteggio di 1-3. Il secondo tempo inizia sotto gli occhi di una buona cornice di pubblico, accorso anche dalla Costiera. Subito il tabellino si incrementa, 1-4 per il Cetara che va a segno con Pappalardo Alfonso che sigla la doppietta personale. Con la partita in ghiaccio Mister Torrente dà inizio alla girandola di cambi, il Cetara continua ad attaccare procurandosi una punizione dal limite. La stessa viene realizzata con un tiro molto forte di De Bonis V. forse con qualche responsabilità del portiere casalingo. Ormai il Cetara fa accademia e va a segno con un tap in anche il giovane Imperato classe 2000 da poco subentrato. Il risultato finale è di 1-6 che proietta il Cetara verso le zone alte della classifica, ad un solo punto dalla vetta. Da registrare il bel tifo organizzato dei padroni di casa (Ufficio Stampa ASD Cetara).

Sorrento. Arte e crowdfunding, restaurato il quadro “La morte di San Giuseppe”

0
Obiettivo raggiunto per il progetto di crowdfunding “Dona@Surriento: recuperiamo il quadro di San Giuseppe”, finalizzato al restauro di un antico dipinto su tela, ospitato a Sorrento, nella chiesa nota come del “Santissimo Rosario”.
L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Sorrento, della Fondazione Sorrento e di Meridonare, la prima piattaforma di crowdfunding meridionale, nata per volontà della Fondazione Banco di Napoli, che promuove le migliori idee del Mezzogiorno e sostiene progetti sociali, culturali e civici che, grazie alla forza del web e della solidarietà, possono raccogliere le necessarie risorse, non solo economiche, per essere realizzati.
Il dipinto, datato nel secondo quarto del XVIII secolo, ospitato presso la chiesa dei Santi Felici e Baccolo, presentava infatti uno avanzato stato di degrado derivante dai molteplici fattori.
“L’intervento – spiega Carlo Incoronato, priore dell’Arciconfraternita del Santissimo Rosario – eseguito dalla ditta Breglia di Vico Equense, ha permesso di riportare alla luce i colori originali dell’opera “La morte di San Giuseppe” attribuita alla scuola di Francesco Solimena”.
La tela sarà ora ricollocata il 21 novembre prossimo, alle ore 18. Nell’occasione si terrà una concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo.
“Il progetto Dona@Surriento, rappresenta il primo passo verso una strategia più ampia che mira alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale della penisola sorrentina – spiega il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo – L’amministrazione comunale intende esportare il modello in altri ambiti, primo tra tutti quello della ristrutturazione dell’edificio che ospita l’ospedale di Sorrento”.
Per Gaetano Milano, amministratore delegato della Fondazione Sorrento, “L’accordo con Meridonare è uno strumento operativo utile per conseguire importanti risultati in quanto consente di convogliare risorse economiche su iniziative di grande pregio culturale e turistico. Questo è un primo passo: sono tante le opere d’arte che attendono di essere riportate all’antico splendore, per tornare ad essere fruibili dal cittadini e visitatori”.
“Abbiamo creduto subito nel valore dell’iniziativa ed accolto in piattaforma il restauro del quadro – commenta Marco Musella, presidente Meridonare – Siamo felici di aprirci ad un territorio come la penisola sorrentina, in cui la cultura del dono può trovare terreno fertile”.
Un’analisi che trova d’accordo il consigliere della Fondazione Sorrento, Paolo Pane, coordinatore del progetto di restauro: “Un grazie particolare a tutti coloro che hanno voluto sostenere economicamente la nostra iniziativa e che, grazie alla loro donazione, l’hanno resa possibile. Il crowdfunding civico può rappresentare sempre di più uno strumento di valorizzazione dei beni culturali, anche in chiave di sviluppo turistico”.

La Gemella Francese

0

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Renault entra nel segmento dei Crossover di medie dimensioni con la Kadjar, che deriva da una leggenda del settore, la Qashqai (Nissan fa parte del Gruppo Renault). La vettura francese è disponibile con 1 Motore a Benzina (1200 Turbo da 130 cv) o con 2 Motori Turbodiesel DCI (1500 da 110 cv; 1600 da 130 cv), negli allestimenti Life, Zen, Intens, Bose, Hypnotic Energy. Esternamente la Kadjar, riprende anteriormente il family feeling della casa della losanga: mascherina centrale a V con una bordatura cromata, il logo Renault al centro e i i gruppi ottici affusolati agli estremi, come a stendere e allungare verso i passaruota la mascherina stessa. Posteriormente, la coda è sportiva e muscolosa. Belli i grandi gruppi ottici trapezoidali che si allungano anche qui verso i passaruota. L’abitacolo della vettura transalpina è ampio e arioso, e l’accesso agevole anche per i passeggeri posteriori. Accattivante la plancia, nella quale spicca la zona attorno al guidatore con il cruscotto virtuale (che, aprendo la porta per salire, mostra un disegno del frontale dell’auto) e la consolle centrale con il nuovo sistema R-Link2, una veste grafica personalizzabile e comandi più rapidi (lo schermo a sfioramento di 7 pollici è di tipo capacitivo, come quello dei tablet). Quasi a separare la zona conducente dal lato passeggero, a destra dei comandi del climatizzatore c’è un “maniglione” che fa molto fuoristrada. Le finiture sono di buon livello, con materiali morbidi. Con i suoi 472 litri di capacità minima (1478 quella massima), il vano bagagli è ampio; ha il piano in due parti che si possono sollevare (per accedere a un doppiofondo alto poco meno di 10 cm), rimuovere o fissare più in basso per guadagnare spazio prezioso in altezza. C’è anche l’originale possibilità che consiste nel posizionare in verticale una delle due parti del piano, realizzando una separazione fra la zona anteriore del baule e quella posteriore. Nella nuova Kadjar giocano a favore della praticità anche le levette (in prossimità della bocca di carico) per reclinare con un solo gesto ciascuna delle due frazioni degli schienali. La soglia di carico a ben 79 cm da terra non è altrettanto pratica. Utile, per contro, il sedile del passeggero richiudibile a tavolinetto (optional o di serie a seconda degli allestimenti) che porta a quasi due metri e mezzo lo spazio utile per il carico di oggetti molto lunghi. E, sotto il paraurti, può nascondersi un gancio di traino a scomparsa (optional). Ecco il momento del test drive: la Renault Kadjar provata è stata la 1500 DCI 110 cv EDC 4×2 Hypnotic Energy da 31893 €. Renault con la Kadjar va a riempire un vuoto nel segmento dei Crossover medi, presentando un mezzo sportivo, elegante, al passo con i tempi. Molto confortevole e spazioso, Kadjar si lascia guidare facilmente sia in città che su percorsi extraurbani o autostradali, suo vero pane quotidiano. Preciso è lo sterzo, maneggevole è la vettura, facile è il parcheggio. Ottimo è il Cambio Automatico EDC che equipaggia la versione guidata. Stranoto nelle caratteristiche e nelle doti è l’ormai leggendario 1500 DCI Turbodiesel Renault da 110 cv, ottimo motore per quest’auto e che rende la Kadjar un’ottima vettura per chi ha bisogno di spazio e non vuole rinunciare a comfort e sportività. Infine il listino prezzi: si va da 20500 € della 1200 4×2 Life per arrivare a 27750 € della 1200 4×2 Hypnotic Energy EDC (Benzina); si va da 22500 € della 1500 DCI 110 cv 4×2 Life per arrivare a 32150 € della 1600 DCI 130 cv 4×4 Hypnotic Energy (Diesel).

 

Per ulteriori informazioni sul mondo dei motori visitate il mio magazine www.bestmotori.it

Bruno Allevi

COSTA D’AMALFI: TURISMO DOMANI LA CENTRALITA’ DEL MEDITERRANEO

0

Ripropongo qui di seguito una riflessione che feci qualche anno fa su questo stesso giornale fa e che ritengo  più che mai attuale. Lo faccio con la legittima ambizione che amministratori locali ed operatori della Costa d’Amalfi, ma in parte anche di quella del Cilento utilizzino il periodo di bassa  stagione per ipotizzare  e mettere a punto un progetto di promozione del TURISMO DI DOMANI  CHE E’ GIA’ OGGI. Me lo auguro e lo auguro di tutto cuore ai miei territori del cuore per i quali ho speso per decenni e decenni il meglio delle mie energie fisiche ed intellettuali.

 

 

 

Da un pò di tempo a questa parte i politologi e gli economisti più avveduti e lungimiranti hanno riscoperto la centralità del Mediterraneo, come polo geopolitico di sviluppo, in considerazione del ruolo da protagonista che la Cina e l’India recitano nello scenario mondiale. E’ la riprova di uno dei tanti corsi e ricorsi storici di vichiana memoria. E’ il ritorno esaltante in chiave moderna della via della seta o, per restare in casa nostra, delle rotte commerciali delle Repubbliche Marinare, a cominciare da Amalfi. Se questo è lo scenario del futuro più o meno immediato, è necessario attrezzarsi in tempo per non farci trovare impreparati.La Costa d’Amalfi, infatti, ne sarà protagonista perchè si trova in una posizione strategica nel Mediterraneo ed è al centro di un’area di straordinario richiamo turistico a livello internazionale.

Questa la cornice: la nostra costa, da sola, ossifica storia e scatena emozioni con i paesi che abbrancano mare e scalano cielo nell’anfiteatro dei terrazzamenti dei limoneti da Positano a Vietri, che accende, alla distanza, bagliori luminescenti alla bella cupola maiolicata della Chiesa Madre a volo di abisso. Alla sua destra si spalanca un orizzonte di terra e di mare,che, al di là di Punta Campanella, espone gioielli come Capri, Sorrento con tutti i graziosi borghi di collina della sua penisola, la baia di Napoli e, al di là di Posillipo, l’arco lunato dei Campi Flegrei con sullo sfondo, a corona di mare, Ischia e Procida. A sinistra Paestum, Punta Licosa, Velia, Palinuro ad accendere curiosità di scoperta nel Cilento dei miti e della Grande Storia. Alle spalle la catena dei Lattari a promessa di panorami da visibilio di terra, acqua e fuoco. E, ancora, la grande archeologia lungo la costa, che vanta Cuma, Capua, Baia, Pozzuoli, Ercolano, Pompei, Stabia e, via via, nel Golfo di Salerno, Picentia, Volcei, Paestum e Velia ad ulteriore ricchezza di quello straordinario  contenitore di beni culturali e specificità ambientali che è il Parco del Cilento, uno scrigno di tesori ancora tutto da scoprire e valorizzare.

E’ questo lo scenario sul quale puntare per un turismo di qualità con una offerta ricca, varia, articolata, nella logica della destagionalizzazione, che la Costa di Amalfi può e deve immettere nei mercati per onorare al meglio la sua tradizione e sfruttare al massimo la sua posizione strategica di avamposto di approdo e snodo tra i due golfi e di sentinella di seduzione di bellezza, come le consigliano e consentono i miti delle sirene ammarate a Li Galli.

E’ questa l’offerta da proporre ai nuovi mercati dell’Oriente, Cina, India e Giappone innanzitutto. Di sicuro le agenzie di viaggio e i tour operators, che dispongono di indagini di mercato a lunga proiezione temporale faranno la loro parte. Ma noi, amministrazioni locali ed operatori innanzitutto, dobbiamo fare la nostra.

Come?

Mi permetto dare alcune indicazioni, frutto di riflessione a voce alta. 1)  Predisporre un’offerta che tenga conto delle esigenze della nuova clientela, studiandone la sensibilità, la psicologia, i gusti, la cultura, in modo da assecondarne al meglio bisogni e desideri, come si addice ad un territorio che ha fatto della signorilità e cordialità dell’accoglienza il biglietto da visita del suo successo turistico nel mondo; 2) dare consapevolezza ad amministratori locali, operatori, personale e a tutta la più vasta società civile che è opportuno, necessario e doveroso aggiornare ed arricchire le professionalità, battendo la concorrenza sul tempo e rendendosi competitivi sui mercati;3) avere come bussola di riferimento la norma che nella vendita del turismo c’è un dinamismo rapido e che l’oggi è già domani;4) non adagiarsi mai sui successi del passato e, pur continuando a curare il mercati tradizionali, aprirsi sempre più ai nuovi, aggiornandosi sull’evoluzione della  domanda;4) non dimenticare che la vacanza non è più solo una esibizione/ostentazione di uno status symbol ma soprattutto una necessità, come periodo di relax per ritemprare corpo e spirito e ritornare soddisfatti e caricati alle proprie  attività e che, pertanto, non importa più tanto l’andare altrove, per una legittima curiosità di scoperta insita nella ragione stessa del viaggio ma anche e, forse, soprattutto lo stare altrimenti. Ed il turista misura la qualità dell’offerta soprattutto da come sta,con chi sta e cosa fa.5) ipotizzare una rassegna letteraria che dia voce e visibilità al magma del vulcanismo culturale della numerosa schiera degli scrittori dell’area mediterrannea. E, a tal proposito, penso ad un i Festival della Cultura Euromediterranea,  attraverso la lettura ,con conseguente dibattito, di libri di autori affermati o emergenti, che ci consentirà di  aprire una finestra, con relativa conoscenza, su di un mondo con il quale dovremo confrontarci sempre più nell’immediato futuro e che, oltretutto, accende i riflettori anche sulla storia del nostro passato.

Mi piacerebbe che le amministrazioni locali e gli operatori, a tutti i livelli, si concentrassero anche e, forse, soprattutto su questo tema, nella consapevolezza che in Costiera è il turismo il settore trainante dell’economia e che, pertanto, dobbiamo operare in sinergia per renderla sempre più bella ed accogliente per i residenti sì, ma anche per i turisti, senza dimenticare mai che i Greci, di cui siamo eredi, consideravano sacro l’ospite che non pagava. A maggior ragione dobbiamo considerarlo tale noi, che ne ricaviamo un compenso. In ogni turista c’è una scheggia di Ulisse, un demone della curiositas, che lo guida e lo esalta all’avventura della scoperta. Facciamo che nella Costa di Amalfi trovi la bellezza e i dolci turbamenti dell’amore di Nausica, le stupefacenti meraviglie del giardino di Alcinoo e la calda ospitalità della sua reggia, prima del ritorno nella casa di Penelope con gli occhi accesi a nostalgia di viaggio avventuroso.

GIUSEPPE LIUCCIO

 

 

Piano di Sorrento, domani lavori straordinari alla pavimentazione in via San Michele: scattano i divieti

0

Lavori straordinari alla pavimentazione stradale in via San Michele a Piano di Sorrento. Per eseguire gli stessi, il funzionario Responsabile ha chiesto la chiusura al transito veicolare nella sopracitata strada, richiesta che è stata accettata. Ecco perché è stato ordinato quanto segue dall’amministrazione comunale:

Per il giorno 21 Novembre 2017, dalle ore 07.00 alle ore 24.00:

– Il divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli in via San Michele nel tratto compreso da piazza delle Rose all’ incrocio con via Stazione;
– Il divieto di transito per tutti i veicoli nello stesso tratto di strada

Le presenti limitazioni avranno comunque validità sino al termine dei lavori. Il Comando di Polizia Municipale provvederà alle necessarie deviazioni di traffico comprese eventuali temporanee inversioni dei sensi di marcia ove se ne ravvisasse la necessità.

L’Ufficio Tecnico Comunale, di concerto con Questo Comando, è incaricato di apporre la necessaria segnaletica.
Il Comando di Polizia Municipale e la Forza Pubblica sono incaricati dell’esecuzione della presente ordinanza.

“M’Illumino d’inverno”, tutto pronto per l’apertura: il 25 novembre Ara Malikian. L’inverno di Sorrento brilla nel Sud

0

Tutto pronto per l’apertura della rassegna invernale “Sorrento Incontra-M’illumino d’inverno“, che con la direzione artistica generale del regista e coreografo Mvula Sungani, si svolgerà come di consueto nella città del Tasso, dal 25 novembre al 27 gennaio, per un ciclo di 15 appuntamenti, a cui si aggiungerà uno spettacolo di chiusura della kermesse, atteso nel mese di marzo 2018.

A fare da cornice al festival – promosso dal Comune di Sorrento, in collaborazione con la Fondazione Sorrento e la Federalberghi Penisola Sorrentina, ed organizzata da Arealive, agenzia di produzione e management partenopea – saranno i luoghi più suggestivi di Sorrento: il Teatro Tasso, il Teatro Armida, la Cattedrale, la Chiesa dell’Annunziata, le strade e piazze cittadine.

Grande apertura Sabato 25 novembre con Ara Malikian. Inaugura il ciclo di appuntamenti musicali – al Teatro Armida dalle ore 19:00 – un nome di caratura internazionale, il prodigio armeno-libanese del violino, che si è fatto notare in Italia dal grande pubblico per alcune apparizioni televisive, prima fra tutte la sua trascinante performance allo scorso concertone del Primo Maggio di Roma: con un nutrito ensemble di archi, sapientemente uniti a spunti della tradizione rock, il repertorio di Malikian travolge lo spettatore in una irresistibile danza, in cui ogni forma di folk – dalla musica orientale al gipsy, dal flamenco al latino americano in chiave cubana – ed incursioni classico-barocche si fondono in un sabba magico ed avvolgente.

Sabato 2 e domenica 3 dicembre: James Senese e Napoli centrale in una anteprima assoluta. Un evento irripetibile quello che si terrà al Teatro Tasso per due serate consecutive, sempre dalle ore 21:00 in poi. Il festival di Sorrento, infatti, è stato scelto come occasione per registrare live un disco celebrativo dei 50 anni di carriera dello showman napoletano: una anteprima assoluta, dunque, per i presenti in sala, che assisteranno all’esecuzione dei brani che andranno a comporre il nuovo album di James Senese, in uscita nella primavera 2018. Il primo importante tassello di un percorso in cui la città di Sorrento si inserisce come luogo di produzione della cultura, oltre che come incantevole location di fruizione.

Natale Avellano 2017

0

Accendi il tuo Natale!

Partecipa al grande Evento organizzato dalla Consulta Comunale delle Associazioni in collaborazione con il Comune di Avella (AV) dedicato ai bambini ma anche agli adulti!

Villaggio di Babbo Natale, Esposizione Presepiale, Artisti di Strada, Stand oggettistica, Area Food e tante altre sorprese!!!

8 dicembre – Festa della Saggezza dedicata agli over 65

9 dicembre – Incontri con la Storia e Tombolata benefica pro Telethon

10 dicembre – A Christmas Carol

Sorrento, truffa delle targhe nella Ztl: aperta inchiesta

0

Un sistema per eludere le aree soggette a Zona di Traffico Limitato nelle strade di Sorrento. La pratica di utilizzare targhe alterate per percorrere indisturbati il centro storico, facendo recapitare le multe a ignari e malcapitati automobilisti o motociclisti, è stata scoperta in seguito alla denuncia di un uomo residente a Sant’Agnello, che si prestava ad attuare tale escamotage. Gli organi inquirenti hanno aperto un’inchiesta su questo caso, cercando di comprendere se questa pratica è adoperata in maniera diffusa nella Penisola Sorrentina.

Mancano trentacinque giorni a Natale.

0

 

Il Comune di Vico Equense è al lavoro per l’installazione delle luminarie, che saranno distribuite in gran parte delle strade del centro e nelle zone alte, l’albero di Natale in piazza kennedy accompagnato da una stella cometa tridimensionale, rappresentano una suggestiva cornice dove vivere le festività natalizie. Diverse le tipologie di luminarie richieste a seconda delle zone. Sagomature di tutti i pali dell’illuminazione pubblica e degli alberi a basso fusto, con stringhe luminose di colore bianco freddo in Corso Filangieri, corso Umberto, via Domenico Caccioppoli, via Nicotera, via Santa Sofia e viale Rimembranza. Al Monumento dei caduti, pupazzi luminosi bidimensionali raffiguranti delle Fate in pose diverse. In piazza Mercato, invece, una stella tridimensionale. Sfere luminose nel centro storico e un villaggio polare a villetta Paradiso, con pinguini, igloo, orso polare e pupazzo di neve. Le luminarie saranno accese per un periodo che va dal dicembre di quest’anno fino al 6 gennaio 2018.
Musica, shopping sotto le stelle, teatro, mercatini, sono solo alcuni degli ingredienti del “Natale a Vico 2017″, il calendario di eventi, organizzato e promosso dall’assessorato al turismo del Comune di Vico Equense, prevede numerosi appuntamenti sia in centro che nelle frazioni.

 

Brillante idea dell’Ascom a Piano di Sorrento, per gli acquisti di Natale si parcheggia gratis

0

Brillante idea dell’Ascom a Piano di Sorrento, per gli acquisti di Natale si parcheggia gratis. Lo dicevamo da anni , per i tanti che, sopratutto dalla Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana, Vico Equense, Positano, Praiano, Massa Lubrense, amano la realtà consolidata commerciale carottese , il problema vero era il parcheggio , Positanonews lo ha sottolineato più volte. Ed ecco che  l’Ascom Confcommercio di Piano ha trovato una soluzione che sicuramente incentiverà e di non poco, facendolo sapere come stiamo facendo, il commercio carottese. Una  convenzione con il parcheggio Ninnella di via Ciampa. Dal 6 dicembre al 6 gennaio, chi vorrà potrà parcheggiare la propria auto ed usufruire gratuitamente di una navetta che collegherà l’area di sosta con il corso, effettuando tre fermate: la prima all’incrocio con via Bagnulo, la seconda a piazza delle Rose, la terza a piazza Mercato. Ci saranno 18 corse nelle fasce orarie che vanno dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 21. Chi tornerà al parcheggio munito di uno scontrino, rilasciato da un negozio Ascom, non pagherà la prima ora e mezza di sosta. Gli altri, invece, pur avendo usufruito della navetta gratuita, pagheranno la normale tariffa: 1.50 euro per la prima ora e 50 centesimi per le ore successive e comunque non ha il pensiero di grattini che scadono. “Il traffico e la difficoltà nel trovare parcheggio purtroppo spesso disincentivano gli acquisti in una Città che ha lunga tradizione commerciale – dice Gianluca Di Carmine, presidente dell’associazione commercianti di Piano -. Per questo abbiamo pensato di offrire un’opportunità ai cittadini e a tutti coloro che arrivano dai comuni limitrofi per lo shopping natalizio nei negozi di Piano di Sorrento. Credo che questa formula sia utile anche per evitare ingorghi o rallentamenti legati alla ricerca del posto auto. Un grazie ai commercianti che, come sempre, scelgono di investire in iniziative nuove, al parcheggio Ninnella e all’amministrazione comunale, nelle persone dell’assessore al commercio, Pasquale D’Aniello, e del consigliere comunale Marco D’Esposito”. Questo è davvero un buon primo passo, in futuro si deve puntare sempre di più verso questa possibilità,  ampliare le zone convenzionate, ampliare anche gli orari della navetta, e via di seguito, ma questa è la strada giusta per fronteggiare i centri commerciali come diciamo da oltre un decennio,  chi acquista non deve pagare il parcheggio perchè fa girare l’economia del paese, invece magari si scorda il grattino o si trova in divieto per poco e ci si becca multe che disincentivano chi vuole fare acquisti e vivere un momento sereno. Si deve procedere in questa direzione. Per chi non lo sapesse con precisione il parcheggio si trova in fondo a Via delle Rose nei pressi di Villa Fondi.

Sorrento, il parcheggio è paradossale: sul marciapiede per prendere le sigarette! – FOTO

2

Sta facendo molto discutere la foto che sta girando sui social network e sui gruppi relativi, di una persona che, a Sorrento, parcheggia sul marciapiede per avvicinarsi meglio al distributore di sigarette. Una scena che moltissime persone hanno commentato. Si va dal: “Le vergogne di questa città siamo noi”, al più ironico “parcheggiare così non è facile, gli darei un premio”. Effettivamente si tratta di una scena alquanto paradossale. A voi i commenti.

Maiori, il presidente Claudio Lotito a cena da Mammato – FOTO

0

Cena rilassante per il presidente Claudio Lotito. L’imprenditore, che dal 2004 guida la Lazio in Serie A e dal 2011 guida la Salerno Calcio, fondata da lui e dal cognato Marco Mezzaroma, dopo aver seguito la gara dei granata contro la Cremonese, terminata per 1-1, si è rilassato allo storico ristorante di Maiori “Mammato“.

Il presidente Lotito, molto vicino a Carlo Tavecchio, ha affrontato nella giornata di ieri anche il tema dell’esclusione dell’Italia dal Mondiale. “In questo momento diventa inopportuno prendere decisioni perché manca ancora la governance delle due Leghe più importanti del nostro calcio. Mi sembra opportuno, quindi, parlare di un rinvio ragionevole, non sine die ma di poco tempo, perché è giusto che certe decisioni, che certi cambiamenti passino attraverso le componenti di A e B. Tavecchio? Io sono una persona di buon senso e non parlo delle singole persone. In questo momento entro solo nel merito del sistema calcio e della politica generale. A breve la B deciderà la sua governance, poi toccherà alla A. Le due Leghe, è giusto ricordarlo, hanno cambiato statuto e puntano a modifiche importanti. Ancelotti nuovo CT? Non è una decisione di mia competenza perché non ho nessun ruolo ufficiale. Posso solo dire che ci vuole una rifondazione completa. Ventura? In Italia si cerca sempre un colpevole, io invece sono abituato a cercare soluzioni. Quando ci fu la scelta di Ventura, Lippi lo elogiò col direttore generale, non con me, io non sono intervenuto in nessun modo”.

Piano di Sorrento i ragazzi sistemano le fioriere danneggiate col Suv. I complimenti dal Bar di Via Bagnulo

0

Piano di Sorrento i ragazzi sistemano le fioriere danneggiate col Suv. I complimenti dal Bar di Via Bagnulo . Un incidente avvenuto il 17 notte scorso, nell’uscire in Via Bagnulo e prendendo la curva stretta un SUV nella notte aveva danneggiato le fioriere del bar di Via Bagnulo. I ragazzi poi hanno pulito e sistemato tutto, acquistando anche due fioriere. Positanonews sente il titolare che vuole sottolineare che i ragazzi hanno sistemato tutto loro . “Voglio fare i complimenti ai ragazzi che hanno trascorso il loro sabato sera a sistemare tutto, sono stati corretti e sensibili ed è giusto che si sappia”

Gragnano, autista Sita accoltellato: aveva chiesto di mostrare il biglietto

0

Storia di ordinaria follia a Gragnano, ieri mattina un’autista è stato accoltellato dopo aver chiesto ad un passeggero di esibire il biglietto. Pietro Spagnoletta, 43enne di Lettere,  controllore sulla linea Sita diretta per Agerola chiese a Ciro Donnarumma, 54enne di Gragnano, di mostrargli il titolo di viaggio quando il bus era già in moto. L’uomo rivela di non avere il biglietto, rifiutandosi di versare la somma utile per accedere alla corsa e insultando il controllore. Qualche passeggero si è offerto persino di pagare il biglietto, ma questo non è servito a placare l’ira del 54enne, che si ha estratto un coltello colpendo Spagnoletta all’addome.

Mentre il Donnarumma è fuggito dal pullman, il 43enne dipendente della Sita è stato ricoverato al San Leonardo di Castellammare di Stabia e dopo essere stato assistito dai medici, ora si trova in prognosi riservata. I carabinieri della stazione di Gragnano insieme ai colleghi della compagnia di Castellammare sono riusciti a risalire all’aggressore, ascoltando l’autista e i passeggeri. I militari hanno trovato in Via Roma l’uomo in stato confusionale e dopo averlo prelevato l’hanno tradotto prima in caserma e poi per direttissima al carcere di Poggioreale. L’aggressore era già noto alle forze dell’ordine.

Relazione scioccante dal Senato. Nell’Asl 3 Sud ci si ammala di più di cancro.

0

Secondo un’indagine parlamentare in tale territorio il tasso complessivo di incidenza oncologica (insieme di tutti i tumori maligni) è statisticamente più alto in entrambi i sessi rispetto al Sud Italia. Nei maschi superiore del 46 per cento mentre nelle donne superiore del 21 per cento. Registrato un eccesso di casi per i carcinomi della tiroide nella fascia d’età 15-19 anni.

Parlano chiari i dati forniti la scorsa settimana dalla Commissione Igiene e Sanità al Senato nei territori coperti dalle Asl Napoli 3 Sud e Caserta secondo i quali la possibilità di ammalarsi di cancro è al momento superiore fino al 46% rispetto al Sud Italia.  Ad illustrare i dati, il senatore Lucio Romano (Aut-Psi-Maie) uno dei relatori del documento finale ,ossia la relazione dell’indagine conoscitiva su inquinamento ambientale, tumori, malformazioni feto-neonatali ed epigenetica in Terra dei Fuochi.  L’indagine, finalizzata a comprendere il fenomeno ed a garantire la necessità di tutelare il diritto fondamentale alla salute di vaste popolazioni esposte a inquinanti ambientali, smaltiti illecitamente e per lunghi anni in maniera criminale, ha rilevato dati allarmanti nelle zone interessate. Nell’Asl Napoli 3 Sud (che comprende tra l’altro: i comuni: San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio,Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscoreale, Boscotrecase, Trecase, Castellammare di Stabia, Agerola, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Pimonte, Pompei, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate;ed infine Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense), l’indagine conoscitiva ha stabilito che il tasso di incidenza oncologica (insieme di tutti i tumori maligni) nel confronto con Pool RT (Registro Tumori) Sud Italia, è più alto in entrambi i generi. In particolare nei maschi: +46% mentre nelle donne: +21%. Ulteriormente in aumento la presenza di carcinomi alla tiroide nei giovani compresi nella fascia di età dei 15-19 anni. Situazione più complessa quella dell’infanzia: per nessuna delle classi di tumore maligno nella fascia di età 0-14 anni sono stati osservati scostamenti statisticamente significativi, ma è accertato in letteratura scientifica che l’esposizione prenatale a inquinanti chimici altera l’epigenoma embrio-fetale con potenziali conseguenze negative a carico dello sviluppo e manifestazione di malattie nell’infanzia, nel corso della vita e attraverso trasmissione transgenerazionale.
Dunque particolarmente allarmante la situazione in provincia di Napoli dove il tasso complessivo di mortalità oncologica, in particolare dei tumori del polmone e del fegato, è il più alto per tutti i tumori rilevati nell’area , sia in relazione al dato nazionale sia rispetto a quello del sud Italia. Dati tuttavia parziali poiché lo screening (esami condotti a tappetto su una fascia più o meno ampia di popolazione volti con lo scopo di individuare una malattia) per alcune patologie non ha avuto adesioni sufficienti. Infatti in Campania le adesioni agli screening, con i dati riferiti al 2016, sono state decisamente basse: mammella 16,04% ad eccezione dell’Asl Caserta con il 65,48%, cervice uterina 16,17%, colon-retto 7,7%. La riformulazione del programma di screening secondo la Commissione è necessaria ed urgente ,poiché i dati preoccupanti sull’inquinamento sono contrastati da dati insufficiente sullo stato di salute della popolazione. A tale proposito sia nelle aree urbane che in quelle agricole del Litorale Domizio-Flegreo ed Agro Aversano è stata tuttora rilevata nei suoli elevata presenza di metalli tossici. Elementi come arsenico,berillio, cadmio, rame, tallio, vanadio e zinco raggiungono valori molto al di sopra dei limiti di intervento stabiliti dal D.Lgs. 152/2006.

Dati che sebbene parziali sono senz’altro molto allarmanti e che per i quali la Commissione Sanità, visto la tardiva sensibilizzazione a realizzare interventi finalizzati a una rigorosa valutazione di criticità ambientale riconosciuta, immediatamente si adopererà affinché ciò si realizzino al più presto. A tale proposito, secondo il senatore Romano, è opportuno al più presto concentrarsi sull’approvazione del disegno di legge che istituisce e disciplina la Rete nazionale dei registri tumori per il controllo sanitario della popolazione. – 20 novembre 2017 – salvatorecaccaviello.

Positano malore grave a uno chef , interviene elicottero. Operazione al cuore riuscita

0

Positano malore grave a uno chef , interviene elicottero . Paura nella perla della Costiera amalfitana per un malore ad uno chef di un albergo, subito soccorso dal 118 l’uomo è stato poi trasportato in ambulanza al Campo Sportivo Vittorio De Sica a Montepertuso dove ad attenderlo c’era un elicottero che lo ha trasportato all’ospedale a Napoli.
Aggiornamenti. Ai tanti che preoccupati ci chiedevano informazioni ci riferiscono che lo chef ha avuto un’operazione al cuore riuscita. Gli auguriamo pronta guarigione.

Capitombolo esterno del San Vito Positano

0

In quel di Battipaglia i giallorossi non sono quasi esistiti

 

 Nessun testo alternativo automatico disponibile.Redazione – Dopo l‘esonero di mister Apuzzo i costieri prendono un brutto capitombolo esterno in quel di Battipaglia, in una gara in cui i giallorossi non sono quasi esistiti.

Certo da un lato si ci poteva aspettare questa partita in cui c’è questa fase di stasi nella quale con ogni probabilità si ci aspetta l’arrivo di un altro allenatore.

Contro buna volitiva Battipagliese non c’è stato nulla da fare, anche perché le zebrette volevano sfatare il fattore casalingo e ci sono riuscite contro un quasi inerme San Vito che ha dato solo dei flebili segnali, ma poi sotto il vestito niente.

La gara – PRIMO TEMPO

23’  B   Occasione con Manzo che tira da fuori area parata Belviso.

30’  B   Adiletta invece di tirare serve Manzo che è già in fuorigioco.

36’  B   Ancora Manzo che tira impegnando il portiere ospite.

38’  SVP  Porzio tira da fuori area ma la palla finisce fuori.

40’  B   1-0 Il cross di Manzo viene respinto male da Buondonno, sulla palla arriva Adiletta tiro imprendibile per Belviso.

41’  B  Saurino di testa manda la palla fuori di poco.

Un primo tempo che stentava a decollare ed il gioco ne soffriva, ma poi tutto cambiava ed i locali ben carburavano mettendo in apprensione Belviso, mentre una voce flebile del San Vito con Porzio.

SECONDO TEMPO

2’  B  2-0  Manzo viene atterrato in area da Buondonno, dal dischetto tira Troiano che non fallisce.

11’  B  Cross di Troiano, Saurino colpisce di testa, bravo Belviso a deviare la palla prima sulla traversa e poi in angolo.

13’  B  3-0  De Giorgi serve un assist al bacio per Saurino, il primo tiro respinto da Belviso finisce sui piedi dello stesso centravanti che non sbaglia.

19’  B  4-0 Manzo arriva sul fondo crossa basso per Saurino, assist per Troiano e doppietta personale per l’esterno d’attacco bianconero.

23’  B  Manzo impensierisce ancora Belviso che però para.

33’ SVP  Del Sorbo impegna Antico.

38’  B  Dribbling in area di Longo che supera due avversari, arriva a tu per tu con Belviso che respinge in angolo.

46’  SVP  Tiro di Farriciello che colpisce la traversa.

49’  B  Rago con un tiro da centrocampo sorprende Belviso fuori dai pali, la palla colpisce prima un.palo e dopo aver passeggiato sulla linea di porta colpisce l’altro senza entrare in porta.

Una ripresa a senso unico in cui i locali hanno avuto vita facile contro un San Vito, quasi mai visto, che deve subitaneamente correre ai ripari.

 

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA BATTIPAGLIESE – SAN VITO POSITANO 4-0

Goals: 40’pt Adiletta; st –  2’ (rig) e 19’ Troiano, 13’ Saurino.

BATTIPAGLIESE: Antico; De Giorgi; Mogavero; Iuliano (20’st Cascone); Criscuolo; Casale (20’st Consiglio); Adiletta (37’st Di Martino); Di Lascio; Saurino (35’st Longo); Manzo (28’st Rago); Troiano.   Allen: Santosuosso.

SAN VITO POSITANO: Belviso; Rocchino; Amita; Natino; Vallefuoco; Buondonno; Rapicano (30’st Del Sorbo); Esposito; Farriciello; Di Ruocco (34’st Taranto); Porzio (16’st Galasso).

Allen: Attanasio.

Arbitro: Pape Ousmane Diop di Caserta.

Assistenti: Michele Mistico (Torre del Greco)  – Pietro Manfredini (Castellammare di Stabia).

Ammoniti: Adiletta (B); Belviso e Amita (SVP).

Note: giornata seminuvolosa, erba sintetica buona.  Angoli: 5-3.  Recupero: 2’ pt e 4’st.

GISPA

Costa d’Amalfi, arriva il pari al fotofinish

0

Contro l’Agropoli i costieri non si arrendono ed alla fine segna la rete dell’uno pari

 

L'immagine può contenere: 4 persone, persone in piedi e spazio all'aperto
Foto di Michele Abbagnara tratta dal diario del FC Costa d’Amalfi

 Redazione – La Costa d’Amalfi contro l’Agropoli non si arrende ed alla fine segna la rete dell’uno pari al fotofinish.

Una gara che ha visto i costieri iniziare un po’ svogliati ma poi con il passare dei minuti hanno ripreso la voglia contro un avvesario che è stato costruire per subito risalire dalla categoria che è sceso, ma che ha trovato nei locali degli avversari che fino alla fine non hanno mollato.

Una gara dai due volti in cui la Costa ha giocato un primo tempo senza quasi nerbo, anche qualcosa hanno tentato, ma poi la ripresa è stata quella che li ha fatti salire in cattedra anche grazie alla rete presa su palla inattiva alla fine della prima frazione. Infatti nei secondi 45 minuti la gara è stata cambiata ed anche a livello di principi ed alla fine è arrivato il premio.

La gara – PRIMO TEMPO

16′ A  Gran tiro dalla distanza di Natiello, respinto in angolo dal portiere. Dopo la conclusione terminata di poco alta sopra la traversa di Santonicola.

22′  A  Capozzoli va vicinissimo al gol con un pallone sotto porta respinto dall’estremo difensore.

30’  CDA  Lettieri, colpo di testa termina di poco a lato, quasi a botta sicura.

41’  A  0-1  Calcio d’angolo, Napoli prima para e respinge, Giura si avventa sul pallone e insacca.

A  Gran conclusione di Guadagno che finisce di poco fuori.

Un primo tempo in cui regna l’equilibro, ma l’Agropoli prova a far valere il proprio spessore, poi i costieri riescono a trovare le giuste misure ma i delfini vaqnno a seegno grazie al solito calcio piazzato, la pecca dei biancazzurri.

SECONDO TEMPO

27′  CDA Di Landro lanciato in verticale, colpisce il palo alla sinistra di Della Luna, la palla rimane alla portata di Lettieri che calcia a botta sicura, ma colpisce lo stesso palo colpito in precedenza dal compagno.

CDA  Clamorosa occasione fallita da Ferrara in contropiede

44’  CDA  1-1  Calcio d’angolo ed incornata di Marino che fa secco l’estremo dei delfini.

Una ripresa in cui i costieri cambiano volto e mettono a dura prova la retroguardia agropolitana anche attuando un pressing  che tiene sotto scacco gli uomini di mister De Cesare che nei minuti finali soffrono per foga agonistica della Costa d’Amalfi che va alla ricerca del gol vittoria.

Novantunesimo – Mister Contaldo recrimina per un primo tempo modesto e per il solito gol preso da calcio da fermo: “E’ stato un primo tempo modesto, non è stato il migliore,  Con un Costa svogliato. Abbiasmo concesso le uscite a loro che hanno permesso di avere un volume di gioco superiore al nostro”. Però nei primi 45 minuti non sono da buttare, perché “Abbiamo creato 2/3 occasioni in cui potevamo segnare, ma non è stato il solito Costa d’Amalfi dei primi 20’ ”.

Poi “la cosa importante è che nel secondo tempo abbiamo cambiato la partita ed anche a livello di principi di gioco. Questo ci ha permesso di avere una  squadra più profonda e di mettere in difficoltà l’Agropoli, che non mi è parso che ci abbia creato dei grossi problemi”. Comunque “abbiamo colto due pali e penso che i ragazzi hanno raggiunto un risultato con la testa perché c’era da cambiare qualcosa e l’hanno fatto”.  Ma comunque quello su cui dovrà lavorare è la fase sulle palle inattive, ma con il passare del tempo, anche perché bisogna assorbire il cambio di categoria.

Adesso testa alla prossima gara, si va ad Avellino ad affrontare la Virtus.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA

COSTA D’AMALFI – AGROPOLI 1-1
Goals:
41’pt Giura  (A); 44’st Marino (A).

COSTA D’AMALFI: Napoli, Vitiello Luigi (33’st Tasca), D’Amora (31’pt Di Martino), Cestaro, Bove, Vigorito, Catalano (33’st Ferrara), Di Landro, Marino, Lettieri, Criscuoli (45’st Di Crescenzo).
A disp: Faggiano, Vitiello Raffaele, Reale.  Allen: Contaldo.

AGROPOLI: Della Luna, De Foglio, Pappalardo, Santonicola (42’st D’Attilio), Giura, Hutsol, Capozzoli (7’st Toledo), Natiello (33’st De Rosa), Maione V (28’st Maione P), Guadagno, Apicella.
A disp: Carlino, Gullo, Russo.  Allen: De Cesare.

Arbitro: Simone Sfirro di Reggio Emilia.

Assistenti: Stefano De Pascale (Nocera Inferiore) – Gino Passaro (Salerno)

Ammoniti: Natiello (A).

Note: giornata serena, erba artificiale buona, spettatori: 200 circa

Recupero: 3’pt e 4’st
GISPA

Folgore Massa al buio, ko ad Ottaviano

0

I costieri ammainano bandiera bianca mentalmente e non c’è nulla da fare

 

L'immagine può contenere: 6 persone, persone in piedi
Foto tratta dal diario di Facebook della Folgore Massa

Redazione – Cade amaramente una spenta Folgore Massa e subisce un amaro ko ad Ottaviano ed ammaina bandiera bianca mentalmente e non c’è nulla da fare.

Quello che si è visto dopo il primo set che li aveva visti da protagonisti ribaltando una situazione non facile, è stato un qualcosa da mettere sotto la sabbia, perché non c’è stata la benché minima reazione ad ostacolare una Gis che ben supportata dal capitano Libraro e da un intraprendente Bonina, non trovava ostacoli decenti da fermarla. Eppure la squadra costiera sembrava che in qualche fase potesse rimettersi in sesto come nel terzo set, quando era arrivata anche a recuperare uno svantaggio di qualche punto, portandosi a meno 3, ma poi il buio l’ha fatto da padrone.

Parte decisa la squadra locale con Guancia e De Felice che mettono subito i puntini sugli i ed i punti distacco subito sono un gap che continua grazie anche agli errori commessi dai biancoverdi, specie sui cambi palla, Settembre mette a terra il punto del 15-11. Col passare dei punti gli ospiti tornano in partita grazie allo squalo Scialò ed a Ferenciac che riesce ad incidere con le sue battute,  la gara è a viso aperto ma il solito Settembre porta la Gis al set point con un pallonetto vellutato 24-23. Cuccaro porta le due squadre ai vantaggi ed i costieri hanno il guizzo vincente con Ferenciac.

Ti aspetti che la Folgore abbia una partenza da botto ma sparisce dal campo. Prende un secco 5-0 grazie ad un Di Felice scatenato che prima attacca e poi mura, sfruttando le distrazioni massesi. Bianco allunga subito sul 8-2 con un primo tempo che non lascia scampo. La Folgore cade nello sconforto e l’errore di Ferrini porta il risultato sul 15-4. Coach Esposito cerca di dare qualche input ai suoi che però finiscono di non esserci sul parquet. Nel finale Bianco con due muri dapprima da il vantaggio ai suoi e poi li riporta in parità e chiude dopo il set.

Il terzo vede la squadra della penisola ancora annaspare e Di Felice trova terreno fertile ed anche Guancia, il coach Esposito vuole più grinta ma il gioco al centro dei biancoblù è imprevedibile ma il set è sempre a favore loro. La Folgore perde Aprea per infortunio. Bonina continua a volare altissimo ed a mettere a terra un primo tempo che spezza il recupero della Folgore, che si porta a 3 punti di distacco, grazie anche a Scialò e Cuccaro che non mollano. Sul parquet regna un po’ di nervosismo e la Folgore perde la bussola nel finale con Libraro che mura Ferrini e porta la Gis avanti 2-1.

Ormai i costieri sono in bambola ed il set finale sembra una pura formalità, Di Felice lo indirizza verso i rossoblù e poi martella in diagonale sempre sulla linea portando avanti l’Ottaviano. Il punto del 9-5 è il replay della diagonale precedente. Nella parte centrale sale in cattedra Guancia con la sua palla preferita ed è 16-9. La Folgore non è in partita ed è in balia dei vesuviani, Settembre con un tocco a muro sigla il 20. La Gis arriva a 10 match point grazie al muro di Bonina che sovrasta l’attacco di Scialò. L’attacco in rete di Ferrini da la gara alla Gis.

Un’amara sconfitta che fa riflettere sugli errori commessi in questa partita con una settimana nella quale varie cose sono da rivedere, in vista dell’incontro casalingo di sabato 25 novembre contro la Matervolley Castellana Grotte, penultima in classifica ma sempre da prendere con le molle, anche grazie alla prima vittoria della stagione.

CAMPIONATO PALLAVOLO SERIE B/MASCHILE – GIRONE B – 3^ GIORNATA

EMRA FOODS GIS OTTAVIANO- SNAV FOLGORE MASSA 3-1 ( 26-28; 25-14; 25-19; 25-14)

EMRA FOODS GIS OTTAVIANO: Lucarelli, D’Alessandro, Bianco, Madonna, Ardito, Libraro, Di Felice, Guancia, Valla, Bonina, Settembre, Piccolo, Giuliano.   Coach: Gennaro Libraro.

SNAV FOLGORE MASSA: Ferrini, Ferenciac, Cuccaro, Deserio, Denza (L1), Scialò, Aprea, Evangelista, Amitrano, Pontecorvo (L2), Miccio, Cormio. Della Mura.

Coach  Nicola Esposito.

1° Arbitro: De Martino Dario (Napoli.  2° Arbitro: De Curtis Assunta  (Napoli).

 

GISPA

 

“Angelina e le altre” a Salerno venerdi 24

0

Allo Yachting Club di piazza della Concordia a Salerno, venerdi 24 novembre dalle ore 19, Alfonso  Bottone presenta il suo lavoro “Angelina e le altre” (Premio Spoleto FESTIVAL ART 2017 Letteratura  –  Premio Internazionale Narrativa Città di Caserta 2017). Dopo la prolusione di Francesco d’Episcopo , critico letterario e scrittore, Vito Pinto, giornalista e scrittore , ne parlerà con l’autore. I saluti dei padroni di casa saranno portati dalla vicepresidente del Cluib, Diana De Batolomeis. Nel corso della serata Brunella Caputo, attrice e regista, leggerà alcune pagine più significative con le sottolineature musicali di Vincezo Pagliara.

Stimolante buffet  del Dolce Caffè di via F.P.Volpe 41

Montecorice, stop pedalare, Christian intervista l’agnonese Carmine Malzone

0

Christian, il ciclista, tira i freni, scende di sella, organizza in tutta fetta una bella intervista ad un anziano signore di Agnone che ama fare lunghe passeggiate. Christian ha incrociato Carmine lungo la via del Mare, durante un suo giro di allenamento.
Christian Vigneri è un forte ciclo amatore, durante l’anno disputa numerose competizioni, ha già pianificato le gare del 2018.
Christian inizia sempre ad allenarsi di buon ora, vive a San Marco di Castellabate, nativo di Mugnano di Napoli (su Facebook è disponibile il video, dal titolo, “incontro con un local cilentano”). Carmine Malzone ha raccontato delle sue giornata, del suo stile di vita, dei ricordi. Contento per la sorpresa. Giovanni Farzati

Costa d’Amalfi, pari in casa nel finale con l’Agropoli di De Cesare

0

Una gara d’orgoglio, una gara con tanto cuore. Il Costa d’Amalfi riprende sul finale una gara difficile, e che si è messa in salita a causa del solito calcio da fermo.
Primo tempo equilibrato, ma l’Agropoli prova a far valere il proprio spessore e dal 20º prova un forcing che mette in difficolta i costieri. Superata la mezzora gli uomini di mister Contaldo trovano le misure e vanno vicino al vantaggio con Lettieri, il cui colpo di testa termina di poco a lato, quasi a botta sicura. Al 41esimo il solito calcio d’angolo beffa i costieri, Napoli prima para, poi Giura si avventa sul pallone e insacca il vantaggio. I costieri ci provano, ma la prima frazione termina con il vantaggio ospite. Nella ripresa la gara è più aperta, e le azioni si susseguono, e i costieri diventano sempre più padroni del campo. L’Agropoli comincia a soffrire terribilmente il forcing dei locali, ed è clamorosa la doppia occasione che capita agli uomini di mister Contaldo: Di Landro lanciato in verticale, colpisce il palo alla sinistra di Della Luna, la palla rimane alla portata di Lettieri che, in corsa, calcia a botta sicura, ma colpisce lo stesso palo colpito in precedenza dal compagno di squadra. Incredibile.
Ma i costieri non si arrendono, e dopo una clamorosa occasione fallita da Ferrara in contropiede, dagli sviluppi di un calcio d’angolo arriva l’incornata di Marino a regalare il pari ai suoi, un pari strameritato.
Gli ultimi minuti sono di pura foga agonistica, con il Costa d’Amalfi alla ricerca del gol vittoria, e l’Agropoli a spazzare via ogni palla.
Tanto cuore, ma soprattutto la voglia di non arrendersi, e di non mollare, nonostante la sfortuna. Un punto meritato, ma che forse con un pó più di buona sorte poteva trasformarsi in qualcosa di più.
Adesso testa alla prossima gara, si va ad Avellino ad affrontare la Virtus. (COMUNICATO STAMPA COSTA D’AMALFI)

COSTA D’AMALFI – AGROPOLI 1-1
41º Giura – 89º Marino

COSTA D’AMALFI
Napoli, Vitiello Luigi (78º Tasca), D’Amora (31º Di Martino), Cestaro, Bove, Vigorito, Catalano (78º Ferrara), Di Landro, Marino, Lettieri, Criscuoli (90º Di Crescenzo).
All. Contaldo (A disp. Faggiano, Di Martino, Vitiello Raffaele, Di Crescenzo, Ferrara, Reale, Tasca)

AGROPOLI
Della Luna, De Foglio, Pappalardo, Santonicola (86º D’Attilio), Giura, Hutsol, Capozzoli (52º Toledo Machado), Natiello (78º De Rosa), Maione Vincenzo(73º Maione Pietro), Guadagno, Apicella.
All. De Cesare (A disp. Carlino, Gullo, D’Attilio, De Rosa, Maione, Russo, Toledo)

Ammoniti: Natiello
Recupero: 3’ – 4’
Spettatori: 200 circa

Maiori festeggia la “Madonna di Notte”

0
Foto di Frank Pellegrino (via Facebook)

Oggi a Maiori si è celebrato il patrocinio di Santa Maria a Mare, con la cittadina costiera svegliata alle 5 del mattino dalle campane, per chiamare i fedeli anche dai paesi vicini a seguire le tradizionali Sante Messe, dalle 6 alle 10, con il Vescovo Orazio Soricelli.


La statua dell’Assunta è stata portata per le vie cittadine, prima della tradizionale corsa sui 127 gradini che portano alla Collegiata.
Si attende per stasera lo spettacolo dei fuochi d’artificio, a cura della Ditta “Cavalier Giovanni Boccia e Luigi Nappi” da Palma Campania che chiuderà i festeggiamenti.

 

“Astradoc – Viaggio nel cinema del reale” Cenerentola”

0

Venerdì 24 novembre alle ore 19.00 al cinema Astra parte la nona edizione di “Astradoc – Viaggio nel cinema del reale” rassegna cinematografica a cura Arci Movie Napoli, Parallelo 41 Produzioni, Coinor e Università degli Studi di Napoli Federico II.

Fino alla fine del 2017 saranno cinque le anteprime, tra novembre e dicembre, che anticiperanno il programma completo che si terrà da gennaio a maggio del prossimo anno. Questi primi cinque appuntamenti rappresentano una sorta di anteprima della rassegna 2018 che prenderà il via il 12 gennaio e che prevede altre 20 serate fino al maggio prossimo. Per questo scorcio di 2017 ci si muove in giro per il mondo, con la preziosa collaborazione di enti quali l’Institut français di Napoli, l’Università l’Orientale, il Ceicc e Omovies, il Festival di Cinema LGBT promosso da I Ken. Si parte dal tema più attuale di tutti ovvero quello delle migrazioni e del confronto con chi è diverso da noi, andando poi a scoprire storie e personaggi sparsi per il globo con opere ed approcci di diversa natura, ma accomunati dal linguaggio del cinema della realtà.

 

“Nove anni sono un bel traguardo per AstraDoc – dice Antonio Borrelli curatore della rassegna – ormai divenuto un appuntamento fisso e atteso per il pubblico cinefilo napoletano, con un’enorme partecipazione di persone che da novembre fino a maggio affolla il Cinema Astra per scoprire, attraverso il meglio della produzione documentaristica nazionale ed internazionale, l’articolato ed interessante universo del Cinema del Reale. La collaborazione tra Arci Movie, Parallelo 41 produzioni, Coinor e Università “Federico II” dimostra l’efficacia della scelta di puntare su un’offerta culturale originale con cui si è sempre voluto dare spazio ad un Cinema ingiustamente tagliato fuori dalla distribuzione ordinaria, ma capace di affrontare senza eguali la complessità del mondo contemporaneo. Una serata speciale è prevista per sabato 2 dicembre quando presenteremo alla città i primi film documentari sviluppati negli Atelier di Cinema del reale del progetto FilmaP, promosso da Arci Movie dal 2014, con la direzione pedagogica di Leonardo Di Costanzo e il coordinamento di Antonella Di Nocera”.

 

La serata d’inaugurazione del 24 novembre vedrà un doppio appuntamento dedicato al tema delle migrazioni, dei rifugiati e del razzismo, con il viaggio intercontinentale a volo d’uccello dell’artista e dissidente cinese Ai Weiwei, capace ci catapultarci in 23 paesi del mondo per un’epopea delle migrazioni, e un racconto sul Sudafrica contemporaneo, patria di Mandela e della lotta per l’eguaglianza, ma che sembra essere sprofondato in nuove e più terrificanti pratiche di discriminazione e di violenza.

Si parte alle 19.00 con la proiezione di “Voetsek! Us, Brothers?” di Andy Spitz anteprima italiana di un recente film sudafricano su una grave vicenda di violenza xenofoba perpetrata dal 2008 ad oggi dai sudafricani nei confronti di migranti dagli altri paesi africani e che presenta inquietanti parallelismi con quanto sta accadendo in Europa. La proiezione rientra nel programma della giornata di studi: “Migrazioni, Rifugiati, Xenofobia” a cura dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e del CEICC- Europe Direct Napoli del Comune di Napoli.

A seguire alle 21.00 “Human Flow” di Ai Weiwei, opera monumentale e profonda sulle migrazioni nel mondo contemporaneo, realizzata in tutti e cinque i continenti del globo e presentata in concorso ufficiale alla 74° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia lo scorso settembre, dove è stata accolta con grande attenzione da tutta la stampa e la critica internazionale.

Ad introdurre le proiezioni ci saranno il Prof. Loren Landau dell’African Centre for Migration and Society (Wits University di Johannesburg), il Prof. Antonio Pezzano Centro studi sull’Africa contemporanea dell’Università l’Orientale di Napoli e Alessandra Sardu, Assessore alla Cooperazione Decentrata del Comune di Napoli.

Loren Landau è Professore in “Mobilità umana e politiche delle differenze” presso il Centro Africano per la migrazione e la società dell’Università di Witwatersrand, Johannesburg, di cui è stato fondatore. Il suo lavoro esplora la mobilità umana, la cittadinanza, lo sviluppo e l’autorità politica. È stato presidente del Consorzio per i rifugiati e i migranti in Sud Africa (CoRMSA), è membro del Consiglio consultivo sudafricano per l’immigrazione e fa parte del comitato editoriale di “Society & Space”, “International Migration Review”, “Migration Studies” e del “Journal of Refugee Studies”.

 

 

 

VOETSEK! US, BROTHERS?

SINOSSI

Nel 2008 e nel 2015 la violenza xenofoba è esplosa in tutto il Sudafrica. Migliaia di persone sono state sfollate. Oltre 70 rifugiati e migranti africani sono stati uccisi e 200 hanno perso le loro vite. I colpevoli erano normali sudafricani.

“Voetsek! Noi, fratelli?” parte dagli attacchi xenofobi per raccontare una storia complessa attraverso gli occhi e le vite delle vittime e dei responsabili di quelle violenze e per scoprire le radici di un conflitto che così rapidamente si è trasformato in violenza.

 

HUMAN FLOW

SNOSSI

Una fiumana di gente – oltre 65 milioni di individui – si muove in massa attraverso la terra e il mare, un esodo collettivo di proporzioni bibliche paragonabile (nella memoria recente) solo alla diaspora avvenuta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che allontana dalle loro radici e culture di origine intere popolazioni in fuga da conflitti, carestie, calamità naturali, povertà e persecuzioni.

 

 

 

Ingresso 3 euro a proiezione | soci Arci 2.5 Euro

INFO Arci Movie Napoli > 0815967493 | info@arcimovie.it | www.arcimovie.it

Il Tramonti travolge l’Honveed Coperchia: 5-0 al Bolognese

0
Foto di Saverio Landi

Prestazione maiuscola per i ragazzi di Mister Raffaele Apicella, che dopo la sosta di campionato sconfiggono l’Honveed Coperchia all’Andrea Bolognese. Sul terreno del Comunale di Capezzano, tre giorni prima gli irnini avevano già disputato la gara valida di Coppa Campania, vinta contro la Giffonese per 2 a 1.

Foto Saverio Landi

Il primo tempo è dominato dal Tramonti, facendo prospettare una gara a senso unico visto che al 30′ sblocca la gara Nicola Giordano e dopo undici minuti raddoppia con Moreno Giordano, che di testa realizza un calcio d’angolo battuto da Vissicchio, con un ottimo inserimento tra le maglie biancorosse. La difesa gialloverde gestisce al meglio le sterili folate dell’Honveed e il primo tempo finisce con il vantaggio dei tramontini.

Foto Saverio Landi

Per la ripresa Mister Pecorale tenta la carta Rega per ritornare in partita, ma la reazione è fioca: al 55′ lo stesso Rega dalla corsia di destra serve Carbone, che dal limite calcia un pallone di facile presa per D’Antuono. Intorno al quarto d’ora il match si intensifica, il gioco del Tramonti innervosisce gli avversari. Al 61′ la retroguardia biancorossa va in tilt, con il pressing asfissiante di Capitan Giordano che mette confusione ai centrali dell’Honveed, favorendo con un rimpallo Nick Giordano che serve Giunchiglia, con l’attaccante che ritrova il gol e porta il Tramonti sul 3 a 0. La partita è in salita per la formazione di casa, mentre il Tramonti amministra il match. L’Honveed insegue e per interrompere le trame gialloverdi è costretta al fallo, come al 66′, quando gli ospiti si procurano una punizione sulla trequarti, dalla sinistra: Vissicchio pennella in area dove si inserisce d’astuzia Nicola Giordano, che spinge di testa a rete.

Foto Saverio Landi

Gli irnini accusano il colpo psicologico, solo Rega cinque minuti più tardi cerca il gol della bandiera con un tiro inefficace. Il Tramonti fa un giro di cambi e al 73′ e al 79′ sfiora il gol con Buonocore. La compagine gialloverde in rari momenti di disimpegno, concedono qualche chance all’Honveed, come all’ 81′ con una punizione calciata da Rega, bloccata centralmente dall’estremo difensore gialloverde. Nell’arco di un minuto il Tramonti arrotonda il risultato con Lupo che si porta in area e batte a rete una palla servita da Napodano dall’out di destra. Dopo un ultimo giro di cambi, il Tramonti fa melina e non infierisce sugli avversari e così termina sul triplice fischio del signor Falcione di Battipaglia.

Il Tramonti bello di sera e mattatore in trasferta, ottiene un’altra importante vittoria che le restituisce la posizione in classifica ottenuta prima della pausa. L’Honveed Coperchia incassa la prima sconfitta stagionale sul prato amico dopo un filotto di pareggi e l’avanzamento ottenuto in Coppa Campania.

TABELLINO
Comunale “Andrea Bolognese” di Capezzano – Ore 17.00

HONVEED COPERCHIA-S.C.’85 TRAMONTI 0-5
Marcatori: 30′ N. Giordano, 41′ M. Giordano, 16′ Giunchiglia, 66′ N. Giordano, 81’Lupo

HONVEED COPERCHIA: Cioffi, Oliva (80′ Casaburi), Apicella, Coppola, Vetromile, Pisanti (65′ Mancuso), Basile, Gammella, Trezza (46′ Rega), Carbone, Abbadessa, De Martino (A disp:. De Martino, Cuozzo, Marseglia, Rega, Mancuso, Casaburi, Camberlingo) All: Michele Pecorale

TRAMONTI: D’Antuono, Amato (75′ Campanile), Arpino (78’Lupo), Buonocore G., Passaro, Giordano Mor. (86′ Imparato), Giunchiglia (85′ Citarella), Vissicchio (82′ Marigliano), Buonocore L., Napodano, Giordano N. (A disp:. Imparato, Campanile, Citarella, D’Amato, Giordano Mat., Marigliano, Lupo) All:. Raffaele Apicella

Arbitro: Francesco Falcione di Battipaglia

Note: 12°C, circa 20 spettatori

Quando il silenzio parla gli cado in grembo

0
Silvana Nardiello poetessa

Questa sera, alle ore 18,30 Silvana Nardiello presenterà il suo lavoro poetico presso il Rodaviva di Cava de’ Tirreni

 Di OLGA CHIEFFI

 Noi la conosciamo quale mezzosoprano-contralto, dalla voce calda e misteriosa, scopriremo, invece, stasera, alle ore 18,30, nella libreria Rodaviva di Cava de’ Tirreni, la Silvana Nardiello poetessa. Un incontro con l’autrice, unitamente alla relatrice Giuseppina Orsini – Docente di lettere al Liceo Classico “M. Galdi”, con letture di poesie a cura di Simone Avagliano e Alice Marzolo, e gli interventi musicali della vocalist Zoe Marzolo, in duo con le chitarre di Filippo Di Domenico e Valerio Vicentini, per analizzare il suo lavoro poetico, “Quando il silenzio parla gli cado in grembo”. Da sempre appassionata d’arte in tutte le sue espressioni, interessata alle novità e a tutto ciò che affronta e scruta la vita in maniera profonda, scopre e conosce l’attore, scrittore, poeta, regista e fumettista Alejandro Jodorowsky e frequenta due workshop da lui tenuti: “Il risveglio dell’ essere essenziale” L’incontro sia fisico che spirituale con Jodorowsky è stato fondamentale per la stesura e la pubblicazione di questo libro che rappresenta una sua silenziosa, ma grande passione. Questa esperienza ha dato voce ad una serie di riflessioni e ha, appunto, risvegliato delle sensazioni che le hanno aperto le porte su un mondo meraviglioso: la poesia. Silvana Nardiello con la sintassi di questi piccoli versi, colti ancora vibranti di rigoglio, intensi per volontà, indicativi e presenti, eppure presaghi e forti di una coscienza assoluta, di cui la poetessa investe ogni atto, ogni scoperta, lo stesso sollievo della sua vita, dichiara la sua più umile verità. La Nardiello, trova in questa plaquette, nuovo ed eterno, presente e memoria, il mondo del suo sguardo e di quello di tutti, oltre ogni confine, oltre ogni colore, coro di luci e d’ombra, di giorni e di stagioni, di cui il più lieve trasalimento è parola e, poi, silenzio della parola, svelante una palese volontà in ogni cosa, che le si rivela durevole, tesa ad un significato di canto, alla sua diffusa suggestione. L’autrice è capace di raccontare il mondo e lo fa con una semplicità disarmante, in una poesia che sembra l’appunto, un segno preciso e mai affrettato, su un taccuino e che nasconde tra le pieghe dei versi in un suggello rimico che, proprio perché celato, brilla deciso per un attimo, per, quindi, celarsi di nuovo come una lucciola nei prati estivi, arrivando in questo fissare paziente ad una conoscenza esatta delle cose, con un verso che ha la grazia della tradizione e la quotidianità del nostro tempo. La parola è sufficiente a se stessa, si fa unità per un pensiero di grande intensità sul rapporto della vicenda umana col tempo; tanto che, dal polimorfismo di accostamenti inconsueti, emerge, con nettezza, che la vita è il tempo prestato dalla morte. Una poesia, quella della Nardiello, che fa degli interrogativi esistenziali il cuore del canto; un canto, che, con una partitura musicale, minimalista, e con urgente partecipazione panica, ci prende per mano per inoltrarci, in quelli che sono i valori della vita. Silvana dà vita a questa vita, vista con occhi nuovi, non semplicemente accompagnando le parole, ma interpretando personalmente i versi, dove l’impalpabilità dei suoi strumenti non è vago sentimentalismo, ma un’espressione vibrante, innervata di luce e radici.

Vietri sul Mare, lavori impianti illuminazione pubblica in via Raccio a Dragonea e via S. Vito a Raito

0

Il Comune di Vietri ha informato che si stanno eseguendo finalmente dei lavori di riqualificazione dell’illuminazione pubblica. In particolare, in via Raccio a Dragonea e in via S. Vito a Raito, si stanno eseguendo interventi di riqualificazione della illuminazione pubblica con corpi illuminanti a basso consumo che a breve saranno ultimati. In via Raccio è stato realizzato un intervento con la messa in opera di due punti luce su un tratto di strada che conduce a un complesso abitativo ancora non fornito di illuminazione pubblica, motivo di grave disagio e anche pericolo per i cittadini residenti. In località S. Vito di Raito l’intervento, atteso da tempo dai residenti, è consistito nella rimozione della esistente disposizione dei punti luce che insieme alla ridotta percorribilità della strada non consentiva il passaggio dei mezzi di soccorso impediti dalla limitatezza della carreggiata e dalla sosta delle auto. Sono stai così rimossi sei sostegni dei corpi illuminati e dislocati sul lato opposto della strada recuperando in questo modo lo spazio necessario per superare finalmente il problema che ha attanagliato e preoccupato i cittadini della località. L’Amministrazione dando così ascolto alle richieste del territorio contribuisce a migliorare la viabilità e la sicurezza psicologica ed emotiva dei pedoni e dei cittadini residenti, nonché il comfort abitativo ed ambientale.

Prima edizione di “Nessun parli… parlano le Arti!” all’I. C. S. BUONOCORE-FIENGA di Meta di Sorrento

0

MARTEDI’, 21 novembre 2017 alle ore 16.45 presso l’I. C. S. BUONOCORE-FIENGA di Meta di Sorrento si svolgerà la prima edizione di “Nessun parli… parlano le Arti!”, manifestazione legata all’iniziativa del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica e del MIUR “Nessun parli…” un giorno di scuola oltre la parola.

«Con la manifestazione, promossa dal MIUR, “Nessun parli…” – ha dichiarato il Dirigente Scolastico, prof.ssa Ester Miccolupi – la nostra scuola si trasformerà in un palcoscenico animato dove si incontreranno diverse forme d’arte: performances di danza, estemporanea di pittura ispirata da musica dal vivo… “Oltre la parola… Animare la tela: un segno, un’impressione, la sincera proiezione di sé…”. Gli alunni, protagonisti di un percorso sulla “bellezza” e la “creatività”, saranno attivamente coinvolti in percorsi didattici artistici innovativi, laboratoriali ed interdisciplinari. L’evento prevede la partecipazione della Blue Jeans Band (diretta dal M° Gennaro Vespoli ed accompagnata al pianoforte dal M° Silvestro Vespoli) e dell’orchestra della scuola e il coinvolgimento fattivo dei genitori, delle associazioni territoriali (Colibrì, Sfumature in equilibrio) e  la partecipazione di esperti in danza e musica (il ballerino e coreografo Giuseppe D’Aniello, la flautista Teresa Coccurullo e la pianista Luisa Esposito). La scuola tutta, sempre attenta e partecipe ad eventi che mettono in risalto l’arte, la cultura, l’artigianato e le tradizioni, intende rendere l’evento “straordinario” per bellezza».

Vico Equense: “io dico No!”, violenza sulle donne.

0

 

La violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 24/25 Novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno.
I numeri, anche se non sono tutto, danno una chiara visione della realtà, la violenza contro le donne appare essere una costante nella società, i dati forniti nei giorni scorsi sulla nostra città parlano di una crescita richieste di aiuto: ben 240 nel 2016 e già oltre le 170 nel 2017, una situazione di violenza segnalata ogni 36 ore.
A Vico Equense si terrà un convegno venerdì 24 novembre 2017, dalle 10.00 alle 13.00, dal titolo “Io dico NO!”, presso la sala delle Colonne alla Santissima Trinità e Paradiso.
Il servizio comprende anche un centro antiviolenza, attivo a Vico Equense in via Madonnella, che si pone la finalità di contrastare la violenza di genere mediante azioni rivolte alle donne e ai minori, vittime di violenza assistita.

Muore Malcolm Young cofondatore degli AC/DC: aveva 64 nni

0

Muore Malcolm Young cofondatore degli AC/DC: aveva 64 anni
nsieme al fratello Angus aveva creato la band nel 1973. Aveva lasciato la band nell’aprile del 2014 per ricevere un trattamento contro la demenza; qualche mese dopo era stato annunciato ufficialmente dal managment degli AC/DC che il suo ritiro era definitivo Con la sua enorme dedizione e impegno è stato la forza trainante della band, come chitarrista, compositore e visionario; era un perfezionista e un uomo unico”. Il sito degli Ac/Dc comunica così la morte di Malcolm Young, co-fondatore del gruppo rock, scomparso a 64 anni dopo una lunga malattia. Era nato a Glasgow, in Scozia, il 6 gennaio del 1953, e insieme a suo fratello Angus aveva fondato il gruppo australiano nel 1973 a Sydney. Young aveva lasciato la band nell’aprile del 2014 per ricevere un trattamento contro la demenza; qualche mese dopo era stato annunciato ufficialmente dal managment degli AC/DC che il suo ritiro era definitivo.

Rigopiano Generale si suicida sensi di colpa dopo tragedia

0

L’ultima lettera del generale suicida: “La mia colpa per le vittime di Rigopiano”

L’ultimo, drammatico messaggio di Guido Conti, ex alto ufficiale del Corpo forestale, che aveva firmato alcune delle autorizzazioni per il centro benessere dell’albergo abruzzese distrutto da una valanga la notte del 19 gennaio scorso. Gli investigatori alla ricerca della terza missiva spedita prima di uccidersi sulla strada verso il Monte Morrone
Si è ucciso con un colpo alla tempia destra esploso con una pistola calibro 9 a poca distanza dall’auto con cui era arrivato alle pendici del monte Morrone. E’ stato anche il primo esame medico a confermare che l’ex generale dei carabinieri forestali Guido Conti, trovato morto ieri a Sulmona, si è suicidato con un solo colpo di pistola. Ulteriori conferme sono giunte dai tanti particolari raccolti dagli investigatori, i carabinieri dell’Aquila, sia sul luogo della tragedia che dalle testimonianze rese da familiari e amici. Tra gli altri, la decisione di oscurare il profilo social, già da ieri, era parso un chiaro segnale premonitore.

Ma a rendere ancora più tragica la fine dell’ufficiale, andato in congedo dopo il passaggio del Corpo forestale all’Arma dei carabinieri, è una delle lettere lasciate ai familiari, nella quale Conti racconta di non aver mai superato il dolore e il senso di angoscia per le vittime della tragedia di Rigopiano. Nella lettera, indirizzata “alla mia famiglia” e il cui contenuto è stato anticipato dall’AdnKronos, Guido Conti scrive tra l’altro: “Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma”.
Conti entra poi nel merito, specificando: “Non per l’albergo, di cui non so nulla, ma per l’edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: Potevo fare di più?”. Conti conclude la lettera con espressioni di grandissimo affetto per la famiglia.

Guido Conti era andato in pensione dal corpo forestale ed era andato a lavorare in Basilicata per la Total, multinazionale del petrolio che ha un impianto in Val d’Agri. A quanto si è appreso, Conti si è licenziato nei giorni scorsi e ieri mattina è uscito verso le 9,30 dalla sua casa di via Battisti, a Sulmona, dicendo alla moglie che sarebbe rientrato a pranzo. Salito sulla Smart utilizzata dalle figlie, si è fermato in una tabaccheria in via De Nino, dove ha acquistato tre fogli e buste da lettera e un francobollo, per poi risalire in macchina e fermarsi in qualche luogo dove ha scritto i suoi ultimi messaggi. Al momento sono state trovate due lettere: una indirizzata alla famiglia e una alla sorella. Mancherebbe la terza lettera, quasi certamente affrancata e spedita a un destinatario al momento sconosciuto.
Conti poi è risalito in auto, dirigendosi sulla strada verso il Morrone. Una scelta anche questa non casuale. Da sempre il generale amava fare lunghe passeggiate lungo la provinciale che da Sulmona sale verso Pacentro, chiusa da due anni e mezzo, in seguito a una frana del marzo 2015. Percorsi cinque tornanti, Conti ha parcheggiato l’auto in una piazzola che costeggia la provinciale è sceso e si è ucciso con la sua pistola.

Il caso ha voluto che a trovarlo siano stati due forestali, che avevano lavorato con lui a Sulmona. Subito è scattato il protocollo previsto in questi casi: l’area è stata circoscritta e sul posto sono intervenuti i carabinieri e poco dopo il sostituto procuratore Aura Scarsella. I rilievi sono continuati fino all’alba di venerdì mattina. L’auto è stata posta sotto sequestro, così come la pistola e le lettere indirizzate ai familiari.
Un anno fa, sul suo profilo Facebook, Conti aveva pubblicato una lettera aperta indirizzata all’ex premier Matteo Renzi, in cui il generale difendeva il Corpo forestale contro l’accorpamento nell’Arma deciso dal governo. Un intervento contro “lo scioglimento di una istituzione benemerita bisecolare e carica solo di dignità, abnegazione ed efficienza”, rispetto al quale – scriveva

Conti – “mio Padre (pure lui un forestale, ndr) è morto due volte. E insieme a lui decine di migliaia di uomini che nella nostra Missione, perché tale è lo spirito che ci anima, hanno creduto e credono. E questo non posso permetterlo. Senza battermi fino in fondo”.

Modifica al PUT su Longobardi anche fuoco amico

0

Napoli . Si blocca al Consiglio regionale Campania alla riforma del Piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina e della costiera amalfitana. La Commissione Urbanistica ha ritirato la proposta di legge che necessita di alcune modifiche tecniche. Decisione che sta già provocando accese polemiche tra maggioranza e opposizione. Ma noi di Positanonews pensiamo ci sia anche un fuoco amico da parte di consiglieri del Partito Democratico che soffrono la presenza e l’ attivismo di Longobardi fra la costa di Sorrento e Amalfi

Il disegno di legge del consigliere Alfonso Longobardi, lo scorso mese di luglio era stato approvato dalla Commissione all’unanimità. Ora si attendeva il passaggio in aula, ma gli uffici regionali hanno sollevato perplessità su alcune norme che, secondo il loro parere, avrebbero comportato la violazione della competenza concorrente tra Stato e Regione, con il conseguente rischio di bocciatura da parte della Corte Costituzionale. Per questo il testo è stato ritirato per predisporre i necessari accorgimenti.

L’approvazione definitiva del provvedimento, pertanto, sembrerebbe destinata a slittare solo di qualche settimana. Si prevede, infatti, di portare il testo in Consiglio regionale prima della fine dell’anno. Una volta approvato il nuovo Put dovrebbe garantire procedure più snelle per la manutenzione e l’adeguamento degli edifici alla normativa antisismica, il cambio di destinazione d’uso dei capannoni abbandonati, il recupero abitativo dei sottotetti, la realizzazione di piscine pertinenziali e l’incremento del 20 per cento della cubatura dei fabbricati

Staremo a vedere se Longobardi supera il fuoco amico

Un salernitano all’…….Opera

0
Claudio Lardo è Paolo Borsellino

Sino al 20 novembre l’attore salernitano sarà co-protagonista dell’opera contemporanea “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” in scena al Teatro Tonino Pardo di Trapani

Di OLGA CHIEFFI

L’ Opera “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” chiuderà la 69ª Stagione Lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, per il quarto anno sotto la direzione artistica di Giovanni De Santis affiancato dal M° Andrea Certa, responsabile della programmazione lirica dell’Ente. In cartellone, un’opera di forte impegno civile che andrà in scena sino al 20 novembre a Trapani, sul palco del Teatro “M° Tonino Pardo” del Conservatorio “A. Scontrino”, per la direzione musicale è affidata ad Elio Orciuolo che dirigerà l’Orchestra, noto a Salerno per l’infelice esecuzione di La Traviata alla testa dell’orchestra Ossca, all’arena archeologica di Fratte, insieme con il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, diretto da Fabio Modica, e con il Coro di Voci Bianche “Carpe Diem”, guidato da Roberta Caly e la regia di Maria Paola Viano. “Falcone e Borsellino, ovvero il muro dei martiri” è “un dramma in musica ispirato alla cronaca”, un’opera in un solo atto per commemorare e tramandare due tra i più eclatanti delitti di mafia che hanno sconvolto l’Italia e che ancora restano vividi nella memoria collettiva, nonostante siano trascorsi più di 25 anni da allora. Era, infatti, il 23 maggio del 1992 quando un timer a distanza fu azionato per provocare la strage di Capaci, facendo saltare in aria l’auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo insieme con tre agenti di polizia, sull’autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Ed erano trascorsi solo 57 giorni quando, il 19 luglio, un’altra esplosione, stavolta in città, a Palermo, in via D’Amelio, uccise il giudice Paolo Borsellino, che stava andando a trovare la madre, insieme ai cinque uomini della sua scorta. L’Opera, interamente prodotta dall’Ente Luglio Musicale Trapanese è frutto della collaborazione tra due autori siciliani, Antonio Fortunato, il compositore e Gaspare Miraglia, il librettista. L’opera vuole essere un omaggio ai due magistrati uccisi dalla mafia e a tutte le vittime della mafia, insieme ad un messaggio di rinnovamento e di rinascita attraverso la musica e la poesia.Tale messaggio, di riscatto tramite l’arte, è reso tangibile anche dall’essenziale elemento scenografico: un muro, edificato sulle macerie e sul quale scorrono i nomi dei tanti martiri di mafia, ideato da Antonella Conte, e realizzato con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Palermo. Fortemente caratterizzante, la scelta della regista, Maria Paola Viano, di unire, nel prologo dell’Opera, l’enfasi poetica alla realtà, registrando le voci fuori campo non di attori ma di magistrati e avvocati attivi al Palazzo di Giustizia di Trapani. Protagonisti dell’Opera, il soprano Clara Polito nel ruolo di una Madre di vittima della mafia, il baritono Luca Bruno nei panni di un Padre, Francesco Palmieri, basso, che impersona la Mafia – in questo caso un vero e proprio personaggio – e, a dar vita alle voci di Falcone e Borsellino, gli attori Edoardo Siravo e l’attore salernitano Claudio Lardo. “Interpretare un personaggio realmente esistito è sempre una sfida” ha dichiarato Lardo in una pausa delle prove “perché mette l’attore a confronto con l’originale. In questo caso, mi sembra di avere la sensazione di essere uno strumento per ridargli vita, sia pure in quell’ora e mezza di spettacolo”. Lardo non è nuovo a lavori per i quali ha messo da parte il suo registro comico, che lo ha reso popolare e che comunque continua a caratterizzarlo nella gran parte delle sue interpretazioni. Infatti, è di appena due anni fa il suo spettacolo di narrazione – del quale è interprete e coautore – «Il pallone di pezza» nel quale si rievocava una strage di bambini compiuta a Buccino all’indomani della firma dell’armistizio, nel 1943; qui, Lardo riesce comunque a mantenere, nel racconto, un tono leggero. “Qui a Trapani, nonostante facciamo rivivere una storia tragica, alla fine è la speranza a prevalere sull’angoscia: il solo fatto che Falcone e Borsellino vengano raccontati con uno spettacolo corale, con un’orchestra reale che dà vita a una delle rare opere liriche contemporanee, a me pare un segnale inequivocabile che a vincere, almeno qui in Sicilia, non è stata la mafia”. Sul palcoscenico gli estremi i luoghi e i tempi della morte. Morte allora si svela, diviene guardare direttamente nel “proprio” volto, che donerà ai due martiri una nascita, una nuova era, la realizzazione di un sogno, l’eredità di chi è morto per servire uno “Stato così come dovrebbe essere” (G.Falcone).

 

Vico Equense. Parla don Pasquale Vanacore: “Non posso celebrare la messa nella mia parrocchia”

2

Vico Equense. È un don Pasquale Vanacore arrabbiato, quello che mi scrive stamattina. Da qualche mese parroco della parrocchia San Michele Arcangelo nella frazione Ticciano, si ritrova da tempo a non riuscire a celebrare la Santa Eucarestia nella sua parrocchia, prima per gli smottamenti e frane dovute al maltempo sull’unica arteria che collega la frazione (la Raffaele Bosco) ed oggi per una gara automobilistica: “1° Slalom del Mare Città di Vico Equense“.

“Buongiorno e buona domenica a tutti voi. Da due mesi – scrive don Pasquale – per volontà del vescovo e per varie problematiche insorte, ho dovuto riprendere la cura pastorale di Ticciano che lasciai 14 anni fa. Oggi per la seconda volta in un mese e mezzo ho difficoltà a raggiungere la parrocchia per la messa domenicale delle undici per la chiusura del tratto di strada da Moiano a Ticciano.

La prima volta, grazie al comandante dei vigili, fui scortato. Oggi sarebbe pericoloso e quindi dovrei raggiungere Ticciano da Seiano, ma non ce la faccio con gli orari, dovendo celebrare anche a S. Andrea alle 9,30. Premesso che non ho nulla contro le gare di biciclette e corse di macchine, mi chiedo solo se la Raffaele Bosco con tutte le sue problematiche si può prestare ad una cosa del genere.

Non so chi sono gli organizzatori ma vorrei indurli a riflettere sui disagi causati non solo a me ma anche ad una piccola parte degli abitanti di questo comune che forse non conta molto ma crede ancora alla domenica come giorno del Signore. Grazie e scusate”. 

Scala, tragedia aereo svedese: Commemorazione 70 anni – FOTO

0

Sabato 18 novembre 2017 si terrà il 70° anniversario della sciagura dello schianto dell’aereo svedese sul Monte Carro, a Scala

Scala, 18 novembre 2017 “ Commemorazione del 70 anniversario della strage dell’aereo svedese sul Monte Carro” Così ne parlò Gaetano Afeltra grande giornalista di Amalfi citato dal sindaco Luigi Mansi

“Le salme, fin quando non furono consegnate ai militari svedesi per essere rimpatriate, non furono mai sole. A vegliare gli sfortunati piloti c’era una specie di guardia d’onore di semplici cittadini del luogo, la maggior parte contadini e pastori e, ai piedi dei morti, un carabiniere. Vegliavano anche le donne con il rosario in mano: e quelle preghiere cattoliche per dei ragazzi protestanti avevano una sacralità suggestiva e una purezza di dolore che trasformavano per una notte quella gioventù straniera in gente nata e vissuta a Scala”
( Gaetano Afeltra, Corriere della Sera del 20 novembre 1997)

Qui sotto i divieto di circolazione

Per l’occasione, è previsto un gran numero di spettatori oltre a personalità politiche, religiose e militari. In particolare il corteo interesserà Piazza Municipio e Via Torricella (tratto: Piazza Municipio Giardino della Memoria). Il Comune per l’occasione ha ritenuto necessario interdire la sosta ed il transito delle autovettura lungo il tratto interessato all’evento.

Nel dettaglio:

E’ vietato la sosta di autoveicoli, motocicli e ciclomotori dalle ore 08,00 alle ore l4,00 del giorno Sabato 18 novembre 2017 lungo le vie: Piazza Municipio, Via Vescovado, Largo Monastero, Piazzetta delle Camelie e Via Torricella (tratto: Bivio S.Pietro /Scala Centro – giardino della Memoria).

E’ vietato il transito di autoveicoli, motocicli e ciclomotori dalle ore 08,00 alle ore 14,00 del giorno Sabato 18 novembre 2017 lungo le vie Piazza Municipio, Via Vescovado, Largo Monastero, e Via Torricella

Positano è morta Maria Lampo ha fatto conoscere la nostra Moda nel mondo

0

Positano è morta Maria Lampo ha fatto conoscere la nostra Moda nel mondo. Un pezzo della Storia della perla della Costiera Amalfitana che se ne va, un pezzo della storia del turismo e della Moda in Campania e nel Sud Italia. Il suo volto la sua eleganza e signorilità erano il simbolo televisivo della Positano che offriva oltre al mare e al turismo le abilità e la creatività dei suoi artigiani della Moda le “pezze” diventare un simbolo della Positano operosa degli anni Sessanta. Ciao Maria la terra ti sia lieve.

 

L’AZZURRO DI LORENZO MEGLIO DELLA NAZIONALE di Gimax

0
Napoli's Lorenzo Insigne during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs AC Milan at San Paolo stadium in Naples, Italy, 18 November 2017. ANSA/CIRO FUSCO

 

NAPOLI , 18 NOV – LORENZO INSIGNE

IL GOAL CHE FIRMA IL VANTAGGIO AZZURRO

NOTTE DA GIOCATORE DI CLASSE

“E’ stata una grande vittoria contro una grande come il Milan. Noi ci abbiamo messo grinta e cuore, poi i tifosi ci sono sempre vicino e noi li ringraziamo sempre e cercheremo di non deluderli”. A Premium Sport l’attaccante del Napoli Lorenzo Insigne torna sulla mancata qualificazione al Mondiale: Scudetto possibile? ”Sappiamo che possiamo fare grandi cose quest’anno, stiamo dando il massimo e speriamo che basterà. Il Napoli per dimenticare la panchina in Nazionale? A me è dispiaciuto di più non andare al Mondiale rispetto a non aver giocato. Non voglio fare polemica, ho accettato le scelte del mister. Per il CT quegli erano gli uomini giusti ma io sono stato orgoglioso di far parte di quel gruppo. Dispiace molto, ma ora devo pensare al Napoli”.
 

 

 

Napoli-Milan 2-1, gol di Insigne e Zielinski. Il Napoli blinda il primo posto

0

Nel segno di Insigne, bocciato da Ventura e rilanciato in grande stile da Maurizio Sarri. Lorenzo è una scheggia impazzita, un folletto imprendibile che consuma la sua vendetta, dopo le due panchine nel playoff Mondiale, dentro un primo tempo formidabile: segna sul filo del fuorigioco grazie all’aiuto della Var, colpisce un palo con un rasoterra micidiale, esalta le qualità di Donnarumma con una mezza palombella da applausi. Una condanna per il Milan a cui ha segnato 6 volte in dieci partite. Senza Insigne l’Italia ha perso la possibilità del viaggio in Russia. Con Insigne il Napoli allunga il passo e lancia, nel migliore dei modi, la lunga volata verso lo scudetto di Natale. In attesa della risposta della Juve, la capolista è prima con quattro punti di vantaggio. Una squadra meno scintillante, ma più pratica, forse pronta per lo scudetto. Il Milan, che aveva vinto le ultime due trasferte con Chievo e Sassuolo, china la testa e perde un altro scontro diretto, il sesto della stagione. Con le squadre che gli stanno davanti in classifica, il risultato è sempre lo stesso. Il quarto posto Champions è un miraggio. Ma non è questa la partita per rimettere in discussione Montella. Il Diavolo resta in partita sino alla fine e anche dopo il 2-0 di Zielinski non si perde d’animo. Ha il torto di riaprirla con Romagnoli nel recupero, cioè troppo tardi. La squadra è solida, gioca con spirito da provinciale, però senza qualità. E non graffia. L’attacco è un bel problema. Kalinic è la pallida copia del giocatore che aveva incantato a Firenze e l’infortunio di Suso alla fine del primo tempo si rivela un handicap gravissimo anche perché il suo sostituto, Andrè Silva, conferma ancora una volta di essere troppo acerbo. Il Napoli parte piano. Lento e contratto, è stranamente guardingo e non pressa alto come suo costume. Il Milan è più lesto a entrare dentro la partita. Montella sceglie il 3-4-2-1 in cui a fianco di Suso, dietro Kalinic, sistema Locatelli con il compito di spegnere Jorginho, la fonte del gioco partenopeo. La mossa riesce sino al momento del gol. Insigne, tenuto in gioco da Romagnoli, fulmina Donnarumma. L’arbitro Doveri annulla, la Var dopo un minutino ribalta il giudizio. La rete regala convinzione al Napoli. Insigne prende un palo, il portiere anticipa Mertens. Nella ripresa il Milan alza il baricentro nel tentativo di riequilibrare il risultato, aprendo però ampi spazi per le ripartenze napoletane. Il problema dei sarriani è che Callejon è poco ispirato e Mertens allergico al rossonero: ha un’occasione, smarcato dal solito Insigne e si fa stregare da Donnarumma, decisamente il migliore dei suoi. La mossa risolutiva viene dalla panchina. Sarri sostituisce Hamsik con Zielinski e il polacco nel giro di quattro minuti mette al sicuro il risultato. Quando segna Romagnoli è troppo tardi. Il Napoli è volato via. (Corriere della Sera)

Positano Style, un successo l’incontro con le imprese

0

L’Associazione di Promozione Turistica Positano Style, presieduta da Ambrogio Carro, riscuote un nuovo successo dall’incontro con le imprese turistiche, tenutosi oggi presso i locali di Elisir di Positano Cafè. Il pubblico presente, operatori turistici e non solo, ha seguito con interesse i temi trattat, in particolare le tematiche dell’HACCP e della tracciabilità degli alimenti, che ha dato il via ad un dibattito sull’applicabilità della normativa alle strutture extralberghiere.

Il presidente Ambrogio Carro ha introdotto l’incontro, quindi la parola è passata al tecnico informatico Antonino Buonocore, che coadiuvato da Giuseppe Di Martino, ha illustrato le potenzialità dei software la lui creati e gestiti per le attività ricettive e non solo

Sentiamo lo stesso Antonino, Nino per gli amici  Il mio software è progettato per soddisfare le esigenze più svariate : contabilità aziendale e gestione presenze, registrazione clienti e invio schedine PS, gestione prenotazione con channel manager e calendario centralizzato, prenotazione servizi, posizionamento mezzi navali e/o marittimi. Le caratteristiche principali di questo software sono due : in primis la personalizzazione, anche grafica, in base alle richieste del cliente, che si traduce in un risparmio economico in quanto il cliente acquista solo la funzionalità che gli interessa, in secondo luogo, il software è interamente web-based, quindi non si deve installare niente sul computer, basta avere solo un applicativo per navigare su internet, ciò rende il software indipendente dal sistema operatvo e dal dispositivo adottato, sia esso computer, tablet o smartphone. Il sofware si integra con i siti web aziendali. esistenti già o creati ex-novo.

Dopo gli interventi di NIno e Giuseppe, che ha ricordato l’importanza di avere un sito internet ed un servizio fotografico fatti n modo professionale, è la volta del dott. Luigi D’Antuono, che ha introdotto la complessa problematica della privacy e sicurezza informatica :Si tratta di definire le condizioni per costruire, intorno al tema della cybersecurirty, un ecosistema nazionale fatto di imprese tecnologiche, università, centri di ricerca e singoli talenti che
sviluppino le fasi di analisi del rischio e di definizione delle misure di prevenzione, in modo da abilitare rendere operative le politiche che si stanno  disegnando. solo la multidisciplinarità dell’ approccio potrà perseguire e diffondere la consapevolezza che il tema della cybersecurity è diventato una priorità per un’attuale declinazione dell’ educazione civica, presupposto essenziale per affrontare il presente.

A chiudere l’incontro il tema più discusso, HACCP e igiene alimentare, introdotto dalla dott.essa Annamaria Blasi : L’ importanza della tracciabilità nella filiera alimentare per OSA ( Operatori del settore alimentare ) e per il consumatore finale. La gestione degli allergeni . L’argomento è particolarmente attuale, meriterebbe una analisi più approfondita,  ed interessa praticamente tutte le attività che hanno a che fare con gli alimenti, in maniera diretta ed indiretta, e come detto ha dato vita ad un’ampia discussione sull’applicabilità della normativa ad alcune categorie di strutture ricettive, come quelle extralberghiere.

Nella foto di Massimo Capodanno i protagonisti dell’incontro : da sx Giuseppe Di Martino, tecnico informatico e fotografo, Antonio Buonocore, tecnico informatico e cartografo, dott, Luigi D’Antuono, esperto di privacy, dott.essa Annamaria Blasi, esperta di HACCP, dott. Ambrogio Carro, vicepresidente provinciale di Siamo Impresa Terziario.

Nella foto sempre del reporter Massimo Capodanno un momento dell’incontro

 

 

Sorrento, importante punto a Solofra

0
Foto tratta dal diario di Facebook del Sorrento 1945

I costieri allungano la striscia di risultati utili consecutivi

 

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e spazio all'aperto
Foto tratta dal diario di Facebook del Sorrento 1945

 Redazione – Non era una gara facile sul campo del Solofra contro una squadra in salute ed arcigna, ma i rossoneri conquistano un punto importante ed allungano la striscia di risultati utili consecutivi.

Non è stata una gara esaltante, ma maschia, abulica ed arbitrata all’inglese in cui le finalizzazioni sono state con il contagocce, l’equilibrio è stato al centro dell’attenzione, anche se i sorrentini non si sono dati per vinti ed hanno cercato di portare nel loro carniere un risultato utile anche se non è stata la vittoria, anche se l’hanno cercata.

La squadra di mister Guarracino, consapevole che di fronte non aveva un avversario docile ed addomesticabile, ad inizio del primo tempo ha cercato di sorprenderlo ma non c’è riuscito, poi dopo che c’era stato il buio ecco che i gialloblù vanno in vantaggio, sfiorano anche il vantaggio sia prima che dopo il pari dei costieri che tengono bene botta fino al 95’, conquistando un punto vitale per la classifica ed allungano la scia positiva di risultati utili consecutivi.

La gara – PRIMO TEMPO

2’  SO  Cross dalla sinistra di Matino in area per Gargiulo che di testa la mette a seguire ed esce sul fondo di una spanna.

30’  SO  Ancora in auge Gargiulo che si vede respinto da un difensore la sua conclusione a portiere battuto.

SL  Avallone innesca dalla fascia destra un lungo rilancio a cercare Meo che sul vertice dell’area ci prova al volo ma la sfera è larga.

44’  SL  1-0  Balzano con un tap-in di testa da zero metri mette in rete dopo la respinta di Munao sul tiro ravvicinato di diagonale di Santucci dopo che in area il cross era stato di Izzo.

Un buon primo tempo in cui l’equilibrio è all’ordine del giorno, ma con qualche palla, specie da parte costiera, che fa vedere qualche brivido ma poi i locali sono tempisti al momento opportuno.

SECONDO TEMPO

SL  Palla in area per Balzano la cui finalizzazione rasoterra termina di poco larga.

24’  SO  1-1  Azione personale innescata da Rizzo sulla fascia sinistra, entra in area e fa secco in uscita Sorrentino.

SL  Punizione battuta da Santucci dai 23 metri circa con palla a scendere che supera la barriera che impegna severamente Munao all’incrocio che volando manda in angolo.

Una ripresa senza nerbo in una gara maschia e arbitrata all’inglese in cui, come il primo tempo, le azione si sono viste con il binocolo, per i locali qualcosa ma non è molto ed alla fine il pari va bene ad entrambe, di più ai costieri che restano nel treno dei play off.

Novantunesimo – Mister Guarracino si accontenta del punto che fa sempre bene, sia per il morale perché allunga la serie positiva e sia perché si resta nelle alte sfere, ma anche perché giocare contro un avversario maschio ed arcigno non è stato facile. Pareggiare la gara “non è un’occasione mancata perché il campionato è molto livellato. Pensare in modo presuntuoso, non lo sono affatto come allenatore, di venire a Solofra ed agganciare il Valdiano. L’unica pecca è stato un momento di distrazione nel recupero bel primo tempo”. Come dicevamo non era facile giocare contro una squadra che “è forte e lo ha dimostrato nelle ultime due gare, a Palma Campania non meritava il pareggio, mentre a Cervinara ha segnato tre gol, è in salute ed è allenata benissimo da Ciccio Messina. Una squadra maschia, dura che sa giocare e marcare, credo che un punto a Solofra non si disdegna sempre ed io, in questa partita, me lo prendo per buono e poi guardando gli altri risultati, meno male che l’abbiamo pareggiata”.

E tutto è bene quel che finisce bene, anche perché la vetta non è lontana, per qualche sogno lontano. Ma intanto domenica prossima c’è un avversario ostico come la Palmese che gode di una buona salute.

CAMPIONATO ECCELLENZA CAMPANIA 2017-18 – GIRONE B – 11^ GIORNATA

SOLOFRA – SORRENTO 1945   1-1

Goals: 44’pt Balzano (SL); 24’st Rizzo (SO).

SOLOFRA (4-4-2): Sorrentino, Bruno (36’st Spina), Arzeo (30’st Esposito), Catalano, Izzo; Rapolo, Avallone, Liguori, Meo; Santucci, Balzano (36’ Di Zenzo).

A disp: De Luca, Vuolo, Fiume, Battista.   Allen: Francesco Messina.

SORRENTO (3-5-2): Munao; Calabrese, Guarro, Rizzo; Mozzillo (1’st Falanga), Di Ruocco, Pepe,

Masi (34’st Mennella), Matino (20’st Streich); Gargiulo, Cifani (35’st Vacca).

A disp: Leone, Ruocco, Schettino.   Allen: Antonio Guarracino.

Arbitro: Pietro Ambrosino di Torre del Greco.

Assistenti: Giuseppe Andrea Palomba (Torre del Greco) – Donato Giancarlo Cirillo (Napoli).

Note: giornata serena; terra battuta imperfetta; spettatori 280 circa (40 circa da Sorrento).

Recupero: 1’pt e 5’st.

 

GISPA

Ravello Zimmern da Mamma Agata il top della costa d’amalfi

0

Ravello Zimmern da Mamma Agata il top della costa d’amalfi ecco come annunciano sulla loro pagina Facebook We had the most amazing day and the honour to welcome an idol for us….chef…food critic…showman …and above all a WONDERFUL person….the only one…the great one….
Mr ANDREW ZIMMERN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!conduttore del programma culinario Orrori da gustare (titolo originale Bizarre foods), in onda in Italia sul canale satellitare Discovery Travel & Living , DMAX e Fine Living nel quale vengono riportati i suoi viaggi intorno al mondo e le sue avventure tra le specialità culinarie tipiche, ma comunque singolari, dei luoghi che visita. Zimmern è uno dei personaggi televisivi più famosi negli USA  ed è ora in giro in Costiera Amalfitana

EVENTI DI DOMENICA 19 NOV

0

Festa dell’Olio d’Oliva e I edizione del concorso ”OLIOTOP”Continuano le attività ”sociali” dell’A.S.D. PRONTISIPARTE.Durante tutto il corso dell’anno alcuni membri dell’associazione si sono cimentati nell’orto condiviso, un momento di condivisione come dice il nome, lontano dalla routine quotidiana e come buona prassi del Presidente Salvatore, all’aria aperta.Si è condiviso non solo il lavoro ma anche l’abbondante raccolto, tra cui anche la raccolta delle Olive da cui è partita l’iniziativa.L’evento-gara è rivolto a tutti coloro che quest’anno hanno prodotto l’olio ”nuovo” ed hanno il piacere di condividerlo con tutti i partecipanti, tramite una simpatica gara (di natura non agonistica).A giudicare il prodotto sarà una giuria, di esperti, che in base ad una specifica tabella sapranno valutare tutti gli aspetti e le proprietà di ciascun Olio presentato. Per partecipare alla gara, basta portare con se almeno 1/2 lt di Olio di propria produzione.L’evento degustazione è aperto a tutti.La degustazione sarà un momento di scoperta e anche didattico per apprendere al meglio le nozioni basilari per valutare un buon olio e gustarne sicuramente di ottimi.L’evento si terrà Domenica 19 novembre p.v. alle ore 18:30 in via Atigliana, 18 – Sorrento, presso l’Agriturismo La Sorgente, che su queste pagine ringraziamo pubblicamente per la disponibilità e l’accoglienza riservataci in ogni occasione.Alla degustazione seguirà anche un momento gourmet, infatti lo Chef Ferdinando Marciano preparerà un piatto a base dei prodotti dell’orto condiviso.Ringraziamo inoltre i nostri sponsor che hanno contribuito all’acquisto dei premi messi in palio ed alla realizzazione dell’evento.Vi aspettiamo.Lo staff di A.S.D. PRONTISIPARTE

L'immagine può contenere: sMS

Per il natale il meraviglioso castello di Lettere (NA) si trasforma nel villaggio di babbo natale con i suoi fantastici mercatini natalizi, presepe vivente, luci d’artista e area degustazione.

L'immagine può contenere: sMS

Note in Cammino, per il suo Secondo appuntamento tra natura e tradizione approda nella bellissima zona denominata ‘i Camaldoli’: un’altura che divide il centro di Arola dalla piana della penisola sorrentina e sulla cui sommità si trova la struttura Masseria Astapiana-Villa Giusso, dimora storica e azienda agricola.

Con il trekking, dalla frazione di Alberi lasceremo il caos cittadino per godere di una domenica rilassante. Infatti, dopo una ripida salita che separa il centro dalle stradine di campagna, ci ritroveremo a passeggiare tra uliveti e paesaggi incontaminati attraverso un sentiero sconosciuto ai più e per questo motivo non totalmente bonificato. Raggiunta la Collina di Astapiana a 400 mt s.l.m., continueremo il nostro percorso, all’interno dell’azienda Astapiana Villa Giusso, fino al punto più alto della zona: Monte Crocione dal quale lo sguardo si apre a 360 gradi da Punta Campanella e Sorrento fino al Vesuvio e Napoli, lasciando lo spettatore in contemplazione di uno spettacolo indescrivibile.

La discesa ci porterà direttamente nel cuore della Masseria dove la natura incontrerà la tradizione: infatti si esibirà per noi in concerto e lectio magistralis il Maestro Marcello Colasurdo, mentre avremo la possibilità di degustare prodotti tipici della zona.
L’evento sarà ancora occasione per destinare i proventi alle opere di ripristino del Monte Faito dilaniato dai numerosi incendi.

Per coloro che parteciperanno anche al trekking, dopo il concerto continueremo l’escursione ad anello che ci ricondurrà al punto di partenza.

Indicazioni :
Ci vediamo alle ore 10.00 presso la frazione di Alberi, nei pressi della chiesa di santa Maria delle Grazie, che è anche l’inizio del percorso.
Per coloro che desiderano partecipare solo al concerto ed alla degustazione, l’appuntamento è alle ore 12.00, dove saremo ospitati presso la Masseria Astapiana – Villa Giusso.

– Percorso ad anello di Media difficoltà, di tipo turistico (T) con un breve tratto E+ data la ripida pendenza
– Lunghezza: 5 km circa
– Durata: 5 ore al massimo con le soste per il trekking + il concerto ed il rinfresco. Il tour finisce massimo per le 15.00
– Percorso esposto
– munirsi di acqua per il percorso.
– Indossare scarpe da trekking a suola scolpita, cappellino, protezione solare, abbigliamento a strati perché salendo potremmo incorrere in escursioni termiche
– Possibilità di parcheggio gratuito ad Alberi lungo “via Alberi”
– Non ci sarà disponibilità di servizi igienici lungo il percorso.
– La prenotazione è obbligatoria e il pagamento è da effettuarsi il giorno stesso dell’escursione .
– Il tour viene condotto da una guida AIGAE

ATTENZIONE: sarà possibile partecipare al concerto (con annesso rinfresco ) anche senza prendere parte all’escursione, previa comunicazione all’atto della prenotazione. Per coloro che vogliono partecipare solo al concerto ci incontreremo in località “masseria Astapiana” per le ore 12.00, orario in cui è previsto il concerto.
<><><><><><><><><><><><><><><><><><>
DOVE: Chiesa di Santa Maria delle Grazia, Via Alberi , 80062 Alberi, Meta, NA
Masseria Astapiana- Villa Giusso, Via Camaldoli n.51 80069, Vico Equense (Na)

QUANDO: domenica 19 Novembre ore 10.00

Prenotazione OBBLIGATORIA :
info@prolocovicoequense.it 3313102009
Contributo di partecipazione (concerto, trekking e degustazione) €10,00 a persona.
Bambini gratis

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio all'aperto

Esultanze e silenzi per la morte di Totò Riina. I confini della pietà per l’uomo che non ne aveva

0

«Pietà l’è morta», si dice in guerra. In guerra, appunto: quando si sviluppa un’atroce familiarità con la morte. Si dice quando la morte falcia innumerevoli vite, quando l’uccisione del nemico è un ordine categorico e non, come in tempo di pace, un reato. Ma con Totò Riina non si può parlare di pace. Lui e i suoi sgherri hanno compiuto mattanze senza pietà, hanno scatenato una guerra spietata contro incolpevoli esseri umani. Ora che Riina è morto, ci vorrebbe il silenzio delle emozioni, ma nell’epoca ciarliera dei social il silenzio è un’anticaglia del passato, e infatti da quando si è sparsa la notizia del boss deceduto è esplosa la voglia di dire, odiare, farsi trascinare dalla collera, e talvolta vilipendere, virtualmente, il cadavere ancora caldo dell’aguzzino. Qualcuno ha addirittura esultato. E la pietà? Fino a dove può spingersi la pietà per il corpo senza vita di un massacratore seriale, per uno che ha esercitato una tirannia sanguinaria, rivendicando come un titolo d’onore la propria crudeltà? Attraversa il web, in tempo reale, il dilemma etico che da sempre accompagna l’atteggiamento umano nei confronti della morte di chi si è trasformato in vita in un agente del Male. La Chiesa, che pure dovrebbe essere il quartier generale della misericordia, non sempre è stata clemente con le morti considerate «pericolose», fino a rifiutare cristiana sepoltura ai suicidi, i cui corpi non meritavano il seppellimento in terra consacrata. Oggi si discute sull’opportunità di un funerale religioso per Riina, però le preoccupazioni sembrano piuttosto alimentate da considerazioni di ordine pubblico. Ma se è risuonata nei decenni scorsi l’angosciosa interrogazione «dove era Dio quando le camere a gas erano in funzione», anche oggi, a poche ore dalla morte del boia, ci si chiede dov’era Dio quando un bambino veniva sciolto nell’acido o altri bambini sono rimasti orfani dopo la carneficina di Capaci. Pietà per Riina? Nel segreto dei cuori e delle coscienze, forse, ma non nella dimensione pubblica del cordoglio. E del resto anche i «laici», i non credenti, non possono sfoggiare sempre sentimenti sublimi: le loro coscienze sono forse state travolte dai tormenti della pietas quando, dall’alto dei cieli non sporcati dal fango del terreno, venivano sganciate bombe poco intelligenti sui bambini destinati alla morte? Nell’epoca del web loquace, del resto, la morte di un personaggio pubblico è diventata l’occasione di un rito collettivo in cui ciascuno, per il semplice fatto di possedere l’arma di un necrologio in 280 caratteri, aspira ad essere l’officiante. Un rito di commozione e di partecipazione per la morte di un cantante, di un artista, di uno scrittore su cui riversare torrenti di affetto. Un rito non proprio misericordioso quando a morire è un simbolo del Male. Riina si è meritato un trattamento così furente oppure si sta facendo, a parole ma non in misura meno macabra, uno scempio collettivo del suo cadavere? Nel segreto del cuore di ciascuno, le risposte possono essere le più varie. Ma nella dimensione pubblica il disprezzo per un assassino spietato può essere più che giustificato. I familiari di Riina hanno tutto il diritto di piangere il loro morto, ma certo non, come ha fatto sempre via web la figlia del boss, intimare il silenzio pubblico con un gesto perentorio che appare come qualcosa di spregevole se si considera che proprio l’intimazione violenta e sanguinaria al silenzio è uno dei pilastri simbolici e non solo simbolici del terrore mafioso. Il disprezzo non si estingue con la morte. E l’invocazione alla pietas rischia di suonare ipocrita e declamatoria. «Pietà l’è morta» è terribile. Ma per Totò Riina la pietà non è mai stata viva, non è mai esistita. (Pierluigi Battista – Corriere della Sera)  

News Troll. In Rete il confine tra reale e finto diventa inesistente. Abbiamo un’arma per difenderci: il discernimento

0

Nel mondo di Internet tutto cambia velocemente, anche il senso delle parole. Fino a qualche anno fa il termine Troll indicava qualcuno che, all’interno di un gruppo, di una community o di un social network, infastidiva deliberatamente gli altri contribuendo in modo irritante al dibattito in corso. Il Troll era un utente dispettoso che poteva arrecare disturbo in molti modi: fingendo di non capire di cosa si stesse parlando, “postando” pareri immotivati, contraddicendo in maniera ostinata ogni altro utente e, ovviamente, dando informazioni false. Oggi il significato di “Troll”, per il grande pubblico di non esperti, si va invece modificando; i Troll di cui si parla in questi giorni non sono semplicemente dispettosi e hanno perduto quel lato goliardico che caratterizzava, negli anni ’90, i primi disturbatori della Rete. Vorremmo dire che sono dei farabutti, degli imbroglioni, ma questi epiteti si attagliano a singole persone mentre, sempre più spesso, le indagini ci dicono che, dietro la copertura di una fittizia identità informatica, non si nascondono esseri umani, ma organizzazioni complesse che perseguono obiettivi criminali. Utilizzando una metafora militare, potremmo pensare ai Troll come a dei “guastatori”, come a truppe specializzate nel distruggere le difese nemiche, ma questo non ci deve indurre a confonderli con gli hacker: un hacker è, in primo luogo, qualcuno che penetra nei sistemi di sicurezza informatici, un Troll è qualcuno che demolisce i circuiti della sicurezza sociale, quelli che si basano sulla fiducia, sulla presunzione, indispensabile per il vivere moderno, che i nostri simili siano fondamentalmente onesti e sinceri. Ed ecco che, di tutte le strategie tipiche del Troll delle origini, gli attuali sistemi di “trolling” privilegiano quella della falsificazione della realtà; se gli hacker si accaniscono su password e firewall, i Troll attaccano quell’insieme di conoscenze che noi chiamiamo “mondo reale”. Troll e bufale sono dunque strettamente legati. E, per falsificare, talvolta non servono neanche gli effetti speciali: il caso dell’attentato a Westminster lo dimostra. Nei giorni che hanno seguito l’ennesima strage londinese, ha preso a circolare per la Rete una fotografia che ritraeva una ragazza islamica intenta a telefonare, apparentemente incurante dei cadaveri a terra accanto a lei; l’immagine era accompagnata da un commento: «Donna musulmana non presta alcuna attenzione all’attacco terroristico, cammina noncurante accanto a un uomo morente mentre controlla il suo telefono. Pregate per Londra, Islam al bando». Lo scatto è assolutamente autentico, nessun fotomontaggio, ma bastano poche parole per renderne fasulla l’interpretazione. La scena immortalata mostra anche un uomo, dai tratti tipicamente britannici, con le mani in tasca, anche nel suo atteggiamento si potrebbe cogliere un certo grado di distacco ma, chiaramente, è la ragazza col velo a prestarsi al processo di alterazione. In altri scatti dello stesso fotografo si vede la ragazza mettersi a disposizione dei soccorritori ma, estratta dal contesto, quella foto dice esattamente il contrario. Pensare però che questo tipo di operazioni sia tipico dell’era digitale ci allontanerebbe dalla verità e ci impedirebbe di cogliere i veri rischi del digitale. Facciamo un salto indietro di un secolo esatto. Siamo nel 1917, nel pieno della Prima Guerra Mondiale, e sulla stampa inglese si comincia a parlare della “German Corpse Factory”, della fabbrica nella quale i tedeschi trasformerebbero in grassi e sapone i cadaveri dei loro caduti al fronte; a provarlo ci sarebbe una foto. In realtà la foto incriminata mostrava soltanto un treno che trasportava i corpi dei soldati morti e pare che l’idea di gettare fango sui nemici con la “bufala” della “Kadaververwertungsanstalt” sia venuta a John Charteris, un ufficiale dei servizi segreti di Sua Maestà: il bravo soldato, trovandosi sulla scrivania la foto dei cadaveri e quella che ritraeva alcune carcasse di cavallo davvero destinate a una fabbrica di sapone, ebbe l’intuizione che un piccolo scambio di didascalie avrebbe fatto al caso suo. In che cosa dunque i moderni Troll si differenziano da John Charteris? Solo nella potenza di fuoco. Un secolo fa, ma anche trent’anni fa, costruire una falsa notizia di impatto mondiale richiedeva settimane di lavoro e se per caso si falliva bisognava ricominciare da capo, oggi le bufale possono essere prodotte al ritmo di migliaia al giorno: se una viene smascherata, rimangono le altre e la velocità della loro diffusione virale è impressionante. A generarle sono, oggi come allora, i servizi segreti e i gruppi di potere, ma a dare loro una prima diffusione sono sistemi automatizzati che, spacciandosi per utenti reali, inquinano la percezione del reale. Più che al Grande Fratello di Orwell, dove tutti sono spiati, il mondo di oggi assomiglia a Matrix, dove il confine tra ciò che è reale e ciò che è costruito elettronicamente si sfuma fino a diventare inesistente. I Troll burloni, quelli che si divertono a diffondere finte immagini di cobra a sette teste o di topi grandi come Yorkshire infiocchettati, esistono ancora, ma i Troll che davvero dobbiamo temere sono quelli che stanno disintegrando la nostra società, quelli che, al soldo della Russia, della Cina o della destra ultra-conservatrice americana, hanno bombardato il Regno Unito di fake news per influenzare il referendum sulla Brexit, quelli che stanno rendendo fragile e vacillante la nostra fede nel suffragio universale. Ma contro il trolling abbiamo ancora un’arma, quella che gli umani del mondo distopico di Matrix hanno perduto: il discernimento. Per quanto raffinati siano i sistemi elettronici che generano la “realtà trasformata”, il falso, per entrare nella nostra testa, ha ancora bisogno del nostro consenso, della nostra collaborazione, della nostra credulità. Quindici anni di social network hanno compromesso gravemente le nostre capacità di discernimento e ci hanno reso obbedienti servitori dei Troll, pronti a ridistribuire e a ri-twittare le panzane più inverosimili. Nel novembre di due anni fa una madre (volonteroso e imbecille Troll domestico) inviò alla figlia un messaggio che parlava di una fantomatica bomba nella metropolitana; mezz’ora dopo la città era paralizzata e in preda al panico. I Troll giocano sul desiderio di velocità che ci rende acritici, sulla facilità con la quale premiamo il pulsante “condividi”; se solo ci prendessimo cinque minuti di riflessione prima di condividere una notizia, se solo verificassimo su un paio di siti se quell’informazione è già classificata come “fake”, rallenteremmo l’opera distruttrice dei Troll fino a fermarla. Facciamolo, diamo al nostro cervello il tempo di entrare in azione e di salvarci la vita. (Alessandro Perissinotto – Il Mattino)

Meta. Dopo due anni vane le ricerche dello psicologo Giuseppe Di Meglio. La speranza del Dna sui cadaveri senza nome

0

«Nei vari obitori italiani ci sono 28 corpi con caratteristiche simili a quelle di Giuseppe. Per questo avevamo pensato che attraverso il nostro Dna si potesse arrivare a un confronto con questi cadaveri e capire se magari mio fratello è tra gli oltre 2.500 individui che non hanno ancora un nome». A parlare è Andrea Di Meglio, il fratello di Giuseppe, lo psicologo scomparso a Meta a giugno del 2015 e del quale da allora non si hanno più notizie. La famiglia, dopo averlo cercato insieme con amici e forze dell’ordine seguendo ogni segnalazione, da aprile ha scelto una strada dolorosa ma necessaria: prendere in considerazione che il loro caro possa non essere più in vita. E per questo la mamma e il fratello dello psicologo hanno deciso di farsi prelevare campioni di mucosa orale, in modo da confrontarli con quelli presenti nelle specifiche banche dati. Scoprendo però che la cosa non è così semplice: «Anche perché – spiega ancora Di Meglio – una banca dati complessiva non c’è. Basti pensare che i nostri campioni finora sono stati confrontati solo con quelli di tre persone decedute e senza identità presenti negli obitori italiani». Sulla questione la famiglia Di Meglio sta ormai diventando esperta e oggi parla di “vulnus legislativo” in questo campo. Una questione che ha voluto portare alla ribalta nazionale nel corso della striscia mattutina della trasmissione Rai “Chi l’ha visto”. Con il fratello di Giuseppe era presente anche il deputato di Mps, Arturo Scotto, che insieme alla parlamentare Pd Luisa Bossa ha presentato un’interrogazione al ministro degli Interni sulla banca dati del Dna: «Mentre la norma del 2009 prevedeva espressamente la possibilità di utilizzo della banca dati anche ai fini dell’identificazione di cadaveri di persone ignote – si legge – il decreto ministeriale del 2016 invece ha del tutto trascurato quanto previsto, “dimenticando” di disporre circa i tempi e le modalità del prelievo di Dna dai cadaveri non identificati e di individuare le modalità pratiche e burocratiche attraverso le quali dovranno effettuarsi i prelievi dai familiari delle persone scomparse». Intanto le indagini sul caso Di Meglio sono di fatto ferme: «Non arrivano più segnalazioni – spiega rammaricato Andrea – e senza una traccia da cui partire è ovviamente difficile riavviare le ricerche. Purtroppo questo stato di cose, è facile da capire, crea turbamenti in tutti noi. La mancanza di notizie sicure ferisce in maniera costante: senza una certezza e senza un movente, siamo lasciati a noi stessi. Non c’è mai mancato l’affetto, soprattutto delle tante persone che hanno sempre voluto bene a Giuseppe. Questo lenisce le ferite ma non le rimargina. La speranza è che qualcosa possa sbloccarsi attraverso il Dna. È una nostra battaglia ma anche una battaglia per tante famiglie nella nostra stessa condizione. Basti pensare che dai dati in nostro possesso, tra i cadaveri non identificati ce n’è addirittura uno rinvenuto nel 1975. Ma quando questi poveri corpi avranno una degna sepoltura?». (Teresa Iacomino – Il Mattino)

Sant’Antimo. Scomparsa di Rosa Di Domenico. La svolta: ecco le tracce del pakistano. Adescatore tra Francia e Germania

0

Lo hanno individuato, sanno dove è stato in questi mesi e che vita ha condotto. Sanno in quali Paesi europei ha dimorato, in quali comunità è transitato, sempre con un solo obiettivo, con la stessa urgenza: sparire, cambiare pelle, allontanare da sé i riflettori che si sono accesi, quando – tra Napoli e Brescia – è esploso il caso di Rosa Di Domenico, la 15enne scomparsa, probabile vittima di un adescamento. Una possibile svolta nel corso dell’inchiesta che punta a fare terra bruciata attorno ad Alì Quasib, il pakistano trapiantato nel bresciano, ritenuto responsabile dell’allontanamento della minorenne sparita lo scorso 24 maggio dalla sua cittadina di Sant’Antimo. Polizia in allerta, al lavoro ci sono tre Procure italiane, ma anche reparti investigativi di altri contesti europei, mentre la famiglia di Rosa ha attivato indagini difensive, oltre a sfoderare una strategia che va avanti da giorni, quella del sangue freddo, dei contatti con la famiglia di Alì, all’insegna di una moral suasion che ha un solo obiettivo: avere notizie di Rosa, della sua scomparsa improvvisa. Scenario da brividi, in una vicenda per molti versi oscura. Stando a quanto emerso finora, Rosa sarebbe stata adescata da Alì, cittadino pakistano conosciuto in rete, ritenuto responsabile di un traffico di foto a sfondo pedopornografico. Decisivo, in questa ricostruzione, il lavoro difensivo del penalista Maurizio Lojacono, che assiste la famiglia di Rosa e che ha ottenuto la riapertura del caso (dopo un’istanza di archiviazione del caso da parte del pm rigettata dal gip), ma anche il recente trasferimento del fascicolo al pool antiterrorismo guidato dall’aggiunto Rosa Volpe. Indagini che oggi hanno raggiunto un punto fermo, a partire proprio dal momento della scomparsa. Viene infatti smentita l’ipotesi che Rosa abbia lasciato Napoli usando un treno per Brescia. Si fa avanti un’altra possibilità: la ragazzina è stata portata via da Sant’Antimo a bordo di un furgone guidato da un connazionale di Alì, un cittadino pakistano che si sarebbe prestato a fare da transfert. Una circostanza che spinge gli inquirenti a verificare l’esistenza di una rete di contatti che potrebbe aver protetto Alì durante il suo allontanamento dall’Italia. Mesi trascorsi in Francia, in Belgio e, soprattutto, in Germania, approfittando del patto di mutuo soccorso che in genere rafforza le comunità pakistane in giro per il mondo. Una trama di contatti e relazioni, su cui oggi è attiva l’intelligence italiana nel tentativo di dare una risposta alle esigenze di chiarezza e di giustizia di una famiglia e di una intera comunità metropolitana. Che fine ha fatto Rosa? Può una 15enne, per quanto suggestionata dalla figura di un adulto, decidere di lasciare la propria famiglia senza un motivo? Domande che i genitori di Rosa hanno rivolto anche ieri mattina ai genitori di Alì, nel corso dell’ennesimo faccia a faccia avuto a Brescia. Incontri da cui emergono particolari utili alle indagini, accanto a risposte decisamente più evasive. In sintesi, secondo quanto emerge dalle trasferte bresciane di questi mesi, i parenti del pakistano avrebbero confermato che Rosa fosse in compagnia di Alì, nei primi giorni del suo allontanamento dalla casa paterna, senza offrire però particolari utili alla ricerca della ragazza. Intanto il pressing investigativo sul caso della15enne di Sant’Antimo sembra aver dato i primi frutti. Gli inquirenti lo hanno rintracciato, hanno ricostruito i movimenti di Alì negli ultimi mesi, in un via vai tra comunità pakistane in Francia e in Germania. Non è inseguito da un mandato di cattura internazionale, formalmente le indagini sul suo conto sono ancora aperte, ma il suo atteggiamento tradisce il desiderio di far perdere le tracce. Un caso che fa i conti anche con altri punti interrogativi. Da almeno due mesi, infatti, l’attenzione della famiglia è concentrata sul ritrovamento in Francia di un cadavere carbonizzato. Potrebbe appartenere a una bambina di età compresa tra i 12 e i 15 anni ed è stato rinvenuto nonostante non fosse pervenuto alle autorità francesi una denuncia di scomparsa. Un giallo sul quale la famiglia di Rosa chiede chiarezza, tanto da spedire un tampone con il dna della 15enne di Sant’Antimo in Francia, per realizzare una sorta di comparazione. Si attendono gli esiti, mentre la richiesta di collaborazione con le autorità italiane ha investito l’intera comunità pakistana a Brescia. Chiaro il concetto: omertà e chiusura al cospetto degli inquirenti potrebbe rendere automatica l’espulsione dal territorio italiano per amici e parenti di Alì in condizioni non regolari. Su un altro versante, sono state invece ascoltate amiche e conoscenti di Rosa, che hanno avuto modo di confermare quanto era apparso evidente ai genitori della ragazzina negli ultimi mesi prima della sua scomparsa. Rosa – hanno confermato alcuni testi – aveva intrapreso un percorso di islamizzazione, proprio sulla scorta di quei contatti vissuti sui social con Alì. Un caso che resta per molti versi misterioso, come il tenore di vita del pakistano, prima e dopo che il caso Rosa Di Domenico scoppiasse sui giornali: usava (e usa) auto di grossa cilindrata, non sembra essere costretto a lavorare per vivere, approfittando del radicamento decennale della comunità di appartenenza nel Bresciano. Una condizione su cui la famiglia di Rosa chiede chiarezza, nella speranza che Alì venga interrogato su quel traffico di foto scabrose con una minorenne (reato per il quale è previsto l’arresto) e sull’improvvisa scomparsa della ragazzina da una famiglia di persone oneste. (Leandro Del Gaudio – Il Mattino)

Pompei. Sicurezza sul lavoro: negli Scavi multate tre imprese dei restauri

0

Blitz dei carabinieri nei cantieri del Grande Progetto Pompei: tre ditte contravvenzionate per violazioni sulla sicurezza. I lavori della messa in sicurezza del Parco Archeologico di Pompei sin dal loro inizio sono sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. In modo particolare dei militari dell’Arma, visto che a capo del progetto c’è il generale dei carabinieri Luigi Curatoli. Ed è proprio dalla relazione a firma del generale che sono emerse le irregolarità di alcune imprese impegnate nei lavori di restauro e messa in sicurezza delle domus della città antica. «Al fine di accertare che tutte le ditte appaltatrici operino nel pieno rispetto della vigente normativa in materia di rispetto delle regole sulla tutela dei lavoratori e sulla sicurezza dei cantieri – scrive il generale Curatoli nella sua relazione presentata in Commissione Cultura – la direzione del Grande Progetto Pompei ha continuato a richiedere al comando carabinieri per la Tutela del lavoro un’attività ispettiva di tutti i cantieri attivi. Le ispezioni, iniziate dal 16 febbraio fino al 1 giugno 2017, hanno consentito di accertare tre violazioni delle norme e quindi di elevare contravvenzioni per complessivi 22.796 euro». Altre ditte invece, pur percependo compensi milionari dalle stazioni appaltanti (Parco Archeologico, Grande Progetto e Invitalia), non pagano gli operai. La denuncia parte proprio dai lavoratori. «In tema di rispetto dei diritti dei lavoratori – scrive ancora il generale Curatoli – a seguito di formale comunicazione da parte dei lavoratori di una ditta operante nei cantieri del Grande Progetto Pompei, che hanno lamentato di non aver ricevuto spettanze economiche maturate a vario titolo, la stazione appaltante sta procedendo agli accertamenti necessari, al termine dei quali provvederà, eventualmente, a corrispondere alle maestranze il dovuto, o una percentuale di esso a titolo di acconto, sulla base della consistenza dei vari Sal (stati di avanzamento dei lavori)». Intanto, per impedire ai lavoratori licenziati di girare indisturbati tra i cantieri degli Scavi, prosegue l’aggiornamento delle funzionalità per il trattamento dei dati presenti nel sistema della legalità. In particolare sono stati realizzati dei campi, nell’anagrafica delle maestranze, nei quali indicare le date di inizio e fine del rapporto lavorativo per impedire, attraverso un sistema di alert, di inserire nella giornata di cantiere il nominativo di un lavoratore con contratto non attivo. (Susy Malafronte – Il Mattino)

PROVE DEL GRUPPO FOLK DEL CAPODANNO DI VETTICA DI AMALFI

0

Oggi sabato 18 novembre alle ore 19.00 presso il palazzetto dello sport di Vettica cominceranno le prove del Gruppo folk del CAPODANNO DI VETTICA. Vi aspettiamo numerosi per un puro e sano divertimento dedicato ai grandi ed ai piccini. Vi aspettiamo numerosi.

Di notte niente eliambulanza, protestano i sindaci di Capri. Per l’Enac la pista sull’isola non è abbastanza illuminata

0

Capri. Stop al servizio di eliambulanza nelle ore notturne. È stata l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) a decretare la sospensione del servizio di trasferimento degli ammalati gravi dall’isola agli ospedali della terraferma dopo il calar del sole «a causa della carenza di adeguata illuminazione della pista di atterraggio dell’eliporto di Damecuta ad Anacapri». Così è scritto nella nota che è stata inviata al dottor Alfonso Basso, direttore sanitario dell’ospedale Capilupi di Capri, che ha provveduto ad informare immediatamente i sindaci dei due Municipi isolani. E appena ricevuta l’allarmante notizia i due primi cittadini Gianni De Martino e Franco Cerrotta hanno informato il prefetto di Napoli Carmela Pagano, il presidente della Regione Vincenzo De Luca, il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro Mario Forlenza, chiedendo che venga urgentemente posto rimedio alla questione. È evidente che l’interruzione del servizio mette a repentaglio la vita di chi, in casi gravi e patologie che non possono essere curate presso il Capilupi, deve essere necessariamente trasferito con urgenza negli ospedali di terraferma. Il ricorso all’eliambulanza sull’isola è diventato quasi la normalità, essendo l’unico nosocomio caprese privo di apparecchiature idonee e di reparti specializzati per la gran parte delle patologie, compresi gravi casi traumatici, infarti e ingenerale quando è richiesta la chirurgia d’urgenza. Alle spiegazioni richieste dai sindaci, nel tardo pomeriggio è stata data risposta con la garanzia che il servizio non subirà interruzioni per i pazienti in codice rosso, vale a dire persone considerate in imminente pericolo di vita. Tutti gli altri dovranno aspettare l’alba del giorno dopo oppure affidarsi al trasferimento in idroambulanza, servizio affidato alla Capitaneria di Porto che però non può partire in caso di condizioni meteo marine avverse: circostanza che d’inverno è praticamente all’ordine del giorno. L’eliporto di Damecuta è gestito dall’Aeronautica Militare unitamente alla stazione meteorologica ed è l’unica pista di atterraggio sull’intera isola. Il problema della sua scarsa illuminazione è cronico, ma solo ieri l’Enac lo ha considerato così grave da impedire le operazioni di decollo e atterraggio. L’ultimo trasferimento è avvenuto alcune sere fa: ad averne bisogno una giovane donna caprese, in avanzato stato di gravidanza, che doveva raggiungere urgentemente una struttura sanitaria idonea a causa di complicazioni sopravvenute che potevano mettere a rischio la vita sua e del nascituro. (Anna Maria Boniello – Il Mattino)

Napoli. Blackout di tre ore al Cotugno, pazienti ventilati a mano. Trasferiti d’urgenza tre malati in gravi condizioni

0

Napoli. Blackout al Cotugno: ieri mattina dalle 9 circa per quasi tre lunghe ore è mancata l’energia elettrica nell’intero ospedale. Un guasto non ancora spiegato dai tecnici, probabilmente originato dalla centrale di smistamento Enel posta all’ingresso del presidio. Una cabina che serve anche il vicino Monaldi, interessato anch’esso dalla mancanza di corrente. Per quest’ultimo presidio, tuttavia, la continuità garantita dai gruppi elettrogeni entrati in funzione dopo circa 4 minuti non ha fatto registrare particolari disagi sostenendo senza intoppi per tutto il periodo di buio le attività mediche e chirurgiche dei numerosi reparti. Diversa la situazione sviluppatasi al Cotugno, dove i due gruppi elettrogeni in dotazione all’ospedale infettivologico, pur entrati in funzione circa 30 secondi dopo il blackout, hanno fatto registrare continue cadute di tensione con uno stop and go che ha mandato in difficoltà soprattutto la rianimazione dell’ospedale, costringendo momentaneamente i medici ad effettuare la ventilazione a mano. I gruppi di continuità elettronici delle singole apparecchiature salvavita hanno comunque garantito il funzionamento di monitor e ventilatori automatici ma al perdurare dell’interruzione di corrente si è provveduto a trasferire, in via precauzionale, tre pazienti sui sei ricoverati nell’unità intensiva che dispone in totale di otto posti più altri due al pronto soccorso ad alto isolamento. I pazienti trasferiti sono la 31enne casertana vittima una settimana fa di una intossicazione da botulino (e dunque non infettiva) dirottata al vicino Monaldi, il bimbo rom di cui hanno parlato le cronache nei giorni scorsi, in terapia intensiva per una tubercolosi cerebrale non bacillifera ma non più intubato che è stato accolto nell’unica altra infettivologia pediatrica esistente a Napoli al Policlinico Federico II, e infine un terzo paziente ugualmente non infettivo trasportato in ambulanza ai Colli Aminei presso la Rianimazione attiva al Cto. Tutti trasferimenti dunque avvenuti nell’ambito della stessa azienda ospedaliera. Per l’intera mattina di ieri i tecnici dell’azienda ospedaliera hanno lavorato con gli esperti dell’Enel chiamati subito dopo il guasto. L’alimentazione degli ospedali collinari da alcuni anni è tra l’altro servita da una doppia linea di alimentazione di cui una è il prolungamento di quella del Cardarelli. Una soluzione adottata alcuni anni fa quando un analogo blackout fu causato da un topo che aveva rosicchiato i fili dell’alta tensione. E in effetti per circa un’ora i tecnici hanno attivato questa seconda linea prima che la situazione rientrasse nella normalità anche sulla traccia elettrica principale. Ad ogni modo alle 11,45 la situazione è tornata stabile e sono stati interrotti i trasferimenti dei pazienti. Nei prossimi giorni con ogni probabilità il Cotugno riporterà i propri malati nelle unità di degenza liberate ieri. Intanto l’ufficio tecnico aziendale ha allertato la ditta fornitrice del noleggio dei due gruppi elettrogeni rivelatisi ballerini. Non si esclude di contestare il cattivo funzionamento. In cantiere c’è anche l’ipotesi di dotare l’ospedale di un terzo gruppo elettrogeno. Dopo gli analoghi blackout che hanno colpito negli ultimi mesi prima il Cardarelli (senza conseguenze) e l’Ospedale del Mare il 7 novembre scorso (in questo caso non funzionarono i gruppi di continuità) si ripropone, nella rete sanitaria pubblica, il nodo della manutenzione delle strutture tecniche e anche quello dei controlli sulle forniture di apparecchiature elettromedicali. Un nodo che rimanda alla grave carenza di personale nelle unità operative tecniche depauperate negli anni del commissariamento e del blocco del turn over. (Ettore Mautone – Il Mattino)

 

L’arcivescovo Pennisi: «Nessuna cerimonia per Riina, èuno scomunicato. Spero che la tomba diventi meta di pellegrini»

0

«Sa, il mio timore è che adesso la sua tomba possa diventare una meta di pellegrinaggio. Che di Riina si crei un mito». Possibile? «Purtroppo sì. C’è gente che viene a Corleone per visitare la casa del “padrino”, i luoghi della mafia. In un albergo c’erano degli americani che chiedevano di vedere le immagini della strage di Capaci. Ho sentito dire che il figlio di un mafioso organizza “tour” turistici, chissà che informazioni darà». Monsignor Michele Pennisi è arcivescovo di Monreale, la diocesi che comprende Corleone, e ieri lo ha detto subito: per il capo di Cosa nostra non ci saranno funerali in chiesa. Per chiarire, eccellenza: no a funerali «pubblici» o niente funerali del tutto? «Non ci sarà nessun funerale, ne ho parlato anche con il questore. La salma sarà portata al cimitero e il cappellano, se la famiglia lo chiederà, potrà dire una preghiera e la benedizione in forma strettamente privata e d’accordo con l’autorità civile. I mafiosi sono scomunicati e il canone 1184 del codice di Diritto canonico, per evitare il pubblico scandalo dei fedeli, stabilisce che i peccatori manifesti e non pentiti devono essere privati delle esequie». Ed è questo il caso. «Chiaro, la Chiesa ha una responsabilità educativa. Il suo compito è formare le coscienze alla giustizia e contrastare la mentalità mafiosa. Un funerale, specie in Sicilia, ha anche una rilevanza sociale. Sarebbe come dare a Riina la patente di eroe». C’è questo rischio? «Le nuove generazioni sono sempre più consapevoli, ma anche un mito negativo può attirare i giovani. Corleone merita di essere conosciuta per i suoi santi: san Bernardo ispirò Manzoni per la figura di padre Cristoforo. Ho saputo che in alcune periferie ci sono dei ragazzini che giocano a fare Totò Riina». La famiglia potrà celebrare messe di suffragio? «A condizione che non ci siano annunci pubblici e senza fare il nome del defunto. La messa si celebrerebbe solo in forma strettamente privata». Da una decina di anni ha vietato i funerali ai mafiosi. «La prima volta fu nel 2007, quand’ero vescovo a Gela. Vietai le esequie pubbliche per un capomafia. Mi minacciarono con un volantino nelle chiese che diceva: la pena di morte non è ancora stata abolita». E cosa ha fatto? «Ho continuato a svolgere il mio ministero con serenità, anche a Monreale. E ho scritto altri due decreti: chi è stato condannato in via definitiva per mafia, non può far parte di confraternite né essere padrino di battesimi e cresime». (Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera)

Insigne mette il Milan nel mirino. Montella ha studiato una gabbia per lui: doppia marcatura

0

Cinquantasette e non sentirle: Insigne riprende stasera contro il Milan le sue sane abitudini dopo essere rimasto a guardare con l’Italia contro la Svezia al Meazza. Una continuità incredibile di rendimento, Lorenzo gioca titolare da più di un anno, precisamente dal 26 ottobre 2016 contro l’Empoli, e da allora non si è più fermato. Rituffarsi in campo da protagonista con il Napoli è il modo migliore per cancellare l’amarezza del sogno mondiale sfumato a inizio settimana. Il Milan è la sua vittima preferita, già cinque i gol messi a segno da Insigne contro i rossoneri: colpi ad effetto tirati fuori soprattutto al Meazza (dove ha segnato tre reti in occasione di due successi degli azzurri) ma anche al San Paolo (dove di reti ne ha realizzate due in altrettanti pareggi del Napoli). Da un azzurro all’altro, dalla delusione per la mancata qualificazione con l’Italia ai Mondiali di Russia 2018 alla voglia matta di riprendere la corsa scudetto con il suo Napoli. «Abbiamo voglia di altri risultati importanti perché stiamo lottando per un grande obiettivo», ha detto in questi giorni Insigne aggiungendo: «Meno male che ora ci sono le due partite con il Milan e lo Shakhtar, saranno d’aiuto per tornare forte fisicamente e mentalmente». Insigne è ormai al centro del Napoli, nel senso che è decisivo nel gioco di Sarri: attacca e difende, sulla fascia sinistra fa sempre la differenza. L’avversario più temuto da Montella: dal suo lato dovrebbe esserci Musacchio dopo che in settimana era stato provato anche Bonucci (l’argentino sarà aiutato in copertura da Borini). Il pericolo pubblico numero uno: Lorenzo è visto così in casa rossonera. Dal suo piede infatti partono sempre le iniziative più pericolose degli azzurri, è lui l’uomo assist, quello che mette Mertens e gli altri in condizione di segnare, quello che trova ad occhi chiusi Callejon sul secondo palo. Quattro assist, il migliore del Napoli per numeri di passaggi vincenti, anche se dopo una grande partenza si è fermato (l’ultimo lo ha disegnato al San Paolo nel derby con il Benevento). Leggermente indietro invece come numero di gol: Lorenzo finora in campionato ne ha segnati soltanto tre, ai quali però vanno aggiunti i tre realizzati in Champions League. L’ultimo guizzo in campionato all’Olimpico contro la Roma, il gol che regalò agli azzurri un successo importantissimo in uno scontro diretto per il vertice: in Champions invece ha segnato in avvio di partita contro il Manchester City nella serata del pesante ko al San Paolo (2-4) contro la corazzata di Guardiola. Dal suo lato ci sarà Mario Rui, chiamato nel compito difficoltoso di non far rimpiangere Ghoulam, la cui assenza si è avvertita tantissimo a Verona con il Chievo: la catena di sinistra con l’algerino, Hamsik e Insigne è stato il vero e proprio punto di forza del Napoli. I meccanismi con Mario Rui andranno affinati, stasera contro il Milan sarà una verifica molto importante. Insigne il primo gol al Milan lo segnò nell’ultimo anno di Mazzarri e Cavani, il 17 novembre 2012, esattamente cinque anni fa: da allora è cresciuto giorno dopo giorno prendendosi il Napoli e diventando l’uomo simbolo, quello che potrà diventare anche nell’Italia del futuro. Ma ora più che mai l’unico azzurro nella sua testa è quello Napoli: stasera punta al sesto gol ai rossoneri e soprattutto al successo del rilancio dopo il pari con il Chievo per tenere alle spalle gli inseguitori. (Roberto Ventre – Il Mattino)

L’ex campione Ciro Ferrara: «Il campionato ci restituirà il sorriso»

0

Torna il campionato, mai così atteso. «Subito dopo il crac della Nazionale, grandi sfide e grandi emozioni», dice Ciro Ferrara, ex leader delle difese del Napoli e della Juve, una carriera da allenatore cominciata al fianco del ct Marcello Lippi nella storica spedizione ai Mondiali di undici anni fa. Lei era sul prato di Berlino ad alzare la Coppa il 9 luglio 2006: che effetto le ha fatto la malanotte del Meazza, quella dell’esclusione dal Mondiale in Russia? «È stata la vittoria di undici anni fa che non ci ha fatto affrontare i problemi del calcio italiano. Sapevamo quali erano, però accade che il risultato sportivo li faccia accantonare o emergere. Dopo il trionfo in Germania ci siamo sentiti superiori e ci siamo cullati sulla vittoria. Se la Nazionale avesse superato il playoff, magari con un gol in fuorigioco, si sarebbero fatti i discorsi di questi giorni? Ecco, qual è la risposta a questa domanda? I risultati sono fondamentali ma non possiamo fermarci qui: sarebbe un errore, anzi lo è stato. L’eliminazione può essere salutare sotto questo aspetto. Siamo stati tutti toccati da una cocente delusione, ma guardiamo avanti e interveniamo». Ventura non si è dimesso e ieri ha scritto una nota con una vaghissima assunzione di responsabilità: ha sbagliato? «Io sono stato esonerato da tre club, non mi sono dimesso anche perché non mi trovavo alla fine di un percorso. Non so perché Ventura, dopo quel risultato storicamente negativo, non si sia fatto da parte. Magari di fronte a un’assunzione di responsabilità generale avrebbe presentato le dimissioni, invece dopo la Svezia sarebbe stato effettivamente l’unico ad andar via». Lei lanciò Insigne nell’Under 21: sorpreso di averlo visto soltanto per 15’ nei due playoff? «Molto. Era il calciatore più in forma della Nazionale, per le sue caratteristiche tecniche sarebbe stato utile». Da dove ripartire? Basterà Ancelotti in panchina? «Il discorso è più ampio e il primo punto è questo: bisogna ascoltare i calciatori e gli ex calciatori, così come ha fatto il presidente Infantino dopo il putiferio provocato nella Fifa dallo scandalo Blatter. Nella stanza dei bottoni è entrato Boban, ad esempio. Servono figure di campo con maggiori poteri: quelli della componente dei calciatori, ad esempio, nel consiglio della Federcalcio sono nettamente inferiori rispetto alla Lega Dilettanti, con tutto il rispetto. Ma non devono essere figurine questi personaggi, bisogna dar loro ruolo e voce». La prima idea di Ferrara? «Si parla di una quota eccessiva di stranieri, ma in fondo non è tale: in serie A è del 54 per cento, in Premier del 67. Incide la qualità, piuttosto. Nei vivai ci sono tantissimi stranieri, perfino sei o sette in una Primavera, e questo incide negativamente sulla crescita degli italiani, a cui non bisogna sottrarre spazi». Per fortuna torna il campionato con due grandi sfide oggi: il derby di Roma e Napoli-Milan. «Un campionato quanto mai appassionante al vertice, con cinque squadre in cinque punti. La concorrenza nasce dalla qualità dei giocatori e degli allenatori, tutti italiani, che hanno saputo trasmettere le loro idee, magari differenti ma tutte brillanti. C’è grande equilibrio e ciò dà forza e fascino a un campionato che negli anni scorsi, a questo punto, aveva uno scenario già chiaro ed era quasi finito. Saranno decisivi gli scontri diretti e alla ripresa c’è subito il derby all’Olimpico, oltre al Napoli che gioca al San Paolo contro il Milan e saprà trasmettere grandi emozioni». Basta riaccendere le luci del campionato per dimenticare la delusione di lunedì? «La sconfitta contro gli svedesi ci fa adesso guardare sotto la giusta luce i nostri limiti e può forse indicare la strada da seguire. Arrivano belle gare come quelle di Roma e Napoli, lo saranno anche Samp-Juve e Inter-Atalanta domani. Sono curioso di verificare la reazione di Insigne e degli altri nazionali a pochi giorni dall’esclusione dal Mondiale: la loro rabbia renderà ancor più esaltante questa giornata». (Francesco De Luca – Il Mattino)

Assalto del Napoli al Milan: 3 punti per blindare il primato. Anticipo al San Paolo contro i rossoneri finora deludenti

0

Ripartire forte nella corsa scudetto dopo il pareggio di Verona contro il Chievo per dare subito un segnale chiaro agli inseguitori. Questo l’obiettivo del Napoli stasera al San Paolo contro il Milan, partito tra mille difficoltà e a ben 13 punti di distanza dagli azzurri ma che è in ripresa e ha vinto le ultime due trasferte consecutive con Chievo e Sassuolo. Una giornata di campionato molto indicativa perché oggi alle 18 c’è il derby Roma-Lazio e domani Juventus e Inter giocano due partite non proprio semplicissime contro Sampdoria e Atalanta. Il Napoli capolista in campionato dopo dodici giornate, al ritmo straordinario di dieci vittorie e due pareggi, ricomincia un ciclo intensissimo di partite e martedì si gioca il match decisivo in Champions League contro lo Shakhtar sapendo di poter rientrare in corsa per la qualificazione agli ottavi solo con un successo. Sarri non si fida dei rossoneri, l’organico di Montella è di primissima scelta (faraonico il mercato estivo con tanti colpi ad effetto a cominciare da quello di Bonucci) e la voglia è forte di invertire il trend a Fuorigrotta. Concentrazione alta in casa Napoli, squadra da ieri in ritiro a Castel Volturno dopo l’allenamento di rifinitura, niente conferenza stampa del tecnico azzurro. Questa è stata una settimana particolare, come sempre dopo la sosta della nazionali e Sarri ha avuto la squadra al completo praticamente solo da due giorni. Insidie di natura atletica perché con le nazionali viene svolto un tipo di lavoro diverso e mentale visto che si dovrà riattaccare immediatamente la spina. Le scelte di Sarri ricadranno sulla squadra tipo, quella dei titolarissimi con la riconferma di Mario Rui da terzino sinistro al posto dell’infortunato Ghoulam. Proprio questa potrà essere una delle chiavi del match: il portoghese infatti dovrà dimostrare di aver assimilato in fretta i movimenti della catena di sinistra con Hamsik e Insigne visto che da quel lato l’algerino in questa stagione è stato devastante. A centrocampo con il capitano slovacco ci saranno Allan e Jorginho che hanno avuto finora un rendimento sempre molto elevato. Il tecnico rossonero cambierà qualcosa nel modulo e negli uomini per limitare il super attacco del Napoli: «Insigne? Io sapevo che avesse la febbre, l’ho sognato. E’ un giocatore fortissimo, ha una predisposizione alla fase di non possesso di altissimo livello», ha scherzato l’allenatore di Castello di Cisterna, più volte accostato in passato alla panchina azzurra ma finora mai approdato a Napoli. Montella ha una grandissima considerazione degli attaccanti azzurri, del tridente dei piccoletti. «Mertens ha trovato la sua dimensione in un ruolo impensabile fino all’anno scorso. Ora attacca la profondità, è stato bravissimo a migliorare in così poco tempo. Quello che più colpisce è la sua predisposizione al sacrificio. E questo vale anche per Insigne e Callejon». Grande considerazione di tutto il Napoli. «Probabilmente gioca il miglior calcio in Europa, ma sono convinto che il Milan abbia i mezzi per far male. Attenderli bassi o alti? Scelta difficile. Indipendentemente dall’aspetto tattico, conterà la nostra sicurezza». Il Napoli per esprimere al massimo la propria potenzialità offensiva dovrà accelerare le giocate e velocizzare i movimenti senza palla per esaltare la capacità realizzativa di Mertens diventato devastante nel ruolo di centravanti. Il Milan per l’occasione ritrova Bonaventura, un rientro molto importante, e infoltirà il centrocampo a cinque lasciando il compito a Suso di svariare più avanti e assistere Kalinic, l’unica vera punta. La forza degli azzurri finora è stata quella di riuscire a conservare l’equilibrio e c’è stato uno scatto importante in avanti soprattutto in termini di gol subiti (quella azzurra con 8 gol è la seconda migliore difesa alle spalle della Roma che di reti ne ha subite 7 giocando però una partita in meno). La coppia difensiva centrale Albiol-Koulibaky ha affinato gli automatismi e contro il Milan tornerà in porta Reina costretto a saltare il match di Verona per problemi alla schiena (Pepe poi si è aggregato alla Spagna ma non è stato impiegato nelle due amichevoli contro Costa Rica e Russia). Il Napoli giocherà con la quarta maglia, una divisa inedita, tenuta top secret dal club azzurro che sul sito ha annunciato la sorpresa per stasera al San Paolo. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Pompei@Madre. Al museo Donnaregina una mostra di 400 reperti pompeiani in dialogo con altre opere di 90 artisti

0

Cosa lega Madame de Staël e i Pink Floyd, Johan Christian Dahl ed Ernesto Tatafiore, Luigi Ghirri e Pierre-Jacques Volaire? Il museo d’arte contemporanea Donnaregina prova a offrire una risposta, aprendo al pubblico da domani la mostra “Pompei@Madre. Materia archeologica” in via Settembrini. Un incrocio tra arte e archeologia in un percorso espositivo che all’ingresso e al primo piano mette in dialogo reperti romani e opere delle collezioni del Madre (questa sezione resterà aperta fino al 24 settembre 2018) e al terzo piano (chiusura il 30 aprile) dove prosegue il racconto della “materia pompeiana” che ha ispirato arte, iconografie, gusto, temi e stimolato rielaborazioni concettuali e letterarie dalla scoperta settecentesca (Ercolano fu esplorata dal 1738, Pompei dal 1748) fino ai nostri giorni. Una proposta artistica singolare: se siamo ormai abituati all’arte contemporanea che entra nei siti archeologici (Pompei, ma anche Siracusa o Paestum) e nei musei d’arte antica e moderna (basti pensare alle iniziative che ospitano stabilmente il Mann e Capodimonte), ora più di 400 straordinari reperti archeologici, poco conosciuti e raramente esposti, entrano in museo d’arte contemporanea. E lo fanno accompagnati – quasi come fossero mediatori – dalle opere e dalle creazioni di più di 90 fra artisti e intellettuali moderni e contemporanei: da scrittori come Goethe e Stendhal ad artisti come Warhol e Rauschenberg, dalle ceramiche della Real Fabbrica di Capodimonte ai progetti di architetti come Le Corbusier, dagli strumenti di lavoro e dalle foto d’epoca che documentano le varie campagne di scavo fino alle sperimentazioni delle ultime generazioni. A inaugurare la mostra arriva oggi alle 11,30 il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini. Per lui un ritorno: qui, nel 2014 presiedette la riunione degli assessori regionali al turismo e alla cultura. Alle 12,30 è atteso anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ad accoglierli il presidente della Fondazione Donnaregina, Pierpaolo Forte, il numero uno di Scabec, Antonio Bottiglieri, oltre ai curatori della mostra Massimo Osanna (direttore del Parco archeologico di Pompei), Andrea Viliani (direttore del Madre) e Luigi Gallo (per la sezione moderna). Si parte dall’ingresso di Daniel Buren, dove dietro a un’antica porta compaiono un tavolo e una cassaforte. Il percorso segue al primo piano. La sala decorata di maioliche di Francesco Clemente diviene il centro di una domus pompeiana, mentre il tema del viaggio di Jannis Kounellis rivive in un mosaico pavimentale con animali marini. Ecco poi le sale di Sol LeWitt e Jeff Koons, e i frammenti di affreschi nelle sale di Giulio Paolini e Richard Serra. Gli spazi di Mimmo Paladino evocano il sonno con l’esposizione di due calchi pompeiani, un padre con il suo bambino, a ricordare la fragilità umana. (Antonio Ferrara – la Repubblica)

MARIA TERESA LIGUORI CI LASCIA.

0

La decana dell’UNITRE, università delle tre età, sezione di Piano, Maria Teresa Liguori, è morta.  Sit tibi terra levis!   Gli occhi di molti dei soci presenti per l’ultimo saluto nella Chiesa di Mortora sono diventati lucidi. Noi la vogliamo ricordare così, con le immagini gioiose del gennaio 2016 quando presentammo il suo ultimo libro LA SCALA DI VETRO, volume che ne omaggiò tutti tutti e che letto oggi è un testamento morale sull’amicizia e il suo valore.

ARTICOLO PUBBLICATO DA PENISOLA.IT   DANIELA ESPOSITO

Va’ pensiero   15-06-2011 

Va' pensiero

 

Mercoledì 15 giugno 2011, alle ore 18:00, nella sala del Centro Culturale Comunale di Piano di Sorrento, presentazione del libro “Va’, pensiero”, scritto dalla sig.ra Maria Teresa Liguori, a cura dell’Unitre di Piano di Sorrento. La neo scrittrice racconta la storia personale nella quale s’intrecciano eventi nazionali e locali, vicende di personaggi noti e sconosciuti. Un racconto agile e brioso che rispecchia la personalità dell’autrice, allegra, volenterosa, creativa, con un innato senso di humour, con un forte amore per la vita e uno spiccato senso di appartenenza.

Beniamina di molti cittadini di Piano di Sorrento soprattutto da quando frequenta tutti i corsi dell’Unitre di Piano di Sorrento, attrice, scrittrice di piece teatrali, ritrattista, recita a memoria molti canti della Divina Commedia, studia Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco.

L’evento, organizzato dall’Amministrazione Comunale e dall’Unitre di Piano di Sorrento, sarà presentato dal dott. Lucio Esposito.  Ingresso libero

Scritto da: Daniela Esposito

 

VENERDÌ 17 GIUGNO 2011    VICO ON LINE

Presentato “Va pensiero” il libro di Maria Teresa Liguori Evangelisti

Piano di Sorrento – Mercoledì 15 giugno, presso la sede Unitre di Piano di Sorrento, il presidente Vincenzo Esposito ha presentato, alla presenza dell´autrice Maria Teresa Liguori Evangelisti, il volume “Va pensiero”. E´ il racconto autobiografico scritto a 98 anni da un´attiva associata decana dell´Unitre Sorrentina, che si distingue per vivacità intellettiva e creativa. Essa è già nota per le sue esibizioni annuali come attrice del laboratorio teatrale diretto dal dott. Franco Cristallo e come pittrice di ritratti molto apprezzati. Il racconto della Liguori continua e arricchisce brillantemente la collana di autobiografie che nascono all´interno dell´Unitre non solo in penisola ma in tutta Italia. Nel 2006 il Centro laboratoriale di autobiografia nacque a Vico Equense e fu affidato alla direzione del prof. Bruno Schettini della cattedra di educazione degli adulti della seconda università di Napoli. Finora sono stati prodotti una mostra fotografica di autobiografia e la pubblicazione del catalogo relativo, un libro di memorie dei soci di Meta, un altro dei soci di Vico Equense, un volume di racconti brevi di Gina Capasso e quest´ultimo della Liguori che certamente acquisterà molti lettori e molto consenso per la freschezza narrativa e per il contenuto, che è la descrizione di una vita ricca di emozioni e di fatti che coprono quasi un secolo della storia locale.

L’ARTICOLO PUBBLICATO DA POSITANONEWS IL 19 GENNAIO 2016

Sarà presentato mercoledi 20 gennaio 2016 ore 17.00 presso la sede UNITRE di Piano di Sorrento, l’ultimo libro di Maria Teresa Liguori, decana tra i soci dell’UNITRE. A parlarci del libro il Presidente Vincenzo Esposito e il prof Lucio Scibilia. Il racconto  si sviluppa intorno ad una classe liceale e ai suoi protagonisti. Il filo conduttore è l’amicizia che lega ben oltre il periodo scolastico. A leggere  brani significativi del libro  Sisa e Ambrogio del laboratorio Teatrale Unitre.

 

Napoli. Ospedale del Mare targato Salerno, 130 assunti dalle graduatorie del Ruggi

1

Napoli chiama, Salerno risponde. Servono 83 infermieri e 50 operatori socio-sanitari per garantire il funzionamento dell’Ospedale del Mare. Non c’è tempo per fare concorsi e attivare la mobilità da altre strutture sanitarie. Per questo la direzione dell’Asl 1 ha deciso di attingere alle graduatorie dell’ospedale Ruggi di Aragona di Salerno: “una scelta motivata da ragioni di urgenza ed eccezionalità”, si legge nella delibera del 13 novembre firmata dal direttore generale Mario Forlenza. Assunzioni per sei mesi, rinnovabili. Ma sindacati sul piede di guerra. Nella stessa delibera infatti si prende atto che “le organizzazione sindacali hanno espresso il loro netto dissenso”. E volano accuse anche in vista dell’imminente campagna elettorale per le elezioni politiche che vedrebbero candidato a Salerno il figlio del governatore De Luca. La carenza di personale ha già fatto slittare la terza fase del cronoprogramma di apertura dell’Ospedale del Mare. È la penultima fase con l’aumento da 189 posti letto a 236 e soprattutto l’avvio del “pronto soccorso di primo livello con trasporto secondario”. Uno step che era programmato al 30 ottobre ma che è differito di un mese. Perché il direttore sanitario del nosocomio di Ponticelli ha evidenziato “la carenza di 50 unità di Oss e 83 infermieri” per garantire l’ulteriore apertura del 30 novembre. È il personale uno dei nodi principali che ostacola il decollo del nuovo ospedale. A regime la struttura necessita di 1.527 tra medici, infermieri, amministrativi e tecnici. La Regione aveva autorizzato 1.000 assunzioni tra 2016 e 2017. Ma le “procedure concorsuali e di mobilità regionale ed extraregionale” – si legge nella premessa della delibera – si sono “rilevate particolarmente complesse”. Risultato: circa 400 assunzioni concretizzate, di cui “diverse a tempo determinato”. Solo il 40 per cento. Come fare? Le norme danno la possibilità di “attingere da graduatorie vigenti per concorso pubblici”, invece di fare un nuovo bando. Insomma, c’è già chi ha partecipato a concorsi ed è in posizione utile in graduatoria per essere assunto. Non solo. Se l’Asl non ha elenchi validi, può attingere a quelli di altre amministrazioni. “L’Asl 1 – si legge nella delibera – non ha graduatorie valide né a tempo determinato né a tempo indeterminato”, mentre al Ruggi d’Aragona “sono stati espletati due avvisi pubblici per assunzione a tempo determinato di Oss e infermieri”. Una soluzione quella di Salerno “che rispetta i principi cardine di trasparenza e imparzialità”, scrive Forlenza. Ma lo scontro con i sindacati si è consumato sull’interpretazione della norma. Per i sindacati si dovrebbe assumere solo dalle “graduatorie a tempo indeterminato”, per prevenire fenomeni di precariato. Per l’Asl 1 invece “non vi è un divieto di legge assoluto di ricorrere a graduatorie a tempo determinato definite da altre aziende qualora siano inesistenti quelle a tempo indeterminato”. Approvata la delibera, la tensione è dilagata nelle ultime assemblee sindacali. C’è chi ha sollevato lo spauracchio delle elezioni in primavera: quelle assunzioni dal Ruggi potrebbero tornare utili per alimentare il consenso sul feudo di Salerno, dove in pole position sarebbe candidato il figlio Piero di De Luca. «L’accusa dei sindacati – dichiara Forlenza a Repubblica – è infondata e strumentale fatta per screditare il lavoro da me avviato alla Napoli 1. Basta leggere la delibera per rendersi conto delle vere motivazioni per cui si è fatto ricorso alle graduatorie del Ruggi». Dalla direzione della Napoli1 fanno notare che gran parte del personale in graduatoria a Salerno è napoletano. Lunedì assemblea dei lavoratori dell’Asl 1 al Frullone. Chiedono, oltre alle rivendicazioni retributive, anche “lo slittamento dell’apertura dell’Ospedale del Mare e una diversa assegnazione del personale”. (Alessio Gemma – la Repubblica)

Eventi

L’ AveMaria della Mediocrazia

Riflessioni dopo gli eventi musicali e culturali che hanno animato la città di Salerno il 17 novembre  Di OLGA CHIEFFI “Scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi”...