Sorrento. Antenne killer, parola agli esperti. La giunta incaricherà un pool di tecnici per il piano salva-salute

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Sorrento. La questione è ormai aperta da diverso tempo. Più o meno come sta succedendo proprio nella vicina Vico Equense con ambientalisti, consiglieri comunali di minoranza e «semplici» cittadini in prima linea contro i ripetitori telefonici. A Sorrento è più o meno lo stesso. E l’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Cuomo, adesso, sembra voler aprire ai costanti «suggerimenti », rilanciati pubblicamente più volte sia dal presidente della commissione trasparenza, Rosario Fiorentino, sia dal Partito democratico. Che a braccetto avevano richiesto l’immediata programmazione di un piano di zonizzazione con cui individuare sul territorio tutti i ripetitori telefonici. Programma minuzioso con un obiettivo semplice, ovvero una valutazione dell’incidenza delle onde elettromagnetiche sulla salute dei cittadini per prendere i provvedimenti del caso. In tal senso, il Comune è pronto a nominare una vera e propria commissione che sia in grado di fornire il giusto supporto alla faccenda con pareri tecnici. E’ chiaro che, a Sorrento, c’è ancora tensione alle stelle per la questione dell’antenna telefonica che sarebbe dovuta sorgere in un terreno della frazione collinare di Casarlano, a via Rivezzoli. In un primo momento, l’amministrazione comunale sembrava aver dato l’ok – sotto il profilo ambientale – al futuro impianto che sarebbe stato costruito in un fondo privato. Successivamente, dopo polemiche e inviti accorati di forze politiche di opposizione e ambientalisti, scattò l’immediato dietrofront con dichiarazioni abbastanza forti firmate proprio dal primo cittadino. Un no secco al progetto messo a punto dal colosso della telefonia, Vodafone-Omnitel, che è ancora in tempo per impugnare lo stop all’iter burocratico magari con un ricorso d’urgenza da notificare al Tribunale amministrativo regionale della Campania. Stando a ciò che è filtrato negli ultimi giorni, il pool di esperti andrà a caccia anche dei ripetitori «mimetizzati», cioè quelli realizzati anche in pieno centro urbano e camuffati. Si tratta in ogni caso di una vicenda abbastanza intricata in cui hanno un peso anche le esigenze dei privati che, per «ospitare» le antenne telefoniche, vengono liquidati dalle società interessate a piazzare sul territorio dei propri impianti. Indagini a tappeto a Sorrento, con il sindaco Cuomo che, sulla scorta delle bordate dell’opposizione, disse ufficialmente che i ripetitori non sarebbero stati più costruiti nel salotto buono della città del Tasso. (Metropolis)